Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di luisa.meloni

La Strada

immagine copertina
Cormac McCarthy
La Strada
Einaudi
10 righe da pagina 78:

Osservò il cielo. C’erano giorni in cui la coltre di cenere si assottigliava, e adesso gli alberi ancora in piedi lungo la strada proiettavano una debolissima ombra sulla neve. Andarono avanti. Il bambino era in difficoltà. L’uomo si fermò, gli controllò i piedi e gli rifissò la plastica. Quando la neve avesse cominciato a sciogliersi sarebbe stato difficile mantenere i piedi asciutti. Si fermavano spesso a riposare. Lui non aveva la forza di portare in braccio il figlio. Si sedettero sullo zaino e mangiarono manciate di neve sporca. Nel pomeriggio la neve cominciò a sciogliersi. Passarono accanto a una casa incendiata di cui restava in piedi solo il camino di mattoni in mezzo al cortile. Camminarono per tutto il giorno, o quel poco di giorno che c’era. Quelle poche ore di luce. Non avevano percorso neanche cinque chilometri.
Pensava che in una stradina in quelle condizioni non ci sarebbe stato nessuno ma si bagliava.

inviato il 04/10/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Si svegliò nel buio del bosco, in mezzo alle foglie, scosso dai brividi. Si mise a sedere e cercò il bambino a tastoni. Gli posò la mano sulle costole magre. Calore e movimento. Il cuore batteva.

Sia il libro che il film erano bellissimi, cara Natalina spero anch'io che niente di ciò succeda mai nella realtà.

Uscì fuori nella luce livida, rimase lì in piedi e per un attimo vide l'assoluta verità del mondo. Il moto gelido e spietato della terra morta senza testamento. L'oscurità implacabile. I cani del sole nella loro corsa cieca. Il vuoto nero e schiacciante dell' universo. E da qualche parte due animali braccati che tremavano come volpacchiotti nella tana. Un tempo e un mondo presi in prestito e occhi presi in prestito con cui piangerli.

Aggiungo Segnalibro.

La casa, riscaldandosi, scricchiolava e gemeva.

agggiungo segnalibro

Ho visto il film...è stato una sofferenza...speriamo non succeda mai !!!

LA STRADA
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

uomo e bambino tradotti in ogni in ogni Uomo e Bambino, con responsabilità e ruoli che inglobano e trascendono quelli dei singoli individui. E resta, perciò uno sguardo discreto in avanti e forse in alto, oltre a quello nostalgico voltato a rimirare il regno dell'uomo così come lo conosciamo.

FRIDA KALO

immagine copertina
Rauda jamis
FRIDA KALO
TEA 2003
10 righe da pagina 104:

Via via che i mesi passavano, l'evidenza che Frida sarebbe stata pittrice diventava certezza.
Ciò si verificò senza che lei pensasse alle insidie di un tale percorso o alla possibile gloria. La pittura le scaturì dal profondo. Sgorgava dalle sue acque mentali, dalla sua memoria, dal suo immaginario interiore, dalle immagini esterne che la sua vicenda aveva integrato. Dal corpo attraverso le piaghe aperte, la pittura straripava, usciva da Frida.

La giovane donna corrispose, sin dall’inizio, alla definizione dell’artista che opera spinto dalla necessità. Possedeva di conseguenza la carta migliore per realizzare un lavoro incisivo e personale. Attingendo dentro di sè, scegliendo un linguaggio, quello della pittura, Frida si sarebbe potuta salvare, per quanto era possibile, dallo stato in cui si trovava. Dopo il primo autoritratto, aveva cominciato a eseguire i ritratti dell’ambiente familiare, degli amici. Quando poteva, Frida lavorava ai suoi quadri, coscienziosamente.

inviato il 01/10/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Il sangue. Tanto,sì.
Sangue-vita.
Sangue-donna.
Sangue -dolore.
Sangue -passione.
Sangue-cuore. "Gocce di sangue gocce d'acqua del più antico gioiello delle donne", ha scritto Pèret.
Sangue sacrificio atzeco, dono allo Chac, il dio che reclamava un tributo di sangue perchè la terra, il sole, l'universo continuassero ad esistere.
C'è sangue nella mia pittura, c'è morte, ci sono io, la donna ferita? Sì.

