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Pagina di Emma

La bella estate

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Cesare Pavese
La bella estate
Mondadori editore 1949
10 righe da pagina 172:

Così anche Oreste rimase a vivere sul Greppo.
Scappava a volte in bicicletta e poi tornava. La collina sembrava cuocere al sole d'agosto; caprifoglio e mentastro le facevano intorno una parete invisibile, ed era bello aggirarcisi e, giunti sul punto di sbucarne fuori, nel sottostante bosco di carpini, tornare indietro nella macchia, come un insetto o un uccello.
Pareva d'averci le zampe invischiate, in quel profumo e in quel sole. Al pomeriggio scendemmo in gruppo, i primi giorni, per le coste ripide fino alle viti soffocate d'erba; e una volta aggirammo tutta la collina, giungendo fra i rovi a un piccolo chiosco nero, per le cui crepe si vedeva il cielo. Ma né di siepi né di viottolo d'accesso c'era più traccia; il versante era tutto sodaglia, per quanto un tempo fosse stato giardino, e la baracca un padiglione. Oreste e Poli la chiamavano la pagoda cinese e ricordavano quand'era ancora vestita di gelsomini

inviato il 11/02/2018
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Cesare Pavese nacque a Santo Stefano Belbo (Cuneo) il 9 settembre 1908

Sardegna come un'infanzia

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Elio Vittorini
Sardegna come un'infanzia
Bompiani 2009
10 righe da pagina 36:

Una vena d'acqua è affiorata sulle lastre, profonda da immergervi il piede. Ma è chiara, colore anch'essa del granito. A poco a poco si stringe nelle sue sponde e suscita un'irta vegetazione, che la ricopre.
Seguendola s'incontrano alberi, qualche ontano, qualche ulivo. Alberi dalle fronde di cenere, d'un verde spento.
Poi sugheri.
Somigliano all'ulivo, dal fogliame un pò più canuto, un pò più arruffato, ma hanno tronchi che sanguinano. Dal piede fin sotto l'attaccatura dei primi rami , esattamente, la corteccia è stata sbalzata via. E' rimasto il tronco vivo. Alcuni d'un rosso fulvo,, in altri come cuoio conciato. altri, sotto l'azione del sole, hanno preso una tinta violacea. I più vecchi, che furono scortecciati l'anno scorso, si sono ricoperti d'un muschio bluastro. Ma non ce n'è uno intatto. Anche certi arboscelli , dal corpo sottile,mostrano un piede sanguinolento. Strano, per questo taglio come sembrano vivi !

inviato il 08/02/2018
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Elio Vittorinii è nato a Siracusa il 23 luglio 1908

L'Arminuta

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Donatella di Pietrantonio
L'Arminuta
Einaudi 2017
10 righe da pagina 163:

Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine,io immersa fino al petto e lei al collo. Mia sorella.
Come un fiore improbabile,cresciute su un piccolo grumo di terra attaccata alla roccia.
Da lei ho appreso la resistenza. Ora ci somigliamo meno nei tratti, ma è lo stesso il senso che troviamo in questo essere gettate nel mondo.
Nella complicità ci siamo salvate.Ci guardavamo sopra il tremolio leggero della superficie, i riflessi accecanti del sole. Alle nostre spalle il limite acque sicure. Stringendo un poco le palpebre l'ho presa prigioniera tra le ciglia.

inviato il 05/02/2018
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La felicità domestica

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Lev Tolstoj
La felicità domestica
Tradotto da Clemente Rebora
FAZI editore 2018
10 righe da pagina 31:

"...Sapevo ch'egli mi voleva bene, ma se come a donna o bambina, non m'ero chiesta ancora. Serbavo caro quest'affetto; e poichè sentivo di contar per lui come la miglior ragazza del mondo,io non potevo non desiderare che questo inganno gli rimanesse. E involontariamente lo ingannavo. Ma nell'ingannarlo, io stessa mi andavo facendo migliore. Sentivo com per me fosse meglio, e più degno, èorre in evidenza davanti a lui piuttosto i lati migliori della mia anima, che non del corpo.""...Sapevo ch'egli mi voleva bene, ma se come a donna o bambina, non m'ero chiesta ancora. Serbavo caro quest'affetto; e poichè sentivo di contar per lui come la miglior ragazza del mondo,io non potevo non desiderare che questo inganno gli rimanesse. E involontariamente lo ingannavo. Ma nell'ingannarlo, io stessa mi andavo facendo migliore. Sentivo com per me fosse meglio, e più degno, porre in evidenza davanti a lui piuttosto i lati migliori della mia anima, che non del corpo."

inviato il 29/01/2018
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Ciao Emma, pagina aggiunta...

pag. 31 Lev Tolstoj nato il 9 settembre 1828

Il coraggio si essere liberi

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Vito Mancuso
Il coraggio si essere liberi
Garzanti 2016
10 righe da pagina 103:

Abbiamo bisogno di una sapienza che ci riconduca a pensare con il cuore.
abbiamo bisogno di tornare a sapere che nella vita della mente, oltre ai momenti comuni di ponderazione e di agitazione, vi sono occasioni dove l'agitazione si placa e si può raggiungere la pace interiore.
Il senso specifico del lavoro spirituale consiste nel servire proprio questa dimensione, quando la mente si acquieta e gusta il suono del silenzio, la pace interiore, la gioia intima del cuore, la più profonda liberazione.

inviato il 28/01/2018
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grazie Natalina, è un libro interessante e ricco di verità alle quali magari non si pensa ma fanno parte della nostra vita

Bentornata Emma...che belle e vere queste 10 righe!
Naty

Il coraggio di essere liberi

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Vito Mancuso
Il coraggio di essere liberi
Garzanti 2016
10 righe da pagina 29:

Se non esiste una reale libertà a livello personale, è assai improbabile che possa esisterne una a livello politico, dove gli enormi interessi economici producono condizionamenti e messaggi sublimali di ogni tipo, comprano il pensiero di molti cosidetti "opinionisti", e imbastiscono permanenti campagne elettorali senza elezioni i cui seggi sono supermercati e megastore. E poi perchè uno si dichiara di destra,l'altro di sinistra,l'altro ancora nè di destra nè di sinistra senza che neppure lui stesso sappia bene a destra o sinistra di che ?

inviato il 25/01/2018
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Ciao Emma, sei nella classifica finale del mese di gennaio, 10righe scelte dalla redazione.

Bentornata Emma :)

Dove i lupi vanno a morire

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Mauro Filigheddu
Dove i lupi vanno a morire
Strategic Books
10 righe da pagina 7:

Il gioco vuole che le persone che leggono siano aperte a tutte le esperienze.
Chi legge deve essere capace di lasciarsi trasportare dal testo, ovunque esso lo trascini, restando in qualche modo indifferente per non cedere a quanto di nuovo o di strambo può essere visto tra le righe.
Ciò che leggete non è che un ritaglio della storia mia, una sincera piccola parte di quanto ho vissuto. Niente di più. Ci sono astrazioni positive ma non si possono nascondere alcuni momenti oscuri, privi di energia, che a volte mi colgono. Un po’ di verità può giovare per dare un’idea più completa di quello che si vive quotidianamente. Premetto che quanto narro di me stesso mi piace. Il bilancio del tutto è positivo, ma è bene venire compresi in modo non del tutto superficiale.

inviato il 10/11/2018
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Essays: First and Second Series

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Ralph Waldo Emerson
Essays: First and Second Series
Library of America
10 righe da pagina 33:

What I must do is all that concerns me, not what the people think. This rule, equally arduous in actual and in intellectual life, may serve for the whole distinction between greatness and meanness. It is the harder, because you will always find those who think they know what is your duty better than you know it. It is easy in the world to live after the world's opinion; it is easy in solitude to live after our own, but the great man is he who in the midst of the crowd keeps with the perfect sweetness the independence of solitude.

inviato il 09/11/2018
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2010 =)

Grazie Flavia :) anno di edizione?

belle queste righe !

Tratto dal saggio Self-Reliance/Fiducia in se stessi:
Quel che io debbo fare è quanto riguarda me, non ciò che la gente ne pensa. Una tale regola, tutt'altro che facile da applicare sia nella vita pratica che in quella intellettuale, potrebbe servire come esatta distinzione tra grandezza e mediocrità. Tutto è poi reso arduo dal fatto che c'è sempre qualcuno che crede di sapere quali siano i tuoi doveri meglio di quanto non sappia tu stesso. È facile, nel mondo, vivere secondo l'opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l'uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l'indipendenza della solitudine.

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là

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Claudio Pellizzeni
L'orizzonte ogni giorno un po' più in là
PICKWICK 2018
10 righe da pagina 32:

Piove, l'aria è fredda e umida, anche quest'anno l'autunno cede il passo all'inverno ormai alle porte.
Odio l'autunno. Le giornate si accorciano, le temperature si abbassano, cadono le foglie, piove continuamente. Il tragitto verso casa è condito da una malinconia con la quale ormai convivo da anni. Il mio stato d'animo è troppo tempo un autunno constante. Vorrei cambiarla, questa vita, ma continuo a rimandare, nella speranza che qualcosa o qualcuno mi aiuti a stravolgerla.
Intravedo i miei occhi nello specchietto retrovisore.
Da quanto tempo non sono più felice? Quando ho perso la voglia di combattere? Qual è il punto nella mia vita in qui ho preso questa direzione?
Non volevo fare il bancario. Entrare in banca mi ha sempre dato un senso di sconforto, frustrazione e fallimento.

inviato il 07/11/2018
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Claudio Pellizzeni - Codogno (Lodi) 1981

Un amore fra le stelle

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Catena Fiorello
Un amore fra le stelle
Baldini & Castoldi 2017
10 righe da pagina 21:

Babbo ebbe come la sensazione di trovarsi davanti a una persona non comune. E stavolta non era un’impressione superficiale. La signora, pur essendo trascurata, era decisamente diversa dalle altre che aveva incontrato finora. Gli balenò l’idea che assomigliasse a…
A…
Ma sì…
«Senti, ma tu… Oh, pardon! Lei, lei è…»
«Sì, sono proprio io. Poche storie, però, non sono qui per giocare agli indovinelli!» rispose, rimettendosi gli occhiali.
Oddio, ora ne era certo… Sì, quella donna era davvero la Befana.
«Vedo che lei è molto arguto, caro signore. Però non ho capito perché continua a urlare come se fossimo allo stadio.»
Ci risiamo! sbuffò lui. Un altro rimprovero e nemmeno si conoscevano. Ma cosa voleva quella stregaccia da lui? Non pensava mica di poterlo trattare come uno stupido solo perché era la Befana!

inviato il 05/11/2018
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Catena Fiorello (Catania, 10 agosto 1966)

Timidezza e dignità

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Dag Solstad
Timidezza e dignità
Tradotto da Massimo Ciaravolo
Iperborea 2018
10 righe da pagina 106:

Per lui quegli album si trasformarono in scrigni del tesoro. Gli diventarono intimamente cari. Si sentiva onorato di essere prescelto a stare lì a guardare le sue fotografie dell'infanzia e dell'adolescenza, mentre lei si appassionava a raccontare, con nella voce l'entusiasmo del riconoscere, e lui non poteva fare a meno di considerare la vita matrimoniale un mistero, fondato sullo stare accanto a lei sul divano a guardare fotografie amatoriali come quella e a sentirla ripetere la storia piuttosto banale che stava dietro a ognuna di loro, con la sua voce velata. La via che portava a lei.

inviato il 02/11/2018
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Buongiorno e grazie! Ho scelto le righe di Emma tratte da L'uomo senza qualità: http://scrivi.10righedailibri.it/luomo-senza-qualit%C3%A0-3

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di novembre. Scegli da oggi 5 novembre a domenica 11 novembre , 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Dag Solstad (Sandefjord, 16 luglio 1941) è uno scrittore norvegese.

Nessuno può volare

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Simonetta Agnello Hornby
Nessuno può volare
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 16:

[...] e ripetevamo ai bambini in visita: "Giuliana non può correre". Non ci passò mai per la testa che avesse un difetto o una menomazione, o che fosse meno abile degli altri.
In famiglia usavamo con naturalezza quel genere di espressioni per indicare una forma di "diversità", accennando a un'impossibilità o a una fatica che non erano però sinonimo di inferiorità. Di un cieco si diceva "non vede bene", del claudicante "fa fatica a camminare", dell'obeso "è pesante", dell'invalido "gli manca una gamba", dello sciocco "a volte non capisce", del sordo "con lui bisogna parlare ad alta voce". E si comunicavano soltanto le imperfezioni di cui tener conto nei giochi o nei rapporti sociali.

inviato il 03/11/2018
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Come oro nelle crepe

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Gioia Di Biagio
Come oro nelle crepe
Mondadori 2018
10 righe da pagina 41:

Io non credo che le persone possano capire cosa vuol dire. Io lo so, i miei genitori e mia sorella lo sanno. Noi custodiamo e proteggiamo la mia particolarità e che il mondo rimanga nella sua ignoranza (che ignora). C'è chi si fa i tatuaggi per scrivere sul corpo la propria identità, esprimere se stesso attraverso un timbro indelebile nella propria carne, segni convenzionali di appartenenza al gruppo , tribali,immagini qualsiasi o espressioni dell'anima. Sul mio corpo, io ho incisa la mia storia.. In fin dei conti le cicatrici sono come tatuaggi, non di inchiostro ma scarificazioni. Tatuaggi di vita. Ferite di percorso. [...]
Vorrei essere normale, e l'unica soluzione per essere normale, per essere come gli altri, è camuffare la diversità.
Perché la diversità incuriosisce così tanto? E' meglio nasconderla, tacerla. Far finta di niente.

inviato il 29/10/2018
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Grazie :)

Ciao Elena, sei nella finale settimanale di novembre.

Gioia Di Biagio - Firenze 1985

The dying animal

Philip Roth
The dying animal
Vintage 2002
10 righe da pagina 2:

Now, I'm very vulnerable to female beauty, as you know. Everybody's defensless against something,and that's it for me. I see it and it blinds me to everything else. They come to my first class, and I know almost immediately which is the girl for me. There is a Mark Twain story in which he runs from a bull, and the bull looks up to him when he's hiding in a tree , and the bull thinks , "You are my meat, sir."

inviato il 28/10/2018
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Ciao Pierandrea, sei nella finale di novembre, 10righe scelte da Voi utenti.

grazie :)

Grazie Redazione: l'edizione Vintage che ho io è del 2002, però il marchio di copyright riporta l'anno 2001

Benvenuto Pier Andrea :) di che anno è il libro?

Una possibile traduzione:
"Ora, sono molto vulnerabile nei confronti della bellezza femminile, come sapete. Tutti siamo indifesi rispetto a qualcosa e così è per me. La vedo e mi acceca. Loro vengono nella mia prima classe e io so quasi immediatamente qual è la ragazza per me. C'è una storia di Mark Twain nella quale un personaggio scappa da un toro e il toro lo cerca mentre sta nascondedosi dietro un albero e il toro pensa "Sei il mio pranzo, signore."

Michelangelo (Mito e solitudine del rinascimento)

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10 righe da pagina 84:

Il non finito è luogo classico della fortuna michelangiolesca. Già per i contemporanei, l'incompletezza di forme rende esemplare l'opera del Maestro di coloro che non finiscono. "Si conosce... nella imperfezzione della bozza" scrive Vasari "la perfezzione dell'opra", e ci si studia sopra: "così abbozzata mostra la sua perfezzione et insegna agli scultori in che maniera si cavano le figure de' marmi senza che venghino storpiate".
L'apprezzamento per le masse ruvide, per i passaggi bruschi tra compiuto e primo apparire dei contorni, è fenomeno cinquecentesco. Michelangelo, con la sua formazione ancora quattrocentesca, resiste a questa venerazione per gli stati intermedi. Si nasconde mentre lavora, come nel caso celebre della "turata" per il David, poiché vuol esser perfetto prima di mostrarsi. Occulta il processo.

inviato il 23/10/2018
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Giusto Emma, grazie.

vero Elena, il non finito lascia all' l'immaginazione compiere il resto secondo le proprie sensibilità

Ed è proprio l'arte come processo, il gesto artistico nella sua progressione, e nella sua eclissi, ciò che il non finito rivela agli occhi profani.

Giulio Busi (Bologna, 6 settembre 1960)

L'assassino, il prete, il portiere

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Jonas Jonasson
L'assassino, il prete, il portiere
Tradotto da Margherita Podestà Heir
Bompiani 2015
10 righe da pagina 17:

Si trattava di registrare l’arrivo e la partenza dei clienti, assicurarsi che pagassero, controllare le prenotazioni e le disdette. Volendo, era anche possibile usare un minimo di gentilezza, a patto che la cosa non sortisse effetti negativi sugli introiti.
Si trattava quindi di un’attività nuova sotto un nome nuovo e rispetto a prima il compito di Per Persson richiedeva maggiori responsabilità. Ecco perché quest’ultimo decise di rivolgersi al suo capo per suggerirgli con molta umiltà un ritocco dello stipendio.
“Verso l’alto o verso il basso?” gli domandò l’interpellato.
Per Persson rispose che verso l’alto sarebbe stato preferibile. La conversazione non aveva preso la piega auspicata. Adesso si trovava nella posizione di dover sperare di mantenere almeno il salario che aveva prima.

inviato il 22/10/2018
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Grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica di ottobre, 10righe scelte dalla redazione.

Pär-Ola Jonas Jonasson, nato Per Ola Jonasson (Växjö, 6 luglio 1961)

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belle queste righe !

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grazie ! sono contenta e aspetto con ansia il libro

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vero Elena, il non finito lascia all' l'immaginazione compiere il resto secondo le proprie sensibilità

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un libro che consiglio vivamente, molto profondo , ricco di riflessioni , scritto magistralmente, avvincente anche nella trama, va letto lentamente per riflettere sulle situazioni che offre al lettore . Un libro che ho particolarmente apprezzato.

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Javier Marias scrittore spagnolo nato a Madrid il 20 settembre 1951

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Roberto Bolano è stato uno scrittore, poeta, saggista cileno nato a Santiago del Cile il 28 aprile 1953

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