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Pagina di kiisike

Niente di vero tranne gli occhi

immagine copertina
G.Faletti
Niente di vero tranne gli occhi
Dalai Editore

Appoggiò la testa alla sua spalla e rimase a odorare e adorare quel picco-lo miracolo rappresentato dalla propria pelle contro quella di lui. Le piace-va immaginare che qualcuno, forse un alchimista geniale e ruffiano, avesse fabbricato di proposito le loro epidermidi con elementi fatti apposta per funzionare l'uno da richiamo per l'altro. Poi, aveva atteso paziente il loro incontro per avere la conferma del successo della sua opera. Il suo sorriso di trionfo era diventato il loro sorriso. Fra lei e Connor c'erano parole e ri-spetto e ammirazione e talvolta una forma di pudore di fronte alle rispetti-ve collocazioni nel mondo, però Maureen non poteva fare a meno di rab-brividire di piacere a ogni abbraccio, che aveva dentro di sé quella perfe-zione che solo la casualità può creare.

inviato il 09/07/2012
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Ad occhi chiusi

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Gianrico Carofiglio
Ad occhi chiusi
Sellerio

"Faceva finta. Un trucco, per aumentare la tensione di Martina; per costringerla a girarsi verso di lui e incrociare il suo sguardo. Lei fu brava. Rimase immobile per tutto il tempo. Non si voltò verso il banco della difesa ed alla fine, quando il silenzio stava diventando imbarazzante, fu Dellisanti a cedere. Chiuse il suo fascicolo, senza tirar fuori niente, e cominciò.
Il primo colpo ti è andato male grassone, pensai."

inviato il 18/09/2011
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Il silenzio degli innocenti

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Thomas Harris
Il silenzio degli innocenti
Arnoldo Mondadori

"Qualcosa la svegliò. Che cosa fu a svegliarla? Aveva sognato? Che cosa?"
"Mi svegliai e sentii gli agnelli gridare. Mi svegliai al buio, e gli agnelli gridavano."
"Stavano macellando gli agnelli di primavera?"
"SI."
"Che cosa fece?"
"Non potevo far niente per loro. Ero soltanto una..."
"Cosa fece con la cavalla?"
"Mi vestii senza accendere la luce e uscii. La cavalla aveva paura. Tutti i cavalli nel recinto erano spaventati e si agitavano. Le soffiai sul naso e capì che era io. Mi appoggiò il muso sulla mano. C'erano le luci accese nella stalla e nel capanno vicino al recinto delle pecore. Erano lampade senza paralume, e grandi ombre. Il camion frigorifero era arrivato e rombava con il motore in folle. Condussi via la cavalla."
"La sellò?"
"No, non presi la loro sella. La legai con una corda."
"Mentre se ne andava nel buio, sentiva gli agnelli che gridavano dove c'erano le luci?"
"Non per molto tempo. Erano soltanto dodici."
"E ancora adesso a volte si sveglia, non è vero? Si sveglia nel buio e gli agnelli gridano?"
"Qualche volta."

inviato il 10/09/2011
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Sotto Cieli Noncuranti

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BENEDETTA CIBRARIO
Sotto Cieli Noncuranti
Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano

Le persone compiono sempre gli stessi gesti.
La madre di Pietro quando parla al telefono accavalla sempre le gambe e dondola il piede, finché la scarpa non le scivola via dal tallone e cade sul pavimento di marmo, con un rumore secco. Lei resta lì con il piede scalzo, lo inarca, lo piega, esegue dei mezzi cerchi nell’aria e poi, bruscamente - e sempre continuando la telefonata -, lo rinfila nella scarpa e lo accosta all’altro, ritrovando la sua compostezza.
Pietro quando rientra la sera lascia le chiavi sulla console, controlla la posta e si toglie le scarpe - anche lui, come sua madre -, posa la cartella di cuoio marrone sulla sedia e guarda il telegiornale. Da un po’ di tempo - sono mesi che lo fa - lancia spesso un’occhiata al Blackberry e sussulta quando il led si illumina di rosso.
La ragazza con il naso sottile aveva un passo lieve e ostinato, come i bambini quando barcollano, inciampano e si tirano di nuovo su, intrepidi e pieni di coraggio. Ora non c’è più. L’hanno mandata via.

inviato il 07/09/2011
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Niente di vero tranne gli occhi

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G.Faletti
Niente di vero tranne gli occhi
Dalai Editore

Appoggiò la testa alla sua spalla e rimase a odorare e adorare quel picco-lo miracolo rappresentato dalla propria pelle contro quella di lui. Le piace-va immaginare che qualcuno, forse un alchimista geniale e ruffiano, avesse fabbricato di proposito le loro epidermidi con elementi fatti apposta per funzionare l'uno da richiamo per l'altro. Poi, aveva atteso paziente il loro incontro per avere la conferma del successo della sua opera. Il suo sorriso di trionfo era diventato il loro sorriso. Fra lei e Connor c'erano parole e ri-spetto e ammirazione e talvolta una forma di pudore di fronte alle rispetti-ve collocazioni nel mondo, però Maureen non poteva fare a meno di rab-brividire di piacere a ogni abbraccio, che aveva dentro di sé quella perfe-zione che solo la casualità può creare.

inviato il 09/07/2012
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Ogni giorno,ogni ora

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Natasa Dragnic
Ogni giorno,ogni ora
Giangiacomo Feltrinelli
10 righe da pagina 12:

“Perché sorridi?”
“Anch’io ti ho ancora davanti agli occhi.“Quando?”
“Quando sei entrata nella hall.”
“Quando?”
“Tanto tempo fa. Ti ricordi?”
“Meglio di no.”
“Vederti è...”
“...come un sogno.”
“Come Natale.”
“E Pasqua.”
“E i compleanni.”
“E l’inizio della primavera.”
“Tutto quanto insieme.”
I loro corpi uno accanto all’altro. Sudati. Stanchi. Affamati.
Mai sazi. Felici. Sul lenzuolo bagnato. La mano sul ventre. Le unghie
conficcate nel braccio. La bocca sul seno. La gamba avviticchiata
sui suoi fianchi. I suoi occhi verdi.

inviato il 10/01/2012
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kuant'è bello far l'ammore quand'è sera...

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la casa degli spiriti

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Isabel Allende
la casa degli spiriti
Feltrinelli
10 righe da pagina 355:

Le suggerì, inoltre, di scrivere
una testimonianza che un giorno potesse servire per portare alla luce il
terribile segreto che stava vivendo, affinché il mondo venisse al corrente
dell'orrore che avveniva parallelamente all'esistenza pacifica e ordinata di
quelli che non volevano sapere, di quelli che non potevano restare ancorati
all'illusione di una vita normale, di quelli che non potevano negare, di
quelli che stavano a galla sopra un mare di gemiti, ignorando, contro ogni
evidenza, che a pochi isolati dal loro mondo felice c'erano gli altri, quelli
che sopravvivono o muoiono dalla parte buia.

inviato il 20/12/2011
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Il giorno della civetta

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Leonardo Sciascia
Il giorno della civetta
Adelphi
10 righe da pagina 23:

«Nel '27» disse il giovane «c'era il fascismo, la cosa era diversa: Mussolini faceva
i deputati e i capi di paese, tutto quello che gli veniva in testa faceva. Ora i deputati
e i sindaci li fa il popolo...».
«Il popolo» sogghignò il vecchio «il popolo... Il popolo cornuto era e cornuto
resta: la differenza e che il fascismo appendeva una bandiera solo alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace,alle proprie corna... Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall'antichità, una generazione appresso all'altra...».
«Io non mi sento cornuto» disse il giovane.
«E nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se
ballassimo...»

inviato il 20/12/2011
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Paskuale di che hanno è il libro? :)

Dio ne scampi dagli Orsenigo

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Vittorio Imbriani
Dio ne scampi dagli Orsenigo
Tradotto da G. Sgavicchia
Allori Edizioni 2003
10 righe da pagina 61:

"[...] una relazione è, quasi sempre, più pesante del matrimonio". Sicuro! Impone obblighi maggiori, senza diritti corrispettivi: e la parte piacevole tocca, non di rado, al marito; e la gravosa, all'amante. Questo, perché l'amore non è da tutte; bensì, da pochissime, arcipochissime. L'amore, anch'esso, è manifestazione della fantasia; la facoltà d'amare è cognata alla virtù poetica. Se una femmina non ha il cervelluzzo congegnato in quel dato modo, ben potrà civetteggiare, condiscendere, eccitare, lusingare, promettere, deludere, cruciare e crucciarsi, bisticciarsi, rappattumarsi, come chiunque sa contar fino ad undici può, scandire endecasillabi: ma i versi, per sé soli, non fanno poesia, né le condiscendenze, da sole, costituiscono l'amore. Il senso n'è sustrato e presupposto, non essenza.

inviato il 13/12/2011
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Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio Magico

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Lewis Carroll
Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio Magico
Tradotto da Adriana Valori-Piperno
Newton Compton 1995
10 righe da pagina 63:

