Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di roriette

Non vedo, non sento, non parlo. Autismo infantile

immagine copertina
Michele Zappella
Non vedo, non sento, non parlo. Autismo infantile
Arnoldo Mondadore Editore 1984
10 righe da pagina 72:

Mentre lavoravo con i signori Vinci mi apparve compiutamente chiaro che l'elemento centrale della proposta che avevo fatto loro era che il genitore si prendesse carico delle tristezze, dei dolori del figlio, accettasse di condividerli al punto di evocarli spontaneamente per poi intervenire nei momenti di difficoltà più evidenti. Mi chiesi se non fosse questo uno dei nodi centrali che legava l'autismo alla società industriale contemporanea, che ha coltivato in sé la folle illusione che il dolore fosse da mettere definitivamente al bando, e tutti avessimo il dovere di essere perennemente felici. Ecco, invece, che è proprio il dolore condiviso ad aprire un varco decisivo nell'estrema solitudine di un bambino. Ma non è la solitudine una delle caratteristiche prime di questa stessa società?

inviato il 07/07/2015
Nei segnalibri di:

La casa in collina

immagine copertina
Cesare Pavese
La casa in collina
Einaudi
10 righe da pagina 60:

"Il finimondo sempre atteso era arrivato. Era chiaro che Torino tranquilla in distanza, la solitudine nei boschi, il frutteto, non avevano più senso. Eppure tutto continuava. Sorgeva il mattino, calava la sera, maturava la frutta. M'aveva preso una speranza, una curiosità affannosa: sopravvivere al crollo, fare in tempo a conoscere il mondo di dopo. Alzavo le spalle ma bevevo le voci. Se qualche volta mi tappavo le orecchie, era perché sapevo bene, troppo bene, quel che avveniva e mi mancava il coraggio di guardarlo in piena faccia. La salvezza appariva questione di giorni, forse di ore, e si stava attaccati alla radio, si scrutava il cielo, ci si svegliava ogni mattina con un sussulto di speranza.
La salvezza non venne. Vennero, bisbigliate, le prime notizie di sangue.”

inviato il 26/11/2014
Nei segnalibri di:

Due

immagine copertina
Irène Némirosvky
Due
Tradotto da Laura Frausin Guarino
Adelphi 2012
10 righe da pagina 34:

Spesso l'amore non è che il ricordo di un istante di amore.

inviato il 04/02/2014
Nei segnalibri di:

Due

immagine copertina
Irène Némirosvky
Due
Tradotto da Laura Frausin Guarino
Adelphi 2013
10 righe da pagina 70:

"Ti senti depravata, tu, Marianne?".
"No. Cerco solo la felicità".
"Ah sì!... Quel bisogno disperato di felicità... Credi che più tardi si affievolisca, che possa sparire del tutto?".
"Non lo so. Me lo auguro".

inviato il 27/01/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

Bentornata Rossella :)

Mancavo da un po'... ma eccomi!!!

Pakistan Graffiti

immagine copertina
Shandana Minhas
Pakistan Graffiti
Tradotto da Valentina Ballardini
La Linea 2012
10 righe da pagina 246:

Gli altri animali sono abbastanza civilizzati da optare per l'eliminazione dei deboli, dei vecchi e degli infermi. A noi piace lasciarli soffrire per poterci sentire meglio con noi stessi.

inviato il 06/11/2013
Nei segnalibri di:

Pakistan Graffiti

immagine copertina
Shandana Minhas
Pakistan Graffiti
Tradotto da Valentina Ballardini
Edizioni La Linea Bologna 2012
10 righe da pagina 86:

Il Do Talwar. Il Ten Talwar. Tutti monumenti a torre. Simboli fallici agghindati a monumenti pubblici, tributi in calcestruzzo e metallo all'ideale di un'erezione permanente cui gran parte dei nostri uomini pareva votata. Se avessi pregato, dopotutto, avrei pregato per la fine di questo culto di futili ambizioni maschili.
Ma chi volevo prendere in giro? L'unico modo concepibile per sfuggire alla realtà di essere donna era morire. Nonostante ci occupassimo di quasi tutto quello che c'era da fare in casa, giungessimo ai massimi livelli professionali dove ci era consentito, surclassassimo regolarmente gli uomini nella gran parte dei campi accademici in cui ci era"permesso"dare il nostro contributo, il mio sesso, veniva liquidato con la stessa noncuranza con cui si congeda una serva dopo un massaggio.

inviato il 25/10/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

In diretta dal mio comodino, mentre sto per avviarmi a letto con questo bel libro donatomi dalla casa editrice La Linea (che ringrazio, insieme alla redaz di 10 righe come sempre!), auguro una buonanotte di letture e bei sogni a tutti voi :)

