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Pagina di mnemonic79

Il libro dell'inquietudine

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Fernando Pessoa
Il libro dell'inquietudine
Tradotto da Maria José Lancastre e Antonio Tabucchi
Feltrinelli 2000
10 righe da pagina 56:

Lo svegliarsi di una città, che avvenga con la nebbia o altrimenti, per me è sempre più commovente dello spuntare del giorno in campagna. Ci sono molte più cose che tornano alla vita, ci sono molte più cose da aspettarsi quando il sole, invece di limitarsi a indorare (prima di luce oscura, poi di luce umida, infine di oro luminoso) i prati, le sporgenze degli arbusti, le palme delle mani delle foglie, moltiplica i suoi possibili effetti sulle finestre, sui muri, sui tetti [...]. Un'aurora in campagna mi fa star bene; un'aurora in città mi fa star bene e male, e perciò mi fa star meglio. [...]
Un mattino in campagna esiste; un mattino in città promette; il primo fa vivere; il secondo fa pensare. E io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere.

inviato il 27/06/2011
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bellissima ♥

La metamorfosi e altri racconti

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Franz Kafka
La metamorfosi e altri racconti
Tradotto da Rodolfo Paoli e Ervino Pocar
Mondadori 1994
10 righe da pagina 79:

Alla sua famiglia ripensava con commozione e amore. La sua convinzione sul fatto che doveva scomparire, era forse ancora più decisa di quella della sorella. Rimase in questo stato di meditazione vuota e tranquilla sinchè l'orologio della torre non scoccò le tre di notte. Visse ancora tutto il tempo che il cielo ci mise a rischiararsi fuori dalla finestra, poi il suo capo senza volere si chinò, e debolmente gli sfuggì dalle narici il suo ultimo respiro.

inviato il 27/06/2011
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Ischra

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Gianni Matarese
Ischra
Graus Editore 2011
10 righe da pagina 268:

Nella narrativa ischitana, la strega, viene spesso indicata con l'appellativo dialettale di yanara o fattocchiara, ossia maga e incantatrice. La yanara è solita svolgere una duplice vita: normale durante il giorno, come tutte le donne; mentre di notte si lascia andare ad azioni asociali. Essa può operare i suoi sortilegi e le sue nefande azioni da sola o in gruppo con altre streghe. Dai racconti ischitani le yanare appaiono sia come assalitrici di bambini, divoratrici di carne umana, oppure, coloro che "compiono malefici e dispongono di poteri straordinari", come ad esempio la capacità di volare mediante l'utilizzo di un preparato magico untuoso che andava spalmato sul corpo.

inviato il 05/07/2011
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Il giovane Holden

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J. D. Salinger
Il giovane Holden
Tradotto da Adriana Motti
Einaudi 1961
10 righe da pagina 201:

Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche parte e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia.

inviato il 05/07/2011
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Nove racconti

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J. D. Salinger
Nove racconti
Tradotto da Carlo Fruttero
Einaudi 1948
10 righe da pagina 19:

-Vedi, nuotano dentro a una grotta dove c'è un mucchio di banane. Sembrano pesci qualunque quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la bellezza di settantotto banane-. Avvicinò di mezzo metro all'orizzonte il materassino e la sua passeggera. -Naturalmente, dopo una scorpacciata simile sono così grassi che non possono più venir fuori dalla grotta. Non passano dalla porta. -Non troppo lontano, - disse Sybil. - E poi, cosa fanno? - Cosa fanno chi? - I pescibanana. - oh, vuoi dire dopo che hanno mangiato tante banane che non possono più uscire dalla grotta bananifera? - sì, - disse Sybil. - Ecco, mi rincresce molto di dovertelo dire, Sybil. Muoiono. - Perché? - gli chiese Sybil. - Ecco gli viene la bananite. È una malattia terribile.

inviato il 05/07/2011
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Primo! XD

Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi

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Karen Russell
Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi
Tradotto da Chiara Brovelli
Elliot 2008
10 righe da pagina 54:

Non dico nulla. Ma continuo a pensare che sono passati due anni. E se tutta l'Olività fosse già gocciolata fuori dal suo corpo e fosse evaporata nella confusione violacea delle nuvole? Evaporata e caduta con la pioggia, evaporata e caduta con la pioggia. Olivia che abbellisce i fiumi, gli alberi e le sporche città di tutto il mondo. Così adesso non ci resta che il limo, insieme al nostro stupido desiderio diluito dal sale. Non resta nient'altro da trovare di nostra sorella.

inviato il 04/07/2011
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Jack frusciante è uscito dal gruppo

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Enrico Brizzi
Jack frusciante è uscito dal gruppo
Baldini&Castoldi 1995
10 righe da pagina 43:

Il ragionamento è così. Non ci vuole un genio. E allora, perché dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono incontro spontaneamente lungo la strada? Perchè dovrei buttarli in un pozzo se fanno parte anche loro del fine a cui tendere? Se un pomeriggio posso andare a suonare o uscire con una ragazza che mi piace, perché cavolo devo starneme in casa a trascrivere le versioni dal traduttore o far finta di leggere il sunto di filosofia? La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me stesso diciasettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c'ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders. Tutti dentro il garage, magari, no. Diciamo più o meno intorno.

inviato il 05/07/2011
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già perchè.....

tutte le cosmicomiche

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Italo Calvino
tutte le cosmicomiche
mondadori
10 righe da pagina 10:

Il nostro lavoro era così: sulla barca portavamo una scala a pioli: uno la reggeva, uno saliva in cima, e uno ai remi intanto spingeva fin lì sotto la Luna; per questo bisognava che si fosse in tanti (vi ho nominato solo i principali). Quello in cima alla scala, come la barca s'avvicinava alla Luna, gridava spaventato: - Alt! Alt! Ci vado a picchiare una testata! - Era l'espressione che dava, a vedersela addosso così immensa, così accidentata di spuntoni taglienti e orli slabbrati e seghettati.

inviato il 20/06/2011
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la vita facile

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Alda Merini
la vita facile
Bompiani
10 righe da pagina 10:

se potessi prenderti, chicca, ti sporcherei come sono sporca io di buoni peccati terrigni, ti imbratterei del mio stesso fango. e allora risulteresti una dea peccatrice.
ma il peccato non ti si addice. non avresti quella veste che viola l'aria, che inebria persino la tua pelle. mai avresti quel tuo correre senza vendetta. non avresti in te quei tuoi grandi occhi cerchiati di vita.
nessuna morte può sfiorarti, perchè tu non ti inabissi come orfeo, tu non sei bramosa di amore, tu sei cominciata prima dell'amore e lo continuerai. tu dimentichi tutto, anche se sei nata stupendamente bella.

inviato il 20/06/2011
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la vita facile

immagine copertina
Alda Merini
la vita facile
Bompiani
10 righe da pagina 73:

le mani sono l'anima dell'uomo. sono il nostro carattere. educare una mano vuol dire insegnare a tacere. ci sono creature che hanno levato le loro mani per gioire, altre per difendersi dalla violenza. qualcuno con le mani ha fatto giustizia, qualcun altro ha pregato. però tutti sulle proprie mani hanno fatto calare il silenzio.

inviato il 20/06/2011
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