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Cenere

Portate, venti, questi dolci versi Dentro all'orecchio della Ninfa mia...
E gli sembrava di essere agile e leggero come il passero sull'estremità della fronda.
Più tardi andò nell'orto, dove poté consegnare alla serva di Margherita la lettera già
preparata. L'orto ancora umido per la pioggia notturna esalava un forte odore di terra bagnata e di vegetazione secca. I bruchi avevano ridotto i cavoli a mazzi di strani merletti grigiastri; le altee, filogranate di bocciuoli e adorne di fiori violacei senza stelo, tagliavano lo sfondo azzurro del cielo coi loro disegni bizzarri. Sull'orizzonte perlato le montagne sorgevano vaporose, coi picchi più lontani immersi in nuvole d'oro. In un angolo dell'orto Anania trovò Efes Cau ubriaco, invecchiato, ridotto ad un mucchio di stracci, e lo toccò col piede: l'infelice sollevò il volto, che pareva una maschera di cera affumicata, aprì un occhio vitreo e mormorò il suo verso favorito: Quando Amelia sì pura e sì candida.


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Filottete

Sentite queste parole, offeso da oltraggi tanto dolorosi, navigo verso la patria, privo di ciò che era mio dall'uomo più infame, discendente di infami, Odisseo. Ma non tanto lui, quanto coloro che hanno il potere, io accuso. Ogni città, infatti, e ogni esercito risponde a chi domanda: gli uomini che sbagliano diventano malvagi per gli insegnamenti dei maestri. Ti ho raccontato tutto. Chi odia gli Atridi sia caro agli dèi quanto lo è a me.


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Il Filo dell'orizzonte

C'era un bel sole, le strade erano gradevoli, è uscito dall'ospedale e ha percorso il vicolo buio che sbuca nella piazzola dove ci sono i tavolini di un caffè a terrazzo. Pasquale era seduto a un tavolo e leggeva il giornale. Deve avergli fatto paura, perchè quando gli ha parlato arrivandogli alle spalle è sobbalzato leggermente, poi con aria rassegnata ha piegato il giornale lasciando delle monete sul tavolino. Hanno camminato tranquillamente, come se passeggiassero, poi Pasquale ha detto che era una triste storia e Spino ha risposto: "già" e Pasquale ha detto: "io voglio essere sepolto al mio paese, è li che voglio stare, sotto la montagna."


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Commenti
Ciao Chiara le tue splendide righe sono state scelte dalla redazione come le migliori della settimana e vincono un libro incentivo. Facci avere un tuo recapito per potertelo inviare a
libroincentivo@10righedailibri.it
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Terra!

Quella notte ci fu di nuovo una bufera. In quattro restammo di guardia, a guardare il cielo nero e minaccioso. Stavamo vicini per ripararci dal freddo e dalla notte galattica, quando un marinaio, improvvisamente, sbiancò in volto dal terrore: "Là," balbettò, indicando in alto, " La... è lui...!" Sul ponte, illuminato dalla luce infernale del faro rosso di prua, c'era il fantasma del capitano Quijote. Ne sentimmo il respiro affannoso. Puntò la sua mano contro di noi e disse: "Fuoco! Fuoco!" Atterriti fuggimmo, lanciando l'allarme. Ma quando tornammo sul ponte di comando, non c'era più traccia del capitano: tutta la strumenteria stava bruciando; Quijote aveva provocato una scintilla, facendo contatto con i fili. La nave piombò nel terrore.


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Mille e un respiro. Aforismi, afasie, affanni, affabulazioni, affabilità

Mille e un respiro. Aforismi, afasie, affanni, affabulazioni, affabilità
Rubbettino Editore 2004
La vita è diventata un'inferno.
Nessuno sa dire la verità e tanto meno sa mentire.
Se il cuore si trovasse nella scatola cranica
provocherebbe una perenne guerra civile con il cervello.
Non è evidente ma il mondo soccombe molto meno
per la cattiveria che per il mancato traguardo
di qualche bellezza.
Siamo posseduti dal demone dell'inutile e del superfluo.
Una indaffaratissima pigrizia.


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Honeymoon

Hiroshi, che era sempre stato di poche parole, stava diventando sempre più laconico. Continuammo a mangiare udon fino all'una di notte. Seduti l'una di fronte all'altra in quella piccola cucina senza televisione nè musica. Non sapendo che dire, mi venne perfino in mente, un pò per scherzo, qualche frase da moglie del tipo "E se ristrutturassimo questa casa? per renderla più luminosa", ma l'atmosfera non era adatta, così lasciai perdere. E poi la cosa importante non è il contenitore, ma i sentimenti delle persone.