Le anime morte

immagine copertina
Nicolaj Gogol
Le anime morte
Tradotto da Nicoletta Marcialis
La Biblioteca di Repubblica 2009
10 righe da pagina 107:

Di buono ha che è evidentemente appena uscita da un qualche educandato o collegio, che in lei non c'è ancora nulla, come si dice,di donnesco, cioè proprio di quello che nelle femmine è sommamente sgradevole. Adesso è come un bambino, tutta semplicità: dice quello che le viene in mente, ride quando ha voglia di ridere. Di lei si può fare ciò che si vuole, può diventare una meraviglia o una schifezza, e certo diventerà una schifezza! Lascia che comincino a occuparsene mamme e zie: in un anno l'avranno talmente imbottita di donnicciolerie che suo padre non saprà riconoscerla. Tirerà fuori sussiego e cerimoniosità, si muoverà secondo precetti mandati a memoria, si lambiccherà a chiedersi con chi, come e quanto debba conversare, come e chi debba guardare, passerà ogni minuto a temere di aver detto più del necessario; riuscirà insomma ad aggrovigliarsi ben bene, finirà per dire sempre e solo balle, e diventerà appunto il diavolo sa cosa!

inviato il 15/09/2013
Nei segnalibri di:

Le anime morte

immagine copertina
Nikolaj Gogol
Le anime morte
Tradotto da Nicoletta Marcialis
La Biblioteca di Repubblica 2009
10 righe da pagina 5:

Nel cortile di un albergo di N., capoluogo dell'omonimo governatorato, fece il suo ingresso una carrozza leggera, piuttosto bella, ben molleggiata, da scapolo, di quelle che usano i tenenti colonnelli a riposo, i capitani in seconda, i proprietari di non più di cento anime e insomma, per farla breve, i signori di media fortuna. La carrozza era occupata da un tale, non una bellezza, ma neppure brutto, non grasso, ma neanche magro, né giovane né vecchio. Il suo ingresso in città non aveva prodotto la minima impressione, e nessuno lo aveva notato; giusto due mugicchi russi che stavano sulla porta della bettola di fronte all'albergo avevano fatto qualche commento, relativo piuttosto alla vettura che al suo occupante.

inviato il 13/09/2013
Nei segnalibri di:

Tutto questo mi appartiene

immagine copertina
Petra Hulovà
Tutto questo mi appartiene
Tradotto da Laura Angeloni
La Tartaruga 2012
10 righe da pagina 37:

Nonostante mi aspettassero ancora tre anni di scuola, fosse stato per me avrei tranquillamente messo subito il mio deel delle feste in valigia, insieme a un po' di carne secca, e sarei partita il giorno stesso. Sarceceg però disse:"Surguulijg togsoch jostoj", e non mi rimase che aspettare tre anni.
Tre anni pieni di fantasie su quella vita vera che da qualche parte scorreva indisturbata, senza curarsi di me. Tre anni che trascorsi in una sonnolenta apatia, perché niente di quello che mi succedeva intorno era abbastanza. Mi portavo dentro quella promessa come una missione, agognavo di arrivare in quel luogo dove i sogni di tutte le ragazze di tutti i centri abitati dei sum confluivano e si bruciavano le ali come falene.

inviato il 08/08/2013
Nei segnalibri di:

Il filo di mezzogiorno

immagine copertina
Goliarda Sapienza
Il filo di mezzogiorno
La Tartaruga 2003
10 righe da pagina 144:

Non ebbi più freddo, e da lui seppi che la carne ha sapore di pane caldo appena sfornato, che la saliva disseta, le lagrime nutrono col loro sale.. il sale..senza il sale il corpo muore, dalle sue mani seppi che le mie braccia avevano forza, la mia pelle era terra ricca, fertile..non avere fretta Goliarda, non avere fretta di ricordare, si può morire soffocati dal profumo delle viole marcite dei ricordi, non avere fretta di ricordare. Quello che da lui seppi e persi..insieme seppi e persi..persi e seppi..ma niente che si muove, che vive, si perde, niente che si impara si dimentica, niente che si dice non viene raccolto, niente che si è dato viene perduto, il sole scolora in rossi viola il lutto degli scialli di seta nera parati contro il sole, inchiodati sugli specchi, sui muri, sulle porte,e si muore per rinascere, si rinasce per morire..

inviato il 30/07/2013
Nei segnalibri di:

Con il cuore verso Dio

immagine copertina
Albino Luciani, a cura di Saverio Mirijello
Con il cuore verso Dio
Neri Pozza – Vicenza – 1995
10 righe da pagina 111:

A scuola di filosofia il professore mi diceva: Tu conosci il campanile di San Marco? Sì? Ciò significa ch’esso è entrato in qualche modo nella tua mente: fisicamente è rimasto dov’era, ma nel tuo intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale. Tu, invece, ami il campanile di San Marco? Ciò significa che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l’animo verso il campanile ch’è fuori. Insomma: amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato.

inviato il 13/11/2015
Nei segnalibri di:

niente regole

immagine copertina
emma chase
niente regole
Tradotto da Rizzati D.
Newton Compton 2015
10 righe da pagina 10:

Quando intendi dire quello che dici e dici esattamente quello che intendi,non hai bisogno di alzare la voce.
Urlare è segno di disperazione,un indizio che hai finito le cartucce,che non hai più risorse,tranne il volume della voce.

inviato il 14/11/2015
Nei segnalibri di:

A un cerbiatto somiglia il mio amore

immagine copertina
David Grossman
A un cerbiatto somiglia il mio amore
Tradotto da Alessandra Shomroni
Mondadori 2014
10 righe da pagina 771:

Il giorno seguente Ofer era arrivato a una conclusione e a una soluzione. Da quel momento lui sarebbe stato inglese, lo si doveva chiamare John e non avrebbe più risposto al nome di Ofer. Perché gli inglesi non li ammazzano, aveva spiegato con semplicità, e non hanno nemici. E così, rise Orah, ha cominciato a parlare solo inglese, o meglio, quello che lui pensava fosse inglese. Un ebraico storpiato con un accento inglese. E per maggior sicurezza ha costruito intorno al suo letto sbarramenti di difesa con libri, giocattoli e peluche. E ogni notte insisteva ad andare a dormire con una pesante chiave inglese accanto al cuscino.

inviato il 06/07/2015
Nei segnalibri di:

Commenti

David Grossman (Gerusalemme, 25 gennaio 1954)

Il quadro mai dipinto

immagine copertina
Massimo Bisotti
Il quadro mai dipinto
Mondadori 2014
10 righe da pagina 7:

Dovrà capitare prima o poi che due anime selvatiche che non vogliono sentirsi strette da nessuno,
né chiuse agli angoli del mondo e che si amano abbastanza da non scappare né inseguire, si fermino a comprendere che completarsi è questo. È chiudersi all'aperto sapendo che a nessuno dall'esterno sarà permesso entrare dentro. Si può rischiare di restare insieme tutta la vita così, senza che sia una minaccia ma solo un sublime stato di grazia e di strafottente e imbarazzante felicità.
Innamoratevi, non di chi vorreste raggiungere a ogni costo, ma di chi una volta raggiunto non vi farà più desiderare uscite di sicurezza. Amate la persona che vi farà venire voglia di svegliarvi sempre prima del previsto, per guardarla qualche attimo prima in più prima di uscire, e dormire sempre un attimo più tardi, per farvi chiudere gli occhi stanchi di sonno ma mai stanchi di lei...

inviato il 23/11/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

CHIEDO A VOI DELLO STAFF DI TENERE IL MIO ACCOUNT PER QUALCHE GIORNO PERCHÉ TUTTI VOI CHE SIETE STATI COMPAGNI DI LETTURE POSSIATE LEGGERE I MIEI SALUTI, POI DISATTIVATE IL MIO ACCOUNT. QUESTA E' LA MIA VOLONTÀ, VI PREGO NON MI SCRIVETE PER FARMI CAMBIARE IDEA, MA RICORDATE LA MIA AMICIZIA, IO RICORDERÒ LA VOSTRA... CIAO

VI LASCIO QUESTO PENSIERO PERCHÉ MI SEMBRA ADATTO A CONCLUDERE QUESTA BELLA AVVENTURA PERCORSA INSIEME A VOI, PERCHÉ HO AMATO LE PAROLE COME HO AMATO I GESTI CHE LE ACCOMPAGNAVANO.
GRAZIE PER LE EMOZIONI CHE ABBIAMO CONDIVISO INSIEME.
NON E' UN ADDIO ALLA LETTURA. QUELLA, MI FARA' COMPAGNIA FINO ALLA FINE DI QUESTA MERAVIGLIOSA VITA...
E' UN ADDIO A UN PERCORSO CHE NON SENTO PIÙ PERCHÉ HO BISOGNO DI CAMBIAMENTI, HO BISOGNO DI CORAGGIO PER CAMBIARE LE COSE E ACCETTARE QUELLE CHE NON SI POSSONO CAMBIARE.
HO RIMESSO LA FOTO CON IL GATTO PERCHÉ RAPPRESENTA UNA PARTE DELLA MIA VITA IN CUI SONO STATA FELICE, MA LO SARÒ ANCORA, MI RINCUORA IL FATTO CHE LA MIA ANIMA HA UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA, UNA NUOVA VIA.
VI LASCIO UN PENSIERO CHE GESÙ HA DETTO AI SUOI DISCEPOLI:
«Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.

QUALSIASI E' LA VOSTRA RELIGIONE, QUALSIASI SIA IL VOSTRO CREDO ANCHE SE SIETE ATEI, QUESTO PENSIERO VE LO DEDICO CON IL CUORE.
CIAO

Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

L'arte di correre

immagine copertina
Haruki Murakami
L'arte di correre
Tradotto da Antonietta Pastore
Einaudi Super ET 2007
10 righe da pagina 13:

Correre per me è un ottimo esercizio, e al tempo stesso costituisce una valida metafora. Allenandomi giorno dopo giorno, partecipando a una gara dopo l'altra, miglioro gradualmente i miei record, e in questo processo evolvo anch'io. O per lo meno cerco di evolvere, è a questo scopo che compio sforzi quotidiani. Come corridore non valgo un granché, questo è certo. Sono assolutamente nella media - o forse dovrei dire al di sotto. La mediocrità non costituisce però per me un vero problema. L'essenziale è superare anche di poco il livello raggiunto in precedenza. Se un corridore deve per forza individuare un avversario da battere, lo cerchi nel se stesso del giorno prima.

inviato il 24/11/2014
Nei segnalibri di:

Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi
MONDADORI 2003
10 righe da pagina 57:

A me bastava d'averla chiamata. Chiamavo tre o quattro volte al giorno. Tutti i giorni. Per tutta l'estate. Chissà che avranno pensato. Poi, appena tornava in giro un po' di gente, prendevo le chiavi del juke-box e andavo sulla terrazza. Programmavo trenta o quaranta dischi di filata: Fatti mandare dalla mamma, Sapore di sale, I Watussi. Alternavo un po', perché le cameriere s'erano lamentate. I primi tempi avevo messo sempre e solo Sergio Endrigo: "C'è gente che ha avuto mille cose / Tutto il bene tutto il male del mondo / Io ho avuto solo te / E non ti perderò/ Non ti lascerò / Per cercare nuove illusioni ", e lo mettevo a tutto volume.

inviato il 25/11/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

Leggendo "Camerata Neandertal" mi è venuta voglia di riprendere in mano "Il fasciocomunista", che era e rimane uno dei miei romanzi preferiti. Così come è tra le mie canzoni preferite degli anni '60 la canzone di Sergio Endrigo citata nel mio nuovo segnalibro.

La casa in collina

immagine copertina
Cesare Pavese
La casa in collina
Einaudi
10 righe da pagina 60:

"Il finimondo sempre atteso era arrivato. Era chiaro che Torino tranquilla in distanza, la solitudine nei boschi, il frutteto, non avevano più senso. Eppure tutto continuava. Sorgeva il mattino, calava la sera, maturava la frutta. M'aveva preso una speranza, una curiosità affannosa: sopravvivere al crollo, fare in tempo a conoscere il mondo di dopo. Alzavo le spalle ma bevevo le voci. Se qualche volta mi tappavo le orecchie, era perché sapevo bene, troppo bene, quel che avveniva e mi mancava il coraggio di guardarlo in piena faccia. La salvezza appariva questione di giorni, forse di ore, e si stava attaccati alla radio, si scrutava il cielo, ci si svegliava ogni mattina con un sussulto di speranza.
La salvezza non venne. Vennero, bisbigliate, le prime notizie di sangue.”

inviato il 26/11/2014
Nei segnalibri di:

Due

immagine copertina
Irène Némirosvky
Due
Tradotto da Laura Frausin Guarino
Adelphi 2012
10 righe da pagina 34:

Spesso l'amore non è che il ricordo di un istante di amore.

inviato il 04/02/2014
Nei segnalibri di:

ANGELUS NOVUS

immagine copertina
WALTER BENJAMIN
ANGELUS NOVUS
Tradotto da A cura di Renato Solmi. Con un saggio di Fabrizio Desideri
EINAUDI TASCABILI. SAGGI 1995
10 righe da pagina 156:

È l’unicità della poesia di Baudelaire che le immagini della donna e della morte si mescolino in una terza: quella di Parigi. La Parigi delle sue poesie è una città sprofondata, più ancora sottomarina che sotterranea. Gli elementi ctonici della città – la sua formazione topografica, il vecchio letto abbandonato della Senna – hanno lasciato un’impronta nella sua poesia. Ma decisivo, in Baudelaire, nell’«idillio funebre» della città, è un sostrato sociale, moderno.[…]. Come spleen, esso frantuma l’ideale (Spleen et idéal). Ma proprio l’arte moderna cita continuamente la preistoria. Ciò accade, qui, attraverso l’ambiguità che è propria dei rapporti e dei prodotti sociali dell’epoca. Ambiguità è l’apparizione figurata della dialettica, la legge della dialettica nell’immobilità. Questo arresto, o immobilità, è utopia, e l’immagine dialettica un’immagine di sogno. Un’immagine del genere è la merce stessa: come feticcio. Un’immagine del genere sono le gallerie, che sono casa come sono stelle. Un’immagine del genere è la prostituta, che è insieme venditrice e merce.

inviato il 03/02/2014
Nei segnalibri di:

Solitudine

immagine copertina
Elena Turtle
Solitudine
MINISTERO DELLA CULTURA DEL LIBRO 2999
10 righe da pagina 3:

Leggere qualche frase di un libro o recitare una poesia negli ospizi o in casa di persone che cercano compagnia (forse anche sole), che cercano conforto nelle parole.
(La lettura è per la mente quel che l'esercizio è per il corpo - Joseph Addison).

inviato il 12/10/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

Partecipo a LEGGE PER LEGGERE + link: http://scrivi.10righedailibri.it/legge-leggere

Due

Due 3 years 12 settimane fa

Mancavo da un po'... ma eccomi!!!

Pakistan Graffiti

Pakistan Graffiti 3 years 26 settimane fa

In diretta dal mio comodino, mentre sto per avviarmi a letto con questo bel libro donatomi dalla casa editrice La Linea (che ringrazio, insieme alla redaz di 10 righe come sempre!), auguro una buonanotte di letture e bei sogni a tutti voi :)

Il paradiso degli orchi

Il paradiso degli orchi 3 years 31 settimane fa

Ho letto che uscirà a breve il film...chissà come sarà..!

Le ali della colomba

Le ali della colomba 3 years 38 settimane fa

Grazieeeeeeeeeeeee :D Vi scrivo subito!!

Cuore di cane

Cuore di cane 3 years 42 settimane fa

Bellissimo questo libro! :)

L'ultima lezione

L'ultima lezione 3 years 42 settimane fa

verissime, penso anch'io :)

GIUOCO DOMENICALE #30: RIGHE SUDAMERICANE

GIUOCO DOMENICALE #30: RIGHE SUDAMERICANE 3 years 42 settimane fa

I draghi non conoscono il paradiso

I draghi non conoscono il paradiso 3 years 42 settimane fa

Partecipo al Giuoco domenicale #30: Righe sudamericane + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-30-righe-sudamericane

I pesci non chiudono gli occhi

I pesci non chiudono gli occhi 3 years 43 settimane fa

Meravigliosa citazione!!

Balzac e la piccola sarta cinese

Balzac e la piccola sarta cinese 3 years 43 settimane fa

Come suggerito dalla redazione, indico i punti in cui ho effettuato i tagli..il pezzo originale è un po' lungo.. :)
Il capo del villaggio esaminando attentamente il mio violino,lo sollevò in verticale e ispezionò il buco nero della cassa. [...] Tenendo il violino all'altezza del viso,lo scosse violentemente,quasi si aspettasse che dal fondo oscuro della cassa armonica cadesse qualcosa. [...]È un giocattolo»sentenziò solennemente. [...]«Capo,è uno strumento musicale»disse Luo con aria disinvolta.«Il mio amico è bravo a suonare».[...]
Il capo riprese in mano il violino e tornò a esaminarlo; poi me lo porse.[...]
«Ascolterà una sonata di Mozart»annunciò Luo con la stessa calma di prima.
Lo guardai esterrefatto: da anni tutte le opere di Mozart,come di qualunque altro musicista occidentale,erano proibite nel nostro paese.[...]
«E come si chiama?».«Mozart...»farfugliai.
«Mozart che cosa?».«Mozart pensa al presidente Mao»proseguì Luo al posto mio.
Come al suono di una parola magica,lo sguardo minaccioso del capo si raddolcì e i suoi occhi si raggrinzirono in un gran sorriso di beatitudine.
«Mozart pensa sempre a Mao»disse.
«Sì»confermò Luo.«Sempre».

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy