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Pagina di Davi

Ischra

immagine copertina
Gianni Matarese
Ischra
Graus Editore 2011
10 righe da pagina 268:

Nella narrativa ischitana, la strega, viene spesso indicata con l'appellativo dialettale di yanara o fattocchiara, ossia maga e incantatrice. La yanara è solita svolgere una duplice vita: normale durante il giorno, come tutte le donne; mentre di notte si lascia andare ad azioni asociali. Essa può operare i suoi sortilegi e le sue nefande azioni da sola o in gruppo con altre streghe. Dai racconti ischitani le yanare appaiono sia come assalitrici di bambini, divoratrici di carne umana, oppure, coloro che "compiono malefici e dispongono di poteri straordinari", come ad esempio la capacità di volare mediante l'utilizzo di un preparato magico untuoso che andava spalmato sul corpo.

inviato il 05/07/2011
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Nove racconti

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J. D. Salinger
Nove racconti
Tradotto da Carlo Fruttero
Einaudi 1948
10 righe da pagina 19:

-Vedi, nuotano dentro a una grotta dove c'è un mucchio di banane. Sembrano pesci qualunque quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la bellezza di settantotto banane-. Avvicinò di mezzo metro all'orizzonte il materassino e la sua passeggera. -Naturalmente, dopo una scorpacciata simile sono così grassi che non possono più venir fuori dalla grotta. Non passano dalla porta. -Non troppo lontano, - disse Sybil. - E poi, cosa fanno? - Cosa fanno chi? - I pescibanana. - oh, vuoi dire dopo che hanno mangiato tante banane che non possono più uscire dalla grotta bananifera? - sì, - disse Sybil. - Ecco, mi rincresce molto di dovertelo dire, Sybil. Muoiono. - Perché? - gli chiese Sybil. - Ecco gli viene la bananite. È una malattia terribile.

inviato il 05/07/2011
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Sì! Ti sei aggiudicato il Libro incentivo per le 10 righe più votate dagli utenti. Puoi comunicarci un recapito a cui mandarlo a info@10righedailibri.it. Complimenti!

Primo! XD

Il giovane Holden

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J. D. Salinger
Il giovane Holden
Tradotto da Adriana Motti
Einaudi 1961
10 righe da pagina 201:

Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche parte e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia.

inviato il 05/07/2011
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La metamorfosi e altri racconti

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Franz Kafka
La metamorfosi e altri racconti
Tradotto da Rodolfo Paoli e Ervino Pocar
Mondadori 1994
10 righe da pagina 79:

Alla sua famiglia ripensava con commozione e amore. La sua convinzione sul fatto che doveva scomparire, era forse ancora più decisa di quella della sorella. Rimase in questo stato di meditazione vuota e tranquilla sinchè l'orologio della torre non scoccò le tre di notte. Visse ancora tutto il tempo che il cielo ci mise a rischiararsi fuori dalla finestra, poi il suo capo senza volere si chinò, e debolmente gli sfuggì dalle narici il suo ultimo respiro.

inviato il 27/06/2011
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Il libro dell'inquietudine

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Fernando Pessoa
Il libro dell'inquietudine
Tradotto da Maria José Lancastre e Antonio Tabucchi
Feltrinelli 2000
10 righe da pagina 56:

Lo svegliarsi di una città, che avvenga con la nebbia o altrimenti, per me è sempre più commovente dello spuntare del giorno in campagna. Ci sono molte più cose che tornano alla vita, ci sono molte più cose da aspettarsi quando il sole, invece di limitarsi a indorare (prima di luce oscura, poi di luce umida, infine di oro luminoso) i prati, le sporgenze degli arbusti, le palme delle mani delle foglie, moltiplica i suoi possibili effetti sulle finestre, sui muri, sui tetti [...]. Un'aurora in campagna mi fa star bene; un'aurora in città mi fa star bene e male, e perciò mi fa star meglio. [...]
Un mattino in campagna esiste; un mattino in città promette; il primo fa vivere; il secondo fa pensare. E io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere.

inviato il 27/06/2011
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bellissima ♥

Le nebbie di Avalon

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Marion Zimmer Bradley
Le nebbie di Avalon
Tradotto da Roberta Rambelli
Tea 2007
10 righe da pagina 107:

Rimase immobile nella tensione della magia, poi protese le braccia sopra la testa, con le palme rivolte al cielo, e le riabbassò all'improvviso. A quel gesto le nebbie scesero, la visione della chiesa e dell'Isola dei Preti scomparve. La barca avanzò nella nebbia impenetrabile, scura come la notte. Viviana sentì che Morgana ansimava come una bestiola spaventata, ma non le parlò per rassicurarla. La ragazzina era una futura sacerdotessa e doveva imparare a dominare la paura.
La barca continuò a procedere, E poi, come una tenda scostata, la nebbia sparì. Davanti a loro stava una distesa d'acqua assolata e una riva verdeggiante. Il Tor era là.

inviato il 20/03/2012
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.. anche quello era sul mio tavolino ieri, sceso dalla libreria a prendere aria per un po', lontano dalal polvere..

