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Pagina di Elena A.

Il debito

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Glenn Cooper
Il debito
Tradotto da Barbara Ronca
Nord 2017
10 righe da pagina 161:

Quando Cal finì di leggere il resoconto dell'assassinio di Jean Sassoon, gli effetti della cena abbondantemente annaffiata dall'alcol erano scomparsi. Non si era mai sentito tanto sobrio in vita sua. Sapeva quanto aveva saputo Mayer Sassoon, cioè non molto. Chi aveva potuto compiere un gesto tanto ignobile? Ladri? Un mercante scontento? Antisemiti? O quella storia nascondeva ragioni ancora abominevoli? La Chiesa poteva essere coinvolta? Dopotutto, il debito era scomparso dagli annali della Storia.
Omicidi a Venezia.
Segni di un incendio alla Banca Sassoon.
Che le due cose fossero collegate?

inviato il 16/04/2018
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8 gennaio 1953 New York

L'eredità dell'abate nero

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Marcello Simoni
L'eredità dell'abate nero
Newton Compton 2017
10 righe da pagina 150:

"Dovreste spingervi all'estremo limite della Morea, fino alla penisola del monte Athos", gli rispose con enfasi. "Là si nasconde l'abate nero".
Il ladro aveva sempre sognato di andare per mare, ma non possedeva nozioni di navi e di naviganti. Inoltre non riusciva a immaginare la distanza che separava le terre tosche dalle plaghe di cui gli era appena stata fatta menzione. La Morea, meditò, sforzandosi di figurarsela nella mente. Sapeva soltanto che le sue coste si estendevano a Oriente, prima del Corno d'Oro, su acque un tempo solcate da Ulisse e poi dai crociati diretti a Gerusalemme. Ancor più sfuggente, però, era l'immagine dell'abate nero. "Parlatemi di lui", finì per dire.

inviato il 26/03/2018
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Marcello Simoni - Comacchio (Fe) 1975

Il monastero delle ombre perdute

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Marcello Simoni
Il monastero delle ombre perdute
Einaudi 2018
10 righe da pagina 244:

Usciti dal palazzo del cardinal Ludovisi, i due domenicani si ritrovarono a passeggiare per i sentieri del Pincio, tra vigne, orti e boschetti da cui spuntavano di tanto in tanto figure umane dai lineamenti agresti.
- Dev'essere un viaggiatore, - disse lo Svampa, dopo avere meditato sulle parole di Ludovisi.
- A chi vi riferite? - domandò Capiferro, anch'egli immerso nei pensieri.
- Il nostro assassino, - specificò Frà Girolamo. - Dev'essere un viaggiatore come quel botanico di cui parlavate, Leonhartus Rauwolf. Come poter spiegare, altrimenti, un individuo che sa di alchimia, di antichi culti orientali e che è in grado di procurarsi delle sostanze provenienti dall'Asia e dalla Libia? E' senz'altro qualcuno che si sposta di frequente, un ramingo di grande esperienza.
- Non dimenticate che è probabile si tratti di una donna, - gli rammentò

inviato il 12/03/2018
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Marcello Simoni - Comacchio (Fe) 1975

Il monastero delle ombre perdute

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Marcello Simoni
Il monastero delle ombre perdute
Einaudi 2018
10 righe da pagina 107:

Margherita Basile attendeva nel chiosco della Minerva, tra gli affreschi con la vita di santa Caterina da Siena. Avvolta in una spolverina color cenere, vagava come un'anima del limbo tra le arcate deserte.
Come la vide, lo Svampa si rannuvolò. Cosa siete venuta a fare? - proferì, sbucando dalla penombra di un loggiato.
La dama alzò il cappuccio che le celava il volto. - A rivolgervi una supplica, - rispose con deferenza.
Rivolgetela al maestro di palazzo.
Vi spavento a tal punto? - s'irritò lei.
Lui le si mise di fronte, squadrandola dalla testa ai piedi. Spaventarmi... voi?
Ogni qualvolta vi trovate al mio cospetto, - spiegò Margherita, - non fate che oscillare tra l'indifferenza e la provocazione.
Lo Svampa ignorò quel commento e prese a vagare per il chiostro. Ebbene, seguitò con piglio sbrigativo, ditemi quel che volete e andatevene.

inviato il 05/03/2018
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Marcello Simoni - Comacchio (Fe) 1975

Una lettera lunga una vita

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Loredana Limone
Una lettera lunga una vita
CentoAutori 2017
10 righe da pagina 189:

Fortunatamente a New York mi lasciasti tranquilla, non t’intrufolasti nei miei pensieri, non sovrapponesti il tuo viso a quello di Harry, non mi venisti in sonno (perché dico fortunatamente se non desideravo che sognarti?).
Non fosse che, davanti a un ristorante, vidi un’insegna al neon lampeggiante: Mario’s. Fu allora che mi venne un’idea balzana: ogni volta che avessi letto il tuo nome, tu mi avresti pensata. In quel preciso istante.
Un gioco che, se capita, faccio ancora.

inviato il 26/02/2018
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Loredana Limone - Napoli 1961

Una lettera lunga una vita

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Loredana Limone
Una lettera lunga una vita
CentoAutori 2017
10 righe da pagina 65:

Assuntina non sarebbe entrata nella vita di Mario nemmeno di profilo e l'avrebbe visto una sola volta in uniforme - bellissimo! - raggiungendolo con il tassì al lavoro (però senza entrare) perché dovevano andare a cena della madre di lui, che adesso abitava in una bella villa da quelle parti e li aveva invitati: ci teneva a incontrarla dopo tanto tempo. La cosa era reciproca e finalmente furono una di fronte all'altra, le due donne unite dall'amore per lo stesso ragazzo. Che era diventato un uomo, che non apparteneva più alla madre, che non era mai appartenuto a lei.

inviato il 19/02/2018
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Loredana Limone - Napoli 1961

Il marchio dell'inquisitore

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Marcello Simoni
Il marchio dell'inquisitore
Einaudi 2016
10 righe da pagina 169:

Si trovava nella piazza Madonna dei Monti, fra caseggiati illuminati da fiaccole e lanterne. La vettura sostò presso una fontana, giusto il tempo di far scendere uno dei due passeggeri, dopodiché riprese la sua corsa. Indeciso su chi seguire, il bravo scelse infine quello a piedi. Tanto più che si trattava del tizio con lo sfregio.
Lo tenne d'occhio mentre s'intrufolava in una via tortuosa e, mantenendosi a debita distanza, lo pedinò. Desideroso di pareggiare i conti, ma anche soddisfatto d'aver finalmente l'occasione di avvalorare i propri sospetti, era persuaso d'inseguire il Capitan Spaventa o un suo fedele sodale. Con le giuste minacce, quello sgherro avrebbe sputato la verità.

inviato il 05/02/2018
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Marcello Simoni - Comacchio (Fe) 1975

I misteri dell'abbazia di Pomposa

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Marcello Simoni
I misteri dell'abbazia di Pomposa
La nave di Teseo 2017
10 righe da pagina 109:

Nell'undicesimo riquadro, una figura celeste con nimbo sovrasta un paesaggio rupestre popolato da pecore, tendendo le mani verso un uomo ritratto di profilo, forse barbato, anch'esso con nimbo. L'identificazione più probabile richiama la descrizione fornita dal Manuel d'iconographie chrétienne per l'episodio in cui Mosè, portando al pascolo il gregge, giunse dinanzi al roveto ardente: sopra quest'ultimo dovrebbero comparire la Vergine con in braccio il bambino e,nell'immediate vicinanze, un angelo.

inviato il 29/01/2018
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Grazie

Ciao Elena, sei nella classifica settimanale del mese di febbraio.

Marcello Simoni nato a Comacchio - 1975

L'odore del nulla o l'eresia del Cristo scomposto

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Maurizio Gregorini
L'odore del nulla o l'eresia del Cristo scomposto
Edizioni del Cardo 2011
10 righe da pagina 33:

Stelle stelle stelle!
Ancora stelle a penetrare l'incanto,
bellezze profonde incapaci di spegnarsi,
soffocate nel necessario intrattenimento
di adornare il mio minuscolo rione.

Anche su di te Cristo
brilla ancor di più
il tuo mattino di gloria:
opposizione al buio e al male
che ha sapore dell'acqua e dell'inverno.

inviato il 21/01/2018
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Mi associo a Naty.
Per te, cara Sweets

Un anno in giallo

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Autori Vari
Un anno in giallo
Sellerio 2017
10 righe da pagina 175:

E delle dediche che sono passate da qui, qualcuna te la ricordi?
L'altra settimana ne ho scovata una molto bella, su una vecchia edizione del Grande Gatsby. L'aveva firmata una donna con il nome Felicia, ma non è detto che si chiamasse per davvero così. Era indirizzata a un uomo. Diceva semplicemente:
Per quello che siamo stati,
per quello che avremmo potuto essere.
Mi ha colpito il modo in cui era scritta. Come se la mano avesse indugiato un po'. Forse era un addio, chissà, o una tardiva dichiarazione d'amore, a giudicare dal romanzo che Felicia aveva scelto per trasmettere il suo messaggio. O soltanto una formula per perdonarsi. Eppure, a distanza di tanti anni e lontano dalle vicende personali che l'avevano generata, ho pensato che quelle parole non coinvolgevano più due persone e basta, ma si erano dilatate nel tempo e nello spazio, e ora comprendevano anche me, te, sì, insomma, tutto quello che saremmo potuti essere e non siamo.

inviato il 16/01/2018
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Grazie

Fabio Stassi Roma 2 maggio 1962

Aprile
Fabio Stassi
Per tutte le altre destinazioni

La peddi nova

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Ignazio Buttitta
La peddi nova
Sellerio
10 righe da pagina 27:

Quantu strati e paisi/ e citati canusciu/ e quantu treni/ a scìnniri ed acchianari;/ quantu facci d'omini/ di fimmini/ di picciriddi chi salutanu,/ e lu trenu chi passa/ e li robbi stinnuti/ e li trizzi di l'agghia a la finestra./ Quantu strata/ cu li pedi chi dòlinu,/ quantu mpnciuti/ supra sidili di petra/ cu l'ammogghiu vicinu/ e li carusi/ ca passanu a taliari/ pi capiri cu sugnu./ Quantu notti e quantu voti/ cuntari li picciuli/ cu la manu/ nnispacchetta

inviato il 19/04/2018
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Benvenuto Filippo :)

Era una città

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Thomas B. Reverdy
Era una città
Tradotto da Tania Spagnoli
Edizioni Clichy 2017
10 righe da pagina 65:

GEORGIA
Sei tutto quello che mi resta, Charlie.
Sai, quando tua madre se n’è andata, l’ho vista in sogno. Era in riva al fiume. Niente topaie di Black Bottom, no, niente vialetti di fango e polvere e quelle casette sporche una accanto all'altra, quell'odore insopportabile e quelle dannate falene, sai, Charlie, le mosche di maggio che vengono a morire in sciami appiccicosi sulle strade e sui marciapiedi e che schiacciamo a milioni appena mettiamo piede fuori, no, era più lontano, in un posto fuori città. Ho visto tua madre in sogno la notte che se n’è andata via di casa, in riva al fiume, ma non in città. Era da qualche parte a nord, nel punto dove il fiume nasce dal grande lago. Non so cosa voglia dire, Charlie. Non sono mai stata portata per queste cose. Ma so quello che ho visto. Ero laggiù, ignoro cosa ci facessi. Passeggiavo.

inviato il 19/04/2018
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Ossa di corallo

immagine copertina
Filippo D'Attardi
Ossa di corallo
Eretica Edizioni
10 righe da pagina 38:

Su terrazze di maioliche/ roventi nell'estati l'arco/ teso delle reni forti e/ seni colmi, dietro teli/ damascati e lino come/ orpelli bianchi alla purezza/ nulla più desiderai se/ non l'averti nuda./ I passi scalzi su fantasie/ d'acerbo alle dita e smalti/ da non lasciare posto a/ nessun più dolce smarrimento/ divoravo istanti ed occhi/ come neri gelsi da canestro./ Non le parole più smaniavo/ o le tue tenere utopie,/ le fantasie, l'amore appeso,/ le calcolate ingenuità./ Bastavi nuda alle mie/ voglie, alle certezze, agli/ atti estremi del coraggio/ tolte le vesti./ Ritorna ancora, ritorna/ adesso desiderosa e/ muta a nudità solive/ ed aspre come memorie/ queste, risorte, credute/ morte, sepolte da costumanza/ ammodo ed ombre./ Ritorna, alle terrazze d'insulari giovinezze/ nuda nel sole senz'altra/ favola che la bellezza./

inviato il 19/04/2018
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L'isola di Arturo

immagine copertina
Elsa Morante
L'isola di Arturo
ET Einaudi
10 righe da pagina 67:

"Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c'è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo all'arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l'ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l'ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri."

inviato il 20/04/2018
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Il Viandante

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Jane Harvey-Berrick
Il Viandante
Delrai Edizioni
10 righe da pagina 6:

Era uno normale, carino a prima vista. In realtà era straordinario, anche se non sempre gentile, e bellissimo.
“Bello” era una parola troppo riduttiva per la sua pelle liscia e dorata; per il viso, descritto dagli zigomi decisi, e il mento volitivo. Aveva gli occhi del colore del mare prima di una tempesta, l’espressione dubbiosa e vulnerabile, labbra morbide e carnose, dello stesso colore della rosa rossa in sboccio; il suo corpo statuario, scolpito, pericoloso.
Poteva respirare fuoco, mangiare fiamme, e la parola “amore” bruciava insieme a quelle sulle sue labbra.
Ero già coinvolta da lui da prima che mi rendessi conto dell’inizio della nostra storia.
 È stato divertente il modo in cui sono andate le cose.

inviato il 20/04/2018
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Il Richiamo del Cuculo

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Robert Galbraith
Il Richiamo del Cuculo
Salani Editore
10 righe da pagina 28:

Robin afferrò la porta prima che si chiudesse sullo squallido ingresso. Una scala di metallo vecchio stile si avvitava attorno alla gabbia di un ascensore ugualmente antiquato. Tutta concentrata a evitare che i tacchi alti le si impigliassero nella griglia delle scale, arrivò al primo piano e, dopo aver passato una porta con un’insegna di metallo laminata e incorniciata che diceva Crowdy Graphics, continuò a salire. Solo quando ebbe raggiunto la porta di vetro al piano soprastante Robin si rese conto, per la prima volta, di quale fosse il lavoro per cui era stata richiesta. Nessuno all'agenzia gliel'aveva detto. Il nome che aveva letto sul foglietto attaccato al citofono era inciso sulla porta a vetri: C.B. Strike e, sotto, le parole Investigatore privato.

inviato il 20/04/2018
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Fairy Rain, anno di edizione e nome del traduttore?

Vendetta di sangue

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Wilbur Smith
Vendetta di sangue
Tradotto da Lucio Zarchini
Longanesi 2013
10 righe da pagina 28:

Per liberarla, Hazel aveva fatto leva su tutti i suoi contatti, anche ad altissimo livello, e sulle sue disponibilità economiche. Ma nessuno era riuscito ad aiutarla, neppure il presidente degli Stati Uniti. Nessuno era riuscito nemmeno a scoprire dove fosse tenuta prigioniera. Allora Hazel aveva messo da parte l’orgoglio e si era rivolta a quel soldato crudele, brutale e spietato che tanto odiava: Hector Cross.
Dopo avere scoperto che Cayla era prigioniera in una remota fortezza nei deserti africani, selvaggiamente torturata dai suoi sequestratori, Hector vi si era introdotto con i suoi uomini ed era riuscito a liberarla. In quella circostanza, Hazel si era accorta che Hector era una persona rispettabile, dai saldi principi morali, degna della massima fiducia.

inviato il 23/04/2018
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

La lampada di Psiche

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Marcel Schwob
La lampada di Psiche
Tradotto da Catherine Mc Gilvray
Fazi 2013
10 righe da pagina 90:

Ho desiderato un regno rosso. C’erano dei re insanguinati che affilavano le spade. Donne dagli occhi anneriti piangevano nelle giunche cariche d’oppio. Molti pirati sotterravano nella sabbia delle isole i forzieri pieni di lingotti. Tutte le prostitute erano libere. I ladri tagliavano le strade sotto il pallore dell’alba. Un gran numero di fanciulle si saziava di piaceri e di lussuria. Una compagnia di imbalsamatori dorava i cadaveri nella notte blu. I bambini desideravano amori lontani e omicidi sconosciuti. Le lastre del pavimento nelle saune erano cosparse di corpi nudi. Ogni cosa era soffregata di spezie ardenti e illuminata da ceri rossi. Ma quel regno è sprofondato sottoterra, e mi sono svegliato in mezzo alle tenebre.

inviato il 16/04/2018
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Marcel Schwob, nato a Chaville il 23 agosto 1867 e morto a Parigi il 26 febbraio 1905

Il debito

immagine copertina
Glenn Cooper
Il debito
Tradotto da Barbara Ronca
Nord 2017
10 righe da pagina 161:

Quando Cal finì di leggere il resoconto dell'assassinio di Jean Sassoon, gli effetti della cena abbondantemente annaffiata dall'alcol erano scomparsi. Non si era mai sentito tanto sobrio in vita sua. Sapeva quanto aveva saputo Mayer Sassoon, cioè non molto. Chi aveva potuto compiere un gesto tanto ignobile? Ladri? Un mercante scontento? Antisemiti? O quella storia nascondeva ragioni ancora abominevoli? La Chiesa poteva essere coinvolta? Dopotutto, il debito era scomparso dagli annali della Storia.
Omicidi a Venezia.
Segni di un incendio alla Banca Sassoon.
Che le due cose fossero collegate?

inviato il 16/04/2018
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8 gennaio 1953 New York

Sing - Poetry from the Indigenous Americas

Allison Adelle Hedge Coke
Sing - Poetry from the Indigenous Americas
The University of Arizona Press
10 righe da pagina 23:

Calyx
Kneeling before the altar of your hands
you close your eyes and listen to wooden sunbeams
splinter dirt floors into peninsulas of ice,
each crackle--
a fissure blooming dove wings fluttering past the stone
on which you sharpened your teeth,
as if cornering the wolves
snarling when you ask to leave your hair bandaged
would shut windows opened to green pastures
and plume your palm with brown skin.

Sherwin Bitsui
[He is originally from White Cone, Arizona, on the Navajo Reservation. His books include Shapeshift (University of Arizona Press) and Flood Song (Copper Canyon).]

inviato il 09/04/2018
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Staff, avete ricevuto la mia email? Volevo avvertire che ancora non mi è arrivato il libro.
Solo per sapere. Grazie

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