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Gli ultimi giorni

Gli ultimi giorni
Tradotto da Francesco Bergamasco
Grandi Tascabili Economici Newton 2007
E quando vedo girare intorno a me il mio piccolo mondo, penso che un giorno il destino si compie; allora alcuni partono. A volte, per questo, ci vogliono anni e anni. Sono diventati vecchi, portando a compimento ogni anno il ciclo delle stagioni, in groppa al loro giorno di nascita come al cavallo delle giostre. A vedere la loro regolarità uno potrebbe credere che non si fermeranno mai e che l’asse è così ben ingrassato che continueranno a girare per sempre. Ma un giorno il loro destino si compie. Vale a dire che un giorno muoiono. I più giovani girano meno a lungo, e quando spariscono è per andare a girare altrove. Quanto a me, il ciclo delle stagioni non mi coinvolge, e resto insensibile al loro scorrere. Sono i pianeti che fanno le stagioni e, siccome io conosco l’orbita dei pianeti, è come se facessi io il corso delle stagioni. I vecchi clienti non se lo immaginano, ma è una cosa che a volte mi fa ridere.


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WALDEN; o, vita nei boschi

WALDEN; o, vita nei boschi
Tradotto da Piero Sanavio
Bit - Biblioteca Ideale Tascabile 1995
Io lasciai i boschi per una ragione altrettanto buona di quella per cui mi ci ero stabilito. Forse mi pareva d’avere altre vite da vivere, e di non potere dedicare altro tempo a quella sola. E’ notevole con che facilità e insensibilità noi prendiamo una certa strada e ci facciamo un sentiero ben tracciato. Ero là da appena una settimana, e già i miei piedi avevano segnato un sentiero dalla mia porta alla riva dello stagno. E’ ancora ben distinto, sebbene siano cinque o sei anni che non vi passo più. Certo, temo che altri vi siano passati, e che così abbiano contribuito a tenerlo aperto. La superficie della terra è morbida, atta a ricevere l’impronta dei piedi umani; così sono i sentieri che la mente percorre.
Io non desideravo fare un viaggio in cabina, ma stare davanti all’albero maestro, sul ponte del mondo, e vedere più distintamente la luce della luna fra le montagne. Adesso non ho nessuna voglia di scendere sotto coperta.


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La casa in collina

La guerra mi tolse soltanto l'estremo scrupolo di starmene solo, di mangiarmi da solo gli anni e il cuore, e un bel giorno mi accorsi che Belbo, il grosso cane, era l'ultimo confidente sincero che mi restava. Con la guerra divenne legittimo chiudersi in sé, vivere alla giornata, non rimpiangere più le occasioni perdute. Ma si direbbe che la guerra io l'attendessi da tempo e ci contassi, una guerra così insolita e vasta che, con poca fatica, si poteva accucciarsi e lasciarla infuriare, sul cielo della città, rincasando in collina. Adesso accadevano cose che il semplice vivere senza lagnarsi, senza quasi parlarne, mi pareva un contegno. Quella specie di sordo rancore in cui s'era conchiusa la mia gioventù, trovò con la guerra una tana e un orizzonte.


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Il soldato

<< Prima di tutto >> le disse << ti ho vista, quella sera dopo il ballo, che camminavi abbracciata con Nino… e vi baciavate. >> Lei guardava da una parte, con un’aria seccata. << Perciò non mi sono mai illuso di essere il tuo primo innamorato. E non ti ho creduto quella sera che ti seguii uscendo dal cinema…quando mi dicesti che non eri di quelle che vanno coi militari. >>
Lei taceva sempre.
<< Dunque anche l’anno scorso facevi all’amore con un militare…che quando era consegnato scavalcava il muro di cinta, per potersi incontrare con te. Ma per fare una passeggiatina sentimentale non mette davvero conto di rischiare la prigione. >> Esitò ancora un momento: << Hai capito quello che voglio dire? Delle passeggiatine sentimentali io ne sono stufo e arcistufo. Se si deve continuare così, è meglio smettere. Perché io non sono più un ragazzino, che si possa contentare dei baci >>.
<< Che vuoi da me? >>
<< Lo sai cosa voglio. >>
<< Le ragazze del tuo paese fanno così? >>
<< Le ragazze del mio paese con un uomo non ci vanno affatto…oppure gli dànno tutto. >>


