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Pagina di klaine90

Riflessi di un pomeriggio d'inverno

immagine copertina
Laura Whitcomb
Riflessi di un pomeriggio d'inverno
Tradotto da Chiara Brovelli
Sperling & Kupfer 2006
10 righe da pagina 54:

La biblioteca odora di libri vecchi, mille porte di pelle che conducono verso mondi sconosciuti.
sento il silenzio della mente di Dio. Sento una presenza, sulla sedia vuota accanto alla mia. Il bibliotecario mi guarda sospettosamente. Ma la biblioteca è un luogo sacro, e io sono seduto insieme alla santa patrona dei lettori.
Una luce pulsante e divina mi attraversa per un momento, come un barlume di eternità subito dimenticato. Lei se n'è andata. Sento odore di terriccio, sento il ticchettio di un orologio, vedo una sedia vuota. Chiedetemelo adesso, e vi dirò che questo è solo un luogo in cui non si può ascoltare musica e non si può mangiare. Lei se n'è andata. La biblioteca fa schifo.

inviato il 04/07/2011
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Il maestro e Margherita

immagine copertina
Michail Bulgakov
Il maestro e Margherita
Tradotto da Milly De Monticelli
Bur 2003
10 righe da pagina 184:

L'amore ci aveva sorpreso inatteso e violento come un assassino che sbuchi fuori d'improvviso, e ci aveva pugnalato entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce la lama finnica. Del resto, lei sosteneva in seguito che non avvenne così, che noi ci amavamo sicuramente da sempre, senza saperlo, senza esserci mai visti.
Già, l'amore ci aveva pugnalati di colpo.Parlavamo come se ci fossimo separati la sera prima, come se ci conoscessimo da anni. Ci accordammo di ritrovarci il giorno dopo ancora lì sul lungofiume. Ci incontrammo. Il sole di maggio ci illuminava. E ben presto questa donna diventò la mia donna segreta.
Veniva da me ogni giorno, nel primo pomeriggio, ma io cominciavo ad aspettarla fin dal mattino. Per vincere l'attesa non facevo che spostare gli oggetti sul tavolo. Poi mi sedevo vicino alla piccola finestra e cominciavo a mettermi in ascolto, per sentire il rumore del vecchio cancelletto. Ed era strano, fino al momento del nostro incontro ben poca gente entrava nel piccolo giardino, anzi, non entrava nessuno, ma allora mi pareva che tutta la città si dirigesse lì.

inviato il 27/06/2011
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Giada , quella facccina , il cappellino, gli omini neri ...Quanta gioia da un bel libro, è così?

Alla faccia..." quasi umbra... te semper sequi".

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Per tutti i segnalibranti con l'omino nero: inserite un'immagine che vi rappresenti. ;)

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