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Spiriti

-Questo è il cielo- disse Salvo, indicando la duna bianca su cui lui e Ofelia erano sdraiati.- In questo grande cielo, con il bastoncino io traccio un cerchio che contiene me e te. Il cerchio è la nostra Isola. Dentro questo cerchio io metto un sasso che è il nostro piccolo paese. Ecco, la Storia contiene questo: il cielo, l'oceano e tutto il mondo, fino al paese e a questa spiaggia. Chi sa di abitare in tutti questi posti, conosce la Storia. -E io e te dove siamo?- disse Ofelia. Era magra, con le trecce adorne di perline, gli occhi scuri e malinconici dei kuduin.
-Io e te siamo qui- disse Salvo, indicando con un gesto tutto intorno.
-E cosa facciamo nella Storia?


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L'arte sotto le dittature

"Un vero artista si sentirà a disagio continuo davanti alle opere di tutti gli uomini. Un contadino, per esempio, gli apparirà mille volte più poeta, più costruttore di quanto si senta egli stesso; e un fabbro più potente e un falegname ugualmente e mai gli verrà fatto di stimarsi più di un muratore che nella sobrietà, semplicità e umiltà dei suoi gesti arriva a realizzazioni molto più concrete di quelle di un artista."


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Next: piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà

Next: piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà
I CLASSICI UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI 2005
Sono li a fare il testimonial. Di che? Della globalizzazione. Sono li a dire che mezzo pianeta si muove ormai come un unico paese. Sono li a testimoniare che il West c'è, è vero, ed è già una figata pazzesca. Sono li perchè così li vede il piccolo industriale veneto che ha i suoi primi timidi commerci con la Russia, e si convince che non deve aver paura ad investire laggiù; sono li per dire davanti al pianeta per dire che si piacciono e non si faranno mai la guerra, e che quindi le multinazionali possono andar tranquille, costruire, far girare denaro, e aspettarsi milioni di volenterosi consumatori.


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Il Bar Sotto Il Mare

Di tutti gli animali che vivono nei libri il verme disicio è sicuramente il più dannoso. Nessuno dei suoi colleghi lo eguaglia. Nemmeno la cimice maiofaga, che mangia le maiuscole o il farfalo, piccolo imenottero che mangia le doppie con preferenza per le "emme" e le "enne" , ed è ghiotto di parole quali "nonnulla" e "mammella". Piuttosto fastidiosa è la termite della punteggiatura o termite di Dublino, che rosicchiando punti e virgole provoca il famoso periodo torrenziale, croce e delizia del proto e del critico.


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Cenere

Portate, venti, questi dolci versi Dentro all'orecchio della Ninfa mia...
E gli sembrava di essere agile e leggero come il passero sull'estremità della fronda.
Più tardi andò nell'orto, dove poté consegnare alla serva di Margherita la lettera già
preparata. L'orto ancora umido per la pioggia notturna esalava un forte odore di terra bagnata e di vegetazione secca. I bruchi avevano ridotto i cavoli a mazzi di strani merletti grigiastri; le altee, filogranate di bocciuoli e adorne di fiori violacei senza stelo, tagliavano lo sfondo azzurro del cielo coi loro disegni bizzarri. Sull'orizzonte perlato le montagne sorgevano vaporose, coi picchi più lontani immersi in nuvole d'oro. In un angolo dell'orto Anania trovò Efes Cau ubriaco, invecchiato, ridotto ad un mucchio di stracci, e lo toccò col piede: l'infelice sollevò il volto, che pareva una maschera di cera affumicata, aprì un occhio vitreo e mormorò il suo verso favorito: Quando Amelia sì pura e sì candida.


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Passi sardi

Passi sardi
Moderatori Barbara Antonacci, Cristina Fanni, Davide Taras
10 Righe dai libri 2013
In contemporanea alla presenza di 10righedailibri alla Fiera del libro di Torino presso lo stand AES (Associazione Editori Sardi), lanciamo qui per voi il gioco Passi sardi!
Postate 10 righe tratte da libri di autori e/o editori sardi, o che semplicemente parlino della Sardegna.
Si partecipa dalle ore 11 alle 21.00 . Ogni ora sarà messo in palio un libro incentivo offerto dagli editori AES (Associazione Editori Sardi) che aderiscono all'iniziativa.
COME PARTECIPARE
- per partecipare e prenotarvi aggiungete il segnalibro a questo post.
- scrivete le vostre 10 righe con la solita procedura e caricate la vostra immagine.
Dalle ore 11.00 alle ore 21:00 di venerdì 17 maggio 2013
1) Scrivete in bacheca le vostre 10 righe e aggiungete un’immagine o foto secondo voi rappresentativa, titolo, autore, anno e numero della pagina da cui avete tratto le vostre 10 righe. Sono ammesse anche poesie, saggi, manuali ecc.
2) Scrivete nei commenti sotto le vostre 10 righe: Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi
3) Scrivete sotto questo post un commento “partecipo con AUTORE e TITOLO + link delle 10 righe con state partecipando (copiatelo dalla barra degli indirizzi dopo aver cliccato sul titolo).
- È possibile partecipare più volte con 10 righe tratte dagli stessi libri e da libri diversi... però non consecutive (prima di postare di seguito devi aspettare almeno 10 righe di un altro lettore.
INCENTIVI DAGLI EDITORI
- n. 1 libro incentivo all’ora (10 righe con più segnalibri nell’ora del gioco)
- n. 1 libro incentivo (assegnato dallo staff a 3 partecipanti).
Alcune di queste 10 righe appariranno negli schermi di Arena bookstook al Salone del libro di Torino durante l’evento organizzato dall’ AES: Anima sarda.
Tutte le sarde citazioni in 10 righe complete di dati saranno poi raccolte in un libro e diffuse tramite il network 10 Righe dai libri.
:)
Scatenateviiiiiiiiiii!






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Commenti
partecipo con Salvatore Virdis "Venuti dal mare" ed: Moderna-Sassari 1981
Sab, 18/05/2013 - 11:39- accedi o registrati per inviare commenti
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Partecipo con La bambina col falcone, di Bianca Pitzorno
http://scrivi.10righedailibri.it/la-bambina-col-falcone
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Cosima

Il mare: il grande mistero, la landa di cespugli azzurri, con a riva una siepe di biancospini fioriti; il deserto che la rondine sognava di trasvolare verso le meravigliose regioni del Continente. Se non altro ella avrebbe voluto restare lì sullo spalto dei macigni, come la castellana nel solitario maniero, a guardare l'orizzonte in attesa che una vela vi apparisse con i segni della speranza, o sulla riva balzasse, vestito dei colori del mare, il Principe dell'amore. Le grida dei giovani nella radura la richiamavano alla realtà: si udivano anche i fischi dei pastori che radunavano il gregge, e ogni voce, ogni suono vibrava nel grande silenzio con un'eco limpida come in una casa di cristallo. Il sole calava dalla parte opposta, sopra le montagne di là della pianura, e già le capre, ancora arrampicate sulle vette, avevano gli occhi rossi come quelli dei falchi.


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La danza della collana

L'amore è una cosa grande e sacra alla quale ci si deve accostare come a Dio, in silenzio e in adorazione.
Egli ebbe un fuggevole sogghigno.
“L'amore come lo si sogna a quindici anni! In realtà è un'altra cosa; è quasi sempre poggiato su basi materiali che presto crollano.
E se la stima, l'amicizia, il proposito di una vita pura e dritta, fatta più di doveri che di piaceri, non l'accompagnano, la rovina è completa”.
“Tuttavia”osò dire dopo averci pensato un momento, “ho piacere che lei abbia dell'amore un'idea così religiosa: ciò significa che non ha avuto delusioni”. “Grazie a Dio no” ella rispose quasi aspra: “non avevo ragione d'illudermi, e quindi di disilludermi”.


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Avere o essere?

Mentre a livello personale nessuno, a meno che non sia un pazzo, può rimanere indifferente testimone di una minaccia all'esistenza di tutti noi, coloro che sono investiti dalla responsabilità della pubblica amministrazione in pratica non muovono un dito, e quanti hanno affidato il proprio destino alle loro mani continuano a loro volta a non far nulla. [...] Una delle spiegazioni più ovvie è che i leader intraprendono molte iniziative che rendono loro possibile di fingere di operare efficacemente per evitare una catastrofe: conferenze senza fine, risoluzioni, trattative per il disarmo, sono tutte cose che concorrono a dare l'impressione che i problemi sono presi in considerazione e che si fa qualcosa per risolverli. Non accade nulla che abbia un'effettiva incidenza, ma ciò non toglie che i leader e coloro che ne sono guidati anestetizzino le proprie coscienze e la propria aspirazione alla sopravvivenza facendo credere di conoscere la strada e di procedere nella giusta direzione.


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La danza della collana

Poi la stessa mano si tese fino a terra, e tirò su il mantello ma lo lasciò subito ricadere; e per un poco il discorso parve cambiar tono, anche perché l'altra s'era sollevata e suonava il campanello e alla serva, apparsa con la rapidità di uno che sta appena dietro l'uscio, ordinò di portare il tè."Non disturbarti, zia,"pregò la giovine; "ho già preso il caffè prima di venir qui. Piuttosto, se mi permetti, fumo una sigaretta. “Tu fumi?"disse l'altra sorpresa."Eh, sí, ho preso anche quest'abitudine. È bello; mi piace: le sigarette le faccio da me," (…)intanto aveva tirato fuori della borsa il portasigarette e l'accendino d'oro, e in un attimo l'aria odorò di un indefinibile profumo fra d'incenso e di tabacco forte, che nell'altra riaccese il ricordo fisico dell'uomo che nelle sere calde e luminose della primavera scorsa portava nella casa l'alito della passione.


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Tracce

PRIMA DI TE
Prima di te
Non ho amato nessuno veramente
Ho visto ombre tutte uguali
Di uomini smarriti come fantasmi
Ho evocato danze di eroi mai nati
Come nelle gesta di una leggenda
Ho visto sorrisi tramutarsi in polvere
Vite dominate da deserti
Aride come atolli senza oceano
Ogni cosa era fluttuante, spettrale, asettica, perduta
Nelle tue orme ho ricomposto i sensi
Come immortali, preziose reliquie.


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Anime oneste

E già quasi tutto il corredo era pronto, già le stoffe dei vestiti erano ordinate ad una Casa di buoni tessuti italiani. Li avrebbe confezionati a Sassari una brava sarta
di moda. I vestiti arrivarono qualche settimana prima di Pasqua, giusto il giorno in cui Angela guarniva l'ultima cuffietta."Apro io?"domandò Anna posando le mani sulla
cassa sottile di legno bianco. Ma Angela la respinse dolcemente e aprì la cassa con
un fremito nelle dita. A poco a poco, e senza che ella se ne accorgesse, tutti quei di casa si trovarono intorno, zitti e curiosi. Angela sollevò il coperchio quasi religiosamente, poi mandò in aria una nuvola di carta bianca, trasparente e profumata. Venne fuori l'abito da sposa; era intero, forma principessa, di raso color paglia, tutto merletti di una vaporosa delicatezza.


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nuraghe beach

Se uno volesse capire cos’è la Sardegna oggi, nel 2011, aldilà dell’estate e delle vacanze organizzate, dei cori a tenore e dei nuraghe, delle fiabe e delle leggende, che cos’è la vita normale per la stragrande maggioranza di chi abita permanentemente nell’isola del Mediterraneo chiamata Sardegna, se uno volesse capirlo davvero, dovrebbe prendere la macchina e guidare da Cagliari viale Marconi a Quartu Sant’Elena, poi tornare indietro passando per Quartucciu, Selargius, Monserrato, Pirri. Un simile giro in automobile, nell’enorme, sterminata periferia cagliaritana, con il tipico continuo alternarsi di casette ingrandite e palazzetti non finiti, centri commerciali e orti abbandonati, capannoni malandati e scintillanti villette a schiera, multisala e parcheggi, centri storici campidanesi e palazzi di edilizia popolare, un simile giro in automobile sarebbe il modo migliore per capire questa terra, il regno di Marco Carta, dove Amici è la Bibbia, dove la De Filippi è la madre nostra che dà senso al giorno che arriva, dove Dimensione Danza non è una marca, ma una scelta di vita


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Canne al vento

L'euforbia odorava intorno, la luna azzurrognola splendeva sul rudero della torre come una fiamma su un candelabro nero, e pareva che in quell'angolo di mondo morto non dovesse più spuntare il giorno. Ma subito dietro lo spiazzo biancheggiava fra i melograni e i palmizi, simile a un'abitazione moresca, con porte ad arco, logge in muratura, finestre a mezza luna, la casa di don Predu. Attraversando il grande cortile ove luccicavano alla luna larghi graticolati di canna su cui di giorno s'essiccavano i legumi adesso coperti da stuoie di giunco, Giacinto vide la grossa figura di suo zio e quella smilza del Milese immobili sullo sfondo dorato d'una porta preceduta da un portico. Bevevano, seduti nella queta stanza terrena, con le gambe accavallate e il gomito sullo spigolo del tavolo: e tutti e due, l'uomo grasso e l'uomo magro, sembravano contenti della vita.


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Passi sardi
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Passi sardi
partecipo con http://scrivi.10righedailibri.it/cenere-0 |
Cenere
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Cenere
Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi |
Il Filo dell'orizzonte
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Il Filo dell'orizzonte
Vi ho ringraziato sul sito facebook dimenticando di ringraziarvi qui.... Scusate....Grazieeeeeee :-) |
Terra!
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Terra!
Grazie :) |
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Terra!
manca la I a Benni :-) |
Honeymoon
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Honeymoon
:-) |
Demian
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Demian
Capolavoro! |
I PILASTRI DELLA TERRA
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I PILASTRI DELLA TERRA
Ciao Paola Paola, no non sei una pessima lettrice ;-) |
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I PILASTRI DELLA TERRA
Ciao Barbara ! grazie per il pensiero, finalmente anch'io posso ricevere il mio primo libro incentivo da divorare !! :))))) |
Un crimine al giorno
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Un crimine al giorno
partecio al gioco un crimine al giorno con http://scrivi.10righedailibri.it/i-pilastri-della-terra-2 |




























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Commenti
Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi
Ven, 17/05/2013 - 13:58