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I vecchi e i giovani

- Ma chi è costui? - domandò col solito piglio feroce Mattia Gangi.
- Chi rappresenta? Come vive? Che fa? Da qual chiavica è scappato fuori? Lindo, attillato, con quell’aria di principe regnante…
Il canonico Agrò scosse leggermente la testa con un sogghignetto su le labbra, poi disse:
- Aquiloni, cari amici, aquiloni! Lui, il Veronica e quanti altri mai! Aquiloni… Li vedete in alto, ai sette cieli, rimanete a bocca aperta a mirarli; e chi sa intanto qual è la mano che dà loro il filo! Può esser quella di qualche mala femmina; o il filo può venire dalla Questura, o da qualche bisca notturna… Nessuno può saperlo! L’aquilone intanto è là, piglia il vento, lo segue e par che lo domini. Di tratto in tratto, uno svarione, una vertigine, l’accenno d’un crollo a capofitto. Ma la mano ignota, sotto, subito lo rialza con lievi scossettine sapienti o con larghe stratte energiche e lo rimette a vento e torna a dar filo e filo e filo. Gli aquiloni, cari miei… Quanti ce n’è! E hanno tutti la coda, et in cauda venenum...


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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria

Marcello è intenzionato a fermare quella macchina, è ormai nel vano motore di cui ne osserva ogni movimento. Ossiero ne è alla guida ma, per mantenerla ai più alti livelli di efficienza, deve essere molto attento alla manutenzione, vale a dire che ogni parte del motore deve funzionare perfettamente. Ma lui non è un guidatore semplice, è un pilota, ha quindi molta predisposizione naturale e una grande capacità di individuare un guasto e talvolta di prevenirlo. Solitamente sostituisce, con le sue stesse mani, il pezzo giunto alla fine della sua vita, e l’auto è in tal modo sempre scattante, pronta a ricevere i suoi comandi. Ma l’esperto pilota sa anche che un veicolo, fosse anche il più perfetto del mondo, deve fare i conti con le insidie della strada.
Al perfido dottor Ossiero sta accadendo proprio questo, sta attraversando una strada stracolma di buche. Non si sta rendendo conto che sta chiedendo troppo agli ammortizzatori, quelli sociali, nella fattispecie "la mia straordinaria cassa integrazione guadagni". Sta osando oltremodo, sta spingendo quella sua auto perfetta verso la fine.


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Commenti
Ciao Laura, riporto nella tua pagina una lettera che molto si lega agli scambi precedenti, nonché ai lavoratori... nella speranza di un cambiamento.
Lascio il link: http://www.lundici.it/2012/11/al-ministro-fornero-chiedo-rispetto-per-i-...
Buone cose
Antonio
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Ho letto il racconto, e la frase che mi piace di più è "una pietra... per ricostruire"
Mer, 27/06/2012 - 16:25- accedi o registrati per inviare commenti
Aggiungo un segnalibro, ma vorrei ne valesse altri 5. Non per carineria, non ce n'è bisogno, ma perché vorrei emergesse quel messaggio positivo che credo nel libro ci sia (ho letto solo la descrizione del libro nel sito dell'editore). Troppo spesso le aziende chiudono, non investono, tagliano... non curanti dei destini di chi presta la propria professionalità a beneficio dell'azienda, di un'azienda certamente schiacciata dagli adempimenti e dalle tasse, ma spesso anche vittima della non lungimiranza di chi l'amministra, come si vede anche dalle righe scelte da Laura.
Mer, 27/06/2012 - 16:22- accedi o registrati per inviare commenti
Brave New World (Il mondo nuovo)

