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Pagina di CiroCerullo

Il re di denari

immagine copertina
Sandrone Dazieri
Il re di denari
A. MONDADORI
10 righe da pagina 23:

"Chi sei? Voltati, fatti vedere."
Il ragazzo non si mosse, e fu Colomba ad andargli vicino, scoprendo un viso roseo e privo di peli. Poteva avere diciotto anni al massimo, e guardava nel vuoto, senza espressione.
Colomba si chiese se fosse sempre così o fosse sotto shock, ma abbassò la pistola. "Che ci fai qui? Ti sei perso?"Chiese.
Il ragazzo non rispose. Senza preavviso cominciò a correre verso l'uscita con gesti scordinati e rigidi, le ciabatte che spruzzavano acqua sporca. Colomba lo afferrò. Il ragazzo le morsicò la mano, lei con uno sgambetto lo fece cadere a faccia in giù nella neve. "Dai, piantala di fare lo scemo" disse. "Non voglio farti niente. Solo sapere chi..." Le parole le morirono in gola.
La neve attorno al ragazzo era diventata rossa.

inviato il 17/01/2019
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SABBIA NERA

immagine copertina
CRISTINA CASSAR SCALIA
SABBIA NERA
2018 Giulio Einaudi s.p.a. - Torino
10 righe da pagina 207:

Ora, che la Guarrasi avesse già subdorato qualcosa era fuori discussione. Però la conversazione col notaio, quella tanticchia di acredine che traspariva più dall'espressione del vicequestore che dalle sue parole, in fondo misurate...
Insomma, qualche sentore doveva averlo avuto.
Fragapane, invece, ci aveva capito poco e niente. L'unica cosa che sapeva per certo era che quel caso si andava complicando ogni giorno di più, e secondo il suo punto di vista questo non era un bene. No, non era un bene per niente.
- 'Mpare, ma quello che volevamo sapere almeno l'abbiamo saputo? - domandò, una volta raggiunta l'auto di servizio, ferma da due ore in via Principe Nicola.

inviato il 08/09/2018
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Benvenuto Ciro Eco :)

Farlocà-Farneticare

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Lino Marconi
Farlocà-Farneticare
Tradotto da /
Compagnia della stampa -Massetti Rodella 2018
10 righe da pagina 87:

Il dubbio
Eravamo insieme quella sera di maggio,
c'erano le stelle e un delizioso raggio di luna
e promesse rubate dal vento
la tua pelle come una pesca nostrana
in un mondo di baci furtivi,
in un brolo profumato di sapori,
bollicine dorate di cielo
nel felice tintinnio di di calici...
mi chiedo ancora,
dall'altr,ieri :
fu la freccia d'un Eros nascosto
o l'ardente calore delle vite ?
.-.-.-.-.-.-.-.-..-.-.-.-.-.-.-.-.
Siem ensem chela sera de mas
gh'era stele e de luna n'bel quart
e promesse robade dal vent;
la tò pèl come n'persech nostrà
dent,a n mond de basì de niscus,
dent a n brol udurus de saur,
bocaline, ndorade de cel
ne l' alègher tintin dei bicer...
mè domande amò,de l'altrer:
l'è sta darder de ,n Eros scundit
o fughet el calur de le ic?

inviato il 15/01/2019
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Angelo Lino Marconi nato a Chiari...nel 1930...autore di diciotto pubblicazioni e sedici plaquette in dialetto bresciano Maturità classica ,Medico Chirurgo,e medico Legale

L'orizzonte ogni giorno un po' più in là

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Claudio Pelizzeni
L'orizzonte ogni giorno un po' più in là
PICKWICK 2018
10 righe da pagina 89:

In questi primi giorni di rientro in Nepal mi sono ritrovato spesso solo. Omar è ripartito per l'India e la casa che solo tre mesi fa era piena di persone è ora praticamente vuota. A volte, i ragazzi vengono a trovarmi per studiare, giocare, guardare i miei video, le mie fotografie o anche solo sentire le mie storie. Mi sveglio ogni mattina presto, poco dopo l'alba, e poche ore dopo il tramonto mi addormento. Sto comprendendo come una vita semplice mi faccia stare meglio. Le comodità della società occidentale mi mancano sempre meno e ogni tanto mi fermo a guardare il mio zaino: su di esso, le scritte mi ricordano i posti che ho visitato, mentre dentro ho tutto ciò che mi basta per vivere. Tutte le cose, gli oggetti che ho lasciato a casa, sono semplicemente superflue.
Non inutili, superflue.

inviato il 07/01/2019
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Claudio Pelizzeni - Codogno (Lodi) 1981

Memorie dal sottosuolo

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Fedor Dostoevskij
Memorie dal sottosuolo
Tradotto da Milli Martinelli
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1995
10 righe da pagina 148:

[..]Siamo arrivati al punto che l’autentica “vita viva” la consideriamo quasi una fatica, quasi un impegno, e tutti siamo intimamente convinti che è meglio una vita costruita, “letteraria”. […] Ormai noi non sappiamo neppure dove vive ciò che è vivo, e che cos’è, e come si chiama. Lasciateci soli senza libri e noi ci confondiamo subito, ci smarriamo, non sappiamo dove dirigerci, a cosa aggrapparci: cosa amare e cosa odiare; cosa apprezzare e cosa disprezzare. Noi sentiamo il peso perfino del nostro essere uomini, uomini con corpo e sangue nostri, autentici. Ce ne vergogniamo, lo consideriamo disdicevole e ci intestardiamo ad essere in-esistenti uomini-sociali. Noi, nati-morti ormai da molto tempo nasciamo non da padri vivi, e questo ci piace sempre di più. Ci stiamo prendendo gusto.

inviato il 08/01/2019
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Grazie :))

Ciao Francesca, sei nella finale di gennaio, 10righe scelte da Voi utenti.

Vero.

grazie Francesca concordo con il tuo commento, perfetto !

Consiglio a tutti di leggere o, anche, rileggere questo libro perché il testo è talmente attuale e moderno che per un momento ho stentato a credere che fosse stato scritto nel 1864! Un genio!

Le notti di Salem

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Stephen King
Le notti di Salem
Tradotto da Tullio Dobner
Sperling & Kupfer 2009
10 righe da pagina 301:

Si ritrovò a riflettere, non per la prima volta, sulla peculiarità dell'essere adulti. Prendevano lassativi, bevevano liquori, assumevano sonniferi per respingere i loro terrori e poter dormire e i loro terrori erano mansueti e domestici. […] Impallidivano a confronto con le paure che, nel buio, s'infilano nel letto di tutti i bambini a dormirci assieme guancia a guancia. […] Non ci sono terapia di gruppo o psichiatra o assistenza sociale in soccorso del bambino che tutte le sere deve vedersela con la cosa sotto il letto o in cantina, la cosa che sogghigna e si sfrega le mani e trasmette minacce restando laggiù, appena oltre il limite a cui giunge il tuo sguardo. Ogni notte bisogna combattere la sessa battaglia e l'unica cura è l'inevitabile atrofizzazione delle facoltà immaginative, quell'evoluzione che si chiama età adulta.

inviato il 09/01/2019
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Stephen Edwin King, Portland, 21 settembre 1947

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa

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Luis Sepúlveda
Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
Tradotto da Ilide Carmignani
Guanda 2018
10 righe da pagina 10:

Io, la balena del colore della luna, abito nel mare delimitato dalla terra dove spunta il chiarore del giorno e dall'orizzonte in cui il sole si immerge per far posto alle stelle. L’acqua è fredda, attraversata da correnti gelide che arrivano dai lontani confini dove tutto è bianco e il mare si trasforma in un’immensa roccia color sale, che cresce quando le notti sono molto lunghe e cala quando i giorni sembrano non avere fine.
Sulla terraferma che delimita il mare dove abito ci sono pochi uomini e alti boschi si levano fin quasi sulla riva. Io discendo negli abissi irraggiungibili per altre specie, i miei grandi polmoni mi permettono di restarvi a lungo senza dover uscire a respirare, ma poi riemergo dalle profondità marine, esalo da una fessura sul dorso l’aria che avevo respirato e mi riempio di nuovo i polmoni per tuffarmi ancora.

inviato il 14/01/2019
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Luis Sepúlveda Calfucura (Ovalle, 4 ottobre 1949)

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