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Pagina di Eagledolvis

Migrante per sempre

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Chiara Ingrao
Migrante per sempre
Baldini+Castoldi 2019

Io mi credevo che venivo da Biagio mio, quando partii. Mi credevo che gli facevo da mangiare, che gli pulivo la casa, che la notte ci scaldavamo i piedi sotto alla coperta, quando alla Germania fa freddo... Invece al freddo ci stiamo tutti e due, ma uno da una parte e uno dall’altra, Rituzza mia. Perché Biagio mio dorme alle baracche, vicino a zu’ Nino. Perché lui dice che non ci sta niente da fare, per noi siciliani: la regola è questa, e i germanesi le regole non le cambiano mai. Dice che se un forestiero vuole lavorare alle loro fabbriche, ci deve restare pure alla notte, come gli scecchi che il padrone finito il lavoro li chiude alla stalla. E nelle stalle nostre, Rituzza mia, almeno quando c’è la luna un po’ di chiaro ci entra; mentre alle baracche dei germanesi certe sere sale una nebbia che pare di stoppa, e non si vede da qui a lì.

inviato il 09/05/2019
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Chiara Ingrao
Roma, 25 aprile 1949

Io confesso

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Jaume Cabré
Io confesso
Tradotto da Stefania Maria Ciminelli
Rizzoli 2012
10 righe da pagina 483:

Isaiah Berlin lasciò il libro su un tavolino e disse ogni giorno leggo e ogni giorno mi rendo conto che mi manca tutto da leggere. E ogni tanto devo rileggere, anche se rileggo solo ciò che merita il privilegio della rilettura. «E cosa fa meritare questo privilegio?» Adesso Bernat sembrava Adrià. «La capacità di affascinare il lettore; di farlo meravigliare per l’intelligenza presente nel libro che rilegge o per la bellezza che genera. Anche se con la rilettura, per sua natura, entriamo sempre in contraddizione.» «Cosa vuoi dire, Isaiah?» lo interruppe tante Aline. «Un libro che non merita di essere riletto non meritava neanche di essere letto.»

inviato il 23/04/2019
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Rileggere...per ripetere l'emozione del meravigliarsi!

Jaume Cabré
30 aprile 1947, Barcellona

Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj

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Nicola Lagioia
Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj
Minimum Fax 2011
10 righe da pagina 24:

«Pensi che dovrei tornare a scrivere?», mi chiede Lev Nikolaevič. «Che genere di cose?», faccio io. Si aggiusta il bavero della giacca, solleva il bicchiere con la coca-cola. Fa tintinnare il ghiaccio. Un sorso prima di attaccare, sorride... mio Dio, quest’uomo crede ancora nella letteratura! «Un’idea ci sarebbe... anzi, è più di un’idea... una vera e propria ossessione... non ci dormo la notte». Si carezza la barba. «Dunque... c’è la moglie di un alto funzionario, giusto? Si chiama Anna. Si innamora di un bell’ufficiale, mi segui? Resta incinta! Fugge in Italia col suo amante e viene messa al bando dalla società pietroburghese. Il marito non le concede il divorzio...» A questo punto devo fermarlo. «Questa storia fa schifo», dico con noncuranza. Tolstoj si irrigidisce. Depone il bicchiere sul tavolo. Incrocia le braccia.

inviato il 18/04/2019
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Le sette morti di Evelyn Hardcastle

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Stuart Turton
Le sette morti di Evelyn Hardcastle
Tradotto da Federica Oddera
Neri Pozza 2019
10 righe da pagina 333:

Rashton ha affrontato decine di omicidi. Di solito non vengono esibiti in questa maniera: sono atti subitanei e impulsivi. Gli uomini trovano conforto nell’alcol dopo una dura giornata di lavoro, e smuovono l’acredine che si è accumulata in fondo ai loro animi. Scoppiano litigi, le mogli non ne possono più di ritrovarsi con un occhio nero e afferrano il coltello da cucina più a portata di mano. La morte colpisce nei vicoli e nelle stanze silenziose con il tavolo coperto da un centrino di pizzo. Cadono alberi, qualche poveraccio finisce schiacciato, gli arnesi sfuggono dalle dita. La gente muore com’è sempre morta, rapidamente, con impazienza o colpita dalla sfortuna; non così, non di fronte a un centinaio di persone in abito da sera. Che razza di mentalità ci vuole per trasformare un delitto in uno spettacolo?

inviato il 09/04/2019
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Alfabeti. Saggi di letteratura

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Claudio Magris
Alfabeti. Saggi di letteratura
Garzanti 2014
10 righe da pagina 9:

Dalla fantasia adolescente e improbabile di Salgari ho imparato l’amore per la realtà, il senso dell’unità della vita e la famigliarità con la varietà di popoli, civiltà, abiti, costumi, diversi ma vissuti come differenti manifestazioni dell’universale-umano; ho appreso pure che gli scrittori fanno vedere il mondo aldilà delle loro convinzioni, perché da Salgari non ho recepito l’ardore guerresco, che lo rese poi caro al Ventennio fascista, bensì un senso di fraterna uguaglianza di tutti i popoli della terra, così come più tardi Kipling – oltre al mistero e all’epica – mi avrebbe fatto amare gli elefanti e i templi indù più che la corona della regina Vittoria.

inviato il 23/03/2019
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Ciao Eagledolvis, per Te un libro incentivo come finalista 10righe scelte da Voi utenti nel mese di marzo. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Eagledolvis, sei nella finale del mese di marzo, 10righe scelte dala redazione.

Claudio Magris
Trieste, 10 aprile 1939

Alien. La clonazione

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Ann Carol Crispin
Alien. La clonazione
Tradotto da Sergio Mancini
Sonzogno 1998
10 righe da pagina 166:

Il pianeta Terra riempiva completamente lo schermo. Era ancora un mondo azzurro con grandi banchi di nuvole sparse un po’ dappertutto. Ma almeno i due terzi erano oscurati da una gigantesca rete di metallo, parte di un’immensa operazione spaziale condotta dalle compagnie e dal governo planetario in seguito ad un accordo di comodo. La griglia era come un parziale rivestimento che ruotava leggermente più veloce del pianeta stesso. […] Gli unici che vivevano davvero sulla Terra erano i disoccupati e i reietti. Attualmente gli impieghi più interessanti si trovavano nello spazio e nelle colonie. Non era difficile trovare un luogo del pianeta che fosse completamente disabitato per portare l’Auriga all’impatto. Johner non aveva mentito: la Terra era davvero un postaccio.

inviato il 22/03/2019
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Ann Carol Crispin
USA, Stamford, 5 aprile 1950 – Waldorf, 6 settembre 2013

King Kong

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Edgar Wallace
King Kong
Tradotto da Martina Rinaldi
Newton Compton 2017
10 righe da pagina 89:

Ann aveva paura, una paura che non aveva mai neanche immaginato di poter provare. Nessun libro che aveva letto, nessuna storia che le avessero mai raccontato poteva somigliare al terrore che ora la scuoteva a ondate sempre più forti. Un terrore che la faceva sentire come se ogni più piccola parte di quel suo corpo offeso fosse viva, piena di cose indicibili, innominabili. Un terrore più grande di quel che provano i bambini al buio durante la notte. Più forte del peggiore degli incubi.

inviato il 22/03/2019
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Edgar Wallace
Greenwich, 1º aprile 1875 – Beverly Hills, 10 febbraio 1932

Vacanze all'isola dei gabbiani

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Astrid Lindgren
Vacanze all'isola dei gabbiani
Tradotto da Laura Draghi
Salani 1996
10 righe da pagina 258:

Questo, voleva! Vedere tutte queste cose: il sole che fiammeggiava sulle acque pallide, i bianchi gabbiani, gli scogli grigi e le rimesse per le reti da pesca al di là del fiordo dove si specchiavano così nitidamente. Voleva vedere tutte le cose che amava, e stendere la mano come per accarezzarle. «Penso che starò qui tutta la notte» disse, «fino al sorgere del sole. Per guardare il rosso dell’aurora». […] Il rosso dell’aurora, pensò Pelle, vorrei tanto vederlo anch’io! ‘Se prendessi le ali vermiglie dell’aurora, avrei una casa all’estremo confine del mare…’ Ma ora ce l’avevano. Una casa davvero tutta loro! Sì… sì… sì! Era loro. Una casa all’estremo confine del mare.

inviato il 21/03/2019
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Astrid Lindgren
Vimmerby (Svezia), 14 novembre 1907 – Stoccolma, 28 gennaio 2002

Il racconto dell'ancella

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Margaret Atwood
Il racconto dell'ancella
Tradotto da Camillo Pennati
Ponte alle Grazie 2018

Ricordo le regole, regole che non
venivano mai enunciate apertamente ma che ogni donna conosceva: non aprire la
porta a un estraneo, anche se dice che è un agente della polizia. Fargli
infilare sotto la porta il suo tesserino di riconoscimento. […] Se qualcuno
fischia, non voltarsi a guardare. Non entrare in una lavanderia a gettoni, da
sola, la notte. Le lavanderie a gettoni. Ci andavo in pantaloni corti, jeans,
mutandine da jogging. Portavo con me la biancheria, il sapone, i soldi, soldi
che avevo guadagnato. Penso a quello che significa subire questo controllo
continuo. Ora camminiamo per la stessa strada, a due per due, vestite di rosso,
e nessun uomo ci grida oscenità, ci parla, ci tocca. Nessuno fischia. Esiste
più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da.
Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà
da. Non sottovalutatelo.

inviato il 20/03/2019
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P. 25

Congedo dai genitori. Punto di fuga

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Peter Weiss
Congedo dai genitori. Punto di fuga
Tradotto da Francesco Manacorda e Ugo Gimmelli
Mondadori 1976
10 righe da pagina 45:

Nei libri mi veniva incontro la vita che la scuola mi aveva celata. Nei libri mi si mostrava una realtà di vita diversa da quella in cui volevano costringermi i miei genitori e insegnanti. La voce dei libri esigeva da me partecipazione, la voce dei libri esigeva da me che io mi aprissi e riflettessi su me stesso. Rovistavo tra i libri dei miei genitori. Leggerli mi era proibito, dovevo sottrarli di nascosto e pareggiare accuratamente i vuoti, le mie letture si svolgeranno a letto sotto le coperte, al lume di una torcia elettrica, o al gabinetto, o sotto il rivestimento mimetico dei libri di scuola. Da innumerevoli specchi si rifletteva in me quel caos di aspirazioni mal fermentate, di romantiche stravaganze, di angosce e di sfrenati sogni di avventura che era già mio, preferivo il genere torbido, equivoco, tenebroso.

inviato il 19/03/2019
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Peter Weiss
Nowawes, 8 novembre 1916 – Stoccolma, 10 maggio 1982

La figlia della libertà

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Luca Di Fulvio
La figlia della libertà
Rizzoli 2019
10 righe da pagina 16:

«No, tu non capisci, vedi?» fece padre Cecè. «Certo che
la gente teme il Barone. Ma credi davvero che sia per questo
che si accaniscono contro di te? Sbagli. Non hai capito niente. Per loro tu sei addirittura più pericolosa del Barone…
e per certi versi non posso dargli torto. Tu sei una donna,
Rosetta.»
«E allora?»
«Cosa succederebbe se altre donne si comportassero come te?» disse padre Cecè, infervorandosi. «È una cosa contro natura! Anche Dio la condanna!»
«Io valgo quanto un uomo.»
«È proprio questo che Dio condanna!» Il prete la afferrò
per le spalle. «Una donna deve…»
«La conosco questa cantilena» lo interruppe irosamente
Rosetta, scansandosi. «Una donna deve sposarsi, figliare e
prendere botte dal marito senza ribellarsi, come una brava
serva.»

inviato il 25/04/2019
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Ancora grazie, sono contentissima

Ciao Cristina, per Te un libro incentivo come finalista nel mese di Aprile, scelte da Voi utenti. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazieeeeeeeeeeeeee

Ciao Cristina sei nella classifica del mese di aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

Nightflyers

immagine copertina
George R.R. Martin
Nightflyers
Tradotto da Giusi Valent
Mondadori 2019
10 righe da pagina 8:

Quando raggiunsi l’età adulta, il Volcryn aveva oltrepassato Tara ed era anche uscito da Crey, continuando a puntare verso l’esterno.
E adesso io sono vecchia e continuo a invecchiare, e il Volcryn presto entrerà nel Velo del Tentatore, là dove pende come una nera foschia tra le stelle. E noi lo seguiamo, come sempre. Attraverso i neri abissi dove non va nessuno, attraverso il vuoto, attraverso il silenzio che si estende all’infinito, la mia Nightflyer e io gli diamo la caccia.

inviato il 22/04/2019
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Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di aprile.

George Raymond Richard Martin, pseudonimo di George Raymond Martin (Bayonne, 20 settembre 1948)

Le buone vecchie maniere

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Lucinda Holdforth
Le buone vecchie maniere
Tradotto da Elisabetta Stefanini
Orme 2007
10 righe da pagina 79:

Nella mentalità greca, essere felici voleva dire vivere a livelli d'eccellenza.I Greci sapevano che un simile obiettivo era difficile da raggiungere,ed è questo il motivo per cui consideravano la vita comica,tragica ed eroica a un tempo.Una delle menti più' elevate della democrazia ateniese Aristotele.Aristotele era molte cose:empirista,scienziato,logico,retore e filosofo.Non era certamente un democratico puro;aveva i suoi dubbi in merito al governo del popolo.Era anche un filosofo morale e il nucleo del suo pensiero lo ha espresso nel ritratto dell'uomo ideale che costituisce la sua Etica Nicomachea.Il cittadino ideale di Aristotele è molto chiaramente un prodotto dell'Atene descritta da Pericle.E, in generale,un anima nobile.E' prudente,coraggioso,di larghe vedute e coerente.E' generoso e gentile-Considera molto importante l'amicizia.

inviato il 22/04/2019
Nei segnalibri di:

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http://scrivi.10righedailibri.it/la-figlia-della-libertà-ho scelto queste 10 righe,natalina

Grazie,a tutti...naty

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di aprile. Scegli da lunedì 22 aprile a domenica 28 aprile, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Grazie Staff ...per questo bel libro incentivo.naty

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Greenwich, 1º aprile 1875 – Beverly Hills, 10 febbraio 1932

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Vimmerby (Svezia), 14 novembre 1907 – Stoccolma, 28 gennaio 2002

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