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Pagina di fra.dini

Le città invisibili

immagine copertina
Italo Calvino
Le città invisibili
Mondadori
10 righe da pagina 113:

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa
vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche che dall'ultimo modello d'apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo i tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose di ogni giorno che vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità.

inviato il 30/09/2011
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Anch'io ho ricordato nel" Marcovaldo",temi attuali

nonostante ci siano citati già molti libri di Calvino, ho scelto questo per le parole profetiche e quantomai attuali, con l'emergenza rifiuti che incombe sulle nostre città...

tutto il racconto lo trovate qui:
http://www.youtube.com/watch?v=LcqvxbnfTkM

FRIDA KALO

immagine copertina
Rauda jamis
FRIDA KALO
TEA 2003
10 righe da pagina 104:

Via via che i mesi passavano, l'evidenza che Frida sarebbe stata pittrice diventava certezza.
Ciò si verificò senza che lei pensasse alle insidie di un tale percorso o alla possibile gloria. La pittura le scaturì dal profondo. Sgorgava dalle sue acque mentali, dalla sua memoria, dal suo immaginario interiore, dalle immagini esterne che la sua vicenda aveva integrato. Dal corpo attraverso le piaghe aperte, la pittura straripava, usciva da Frida.

La giovane donna corrispose, sin dall’inizio, alla definizione dell’artista che opera spinto dalla necessità. Possedeva di conseguenza la carta migliore per realizzare un lavoro incisivo e personale. Attingendo dentro di sè, scegliendo un linguaggio, quello della pittura, Frida si sarebbe potuta salvare, per quanto era possibile, dallo stato in cui si trovava. Dopo il primo autoritratto, aveva cominciato a eseguire i ritratti dell’ambiente familiare, degli amici. Quando poteva, Frida lavorava ai suoi quadri, coscienziosamente.

inviato il 01/10/2011
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Il sangue. Tanto,sì.
Sangue-vita.
Sangue-donna.
Sangue -dolore.
Sangue -passione.
Sangue-cuore. "Gocce di sangue gocce d'acqua del più antico gioiello delle donne", ha scritto Pèret.
Sangue sacrificio atzeco, dono allo Chac, il dio che reclamava un tributo di sangue perchè la terra, il sole, l'universo continuassero ad esistere.
C'è sangue nella mia pittura, c'è morte, ci sono io, la donna ferita? Sì.

Niente mostra, almeno per ora,troppo distante da Cagliari

Luisa sei stata alla mostra?cosa ci racconti..

Milano e Artemisia Gentileschi, altra grande donna della pittura mondiale. Cambiano le mode, passano gli anni, si accumulano i secoli, tutto passa, tranne la vera Arte.

Frida- La colonna spezzata (1944) (Coll. Dolores Olmedo Messico). http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsojQFLFJruH3QHChKj7DRUjA3eVXPM...

L'America
La loro casa era sempre aperta, la sera; veniva chi voleva. Erano molto sinceri nei rapporti con la gente. Non ho mai visto una casa come quella di Diego. Vi si vedevano principesse e regine, una signora più ricca di Dio, operai lavoratori. Lui non faceva alcuna distinzione...
Frida era sensazionale...Il suo lavoro era surrealista ...Ma il surrealismo come lo traduceva Frida somigliava enormemente al Messico. Louise Nevelson

Davvero !aggiungo segnalibro

Immensa Frida!!

La notte di Lisbona

immagine copertina
Eric Maria Remarque
La notte di Lisbona
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 205:

Arrivai ad una piccola osteria che aveva un piccolo giardinatto con tavole e,dietro un orto con erbaggi e alberi da frutto.Il locale aveva il pavimento di piastrelle e odorava di vino versato,di pane fresco e di caffè.Una ragazza a piedi nudi venne a servirmi.Stese una tovaglia e vi pose il bricco.la tazza,il piatto,il miele e il pane:un lusso senza pari che non avevo piu' visto dopo Parigi.
Di fuori ,dietro la siepe polverosa passava il mondo dilaniato...lì all'ombra degli alberi restava ancora un tremulo angolo di pace con ronzio d'api e con la luce dorata della tarda estate.Mi pareva di poterne fare provvista come il cammello
fa provvista d'acqua per il viaggio attraverso il deserto.Mi misi a bere ad occhi
chiusi sentendo la luce sulla pelle.

inviato il 26/09/2011
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Nuda Vita

immagine copertina
Daniela Frascati
Nuda Vita
Absolutely free 2011
10 righe da pagina 200:

Incipit

Io sono il mio sonno e il mio sonno è me.
A volte mi sento chiamare attraverso fessure di luce, ma sono voci arruffate, come di morti che cercassero un sortilegio per riprendersi la vita.
Eppure sono quasi felice in questa quiete buia.
Molto più felice di prima.
La mia memoria è sempre stata scadente, e allora l’ho cancellata. Farei confusione con nomi, volti, oggetti. Ho lasciato andare tutto. I ricordi di prima si porterebbero dietro la natura imperfetta di quella che ero.
Ora vivo in un incondizionato stato di grazia e non permetto che niente graffi la mia perfezione. Entrarvi è stata un’esperienza dolorosa. Ma più nessuno potrà indurmi a uscire.
All’inizio è stato faticoso. Mi chiamavano in continuazione. Avevo la fastidiosa sensazione che si indaffarassero attorno a me. Percepivo carezze e impressioni di caldo e freddo; musiche e rumori violenti, ripetuti a scansioni talmente precise che non potevano essere casuali. Stavano mettendo in atto una strategia per attirarmi fuori.

inviato il 28/09/2011
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Grazie Natalina e grazie Daniele, e anche agli altri. cara Natalina leggere è bello e creativo quanto scrivere e poi il salto può accadere in qualsiasi momento. del resto le tue letture, vedendo ciò che hai postato sulle 10 righe, sono di ottima qualità. non conosco il paese delle prugne, ma il titolo è invitante. Ciao

Quale fortuna ti accompagna...scrivere un libro.come vorrei ,non solo leggere,auguri per il futuro,natalina

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Scrivere non è per tutti. Pochi privilegiati riescono a imprimere un segno che diventa spazio interiore, pensiero incorruttibile, insenatura ritrovata di un mondo che vive attraverso equilibrismi perfetti. Daniela è metafora e rischio, titano e vendicatore. La sua Nuda Vita è viaggio nelle terre dell'Altrove.

Il libro dei perché

immagine copertina
Gianni Rodari
Il libro dei perché
Einaudi
10 righe da pagina 59:

Perché le balene non vivono nei nostri mari?
Le acque dei nostri mari sono troppo calde per le balene, che vivono nei mari glaciali e là trovano i loro pascoli.
Certo saprai che le balene sono mammiferi. Allora ascolta:
Indovina se ti riesce:
la balena non è un pesce,
il pipistrello
non è un uccello;
e certa gente, chissà perché,
pare umana e non lo è.

inviato il 28/09/2011
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