Brave New World (Il mondo nuovo)
Tradotto da Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi
Oscar Mondadori - Classici Moderni 1997
"Il processo Bokanovsky è uno dei maggiori strumenti della stabilità sociale!". Uomini e donne tipificati; a infornate uniformi. Tutto il personale di un piccolo stabilimento costituito dal prodotto di un unico uovo bokanovskificato.
"Novantasei gemelli identici che lavorano a novantasei macchine identiche!". La voce era quasi vibrante d’entusiasmo. "Adesso si sa veramente dove si va. Per la prima volta nella storia". Citò il motto planetario: "Comunità, Identità, Stabilità". Grandi parole. "Se potessimo bokanovskificare all'infinito, l’intero problema sarebbe risolto". Milioni di gemelli identici. Il principio della produzione in massa applicato finalmente alla biologia.
"Ma, ahimè", il Direttore scosse il capo "noi non possiamo bokanovskificare all'infinito". Novantasei sembrava essere il limite; settantacinque una buona media. Fabbricare il maggior numero possibile di gemelli identici con la medesima ovaia e coi gameti dello stesso maschio, questo era quanto di meglio (e purtroppo un meglio di gran lunga inferiore all’ottimo) si potesse fare.


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Tre casi del dr. Hesselius

Trascorsero molti anni tranquilli, durante i quali, però, le speranze di Sir Robert e Lady Ardagh di essere allietate da un figlio andarono deluse. Vi fu soltanto un avvenimento, in questo periodo, che merita di essere ricordato. Sir Robert aveva portato con sé dall’estero un valletto, il quale a volte sosteneva di essere francese, altre volte italiano, e altre volte ancora tedesco. Parlava tutte queste lingue con uguale scioltezza, e sembrava provare piacere nel mettere alla prova la sagacia e nel suscitare la curiosità dei visitatori del castello, tutte le volte che attaccavano discorso con lui, oppure, colpiti dal suo singolare aspetto, si mettevano a interrogarlo sul suo paese e sulle sue origini. Sir Robert lo chiamava - alla francese - Jacques, ma fra i servi dei ranghi più bassi era familiarmente noto come Jack il Diavolo, un appellativo originato da una sua presunta indole maligna, e da una reale riluttanza a mescolarsi con quelli che si ritenevano suoi uguali.


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...Mbè allora Petronio di "cognome" e di fatto... quanto vi piace parodiare !!! ;D
Ven, 13/04/2012 - 19:18- accedi o registrati per inviare commenti
Di Le Fanu se ti capita (sempre se non l'hai già letto) prendi Camilla... Il personaggio non è "Petronio" ma... ;)
Ven, 13/04/2012 - 15:52- accedi o registrati per inviare commenti
La passeggiata

La mia passeggiata si faceva sempre più bella, più grande. Qui, al passaggio a livello - pensai fra me - forse si trova in certo modo il culmine, il punto centrale, dal quale in poi tutto andrà declinando. Già percepivo qualcosa di simile al tenero inizio del calar della sera. Un che di voluttuoso e insieme di malinconico alitava intorno, come un dio taciturno ed eccelso. [...] La bella, dolce strada maestra splendeva d'azzurro, di bianco, d'oro. Sopra le case dei poveri, dipinte di giallo e soffuse di color rosa, abbracciate con infantile tenerezza dal sole, commozione e incanto volavano simili a immagini d'angeli cadenti dal cielo; tenendosi per mano, amore e povertà si libravano nell'aria profumata. Mi sembrava quasi che qualcuno mi chiamasse per nome, che qualcuno mi baciasse o mi desse pace, che Dio Onnipotente in persona, nostro benigno Signore e padrone, procedesse sulla strada per renderla indicibilmente bella.


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Sì, l'ho comprato subito appena ho visto la recensione su horrormagazine! C'è anche il racconto da cui è tratto il film! :) Grazie, anche tu, ho visto che hai Le Fanu, bellissimo, tra l'altro adoro quell'edizione di Newton Compton: stupendi 100 pagine 1000 lire :)
Mer, 25/04/2012 - 12:18- accedi o registrati per inviare commenti
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Il secolo cinese

Da decenni l’afflusso di studenti asiatici alimentava gli Stati Uniti di forze fresche, qualificate e competitive, soprattutto nei settori scientifici. Era stata coniata una definizione, ironica ma efficace: “I migliori campus americani sono quei luoghi in cui anziani professori ebrei trasmettono il sapere sulla matematica, sulla fisica e sulla biologia a giovani studentesse cinesi”.[…] Già negli anni Novanta nella Silicon Valley l’economista Annalee Sexenian avevo censito un terzo di start-up tecnologiche create da neoimprenditori col passaporto asiatico. Se viene meno questa risorsa, le conseguenze saranno profonde.[…] Negli ultimi anni i big dell’industria tecnologica americana delocalizzano in Cina non solo le fabbriche, ma anche i centri di ricerca, cioè posti di lavoro per scienziati. Microsoft, Intel, IBM, Motorola, Bell Labs, sono alcuni grandi nomi del “sistema America” che ormai hanno in Cina centri di studi, laboratori sperimentali, uffici di design e progettazione dove assumono matematici, fisici, ingegneri.


