Accedi da qui per inserire le tue 10 righe
Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password
Riflessi di un pomeriggio d'inverno

Riflessi di un pomeriggio d'inverno
Tradotto da Chiara Brovelli
Sperling & Kupfer 2006
La biblioteca odora di libri vecchi, mille porte di pelle che conducono verso mondi sconosciuti.
sento il silenzio della mente di Dio. Sento una presenza, sulla sedia vuota accanto alla mia. Il bibliotecario mi guarda sospettosamente. Ma la biblioteca è un luogo sacro, e io sono seduto insieme alla santa patrona dei lettori.
Una luce pulsante e divina mi attraversa per un momento, come un barlume di eternità subito dimenticato. Lei se n'è andata. Sento odore di terriccio, sento il ticchettio di un orologio, vedo una sedia vuota. Chiedetemelo adesso, e vi dirò che questo è solo un luogo in cui non si può ascoltare musica e non si può mangiare. Lei se n'è andata. La biblioteca fa schifo.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Poesie d'amore e di vita

Tu al mio fianco sulla sabbia
sei sabbia,
tu canti e sei canto,
il mondo
è oggi la mia anima
canto e sabbia,
il mondo
è oggi la tua bocca,
lasciatemi
sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché si, perché respiro
e perché respiri,
essere felice perché tocco
il tuo ginocchio
ed è come se toccassi
la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Il maestro e Margherita

L'amore ci aveva sorpreso inatteso e violento come un assassino che sbuchi fuori d'improvviso, e ci aveva pugnalato entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce la lama finnica. Del resto, lei sosteneva in seguito che non avvenne così, che noi ci amavamo sicuramente da sempre, senza saperlo, senza esserci mai visti.
Già, l'amore ci aveva pugnalati di colpo.Parlavamo come se ci fossimo separati la sera prima, come se ci conoscessimo da anni. Ci accordammo di ritrovarci il giorno dopo ancora lì sul lungofiume. Ci incontrammo. Il sole di maggio ci illuminava. E ben presto questa donna diventò la mia donna segreta.
Veniva da me ogni giorno, nel primo pomeriggio, ma io cominciavo ad aspettarla fin dal mattino. Per vincere l'attesa non facevo che spostare gli oggetti sul tavolo. Poi mi sedevo vicino alla piccola finestra e cominciavo a mettermi in ascolto, per sentire il rumore del vecchio cancelletto. Ed era strano, fino al momento del nostro incontro ben poca gente entrava nel piccolo giardino, anzi, non entrava nessuno, ma allora mi pareva che tutta la città si dirigesse lì.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Commenti
Giada , quella facccina , il cappellino, gli omini neri ...Quanta gioia da un bel libro, è così?
Lun, 04/07/2011 - 10:10- accedi o registrati per inviare commenti
- accedi o registrati per inviare commenti
- accedi o registrati per inviare commenti
Per tutti i segnalibranti con l'omino nero: inserite un'immagine che vi rappresenti. ;)
Ven, 01/07/2011 - 10:19- accedi o registrati per inviare commenti
La vita segreta delle api

Alcune persone posseggono un sesto senso, mentre altre ne sono del tutto prive. Io credo di averlo, perché nel momento stesso in cui misi piede in quella casa sentii un brivido sulla pelle, una corrente che mi risaliva la spina dorsale per poi scendere lungo le braccia, fino alla punta delle dita. Ero praticamente raggiante. Il corpo capisce le cose molto prima che le afferri la mente. Mi chiesi cosa sapesse il mio corpo che a me ancora sfuggiva.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Commenti
Gaia ho letto questo libro...è stato bellissimo ..dove sei finita...,ciao naty
Mer, 25/04/2012 - 20:00- accedi o registrati per inviare commenti
- accedi o registrati per inviare commenti
- accedi o registrati per inviare commenti
- accedi o registrati per inviare commenti
Il vecchio e il mare

Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano. A volte coloro che l'amano ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna. Alcuni fra i pescatori più giovani, di quelli che usavano gavitelli come galleggianti per le lenze e avevano le barche a motore, comprate quando il fegato di pescecane rendeva molto, ne parlavano come di el mar al maschile. Ne parlavano come di un vecchio rivale o di un luogo o perfino di un nemico. Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvagie era perché non poteva evitarle. La luna lo fa reagire come una donna, pensò.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Guida galattica per gli autostoppisti

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti era afflitta da una quasi costante infelicità. Per risolvere questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste perlopiù concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che a essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta.
E così il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano tristi e infelici, perfino quelli che avevano gli orologi digitali.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Harry Potter e il calice di fuoco

"Stavo dicendo, mio caro, che è evidente che sei nato sotto l'influenza di Saturno" disse la professoressa Cooman, una debole nota di risentimento nella voce per il fatto che chiaramente Harry non pendeva dalla sue labbra.
"Nato sotto... cosa, mi scusi?" disse Harry.
"Saturno, il pianeta Saturno!" disse la professoressa Cooman, questa volta decisamente seccata che non fosse costernato dalla notizia. "Stavo dicendo che Saturno era di sicuro in una posione di potere nei cieli al momento della tua nascita... i tuoi capelli scuri... la tua piccola statura... due tragiche perdite così presto... Credo di poter affermare a ragione, mio caro, che sei nato a metà inverno..."
"No" disse Harry. "Sono nato a luglio".


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Una donna

Dicevo che quasi tutti i poeti nostri hanno finora cantato una donna ideale, che Beatrice è un simbolo e Laura un geroglifico, e che se qualche donna ottenne il canto dei poeti nostri è quella ch'essi non potettero avere: quella ch'ebbero e che diede loro dei figli non fu neanche da essi nominata. Perchè continuare ora a contemplar in versi una donna metafisica e praticare in prosa con una fantesca anche se avuta in matrimonio legittimo? Perchè questa innaturale scissione dell'amore? Non dovrebbero i poeti per primi voler vivere una nobile vita, intera e coerente alla luce del sole?
Un'altra contraddizione, tutta italiana, era il sentimento quasi mistico che gli uomini hanno verso la propria madre, mentre così poco stimano tutte le altre donne.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Commenti
Roberto, forse non tutti niacchiano, ma sono sicura che soprattutto non tutti capiscano...!
Dom, 26/06/2011 - 19:54- accedi o registrati per inviare commenti
Vedi, Giada, gli uomini capiscono, capiscono ma nicchiano. Sai...i diritti acquisiti.
Dom, 26/06/2011 - 18:11- accedi o registrati per inviare commenti
Che dire? Inutile intrupparsi in vaghe giustificazioni. AVETE RAGIONE.
Ven, 24/06/2011 - 18:41- accedi o registrati per inviare commenti
- accedi o registrati per inviare commenti
101 cose da fare a letto

Invece lui ha messo i suoi calzetti piegati nei cassetti, legge il suo libro e nulla sembra distrarlo. Tu pensi che finalmente stia tornando civile.
Non esattamente.
1. Improvvisamente torna a lavarsi.
Si lava a ore strane del giorno e smette di girare in mutande per casa. Smettere di girare in mutande per casa è il segno evidente di un cambiamento interno profondo.
2. Torna a lavare l’auto il sabato mattina, dopo che per anni, ogni volta che apriva la portiera un mucchio di immondizia di fast food rotolava fuori sull’asfalto.
3. Perde il telefonino.
Ne compra un altro con un nuovo numero a cui, non lo sai, telefoni solo tu.
Tutti i suoi amici e le sue amanti continuano a usare il vecchio numero. È molto più semplice.
Nel complesso il fatto che abbia l’amante porta il tuo uomo a essere una persona migliore, è genuinamente gentile nei tuoi confronti perché tu non sei più l’ostacolo alla realizzazione della sua persona. Resta il fatto che ti mette la corna. Prendi tempo. C’è un mucchio di cose che puoi fare e un mucchio di soldi da estorcergli, solo se ci rifletti un attimo in più.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe
Molto forte, incredibilmente vicino

E il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto e ditemi, a cosa mi servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero?
Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte e mai una volta che vi sia entrato.


- accedi o registrati per inviare commenti




- login o registrati per aggiungere un segnalibro
Invia queste 10 righe

.jpg)



















































































Commenti
segnalibro
Mar, 05/07/2011 - 06:42