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Pagina di anna.bui

La notte di Lisbona

immagine copertina
Eric Maria Remarque
La notte di Lisbona
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 205:

Arrivai ad una piccola osteria che aveva un piccolo giardinatto con tavole e,dietro un orto con erbaggi e alberi da frutto.Il locale aveva il pavimento di piastrelle e odorava di vino versato,di pane fresco e di caffè.Una ragazza a piedi nudi venne a servirmi.Stese una tovaglia e vi pose il bricco.la tazza,il piatto,il miele e il pane:un lusso senza pari che non avevo piu' visto dopo Parigi.
Di fuori ,dietro la siepe polverosa passava il mondo dilaniato...lì all'ombra degli alberi restava ancora un tremulo angolo di pace con ronzio d'api e con la luce dorata della tarda estate.Mi pareva di poterne fare provvista come il cammello
fa provvista d'acqua per il viaggio attraverso il deserto.Mi misi a bere ad occhi
chiusi sentendo la luce sulla pelle.

inviato il 26/09/2011
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Marcovaldo

immagine copertina
italo calvino
Marcovaldo
Einaudi
10 righe da pagina 95:

Ormai era un albero su due ruote,quello che correva la città disorientando vigili guidatori pedoni.E le nuvole,nello stesso tempo,correvano le vie del vento,svetagliavano di pioggia un quartiere e poi l'abbandonavano;e i passanti uno a uno sporgevano la mano e richiudevano gli ombrelli;e,per vie corsi e piazze,Marcovaldo rincorreva la nuvola,curvo sul manubrio,imbaccuccato nel cappuccio da cui sporgeva solo il naso,col motorino scoppiettante a tutto gas,tenendo la pianta nella traietoria delle gocce,come se lo strascico di pioggia che la nuvola si tirava dietro si fosse impigliato alle foglie e così tutto corresse trascinato dalla stessa forza:vento nuvola pioggia pianta ruote.
Il lunedì Marcovaldo si presentò al signor Viligelmo a mani vuote.
E la pianta?chiese il magazziniere-capo.
E' fuori.Venga...Dove?Fece Viligelmo.-Non la vedo.

inviato il 26/09/2011
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IL paese delle prugne verdi

immagine copertina
Herta Muller
IL paese delle prugne verdi
Keller editore
10 righe da pagina 207:

Da quando ero stata licenziata, i giorni eran appesi alla corda delle coincidenze,oscillavano su giu' e mi atterravano.
La nana col codino d'erbe stava seduta in piazza Traiano.Cullava tra le braccia una pannocchia verde di mais e parlava.
La spaccò e tenne in mano un ciuffo di capelli chiari di mais.
Si accarezzò le guance con i capelli di mais.
Mangiò i capelli e i semi lattiginosi.
Tutto ciò che la nana mangiava si trsformva in un bambino.Era magra e lla sua pancia era grassa.I turnisti l'avevano gonfiata nel deposito in una notte di primavera,tanto silenziosa quanto la nana era muta.Le guardie erano state adescate dagli alberi di prugne su strade diverse.O le guardie avevano perso di vista la nana, o avevano ricevuto l'ordine di chiudere un occhio.Forse era arrivato il momento in cui la nana sarebbe dovuta morire di parto.

inviato il 26/09/2011
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