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Grandi speranze

Quello che per me fu un giono memorabileperchè da allora molte cose mutarono nella mia vita. Ma così accade a tutti gli esseri umani. Cercate col pensiero di eliminare un dato giorno speciale della vostra vita e pensate a come diverso potrebbe essere stato il suo corso! Fermati, tu che leggi, e medita per un momento sulla lunga catena di bronzo o d'oro, di spine o di fiori, che mai ti avrebbe soggiogato se in un solo memorabilegiorno non si fosse formato e chiuso il primo anello.


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Sono molto contenta che ti sia piaciuto il mio romanzo. E' per te che ho conosciuto questo bel sito. Grazie per il commento!
Sab, 07/07/2012 - 21:42- accedi o registrati per inviare commenti
Grandi speranze

"No, sono ignorante e tardo, Joe."
"Ma quando mai? Pensa a quella lettera che mi hai scritto ieri sera!"
"Non ho imparato quasi nulla, Joe. Tu mi credi più di quello che realmente sono. E' soltanto questo."
"Be', Pip" disse Joe "sia così o non sia così! devi pur essere un allievo comune prima di diventare un allievo fuori del comune. Questo è certo! Il re sul suo trono, con tanto di corona in testa, non può mettersi a scrivere gli atti del Parlamento, senza aver cominciato con l'alfabeto quando era ancora un semplice principe...Ah! e cominciato anche lui dalla A e faticato a trovare la strada fino alla Z!"
C'era uno spiraglio di speranza in questo brano di saggezza e mi inculcò coraggio.
"Noi apparteniamo alla gente comune sia per mestiere sia per istruzione e non sarebbe meglio quindi continuare a vivere con persone comuni, invece di andare a giocare con gente fuori del comune? Il che mi fa ricordare il gioco delle bandiere e vorrei sperare che almeno queste ci fossero, no?"


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La bottega del caffè

EUGENIO: "Non dice male; confesso che non dice male. Mia moglie, povera disgraziata, che mai
dirà? Questa notte non mi ha veduto; quanti lunari avrà ella fatti? Già le donne, quando non vedono
il marito in casa, pensano cento cose una peggio dell'altra. Avrà pensato, o che io fossi con altre
donne, o che fossi caduto in qualche canale, o che per i debiti me ne fossi andato. So che l'amore,
ch'ella ha per me, la fa sospirare; le voglio bene ancor io, ma mi piace la mia libertà. Vedo però, che
da questa mia libertà ne ricavo più mal che bene, e che se facessi a modo di mia moglie, le faccende
di casa mia andrebbero meglio. Bisognerà poi risolversi, e metter giudizio. Oh quante volte ho detto
così!"


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Fai bei sogni

Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa di indefinito. Così mi sentivo. Non avevo saputo trattenerla. Forse era andata a cercarsi un figlio che riuscisse a disegnarla meglio.


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La cotogna di Istanbul ballata per tre uomini e una donna

Incoraggiate coloro che cercano
di tener vigile la vostra mente
tenete in serbo i loro pensieri
metteteli dentro una cassapanca
assieme ad alcune mele cotogne
così i vostri panni avranno profumo
d'intelligenza per un anno intero.


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Commenti
figurati!certo che non mi offendo!se questo libro è così bello come promette dalle dieci righe, non mi resta altro da fare che leggerlo! :)
Lun, 09/07/2012 - 21:21- accedi o registrati per inviare commenti
Certo Violet scegli pure a chi donare e scrivi poi anche nei suoi commenti: "invia il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it indicando il gioco a cui si riferisce" :)
Lun, 09/07/2012 - 21:18- accedi o registrati per inviare commenti
sagge parole, meritevoli del libro incentivo che devo assegnare!
Lun, 09/07/2012 - 19:07- accedi o registrati per inviare commenti
CECENIA. IL DISONORE RUSSO

CECENIA. IL DISONORE RUSSO
Tradotto da Agnès Nobécourt, Alberto Bracci
Fandango 2009
Ci troviamo nel cortile della casa più povera di Nokhchi-Keloi. È qui che viveva il professore di storia Abdul-Wahhab Satabaiev di cui non è stata trovata la testa. Hanno seppellito i suoi resti avvolti in un “bozzolo”, senza la testa.
Baisark è la vedova di Abdul-Wahhab. I cinque orfani non vengono fuori a prendere parte alla conversazione degli adulti. Sono incollati al vetro di una finestrella. Le adolescenti, fazzoletto nero in testa, mi fissano con uno sguardo duro e pieno di disprezzo, come se fossi stata io a uccidere loro padre. Intanto la vedova allarga un po’ le mani come se volesse prendere una scodella, ma il gesto serve a mostrarmi ciò che aveva seppellito: due ossa carbonizzate. […]
“Che devo fare?”, chiese Baisark con calma, come vuole la tradizione. “Come scoprire la verità? Chi sono i colpevoli? E chi mi aiuterà a trovarli?”
“Ci hanno dimenticato tutti, ci hanno lasciati soli con il nostro dolore”, confermano gli anziani.


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Ciao Antonio, mi sono piaciute molto le tue 10 righe del libro di Anna Politkovskaja, sopratutto mi ha colpito la frase “Ci hanno dimenticato tutti, ci hanno lasciati soli con il nostro dolore”... Quindi vorrei regalarti il mio libro incentivo. Grazie e per riceverlo manda l'email con i tuoi dati a
libroincentivo@10righedailibri.it :-)
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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria

È emblematico come a volte anche il tempo, attraverso la sua usura, voglia contribuire a cancellare i nomi di alcuni uomini.
Peppino Impastato è uno di quelli, uno di quelli che danno “fastidio” al potere organizzato.
Peppino fu trucidato dalla mafia semplicemente perché denunciava collusioni, malaffari. Lo faceva attraverso la sua Radio Aut. La sua storia è stata egregiamente raccontata nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana, interpretato da Luigi Lo Cascio. […]
Quei nomi si allineano, si compongono, si stagliano uno dopo l’altro, a raffica, come gettati con veemenza, con rabbia, in modo tale che, quando giungono, se ne senta ancora di più il peso sulla coscienza, riguardo ai giusti, per non averli salvati, riguardo a coloro che si sono macchiati di crimini ignominiosi, per non averli fermati.


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Tutte le poesie

Tutte le poesie
Tradotto da M. Bacigalupo, N. Campana, M. Guidacci, S. Raffo, C. Campo, A. Cima, E. Montale, G. Giudici, M. Luzi e A. Rosselli
ARNOLDO MONDADORI EDITORE 1997
Rather arid delight
If Contentment accrue
Make an abstemious Ecstasy
Not so good as joy -
But Rapture's Expense
Must not be incurred
With a to-morrow knocking
And the Rent unpaid -


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I sommersi e i salvati

Siamo stati capaci, noi reduci, di comprendere e di far comprendere la nostra esperienza? Ciò che comunemente intendiamo per "comprendere" coincide con "semplificare": senza una profonda semplificazione, il mondo intorno a noi sarebbe un groviglio infinito e indefinito, che sfiderebbe la nostra capacità di orientarci e di decidere le nostre azioni. Siamo insomma costretti a ridurre il conoscibile a schema:a questo scopo tendono i mirabili strumenti che ci siamo costruiti nel corso dell'evoluzione e che sono specifici del genere umano, il linguaggio ed il pensiero concettuale.


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Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana

Sosteneva, fra l'altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l'effetto che dir si voglia d'un unico motivo, d'una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico "le causali, la causale" gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia...
La causale apparente, la causale principe, era sì, una. Ma il fattaccio era l'effetto di tutta una rosa di causali che gli eran soffiate addosso a molinello (come i sedici venti della rosa dei venti quando s'avviluppano a tromba in una depressione ciclonica) e avevano finito per strizzare nel vortice del delitto la debilitata "ragione del mondo". Come si storce il collo a un pollo.


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Malombra
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Malombra
Volevo leggerlo proprio un po' di tempo fa questo libro, poi lo ha letto mia sorella che l'ha trovato un po' pesante nello stile, a te sembra che sia piaciuto...Prima o poi lo leggo e mi faccio un'idea più precisa... :) Ciao! |
Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
Ciao Antonio, grazie di avermi coinvolta nella lettura del tuo racconto. In realtà li seguo da quest’estate i messaggi in bottiglia, sono ferma alla settima puntata e a breve leggerò l’ottava. Sono interessanti e fondamentali gli argomenti che stai analizzando nei tuoi scritti, l’impegno e l’empatia che ci metti sono di certo una risposta positiva ed emulabile a certe storture, ed è da essi che passa, se passa, un cambiamento in meglio. |
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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
Ciao Antonio, sono contenta che ti abbia fatto così piacere leggere le righe tratte dal libro, ma sono io che ringrazio te, per me sei stato la sorpresa più gradita e inaspettata qui sopra, per le capacità narrative ma soprattutto per l’umiltà e la squisitezza d’animo che ti contraddistinguono e che si riflettono in quest’ultimo post qui sotto e naturalmente in quello che scrivi. |
WALDEN; o, vita nei boschi
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WALDEN; o, vita nei boschi
Imparai questo, almeno, dal mio esperimento: che se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni, e cerca di vivere la vita che s’è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. Si lascerà qualcosa alle spalle, passerà un confine invisibile; leggi nuove, universali e più libere cominceranno a stabilirsi dentro e intorno a lui; oppure le leggi vecchie saranno estese e interpretate in suo favore in senso più ampio. |
La casa in collina
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La casa in collina
Fa piacere che apprezziate... capisco perché :) Bello il pezzo di Buzzati che hai postato, l'ho appena segnalibrato, non lo avevo mai letto, mi è piaciuto molto. |
Il secolo cinese
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Il secolo cinese
Mh si è vero, ti coinvolge... |
Angeli perduti del Mississippi
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Angeli perduti del Mississippi
Ohoh! Magnifico, "The Beano Album" |
Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
Ciao Antonio... Letto! Lo avrei fatto un po’ più lentamente ma mi sembrava di interromperti mentre parlavi. Bel racconto, scritto bene e con la passione di chi non si assopisce davanti alle scoloriture che lo circondano. E’ un bel personaggio, Marcello, sa come vuol muoversi nella vita; colto l’essenziale (Sofia prima di tutto, credo) gli diviene altrettanto essenziale salvaguardarlo, ed è bello che non avvolga solo su di sé la sua problematica ma che tenda a ricercarne una fonte comune e ad unire il suo percorso alle tracce che altri hanno lasciato, al fine di individuare una soluzione positiva e umanamente dignitosa. Nota a parte, il capitolo XIX…racconti quella cosa in modo delicato e così oltremodo preciso che mi ha colpita molto. Ti ringrazio di avermi regalato l’opportunità di leggerti per la prima volta. In bocca al lupo per la tua attività di scrittore e per tutto il resto. Ti saluto e ci leggiamo qui… Se per te va bene, le inserirò sul sito delle righe tratte dal libro… Ciao! |
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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
Ciao, mi è già arrivato il pargoletto! E' graziosissimo, la copertina, le foto all'inizio di ogni capitolo... Mi piacerebbe che mi si presentasse un giorno l'occasione di poter ricambiare. Grazie di cuore. Un saluto. |
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Cassa integrazione guadagni… la mia è straordinaria
Si, ciao, gliel'ho inviato l'indirizzo. Grazie, buone cose a te e buona giornata. |































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Commenti
Imparai questo, almeno, dal mio esperimento: che se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni, e cerca di vivere la vita che s’è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. Si lascerà qualcosa alle spalle, passerà un confine invisibile; leggi nuove, universali e più libere cominceranno a stabilirsi dentro e intorno a lui; oppure le leggi vecchie saranno estese e interpretate in suo favore in senso più ampio.
Sab, 07/07/2012 - 13:28In proporzione a quanto egli semplifica la sua vita, le leggi dell’universo gli appariranno meno complesse, e la solitudine non sarà tale, né la povertà sarà povertà, né la debolezza debolezza. Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo dove devono essere. Ora il vostro compito è di costruire a quei castelli le fondamenta.