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Pagina di robertom

le braci

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Sándor Márai
le braci
Adelphi 1998

...È il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo. Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano..... Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia, che non saranno corretti né dall'esperienza né dalla buona volontà. Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l'infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un'altra persona....

inviato il 27/06/2011
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dovrò leggerlo....

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Il vecchio e il mare

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Ernest Hemingway
Il vecchio e il mare
Tradotto da Fernarda Pivano
Arnoldo Mondadori 1986
10 righe da pagina 22:

Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano. A volte coloro che l'amano ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna. Alcuni fra i pescatori più giovani, di quelli che usavano gavitelli come galleggianti per le lenze e avevano le barche a motore, comprate quando il fegato di pescecane rendeva molto, ne parlavano come di el mar al maschile. Ne parlavano come di un vecchio rivale o di un luogo o perfino di un nemico. Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvagie era perché non poteva evitarle. La luna lo fa reagire come una donna, pensò.

inviato il 28/06/2011
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La vita segreta delle api

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Sue Monk Kidd
La vita segreta delle api
Tradotto da P. Frezza Pavese
Mondadori 2007
10 righe da pagina 74:

Alcune persone posseggono un sesto senso, mentre altre ne sono del tutto prive. Io credo di averlo, perché nel momento stesso in cui misi piede in quella casa sentii un brivido sulla pelle, una corrente che mi risaliva la spina dorsale per poi scendere lungo le braccia, fino alla punta delle dita. Ero praticamente raggiante. Il corpo capisce le cose molto prima che le afferri la mente. Mi chiesi cosa sapesse il mio corpo che a me ancora sfuggiva.

inviato il 27/06/2011
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Gaia ho letto questo libro...è stato bellissimo ..dove sei finita...,ciao naty

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Concordo bellissimo libro.

Sonia anch'io l'ho amato tanto! E' molto profondo...Comunque Roberto questo mi fu rgalato da mia madre qualche anno fa e non finirò mai di ringraziarla :)

è uno dei libri che ho più amato qualche anno fa *_*

E' un elogio quello che ti ho fatto. Perchè non conoscevo ne l'autrice ne il libro.
E tu, Giada, come li hai scoperti?

Roberto in che senso come li trovo?

Giada, ma come li trovi certi titoli? Eppure, eppure...

Il maestro e Margherita

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Michail Bulgakov
Il maestro e Margherita
Tradotto da Milly De Monticelli
Bur 2003
10 righe da pagina 184:

L'amore ci aveva sorpreso inatteso e violento come un assassino che sbuchi fuori d'improvviso, e ci aveva pugnalato entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce la lama finnica. Del resto, lei sosteneva in seguito che non avvenne così, che noi ci amavamo sicuramente da sempre, senza saperlo, senza esserci mai visti.
Già, l'amore ci aveva pugnalati di colpo.Parlavamo come se ci fossimo separati la sera prima, come se ci conoscessimo da anni. Ci accordammo di ritrovarci il giorno dopo ancora lì sul lungofiume. Ci incontrammo. Il sole di maggio ci illuminava. E ben presto questa donna diventò la mia donna segreta.
Veniva da me ogni giorno, nel primo pomeriggio, ma io cominciavo ad aspettarla fin dal mattino. Per vincere l'attesa non facevo che spostare gli oggetti sul tavolo. Poi mi sedevo vicino alla piccola finestra e cominciavo a mettermi in ascolto, per sentire il rumore del vecchio cancelletto. Ed era strano, fino al momento del nostro incontro ben poca gente entrava nel piccolo giardino, anzi, non entrava nessuno, ma allora mi pareva che tutta la città si dirigesse lì.

inviato il 27/06/2011
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Giada , quella facccina , il cappellino, gli omini neri ...Quanta gioia da un bel libro, è così?

Alla faccia..." quasi umbra... te semper sequi".

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Per tutti i segnalibranti con l'omino nero: inserite un'immagine che vi rappresenti. ;)

Le affinità elettive

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Johann Wolfgang Goethe
Le affinità elettive
Rizzoli
10 righe da pagina 140:

"Un cuor che cerca, sente che gli manca qualcosa;ma solo il cuore che ha perduto sente che cosa gli manca. Il desiderio si tramuta in malumore, in impazienza, e l'animo femminile, pur avvezzo all'attesa, vorrebbe uscire dalla propria cerchia, vorrebbe agire, prendere delle iniziative e fare qualcosa per la propria felicità."

inviato il 30/06/2011
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...Per essere onesti con se stessi parlando di matrimonio, forse si dovrebbe parlare di sacrificio, più che di ambivalenza...per altro questo libro non è mai riuscito varamente a scuotermi...

'Co cane, cara Laura, mi rendo conto che parlare di ambivalenza del matrimonio usando il linguaggio dell'SMS è cosa ardua.Già sarebbe difficile farlo a fine cena con gli amici, sparecchiata la tavola e col limoncino che gira fra i commensali. E' forse impossibile arrivare ad una conclusione. Io mi sono svezzato al tempo in cui circolavano testi che titolavano "La marjuana non fa male" oppure "Contro il matrimonio" (a proposito: che fine avranno fatto quei libri?). Però alla fine il tempo scrosta l'intonaco, crollano le Dolomiti, i figli dei fiori appassiscono. Amen.
Parlare di ambivalenza a proposito di matrimonio mi sembra un po' sibillino.
Forte il tuo modo di scrivere, Laura, mi piace.

a mio avviso si è cimentato ( riuscendovi come pochi ) nell'affresco dell'unico stato d'animo onesto con se stessi che concerna il matrimonio: l'ambivalenza.Irriducibile.

Questo testo all'inizio mi ricorda "Il chimico" del buon De André, tratto da Spoon River e non riesco a capire se Goethe abbia voluto scrivere un elogio o una denigrazione del matrimonio.

Stabat Mater

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Tiziano Scarpa
Stabat Mater
Einaudi 2008
10 righe da pagina 98:

-Vedi che le vuoi bene. È questo che conta.
-Che cosa?
-Volere. Volere bene, non riceverlo. Amare, non essere amati.
-Ti facevo molto più disincantata. Più dura.
-Guarda che è molto più disincantato amare che essere amati. Non aspettarsi niente da nessuno.

inviato il 28/06/2011
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Bello! Non molto tempo fa anche io ho messo dieci righe da questo libro!

Anna dai capelli rossi

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Lucy Maud Montgomery
Anna dai capelli rossi
Bur ragazzi
10 righe da pagina 352:

"noi siamo ricche" rispose Anna, risoluta. "Abbiamo sedici anni, siamo felici e abbiamo, chi più o chi meno, dell'immaginazione. Guardate il mare, ragazze, una sinfonia d'argento e d'ombre, di una bellezza da togliere il fiato. Non potremmo godercelo di più se avessimo milioni di dollaro e montagne di diamanti. E, se anche potessimo, non varrebbe la pena di cambiarsi in qualcuna di quelle signore. A te, Jane, piacerebbe essere quella ragazza con il vestito bianco e avere quell'espressione scontenta sul viso per tutta la vita? Oppure la signora in rosa, grossa e tozza, anche se gentile, che nessuno si volterebbe a guardare due volte? O anche la signora Evans, con quello sguardo così triste, sperduto, negli occhi? Dimmi, ti piacerebbe Jane?"

inviato il 02/07/2011
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"Non lo so... Non esattamente" disse Jane, perplessa. "Ma penso che i diamanti, per una donna, siano una consolazione duratura." "Bè, io voglio essere me stessa, anche se dovrò rinunciare ai diamanti tutta la vita. Sono assolutamente soddisfatta di essere Anna di Green Gables con la mia semplice collanina di perle. So che Mattew me l'ha regalata con tanto di quell'amore che la signora in rosa neanche si sogna."

La Furia - La Trilogia di Magdeburg

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Alan D. Altieri
La Furia - La Trilogia di Magdeburg
TEA 2008
10 righe da pagina 17:

Emerse dal vento.
Enigma ed eresia.
Un uomo in un mantello colore della notte, su un cavallo da guerra colore del granito. Un viandante. Nient'altro che un viandante in nero.
Condusse il destriero a scalare il contrafforte investito dalla tempesta di ghiaccio. Sassi congelati franarono sotto gli zoccoli. Rotolarono oltre l'orlo del baratro. Vennero inghiottiti da un vuoto livido, indefinito. Il viandante in nero ignorò il baratro. Continuò a salire nel vento.
Anche tutto il resto, là fuori, era livido, indefinito. Il sole avrebbe potuto indicare qualcosa. Se un sole fosse esistito. Il cielo era un sudario privo di profondità.

inviato il 03/07/2011
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