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Pagina di Elena A.

Una lettera lunga una vita

immagine copertina
Loredana Limone
Una lettera lunga una vita
CentoAutori 2017
10 righe da pagina 65:

Assuntina non sarebbe entrata nella vita di Mario nemmeno di profilo e l'avrebbe visto una sola volta in uniforme - bellissimo! - raggiungendolo con il tassì al lavoro (però senza entrare) perché dovevano andare a cena della madre di lui, che adesso abitava in una bella villa da quelle parti e li aveva invitati: ci teneva a incontrarla dopo tanto tempo. La cosa era reciproca e finalmente furono una di fronte all'altra, le due donne unite dall'amore per lo stesso ragazzo. Che era diventato un uomo, che non apparteneva più alla madre, che non era mai appartenuto a lei.

inviato il 19/02/2018
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Loredana Limone - Napoli 1961

Il marchio dell'inquisitore

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Marcello Simoni
Il marchio dell'inquisitore
Einaudi 2016
10 righe da pagina 169:

Si trovava nella piazza Madonna dei Monti, fra caseggiati illuminati da fiaccole e lanterne. La vettura sostò presso una fontana, giusto il tempo di far scendere uno dei due passeggeri, dopodiché riprese la sua corsa. Indeciso su chi seguire, il bravo scelse infine quello a piedi. Tanto più che si trattava del tizio con lo sfregio.
Lo tenne d'occhio mentre s'intrufolava in una via tortuosa e, mantenendosi a debita distanza, lo pedinò. Desideroso di pareggiare i conti, ma anche soddisfatto d'aver finalmente l'occasione di avvalorare i propri sospetti, era persuaso d'inseguire il Capitan Spaventa o un suo fedele sodale. Con le giuste minacce, quello sgherro avrebbe sputato la verità.

inviato il 05/02/2018
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Marcello Simoni - Comacchio (Fe) 1975

I misteri dell'abbazia di Pomposa

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Marcello Simoni
I misteri dell'abbazia di Pomposa
La nave di Teseo 2017
10 righe da pagina 109:

Nell'undicesimo riquadro, una figura celeste con nimbo sovrasta un paesaggio rupestre popolato da pecore, tendendo le mani verso un uomo ritratto di profilo, forse barbato, anch'esso con nimbo. L'identificazione più probabile richiama la descrizione fornita dal Manuel d'iconographie chrétienne per l'episodio in cui Mosè, portando al pascolo il gregge, giunse dinanzi al roveto ardente: sopra quest'ultimo dovrebbero comparire la Vergine con in braccio il bambino e,nell'immediate vicinanze, un angelo.

inviato il 29/01/2018
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Grazie

Ciao Elena, sei nella classifica settimanale del mese di febbraio.

Marcello Simoni nato a Comacchio - 1975

L'odore del nulla o l'eresia del Cristo scomposto

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Maurizio Gregorini
L'odore del nulla o l'eresia del Cristo scomposto
Edizioni del Cardo 2011
10 righe da pagina 33:

Stelle stelle stelle!
Ancora stelle a penetrare l'incanto,
bellezze profonde incapaci di spegnarsi,
soffocate nel necessario intrattenimento
di adornare il mio minuscolo rione.

Anche su di te Cristo
brilla ancor di più
il tuo mattino di gloria:
opposizione al buio e al male
che ha sapore dell'acqua e dell'inverno.

inviato il 21/01/2018
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Mi associo a Naty.
Per te, cara Sweets

Un anno in giallo

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Autori Vari
Un anno in giallo
Sellerio 2017
10 righe da pagina 175:

E delle dediche che sono passate da qui, qualcuna te la ricordi?
L'altra settimana ne ho scovata una molto bella, su una vecchia edizione del Grande Gatsby. L'aveva firmata una donna con il nome Felicia, ma non è detto che si chiamasse per davvero così. Era indirizzata a un uomo. Diceva semplicemente:
Per quello che siamo stati,
per quello che avremmo potuto essere.
Mi ha colpito il modo in cui era scritta. Come se la mano avesse indugiato un po'. Forse era un addio, chissà, o una tardiva dichiarazione d'amore, a giudicare dal romanzo che Felicia aveva scelto per trasmettere il suo messaggio. O soltanto una formula per perdonarsi. Eppure, a distanza di tanti anni e lontano dalle vicende personali che l'avevano generata, ho pensato che quelle parole non coinvolgevano più due persone e basta, ma si erano dilatate nel tempo e nello spazio, e ora comprendevano anche me, te, sì, insomma, tutto quello che saremmo potuti essere e non siamo.

inviato il 16/01/2018
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Grazie

