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Pagina di mbo2009

Canti dalla periferia del mondo

Madre Indigena Latinoamericana
carica di un fardello insostenibile,
cammini sulla via del contrabbando
trasportando merci povere di paesi ormai allo sbando.

Madre Indigena Latino Americana "..Figlio nel fagotto, lacrime sul viso negro,
gridi e piangi succhiando aria dal seno magro.
Tuo padre gendarme di frontiera, figlio del ricatto
e del buio tropicale di una sera.

Madre, quando corri col fagotto sul cuore, prega e spera
che quel figlio della violenza
possa sopravvivere la sua pelle nera. ..."

inviato il 04/05/2012
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Canti dalla periferia del mondo

immagine copertina
10 righe da pagina 55:

AMAZONAS

Amazonas selva vergine
Amazonas madre e origine
Amazonas ara solitaria
Amazonas, terra pioggia aria.

Salgono fumi, gocce di pioggia
Odore e marciume, anima selvaggia.
Non c’è insetto che non sia fradicio,
gocce di pioggia sul tronco lacero.

Spirito del bradipo lento e magico,
sciacquio, corso d’acqua specchio lucido.
Rami di palissandro, spirito della scimmia,
anima leggera tra i rami s’insinua.

Aria densa, orizzonte lontano,
cadono i cieli sul verde piano
ed il grembo umido il fiume inonda
alisei di pioggia, terra feconda.

Pianure verdi, terra sospesa,
radice di mangrovia sull’acqua fa presa.
Rio delle Amazzoni bacino gigante,
Rio delle Amazzoni “Nuvola d’acqua rumoreggiante”.

Fragile madre, sottile strato fertile,
aria densa, anima sensibile.
madre Amazonas paradiso umido,
Il giaguaro sorveglia con occhio livido.

Amazonas selva vergine
Amazonas madre e origine.
A te offro questo canto umile
madre Amazonas anima sensibile.

inviato il 02/11/2011
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Canti dalla periferia del mondo

Marco Bo
Canti dalla periferia del mondo
Lulu Enterprise Ltd

Criollos

Anziani signori creoli
Passeggiano fiancheggiando argini.
Lanciano effluvi di sigari e profumi,
con camicie ricamate a trecce passano il tempo
lasciando che il tempo li consumi.
Guardando a testa alta il traffico e la confusione,
disprezzano maleodoranti venditrici ambulanti
e passeggiando fumano in preda ad un'illusione.
Infelici padroni creoli, lasciano case rosa pastello umido,
oscure stanze dove sopravvivono soli.
Stanchi, emaciati e ritti squadrano un mendicante
e bambini indigeni invocanti ai loro piedi.
Frutta sui banchetti ai lati della via
Odore e marciume, polvere e sudore.
Anziani signori creoli, sognano España quasi con pudore

inviato il 29/10/2011
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Grazie ancora, apprezzo davvero i commenti perchè in effetti quando scrivo ho sempre in mente ti dipingere un quadro in acquarello, ed in effetti quel canto è nato insieme ad un disegno in matita ed in acquarello che è quello che si vede nel link, http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/criollos_27.html

così come lgi altri disegni del blog
e, si Martina è corretto: en la calle por el mercado caminando a la 11 de la manana en Granada Nicaragua! Hasta siempre ciao.

:) sembra un quadro. Once de la manana, Granada Nicaragua!

grazie! altrove, solo periferie del mondo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/criollos_27.html

Parole che dipingono un quadro dai colori vividi... sembra di vedere quanto è descritto, non solo di leggerlo!

grazie per il bel commento!

Leggo queste dieci righe ..e mi pare di essere altrove..dove il colore ..profumi e odori sono onnipresenti..

Canti dalla periferia del mondo

Di cosa parliamo quando parliamo di amore

Siamo noi siamo fatti di ricordi, sensazioni, parliamo di noi,
siamo noi avvinghiati al tempo che lento in silenzio passa.

Siamo noi, noi ed il nostro sangue dalle ferite delle incomprensioni.
Siamo noi briciole di spazio e di tempo, e saremo poi forse noi un
ricordo che solo la coscienza salva.

Parliamo forse così noi d’amore oppure parlano le nostre ferite?
Siamo noi, ora proviamo a dare a piene mani dare, e subito dopo
serriamo il pugno per paura di rimanere soli.

Siamo noi, ora proviamo ad ascoltare e ad amare e subito dopo
serriamo il pugno per paura che la vita ci voglia rivoltare dentro
fuori nudi, fuori soli nudi fuori e soli.

Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore?
Forse è la paura del cuore, quest’unico breve soffio …..ma altre
parole non ho,
mi giro e trovo il tuo caldo respiro,
e non ho più paura, non ho più bisogno di una risposta, mi basta
respirare nel tuo caldo respiro

inviato il 21/10/2011
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Canti dalla periferia del mondo

10 righe da pagina 83:

...Ma d’altra parte se mi fermo a pensare ed a considerare in questa
sera di inverno che è proprio grazie all’inverno ed al cambio
stagionale, all’antico istinto di migrare che mi ritrovo qui a scrivere
del mare.
Senza melanconia e nostalgia non c’è poesia ne parole o corde su
cui suonare in versi e canzoni il ricordo del mare.
Quindi è grazie a te inverno crudele se d’incanto mi trovo a cantare
il mio sole e il mio mare ed il caldo ricordo del vento tropicale.

Grazie inverno di pioggia e di vento se questa fredda sera confusa
dalla foschia ti ho guardato da dietro il vetro appannato passare e
con un caldo sorriso …. ti ho odiato tanto!!!

inviato il 20/10/2011
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solo periferie del mondo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

Canti dalla periferia del mondo

10 righe da pagina 56:

INDIGENA
“…Ciò che serve per sopravvivere è la verità, la capacità di
concentrarsi sulla realtà della natura, di vedere in profondità
nel mare e lontano nella foresta…”

Siamo acqua corrente,
come fiumi nella mente.

Siamo goccia di pioggia
che per vivere dura lotta ingaggia.

Siamo mangrovia e vediamo nella selva in profondità.
Siamo aria densa, di essa abbiamo la libertà.

Voliamo tra fiumi cacciando,
la preda al grande spirito immolando.

Amiamo del giaguaro il suo occhio,
preghiamo lo spirito della foresta in ginocchio.

Chiediamo solo che viva ancora la foresta,
che il “mondo civilizzato” non distrugga quel che resta.

Siamo acqua corrente, che bagna e rende feconda la terra.
Terra che il Tepui sorveglia e lo straniero rincorre ed afferra.

Siamo lo spirito della selva vergine,
siamo spirito della scimmia, non proviamo vertigine.

Siamo acqua torrenziale,
siamo noi l’anima della foresta pluviale.

inviato il 20/10/2011
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INDIGENA
“…Ciò che serve per sopravvivere è la verità, la capacità di
concentrarsi sulla realtà della natura, di vedere in profondità
nel mare e lontano nella foresta…” http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/09/indigena.html

Canti dalla periferia del mondo

10 righe da pagina 57:

In Colombia sulla strada che dalla capitale Santa Fè de Bogotà
porta a Cali nel “Valle del Rio Cauca”, sulle montagne sotto la
pioggia incessante, dietro l’ennesimo tornante c’era una baracca in
bilico sul ciglio della strada.
Io guardando dal finestrino pensavo: ” Sarà lì da un giorno o da un
centinaio d’anni”.
La sierra colombiana avvolta nella foschia perenne, la pioggia
infinita, la sensazione di essere entrato in un romanzo di Garcia
Marquez, vivere quello che descrive Gabriel Garcia Marquez nei
suoi romanzi.....

inviato il 15/09/2011
Nei segnalibri di:

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periferie del mondo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

L'oscura sposa

immagine copertina
Laura Estrepo
L'oscura sposa
Frassinelli, 2004
10 righe da pagina 204:

"E quelli di là che fanno, madrina?" premeva Juana, tirandole la gonna.
"Fanno un gioco che si chiama tennis."
"Ma non sono bambini...Forse anche gli adulti giocano?"
"Sì, anche loro", disse Susana, facendo la saputella, "vince chi prende la palla con la mano."
"No, vince chi riesce a lanciarla più lontano con la racchetta", corresse Todos Los Santos. "La racchetta è quel cesto schiacciato che hanno in mano."
"E là dentro, nel quartiere Staff", volle sapere Ana, "la gente muore lo stesso?"
"Sì, certo. La morte è l'unica che riesce ad entrare ogni volta che ne ha voglia."

inviato il 25/06/2012
Nei segnalibri di:

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Ringrazio la Casa Ed. Fanucci per il libro incentivo "Punto di rottura" di Simon Lelic, dalla trama sembra molto intrigante!