Alice capì che era impossibile smentirlo, così fece un'altra domanda. "Che specie di gente vive in questo posto?"
"In quella direzione", disse il Gatto, indicando con una zampa, "vive un Cappellaio: e in quella", e indicò con l'altra zampa, "vive una Lepre Marzolina. Fa' visita a chi vuoi: tanto sono matti tutti e due."
"Ma io non voglio andare in mezzo ai matti", protestò Alice.
"Oh, non puoi evitarlo", disse il Gatto: "qui sono tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta."
"Come fai a sapere che sono matta?", domandò Alice.
"Devi esserlo", rispose il Gatto, "altrimenti non saresti venuta qui."

inviato il 12/12/2011
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Ho sbagliato a scrivere il cognome, qualcuno dello staff lo corregge in "Carroll" ? XD

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American Gods

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Neil Gaiman
American Gods
Tradotto da Katia Bagnoli
Oscar Mondadori - Piccola Biblioteca 2003
10 righe da pagina 61:

"Vi sono dèi usciti dalla memoria. Perfino i loro nomi si sono persi. I popoli che li adoravano sono stati dimenticati. I loro idoli sono stati distrutti e umiliati da tempo immemorabile. I loro ultimi sacerdoti sono morti senza tramandare i segreti.
"Gli dei muoiono. E quando muoiono davvero nessuno piange o li ricorda. E' più difficile uccidere le idee, ma prima o poi si uccidono anche quelle"
Un mormorio cominciò a diffondersi nella sala, un sussurro che nel sogno provocò a Shadow una paura inspiegabile, che gli raggelò il sangue nelle vene.

inviato il 13/12/2011
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I Love Shopping in Bianco

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Sophie Kinsella
I Love Shopping in Bianco
Tradotto da Annamaria Raffo
Oscar Mondadori 2002

"Tu sai niente di bambini piccoli?"
"Ma non c'è molto da sapere!" ribatto, baldanzosa. "Basta solo allattarli, vestirli bene e portarli in giro in carrozzina per negozi."
"Non so se..."
"E comunque, guardalo, il piccolo Armani." Allungo la mano
verso quel fagottino avvolto nella coperta e gli sfioro con delicatezza la guancia.
"Non lo chiameremo Armani. Smettila di chiamarlo così."
"Beh, comunque sia é un angelo. Sono sicura che é uno di quei bambini che non danno problemi."
"E' bravo vero?" dice Suze, felice. "Non ha ancora pianto una volta!"
"Davvero, Suze, non c'è motivo di preoccuparsi."
Bevo un sorso di tè e le sorrido. "Sarà uno spasso!"

inviato il 14/12/2011
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Grazie ^_^

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Il Dottor Zivago

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Boris Pasternak
Il Dottor Zivago
Tradotto da Pietro Zveteremich
Feltrinelli 1991
10 righe da pagina 402:

Oh, che amore era stato il loro, libero, straordinario, a nulla somigliante! Pensavano, come altri cantano: non si erano amati perché era inevitabile, non erano stati "bruciati dalla passione", come si suol dire. Si erano amati, perché così voleva quanto li circondava: la terra sotto di loro, il cielo sopra le loro teste, le nuvole e gli alberi. Il loro amore piaceva a ogni cosa intorno, forse anche più che a loro stessi: agli sconosciuti per strada, agli spazi che si aprivano dinanzi a loro nelle passeggiate, alle stanze in cui si incontravano e vivevano. Questo, questo era stato ciò che li aveva avvicinati e uniti! Mai, mai, nemmeno nei momenti di più sovrana immemore felicità li aveva abbandonati quanto vi è di più alto e di appassionante: il godimento dinanzi all'armonia dell'universo, il senso del rapporto tra loro e tutto il suo quadro, la sensazione di appartenere alla bellezza dell'intero spettacolo, a tutto il cosmo.

inviato il 14/12/2011
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Grazie a tutti!! dieci righe che amo particolarmente :-)

complimenti Marinella, con queste 10righe , risultate le più segnalibrate, ti aggiudichi il libro incentivo. comunica i tuoi dati a: staff@10righedailibri.it

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La felicità

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Hermann Hesse
La felicità
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 53:

Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.

Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.

La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

inviato il 15/12/2011
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GIOCO - Riga 10

GIOCO - Riga 10 6 years 40 settimane fa

... provvederò a lei-. Il boscaiolo obbedì, andò a prendere la bambina e la consegnò alla Vergine Maria, ...("Le fiabe del focolare"- Jacob e Wilhelm Grimm).

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