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La buona società

"Il tuo segretario è un po' formale" osservai prendendo posto sul divano.
"Chi, Bryce? Immagino di sì. Ma è bravo, e in realtà è più che altro un mio pupillo".
"Un pupillo. Caspita. E cosa gli insegni? Patti faustiani?"
Anne sollevò un sopracciglio ironico e si avvicinò al mobile bar.
"Hai una cultura discreta, per essere una ragazza della classe operaia" disse dandomi le spalle.
"Davvero? Ho scoperto che tutti i miei amici di buona cultura sono della classe operaia".
"Oddio. E perché, secondo te? La purezza della povertà?"
"No. Solo perché la lettura è il divertimento meno costoso che esista".
"Il divertimento meno costoso è il sesso".
"Non in questa casa".


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Le ho mai raccontato del vento del nord

Le ho mai raccontato del vento del nord
Tradotto da Leonella Basiglini
Feltrinelli 2010
Desidero la mia Emmi. Vuole venire da me? Spegniamo la luce e basta. Non dobbiamo vederci. Emmi, io voglio solo sentirla. Chiuderò gli occhi. Con Marlene non ha più senso. Ci dissanguiamo a vicenda. Non ci amiamo. Lei ne è convinta, ma in realtà non ci amiamo, il nostro non è amore, è pura dipendenza, puro possesso. Marlene non vuole lasciarmi andare e io, io non so trattenerla. Sono un po' ubriaco. Non troppo. Viene da me, Emmi? Ci baciamo? Mia sorella dice che, in ogni caso, lei è stupenda, Emmi. Ha mai baciato uno sconosciuto? Sto bevendo un altro sorso di bianco del Friuli. Brindo a noi. Sono già un po' ubriaco. Ma non molto. E adesso è il suo turno, Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.


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Chi non muore

Esco dalla casa degli orrori che Acido/acida e candeggina stanno ancora urlando. Non saluto nessuno. Ho giusto il tempo di ignorare Candeggina che mi sbraita dietro qualcosa, e sono già sulle scale proiettata verso qualche bizzarra serata.
Alla fine mi sono vestita più da Zoccola inutile che da Barbie bastarda, anche col trucco un filo più battonoesco del solito... ma del resto, non devo interpretare una prostituta londinese fatta a pezzi? Mi sono calata nella parte.


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Lo specchio del mio segreto

Era più che felice. La parola felice era niente in confronto a quello che sentiva, ma piangeva di dolore. Piangeva e rideva, e sapeva che il vento l'avrebbe portata chissà dove. Il desiderio del suo corpo non mentiva e la sua anima gemella, separata da lei, indicava l'uccisione. Era stata uccisa? Ma la follia della carne non mentiva. La guidava. Ed era ormai certa, come mai lo era stata prima, che se non si fosse gettata tra le braccia di Said Nasser, una belva feroce l'avrebbe sbranata da sotto la pelle.


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La stanza del male

La stanza del male
Tradotto da Umberto Ghidoni
Corbaccio 2011
Era comunque grata di essere riuscita a sostituire la nostalgia con l'indifferenza. Si meritava solo questo, lui. Era ancora vivo il ricordo delle parole che gli aveva detto nella camera dell'albergo dell'Upper West Side durante il loro ultimo viaggio a New York, prima che tutto crollasse. Mi sto consegnando a te, Lasse. Puoi avere tutta me stessa, ogni cosa di me, e io confido che te ne prenderai cura.
Era stata così ingenua. Non lo sarebbe più stata. Non avrebbe più permesso a nessuno di avvicinarsi così.


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Cara Giulia hai vinto un libro in regalo per esser stata segnalibrata 11 volte, scrivi il tuo indirzzo alla redazione info@10righedailibri.it per ricevere il tuo premio direttamente a casa
buone letture!
http://10righedellasettimana.blogspot.com/2011/09/pari-merito-per-il-pre...
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Avevano spento anche la luna

Stavamo scavando in una piccola radura circondata di boschi. La mamma chiese il permesso di andare a fare i bisogni e mi trascinò tra gli alberi insieme alla signora Rimas. Ci accovacciammo, con i vestiti raccolti in vita, per liberarci. Ci guardammo in faccia tutte accosciate. "Elena, puoi passarmi il talco, per favore?" disse la signora Rimas, asciugandosi con una foglia. Ci mettemmo a ridere. Era una scena così ridicola, noi tre che ci abbracciavamo le ginocchia in cerchio. Ridemmo sul serio. La mamma rideva così forte che i suoi riccioli uscirono dal fazzoletto che si era legata in testa. "Il nostro senso dell'umorismo", disse la mamma, con gli occhi pieni di lacrime dal ridere. "Quello non possono portarcelo via, giusto?"


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Facciamo finta che non sia successo niente

Per prima cosa, vorrei dire che è successo molto tempo prima che mi sentissi realmente sposata, se per te questo ha un senso. Ed è stat una cosa sbagliata... non lo nego, ma è successo. Mi sono innamorata di due uomini. Ecco cos'è successo. Non volevo. Non avevo intenzione di ferire tuo padre. ma, sai, Sophie, quello che ho imparato è che a volte l'amore ti sorprende quando meno te lo aspetti. L'amore semplicemente arriva. Era come... era come se fosse una forza primordiale...


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prime 35 pagine del libro
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/facciamo-finta-che-non-sia-su...
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Le lettere segrete di Jo

"Cosa si fa," gli chiese "quando qualcuno tradisce la tua fiducia?"
"E' una domanda difficile. Per un po' farà male, è bene che tu lo sappia e ti faccia forza nell'attesa che passi. Però poi passa, a meno che tu non abbia fatto altrettanto. Credo che se si è in pace con se stessi le cose siano destinate a migliorare."
Era sorprendentemente facile, penso Lulu, parlare con quell'uomo strano e pacato da cui la separava quasi una generazione: di gran lunga più facile che parlare con molti suoi coetanei.


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prime 68 pagine del libro
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/lettere-segrete-jo
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La rabdomante

Parole, pensai. Il termine divino, in particolare. Sembrava che la mia vita fosse un'interminabile partita a scacchi con quella parola. Non c'era niente di divino nell'indovina di nome Cassandra, non quando aveva accesso al proprio inferno privato, tranne il fatto che anche lei era parte della natura. La natura è l'unica divinità.


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prime 36 pagine del libro
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/rabdomante
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La magia dei petali sparsi

Nonostante amasse tanto Bloodroot Montains, a volte parlava di ritornare a Chickweed Holler per rivedere la vecchia fattoria ancora una volta. Adesso apparteneva a cugini lontani che le scrivevano delle lettere. Una volta si azzardò a chiedere al nonno di accompagnarla fino a laggiù, ma quando arrivò il giorno stabilito, cambiò idea. "Credo sia meglio che io stia vicina a casa" aveva detto. "Sono troppo vecchia per andarmene in giro. Mi piaceva sognare di attraversare l'oceano a bordo di una nave per vedere il mondo, ma non successe mai. Tuo nonno grattò via quel prurito."
Ma sembrava che nulla riuscisse a scacciare via il mio.


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Lettere a Milena

..se in qualche modo è possibile in questo mondo senza appigli (dove uno è strappato via quando lo si strappa via e non sa come salvarsi), non lasciarti allontanare da me, anche se una volta o mille volte o proprio adesso o forse sempre proprio adesso ti deludo. Questa del resto non è una preghiera e non è affatto rivolta a te, non saprei dove sia rivolta. E' soltanto l'oppresso respiro del petto oppresso.


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Che fine ha fatto Mr Y.

Sono io Mr. Y? Devo esserlo, perché il libro funzioni? Quand'ero una ragazzina, promettevo sempre a me stessa di non identificarmi mai con i personaggi principali, perché di solito a costoro capitavano disavventure o, peggio ancora, cose importanti, e non potevo sopportare l'idea che accadessero anche a me, al sé che proietti nel romanzo mentre lo leggi. Perciò decidevo di "essere" un personaggio secondario. A volte morivo, altre volte scoprivo che ero malvagia. Ma almeno non dovevo occupare il centro della scena. Ora che sono cresciuta leggo in modo più convenzionale. In questo momento sono preoccupata per Mr Y./me stessa e mi sembra che fuori stia piovendo, anche se non è così.


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L'Homme à l'envers(L'uomo a rovescio)

-La ami?- domandò il Guarda.
«Quando uno fa una domanda,» disse Adamsberg, «vuol dire che ha già
la risposta. Altrimenti tiene il becco chiuso.»
«È vero,» disse il Guarda. «Ho già la risposta.»
«Vedi?»
«Perché la lasci agli altri?»
Adamsberg rimase in silenzio.
«Non è mia. Nessuno appartiene a nessuno.»
«Non stare a fare tanto il furbo con la tua morale. Perché la lasci agli altri?
«Al vento glielo chiedi, perché non rimane sull'albero?»
«Chi è il vento? Tu o lei?»
Adamsberg sorrise. -Ci alterniamo-.
«Ma il vento se ne va,» disse Adamsberg.
«E il vento torna,» disse il Guarda.
«È questo il problema. Il vento torna sempre.»


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Alice Undergound

"Che curiosa sensazione!" disse Alice, "dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio".
Così era in effetti: adesso era alta solamente dieci pollici, e il viso le si illuminò al pensiero che era della misura giusta per attraversare la porticina ed entrare in quell'incantevole giardino. Per prima cosa però, attese qualche minuto per vedere se rimpiccioliva ancora: questo la faceva sentire un po' inquieta, "perchè potrebbe andare a finire, lo sai" disse Alice a se stessa, "che sparisco tutt'assieme, come una candela, e allora come sarei? mi chiedo" e provò a immaginare com'è la fiamma di una candela dopo che la candela si spegna, perchè non ricordava di averne mai vista una.


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Cime tempestose

Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere; e, se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l'universo si cambierebbe per me in un'immensa cosa estranea; non mi parrebbe più di essere una parte di esso. Il mio amore per Linton è simile al fogliame del bosco; il tempo lo muterà, ne sono sicura, come l'inverno muta gli alberi; il mio amore per Heathcliff somiglia alle eterne rocce che stanno sottoterra: una sorgente di gioia poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff! Lui è sempre nella mia mente; non come un piacere, come neppur io sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere.


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Commenti
Annalisa abbiamo pubblicato le tue 10 righe http://scrivi.10righedailibri.it/compleanni-dautore-28
Lun, 30/07/2012 - 21:14- accedi o registrati per inviare commenti
Cara Annalisa i classici premiano sempre...ti aggiudichi un libro incentivo per essere stata la più votata della settimana!
Manda una email all'indirizzo info@10righedailibri.it ed i nostri editori ti spediranno a casa un libro in regalo.
Complimenti per la vittoria :)
Isabella
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vi rivelo che io lo lessi ,tanti anni fa ,aspettavo mio figlio,per questo motivo ,lo amo ancora ,ricordo anche delle passeggiate nella brughiera inglese,durante le vacanze estive,ho apprezzato anche il film..buona giornata
Mer, 07/12/2011 - 11:08- accedi o registrati per inviare commenti
La buona società

"Il tuo segretario è un po' formale" osservai prendendo posto sul divano.
"Chi, Bryce? Immagino di sì. Ma è bravo, e in realtà è più che altro un mio pupillo".
"Un pupillo. Caspita. E cosa gli insegni? Patti faustiani?"
Anne sollevò un sopracciglio ironico e si avvicinò al mobile bar.
"Hai una cultura discreta, per essere una ragazza della classe operaia" disse dandomi le spalle.
"Davvero? Ho scoperto che tutti i miei amici di buona cultura sono della classe operaia".
"Oddio. E perché, secondo te? La purezza della povertà?"
"No. Solo perché la lettura è il divertimento meno costoso che esista".
"Il divertimento meno costoso è il sesso".
"Non in questa casa".


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Il libro dell'estate

Sofia aprì un sentiero attraverso la foresta vergine servendosi di un grosso paio di
forbici;vi lavorava pazientemente quando gliene veniva la voglia e nessuno lo sapeva.Dapprima il sentiero girava intorno al cespuglio di rose che era grande e famoso e si chiamava Rosa Rugosa.Quando fioriva con grandi rose semplici che sopportavano le tempeste e cadevano quando volevano la gente veniva dal villaggio per ammirarla.Le radici erano possenti e levigate dal mare e sui rami crescevano alghe.Ogni sette anni, Rosa Rugosa moriva a causa dell'acqua salmastra e delle privazioni,ma poi i suoi figli rispuntavano tutt'intorno nella sabbia,e tutto ritornava come prima.Il cespuglio si era soltanto spostato piu' in là.Il sentiero proseguiva attraverso una fascia di ortiche malvage...


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Lo stormo bianco

Non so se sei vivo
o sei perduto per sempre,
se posso ancora cercarti nel mondo
o ti debbo piangere mestamente
come morto nei pensieri della sera.
Ti ho dato tutto: la quotidiana preghiera
e l'illanguidente febbre dell'insonnia,
lo stormo bianco dei miei versi
e l'azzurro incendio degli occhi.
Nessuno mi è stato più intimo di te,
nessuno mi ha reso più triste,
nemmeno chi mi ha tradita fino al tormento,
nemmeno chi mi ha lusingata e poi dimenticata.


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Le emozioni difettose

Mi piace correre di notte, quando nessuno mi guarda, quando nessuno sente le mie scarpe da ginnastica sfrecciare nella ghiaia sul ciglio della strada. La gravità non esiste. Non mi fanno male i muscoli. Galleggio, lascio che mi scivolino accanto chiese, negozi e scuole, e poi porte chiuse a chiave e finestre che si illuminano di tanto in tanto con lampi di luce blu. Mi sento serena.
Una presenza incombe sulla mia spalla sinistra. Riesco quasi a sentirla respirare. Continuo a correre. Non mi fa paura, so che vincerò. Ne sono quasi certa.


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primo capitolo del libro http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/emozioni-difettose
:)
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Operette morali

...fra i molti espedienti che pose in opera (siccome fu quello del mare), creato l'eco, lo nascose nelle valli e nelle spelonche, e mise nelle selve uno strepito sordo e profondo, con un vasto ondeggiamento delle loro cime. Creò similmente il popolo de' sogni, e commise loro che ingannando sotto più forme il pensiero degli uomini, figurassero loro quella pienezza di non intelligibile felicità, che egli non vedeva modo a ridurre in atto, e quelle immagini perplesse e indeterminate, delle quali esso medesimo, se bene avrebbe voluto farlo, e gli uomini lo sospiravano ardentemente, non poteva produrre alcun esempio reale.
Fu per questi provvedimenti di Giove ricreato ed eretto l'animo degli uomini, e rintegrata in ciascuno di loro la grazia e la carità della vita, non altrimenti che l'opinione, il diletto e lo stupore della bellezza e dell'immensità delle cose terrene. E durò questo buono stato più lungamente che il primo...


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Il linguaggio segreto dei fiori
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Il linguaggio segreto dei fiori
a me è piaciuto molto, spero ti accompagni piacevolmente durante la tua vacanza! |
GIOCO - Riga 10
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GIOCO - Riga 10
Ma probabilmente l'inizio del weekend del supershow nuziale di Sarah non è il momento migliore per una sfida tra strizzacervelli. ("La terapia dei dolci" di Susan Shapiro - Dalai editore) |




















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Commenti
Letto anch'io, molto bello!Anche il successivo, ma questo di più!ti metto un segnalibro!
Lun, 09/04/2012 - 11:34aggiungo segnalibro
Mar, 22/11/2011 - 10:46