Il Gattopardo

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Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Feltrinelli 2008
10 righe da pagina 235:

Don Fabrizio quella sensazione la conosceva da sempre. Erano decenni che sentiva come il fluido vitale, la facoltà di esistere, la vita insomma, e forse anche la volontà di continuare a vivere andassero uscendo da lui lentamente ma continuamente come i granellini che si affollano e sfilano ad uno ad uno, senza fretta e senza soste, dinanzi allo stratto orifizio di un orologio a sabbia.

inviato il 19/03/2012
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Intervista col Vampiro

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Anne Rice
Intervista col Vampiro
Tradotto da Margherita Bignardi
SuperPocket 1993
10 righe da pagina 107:

"Questa è la morte" le diceva, indicandole il cadavere putrefatto di una donna, "che noi non possiamo patire. I nostri corpi resteranno sempre come sono, freschi e vivi; ma non dobbiamo mai esitare a dare la morte; perché di questo viviamo". E Claudia contemplava con liquidi occhi imperscrutabili.
Se non c'era discernimento in lei in quei primi anni, non c'era neppure ombra di paura. Muta e bella, giocava con le bambole, vestendole e svestendole per ore. Muta e bella, uccideva.

inviato il 19/03/2012
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L' Aleph

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Jeorge Louis Borges
L' Aleph
Tradotto da Francesco Tentori Montalto
Feltrinelli 2007
10 righe da pagina 134:

Narrano gli uomini degni di fede (ma Allah sa di più) che nei tempi antichi vi fu un re delle isole di Babilonia che riunì i suoi architetti e i suoi maghi e comandò loro di costruire un labirinto tanto involuto e arduo che gli uomini prudenti non si avventuravano ad entrarvi, e chi vi entrava si perdeva. Quella costruzione era uno scandalo, perché la confusione e la meraviglia sono operazioni proprie di Dio e non degli uomini. Passando il tempo, venne alla sua corte un re degli arabi, e il re di Babilonia (per burlarsi della semplicità del suo ospite) lo fece penetrare nel labirinto, dove vagò offeso e confuso fino al crepuscolo. Allora implorò il soccorso divino e trovò la porta.

inviato il 19/03/2012
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Wesley il gufo

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Stacey O' Brien
Wesley il gufo
Tradotto da Chiara Brovelli
LIT 2009
10 righe da pagina 104:

Le risposte emotive di Wesley - che era una creatura da "tutto o niente" - erano trasparenti come quelle di un bambino. Per lui le cose erano bianche o nere, buone o cattive, sicure o pericolose, pertanti si aspettava sempre che facessi esattamente quello che dicevo di avere intenzione di fare. In caso contrario diventava visibilmente turbato, si rifiutava di incrociare il mio sguardo e, in alcuni casi, arrivava addirittura a strillare in segno di protesta fino a quando non facevo quello che gli avevo promesso, qualunque cosa fosse. I gufi non tollerano le bugie.

inviato il 19/03/2012
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Il viaggio della strega bambina

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Celia Rees
Il viaggio della strega bambina
Tradotto da Valentina Daniele
Salani 2006
10 righe da pagina 127:

Non so mai se Penna Azzurra sarà lì. Appare e basta. Non lo vedo mai. Potrebbe essere a poche spanne e non lo capirei. Mi insegna a essere silenziosa nella foresta, abbastanza perché gli animali escano allo scoperto senza avere paura. E mi insegna i richiami degli uccelli. Ora riesco a fare la ghiandaiai quasi bene come lui. Ecco come faccio a sapere se c'è. Io chiamo e lui risponde.

inviato il 19/03/2012
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La neve se ne frega

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Luciano Ligabue
La neve se ne frega
Feltrinelli 2004
10 righe da pagina 16:

Lei è una nascita ottantuno. Del tipo post. Cioè ci hanno abbinati subito, ma fin dall'inizio sappiamo che lei vivrà gli ultimi due anni da sola. Ho sempre pensato che sarebbe stato molto meglio se fosse stata una pre. A quest'ora avrebbe già vissuto i suoi due anni in più. Due anni, però, ad aspettare me. Con tutta la vita davanti. E poi avremmo potuto parlarne a fondo. Risolverli. Metterli alle spalle. Invece, adesso ogni volta che si fa largo l'ombra di quel tempo in cui non saremo insieme, ci affanniamo a cambiare argomento o a minimizzare. Ma sia io che lei lo sappiamo quanto quello sia, anche nella testa dell'altro, un pensiero invadente. Spilloso. Invincibile.

inviato il 19/03/2012
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Cosmetica del nemico

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Amélie Nothomb
Cosmetica del nemico
Tradotto da Biancamaria Bruno
Voland 2007
10 righe da pagina 38:

Inutile che glielo racconti: se le dicessi che aveva i capelli castani e gli occhi azzurri, com'era in realtà, non sarebbe un gran progresso. Non sono forse fastidiose, nei romanzi, le descrizioni di rito delle in cui non ci viene risparmiata nessuna sfumatura, come se questo cambiasse qualcosa? In verità, se fosse stata bionda con gli occhi marroni, non avrebbe fatto differenza. Descrivere la bellezza di un volto del genere è vano e stupido quanto tentare di dire cogliere con le parole, l'ineffabile di una sonata o di un canto. Ma un canto o una sonata avrebbero forse potuto parlare del suo viso. Il guaio per chi si imbatte in un tale mistero è che non riesce più a interessarsi di nient'altro

inviato il 19/03/2012
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Poesie

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Pablo Neruda
Poesie
Tradotto da Roberto Paoli
Fabbri 1997
10 righe da pagina 261:

Ode a un mattino del Brasile
[...]

Le farfalle
ballano
rapidamente
un ballo
rosso
nero
arancio
verde
azzurro
bianco
granata
giallo
violetto
nell'aria,
sui fiori,
sul nulla,
volanti,
successive
e remote.

(Dipinto di Takeji Fujishima, Butterfly)

inviato il 19/03/2012
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ovviamente ormai non ha più importanz, ma io avevo capito come Marinella

ok, bene! allora partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/gioco-allora-1-libro

OK!!! :-)

Andrea, confermiamo quanto scrivi:
partecipo con --- LINK tue 10 righe (sotto il gioco)
partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/gioco-allora-1-libro (sotto le tue 10righe)

ok!! fammi sapere ;-)

In effetti è come dici tu ... solo che nei commenti generali lo staff di 10 righe, sempre che io ricordi bene, ha detto che bisognava scrivere nei commenti delle proprie 10 righe: "partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/gioco-allora-1-libro" ... boh!! urge "interpretazione autentica" da parte dello staff :-))))))

nel regolamento dice così: dopo scrivete nei commenti di questo post e nei commenti delle vostre 10 righe "PARTECIPO con ..." e aggiungete il link delle vostre 10 righe (copiatelo dalla barra degli indirizzi dopo aver cliccato sul titolo).
non è molto chiaro!!!

Noooooo!!!! qui devi scrivere: "partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/gioco-allora-1-libro"!!!! :-)

Partecipo con http://scrivi.10righedailibri.it/poesie-14

sì, qui devi scrivere che partecipi al gioco: "partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/gioco-allora-1-libro"; lì devi scrivere con che cosa hai partecipato, inserendo il link delle tue 10 righe :-)

Gli effetti secondari dei sogni

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Delphine de Vigan
Gli effetti secondari dei sogni
Tradotto da Marco Bellini
Mondadori 2009
10 righe da pagina 62:

Si allontana, le mani in tasca, l'orlo dei jeans logoro a furia di strisciare per terra, è bello anche da lontano. Forse non ci sarà un'altra volta. Forse nella vita c'è una sola occasione, peggio per te se non sei pronto a coglierla, non si ripresenta più. Forse ho appena perso la mia occasione. Guardo le persone sull'autobus, mi chiedo se hanno saputo cogliere la loro occasione, nulla lo dimostra né lo smentisce, hanno tutte la stessa espressione affaticata, qualcuna un vago sorriso, scendo un paio di fermate prima, per camminare, lo faccio sempre quando non ho voglia di tornare a casa, non subito.

inviato il 19/03/2012
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Questo titolo mi incuriosisce molto!ti metto un segnalibro!

partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/gioco-allora-1-libro (e con una foto mia! XD)

Nove racconti

Nove racconti 7 years 10 settimane fa

Primo! XD

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