Grazie Martina, grazie di cuore :-)

assegno il libro incentivo come da regolamento a Violett Hill con http://scrivi.10righedailibri.it/la-cotogna-di-istanbul-ballata-tre-uomi...

ok, quindi come sempre, non come nel messaggio che mi avete scritto ieri sera? :)

Martina il libro devi sceglierlo tra le 10 righe postate da oggi a domenica 8 luglio. Lunedì poi annunci il vincitore scrivendo il messaggio sotto le 10 righe scelte. http://www.10righedailibri.it/giochi-segnalibri

perfetto!allora a domani sera! :)

aspetta la mezzanotte, ma va bene anche se lo comunichi domani :)

...ma devo aspettare la mezzanotte di oggi o posso scegliere subito?

Ps: per ricevere il libro incentivo devi scegliere un vincitore dai post di oggi e un altro domenica prossima :)

PS: grazie a tutti i segnalibrandi. Continuate a partecipare attivamente al sito per scoprire nuove letture ed emozioni!

L'ombra del vento, 2010

immagine copertina
Carlos Ruiz Zafón
L'ombra del vento, 2010
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 9:

Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell'oblio, noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. Adesso hanno soltanto noi, Daniel. Pensi di poter mantenere il segreto?

inviato il 11/06/2012
Nei segnalibri di:

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:) grazie!queste dieci righe sono il cuore del mondo di ogni lettore secondo me!

Scelta molto accurata, complimenti!

Un grazie alle Edizioni La Linea per il libro incentivo "Belfondo" di Jenn Diaz...non vedo l'ora di iniziarlo!

;)

Sì, fa la finta ingenua e si erge a paladina di quei poverini "discriminati" che non hanno la foto nel profilo! Ridicolo!

martina scusa ma perche non la fai finita?!! lo sai bene che il problema non è l'immagine di profilo...

E' il premio settimanale! :)

Martina, è l'assegnazione del premio settimanale? o vuoi destinare (donare) il tuo libro incentivo a Emma? :)

Penso che sia giusto destinare il mio libro incentivo alle dieci righe di Emma Baccaglio, che a quanto vedo dalla sua pagina ha dimostrato un grande amore per la letteratura, una passione e una conoscenza profonde di generi letterari diversi, che vanno al di là dell'aver postato o meno un'immagine del profilo!

Sì infatti, la sa proprio lunga. Bello spirito per partecipare ad un sito così. Complimenti!

Canti dalla periferia del mondo

10 righe da pagina 57:

In Colombia sulla strada che dalla capitale Santa Fè de Bogotà
porta a Cali nel “Valle del Rio Cauca”, sulle montagne sotto la
pioggia incessante, dietro l’ennesimo tornante c’era una baracca in
bilico sul ciglio della strada.
Io guardando dal finestrino pensavo: ” Sarà lì da un giorno o da un
centinaio d’anni”.
La sierra colombiana avvolta nella foschia perenne, la pioggia
infinita, la sensazione di essere entrato in un romanzo di Garcia
Marquez, vivere quello che descrive Gabriel Garcia Marquez nei
suoi romanzi.....

inviato il 15/09/2011
Nei segnalibri di:

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periferie del mondo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

Canti dalla periferia del mondo

10 righe da pagina 83:

...Ma d’altra parte se mi fermo a pensare ed a considerare in questa
sera di inverno che è proprio grazie all’inverno ed al cambio
stagionale, all’antico istinto di migrare che mi ritrovo qui a scrivere
del mare.
Senza melanconia e nostalgia non c’è poesia ne parole o corde su
cui suonare in versi e canzoni il ricordo del mare.
Quindi è grazie a te inverno crudele se d’incanto mi trovo a cantare
il mio sole e il mio mare ed il caldo ricordo del vento tropicale.

