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Pagina di CiroCerullo

DA DOVE LA VITA E' PERFETTA

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SILVIA AVALLONE
DA DOVE LA VITA E' PERFETTA
Rizzoli
10 righe da pagina 204:

Sbucarono nella zona universitaria. Passarono di fronte a una copisteria, la serranda abbassata a metà e la luce ancora accesa: STAMPA QUI LA TUA TESI! TRE COPIE, 10 EURO DI SCONTO.
Quanto le sarebbe piaciuto, che studiassero là un giorno. In quegli edifici monumentali, dietro le finestre ornate di tende rosse.
Non si era mai perdonata di aver lasciato le superiori a un anno dal diploma: per la foga di sposarsi, di trasferirsi, perché era incinta. Tutte scuse, errori madornali. E poi aveva perso il treno.
Ma per Adele doveva essere diverso. Non trovava il coraggio di dirglielo, ma l'avrebbe aiutata lei con il bambino.

inviato il 05/03/2019
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SCOMPARTIMENTO N. 6

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ROSA LIKSOM
SCOMPARTIMENTO N. 6
Iperborea 2014
10 righe da pagina 103:

Il treno avanzava strisciando, quasi volesse chiedere perdono. Il sole che splendeva in tutta la sua gloria da un cielo bianco latte inondava di luce la neve immacolata. Fu così per qualche ora, finchè l'astro protervo non venne per un attimo occultato da un'ombra nera. La Siberia svanì dal finestrino, per riapparire di colpo prima ancora che qualcuno se ne accorgesse. Un muro di alberi si ergeva, nero e spaventoso, proprio sul bordo della ferrovia.
Traduzione di Delfina Sessa

inviato il 23/02/2019
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PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI

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HEDDI GOODRICH
PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI
GIUNTI 2019
10 righe da pagina 184:

Scendemmo dalla macchina per imboccare un sentiero costeggiato da fili d'erba secca che mi punzecchiavano le caviglie. Arrivati in un boschetto, Pietro si fermò, prendendomi il volto tra le mani come una coppa per bere. Mi baciò delicatamente, con la pazienza fiduciosa di un classico primo bacio che fra di noi non c'era mai stato. Che dolcezza stare finalmente soli.Sotto quel merletto di ombra, l'odore di abete si fuse con quello del suo dopobarba, il graticcio dei rami con i suoi ricci scuri.
"Sei l'aria che respiro" mi sussurrò "l'acqua che bevo."

inviato il 07/02/2019
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Il re di denari

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Sandrone Dazieri
Il re di denari
A. MONDADORI 2018
10 righe da pagina 23:

"Chi sei? Voltati, fatti vedere."
Il ragazzo non si mosse, e fu Colomba ad andargli vicino, scoprendo un viso roseo e privo di peli. Poteva avere diciotto anni al massimo, e guardava nel vuoto, senza espressione.
Colomba si chiese se fosse sempre così o fosse sotto shock, ma abbassò la pistola. "Che ci fai qui? Ti sei perso?"Chiese.
Il ragazzo non rispose. Senza preavviso cominciò a correre verso l'uscita con gesti scordinati e rigidi, le ciabatte che spruzzavano acqua sporca. Colomba lo afferrò. Il ragazzo le morsicò la mano, lei con uno sgambetto lo fece cadere a faccia in giù nella neve. "Dai, piantala di fare lo scemo" disse. "Non voglio farti niente. Solo sapere chi..." Le parole le morirono in gola.
La neve attorno al ragazzo era diventata rossa.

inviato il 17/01/2019
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Ciao Ciro, sei nella finale del mese di gennaio, 10righe scelte dalla redazione.

SABBIA NERA

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CRISTINA CASSAR SCALIA
SABBIA NERA
2018 Giulio Einaudi s.p.a. - Torino
10 righe da pagina 207:

Ora, che la Guarrasi avesse già subdorato qualcosa era fuori discussione. Però la conversazione col notaio, quella tanticchia di acredine che traspariva più dall'espressione del vicequestore che dalle sue parole, in fondo misurate...
Insomma, qualche sentore doveva averlo avuto.
Fragapane, invece, ci aveva capito poco e niente. L'unica cosa che sapeva per certo era che quel caso si andava complicando ogni giorno di più, e secondo il suo punto di vista questo non era un bene. No, non era un bene per niente.
- 'Mpare, ma quello che volevamo sapere almeno l'abbiamo saputo? - domandò, una volta raggiunta l'auto di servizio, ferma da due ore in via Principe Nicola.

inviato il 08/09/2018
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Benvenuto Ciro Eco :)

L'annusatrice di libri

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Desy Icardi
L'annusatrice di libri
Fazi 2019
10 righe da pagina 66:

Confusa e frastornata, Adelina percorse rapidamente la strada che l'avrebbe riportata dall'appartamento di Luisella sino a casa di sua zia. Era certamente in ritardo, anche se non avrebbe saputo dire di quanto poiché Amalia, terrorizzata dell'eventualità che potesse perderlo, le aveva proibito di indossare l'orologio. [...]
"Ho letto col naso", farfugliava camminando. " Ho visto delle cose con il naso".
Adelina non vedeva l'ora di riprendere i suoi esperimenti olfattivi; se solo avesse avuto un bel libro da annusare! Il suo passo spedito si arrestò quando si ricordò di avere un libro con sé. Nella sua cartella, infatti, c'era la copia della Gerusalemme liberata che doveva restituire all'avvocato Ferro, l'inquilino del primo piano.

inviato il 04/03/2019
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Desy Icardi, nata a Torino nel 1975

Ninfa plebea

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Domenico Rea
Ninfa plebea
Leonardo editore 1992
10 righe da pagina 28:

C'erano soldati che per vanità sembravano più vicini alle donne che agli uomini: schizzinosi, ampollosi e antipatici. Chi voleva un bottone più su o più in basso, chi il gallone più in vista, chi questo e chi quello, senza sapere che c'erano delle regole fisse per le uniformi. I settentrionali, solo perché settentrionali, erano saccenti e altezzosi; anche se bisogna dire che alcuni tipi erano perfino più cordiali dei meridionali e più bravi a tirare nelle discussioni Giacchino. Molti meridionali, mortificati dalla vita di caserma, camminando come ciechi fra tutta quella gente di Nofi, provavano piacere a intrattenersi con Nunziata.

inviato il 07/03/2019
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Domenico Rea
Napoli, 8 settembre 1921 – Napoli, 26 gennaio 1994

Il Fuggiasco

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Massimo Carlotto
Il Fuggiasco
e/o edizioni 2005
10 righe da pagina 25:

Ancora oggi tengo fede al mio impegno morale, e continuo a dire che la latitanza è uno stato dell'anima, anche se sono convinto che la mia esperienza di latitante possa definirsi in modo più appropriato come una forma di metateatro della sopravvivenza.
Come nella commedia dell'arte, sono stato un volto che ha dato vita a una serie di maschere diverse, caricature di tipologie sociali ben definite, improvvisando giorno per giorno all'interno di un canovaccio che altro non era che l'intreccio tra la mia vicenda processuale e la scelta di sottrarsi alla giustizia. Personaggi scelti, voluti : una rottura con quella parte da telenovela giudiziari che il processo mi aveva cucito addosso prima e dopo la latitanza, l'unica che non abbia mai saputo interpretare. A essa mi sono sempre profondamente ribellato.

inviato il 18/03/2019
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Ciao Emma, sei nella finale settimanale di marzo.

grazie a Eagledolvis che mi ha fatto ricordare questo autore che apprezzo molto

Massimo Carlotto è nato a Padova il 22 luglio 1956

Vacanze all'isola dei gabbiani

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Astrid Lindgren
Vacanze all'isola dei gabbiani
Tradotto da Laura Draghi
Salani 1996
10 righe da pagina 258:

Questo, voleva! Vedere tutte queste cose: il sole che fiammeggiava sulle acque pallide, i bianchi gabbiani, gli scogli grigi e le rimesse per le reti da pesca al di là del fiordo dove si specchiavano così nitidamente. Voleva vedere tutte le cose che amava, e stendere la mano come per accarezzarle. «Penso che starò qui tutta la notte» disse, «fino al sorgere del sole. Per guardare il rosso dell’aurora». […] Il rosso dell’aurora, pensò Pelle, vorrei tanto vederlo anch’io! ‘Se prendessi le ali vermiglie dell’aurora, avrei una casa all’estremo confine del mare…’ Ma ora ce l’avevano. Una casa davvero tutta loro! Sì… sì… sì! Era loro. Una casa all’estremo confine del mare.

inviato il 21/03/2019
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Astrid Lindgren
Vimmerby (Svezia), 14 novembre 1907 – Stoccolma, 28 gennaio 2002

La rossa e il nero

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Carmen Covito
La rossa e il nero
Mondadori 2002
10 righe da pagina 21:

Il mio ex marito si mise a borbottare che non era stata un'idea molto fine da parte mia chiedere quel lavoro, perché sebbene io adesso non usassi più il suo cognome... Mi morsicai un pezzetto di lingua e resistetti alla tentazione di fargli osservare che non l'avevo mai usato neanche quando eravamo sposati. Un cognome è un cognome, e il mio, per quanto assurdo, era la mia etichetta sociale dalla nascita, troppo comodo coprirla incollandoci sopra quella del primo maschio arrivato. A combinarli assieme come si fa di solito ci avevo pensato sì, all'inizio, ma perfino in quei primi tempi di ubriachezza da amore e di smemoramento di me, solo a pensarci mi veniva da ridere.

inviato il 21/03/2019
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Carmen Covito
Castellammare di Stabia, 14 novembre 1948

La ballata di Mila

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Matteo Strukul
La ballata di Mila
Edizioni E/O 2011
10 righe da pagina 75:

Io ero iscritta a giurisprudenza. Capii una volta di più quanto fosse inutile studiare un sistema di norme che oggi come oggi, semplicemente, è fallito. Perché è gestito da esseri umani. Niente potrà mai togliermi dalla testa che buona parte di quelli che avrebbero potuto parlare o fare qualcosa non mossero un dito perché stavano sul libro paga di Pagnan. Pubblico ministero e giudice per l’udienza preliminare compresi. E del resto, perché il giudice che aveva accolto la nostra opposizione all’archiviazione morì, un anno dopo, in un incidente stradale molto sospetto? Il punto è, secondo me, che gli uomini non sono in grado di avvicinarsi alla giustizia. Nemmeno un po’.

inviato il 05/03/2019
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Matteo Strukul
Padova, 8 settembre 1973

Vivere Amare Capirsi

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Leo Buscaglia
Vivere Amare Capirsi
Classici Moderni Oscar Mondadori 1982
10 righe da pagina 88:

Quando dite " Buongiorno" a qualcuno, lo fate perché volete dirlo, non perché vi attendete in cambio qualcosa, Se attendete qualcosa in cambio, e gli altri non dicono nulla, allora pensate: ! Lo sapevo, non dovevo dire buongiorno". A volte siamo arrivati a questo punto - dico buongiorno e qualcuno si volta e mi chiede: " La conosco?". E io rispondo: " No, ma non sarebbe bello se ci conoscessimo?". Qualche volta, dicono di no. Ne hanno il diritto. Ma io ho fatto quello che volevo. Ho detto Buongiorno. E loro hanno fatto quello che volevano, hanno

inviato il 14/02/2019
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L'ho letto anche io, bellissimo questo libro!!

Se non ci aspettiamo nulla, abbiamo tutto, dice Buddha. Amate perché volete amare. Date perché volete dare. I fiori sbocciano perchè devono, non perchè c'è qualcuno a cui piacciono!

Le novelle dei morti

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Jennifer Radulović
Le novelle dei morti
ABEditore 2017
10 righe da pagina 63:

«Si tratta di misteri molto antichi, Barone, misteri che non tutti sono in grado di comprendere. Possiamo dire che sia necessaria una sorta di iniziazione. Ma alla fine, io sono solo un occhialaio e faccio semplicemente il mio lavoro. Il mio lavoro consiste nel dare alle persone la possibilità di vedere ciò che desiderano, correggendo il loro difetto visivo attraverso un espediente artificiale».
«E in questo caso di quale difetto si tratterebbe, signor Goldbaum?», domandò il vecchio generale con evidente sorpresa.
«Quello di essere vivi. Solo, di essere ancora vivi».

inviato il 21/02/2019
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Jennifer Radulović, Milano, 19 febbraio 1978

L'ultimo ballo di Charlot

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Fabio Stassi
L'ultimo ballo di Charlot
Sellerio 2012
10 righe da pagina 76:

Appena aprii i miei palmi, la donna per poco non si strozzò con quello che stava mangiando. Non ho mai visto una mano come la tua, disse. Avrai una fortuna incredibile e farai una montagna di soldi. Pensai che si stesse prendendo gioco di me e mi alzai dalla sedia. Troverai presto la tua strada, rospo, disse la donna, e sarà una strada straordinaria.
Mi arrabbiai. Mi misi a urlare che la gente avrebbe pagato volentieri anche più di un dollaro per sentirsi dire cose come queste, ma che non era il mio caso. Io non volevo essere illuso da nessuno, e soprattutto non da una squallida leggiventura come lei. Girai la schiena e me ne andai, ma feci ancora in tempo a sentire l'ultimo oroscopo di quell'indovina. Morirai a Natale - mi disse mentre uscivo dalla sua bottega - all'età di 82 anni, per una broncopolmonite.

inviato il 21/02/2019
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Già... buon sabato

vale la pena...ripercorrere "sentieri" che danno emozioni piacevoli,ciao

Ho seguito l'esempio di Natalina, sto rileggendo questo libro.
Mi ha emozionato allora e mi emoziona tuttora.

Il delitto di Agora

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Antonio Pennacchi
Il delitto di Agora
Mondadori 2018
10 righe da pagina 124:

Quei milioni d’anni di consumata violenza stanno tutti nei nostri cromosomi – e nei nostri riti – molto più dei pochi anni di civiltà e di buona educazione. Basta quindi un niente per riportarceli alla memoria e tornare alle vecchie abitudini. Che sono quelle, ripeto, che conosciamo meglio.
Siamo tutti potenziali assassini – secondo il Penalista – e gli scrittori più degli altri. Dice difatti che la suprema forma di sublimazione della violenza sia la scrittura: «Ne siete pieni fino all’orlo, solo che la deviate verso la parola. Violentate la lingua. Date corpo ai peggio incubi e agite per interposta persona. E poi mi scusi, ma il processo di produzione artistica non viene proprio definito raptus creativo?»

inviato il 10/02/2019
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:))))) grazieee!

Ciao Vera, sei nella finale di febbraio, 10righe scelte da Voi utenti.

Antonio Pennacchi, Latina, 26 gennaio 1950

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