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i floods un mare di guai

Anche se Valla amava molto la sua famiglia, era una persona di natura solitaria. Sognava, un giorno, di incontrare la ragazza giusta, innamorarsi e sposarla. Capiva che, essendo il figlio maggiore, era sua responsabilità portare avanti il nome dei Floods ma, per il momento, era felice di stare in compagnia degli amici e di misteriose creature notturne, presenze oscure molto eccitanti ma non donne da sposare, né da presentare ai genitori.


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I racconti delle fate

C'era una volta un povero vecchio,che avea gli occhi appannati,duro l'orecchio e deboli le ginocchia.A tavola reggeva a mala pena il cucchiaio;versava il brodo sulla tovaglia, e qualche volta anche se lo facea colar dalla bocca.La moglie del figlio,e il figlio stesso,n'erano a tal segno nauseati che lo relegarono dietro la stufa, dove gli davano da mangiare una misera pietanza in una vecchia scodella di creta. Spesso spesso il vecchio avea le lagrime agli occhi e guardava malinconico verso la tavola.Un giorno,dalle mani tremolanti gli cadde la scodella e si ruppe.La giovane andò in bestia e lo sgridò, nè il pover'uomo osò fiatare, contentandosi di abbassar la testa.Gli fu comprata per due soldi una scodella di legno, e in questa gli si serviva il pasto.Pochi giorni dopo,il figlio e la nuora videro il loro bambino,che aveva solo quattro anni,occupato a raccogliere delle assicelle per terra.Che fai? gli domandò il babbo."Voglio fare una tinozza", rispose il piccino, "per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi".


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complimenti Giusy le tue righe sono state scelte dalla redazione come le migliori della settimana.
ci devi far avere un recapito a cui far arrivare il libro che hai vinto
libroincentivo@10righedailibri.it
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Gerusalemme conquistata

Ei sembra nato a piú sublime impero,
cosí di guerra sa gli ordini e l'arti.
Non so se miglior duce o cavaliero
del gemino valor tutte ha le parti:
né fra turba sí grande uom piú guerriero
o piú saggio, o miglior saprei mostrarti.
Tal risuona di lui publica voce;
ma che giova lodar chi tanto nòce?


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Ciao giusy! Ho scelto le tue 10righe, vinci dunque un libro incentivo...complimenti!
Gio, 28/02/2013 - 16:54- accedi o registrati per inviare commenti
La vita in Palermo cento e più anni fa.

Si apriva il ciclo delle feste sacre e profane
dell'anno.Tra le ridde della tubiana e le ebbrezze dei ridotti, tra lo scompiglio dei carri e le misurate movenze del Mastro di campo, correva sbrigliato, frenetico, il Carnevale. Un paio di tamburini, qualche piffero, uno, due uomini che battevan le castagnette, raccoglievano intorno a loro una folla disordinata di maschere popolari: re, regine, caprai, pulcinelli, orsi, mastini, inglesi ubbriachi, dottori e baroni imparruccati, turchi neri come pece, vecchie armate di fusi e di conocchie.Al ripicchiar degli strumenti i sonatori eccitavano a balli paesani, a salti mortali, a corse sfrenate ed a smorfie e sdilinquimenti.


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Ebano

La vacca era la misura di ogni cosa: ricchezza, prestigio, potere. Più vacche si possedevano e più si era ricchi, più ricchi si era e più potere si aveva. Il maggior numero di vacche le possedeva il re e le sue mandrie erano circondate da una protezione speciale. Durante la festa nazionale annuale i clou dei cortei era la sfilata delle vacche davanti alla tribuna reale: un milione di capi che scorrevano per ore e ore davanti al sovrano, alzando nembi di polvere che poi aleggiavano a lungo sul reame. Il volume di quelle nubi testimoniava il benessere della monarchia, e la cerimonia veniva ripetutamente cantata nell'enfatica poesia tutsi. "il tutsi?" ho sentito spesso dire in Ruanda. "il tutsi se ne sta seduto sulla soglia della capanna e guarda le sue mandrie pascolare sul fianco della montagna, gonfio d'orgoglio di felicità".