Niente mostra, almeno per ora,troppo distante da Cagliari

Luisa sei stata alla mostra?cosa ci racconti..

Milano e Artemisia Gentileschi, altra grande donna della pittura mondiale. Cambiano le mode, passano gli anni, si accumulano i secoli, tutto passa, tranne la vera Arte.

Frida- La colonna spezzata (1944) (Coll. Dolores Olmedo Messico). http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsojQFLFJruH3QHChKj7DRUjA3eVXPM...

L'America
La loro casa era sempre aperta, la sera; veniva chi voleva. Erano molto sinceri nei rapporti con la gente. Non ho mai visto una casa come quella di Diego. Vi si vedevano principesse e regine, una signora più ricca di Dio, operai lavoratori. Lui non faceva alcuna distinzione...
Frida era sensazionale...Il suo lavoro era surrealista ...Ma il surrealismo come lo traduceva Frida somigliava enormemente al Messico. Louise Nevelson

Davvero !aggiungo segnalibro

Immensa Frida!!

I agazzi della Via Paal

immagine copertina
Ferenc Molnàr
I agazzi della Via Paal
La Biblioteca Ideale Tascabile febbraio 1995 Editoriale Opportunity Book s.r.l.
10 righe da pagina 10:

-Che c'è?
Nessuna risposta, silenzio totale. Barabàs lasciò perdere le cinghie, Gerèb smise di strusciare i piedi, Csonakos coprì lo sbadiglio con una mano, Csele abbandonò la raccolta delle pagine sparse e Boka si assicurò che il calamaio non sporgesse dalla tasca.
-Che c'è?-ripetè il professore. Poi indicò la finestra, dalla quale continuavano a entrare a fiotti le note dell'organettoe, in tono irritato, ordinò: Chiudi quella finestra, Csengey!
Il piccolo Csengey si alzò dal primo banco, serio e composto, e si avvio per eseguire l’ordine. Contemporaneamente, Csonakos si sporse dal suo banco e disse, sottovoce, a un ragazzino biondo :
-Attento, Nemecsek.
Nemecsek lanciò una rapida occhiata alle sue spalle, vide per terra una pallottola di carta. La raccolse e la spiegò. Su un lato del foglio c’era scritto :
“Passa a Boka”.
Nemecsek intuì che quello era solo l’indirizzo, il testo doveva essere sull’altra facciata, ma, da bravo ragazzo, non si sarebbe mai sognato di leggere un messaggio indirizzato ad altri.

inviato il 29/09/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Per gli adulti il deposito di legname tra i palazzi della periferia di Budapest è solo un vasto terreno abbandonato. Ma per i ragazzi della via Paal è molto di più: è il regno incontrastato della loro fantasia e dei loro giochi. Finché, un brutto giorno, una banda rivale decide di impossessarsi di quel campo. Tra i due gruppi si scatena una vera guerra. E mentre si susseguono i tradimenti, gli atti di eroismo, i drammatici colpi di scena, la realtà degli adulti finisce per dare una conclusione del tutto inaspettata alla battaglia.

Il giorno prima della felicità

immagine copertina
Erri De Luca
Il giorno prima della felicità
Mondolibri su licenza Feltrinelli 2009
10 righe da pagina 26:

È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone di perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte, Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.

inviato il 27/06/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Questo titolo e la tua citazione mi hanno incuriosita molto!

Mi Piace!!!

grazieee ^_^/

Complimenti Claudia queste sono state fino alle 24 di domenica notte le righe più segnalibrate!! Ti comunico che hai vinto un libro. Facci sapere un indirizzo al quale mandartelo, inviaci una mail a
info@10righedailibri.it

@sonia: lo è anche per me ^_^

erri de luca è una delle mie certezze

ciao mel va! no, francamente non c'ho fatto caso ^^"
certo che sono proprio coincidenze strane prendere le stesse righe dello stesso libro ^^"

Claudia, ti sei accorta che in passato ho postato le stesse 10righe? Evidentemente cogliamo il bello allo stesso modo!!!:))

Bello e mediterraneo.

I racconti delle fate

immagine copertina
Charles Perrault e altri
I racconti delle fate
Tradotto da Elena Giolitti
Newton Compton 2003
10 righe da pagina 202:

«[...] ti faremo dipingere più bello dello stesso Amore [...]». «Non son capace», disse lui, «di commettere una simile soperchieria; sarei disperato di rendere mia moglie infelice». «E puoi credere», esclamò la Regina, «che la donna che desideri non lo sarà con te? L’uomo che l’ama è bello; e se fra sovrano e suddito il rango è diverso, la differenza non è minore fra un cinghiale e il più affascinante uomo del mondo». «Peggio per me signora, rispose Marcassino, infastidito dalle ragioni ch’ella gli allegava, «oso dire che dovreste meno d’un’altra rinfacciarmi la mia disgrazie: perché m’avete fatto nascere maiale?». Non è ingiusto rimproverarmi di una cosa di cui non ho colpa?». «Io non ti rimprovero», disse la Regina intenerita, «voglio solo farti presente che, se sposi una donna che non ti ama, sarai infelice e farai la sua tortura: se tu potessi capire quel che si soffre in queste unioni forzate, non vorresti certo correrne in rischio: non val meglio restarsene da soli in pace?» [...]
(Madame d’Aulnoy, IL PRINCIPE CINGHIALE)

12 illustrazioni di Gustave Doré

inviato il 14/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Questi racconti sono immortali.

Proprio così, solo il vero amore dà la felicità, non servono le unioni forzate!

patty ti voglio bene per me sei tu una fattina che quando viene in sardegna mi fà tanta compagnia

patty
per me sei una fattina che quando viene in sardegna mette tanta allegria ti voglio bene amica

Patti, ti sei accorta che tra questi segnalibri compare ancora quello del mio account di prova???E' brutto, nero e per giunta senza nome!!!:))

eheh Enricooooo sei stato tu a fare la campagna letturale?
:))

Complimenti Patti, ti auguro di vincere il libro ;)

Protesto protesto innanzitutto perchè questo assiepamento di SEGNALIBRI SENZA FOTO non è concepibile! BRUUUUTTTTIIII uomini neri senza volto!!! EVVIVA LA FOTO! Evviva l'arcobaleno!
E fu così che la pat si portò in testa a parimerito!!!

:))) che succede? le fate hanno fatto la magia per farmi vincere il libro incentivo o il principe marashino è intervenuto?

Enrico, è un libro che tengo sempre a portata di mano e ogni tanto leggo una fiaba. Specialmente di notte! Così i sogni diventano più magici.

Wow Patti, mi ispira moltissimo questo libro!

La vita segreta dei maschi

immagine copertina
Cristina de Brand
La vita segreta dei maschi
Alberto Castelvecchi 2010
10 righe da pagina 51:

Sorellina, capisco la tua delusione, ma non sentirti idiota solo perchè hai voluto comportarti bene con questo stronzo di Tonno (alla fine era un pesce palla). La mia esperienza riguardo agli uomini mi ha insegnato che, normalmente, quelli che partono in quarta presto finiscono fuori strada. Sono fuochi di paglia: fanno un gran falò con tante scintille però bruciano in fretta. Tipi così non s'innamorano di una donna; s'infatuano delle sensazioni che provano, della botta di novità, dell'euforia che provano per un pò. Poi una volta passata, nei loro cuori aridi non resta niente, neanche un sentimento di amicizia o di affetto. Ma tu non pentirti di avergli dato una chance.

inviato il 19/09/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Beh Angelica i tratti divertinti sono molteplici ;-)
Un libro piacevolmente rileggibile più volte, altamente istruttivo ed utile per una certa tipologia di uomini... ovviamente dotati in un minimo di senso autoirinico e critico.
Cristinaaaa forza... attendo il secondo con trepida attesa!!

complimenti !!!!

Che dire... frizzanteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Segnalibro! :-)

fantastico!!nn vedo l'ora di leggere il prossimo libro...

Divertimento, ironia e mai volgarità... brava Cristina :-)

Alessandra, complimenti!!!!!! con queste righe, che sono state le più segnalibrate, vinci un libro...
sweets

aggiungo segnalibro

Ordinato oggi. Ne ho sentito parlare con entusiasmo da alcune mie amiche, oltre al fatto che ho letto le pagine proposte da 10righe e mi hanno piuttosto incuriosito per il seguito.

carinissimo. anche utile,volendo... letto con curiosità e mi ha divertita.

La leggenda del santo bevitore

immagine copertina
Joseph Roth
La leggenda del santo bevitore
Adelphi
10 righe da pagina 13:

Anche il signore ben vestito sparì nelle tenebre.A lui era realmente toccato una sorte di miracolo della conversione.E aveva deciso di condurre la vita dei piu' poveri.e per questo viveva sotto i ponti.Ma,tornando all'altro,costui era un bevitore,anzi un ubriacone.Si chiamava Andreas,e viveva alla giornata come molti bevitori.Tanto tempo era passato dall'ultima volta che aveva posseduto duecento franchi.E forse proprio per questo era passato tanto tempo ,tirò fuori,alfioco chiarore di uno dei rari lampioni che erano sotto i ponti,un pezzetto di carta e un mozzicone di matita,e si scrisse l'indirizzo della piccola santa Teresa e la somma di duecento franchi,che da quel momento le doveva.

inviato il 04/10/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

aggiungo segnalibro

Nuda Vita

immagine copertina
Daniela Frascati
Nuda Vita
Absolutely free 2011
10 righe da pagina 200:

Incipit

Io sono il mio sonno e il mio sonno è me.
A volte mi sento chiamare attraverso fessure di luce, ma sono voci arruffate, come di morti che cercassero un sortilegio per riprendersi la vita.
Eppure sono quasi felice in questa quiete buia.
Molto più felice di prima.
La mia memoria è sempre stata scadente, e allora l’ho cancellata. Farei confusione con nomi, volti, oggetti. Ho lasciato andare tutto. I ricordi di prima si porterebbero dietro la natura imperfetta di quella che ero.
Ora vivo in un incondizionato stato di grazia e non permetto che niente graffi la mia perfezione. Entrarvi è stata un’esperienza dolorosa. Ma più nessuno potrà indurmi a uscire.
All’inizio è stato faticoso. Mi chiamavano in continuazione. Avevo la fastidiosa sensazione che si indaffarassero attorno a me. Percepivo carezze e impressioni di caldo e freddo; musiche e rumori violenti, ripetuti a scansioni talmente precise che non potevano essere casuali. Stavano mettendo in atto una strategia per attirarmi fuori.

inviato il 28/09/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie Natalina e grazie Daniele, e anche agli altri. cara Natalina leggere è bello e creativo quanto scrivere e poi il salto può accadere in qualsiasi momento. del resto le tue letture, vedendo ciò che hai postato sulle 10 righe, sono di ottima qualità. non conosco il paese delle prugne, ma il titolo è invitante. Ciao

Quale fortuna ti accompagna...scrivere un libro.come vorrei ,non solo leggere,auguri per il futuro,natalina

aggiungo segnalibro

Scrivere non è per tutti. Pochi privilegiati riescono a imprimere un segno che diventa spazio interiore, pensiero incorruttibile, insenatura ritrovata di un mondo che vive attraverso equilibrismi perfetti. Daniela è metafora e rischio, titano e vendicatore. La sua Nuda Vita è viaggio nelle terre dell'Altrove.

Le stelle danzanti

immagine copertina
Gabriele Marconi
Le stelle danzanti
Vallecchi 2009

«Mi fai accendere?».
«Subito» disse lui, che le era arrivato alle spalle. E togliendole la sigaretta dalle labbra le girò il viso e la baciò. ...
«N-non ci conosciamo! Come…» lei cercò di farfugliare. Ma lui la baciò di nuovo, stavolta più a lungo, stringendola da dietro. «Oh, sì… ma che mi frega!» esclamò lei ridendo, e rispose con foga al bacio di Giulio, che aveva affondato una mano nella scollatura, colmandola col seno pieno e sodo, mentre l’altra scendeva a sollevarle la gonna. Lei cercò di girarsi, per poterlo abbracciare più comodamente, ma lui glielo impedì, schiacciandola contro il vetro della finestra… mordendole la nuca… E dopo un po’, abbandonandosi alle mani di Giulio che slacciavano e accarezzavano, fu lei a guidarlo dentro di sé inarcando i fianchi. E guardando la strada semibuia oltre il canale, dove i croati, insensibili al freddo, vigilavano dietro ai cannoni puntati su Fiume, gridò con tutta la vita che sentiva dentro, come Antinea a cavallo della tempesta.

inviato il 25/09/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Sicuramente da leggere :D

Si farfuglia quando non si riesce a trovare le parole, per pienezza di sentimenti!

Da leggere!

Lui la guardò con gli occhi vuoti, sorpreso, poi ricordò: «Già, il “Dimitros”. Ascoltami bene». E lei ascoltò. E non ebbe a pentirsene (non quella volta), perché fu la prima di una serie di avventure straordinarie insieme ai filibustieri di d’Annunzio, che la portarono ad essere nominata “uscocca ad honorem” («A dishonorem, oserei dire» aveva precisato lei socchiudendo gli occhi e spingendo con le mani sulla spalliera di un letto d’albergo nel porto di Trieste, mentre Giulio la martellava fino allo sfinimento).
Su La Vedetta d’Italia e su La testa di Ferro si parlò a lungo e con grande clamore di questa misteriosa ragazza che partecipava alle azioni degli uscocchi sfruttando la sua bellezza, ardimentosa e spregiudicata, ma senza mai pubblicarne la foto, per ragioni di segretezza. «Il che aumenta il suo fascino» aveva detto un giorno Host-Venturi, parlandone durante una riunione a Genova, in quell’incredibile estate del 1920. «No» aveva replicato Giulio, «le assicuro che lo diminuisce».

vado a letto... notte

sono un cretino :)))

come primo vedo l'utimo postato da maddalena

su questa di scrivi.10righedailibri.it

su quale pagina?

i segnalibri funziona

Erammenti di Storie. Racconti di vita

immagine copertina
Alba Cataleta
Erammenti di Storie. Racconti di vita
Zona CONTEMPORANEA

Sono in preda a un senso di timore, pudore, soggezione, ho appunto
un sentimento d’imbarazzata ed esitante timidezza, poiché mi trovo
di fronte a una situazione che richiede un inconsueto adeguamento
psicologico. Non so come sia meglio comportarmi, sembra quasi che
non riesca a muovermi con disinvoltura e che debba inciampare da un
momento all’altro. Sono impacciata, lui invece è sempre così sicuro
di sé.
Appare una persona molto esperta e capace, e queste sue caratteristiche
mi hanno sempre attratta, facendolo apparire, ai miei occhi,
come se al mondo ci fosse sempre e solo lui come rappresentante unico
della migliore parte del genere umano.

inviato il 28/09/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Complimenti, ti sei aggiudicata il libro incentivo per le 10 righe più apprezzate della settimana! Puoi comunicarci un recapito a cui spedirlo a info@10righedailibri.it
Enrico
Staff www.10righedailibri.it

aggiungo segnalibro

il mio segnalibro per Alba che ha toccato il mio cuore con una storia ricca di sentimenti genuini e semplici difficili da raccontare perchè dolorosi e ricchi di amarezza. Frammenti di Storie non è un romanzo con la solita storia d'amore ma un libro che ti lascia il segno dentro.

Sono una lettrice di " Frammenti di storie..
E' una storia che avvince tra sentimenti forti: timidezza, fiducia,passione, dolcezza, speranza,delusione. Vita e racconto di un' esperienza nella sua singolare umanità. E le parole ne diventano prova in quanto strumento mediatore tra le emozioni dell' anima e il mondo.
Incontrare noi stessi come eravamo molti anni fa di fronte alla grande passione , alle speranze,alle incertezze, agli errori è capire cosa significa essere " umani"
E l' attimo d' amore vissuto intensamente appare come l'essenza della vita.

