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Pagina di Oliva

Turisti in giallo

immagine copertina
Santo Piazzese
Turisti in giallo
Sellerio 2015
10 righe da pagina 285:

«E poi, don Momò, il vocabolo in questione è il principale prodotto di esportazione della Sicilia nel mondo. È arrivato pure in America e tra poco gli americani diranno che l'hanno inventato loro, come già gli spaghetti, la pizza e, chi sa, quando sarà finito il processo di beatificazione laica, pure la mafia. Tutti lo conoscono, oramai».
Ed era questo il motivo per cui io vi ricorrevo solo in casi estremi. Per esempio, quando avvistavo qualcuno impiccato a un ficus. Troppo inflazionato. Prima o poi mi piacerebbe riesumare interiezioni sostitutive, ormai desuete, tipo perdinci, perdindirindina, corbezzoli, acciderba, poffarbacco, perdincibacco, caspiterina, sorbole, capperi, perdiana, accipicchia, accidempoli.

inviato il 31/05/2018
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Dal racconto "I turisti, i turisti".

«Professore, con rispetto parlando, lei disse una palora nostrale. Una palora vastasa». «Qual era questa parola, don Momò?».
«Sempre con rispetto parlando, lei disse la palora minchia. Bello forte la disse. Cosa di inglese o di americana ci pare a lei, professore?».
«Avrà detto una parola americana che ci somiglia. Oppure la parola era davvero quella, ma gliel'ha insegnata il marito: lei forse non lo sa ma i suoi nonni erano di queste parti e lui parla ancora mezzo siciliano».
Tentennò il capo, indeciso. «Vossìa così dice, professore?».
«E poi, don Momò, il vocabolo in questione è il principale prodotto di esportazione della Sicilia nel mondo. È arrivato pure in America e tra poco gli americani diranno che l'hanno inventato loro, come già gli spaghetti, la pizza e, chi sa, quando sarà finito il processo di beatificazione laica, pure la mafia. Tutti lo conoscono, oramai».
Ed era questo il motivo per cui io vi ricorrevo solo in casi estremi. Per esempio, quando avvistavo qualcuno impiccato a un ficus. Troppo inflazionato. Prima o poi mi piacerebbe riesumare interiezioni sostitutive, ormai desuete, tipo perdinci, perdindirindina, corbezzoli, acciderba, poffarbacco, perdincibacco, caspiterina, sorbole, capperi, perdiana, accipicchia, accidempoli.

Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle.

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10 righe da pagina 106:

Invece il terreno sottostante si pietrifica, diventa una lastra di marmo e cemento e ferro grezzo e sangue bollente. E in un attimo mi ritrovo in una spirale di pensieri negativi e di "no", tutto quello di cui il cervello ha bisogno per giustificare la mia inadeguatezza.
[...]
Oggi trovo assurdo non essermi dato tempo, perché quel momento è stato davvero l'inizio di una vita nuova. Avrei dovuto sedermi con l'altra parte di me su una spiaggia, al tramonto, offrirle una sigaretta e una birra e dirle che lo sforzo di cambiare pelle stava dando dei frutti, che andavano nutriti e fatti crescere con amore. Perché continuando a denigrarli non avrei potuto migliorarne il sapore; non avrei potuto raccogliere quelli più succosi e dolci e mi sarei dovuto accontentare, invece, dei primi, irregolari e acerbi.

inviato il 18/04/2018
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Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle.

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10 righe da pagina 9:

Per tutta l'infanzia faccio solo tre cose: vado a scuola, mangio, gioco (o vedo giocare) a qualche sport che preveda una palla. [...]
A questi, possiamo aggiungere anche due momenti di fascinazione per le arti delle mazzate volanti. [...]
Il resto rappresenta sprazzi di memoria, una sorta di opera impressionista composta da: otto tonnellate di ragù, polpette, lasagne, sartù di riso, bocconcini di ogni tipo, struffoli di Carnevale e pane di Picarelli (frazione di Avellino). Il pane ha poi tutta una sua poetica e un sottouniverso declinabile in: pane col sugo, pane con la mozzarella, pane coi pomodori, pane con le melanzane sottolio, pane da solo, pane per la scarpetta, pane e marmellata, pane e Nutella, pane vecchio nel caffellatte e il disperato pane con la mela.

inviato il 09/04/2018
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Ciao 10Righe, mi confermate che avete ricevuto la mia mail, per favore. Mi sorge il dubbio che non abbiate ricevuto né questa né la precedente. Grazie

Grazie: grazie a voi, grazie a Giovanni Pisciottano, grazie a Ghemon!

Ciao Oliva, per Te un libro incentivo come finalista 10 righe scelte da Voi utenti del mese di aprile.
Manda i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie!

Ciao Oliva sei nella finale del mese di aprile, 10righe scelte da Voi tutenti.

Frugalità

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Paolo Legrenzi
Frugalità
Il Mulino 2014
10 righe da pagina 43:

L'ultimo tassello di una strategia volta a comunicare il fascino dei prodotti del consumo di massa arriverà nel 1932, con la pubblicazione del testo dei professionisti, e teorici della pubblicità, Roy Sheldon [...] e Egmont Arens [...]. Essi si pongono il problema della sostituzione dei prodotti: se questi fossero stati ben progettati, costruiti in modo efficiente, e comunicati con messaggi affascinanti, quando mai ce ne saremmo disfatti? La soluzione di Sheldon e Arens consiste nell'affiancare alla nozione di stile quella di "obsoletismo", cioè di stile che diventa obsoleto:
"Ogni volta bisogna domandarsi: come inventare nuovi modelli? Possiamo incrementare i consumi? Si può creare un'obsolescenza artificiale? La progettazione dei consumi non deve avere mai fine, se non fino a quando si sarà consumato tutto quello che è stato prodotto.

inviato il 06/03/2018
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Il testo citato da Legrenzi è tratto da Sheldon e Arens, Consumer Engineering: A New Techique of Prosperity, 1932.

Appunti di Geofantastica

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Gianluca Caporaso - Sergio Olivotti
Appunti di Geofantastica
Lavieri 2015
10 righe da pagina 75:

1. Se sogni una città sai che quella città esiste davvero.
2. se inventi una città devi ospitare chi desidera abitarla.
3. Se non ti perdi nelle città non le impari.
4. Onora, con applausi clamorosi, il bacio degli sposi.
5. Racconta le storie perché così si creano i legami.
6. Celebra col silenzio l'amore tra una farfalla e il suo lampione.
7. Non dimenticare di salutare la luna e accarezzare un fiore.
8. Tieni le porte aperte allo straniero, perché la vita è un viaggio.
9. Fai giocare i bambini, perché "la vita è un fanciullo che gioca".
10. Ascolta i poeti, perché loro conoscono il cammino.

inviato il 28/02/2018
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Genova di tutta la vita

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Giorgio Caproni
Genova di tutta la vita
Edizioni San Marco dei Giustiniani 1997
10 righe da pagina 54:

Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all'alba - d'acqua piovana.

Quando mi sarò deciso
d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.

Ci andrò rubando (forse
di bocca) dei pezzettini
di pane ai miei due bambini.
Ma là sentirò alitare
la luce nera del mare
fra le mie ciglia, e... forse
(forse) sul belvedere
dove si sta in vestaglia,
chissà che fra la ragazzaglia
aizzata (fra le leggiadre
giovani in libera uscita
con cipria e odor di vita
viva) non riconosca
sotto un fanale mia madre.

inviato il 19/02/2018
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La poesia si intitola "L'ascensore".

La fabbrica delle stelle

immagine copertina
Gaetano Savatteri
La fabbrica delle stelle
Sellerio 2016
10 righe da pagina 121:

Faccio un giro sul tablet. Marina Tadde ha già infilato dieci foto delle havaianas di Peppe Piccionello su facebook e su instagram: Venice super trendy. Le infradito di Piccionello super trendy. Che generazione sfortunata la mia, costretta ad assistere al crepuscolo della civiltà.

inviato il 08/02/2018
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Vista con granello di sabbia

immagine copertina
Wislawa Szymborska
Vista con granello di sabbia
Tradotto da Pietro Marchesani
Adelphi 2008
10 righe da pagina 199:

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, [...]
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava
[...]
e soffocando una risata
con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
[...]

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
[...]
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

inviato il 05/02/2018
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Grazie.

Grazie Oliva :) L'abbiamo aggiunto alle tue 10 righe

Il volume è a cura di Pietro Marchesani.

Oliva, nome del traduttore? :)

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Allah, san Gennaro e i tre kamikaze

immagine copertina
Pino Imperatore
Allah, san Gennaro e i tre kamikaze
Mondadori 2017
10 righe da pagina 33:

Fra il Palazzo Reale e il colonnato della basilica di San Francesco di Paola dei ragazzini avevano tracciato col gesso, sul selciato, il perimetro di un campetto di calcio, ed erano impegnati in una vivace partita.
Proprio sotto il naso di Feisal, uno dei baby giocatori [...] rotolò per terra a causa di uno sgambetto, e i suoi compagni di squadra reclamarono il calcio di rigore.
La parte avversa rispose con un «Non esiste proprio!», e Feisal fu chiamato a testimoniare: «'O zi', voi stavate qua e avete visto tutto; per voi è rigore o non è rigore?».
«Per me è rigore» opinò Feisal.
Con aria spocchiosa, lo sgambettato si impadronì del pallone, lo sistemò su un illusorio dischetto, attese che il portiere si piazzasse fra pali ipotetici, prese la rincorsa e sparò un tiraccio spaziale. La sfera si impennò e finì su un balcone del Palazzo Salerno.
Gli avversari esultarono e si fecero beffe del rigorista e di Feisal gridando parolacce a dir poco pittoresche e mostrando il dito medio.
Feisal si allontanò sorridendo.
«Non avrei mai il coraggio di uccidere i bambini di Napoli» pensò.

inviato il 19/01/2018
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Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi

immagine copertina
Carlo Sperduti
Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi
Gorilla Sapiens 2013
10 righe da pagina 63:

Il signor Filippo entra in un negozio di abbigliamento e nota, per puro caso, una camicia molto bella, quasi nascosta dalle altre.
Ma bella davvero, non tanto per dire.
Semplice, per carità, ma davvero bella. Sobria, questo è certo, ma bella davvero. Un modello un po' vecchio, non lo si vuole negare, ma davvero bella. Nessun segno particolare, s'intende, ma bella davvero.
Quando la sgancia per guardarla meglio, si accorge che quattro uomini - gli unici altri clienti in quel momento - gli si stanno avvicinando. Allungando un po' le mani sul colletto, sulle maniche e sui bottoni, prendono a commentare, entusiasticamente, le doti della camicia.
Il signor Filippo li osserva e capisce subito come stanno le cose: ognuno ha i suoi gusti.

inviato il 05/01/2018
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Redenzione

immagine copertina
Paco Ignacio Taibo II
Redenzione
Tradotto da Bruno Arpaia
La Nuova frontiera 2018
10 righe da pagina 22:

I nostri tempi hanno perso la vocazione all'eroismo, il senso tragico e comico della vita, che non è altro che una farsa romantica dalle conseguenze obbligate. Si sono perduti gli uomini e le donne che hanno vissuto con la necessità che non ci fosse nessuna distanza, nessuna, neanche minima, fra le parole e le azioni; esseri umani che hanno fatto sì che ogni parola venisse firmata con il suo gesto corrispondente. O forse sì, esistono ancora sotto la cenere dei roghi che dovranno illuminare tutti noi.

inviato il 01/06/2018
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Paco Ignacio Taibo II, pseudonimo di Francisco Ignacio Taibo Mahojo (Gijón, 11 gennaio 1949).

Delirium

immagine copertina
michele perriera
Delirium
Sellerio Editore Palermo
10 righe da pagina 131:

Le pareva di stare al centro di una giostra, dove si mette l'omino che la guida. Colori si succedono a colori, attorno a lei, come veloci cavallini, e l'acqua di mare, che continuava a rovesciarsi su di lei, a intervalli regolari, era il fulcro di quella ruota colorata. Fossero o non fossero allucinazioni, fossero anche le vesti sgargianti della morte, ormai era legata a quei colori, se ne sentiva ospite naturale e prediletta e si abbandonava ad essi come alla stenua dolcezza dell'inevitabile.

inviato il 13/02/2018
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Michele Perriera, nacque a Palermo il 1º agosto 1937.

Il Gattopardo

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Feltrinelli Editore 1959
10 righe da pagina 265:

Essi offrivano lo spettacolo patetico più di ogni altro, quello di due giovanissimi innamorati che ballano insieme, ciechi ai difetti reciproci, sordi agli ammonimenti del destino, illusi che tutto il cammino della vita sarà liscio come il pavimento del salone, attori ignari in cui un regista fa recitare la parte di Giulietta e quella di Romeo nascondendo la cripta e il veleno, di già previsti nel copione. Né l'uno né l'altro erano buoni, ciascuno pieno di calcoli, gonfio di mire segrete; ma entrambi erano cari e commoventi, mentre le loro limpide ma ingenue ambizioni erano obliterate dalle parole di giocosa tenerezza che lui mormorava all'orecchio, dal profumo dei capelli di lei, dalla reciproca stretta di quei loro corpi destinati a morire.

inviato il 15/05/2018
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"...due giovanissimi innamorati... ciechi ai difetti reciproci, sordi agli ammonimenti del destino, illusi che tutto il cammino della vita sarà liscio come il pavimento del salone"
CAPOLAVORO!

Grazie.

ciao

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale i maggio. Scegli da oggi 21 maggio a domenica 27 maggio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nacque a Palermo il 23 dicembre 1896.

Inghiottita

immagine copertina
Réjean Ducharme
Inghiottita
Tradotto da Alice da Coseggio
La nuova Frontiera 2018
10 righe da pagina 5:

Tutto m’inghiotte. Quando ho gli occhi chiusi, è il mio ventre che m’inghiotte, è nel mio ventre che soffoco. Quando ho gli occhi aperti, è ciò che vedo che m’inghiotte, è nel ventre di ciò che vedo che soffoco. M’inghiotte il fiume troppo grande, il cielo troppo alto, i fiori troppo fragili, le farfalle troppo timorose, il volto troppo bello di mia madre. Il volto di mia madre è bello per niente. Se fosse brutto, sarebbe brutto per niente. I volti, belli o brutti, non servono a niente. Guardiamo un volto, una farfalla, un fiore, e questo ci tormenta, poi ci irrita. A lasciar fare, si finisce per disperare. Non dovrebbero esserci né volti, né farfalle, né fiori. Che abbia gli occhi aperti o chiusi, sono inglobata: d’un tratto non c’è più abbastanza aria, il cuore si stringe, la paura mi afferra.

inviato il 31/05/2018
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Ciao Paola, è un piacere :-)

Wow, grazie a Barbara e a tutta la redazione!

Ciao Paola, Barbara ti Dona il suo libro incentivo vinto nel mese di maggio ( http://scrivi.10righedailibri.it/tre-camere-manhattan-0 )
Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Réjean Ducharme (Saint-Félix-de-Valois, 12 agosto 1941 – Montréal, 21 agosto 2017) è stato uno scrittore canadese.

Turisti in giallo

immagine copertina
Santo Piazzese
Turisti in giallo
Sellerio 2015
10 righe da pagina 285:

«E poi, don Momò, il vocabolo in questione è il principale prodotto di esportazione della Sicilia nel mondo. È arrivato pure in America e tra poco gli americani diranno che l'hanno inventato loro, come già gli spaghetti, la pizza e, chi sa, quando sarà finito il processo di beatificazione laica, pure la mafia. Tutti lo conoscono, oramai».
Ed era questo il motivo per cui io vi ricorrevo solo in casi estremi. Per esempio, quando avvistavo qualcuno impiccato a un ficus. Troppo inflazionato. Prima o poi mi piacerebbe riesumare interiezioni sostitutive, ormai desuete, tipo perdinci, perdindirindina, corbezzoli, acciderba, poffarbacco, perdincibacco, caspiterina, sorbole, capperi, perdiana, accipicchia, accidempoli.

inviato il 31/05/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Dal racconto "I turisti, i turisti".

«Professore, con rispetto parlando, lei disse una palora nostrale. Una palora vastasa». «Qual era questa parola, don Momò?».
«Sempre con rispetto parlando, lei disse la palora minchia. Bello forte la disse. Cosa di inglese o di americana ci pare a lei, professore?».
«Avrà detto una parola americana che ci somiglia. Oppure la parola era davvero quella, ma gliel'ha insegnata il marito: lei forse non lo sa ma i suoi nonni erano di queste parti e lui parla ancora mezzo siciliano».
Tentennò il capo, indeciso. «Vossìa così dice, professore?».
«E poi, don Momò, il vocabolo in questione è il principale prodotto di esportazione della Sicilia nel mondo. È arrivato pure in America e tra poco gli americani diranno che l'hanno inventato loro, come già gli spaghetti, la pizza e, chi sa, quando sarà finito il processo di beatificazione laica, pure la mafia. Tutti lo conoscono, oramai».
Ed era questo il motivo per cui io vi ricorrevo solo in casi estremi. Per esempio, quando avvistavo qualcuno impiccato a un ficus. Troppo inflazionato. Prima o poi mi piacerebbe riesumare interiezioni sostitutive, ormai desuete, tipo perdinci, perdindirindina, corbezzoli, acciderba, poffarbacco, perdincibacco, caspiterina, sorbole, capperi, perdiana, accipicchia, accidempoli.

Per infiniti giorni

immagine copertina
Francesca De Angelis
Per infiniti giorni
Passigli 2014
10 righe da pagina 146:

Prendeva a caso un libro, lo teneva in mano quasi a fissare tutto nella memoria – autore, titolo, copertina - poi lo girava, lo apriva, lo sfogliava e infine si decideva sistemarlo al suo posto, accettando a malincuore che un buon libro potesse averne una brutto per compagno.
“Che bello questo rumore”, disse Clara il giorno in cui tutte le pareti furono coperte di libri e non si vedeva più il color panna dei muri.
“E’ l’ora della reazione”, rispose Regina pensando alle voci dei bambini che venivano dal giardino della scuola, dall’altra parte del cortile.
“No, non quello, il rumore dei libri”.
Regina la guardò perplessa, poi rimase in ascolto. Sì, aveva ragione. C’era la voce del mondo in quella stanza.

inviato il 28/05/2018
Nei segnalibri di:

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Francesca De Angelis è nata a Roma. Insegnante e scrittrice italiana.

Il viaggio dello Star Wolf

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David Gerrold
Il viaggio dello Star Wolf
Tradotto da Marco Pinna
Mondadori 2017
10 righe da pagina 86:

Vede, spiegare la magia significa distruggerla. Però - avvicinò una sedia - visto che insiste, le dirò ciò che deve sapere. La magia non ha nulla a che vedere con l’universo fisico. Ha a che fare con l’universo sperimentale. Dipende tutto dalla fiducia che le si dà. La magia funziona perché si crede fermamente che funzioni. — Indicò una tazza di caffè sul tavolo. — Per esempio non potrei mai fare un incantesimo che faccia spostare quella tazza dalla parte opposta del tavolo. La magia non funziona così. Però posso fare un incantesimo che faccia spostare quella tazza, nel senso che verrà qualcuno a spostarla al momento giusto. Coincidenza? No, se crede nella magia. E anche se non ci crede, la tazza si muoverebbe comunque.

inviato il 27/05/2018
Nei segnalibri di:

La Storia Infinita

immagine copertina
Michael Ende
La Storia Infinita
Tradotto da Amina Pandolfi
Longanesi 1981
10 righe da pagina 15:

Sollevò il libro e lo osservò da tutte le parti. La copertina era di seta color rubino cupo e luccicava mentre la rigirava di qua e di là. Sfogliandolo fuggevolmente vide che i fogli erano stampati in due colori diversi. Illustrazioni pareva non ce ne fossero, ma in compenso vi erano meravigliosi capilettera figurati.
Quando tornò a osservare la copertina, ci scoprì sopra due serpenti, uno scuro e l'altro chiaro, che si mordevano la coda, formando così un ovale. E in questo ovale c'era il titolo, in strani caratteri: La Storia Infinita.

inviato il 28/05/2018
Nei segnalibri di:

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Michael Andreas Helmuth Ende (Garmisch-Partenkirchen, 12 novembre 1929)

Il tristo mietitore

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Terry Pratchett
Il tristo mietitore
Tradotto da Valentina Daniele
Salani 2016
10 righe da pagina 22:

Windle Poons, il mago più vecchio di tutta l'Università Invisibile (casa della magia, della stregoneria e delle grandi cene) stava per morire anche lui.
Lo sapeva, in un certo senso tremolante e fragile.
Naturalmente, rifletté guidando la sedia a rotelle sul lastricato verso il suo studio a pianoterra, in generale tutti sanno che devono morire, anche la gente comune. Nessuno sapeva dove si trovava prima di nascere, ma una volta nati ci voleva poco prima di ritrovarsi con il biglietto di ritorno già timbrato.
Ma i maghi lo sapevano davvero. Non in caso di morte violenta o assassinio, naturalmente, ma se la causa della morte era il semplice esaurimento della vita... be', lo sapevano.

inviato il 21/05/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie.

Ciao, ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/il-cimitero-di-praga-7

Ok, grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale i maggio. Scegli da oggi 28 maggio a domenica 3 giugno, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Sir Terence David John Pratchett, meglio conosciuto come Terry Pratchett, (Beaconsfield, 28 aprile 1948)

I segreti della casa sul mare

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Nora Roberts
I segreti della casa sul mare
Tradotto da Annalisa Biasci
Fanucci 2018
10 righe da pagina 70:

"Molte persone sono convinte che io abbia ucciso mia moglie"
"Molte persone sono convinte che il riscaldamento globale sia una bufala. Io non sono d'accordo."
"Tu non mi conosci. Non sai cosa potrei fare in determinate circostanze."
Abra rispose il lettino e ripiegò la fodera, con movimenti precisi, esperti e rilassati. " "Non so cosa faresti in determinate circostanze, ma so che non hai ucciso tua moglie."
Quel tono calmo e colloquiale lo fece infuriare. "Come fai a saperlo? Perché mia nonna è convinta che io non sia un assassino?
"Questa potrebbe essere una ragione." Abra stese una coperta di lana sul lettino e vi pose sopra un lenzuolo. "Hester è una donna intelligente e presente a sé stessa, e che mi vuole bene. Se avesse avuto anche il minimo dubbio, mi avrebbe detto di starti alla larga. [...]

inviato il 21/05/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

Questo libro l'ho ricevuto per il mio compleanno. Diverso da quelli che leggo di solito. Mi sta piacendo.
Leggo poche pagine, aspetto il fine settimana per leggere di più.
Ho ancora dei libri da leggere e ne compro altri. Penso come tutti.
Buona serata.

OH! Grazie di tutto.

Ciao Elena, per Te un libro incentivo come finalista del mese di maggio, 10righe scelte dalla redazione. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Elena, non preoccuparti arriverà, la casa editrice è stata informata :-)

Scusa staff, il libro incentivo che ho vinto con Patria non mi è ancora arrivato, l'email l'ho mandata.

Oh! Grazie.

Ciao Elena, sei nella finale settimanale i maggio. 10righe scelte dalla redazione.

[...] Ma questa è solo una ragione. Io ne ho molte altre."
Mentre parlava, Abra dispose alcune candele in giro per la stanza e le accese. "Io lavoro per tua nonna e siamo amiche. Vivo a Whiskey Beach, che è territorio dei Landon. Così ho seguito la vicenda."
La nera nube della depressione, sempre in agguato, riapparve. "immagino che qua lo abbiano fatto tutti."
"E' naturale, e umano. Proprio come è naturale e umano detestare ed essere infastiditi dal fatto che le persone parlino di te, traendo conclusioni. Io sono arrivata alle mie. Ti ho visto in tv, sui giornali, su internet. Ho visto un uomo sconvolto e triste. Non colpevole. Cosa vedo adesso? Un uomo stressato, arrabbiato, frustrato. Non un uomo colpevole."

Nora Roberts - Silver Spring, 10 ottobre 1950

Vista con granello di sabbia

Vista con granello di sabbia 19 settimane 6 giorni fa

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno « scusi » nella ressa?
un « ha sbagliato numero » nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso giocava con loro.

Non ancora pronto del tutto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando una risata
con un salto si scansava.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Vista con granello di sabbia

Vista con granello di sabbia 23 settimane 1 giorno fa

Ho fatto confusione, pensavo di essere nella finale di gennaio con questo: http://scrivi.10righedailibri.it/curarsi-con-i-libri-rimedi-letterari-og...

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno 23 settimane 3 giorni fa

Orpo! E io pensavo di avere vinto! Mi sa che il regolamento non l'ho proprio capito... :)

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno 24 settimane 5 giorni fa

Se vi venisse voglia di ripetere il trattamento, sappiate che nel caso di Marcovaldo andò a finire con la rivolta di un intero vespaio [...]

Travels with Charley. In Search of America

Travels with Charley. In Search of America 25 settimane 3 giorni fa

Purtroppo non li ho. Proverò a cercarli.

Travels with Charley. In Search of America 25 settimane 4 giorni fa

È il testo originale. Io avevo letto la traduzione e mi piaceva il brano che ho pubblicato. Così ho cercato la versione originale.

Travels with Charley. In Search of America 25 settimane 5 giorni fa

Le città americane sono come tane di tasso, orlate di spazzatura – tutte quante – circondate da mucchi di automobili rotte e arrugginite, e quasi soffocate dal sudiciume. Tutto quello che noi usiamo, arriva qui in scatole, cartoni, latte, il cosiddetto imballo che ci piace tanto. La montagna di cose che buttiamo via è molto più grossa delle cose che usiamo. In questo, se non altrove, noi vediamo l’esuberanza ribalda e implacabile della nostra produzione, e lo spreco par esserne l’indice. Passando io pensavo come in Italia e in Francia ogni pezzo di questa roba buttata via sarebbe stata salvata e utilizzata per farne qualcosa.
Non dico questo per criticare un sistema o l'altro, ma mi chiedo se verrà mai un tempo in cui noi non potremo più permetterci questa disposizione allo spreco... spreco chimico nei fiumi, spreco metallico dappertutto, spreco atomico sepolto in fondo alla terra o affondato nel mare. Quando un villaggio indiano affondava nel proprio sporco, gli abitanti se ne andavano. E noi non abbiamo posto dove andarcene.
(J. Steinbeck, Viaggio con Charley, Rizzoli, 1974. Traduzione: Luciano Bianciardi)

Travels with Charley. In Search of America 25 settimane 5 giorni fa

La pagina ho dovuto cercarla in googlebooks perché ho letto il libro in italiano. Spero che la numerazione sia esatta.

Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi

Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi 25 settimane 6 giorni fa

Buone feste!

Turisti in giallo

Turisti in giallo 26 settimane 5 giorni fa

Dal racconto "I turisti, i turisti".

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