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Vivere non basta: lettere a Seneca sulla felicità

Me lo chiedo anch'io talvolta mentre mi accingo a precipitosi viaggi che somigliano a fughe. Hai ragione, Seneca, a disapprovare il mio continuo mutare la sede, segno di un animo incostante. hai ragione a notare che non può rin saldarsi la vita interiore in un'esistenza di vagabonda. Ho ben chiaro nella mia mente quanto mi scrivesti tempo fa: ovunque tu vada i tuoi tormenti e i tuoi vizi ti seguiranno, perchè viaggiando porti in giro sempre te stesso. Non sfuggirai alla tua indole, al tuo carattere e ai tuoi limiti. E dunque non il paesaggio ma l'animo devi mutare.


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Amori impossibili e fragole con panna

Le pareti erano di un bianco candido e brillante e si abbinavano a tutti gli accessori della stanza. Il cesto di vimini accanto alla finestra a bovindo, la toletta nell'angolo, la spazzola d'avorio sulla cassettiera... Una volta Doug si era lamentato del fatto che la loro stanza era troppo bianca e che sembrava uscita dal video Imagine. Per Doris era ridicolo: non c'era nessun pianoforte, e certo Yoko Ono non sarebbe stata invitata. Sollevandosi lentamente, Doris si rimise gli occhiali alla sua immagine riflessa nello specchio sopra la cassettiera. Le sue guance avevano ripreso colore, e gli occhiali non erano appannati. Ora si sentiva bene


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Il Delfino

L'onda intanto prese ad avvolgere lentamente il delfino arrotolandosi attorno a lui fino ad accoglierlo nella sua cavità: "il grembo azzurro" sognato da tutti i surfisti. Dopo averne studiato la superficie, il delfino solitario penetrò il muro d'acqua per riuscirne vittorioso dalla cresta schiumosa. Decise all'istante che quella sarebbe stata l'ultima onda della mattina e si mise a nuotare nella laguna dell'isola, esausto ma felice.


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POESIE D'AMORE DI DONNA

O notte, a me più chiara e più beata
che i più beati giorni ed i più chiari,
notte degna da' primi e da' più rari
ingegner esser, non pur da me, lodata;
tu de le gioie miei sola sei stata
fida ministra; tu tutti gli amari
della mia vita hai fatto dolci e cari,
resomi in braccio lui che m'ha legata.
Sol mi mancò che non divenni allora
la fortunata Alcmena, a cui stè tanto
Più dell'usato a ritrovar l'aurora.
Pur cossì bene io non potrò mai tanto
dir di te, notte candida, ch'ancora
da la materia non sia vinto il canto.


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Canne al vento

Dal buco del tetto pioveva come da un imbuto capovolto un raggio dorato che illuminava sul lettuccio il suo corpo nero e le sue collane, lasciando scuro il resto della stanza desolata. Efix guardava come dal fondo di un pozzo quel punto alto lontano; ma d'improvviso gli parve che il raggio deviasse, piovesse su lui, illuminandolo. Tutto era chiaro, così. I suoi occhi oramai distinguevano tutto, gli errori scuri intorno, il centro luminoso, che era il castigo di Dio su lui. E riprese la bisaccia, senza più parlare, e se ne andò. Passando davanti alla casa di don Predu chiamò Stefana e le disse ch'era costretto a partire per affari suoi e che non sapeva quando sarebbe tornato.
“Di' almeno dove vai.”
“A Nuoro.”


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Poesie su 10 righe

E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…


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LA Testa Perduta Di Damasceno Monteiro

Il tono popolare era dato dai davanzali fioriti di gerani, che forse erano all'origine del nome, e l'eleganza dei negozi di gioiellieri con ricchissime vetrine. Firmino si era dimenticato di portare con sè la sua guida, il che in fondo gli dispiacque. Pazienza, l'avrebbe letta dopo. Il portone era maestoso, ma certo aveva conosciuto tempi migliori, un portone di quercia chiodato, che forse risaliva al XVIII secolo. Era spalancato per lasciare entrare le automobili, perchè nel cortiletto in fondo c'era spazio per parcheggiare. cercò sulla targa il nome dell'avvocato Mello Sequiera, ma non lo trovò. Entrò nell'atrio con perplessità. C'era una portiera.Sedeva in una guardiola a vetri e stava facendo lavorando a maglia.


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Fiabe per robot

Ti hanno insegnato, mio re, che l'Universo è una costruzione immane e magnifica, imponente nella maestosità delle sue immensità tempestate di stelle. Ma non ti viene il dubbio che codesta costruzione veneranda, onnipresente ed eterna, sia piuttosto frutto di una stupidità estrema, e quindi l'esatto contrario del giudizio e dell'ordine? Ti chiederai come mai nessuno se ne sia accorto finora. Semplice: perchè questa gran boiata cosmica è sparsa ovunque! Ed è proprio per la sua universalità che si meriterebbe quantomeno una risata di dissenso, che sarebbe anche il segnale di un'imminente ribellione e riscatto


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Ciao Mariano, la redazione ha scelto le tue righe come le migliori della settimana... Complimenti.
Ci devi fare avere un recapito a cui inviarti il libro incentivo, manda una mail a
libroincentivo@10righedailibri.it
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Ciao Mariano a che pagina corrispondono le tue 10 righe? La traduzione dal polacco è di? ;)
Mar, 02/04/2013 - 22:51- accedi o registrati per inviare commenti
Il Quinto Figlio

Il Quinto Figlio
Tradotto da Mariagiuglia Castagnone
I CLASSICI UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI 1992
Già al momento del ricovero i dolori si erano fatti terribili, lancinanti, peggiori di quelli che aveva provato in passato. Sembrava che il bambino avesse deciso di aprirsi un varco con la forza. (...) e quando arrivò il momento culminante, al di là del quale c'era finalmente la pace, gridò: "Dio ti ringrazio, è finita! "Sentì un'infermiera dire" guardatelo, è un vero demonio." Poi un'altra voce femminile che la chiamava. "Signora Lovatt, signora Lovatt, mi sente? Su, coraggio. Suo marito è qui, cara. Ha avuto un bel bambino, vispo e sano come un pesce." "un vero lottatore," osservò il dottor. Brett. "Pare che c'è l'abbia con il mondo intero". Hariett si tirò su a fatica, perchè la parte inferiore del suo corpo le faceva così male da impedirle di muoversi. Le misero in braccio il bambino.


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L'Agnese va a morire

Poi era la prima notte, da quando, con lo stesso gesto violento, aveva spaccato la testa al tedesco e diviso in due la sua vita. La prima parte, la più semplice, la più lunga, la più comprensibile, era ormai di là da una barriera, finita, conclusa. Là c'era stato Palita, e poi la casa, il lavoro, le cose di tutti i giorni, ripetute per quasi cinquant'anni: qui cominciava adesso, e certo era la parte più breve; di essa non sapeva che questo.


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La voce a te dovuta

Perchè io non so nulla.
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
(...) ciò che vogliono resta
là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(se le chiamassi lacrime
nessuno capirebbe).


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quando entro in 10 righe provo questa gioia : sentire che un altro essere, fuori di me, oscuramente, quando mi legge è come se mi stesse un pò vivendo.
Mer, 03/04/2013 - 10:00- accedi o registrati per inviare commenti
quanto amo le poesie di Pedro Salinas, .."Che allegria, vivere e sentirsi vissuto. Arrendersi alla grande certezza,oscuramente, che un altro essere, fuori di me, molto lontano mi sta vivendo..."
Mer, 03/04/2013 - 09:53- accedi o registrati per inviare commenti
Anna Karenina

Ella sperava che quell'incontro avrebbe mutato la loro situazione e avrebbe salvato lei. Se egli a quella notizia risolutamente, appassionatamente, senza un momento di esitazione, le avesse detto: abbandona tutto e fuggi con me, ella avrebbe abbandonato il figlio e sarebbe andata via con lui. Ma questa notizia non produsse in lui quello che ella s'aspettava: egli s'era solo come offeso di qualcosa. [...] Letta la lettera, egli levò gli occhi su di lei, e nel suo sguardo non c'era fermezza. Ella capì immediatamente che egli aveva già pensato prima a questo. Ella sapeva che, qualunque cosa egli le avesse detto, non avrebbe detto tutto quello che pensava. E capì che la sua ultima speranza era stata delusa.


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i floods un mare di guai

Anche se Valla amava molto la sua famiglia, era una persona di natura solitaria. Sognava, un giorno, di incontrare la ragazza giusta, innamorarsi e sposarla. Capiva che, essendo il figlio maggiore, era sua responsabilità portare avanti il nome dei Floods ma, per il momento, era felice di stare in compagnia degli amici e di misteriose creature notturne, presenze oscure molto eccitanti ma non donne da sposare, né da presentare ai genitori.


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"Produzione Aforistica"

Beati coloro
che si baceranno sempre al da là delle labbra,
varcando il confine del piacere,
per cibarsi dei sogni.


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Canone inverso

E dopo un silenzio, indovinando quasi i miei pensieri, continuò: «Perché mai, lei si sarà chiesto, un uomo che padroneggia con tanta maestria il violino ha finito per fare il suonatore ambulante in bettole e osterie? Curiosità legittima. E la risposta è semplice: per ambizione. Per il travolgente, rovinoso desiderio di raggiungere la perfezione. Ma che cos’è la perfezione? È il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l’ultimo piolo di una scala circolare.
«La perfezione, vede, ha a che fare con l’infinito, ma l’infinito non è solo l’infinitamente grande. C’è anche l’infinitamente piccolo. La perfezione può richiamare l’idea di movimento, ma anche l’idea di rallentamento. La ricerca della perfezione procede con un ritmo che rallenta all’infinito. È una progressione continua che tuttavia si riduce a mano a mano che ci si avvicina alla meta.


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Belli il libro ed il film (e meravigliosa la colonna sonora). Grazie per aver condiviso con noi queste righe!
Mer, 03/04/2013 - 18:46- accedi o registrati per inviare commenti
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Ho visto il film, stupendo. Ho dvd e colonna sonora. Per allietarvi il pomeriggio:
http://www.youtube.com/watch?v=2ManBSidGTo
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i floods un mare di guai
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i floods un mare di guai
Grazie alla casa Editrice lanatana per il libro incentivo. Un grazie speciale a tutto lo Staff 10 righe per il libro incentivo :-) |
La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili
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La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili
Ti ringrazio anche qui Sweets Dreems :-) |
Gerusalemme conquistata
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Gerusalemme conquistata
Ciao Sweets Dreems grazie sono molto contenta grazie :-) |
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Gerusalemme conquistata
Partecipo a 10 righe al Parlamento http://scrivi.10righedailibri.it/10-righe-al-parlamento |
I racconti delle fate
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I racconti delle fate
A tutti I Nonni anche per coloro che non ci sono più... |
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I racconti delle fate
Marito e moglie si guardarono un momento in silenzio, poi si misero a piangere, ripresero il vecchio a tavola, e d'allora in poi lo fecero sempre mangiar con loro, senza mai più sgridarlo. |
10 righe al Parlamento
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10 righe al Parlamento
partecipo al gioco con http://scrivi.10righedailibri.it/gerusalemme-conquistata |
Giuoco domenicale n. 15: Carnevale in 10 righe
| Giuoco domenicale n. 15: Carnevale in 10 righe |
La vita in Palermo cento e più anni fa.
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La vita in Palermo cento e più anni fa.
Partecipo al Giuoco domenicale #15: Carnevale in 10 righe + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-n-15-carnevale-10-righe |
Il profumo delle foglie di limone
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Il profumo delle foglie di limone
bellissimo questo libro mi è stato regalato a Natale l'ho letto in due giorni :-) |

























































































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Grazie alla casa Editrice lanatana per il libro incentivo. Un grazie speciale a tutto lo Staff 10 righe per il libro incentivo :-)
Mar, 02/04/2013 - 18:41