Aggiungo anche io il mio segnalibro, perchè la lettura del libro di Alba è stato per me anche lo spunto di molte riflessioni interiori... un libro pieno di sentimenti puri e veri, anche se a volte dolorosi! Il sig. Lucio Oldani penso abbia espresso in pieno quello che è il "cuore" del libro!... anche a dispetto di qualsiasi critica, la lettura di un bel libro lascia sempre qualcosa dentro. Brava Alba.

Una storia ricca di tanti sentimenti, tra loro apertamente contrastanti. Come una elaborata creazione di ghiaccio, di quelle che si trovano in alta montagna: dolorosa per i bordi affilati e il gelo impenetrabile, ma affascinante e dolce, nella sua infinita bellezza. ‘Frammenti di storie’ è così: da un lato racconta sentimenti caldi, morbidi, commoventi per la loro bellezza, dall’altra parla di emozioni che un cuore umano difficilmente può tollerare: la delusione, l’amarezza, il senso di non appartenenza, la separazione. Quello che ne scaturisce è un canto lirico all’amore, grande mito che viene scomposto in un caleidoscopio di sfumature diverse, tra di loro complementari, ma mai del tutto sovrapponibili. E l’autrice, nella condizione di dover coniugare questi estremi, oggettivamente incapace di fare a meno di una delle due polarità, trova una soluzione inconcepibile, disarmante, durissima nel mondo dell’usa e getta; l’accettazione. A caro prezzo, naturalmente, perché è arduo vivere un amore come questo, ma vivere senza di esso diventa impossibile. E, nel finale, la struttura di ghiaccio si spacca, e la protagonista evolve, rifulge di una luce più autentica e fedele a se stessa, e sempre affascinante.

Carissimi amici di 10 righe, siccome io segue questo sito e lo ritengo serio e condivido la vostra campagna letturale, voglio chiarire che ciò che ponevo in evidenza nel mio messaggio è che non ritengo giusto premiare con campagne letturali editori che pubblicano chiedendo contributo, questo va a discapito di quei medi e piccoli editori che investono sui propri autori rischando del proprio. vi saluto cordialmente

mi piacciono molto queste tue 10 righe :) <3

Io ho messo il segnalibro perchè ho comprato e letto il libro.

Marida, ma come ti sei permessa di offenderci? Se abbiamo dato un segnalibro ad Alba è perchè abbiamo letto il libro di Alba ed anche gli altri autori che sono in "questa campagna LETTURALE". Certo è che non fa piacere incontrare persone che se la prendano in questo modo per una cosa bella ed opinabile come la lettura

L'eleganza del riccio

immagine copertina
Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
Tradotto da Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
Edizioni e/o (collana Dal mondo) 2007
10 righe da pagina 39:

Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l'intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello. La bruttezza, invece, di per sé è sempre colpevole, e io ero già votata a quel tragico destino, reso ancora più doloroso se si pensa che non ero affatto stupida.

inviato il 14/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Uno dei libri che amo di più.........ecco come ne ho parlato io: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/2012/03/la-settimana-delle-parole.html

Ho letto il libro passatomi da una mia carinissima amica e devo dire che leggendolo ho avuto la percezione di aver già vissuto paradossalmente alcune situazioni citate nel libro, poichè mia madre lavorò come portinaia diversi anni in uno stabile dìepoca. l'autore ha interpretato a meraviglia i sentimenti di ognuno dei protagonisti con ilarità, fermezza, coesione, semplicità, affiancando senza alcun privilegio ignoranza e cultura delle parti. Un vero capolavoro!!!

La figura della portinaia é straordinaria: potrebbe aiutare ad abbattere gli stereotipi moderni, che, nonostante tutto, resistono!

Bella l'interpretazione del gatto visto come un totem moderno!

Non capisco perché sia inimmaginabile che una portinaia legga! Tutti possono avere questa grande gioia: viva la lettura!

Visto il grande successo di questo romanzo...vi scrivo l'incipit (che ho preso da Wikiquote e mi auguro che sia uguale al libro che in questo momento non ho con me):
"Marx cambia completamente la mia visione del mondo" mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari – la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi –, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualche cosa. Che cosa possono capirci le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente. "Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca" gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia. Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. È lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai proprio bisogni. In un mondo in cui la hybris del desiderio verrà imbavagliata potrà nascere un'organizzazione sociale nuova, purificata dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie deleterie.
"Chi semina desiderio raccoglie oppressione" sono sul punto di mormorare, come se mi ascoltasse solo il mio gatto. Ma Antoine Pallières, a cui un ripugnante aborto di baffi non conferisce invece niente di felino, mi guarda, confuso dalle mie strane parole. Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta a un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire.
"Mi saluti tanto la sua mamma" borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari".

W l'intelligenza che ti spinge a leggere!

Libro che si fa leggere d'un fiato!

La storia é molto bella, i personaggi aprticoalri!

Libro straordinario, che ho amato e che voglio rileggere!

FRIDA KALO

immagine copertina
Rauda jamis
FRIDA KALO
TEA 2003
10 righe da pagina 104:

Via via che i mesi passavano, l'evidenza che Frida sarebbe stata pittrice diventava certezza.
Ciò si verificò senza che lei pensasse alle insidie di un tale percorso o alla possibile gloria. La pittura le scaturì dal profondo. Sgorgava dalle sue acque mentali, dalla sua memoria, dal suo immaginario interiore, dalle immagini esterne che la sua vicenda aveva integrato. Dal corpo attraverso le piaghe aperte, la pittura straripava, usciva da Frida.

La giovane donna corrispose, sin dall’inizio, alla definizione dell’artista che opera spinto dalla necessità. Possedeva di conseguenza la carta migliore per realizzare un lavoro incisivo e personale. Attingendo dentro di sè, scegliendo un linguaggio, quello della pittura, Frida si sarebbe potuta salvare, per quanto era possibile, dallo stato in cui si trovava. Dopo il primo autoritratto, aveva cominciato a eseguire i ritratti dell’ambiente familiare, degli amici. Quando poteva, Frida lavorava ai suoi quadri, coscienziosamente.

inviato il 01/10/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Il sangue. Tanto,sì.
Sangue-vita.
Sangue-donna.
Sangue -dolore.
Sangue -passione.
Sangue-cuore. "Gocce di sangue gocce d'acqua del più antico gioiello delle donne", ha scritto Pèret.
Sangue sacrificio atzeco, dono allo Chac, il dio che reclamava un tributo di sangue perchè la terra, il sole, l'universo continuassero ad esistere.
C'è sangue nella mia pittura, c'è morte, ci sono io, la donna ferita? Sì.

Niente mostra, almeno per ora,troppo distante da Cagliari

Luisa sei stata alla mostra?cosa ci racconti..

Milano e Artemisia Gentileschi, altra grande donna della pittura mondiale. Cambiano le mode, passano gli anni, si accumulano i secoli, tutto passa, tranne la vera Arte.

Frida- La colonna spezzata (1944) (Coll. Dolores Olmedo Messico). http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsojQFLFJruH3QHChKj7DRUjA3eVXPM...

L'America
La loro casa era sempre aperta, la sera; veniva chi voleva. Erano molto sinceri nei rapporti con la gente. Non ho mai visto una casa come quella di Diego. Vi si vedevano principesse e regine, una signora più ricca di Dio, operai lavoratori. Lui non faceva alcuna distinzione...
Frida era sensazionale...Il suo lavoro era surrealista ...Ma il surrealismo come lo traduceva Frida somigliava enormemente al Messico. Louise Nevelson

Davvero !aggiungo segnalibro

Immensa Frida!!

I agazzi della Via Paal

immagine copertina
Ferenc Molnàr
I agazzi della Via Paal
La Biblioteca Ideale Tascabile febbraio 1995 Editoriale Opportunity Book s.r.l.
10 righe da pagina 10:

-Che c'è?
Nessuna risposta, silenzio totale. Barabàs lasciò perdere le cinghie, Gerèb smise di strusciare i piedi, Csonakos coprì lo sbadiglio con una mano, Csele abbandonò la raccolta delle pagine sparse e Boka si assicurò che il calamaio non sporgesse dalla tasca.
-Che c'è?-ripetè il professore. Poi indicò la finestra, dalla quale continuavano a entrare a fiotti le note dell'organettoe, in tono irritato, ordinò: Chiudi quella finestra, Csengey!
Il piccolo Csengey si alzò dal primo banco, serio e composto, e si avvio per eseguire l’ordine. Contemporaneamente, Csonakos si sporse dal suo banco e disse, sottovoce, a un ragazzino biondo :
-Attento, Nemecsek.
Nemecsek lanciò una rapida occhiata alle sue spalle, vide per terra una pallottola di carta. La raccolse e la spiegò. Su un lato del foglio c’era scritto :
“Passa a Boka”.
Nemecsek intuì che quello era solo l’indirizzo, il testo doveva essere sull’altra facciata, ma, da bravo ragazzo, non si sarebbe mai sognato di leggere un messaggio indirizzato ad altri.

inviato il 29/09/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Per gli adulti il deposito di legname tra i palazzi della periferia di Budapest è solo un vasto terreno abbandonato. Ma per i ragazzi della via Paal è molto di più: è il regno incontrastato della loro fantasia e dei loro giochi. Finché, un brutto giorno, una banda rivale decide di impossessarsi di quel campo. Tra i due gruppi si scatena una vera guerra. E mentre si susseguono i tradimenti, gli atti di eroismo, i drammatici colpi di scena, la realtà degli adulti finisce per dare una conclusione del tutto inaspettata alla battaglia.

La Strada

La Strada 7 years 5 settimane fa

Si svegliò nel buio del bosco, in mezzo alle foglie, scosso dai brividi. Si mise a sedere e cercò il bambino a tastoni. Gli posò la mano sulle costole magre. Calore e movimento. Il cuore batteva.

La Strada 7 years 5 settimane fa

Sia il libro che il film erano bellissimi, cara Natalina spero anch'io che niente di ciò succeda mai nella realtà.

La Strada 7 years 5 settimane fa

Uscì fuori nella luce livida, rimase lì in piedi e per un attimo vide l'assoluta verità del mondo. Il moto gelido e spietato della terra morta senza testamento. L'oscurità implacabile. I cani del sole nella loro corsa cieca. Il vuoto nero e schiacciante dell' universo. E da qualche parte due animali braccati che tremavano come volpacchiotti nella tana. Un tempo e un mondo presi in prestito e occhi presi in prestito con cui piangerli.

La Strada 7 years 5 settimane fa

La casa, riscaldandosi, scricchiolava e gemeva.

La Strada 7 years 6 settimane fa

LA STRADA
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

La Strada 7 years 6 settimane fa

uomo e bambino tradotti in ogni in ogni Uomo e Bambino, con responsabilità e ruoli che inglobano e trascendono quelli dei singoli individui. E resta, perciò uno sguardo discreto in avanti e forse in alto, oltre a quello nostalgico voltato a rimirare il regno dell'uomo così come lo conosciamo.

FRIDA KALO

FRIDA KALO 7 years 6 settimane fa

Il sangue. Tanto,sì.
Sangue-vita.
Sangue-donna.
Sangue -dolore.
Sangue -passione.
Sangue-cuore. "Gocce di sangue gocce d'acqua del più antico gioiello delle donne", ha scritto Pèret.
Sangue sacrificio atzeco, dono allo Chac, il dio che reclamava un tributo di sangue perchè la terra, il sole, l'universo continuassero ad esistere.
C'è sangue nella mia pittura, c'è morte, ci sono io, la donna ferita? Sì.

FRIDA KALO 7 years 6 settimane fa

Niente mostra, almeno per ora,troppo distante da Cagliari

FRIDA KALO 7 years 6 settimane fa

Milano e Artemisia Gentileschi, altra grande donna della pittura mondiale. Cambiano le mode, passano gli anni, si accumulano i secoli, tutto passa, tranne la vera Arte.

FRIDA KALO 7 years 6 settimane fa

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy