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Pagina di CiroCerullo

Fragile è la notte

immagine copertina
ANGELO PETRELLA
Fragile è la notte
Marsilio Editori 2018
10 righe da pagina 49:

"Ormai aveva abbastanza carte in tavola per una prima riunione col capo. C’era qualcosa, in questura, che non lo convinceva: era impossibile che Tagliamonte fosse stato così stupido da non riuscire a imbrogliare il cingalese. E come se non bastasse, alle undici di sera la Scientifica non aveva ancora identificato neanche un’impronta nell’appartamento di via Petrarca. O erano degli incapaci, o lo stavano prendendo per il culo. In ogni caso, gli impedivano di fare il suo lavoro.
Telefonò a Lettieri da una cabina pubblica, come gli era stato ordinato. La prima cosa che l’altro disse fu: «Niente nomi. Vediamoci in quel posto in cui un giorno ti stavo dando un calcio in bocca.»
«Intendi dopo che ti avevo atterrato con una gomitata e reso inoffensivo?» rispose Denis.
«Proprio lì…» rise il capo.
Si riferiva a un’indagine di due anni prima."

inviato il 03/05/2019
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Ciao Ciro, sei nella classifica del mese di maggio, 10righe scelte dalla redazione.

LE MENZOGNE DELLA NOTTE

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GESUALDO BUFALINO
LE MENZOGNE DELLA NOTTE
Bompiani
10 righe da pagina 54:

Giunse il giorno prescritto alla fuga. Di come essa venne al proposito, l'Europa intera ha parlato e non dirò oltre. Quel che non sapete abbastanzasono gli accidenti nostri di terra in terra, dopo che ci trovammo fuori dei termini dell'impero, nello stato della Chiesa. Vi eravamo arrivati in abito di viaggiatori, con cavalcature fresche e adatte a trascorrere le montagne; ma già Veniero m'era parso, non so se giudicando equamente o per effetto di geloso livore, uomo cedevole, di fatue fattezze e maniere.

inviato il 04/04/2019
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Ciao Ciro sei nella finale del mese di aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

CASE DI VETRO

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LOUISE PENNY
CASE DI VETRO
Tradotto da Letizia Sacchini
Giulio Einaudi Editore 2019
10 righe da pagina 191:

Isabelle Lacoste alzò gli occhi dallo schermo per fissarli su Gamache e Beauvoir. Poi tornò a fissare l'immagine.
- Sembra la morte, - dichiarò in tono neutro, come si trattasse di un dato di fatto.
- Oui, - assentì Gamache. - E' quello che abbiamo pensato anche noi.
La creatura nella foto era potente, minacciosa, ma emanava anche una spece di solennità. Un senso di calma, di certezza. Un destino ineluttabile.
Il contrasto con il mucchietto di stracci riverso nel ripostiglio era impietoso. La prima immagine sembrava la Morte. La seconda lo era.
- Cosa avete fatto? - chiese Lacoste.
Gamache cambiò posizione sulla sedia scomoda. Era la prima volta che gli toccava rispondere a quella semplice domanda, e verosimilmente non sarebbe stata affatto l'ultima.

inviato il 29/03/2019
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DA DOVE LA VITA E' PERFETTA

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SILVIA AVALLONE
DA DOVE LA VITA E' PERFETTA
Rizzoli
10 righe da pagina 204:

Sbucarono nella zona universitaria. Passarono di fronte a una copisteria, la serranda abbassata a metà e la luce ancora accesa: STAMPA QUI LA TUA TESI! TRE COPIE, 10 EURO DI SCONTO.
Quanto le sarebbe piaciuto, che studiassero là un giorno. In quegli edifici monumentali, dietro le finestre ornate di tende rosse.
Non si era mai perdonata di aver lasciato le superiori a un anno dal diploma: per la foga di sposarsi, di trasferirsi, perché era incinta. Tutte scuse, errori madornali. E poi aveva perso il treno.
Ma per Adele doveva essere diverso. Non trovava il coraggio di dirglielo, ma l'avrebbe aiutata lei con il bambino.

inviato il 05/03/2019
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SCOMPARTIMENTO N. 6

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ROSA LIKSOM
SCOMPARTIMENTO N. 6
Iperborea 2014
10 righe da pagina 103:

Il treno avanzava strisciando, quasi volesse chiedere perdono. Il sole che splendeva in tutta la sua gloria da un cielo bianco latte inondava di luce la neve immacolata. Fu così per qualche ora, finchè l'astro protervo non venne per un attimo occultato da un'ombra nera. La Siberia svanì dal finestrino, per riapparire di colpo prima ancora che qualcuno se ne accorgesse. Un muro di alberi si ergeva, nero e spaventoso, proprio sul bordo della ferrovia.
Traduzione di Delfina Sessa

inviato il 23/02/2019
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PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI

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HEDDI GOODRICH
PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI
GIUNTI 2019
10 righe da pagina 184:

Scendemmo dalla macchina per imboccare un sentiero costeggiato da fili d'erba secca che mi punzecchiavano le caviglie. Arrivati in un boschetto, Pietro si fermò, prendendomi il volto tra le mani come una coppa per bere. Mi baciò delicatamente, con la pazienza fiduciosa di un classico primo bacio che fra di noi non c'era mai stato. Che dolcezza stare finalmente soli.Sotto quel merletto di ombra, l'odore di abete si fuse con quello del suo dopobarba, il graticcio dei rami con i suoi ricci scuri.
"Sei l'aria che respiro" mi sussurrò "l'acqua che bevo."

inviato il 07/02/2019
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Il re di denari

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Sandrone Dazieri
Il re di denari
A. MONDADORI 2018
10 righe da pagina 23:

"Chi sei? Voltati, fatti vedere."
Il ragazzo non si mosse, e fu Colomba ad andargli vicino, scoprendo un viso roseo e privo di peli. Poteva avere diciotto anni al massimo, e guardava nel vuoto, senza espressione.
Colomba si chiese se fosse sempre così o fosse sotto shock, ma abbassò la pistola. "Che ci fai qui? Ti sei perso?"Chiese.
Il ragazzo non rispose. Senza preavviso cominciò a correre verso l'uscita con gesti scordinati e rigidi, le ciabatte che spruzzavano acqua sporca. Colomba lo afferrò. Il ragazzo le morsicò la mano, lei con uno sgambetto lo fece cadere a faccia in giù nella neve. "Dai, piantala di fare lo scemo" disse. "Non voglio farti niente. Solo sapere chi..." Le parole le morirono in gola.
La neve attorno al ragazzo era diventata rossa.

inviato il 17/01/2019
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Ciao Ciro, sei nella finale del mese di gennaio, 10righe scelte dalla redazione.

SABBIA NERA

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CRISTINA CASSAR SCALIA
SABBIA NERA
2018 Giulio Einaudi s.p.a. - Torino
10 righe da pagina 207:

Ora, che la Guarrasi avesse già subdorato qualcosa era fuori discussione. Però la conversazione col notaio, quella tanticchia di acredine che traspariva più dall'espressione del vicequestore che dalle sue parole, in fondo misurate...
Insomma, qualche sentore doveva averlo avuto.
Fragapane, invece, ci aveva capito poco e niente. L'unica cosa che sapeva per certo era che quel caso si andava complicando ogni giorno di più, e secondo il suo punto di vista questo non era un bene. No, non era un bene per niente.
- 'Mpare, ma quello che volevamo sapere almeno l'abbiamo saputo? - domandò, una volta raggiunta l'auto di servizio, ferma da due ore in via Principe Nicola.

inviato il 08/09/2018
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Benvenuto Ciro Eco :)

Il piccolo libraio di Archangelsk

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G.Simenon
Il piccolo libraio di Archangelsk
Tradotto da Massimo Romano
Adelphi (collana Gli Adelphi) 2007
10 righe da pagina 72:

Jonas i era rivolto a tutte le autorità immaginabili,sia russe,sia francesi,ma non aveva ottenuto alcuna informazione sulla sorte dei genitori.Poteva sperare che suo padre,a ottantadue anni,e sua madre,settantasei,fossero ancora vivi?Che ne era stato di zia Zina,con la sua casa in cui ci si perdeva,e delle sorelle,di cui non conosceva le sembianze?Chissà?forse Dussia ignorava addirittura di avere un fratello in qualche parte del mondo.le pareti attorno a lui erano ricoperte di libri vecchi.Nel bugicattolo c'era una grande stufa che d'inverno a Jonas piaceva alimentare finché non diventava incandescente,e quel giorno avrebbe giurato che in cucina stagnasse ancora odore di aringa.La vasta tettoia del mercato riverberava il sole sulla vetrina,e tutt'intorno c'erano botteghe non più grandi della sua,tranne dal lato rue de Bourges...

inviato il 06/05/2019
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http://scrivi.10righedailibri.it/game-0 ho scelto queste 10 righe,natalina

Certamente,grazie !!!

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di aprile. Scegli da lunedì 13 maggio a domenica 19 maggio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Ogni tanto seguo i consigli ..Saggi,grazie a te !

il mio libro preferito di Simenon ! grazie Natalina

L’opera al nero

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Marguarite Yourcenar
L’opera al nero
Tradotto da Marcello Mongardo
Universale Economica Feltrinelli 1994
10 righe da pagina 203:

Si meravigliava di aver acconsentito a rinchiudersi per quasi sei anni nell'ospizio di San Cosma, insabbiato nella monotona esistenza conventuale, peggiore dello stato ecclesiastico, che egli aveva fatto orrore a vent'anni, ingigantendo l'importanza dei piccoli intrighi, degli scandali inevitabili a porte chiuse. Gli sembrava quasi di aver insultato le infinite possibilità dell'esistenza rinunciando per tanto tempo all'invito del mondo. Il movimento dello spirito che si apre una via in senso inverso alle cose conduceva certamente a sublimi profondità, ma rendeva impossibile l'esercizio che consiste nell'essere. Per troppo tempo si era privato del piacere di procedere diritto davanti a sé, immerso nell'immediato presente, lasciando che il fortuito ridivenisse il suo destino, ignorando ove avrebbe passato la notte […].

inviato il 22/04/2019
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Marguerite Yourcenar 8 giugno 1903 Bruxelles

guadagnato da vivere fra otto giorni. Il cambiamento era stato una rinascita e quasi una metempsicosi.
Il moto alternativo delle gambe bastava a soddisfargli l'anima. Gli occhi si limitavano appena a dirigere la marcia, benché gioissero del verde intenso dell'erba. L'udito registrava con soddisfazione il nitrire d'un puledro al galoppo lungo una siepe viva e il cigolio insignificante d'un carretto. Dalla partenza scaturiva una libertà totale.

Storia di May Piccola Donna

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Beatrice Masini
Storia di May Piccola Donna
Mondadori 2019
10 righe da pagina 16:

I ragazzini del villaggio quando la vedono passare si danno delle gomitate e ridono piegandosi in due: la bambina di sacco, la chiamano, o pellegrina. Non ci si abituerà mai. Forse è meglio così, è meglio che Martha non la veda com’è ora, che continui a immaginarla com’era prima. Per fortuna c’è la penna, e la carta, e l’inchiostro. Pater può rinunciare a tante cose, ma agli strumenti del suo lavoro, alle armi del suo pensiero proprio no. È l’unico lusso che si concede, e che concede agli altri. E così lei scrive, scrive. Scrivendo può correggere la realtà, farla più bella. È come quando legge, ma anche meglio: perché le storie che leggi sono già tutte lì. Quelle che scrivi invece le fai tu.

inviato il 23/04/2019
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Beatrice Masini
Milano, 1 aprile 1962

Son luce e ombra

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Eliano Cau
Son luce e ombra
Condaghes 2016
10 righe da pagina 36:

Soggiunse: "Io non l'ho mai vista, Dio me ne liberi, e tutto ciò che so l'ho sentito dalle mie amiche".
Forse la proteggeva il Maligno, "Quella", o forse non esisteva, si ripetevano i religiosi ogni volta che ne parlavano. Era più semplice spegnere i fulmini e mettere la cavezza ai tuoni, agguantare la nebbia del fiume che la "Bestia" inafferrabile.
A un certo punto Loìsa ebbe un'illuminazione, un raggio di sole che le squarciò il drappo nero della mente.
"Il suo primo nome non lo sa nessuno, ma il secondo è Inghènia, così la chiamano i pochi che la conoscono. È anche bella e molto giovane, Padre Lo', e da come riesce a comandare alle ragazze che vanno a trovarla, deve avere una volontà di ferro" disse orgogliosa della sua osservazione, articolando chiaramente le frasi per non ripeterle un'altra volta.

inviato il 25/04/2019
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Strong & Chic

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Nadège Dubospertus
Strong & Chic
Vallardi
10 righe da pagina 173:

L’amore è sempre attivo presente. Non è ’Amerò’ oppure
’Ho amato’. Se conoscete l’amore non seguirete
nessuno, l’amore non obbedisce.» Partendo da passi
come questo, cominciai lentamente a capire perché
non aveva senso interrogarsi sui motivi per cui la
mia vita sentimentale era andata male. Nel suo discorso
Krishnamurti parte da ciò che l’amore non
è. Non è empatia, perdono, possesso, gelosia e paura,
non è tutto ciò che ha a che fare con la mente.
Quest’ultima, purtroppo, può solo rovinare l’amore, non può crearlo e non può creare la bellezza. Secondo
questo filosofo, l’amore non può essere oggetto
di un pensiero, non può essere coltivato o praticato...

inviato il 27/04/2019
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La bomba di Maradona

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Vincenzo Salemme
La bomba di Maradona
Baldini&Castoldi 2018
10 righe da pagina 10:

«Chesta è ’a bomba ’e Maradona.»
Disse il vecchio, mostrando al giovane l’involucro di carta spessa e lucida, color carta da zucchero. Sembrava una enorme caramella incartata artigianalmente. Il giovane lo prese tra le mani e lo soppesò. Il vecchio sorrise, seduto su una seggiola di quelle da spiaggia, col sedile di tela a strisce bicolori bianche e rosse. Aveva una sigaretta accesa tra le dita, incurante del pericolo. «Stateve attiente a’ sigaretta», gli disse infatti il giovane il cui viso era seminascosto dal cappuccio di flanella della sua tuta da sport, grigia.
Il vecchio sembrò non sentirlo.

inviato il 08/04/2019
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Vincenzo Salemme (Bacoli, 24 luglio 1957)

La Cura della Vergogna

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Marilù S. Manzini
La Cura della Vergogna
Bietti 2018
10 righe da pagina 15:

Il cuore in gola. Un sussulto sordo. Leggo i punti sul foglio, gli esercizi, la cura. È un pazzo. Un vecchio pazzo. La mia vita va benissimo. Cioè, non proprio, diciamo che va.
Va come tutte le altre vite. Forse. Diciamo che ho qualche problema di relazione. Diciamo che ho qualche problema con la timidezza. Diciamo che ho più di un problema. Ma chi non ne ha.
Ora invece arriva lui e decide che no, non va bene, che posso cambiare. Che devo. La cura è fatta di esercizi pericolosi. Acrobazie per la volontà. Un viaggio senza ritorno.

inviato il 27/04/2019
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Benvenuta Deborah :)

Tutto per nulla

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Walter Kempowski
Tutto per nulla
Tradotto da Mario Rubino
Sellerio 2018
10 righe da pagina 69:

Tante cose trovava enigmatiche. Le differenze fra gli esseri umani... del tutto a prescindere da quelle fra uomo e donna, fra tedeschi e russi ad esempio... i tedeschi puliti, laboriosi, giusti... I russi, invece, pigri, sudici, crudeli? Ma anche al contrario: i russi, in linea di massima, bonaccioni, e i tedeschi... Ultimamente c’erano delle cose incomprensibili, delle quali, qui e adesso, non c’era voglia di parlare. Cose, in sé e per sé, di cui si sarebbe potuto fare a meno. «Rompicapo», una bella parola, che non riguardava i grandi quesiti dell’umanità, ma piuttosto i piccoli, che poi però, presi insieme, generavano il grande quesito: a che scopo?

inviato il 28/04/2019
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Walter Kempowski
29 aprile 1929, Rostock (Germania) - 5 ottobre 2007, Circondario di Rotenburg (Germania)

Ficciones

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Jorge Luis Borges
Ficciones
Alianza Editorial 2008
10 righe da pagina 134:

No sólo le costaba comprender que el símbolo genérico 'perro' abarcara tantos individuos dispares de diversos tamaños y diversa forma; le molestaba que el perro de las tres y catorce (visto de perfil) tuviera el mismo nombre que el perro de las tres y cuarto (visto de frente).
[...]
Era el solitario y lúcido espectador de un mundo multiforme, istantáneo y casi intolerablemente preciso.
[...] Había aprendido sin esfuerzo el inglés, el francés, el portugués, el latín. Sospecho, sin embargo que no era muy capaz de pensar. Pensar es olvidar diferencias, es generalizar, abstraer. En el abarrotado mundo de Funes no había sino detalles, casi inmediatos.

inviato il 29/04/2019
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Non solo gli costava comprendere che il simbolo generico 'cane' abbracciasse tanti individui differenti di diversa grandezza e forma diversa; gli dava fastidio che il cane delle tre e quattordici (visto di profilo) avesse lo stesso nome del cane delle tre e un quarto (visto di fronte).
[…]
Era lo spettatore solitario e lucido di un mondo multiforme, istantaneo e quasi intollerabilmente preciso.
[…]
Aveva imparato senza sforzo l’inglese, il francese, il portoghese, il latino. Sospetto, tuttavia, che non fosse molto capace di pensare. Pensare è dimenticare le differenze, significa generalizzare, astrarre. Nel mondo stipato di Funes, non c'erano altro che dettagli, quasi immediati.

J. L. Borges, Finzioni, a c. di A. Melis, Adelphi, 2003.

Chiamami col tuo nome

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André Aciman
Chiamami col tuo nome
Tradotto da Valeria Bastia
Guanda 2018
10 righe da pagina 73:

Un pomeriggio, quando sapevo che la casa era vuota, salii in camera sua. Aprii l'armadio e, visto che quando non avevamo ospiti lì ci dormivo io, finsi di cercare qualcosa che avevo lasciato in uno degli ultimi cassetti in basso. Il piano era rovistare tra le sue carte, ma non appena aprii le ante, lo vidi. Appeso a una gruccia c'era il costume da bagno rosso che indossava quella mattina, ma con cui non aveva fatto il bagno, motivo per cui era lì dentro e non ad asciugare sul balcone. Anche se nella vita non avevo ficcato il naso tra le cose altrui, lo presi. Me lo avvicinai alla faccia, poi ce lo strofinai contro, come se mi ci volessi rannicchiare dentro e perdermi tra le piaghe del tessuto. Allora quando non è spalmato di crema solare il suo corpo ha questo odore, ha questo odore, ha questo odore, continuavo a ripetere tra me,

inviato il 29/04/2019
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André Aciman (Alessandria d'Egitto, 2 gennaio 1951)

cercando dentro il costume qualcosa di ancora più intimo del suo odore, poi ne baciai ogni angolo,...

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