Grazie inverno di pioggia e di vento se questa fredda sera confusa
dalla foschia ti ho guardato da dietro il vetro appannato passare e
con un caldo sorriso …. ti ho odiato tanto!!!

inviato il 20/10/2011
Nei segnalibri di:

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solo periferie del mondo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

Canti dalla periferia del mondo

Di cosa parliamo quando parliamo di amore

Siamo noi siamo fatti di ricordi, sensazioni, parliamo di noi,
siamo noi avvinghiati al tempo che lento in silenzio passa.

Siamo noi, noi ed il nostro sangue dalle ferite delle incomprensioni.
Siamo noi briciole di spazio e di tempo, e saremo poi forse noi un
ricordo che solo la coscienza salva.

Parliamo forse così noi d’amore oppure parlano le nostre ferite?
Siamo noi, ora proviamo a dare a piene mani dare, e subito dopo
serriamo il pugno per paura di rimanere soli.

Siamo noi, ora proviamo ad ascoltare e ad amare e subito dopo
serriamo il pugno per paura che la vita ci voglia rivoltare dentro
fuori nudi, fuori soli nudi fuori e soli.

Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore?
Forse è la paura del cuore, quest’unico breve soffio …..ma altre
parole non ho,
mi giro e trovo il tuo caldo respiro,
e non ho più paura, non ho più bisogno di una risposta, mi basta
respirare nel tuo caldo respiro

inviato il 21/10/2011
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Canti dalla periferia del mondo

immagine copertina
10 righe da pagina 55:

AMAZONAS

Amazonas selva vergine
Amazonas madre e origine
Amazonas ara solitaria
Amazonas, terra pioggia aria.

Salgono fumi, gocce di pioggia
Odore e marciume, anima selvaggia.
Non c’è insetto che non sia fradicio,
gocce di pioggia sul tronco lacero.

Spirito del bradipo lento e magico,
sciacquio, corso d’acqua specchio lucido.
Rami di palissandro, spirito della scimmia,
anima leggera tra i rami s’insinua.

Aria densa, orizzonte lontano,
cadono i cieli sul verde piano
ed il grembo umido il fiume inonda
alisei di pioggia, terra feconda.

Pianure verdi, terra sospesa,
radice di mangrovia sull’acqua fa presa.
Rio delle Amazzoni bacino gigante,
Rio delle Amazzoni “Nuvola d’acqua rumoreggiante”.

Fragile madre, sottile strato fertile,
aria densa, anima sensibile.
madre Amazonas paradiso umido,
Il giaguaro sorveglia con occhio livido.

Amazonas selva vergine
Amazonas madre e origine.
A te offro questo canto umile
madre Amazonas anima sensibile.

inviato il 02/11/2011
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Canti dalla periferia del mondo

Madre Indigena Latinoamericana
carica di un fardello insostenibile,
cammini sulla via del contrabbando
trasportando merci povere di paesi ormai allo sbando.

Madre Indigena Latino Americana "..Figlio nel fagotto, lacrime sul viso negro,
gridi e piangi succhiando aria dal seno magro.
Tuo padre gendarme di frontiera, figlio del ricatto
e del buio tropicale di una sera.

Madre, quando corri col fagotto sul cuore, prega e spera
che quel figlio della violenza
possa sopravvivere la sua pelle nera. ..."

inviato il 04/05/2012
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Canti dalla periferia del mondo

Marco Bo
Canti dalla periferia del mondo
Lulu Enterprise Ltd

Criollos

Anziani signori creoli
Passeggiano fiancheggiando argini.
Lanciano effluvi di sigari e profumi,
con camicie ricamate a trecce passano il tempo
lasciando che il tempo li consumi.
Guardando a testa alta il traffico e la confusione,
disprezzano maleodoranti venditrici ambulanti
e passeggiando fumano in preda ad un'illusione.
Infelici padroni creoli, lasciano case rosa pastello umido,
oscure stanze dove sopravvivono soli.
Stanchi, emaciati e ritti squadrano un mendicante
e bambini indigeni invocanti ai loro piedi.
Frutta sui banchetti ai lati della via
Odore e marciume, polvere e sudore.
Anziani signori creoli, sognano España quasi con pudore

inviato il 29/10/2011
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Grazie ancora, apprezzo davvero i commenti perchè in effetti quando scrivo ho sempre in mente ti dipingere un quadro in acquarello, ed in effetti quel canto è nato insieme ad un disegno in matita ed in acquarello che è quello che si vede nel link, http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/criollos_27.html

così come lgi altri disegni del blog
e, si Martina è corretto: en la calle por el mercado caminando a la 11 de la manana en Granada Nicaragua! Hasta siempre ciao.

:) sembra un quadro. Once de la manana, Granada Nicaragua!

grazie! altrove, solo periferie del mondo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/criollos_27.html

Parole che dipingono un quadro dai colori vividi... sembra di vedere quanto è descritto, non solo di leggerlo!

grazie per il bel commento!

Leggo queste dieci righe ..e mi pare di essere altrove..dove il colore ..profumi e odori sono onnipresenti..

Noi che ci vogliamo così bene

immagine copertina
Marcela Serrano
Noi che ci vogliamo così bene
Tradotto da Silvia Meucci
Universale Economica Feltrinelli 2005
10 righe da pagina 156:

Sono stata depositaria sempre di una grande quantità di segreti. Sarà perchè la mia vita appare più aperta di altre, la mia morale meno rigida e,per questo, lascia entrare qualsiasi tipo di aberrazione. Le persone che mi sono intorno sanno che le loro confidenze non mi feriscono, e che la mia reazione, a sua volta, non le ferirà. Ed è vero. Nel mio cuore c'è spazio per tutto ciò che è al margine e illegittimo. Tutto questo non mi fa paura. E paradossalmente non sono affatto riservata per le cose che mi riguardano. Tutta la mia vita è terribilmente pubblica. Come se, con ciò, cancellassi il possibile lato oscuro di ogni esperienza. L'oscurità non mi piace, Ana.

inviato il 31/10/2011
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Vita

immagine copertina
Melania G. Mazzucco
Vita
Mondolibri su licenza RCS 2003
10 righe da pagina 11:

"E poi? Va' avanti." Poi c'era uno spaccapietre poverissimo, orfano e vulnerabile, che amava la terra perché avrebbe voluto possederla, e odiava l'acqua. E perciò anche il mare. L'uomo delle pietre attraversò due volte l'oceano sognando di riprendersi la terra che aveva perso, ma le pietre vanno a fondo e due volte lo rispedirono a casa con la condanna di una croce di gesso segnata sulla schiena. "E poi che succede?" Un giorno di primavera del 1903 il quarto figlio dell'uomo delle pietre, un ragazzino di dodici anni, piccolo, furbo e curioso, arrivò al porto di Napoli e salì sulla nave che apparteneva alla flotta della White Star Line - inalberava una bandiera rossa e aveva come simbolo una stella candida, la stella polare. Suo padre gli aveva affidato il compito di realizzare la vita che lui non aveva potuto vivere. Era un fardello pesante, ma il ragazzino non lo sapeva.

inviato il 31/10/2011
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S'arrampicò sulle tavole scivolose di salsedine che salivano sui ponti di passeggiata. Era contento, e aveva dimenticato di ricordarsi di avere paura. Il ragazzo si chiamava Diamante.
Non era partito solo. Con lui c'era una bambina di nove anni, con una gran massa di capelli scuri e due occhi profondi, cerchiati di nero. Si chiamava Vita.

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 4 giorni fa

Grazie ancora, apprezzo davvero i commenti perchè in effetti quando scrivo ho sempre in mente ti dipingere un quadro in acquarello, ed in effetti quel canto è nato insieme ad un disegno in matita ed in acquarello che è quello che si vede nel link, http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/criollos_27.html

così come lgi altri disegni del blog
e, si Martina è corretto: en la calle por el mercado caminando a la 11 de la manana en Granada Nicaragua! Hasta siempre ciao.

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa
Canti dalla periferia del mondo 7 years 33 settimane fa

grazie per il bel commento!

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa

INDIGENA
“…Ciò che serve per sopravvivere è la verità, la capacità di
concentrarsi sulla realtà della natura, di vedere in profondità
nel mare e lontano nella foresta…” http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/09/indigena.html

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa

Canti dalla periferia del mondo

Canti dalla periferia del mondo 7 years 6 settimane fa

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