Fabio Stassi Roma 2 maggio 1962

Aprile
Fabio Stassi
Per tutte le altre destinazioni

Sigillo di Spine

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Maurizio Gregorini
Sigillo di Spine
Castelvecchi 2017
10 righe da pagina 15:

Il demone biondo m'ha accarezzato stanotte.
Ho sciolto sulla bocca i capelli
e atteso il richiamo.
Vorrei avere il viso sparso dal tuo seme
e le labbra ricolme dei tuoi occchi
ma poco è il frutto
e non basta al viso,
largo come la coda:
Oh demone terreno
che semini il cuore in cui arde l'odio del peccato
e giunge la mano a toccarlo.
sei qui, in questa notte silenziosa, aprendo il corpo
- di sapore divino
- di colore acceso
dove trionfa la pace
fra le tue forti braccia.

inviato il 15/01/2018
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Grazie :)

Roma, trastevere

Grazie Elena, sai anche il luogo di nascita?

No staff è errato. Non è lo stesso Maurizio, quello che dite voi è un omonimo
Lui è un mio amico, scrittore, giornalista, conduttore tv e radio, molto noto nell'ambiente gay di Roma.
Nato il 26 maggio 1962

Patria

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Fernando Aramburu
Patria
Tradotto da Bruno Arpaia
Guanda 2017
10 righe da pagina 188:

Porta sbattuta. E Arantxa, chiusa dentro. Non le importava. Che schifo di madre. Sta' fresca se crede che così mi punisce. Il desiderio di Arantxa si chiamava solitudine. Il suo desiderio più grande, essere finalmente da sola, [...] Andassero affanculo. Dal pomeriggio della disgrazia non è più padrona della sua vita. E lei voleva stare da sola, cazzo, da sola. Per guardarsi allo specchio? Già, e se pure fosse stato così?
Si guardò negli occhi, tesa, con aria di sfida, in attesa che cominciasse il film dei suoi ricordi, il racconto della sua vita spezzata in scene. Si, spezzata, spezzata in frammenti di vetro come una bottiglia caduta a terra. E in ogni coccio, un ricordo, un episodio, le ombre e le figure disperse nel passato.

inviato il 15/01/2018
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Grazie staff

Bentornata Elena :)

Ed io mi ricordo di te Natalina. Grazie, ben trovati.
Buon anno a tutti!

Certo che ti ricordo!!!Ben tornata Elena!
Anno nuovo vita nuova ...con 10 righe dai libri ....ciao

Buona sera, non so se vi ricordate di me. Sono tornata!
Le righe che posterò sono quelle che ho letto da quando ho chiuso il precedente account, non pubblicherò le stesse righe, inizierò dalle nuove, come una seconda vita.

Una lettera lunga una vita

immagine copertina
Loredana Limone
Una lettera lunga una vita
CentoAutori 2017
10 righe da pagina 65:

Assuntina non sarebbe entrata nella vita di Mario nemmeno di profilo e l'avrebbe visto una sola volta in uniforme - bellissimo! - raggiungendolo con il tassì al lavoro (però senza entrare) perché dovevano andare a cena della madre di lui, che adesso abitava in una bella villa da quelle parti e li aveva invitati: ci teneva a incontrarla dopo tanto tempo. La cosa era reciproca e finalmente furono una di fronte all'altra, le due donne unite dall'amore per lo stesso ragazzo. Che era diventato un uomo, che non apparteneva più alla madre, che non era mai appartenuto a lei.

inviato il 19/02/2018
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Loredana Limone - Napoli 1961

IL FIGLIO DI BAKUNIN

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SERGIO ATZENI
IL FIGLIO DI BAKUNIN
Sellerio Editore Palermo
10 righe da pagina 11:

Stanotte ho sognato Tullio Saba. Aveva la pelle del viso bianca come cera, e gli occhi spalancati, spaventati, o forse un po' tristi… Una camicia militare americana del tempo di guerra, lacera, a brandelli. Mi ha detto «Tutti mi hanno dimenticato, anche gli amici, anche le donne».
Te ne ho mai parlato?
Era un bravo ragazzo. Minatore. Compagno. Anche dirigente del partito. Un po' matto.
Mi ha fatto la corte, subito dopo la guerra.
Tuo padre mi piaceva di più.

inviato il 18/02/2018
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L'ignoto

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Paul Hervieu
L'ignoto
Tradotto da Ruggero Jacobbi
Mondolibri su licenza Sellerio 1989
10 righe da pagina 115:

Tu non capisci come sia atroce non poter mai ignorare l’anno, e nemmeno l’ora nella quale si vive; non poter ignorare né il nome, né le divisioni amministrative della città che ci tiene schiavi delle sue leggi? Vedi? Se salgo su quell’omnibus, laggiù, sono certo che sarò portato, per un tempo determinato, per un prezzo determinato, in un luogo determinato. Non è possibile la più piccola illusione: lo spazio è calcolato in chilometri; e il tempo in minuti…Oh, sapere, inesorabilmente, che sono le undici, che tante ore mi separano dall’ieri, dal domani, e tanti chilometri da Londra o da Lisbona; che non posso assolutamente cambiare alcunchè in tutto questo, per quanto possa desiderarlo, o volerlo…No, non è possibile nemmeno la più piccola illusione!

inviato il 18/02/2018
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ho indicato per errore pag.115 anzichè 94

Bevi qualcosa, Pedro! Più che un'autobiografia un'autotriografia

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10 righe da pagina 11:

Certo, avere davanti, alla nascita, la fetta di mare che si staglia da Portofino alla Lanterna ha sicuramente contribuito al mio carattere: solare e irrequieto. Era chiaro che non sarei mai finito dietro una scrivania del catasto.
Fu a Sant’Ilario, in prima elementare, che seduto al mio banco impattai per la prima volta contro la durezza dell’esistenza. Io sono nato il 21 marzo, e quel giorno la maestra chiese alla classe:
“Bambini, sapete che giorno è oggi?”.
Io mi feci coraggio, alzai la mia manina:
“Il mio compleanno...”.
E la maestra, infastidita: “Stai zitto tu! Oggi, bambini, è il primo giorno di primavera” e mi ammollò uno scappellotto di rimprovero. Erano anni in cui se la maestra a scuola ti dava un ceffone, poi a casa la mamma te ne dava due, non c’era ancora il comitato dei genitori.

inviato il 19/02/2018
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Tullio Alberto Solenghi noto semplicemente come Tullio Solenghi (Genova, 21 marzo 1948)

L'anno della lepre

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Arto Paasilinna
L'anno della lepre
Tradotto da Fabrizio Carbone
Iperborea 1999
10 righe da pagina 121:

Era uno spettacolo da non perdere:l'acqua bollente fumava nell'aria gelida,il tetto era tutto bagnato dal vapore che saliva alto nel cielo sereno.Visto da lontano ,il cantiere faceva pensare a una centrale termica o a una vecchia locomotiva che prende acqua e sputa folate di vapore. Vatanen,su quel tetto,sembrava un macchinista che tenta di mettere in moto,a una temperatura sotto zero,una mastodontica macchina:i colpi di martello parevano il tossicchiare di un motore a scoppio;ma la capanna non era una macchina e non si metteva in moto.una volta ,alzandosi per aspettare che le nubi di vapore sul tetto si dissipassero. Vatanen lasciò errare lo sguardo sul versante opposto delle gole Ansimanti. Delle orme conducevano al folto sottobosco della parete rocciosa.qualcuno,dunque,era passato di là....

inviato il 19/02/2018
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Genova di tutta la vita

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Giorgio Caproni
Genova di tutta la vita
Edizioni San Marco dei Giustiniani 1997
10 righe da pagina 54:

Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all'alba - d'acqua piovana.

Quando mi sarò deciso
d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.

Ci andrò rubando (forse
di bocca) dei pezzettini
di pane ai miei due bambini.
Ma là sentirò alitare
la luce nera del mare
fra le mie ciglia, e... forse
(forse) sul belvedere
dove si sta in vestaglia,
chissà che fra la ragazzaglia
aizzata (fra le leggiadre
giovani in libera uscita
con cipria e odor di vita
viva) non riconosca
sotto un fanale mia madre.

inviato il 19/02/2018
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La poesia si intitola "L'ascensore".

Mendel dei libri

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Stefan Zweig
Mendel dei libri
Tradotto da A. Vigliani
Adelphi 2008
10 righe da pagina 27:

Trentatré anni prima, ragazzetto piccolo e ingobbito, con le guance ancora coperte di morbida lanugine nera e fitti riccioletti sulla fronte, era arrivato a Vienna per studiare da rabbino; ma ben presto aveva abbandonato quel severo Dio unico che era Yahveh per consacrarsi al rutilante e sfaccettato politeismo dei libri. Era stato allora che aveva scoperto il Caffè Gluck, e a poco a poco esso era divenuto il suo laboratorio, il suo quartier generale, il suo ufficio postale, il suo mondo. Come un astronomo, tutto solo nella propria specola, scruta notte dopo notte attraverso il minuscolo obiettivo del telescopio le miriadi di stelle, le loro misteriose orbite, i loro intrecci errabondi, il loro spegnersi e riaccendersi, così da quel tavolino quadrato Jacob Mendel, attraverso le sue lenti, immergeva lo sguardo in quell'altro universo, quello dei libri, anch'esso in eterna rotazione e in un continuo rigenerarsi, in quel mondo sovrastante il nostro mondo.

inviato il 19/02/2018
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Stefan Zweig (Vienna, 28 novembre 1881 – Petrópolis, 23 febbraio 1942) è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta austriaco naturalizzato britannico. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942. « Inerme e impotente, dovetti essere testimone della inconcepibile ricaduta dell'umanità in una barbarie che si riteneva da tempo obliata e che risorgeva invece col suo potente e programmatico dogma dell'anti-umanità. »

L'accompagnatrice

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Nina Berberova
L'accompagnatrice
Tradotto da Leonella Prato Caruso
Feltrinelli 1990
10 righe da pagina 48:

Intorno a me c'era la gloria di un'altra, la bellezza di un'altra, la felicità di un'altra, e quel che è peggio, sapevo che erano ben meritate, che se non fossi stata seduta al piano, sul palco dove nessuno mi notava o in un cantuccio del camerino, dietro a Marija Nikolaevna, ma in mezzo alla folla che l'applaudiva e correva per vederla all'uscita degli attori, l'avrei anch'io guardata con entusiasmo, avrei anch'io voluto parlarle, toccarle la mano, vederla sorridere. Ma adesso sognavo solo di trovare un punto debole in quell'essere forte, di aver in pugno la sua vita qualora mi diventasse intollerabile rimaner nella sua ombra.

inviato il 16/02/2018
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Nina Nikolaevna Berberova (San Pietroburgo, 8 agosto 1901 – Filadelfia, 26 settembre 1993).

La sovrana lettrice

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Alan Bennett
La sovrana lettrice
Adelphi
10 righe da pagina 23:

La regina fece l'errore di lamentarsene con Sir Kevin.
"Ma qualcuno l'avrà pure ragguagliata, Maestà?"
"Certamente," disse la regina "ma ragguagliare non è leggere. Anzi, è l'esatto contrario. Il ragguaglio è succinto, concreto e pertinente. La lettura è disordinata, dispersiva e sempre invitante. Il ragguaglio esaurisce la questione, la lettura la apre".
"Se mi consente, sarebbe il caso di tornare alla visita al calzaturificio, Maestà" disse Sir Kevin.
"La prossima volta" tagliò corto la regina. "Dove ho messo il mio libro?".

inviato il 17/02/2018
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Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea

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10 righe da pagina 43:

Quando entrammo nel grande atrio del Palazzo del commercio, il 5 agosto 1942, ci fermammo un attimo a considerare la scena davanti ai nostri occhi. Mi ricordava le illustrazioni del Vecchio Testamento di Gustave Doré, che guardavo con terrore quando da bambina andavo a trovare i nonni. Era una raffigurazione del diluvio universale, col mare che sparisce sotto una moltitudine di corpi annegati, con la sola differenza che in questo caso la massa umana fluttuava su una superficie di migliaia di materassi e valigie. I nostri sensi furono sopraffatti dalla vista di così tanti corpi in perpetuo movimento, e dai rumori misteriosi eppure assolutamente umani che riempivano l'aria. Ma non c'era tempo per riflettere, dovevamo trovarci uno spazio, impresa apparentemente impossibile. Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che

inviato il 14/02/2018
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Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che si era aperta un momento e poi richiusa sopra di noi. Fu allora che sperimentai per la prima volta la sensazione di aver perso l'identità - il mio nome, il mio passato, me stessa. Adesso ero BA677.
Continua così

Buon Compleanno

Buon Compleanno 4 settimane 3 giorni fa

Auguri Alessandra

Patria

Patria 4 settimane 4 giorni fa

Va benissimo, no problem. Grazie mille.

Patria 4 settimane 5 giorni fa

Devo scrivere anche dove e quando è nato l'autore. Grazie.

Patria 4 settimane 6 giorni fa

Grazieeeeeeeeeeeeeee

Sigillo di Spine

Sigillo di Spine 4 settimane 4 giorni fa

Roma, trastevere

Sigillo di Spine 4 settimane 5 giorni fa

No staff è errato. Non è lo stesso Maurizio, quello che dite voi è un omonimo
Lui è un mio amico, scrittore, giornalista, conduttore tv e radio, molto noto nell'ambiente gay di Roma.
Nato il 26 maggio 1962

Un anno in giallo

Un anno in giallo 4 settimane 5 giorni fa

Fabio Stassi Roma 2 maggio 1962

Un anno in giallo 4 settimane 6 giorni fa

Aprile
Fabio Stassi
Per tutte le altre destinazioni

I graffi dell’anima

I graffi dell’anima 4 settimane 6 giorni fa

Ciao Sweets, sono tornata. Un saluto speciale a te

BABYLON-BERLIN

BABYLON-BERLIN 4 settimane 6 giorni fa

Ciao Barbara.

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