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Pagina di Elena A.

Qui è proibito parlare

immagine copertina
Boris Pahor
Qui è proibito parlare
Tradotto da Martina Clerici
Fazi 2009
10 righe da pagina 288:

Com'è consuetudine per la festa di San Nicolò, Trieste si addobbò a festa e pareva che attraverso una finestra sul passato trapelasse un'aria di altri tempi, di quando la città era lo splendido emporio di cui tanto le avevano raccontato da bambina. Era come se per l'occasione, come durante il carnevale, la facciate dei rigorosi palazzi teresiani prendessero vita. La festa, nata innanzitutto per i bambini, è in realtà fatta da coloro che, con indulgenza e un pizzico di ignara gratitudine, si lasciano andare a un innocente divertimento. Il vegliardo dalla barba e dai capelli bianchi, con la mitra sul capo e il pastorale in mano, porta, assieme all'aura di irrealtà che lo circonda, una breve tregua nell'odiata realtà, tanto complessa e nient'affatto promettente.

inviato il 12/11/2018
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Boris Pahor (Trieste, 26 agosto 1913)

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là

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Claudio Pellizzeni
L'orizzonte ogni giorno un po' più in là
PICKWICK 2018
10 righe da pagina 32:

Piove, l'aria è fredda e umida, anche quest'anno l'autunno cede il passo all'inverno ormai alle porte.
Odio l'autunno. Le giornate si accorciano, le temperature si abbassano, cadono le foglie, piove continuamente. Il tragitto verso casa è condito da una malinconia con la quale ormai convivo da anni. Il mio stato d'animo è troppo tempo un autunno constante. Vorrei cambiarla, questa vita, ma continuo a rimandare, nella speranza che qualcosa o qualcuno mi aiuti a stravolgerla.
Intravedo i miei occhi nello specchietto retrovisore.
Da quanto tempo non sono più felice? Quando ho perso la voglia di combattere? Qual è il punto nella mia vita in qui ho preso questa direzione?
Non volevo fare il bancario. Entrare in banca mi ha sempre dato un senso di sconforto, frustrazione e fallimento.

inviato il 07/11/2018
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Claudio Pellizzeni - Codogno (Lodi) 1981

Come oro nelle crepe

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Gioia Di Biagio
Come oro nelle crepe
Mondadori 2018
10 righe da pagina 41:

Io non credo che le persone possano capire cosa vuol dire. Io lo so, i miei genitori e mia sorella lo sanno. Noi custodiamo e proteggiamo la mia particolarità e che il mondo rimanga nella sua ignoranza (che ignora). C'è chi si fa i tatuaggi per scrivere sul corpo la propria identità, esprimere se stesso attraverso un timbro indelebile nella propria carne, segni convenzionali di appartenenza al gruppo , tribali,immagini qualsiasi o espressioni dell'anima. Sul mio corpo, io ho incisa la mia storia.. In fin dei conti le cicatrici sono come tatuaggi, non di inchiostro ma scarificazioni. Tatuaggi di vita. Ferite di percorso. [...]
Vorrei essere normale, e l'unica soluzione per essere normale, per essere come gli altri, è camuffare la diversità.
Perché la diversità incuriosisce così tanto? E' meglio nasconderla, tacerla. Far finta di niente.

inviato il 29/10/2018
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Grazie :)

Ciao Elena, sei nella finale settimanale di novembre.

Gioia Di Biagio - Firenze 1985

Michelangelo (Mito e solitudine del rinascimento)

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10 righe da pagina 84:

Il non finito è luogo classico della fortuna michelangiolesca. Già per i contemporanei, l'incompletezza di forme rende esemplare l'opera del Maestro di coloro che non finiscono. "Si conosce... nella imperfezzione della bozza" scrive Vasari "la perfezzione dell'opra", e ci si studia sopra: "così abbozzata mostra la sua perfezzione et insegna agli scultori in che maniera si cavano le figure de' marmi senza che venghino storpiate".
L'apprezzamento per le masse ruvide, per i passaggi bruschi tra compiuto e primo apparire dei contorni, è fenomeno cinquecentesco. Michelangelo, con la sua formazione ancora quattrocentesca, resiste a questa venerazione per gli stati intermedi. Si nasconde mentre lavora, come nel caso celebre della "turata" per il David, poiché vuol esser perfetto prima di mostrarsi. Occulta il processo.

inviato il 23/10/2018
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Giusto Emma, grazie.

vero Elena, il non finito lascia all' l'immaginazione compiere il resto secondo le proprie sensibilità

Ed è proprio l'arte come processo, il gesto artistico nella sua progressione, e nella sua eclissi, ciò che il non finito rivela agli occhi profani.

Giulio Busi (Bologna, 6 settembre 1960)

Fahrenheit 451

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Ray Bradbury
Fahrenheit 451
Tradotto da Neil Gaiman
Mondadori 2016
10 righe da pagina 45:

"Cinque. Sei".
"Puoi anche smettere di contare" disse lei. Aprì un poco le dita di di una mano e nel palmo apparve un oggetto gentile sottile.
Un normale fiammifero da cucina.
Alla sua vista, gli uomini si allontanarono dalla casa correndo. Il capitano Beatty, che voleva mantenere una certa dignità, arretrò lentamente verso la porta d'ingresso, con la faccia arrossata da mille fuochi di eccitanti scene notturne. Dio, pensò Montag, era vero! Le chiamate arrivano sempre di notte, mai di giorno. Forse perché un falò è più bello di sera? Lo spettacolo è più intenso, più appassionante. Sulla porta, la faccia rosa di Beatty mostrò un'ombra di panico quasi impercettibile. La mano della donna tremò sul fiammifero mentre i fumi del cherosene salivano intorno a lei. Montag sentì il libro nascosto martellare come un cuore nel petto.

inviato il 22/10/2018
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Grazie per il libro incentivo

Ray Bradbury Waukegan, 22 agosto 1920

Qui è proibito parlare

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Boris Pahor
Qui è proibito parlare
Tradotto da Martina Clerici
Fazi 2009
10 righe da pagina 247:

Una volta raggiunto l'altopiano con il tram di Opicina, erano scesi vicino all'obelisco e si erano inoltrati nella pineta verso Contovello. Ma presto gli alberi si erano diradati e il sentiero aveva finito per intagliarsi semplicemente nella costa rocciosa.
Il sole batteva a picco sul versante e, per via del calcare bianco, l'aria, immobile, aveva un calore quasi estivo; anche il mare, in basso oltre la striscia d'asfalto, nonostante la sua solitudine, conservava in sé ancora vivo il ricordo delle folle di bagnanti.
Era la prima volta che Ema si recava a un'escursione domenicale con una compagnia tanto numerosa e le parve strano di esserne poco sorpresa.

inviato il 15/10/2018
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I libri sono arrivati oggi. Grazie.

Boris Pahor (Trieste, 26 agosto 1913)

Qui è proibito parlare

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Boris Pahor
Qui è proibito parlare
Tradotto da Martina Clerici
Fazi 2009
10 righe da pagina 66:

Aveva voglia di starsene comodamente seduta sua una sedia di vimini a conversare spensierata, con un gelato al limone che dà l'illusione di rinfrescare la notte estiva.
Però, per come si sentiva ora, quello starsene seduta così non aveva alcun senso. Sarebbe venuto meno anche lo spirito d'avventura e si sarebbe trasformata in un'osservatrice lucida e ribelle. Ed ecco che si ricordava di come Danilo le aveva proposto un giro in cutter invece di un gelato e di come lei lo aveva deriso tra sé aspettando che se ne andasse. Ma lui era rimasto fedele ai suoi propositi senza far caso al tono delle sue risposte; e dev'essere stato quel modo di fare così vago a spingerla a pensarlo ancora e ad accettare il suo invito. Quasi che i sentimenti emettessero onde invisibili che guidano le persone nella direzione giusta; no, non sempre, naturalmente,

inviato il 08/10/2018
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Boris Pahor (Trieste, 26 agosto 1913)

ma talvolta, grazie all'intrecciarsi di numerose circostanze, si verifica che due esseri umani viaggino sulla stessa lunghezza d'onda. Ebbene, l'incontro con Danilo aveva superato anche questo aspetto: era come se volessero diventare reali tutte quelle immagini che lei aveva sempre cacciato via per non rimanere delusa dalla realtà.

Qui è proibito parlare

immagine copertina
Boris Pahor
Qui è proibito parlare
Tradotto da Martina Clerici
Fazi 2009
10 righe da pagina 29:

E' rientrata. Ma che senso ha rifugiarsi in questo posto?
In fin dei conti, potrà durare finché dureranno i risparmi, poi dovrà andarsene. Sarà quel che sarà. Ora che si trova qui, niente la infastidisce più, neanche la folla che ondeggia come la schiuma del mare in tempesta, la solitudine è una sorta di calmante, perché elimina le cause esterne dell'inquietudine. E il tizio della barca a vela, che l'aspetta nel pomeriggio! Solo questo ci mancava per il suo stato d'animo. Sembra quasi impossibile: quando si sogna un incontro straordinario, i giorni trascorrono uno dietro l'altro, insipidi come cibi senza sale. Ora che invece odia il mondo intero e si rigira in un letto di Cittavecchia, le si presenta un principe del mare a chiederla in sposa.
Si avvicinò alla finestra e appoggiò i gomiti sul davanzale.

inviato il 08/10/2018
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Boris Pahor (Trieste, 26 agosto 1913)

L'amore felice

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Dario Bellezza
L'amore felice
Rusconi 1986
10 righe da pagina 65:

Forse il pensiero di non vederla più mi rende pazzo. Ma vederla, per dirle che? Che mi ha fatto del male? E' tutta una mia fantasticheria, senza riscontro con la realtà. Intanto ci sono novità in casa Gluser, al quale mi sono attaccato per avere notizie su di lei. Caterina non ha retto alla morte del cane Fagiolo, e si è licenziata. Non m'importa di questo, mi sento in un vicolo cieco. Anna deve vedermi, prima di morire, mi dico. Non può lasciarmi così. M'importa assai degli affari di Caterina o di Glauser! Se la sbrighino da soli. Che m'importa se Caterina accusa d'insensibilità il padrone? O Anna accusa Glauser di averla ripudiata e da allora daterebbe la sua atroce, irresistibile decadenza? Ora io so di avere le mani legate; la voce di Anna è sempre più flebile e remota e come supplicare che le telefona di rivelarsi, denunciarsi, ma io

inviato il 02/10/2018
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Dario Bellezza nato a Roma il 5 settembre 1944

non posso.

Aceto, Arcobaleno

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Erri De Luca
Aceto, Arcobaleno
Universale Economica Feltrinelli 2014
10 righe da pagina 35:

Mi invitasti a fare un poco di cammino. Volevi parlare andando, senza dovermi trattenere fermo in ascolto. Sciolsi lo storto attenti, strinsi le mani dietro la schiena. Prendemmo il sentiero degli alveari che d’estate impastano l’aria con un canto di fondo, basso sonoro di fabbrica che cava una goccia di miele da un giorno di fiori. E’ il canto di una volontà inesorabile di eseguire. Tutto il creato esegue senza posa per una spinta che mi commuove e mi sfugge.
Nelle opere quotidiane anch’io provo a imitarlo, confidando che tutto questo agire sia inutile, gratuito, pura restituzione di energia elargita Così il creato spende senza sosta, forse questo è preghiera, le sue risorse nei minuziosi riti dell’incarico svolto, ricavandone gioie che non conosco.
Il rumore dei nostri passi sulla ghiaia produceva strepito nel silenzio dell'autunno immo

inviato il 26/09/2018
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Fabrizio Frizzi meraviglioso

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Alberto Infelise
Fabrizio Frizzi meraviglioso
Sperling & Kupfer 2018
10 righe da pagina 34:

«Quando ero bambino non mi immaginavo a sessant’anni e tuttora mi fa impressione arrivare a questa età così adulta. Sembra ieri che avevo vent’anni, la vita mi è proprio volata. Certamente non si è più giovani. Anche se poi lo spirito è sempre quello. Grazie a Dio da quel punto di vista non sono invecchiato di una virgola. E sessant’anni possono anche essere un nuovo punto di partenza: io spero che lo siano. Spero di essere capace, combattendo, di riuscire a vincere e di avere ancora un bel po’ di futuro davanti.»

inviato il 12/11/2018
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Segnalibro +. Ciao Fabrizio.

L'uomo senza qualità

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Robert Musil
L'uomo senza qualità
Tradotto da Anita Rho,Gabriella Benedetti e Laura Castoldi
Einaudi 1996
10 righe da pagina 113:

Nel suo soffrire, leggeva molto, e scoprì d'aver smarrito una cosa del cui possesso non era mai stata consapevole : un'anima.
Che cos'è ?...E ' facile definirla negativamente : è quella cosa che scappa a rintanarsi quando sente parlare di serie algebriche.
Ma positivamente ? Pare che si sottragga con successo a tutti gli sforzi intesi ad afferrarla. Può darsi che una volta ci fosse in Diotima qualcosa di originario, una presaga sensitività drappeggiata in quel tempo nella ben spazzolata veste della sua correttezza, che adesso ella chiamava guaina e che ritornava nella metafisica batikata di Maeterlink, in Novalis, soprattutto però nell'ondata anonima di romanticismo annacquato e di nostalgia religiosa che l'età delle macchine ha per un certo tempo emanato come manifestazione di protesta spirituale e artistica contro se stessa.

inviato il 07/11/2018
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Robert Musil nasce a Klagenfurt an Worthersee Austria il 6 novembre 1880

Nessuno può volare

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Simonetta Agnello Hornby
Nessuno può volare
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 16:

[...] e ripetevamo ai bambini in visita: "Giuliana non può correre". Non ci passò mai per la testa che avesse un difetto o una menomazione, o che fosse meno abile degli altri.
In famiglia usavamo con naturalezza quel genere di espressioni per indicare una forma di "diversità", accennando a un'impossibilità o a una fatica che non erano però sinonimo di inferiorità. Di un cieco si diceva "non vede bene", del claudicante "fa fatica a camminare", dell'obeso "è pesante", dell'invalido "gli manca una gamba", dello sciocco "a volte non capisce", del sordo "con lui bisogna parlare ad alta voce". E si comunicavano soltanto le imperfezioni di cui tener conto nei giochi o nei rapporti sociali.

inviato il 03/11/2018
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Un amore fra le stelle

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Catena Fiorello
Un amore fra le stelle
Baldini & Castoldi 2017
10 righe da pagina 21:

Babbo ebbe come la sensazione di trovarsi davanti a una persona non comune. E stavolta non era un’impressione superficiale. La signora, pur essendo trascurata, era decisamente diversa dalle altre che aveva incontrato finora. Gli balenò l’idea che assomigliasse a…
A…
Ma sì…
«Senti, ma tu… Oh, pardon! Lei, lei è…»
«Sì, sono proprio io. Poche storie, però, non sono qui per giocare agli indovinelli!» rispose, rimettendosi gli occhiali.
Oddio, ora ne era certo… Sì, quella donna era davvero la Befana.
«Vedo che lei è molto arguto, caro signore. Però non ho capito perché continua a urlare come se fossimo allo stadio.»
Ci risiamo! sbuffò lui. Un altro rimprovero e nemmeno si conoscevano. Ma cosa voleva quella stregaccia da lui? Non pensava mica di poterlo trattare come uno stupido solo perché era la Befana!

inviato il 05/11/2018
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Catena Fiorello (Catania, 10 agosto 1966)

Timidezza e dignità

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Dag Solstad
Timidezza e dignità
Tradotto da Massimo Ciaravolo
Iperborea 2018
10 righe da pagina 106:

Per lui quegli album si trasformarono in scrigni del tesoro. Gli diventarono intimamente cari. Si sentiva onorato di essere prescelto a stare lì a guardare le sue fotografie dell'infanzia e dell'adolescenza, mentre lei si appassionava a raccontare, con nella voce l'entusiasmo del riconoscere, e lui non poteva fare a meno di considerare la vita matrimoniale un mistero, fondato sullo stare accanto a lei sul divano a guardare fotografie amatoriali come quella e a sentirla ripetere la storia piuttosto banale che stava dietro a ognuna di loro, con la sua voce velata. La via che portava a lei.

inviato il 02/11/2018
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Buongiorno e grazie! Ho scelto le righe di Emma tratte da L'uomo senza qualità: http://scrivi.10righedailibri.it/luomo-senza-qualit%C3%A0-3

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di novembre. Scegli da oggi 5 novembre a domenica 11 novembre , 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Dag Solstad (Sandefjord, 16 luglio 1941) è uno scrittore norvegese.

Da domani mi alzo presto

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Simona Toma
Da domani mi alzo presto
Sperling & Kupfer 2017
10 righe da pagina 8:

La mia alimentazione si basa per lo più su Lexotan, unghie, birra e sigarette. Ah sì, ho ripreso a fumare dopo cinque anni, spero che tu riuscirai a liberarti da questo vizio che in verità, al momento, è l’unico piacere che io abbia.
Non ho un soldo, non ho una casa, non ho un lavoro, non ho un uomo però, per quanto riguarda quest’ultima mancanza, forse è meglio, visto che attiro solo stronzi.
Cara persona che sarò, non so se tu avrai risolto questo piccolo problema con le relazioni, ma se ci sarai riuscita forse non sarò più nemmeno io.
Cara me stessa che sarò, non ho più pensieri, li ho finiti, è questa la novità.

inviato il 29/10/2018
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Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di novembre.

Beh direi che per la protagonista ci sono, come si dice, ampi margini di miglioramento...

Simona Toma (Lecce, 2 Luglio 1976)

La collana della Regina

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Alexandre Dumas
La collana della Regina
Sonzogno 1882
10 righe da pagina 168:

I cavalli non corsero, ma volarono. Calava la sera. Beausire si fece condurre
al terrapieno del ponte, dietro la statua di Enrico IV. Vi si giungeva in quel tempo in carrozza; era un luogo di ritrovo comune ma frequentato. Poi arrischiando a metter la testa dallo sportello, spinse lo sguardo nella via Delfina. Beausire aveva qualche abitudine della gente di polizia, avendo passati dieci anni a cercar di riconoscerli per poter evitarli a tempo e luogo. Notò alla discesa del ponte, dalla parte della via Delfina, due uomini discosti alquanto l’un dall’altro, che sporgevano il capo verso quella via per osservarvi un oggetto qualunque: quegli uomini erano spie. Il vedere spie sul Ponte Nuovo non era cosa rara, poiché il proverbio d’allora diceva: che per veder in ogni empo un prelato, una cortigiana ed un cavallo bianco, non c’era da far altr

inviato il 24/10/2018
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Narciso e Boccadoro

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Hermann Hesse
Narciso e Boccadoro
Tradotto da Cristina Baseggio
Mondadori 2013
10 righe da pagina 264:

Ascoltami un momento ancora. Volevo raccontarti della madre, che mi tiene le mani strette intorno al cuore. Da molti anni, creare una figura della madre è stato il mio sogno più caro e più misterioso, era per me la più santa di tutte le immagini, me la portai sempre in cuore, una figura piena d'amore e piena di mistero. Ancora poco tempo fa mi sarebbe stato insopportabile il pensiero di dover morire senza aver realizzato questo mio sogno; tutta la mia vita mi sarebbe apparsa inutile: E ora guarda che strano destino; invece d'esser le mie mani a formarla e plasmarla, è lei a formare e plasmare me.

inviato il 24/10/2018
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La mamma, "la più santa di tutte le immagini". Splendido e vero

Hermann Hesse nasce a Calw Germania il 2 luglio 1877

La vita davanti a sé

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Romain Gary
La vita davanti a sé
Tradotto da Giovanni Bogliolo
Neri Pozza 2005
10 righe da pagina 170:

...Io non l'ho mai saputo cosa bisogna fare per essere degno d'interesse, ammazzare qualcuno con degli ostaggi o che so io. Porca miseria, ve lo giuro, c'è una tale mancanza d'attenzione nel mondo che bisogna scegliere come per le vacanze, che uno non può andare sia in montagna che al mare. Bisogna scegliere quella che piace di più delle mancanze d'attenzione che ci sono al mondo e la gente prende sempre quello che c'è di meglio e di più caro, come i nazisti che sono costati dei milioni o il Vietnam.

inviato il 22/10/2018
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grazie ! sono contenta e aspetto con ansia il libro

Ciao Emma, per Te un libro incentivo come finalista 10righe scelte da Voi utenti del mese di ottobre. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Emma, sei nella finale di ottobre, 10righe scelte da Voi utenti.

Romain Gary nasce a Vilnius Lituania l'8 maggio 1914

L'assassino, il prete, il portiere

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Jonas Jonasson
L'assassino, il prete, il portiere
Tradotto da Margherita Podestà Heir
Bompiani 2015
10 righe da pagina 17:

Si trattava di registrare l’arrivo e la partenza dei clienti, assicurarsi che pagassero, controllare le prenotazioni e le disdette. Volendo, era anche possibile usare un minimo di gentilezza, a patto che la cosa non sortisse effetti negativi sugli introiti.
Si trattava quindi di un’attività nuova sotto un nome nuovo e rispetto a prima il compito di Per Persson richiedeva maggiori responsabilità. Ecco perché quest’ultimo decise di rivolgersi al suo capo per suggerirgli con molta umiltà un ritocco dello stipendio.
“Verso l’alto o verso il basso?” gli domandò l’interpellato.
Per Persson rispose che verso l’alto sarebbe stato preferibile. La conversazione non aveva preso la piega auspicata. Adesso si trovava nella posizione di dover sperare di mantenere almeno il salario che aveva prima.

inviato il 22/10/2018
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Grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica di ottobre, 10righe scelte dalla redazione.

Pär-Ola Jonas Jonasson, nato Per Ola Jonasson (Växjö, 6 luglio 1961)

Fabrizio Frizzi meraviglioso

Fabrizio Frizzi meraviglioso 23 ore 47 min fa

Segnalibro +. Ciao Fabrizio.

Qui è proibito parlare

Qui è proibito parlare 23 ore 52 min fa

Boris Pahor (Trieste, 26 agosto 1913)

Come oro nelle crepe

Come oro nelle crepe 23 ore 53 min fa

Grazie :)

Come oro nelle crepe 2 settimane 23 ore fa

Gioia Di Biagio - Firenze 1985

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là 6 giorni 4 min fa

Claudio Pellizzeni - Codogno (Lodi) 1981

Michelangelo (Mito e solitudine del rinascimento)

Michelangelo (Mito e solitudine del rinascimento) 3 settimane 18 min fa

Giusto Emma, grazie.

Michelangelo (Mito e solitudine del rinascimento) 3 settimane 1 hour fa

Ed è proprio l'arte come processo, il gesto artistico nella sua progressione, e nella sua eclissi, ciò che il non finito rivela agli occhi profani.

Michelangelo (Mito e solitudine del rinascimento) 3 settimane 1 hour fa

Giulio Busi (Bologna, 6 settembre 1960)

Fahrenheit 451

Fahrenheit 451 3 settimane 1 giorno fa
Fahrenheit 451 3 settimane 1 giorno fa

Grazie per il libro incentivo

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