Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di Marco Coccia

Il rosso e il nero

immagine copertina
Stendhal
Il rosso e il nero
Feltrinelli
10 righe da pagina 387:

Ma per quanto esaltato, Julien aveva il senso dell'onore. Capì che il suo primo dovere era la discrezione. Chiedere consiglio, raccontare il suo supplizio al primo venuto sarebbe stata una gioia paragonabile a quella del disgraziato che, attraversando un deserto infuocato, riceve dal cielo una goccia d'acqua gelata. Si rese conto del pericolo, ebbe paura di rispondere con un fiume di lacrime a chi gli avesse fatto delle domande indiscrete, e si chiuse in camera.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il rosso e il nero

immagine copertina
Stendhal
Il rosso e il nero
Feltrinelli
10 righe da pagina 289:

Il marchese apprezzava la sua ostinazione nel lavoro, il suo silenzio, la sua intelligenza, e a poco a poco gli affidò tutte le pratiche più complesse. [...] I ricchi di animo nobile cercano negli affari un divertimento, non dei risultati.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il rosso e il nero

immagine copertina
Stendhal
Il rosso e il nero
Feltrinelli
10 righe da pagina 288:

I rapporti di Julien con il giovane conte si erano invece raffreddati. Norbert riteneva che rispondesse con eccessiva sagacia alle battute di alcuni amici. Siccome un paio di volte era venuto meno alle convenienze, si era imposto di non rivolgere mai la parola alla signorina Mathilde. Erano tutti sempre molto cortesi con lui all'hôtel de La Mole; ma si sentiva caduto in disgrazia. [...]
Appena finiva di lavorare, cadeva in preda a una noia mortale; colpa della cortesia squisita ma così misurata, così ben dosata in base alla posizione sociale che contraddistingue l'alta società, e che porta a inaridirsi. Un cuore appena un po' sensibile vi sente l'artificio.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 146:

Di fronte alla prospettiva di un pomeriggio solitario, Denise fu presa dal panico. Come spesso capita, alla sua ostinata speranza era subentrato, di punto in bianco, lo scoraggiamento: non aspettava più la telefonata promessa, o almeno non voleva più aspettarla. Mille volte aveva avuto la tentazione di scrivere, di andare a trovare Yves, di parlargli; ma una specie di paura irrazionale le impediva di disobbedirgli. Lo conosceva troppo bene. Vedendo che lei lo assillava nonostante la sua richiesta di essere lasciato solo, era capace, pensava Denise, di troncare definitivamente la loro relazione. Tutto era possibile, con quel carattere ombroso e bizzarro... C'era una sola cosa da fare, Denise lo sapeva: assecondarlo, aspettando con pazienza che smaltisse il suo dispiacere, qualunque esso fosse, come una sbornia. Che differenza tra quel dolore maschile, che si placava con la solitudine, e il suo cuore innamorato!

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

E' un libro molto bello, che descrive passo dopo passo lo stato d'animo di un impiegato costretto a mansioni ed orari rigidi e gli stati d'animo di una donna innamorata che perderà la persona amata. Essendo situazioni di vita piuttosto frequenti, il libro merita di essere letto per intero.

grazie , hai incuriosito i lettori ma così però non vanno più a comperare il libro, lasciamo loro un pò di suspense ! il libro merita comunque e hai saputo cogliere delle buone righe

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 125:

L'amore che nasce dalla paura della solitudine è triste e forte come la morte. Il suo desiderio di Yves, della sua presenza, delle sue parole, somigliava a una cupa follia. Quando era lontana da lui, si torturava a immaginare che cosa facesse, dove fosse, con chi. Quando riposava tra le sue braccia, l'angoscia del domani era così acuta che a poco a poco le avvelenava tutto il piacere. Abbandonata sul suo petto, riscaldata dalle sue carezze, non riusciva a distogliere la mente dall'ora - forse l'ultima! - che fuggiva così in fretta, troppo in fretta... A volte, appena suonavano le sette, si abbarbicava a Yves come se stesse annegando, talmente pallida e tremante da farlo preoccupare. E quando tentava di spiegargli il suo comportamento, lui le accarezzava la fronte come a una bambina malata e sospirava: "Povera piccola...". Ma lui non capiva quel bisogno tutto femminile di sicurezza, quel desiderio ossessivo di averlo accanto e quella specie di paura di perderlo, come se, a parte lui, non esistesse nient'altro al mondo.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 108:

Nell'appartamento deserto l'orologio batteva come un cuore. Yves ripensò a quanto gli piaceva, da giovanotto, la pace delle stanze da cui erano andati via tutti; la solitudine, allora, lo inebriava come un liquore amaro e fortissimo; ora, invece, gli suscitava un sentimento confuso, simile alla paura; a volte, suo malgrado, immaginava un malore notturno e si prefigurava la scena di lui che non riusciva a respirare, che rantolava e chiedeva invano aiuto, mentre Jeanne dormiva al sesto piano. Si vergognava della vigliaccheria, ma non poteva fare a meno di rabbrividire guardando le ombre che si addensavano negli angoli della stanza e tra le pieghe delle tende. Era in momenti come quelli che capiva con chiarezza perché ci si sposa: per avere una presenza accanto, un fruscio di gonne intorno, qualcuno a cui raccontare cose insignificanti, qualcuno con cui prendersela senza motivo quando si è di malumore, qualcuno che c'è anche se si sta in silenzio. Che strano, però: non gli veniva mai in mente Denise... La loro relazione, insomma, gli rendeva solo la vita più faticosa.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 106:

Seduto al tavolo accanto, Mosès, il tipico giovane israelita ricco, elegante, con un naso lungo e prominente sul volto pallido e minuto, esaminava conti come un innamorato che rilegga con avidità una lettera dell'amante. Sia che dovesse redigere in bella copia il verbale dell'ultima assemblea plenaria, sia che annotasse il rialzo della sterlina o il ribasso della canna da zucchero sul mercato di Haiti, Mosès lavorava sodo, con la stessa prodigiosa concentrazione, lo stesso infaticabile fervore. Yves lo invidiava, e gli tornavano in mente le parole che gli aveva detto un giorno il suo capoufficio - pure lui ebreo, ma di antica stirpe, con un naso quasi indecoroso e la barba grigiastra:
"Caro Harteloup, quel che le manca è una goccia, anche solo una gocciolina, del nostro sangue...".

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 106:

Una pila di lettere che non si esaurisce mai, come il leggendario sacco d'oro dei coboldi, gli spiritelli della mitologia nordica - un sacco che bisognava vuotare e riempire senza sosta, per migliaia e migliaia di anni, come punizione per aver sorpreso il vecchio Reno mentre giocava al tramonto con le pagliuzze d'oro delle onde... Quelle facce, sempre le stesse, di impiegati diligenti chini sulle loro scartoffie... Yves non riusciva a capire come ciò che per un suo sottoposto rappresentava il sogno di tutta una vita - quella scrivania presso la finestra, a cui corrispondevano duemilacinquecento franchi di stipendio mensile - somigliasse per lui a un collegio e a una prigione al tempo stesso.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 101:

Allora Denise mormorò:
"Mi amate, Yves? Ditemi che mi amate... Siete così importante per me... Ditemi qualcosa, parlatemi...".
Lui si ostinava a tacere. Denise aveva l'impressione di picchiare disperatamente contro una porta chiusa, di battervi invano con la desta dolorante, come un povero uccello in una stanza buia; e ciò nonostante continuava a ripetere con l'accanita e importuna caparbietà femminile:
"Ditemi qualcosa... Parlatemi...".
"Io non so parlare, Denise, mia piccola Denise" finì per rispondere Yves.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Il malinteso

immagine copertina
Irène Némirosvky
Il malinteso
Adelphi
10 righe da pagina 78:

Seduto ai piedi di Denise e stretto alle sue ginocchia, Yves fissava il fuoco che ardeva nel camino.
"Perché dite così?" gli chiese lei.
"Mah, non so..." rispose Yves con un gesto vago. "Forse perché oggi la vita è troppo dura... Le energie che un tempo venivano profuse senza risparmio nell'amore e nella passione ora sono assorbite dalle mille seccature quotidiane, abbrutenti e micidiali... Per amare come gli uomini della vecchia generazione occorre essere ricchi, avere molto tempo libero... E poi, erano così felici... Conducevano un'esistenza tranquilla, sicura, comoda, spensierata... Loro avevano bisogno di emozioni, noi soltanto di quiete. E forse, alla fin fine, l'amore esige, più di quanto non si dica, palazzi di marmo, pavoni bianchi e cigni".

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

L'eredità di Eszter

immagine copertina
Sandor Marai
L'eredità di Eszter
Tradotto da Giacomo Bonetti
Adelphi 1999
10 righe da pagina 119:

Nulla arriva mai in tempo, la vita non ci dà mai qualcosa nel momento in cui siamo preparati a riceverlo. ….Due persone non possono incontrarsi neanche un giorno prima di quando saranno mature per il loro incontro…Mature, ma non secondo le loro inclinazioni o preferenze, bensì nell’intimo, secondo i dettami di una specie di legge astronomica inoppugnabile, così come si incontrano i corpi celesti nell’immensità dello spazio e del tempo, con precisione matematica, nello stesso attimo, che è il loro attimo nella successione infinita dei secoli e delle distanze spaziali.

inviato il 10/02/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

corretto : )

scusate...il titolo è L'eredità....

Nato ai margini del deserto

immagine copertina
Laura Spoldi
Nato ai margini del deserto
Giraldi 2015
10 righe da pagina 91:

quello che mi sembra di aver capito nella mia testa di vecchio, è che nel momento in cui succede una qualunque cosa non bisogna sottovalutarne la portata, nè minimizzarne a tutti i costi l'importanza, pena un cinismo triste e sterile.Ma poi, trascorso il tempo che ci è necessario per prendere le distanze, dovremmo sempre arrivare a sorriderne. La differenza sostanziale è se quello che ci si disegna sulla memoria è un sorriso amaro o viceversa indulgente; se il nostro sguardo indietro rimarca colpe o accarezza rimpianti. Se pace dobbiamo fare, è con i nostri sguardi e i nostri sorrisi, così spesso impietosi, perchè da lì passano tutte le guerre e i conflitti, molto più che con chi ci è stato accanto, o non ha saputo resistere alla nostra vicinanza. I conti finali si fanno con se stessi, con gli altri si tratta solo di totali parziali.

inviato il 17/02/2016
Nei segnalibri di:

Nove vite come i gatti

immagine copertina
Margherita Hack
Nove vite come i gatti
Rizzoli 2013
10 righe da pagina 90:

Come gran parte degli essere umani, le stelle sono in genere piuttosto simili tra loro. Poi in mezzo a tutta questa distesa di normalità, c'è sempre qualche tipo che fa eccezione: c'è quello che dà di matto, quello che è un mezzo delinquente, quello che vaneggia come un santo in estasi...insomma, c’è tutta una serie di personaggi che sono fuori dalla norma. Lo stesso avviene per le stelle e io decisi di dedicarmi in particolare a questi casi limite, ovvero stelle il cui spettro dimostrava la presenza di caratteristiche profondamente differenti dalle stelle normali.

inviato il 21/02/2016
Nei segnalibri di:

Memorie di un vecchio giardiniere

immagine copertina
Reginald Arkell
Memorie di un vecchio giardiniere
Tradotto da Franca Pece
Elliot 2011
10 righe da pagina 94:

"Volevate bene a Pinnegar, vero?" le chiese l'infermiera.
"Non sempre" rispose la vecchia signora. "A volte, quando era testardo, l'avrei preso a schiaffi".
"Povera me" disse l'infermiera sorridendo "spero che non l'abbiate fatto mai".
... "No, certo". Era solo per scherzo. Però era un po' pesante. Un momento vi esasperava, perché voleva fare le cose a modo suo, e il momento successivo era talmente dolce da far venire le lacrime agli occhi".
"Strano? Nient'affatto" disse la signora Charteris.
"Pinnegar era giardiniere... già, giardiniere... e i giardinieri sono fatti tutti un po' così".

inviato il 18/12/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

aggiungo segnalibro

Grazie alla casa edcitrice Elliot per il Libro incentivo.
Link per leggere le prime 27 pagine: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.10righedailibri.it%2Fpr...

L'atlante di smeraldo

immagine copertina
John Stephens
L'atlante di smeraldo
Tradotto da Silvia Piraccini
Longanesi 2011
10 righe da pagina 363:

Il tempo, aveva cominciato a capire, era come un fiume.
Si potevano erigere ostacoli, magari deviarne momentaneamente il corso, ma alla fine il fiume faceva di testa sua. Voleva scorrere in un certo modo. Per fargli cambiare corso bisognava forzarlo.
Bisognava essere disposti al sacrificio.

inviato il 23/06/2011
Nei segnalibri di:

La vita segreta delle api

immagine copertina
Sue Monk Kidd
La vita segreta delle api
Tradotto da P. Frezza Pavese
Mondadori 2007
10 righe da pagina 74:

Alcune persone posseggono un sesto senso, mentre altre ne sono del tutto prive. Io credo di averlo, perché nel momento stesso in cui misi piede in quella casa sentii un brivido sulla pelle, una corrente che mi risaliva la spina dorsale per poi scendere lungo le braccia, fino alla punta delle dita. Ero praticamente raggiante. Il corpo capisce le cose molto prima che le afferri la mente. Mi chiesi cosa sapesse il mio corpo che a me ancora sfuggiva.

inviato il 27/06/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Gaia ho letto questo libro...è stato bellissimo ..dove sei finita...,ciao naty

aggiungo segnalibro

Concordo bellissimo libro.

Sonia anch'io l'ho amato tanto! E' molto profondo...Comunque Roberto questo mi fu rgalato da mia madre qualche anno fa e non finirò mai di ringraziarla :)

è uno dei libri che ho più amato qualche anno fa *_*

E' un elogio quello che ti ho fatto. Perchè non conoscevo ne l'autrice ne il libro.
E tu, Giada, come li hai scoperti?

Roberto in che senso come li trovo?

Giada, ma come li trovi certi titoli? Eppure, eppure...

Le notti bianche

immagine copertina
Fedor Dostoevskij
Le notti bianche
BUR
10 righe da pagina 35:

Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile lettore, molto da giovani, ma voglia il Signore mandarvela il più sovente possibile nell'anima! ..

inviato il 08/01/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

aggiungo segnalibro

Neve

immagine copertina
Maxence Fermine
Neve
Tradotto da Sergio Claudio Perroni
Bompiani 2009
10 righe da pagina 89:

In verità, il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andar dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l'ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all'altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell'immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola.

inviato il 03/01/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Complimenti Ilaria! con 15 segnalibri ti aggiudichi un libro incentivo per aver condiviso le 10righe più votate della settimana:)
Puoi madare una e mail ad info@10righedailibri.it per comunicarci l'indirizzo dove inviarti il libro!
buone latture

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=335685339784516&set=a.12800929055...
Isabella

grande stima per gli scrittori

Poichò scrivo anche poesie lascio il mio segnalibro

Le Onde dell'Anima

immagine copertina
Gaetano Renna
Le Onde dell'Anima
SD Coedizioni Editoriali & Libritalianet
10 righe da pagina 6:

Un viaggio affascinante nell'inesorabile scorrere di un tempo grave ed impietoso dove protagonisti assoluti sono i buoni sentimenti, quelli che silenziosi tessono trame sottili ed invisibili nelle esistenze provate della gente che soffre. Una giovane donna affronta con grande coraggio e dignità la lotta spietata contro il devastante male che la sta consumando giorno dopo giorno. Il suo bambino è linfa che la tiene in vita, forza necessaria per andare avanti e continuare a credere che nonostante tutto, qualcosa di buono può ancora accadere. Un maresciallo della Marina Militare in pensione cerca di ritrovare sé stesso mentre la vita non gli risparmia di fare i conti con un passato doloroso che ostinatamente chiede di essere accettato e superato. Tra le difficoltà di un vivere che serra troppo spesso il fiato, mentre prepotente avanza un futuro impietoso, le loro vite misteriosamente si intrecciano aprendo uno spiraglio nel disincanto di una realtà spietata e disarmante.

E la vita continua... nonostante tutto e tutti...

inviato il 06/01/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

aggiungo segnalibro

Eravamo bambini. Fuga dal ghetto verso la libertà

immagine copertina
Kathy Kacer - Sharon McKay
Eravamo bambini. Fuga dal ghetto verso la libertà
Elliot 2011
10 righe da pagina 56:

"Vogliono i nostri libri" disse mio padre con semplicità strofinandosi la faccia con un panno umido. Libri? E che se ne facevano quei criminali? Non me li vedevo a leggere. Ma mentre ancora finivo di formulare la domanda, già conoscevo la risposta: li avrebbero bruciati o trasformati in cartone.
Mamma si lasciò cadere sulla sedia. [...]
I miei genitori non litigavano mai, ma avevano avuto una discussione su cosa portarci dietro el ghetto dal nostro bell'appartamento. Papà insisteva affinché prendessimo quasi tutti i libri; mamma, più pratica, gli aveva fatto notare che i libri erano pesanti e non tenevano caldo. "Anche la mente ha bisogno di nutrimento, Sonja" aveva replicato dolcemente mio padre, e così buona parte della libreria era finita dentro i cartoni del trasloco.

inviato il 02/10/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

agggiungo segnalibro

prime 28 pag. http://www.10righedailibri​.it/prime-pagine/eravamo-b​ambini-fuori-dal-ghetto-ve​rso-libert%C3%A0 del libro

Come sempre, Grazie all'editore ELLIOT per il Libro incentivo!!!

Il malinteso

Il malinteso 2 years 34 settimane fa

E' un libro molto bello, che descrive passo dopo passo lo stato d'animo di un impiegato costretto a mansioni ed orari rigidi e gli stati d'animo di una donna innamorata che perderà la persona amata. Essendo situazioni di vita piuttosto frequenti, il libro merita di essere letto per intero.

Molto forte, incredibilmente vicino

Molto forte, incredibilmente vicino 6 years 46 settimane fa

Come tutti gli eccessi, anche l'attività intellettuale troppo esasperata porta ad un'analisi troppo particolareggiata della vita, che quindi va affrontata ad un livello di maggiore semplicità. L'esempio delle persone semplici aiuta in questo approccio.

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy