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Pagina di lugmaura

Quando la pioggia cadrà tornerò

Takuji Ichikawa
Quando la pioggia cadrà tornerò
Tradotto da Marcella Mariotti
Superpocket 2010
10 righe da pagina 239:

Due giorni dopo che Mio se n'era andata, la stagione delle piogge annunciò la sua fine. Mi parve che fosse partita troppo in fretta.
Così ricominciò la nostra vita a due, anche se ogni angolo della casa parlava di lei, di lei che se n'era andata in sole sei settimane.
“E tu?” aveva chiesto. “Se felice? Ti rendo felice?”.
Ogni volta che tornavano queste parole la chiamavo, lei, ora su quel pianeta lontanissimo. Me lo chiedevi in ogni momento se mi rendevi felice. Avere una moglie che si preoccupa di te in questo modo rende felici. Non lo sapevi?
"Che bravo, complimenti!" era il suo intercalare. Pensare che non lo sentirò mai più mi rattrista. Quando me lo ripetevi riuscivo a dare il meglio di me.

inviato il 02/09/2014
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Italia S.p.A. le profezie del capitale

immagine copertina
Vittorio Emanuele Falsitta
Italia S.p.A. le profezie del capitale
Editoriale Fernando Folini
10 righe da pagina 145:

Soltanto la riforma del diritto di proprietà o meglio il riesame della funzione sociale della proprietà dei mezzi di produzione, avrebbe salvato un’intera società dalla schiavitù del denaro e dalla sottomissione.
V’erano anche i presupposti costituzionali per incamminarsi in quella direzione. Non serviva la rivoluzione francese. I principi giuridici sui quali costruire i volti dei nuovi diritti già abitavano il piano più nobile dell’ordinamento positivo. Da una parte, la Repubblica aveva il compito fondamentale di rimuovere gli ostacoli economici che di fatto limitavano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e ne impedivano il pieno sviluppo (Cost. art. 3, II); dall’altro, era stabilito che la proprietà privata non potesse svolgersi in contrasto con l’utilità sociale (Cost. art. 41,I)

inviato il 29/12/2011
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L'amore molesto

immagine copertina
Elena Ferrante
L'amore molesto
Edizioni e/o
10 righe da pagina 87:

La funicolare si fermò oscillando, vidi che la ragazza si spostava verso l’uscita quasi di corsa. Caserta, come se le fosse incollato, la seguì a reni inarcate e gambe larghe, tra lo stupore e qualche risata nervosa dei suoi compagni di viaggio. La giovane balzò fuori dal vagone. Il vecchio esitò un attimo, si ricompose e sollevò lo sguardo. Credetti che lo facesse richiamato dai colpi ormai frenetici di Polledro. Invece, come se avesse sempre saputo il punto preciso in cui mi trovavo, mi individuò subito tra la folla, che ormai se lo indicava tra brusii di disapprovazione, e mi rivolse uno sguardo allegramente ammiccante, per darmi ad intendere che la pantomima cui si stava dedicando mi riguardava. Quindi bruscamente scivolò fuori dalla carrozza al modo di un attore ribelle che ha deciso di non seguire più il copione.

inviato il 22/02/2011
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Il tè nel deserto

immagine copertina
Paul Bowles
Il tè nel deserto
Garzanti
10 righe da pagina 84:

Erano i luoghi come quello, i momenti così, ch'egli amava sopra ogni altra cosa nella vita; Kit lo sapeva, e sapeva anche che li amava di più se c'era lei presente, a sperimentarli con lui. E sebbene fosse ben consapevole che quegli stessi silenzi, quegli stessi luoghi deserti che gli toccavano il cuore la riempivano di sgomento, non sopportva di sentirselo ricordare. Era come se ogni volta gli rinascesse la speranza che anche lei potesse sentirsi affascinata nello stesso modo dalla solitudine e dalla vicinanza con l'infinito. Spesso le aveva detto: “E' la tua unica speranza”, e Kit non era mai ben certa di che cosa intendesse dire. A volte pensava che intendesse alludere all'unica speranza per lui, che soltanto se fosse stata in grado di diventare com'egli era, sarebbe riuscito a ritrovare la via dell'amore, dato che amore, per Port, voleva dire amare lei: l'eventualità di un'altra donna non si poneva nemmeno. E da tanto tempo, ormai, l'amore non c'era, ne era mancata la possibilità.

inviato il 17/02/2011
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Sostiene Pereira

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Antonio Tabucchi
Sostiene Pereira
Universale Economica Feltrinelli 1994
10 righe da pagina 193:

Sostiene Pereira che erano tre uomini vestiti con abiti civili e che erano armati di pistole. Il primo che entrò era un magrolino basso con dei baffetti e un pizzo castano. Polizia politica, disse il magrolino basso con l'aria di quello che comandava, dobbiamo perquisire l'appartamento, cerchiamo una persona. Mi faccia vedere il suo tesserino di riconoscimento, si oppose Pereira. Il magrolino basso si rivolse ai suoi due compagni, due tangheri vestiti di scuro, e disse: ehi ragazzi, avete sentito, che ve ne pare? Uno dei due puntò la pistola contro la bocca di Pereira e sussurrò: ti basta questa come riconoscimento, grassone? Via ragazzi, disse il magrolino basso, non mi trattare così il dottor Pereira, lui è un bravo giornalista, scrive su un giornale di tutto rispetto, magari un po' troppo cattolico, non lo nego, ma allineato sulle buone posizioni. E poi continuò: senta dottor Pereira, non ci faccia perdere tempo, non siamo venuti per fare quattro chiacchiere

inviato il 15/02/2011
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Lettera a un bambino mai nato

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Oriana Fallaci
Lettera a un bambino mai nato
Rizzoli
10 righe da pagina 75:

Non ho risposto nulla. Non ho fatto un gesto. Non ho battuto un ciglio. Sono rimasta lì con un corpo che era pietra e silenzio. Anche il cervello era pietra e silenzio. Non vi si annidava un pensiero, una parola. L'unica sensazione era un peso insopportabile sopra lo stomaco, un piombo invisibile che mi schiacciava come se il cielo mi fosse precipitato adosso: senza far rumore. Nell'immobilità assoluta, nella mancanza di suoni assoluta, il suo invito è esploso col fragore di uno sparo: “Coraggio, si alzi. Si vesta”. Mi sono alzata e le gambe eran pietra dentro la pietra, bisognava che compissi uno sforzo disumano per indurle a obbedire. Mi sono vestita e ho udito la mia voce che chiedeva cosa avrei dovuto fare, un'altra voce che rispondeva: “Niente, lui starà lì ancora per poco. Dopo se ne andrà spontaneamente”. Ho annuito. Allora l'altra voce ha ammucchiato frasi su frasi, un incessante ronzio che mi pregava di non avvilirmi, molti bambini se ne vanno perchè non sono perfetti

inviato il 07/02/2011
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Bello! Da rileggere!

La luna e i falò

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Cesare Pavese
La luna e i falò
Mondadori
10 righe da pagina 7:

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettari. Ma non è facile starci tranquillo. Da un anno che lo tengo d'occhio e quando posso ci scappo da Genova, mi sfugge di mano. Queste cose si capiscono col tempo e l'esperienza. Possibile che a quarant'anni, e con tutto il mondo che ho visto, non sappia ancora che cos'è il mio paese?
C'è qualcosa che non mi capacita. Qui tutti hanno in mente che sono tornato per comprarmi casa, e mi chiamano l'Americano, mi fanno vedere le figlie. Per uno che è partito senza nemmeno averci un nome, dovrebbe piacermi, infatti mi piace. Ma non basta.
pag 7

inviato il 02/02/2011
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Domani nella battaglia pensa a me

Javier Marìas
Domani nella battaglia pensa a me
Einaudi
10 righe da pagina 4:

Come mi rallegro di questa morte, come mi dispiace, come la celebro. A volte per suscitare l'ilarità basta che il morto sia uno sconosciuto, della cui disgrazia inevitabilmente ridicola leggiamo sui giornali, poveretto, si dice in preda alle risate, la morte come rappresentazione o come spettacolo di cui si dà notizia, tutte quante le storie che si raccontano o si leggono o si ascoltano percepite come teatro, c'è sempre un grado di irrealtà in ciò di cui ci informano, come se niente accadesse mai per intero, nemmneno quello che capita a noi e che non dimentichiamo. Nemmeno quello che non dimentichiamo. C'è un grado di irrealtà in quello che è capitato a me, è oltretutto non è ancora concluso, o forse dovrei usare un altro tempo verbale, quello classico nella nostra lingua quando raccontiamo, e dire quello che capitò a me, sebbene non sia concluso.

inviato il 15/11/2010
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In pezzi

immagine copertina
Osanna Brugnoli
In pezzi
Editoriale Fernando Folini 2010
10 righe da pagina 17:

Una luce bianca e intensa mi costringe ad aprire gli occhi. Mi guardo intorno, smarrita. Sono distesa su uno strano letto, più corto del normale. Cortissimo, anzi. Per quale ragione il mio letto è così corto? Intorno a me non c'è nulla di familiare. Vorrei alzarmi, cercare di orientarmi in qualche modo, ma ogni accenno di movimento è uno sforzo sovrumano. Non riesco nemmeno a tenere aperti gli occhi; le palpebre si chiudono contro la mia volontà.
Cado in una sorta di sonno cosciente durante il quale riesco a percepire un brusio di voci che si affollano intorno a me. Una emerge fra le altre e si fa più distinta, mia cognata Letizia. Con un filo di voce pronuncio il suo nome.
Il brusio si spegne e intorno a me cala di colpo il silenzio.

inviato il 11/10/2010
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Quando leggerai questa lettera

immagine copertina
Vicente Gramaje
Quando leggerai questa lettera
Tradotto da Paola Merla
Longanesi 2011
10 righe da pagina 53:

La lettera era nella sacca, protetta da una scatola di metallo che avevo comprato a quello scopo in un bazar; quanto ai pezzi di vetro, li avevo avvolti in carta di giornale e infilati tra gli indumenti nello zaino: era ovvio che la bottiglia l'avrei tenuta io, anche se fossi riuscito a consegnare la lettera. Avrei incollato i frammenti per conservarla nella mia vetrina dei ricordi.
Ricordi... Provai una stretta al cuore al solo evocare quella parola. Non è dato sapere lungo che vie la mente, nella sua libertà, stabilisca collegamenti che di colpo ci portano da pensieri piacevoli ad altri capaci di penetrare nelle crepe delle difese che abbiamo eretto, per trascinarci di nuovo nella sofferenza, nell'angoscia e nella disperazione.

inviato il 02/09/2014
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Elena abbiamo condiviso le tue 10 righe nei nostri social :)

Il segno dei quattro

immagine copertina
Arthur Conan Doyle
Il segno dei quattro
Tradotto da Nicoletta Rosati Bizzotto
Newton Compton 2014
10 righe da pagina 14:

Posso chiederle se ha qualche indagine professionale fra le mani, al momento?
«Nessuna. Ecco il perché della cocaina. Non posso vivere se non faccio lavorare il cervello. Quale altro scopo c’è nella vita? Venga qui alla finestra. Ha mai veduto un mondo così grigio, deprimente, inutile? Guardi come la nebbia giallastra turbina nella strada e si sposta lentamente attraverso le case di un bruno grigiastro. Cosa ci può essere di più disperatamente prosaico e materiale? A che serve possedere delle facoltà, dottore, quando non si ha modo di esercitarle? Il crimine è una banalità, l’esistenza è una banalità, e sulla faccia della terra le uniche qualità che abbiano una qualunque funzione sono quelle più banali».

inviato il 01/09/2014
Nei segnalibri di:

Summer And The city

immagine copertina
CANDACE BUSHNELL
Summer And The city
Tradotto da ANNALISA CREA
Piemme Freeway 2011
10 righe da pagina 8:

"Regola numero uno" dichiara poi, infilandosi nel traffico. "Dai sempre l'impressione di sapere dove stai andando, anche quando non ne hai la più pallida idea".

inviato il 01/09/2014
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Ciao Barbara, hai vinto la classifica dei finalisti settimanali, ti aggiudichi un libro incentivo! Per riceverlo scrivi una mail col tuo recapito a libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, con le tue 10 righe, ti aggiudichi un posto come finalista nel mese di Settembre. Lunedì prossimo ricorda di scegliere le 10righe che preferisci tra quelle postate da oggi a domenica 14 settembre. Grazie :D

Il colore del male

immagine copertina
Autori Vari
Il colore del male
CDE su licenza Armenia Editore 1989
10 righe da pagina 144:

Il signor Spallner si coprì il viso con le mani.
C'era la sensazione di muoversi nello spazio, l'urlo incredibile della tortura, l'impatto e il rotolare dell'auto sul muro, attraverso il muro, oltre e di sotto come un giocattolo e lui che veniva lanciato fuori. Poi... silenzio.
La folla arrivò correndo. Là dove giaceva, lui la sentì venire. Avrebbe potuto dire le loro età e le dimensioni dal rumore dei numerosi passi sull'erba estiva, sul terreno e sull'asfalto della strada; dal calpestio sui mattoni sparsi fino al punto in cui l'auto era mezza sospesa nel cielo della notte, le ruote che continuavano a girare con un'assurda forza centrifuga.
(La folla di Ray Bradbury da Il colore del male CDE 1989, trad. Grazia Alineri, pag. 144)

inviato il 02/03/2011
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L'amore molesto

immagine copertina
Elena Ferrante
L'amore molesto
Edizioni e/o
10 righe da pagina 87:

La funicolare si fermò oscillando, vidi che la ragazza si spostava verso l’uscita quasi di corsa. Caserta, come se le fosse incollato, la seguì a reni inarcate e gambe larghe, tra lo stupore e qualche risata nervosa dei suoi compagni di viaggio. La giovane balzò fuori dal vagone. Il vecchio esitò un attimo, si ricompose e sollevò lo sguardo. Credetti che lo facesse richiamato dai colpi ormai frenetici di Polledro. Invece, come se avesse sempre saputo il punto preciso in cui mi trovavo, mi individuò subito tra la folla, che ormai se lo indicava tra brusii di disapprovazione, e mi rivolse uno sguardo allegramente ammiccante, per darmi ad intendere che la pantomima cui si stava dedicando mi riguardava. Quindi bruscamente scivolò fuori dalla carrozza al modo di un attore ribelle che ha deciso di non seguire più il copione.

inviato il 22/02/2011
Nei segnalibri di:

Il tè nel deserto

immagine copertina
Paul Bowles
Il tè nel deserto
Garzanti
10 righe da pagina 84:

Erano i luoghi come quello, i momenti così, ch'egli amava sopra ogni altra cosa nella vita; Kit lo sapeva, e sapeva anche che li amava di più se c'era lei presente, a sperimentarli con lui. E sebbene fosse ben consapevole che quegli stessi silenzi, quegli stessi luoghi deserti che gli toccavano il cuore la riempivano di sgomento, non sopportva di sentirselo ricordare. Era come se ogni volta gli rinascesse la speranza che anche lei potesse sentirsi affascinata nello stesso modo dalla solitudine e dalla vicinanza con l'infinito. Spesso le aveva detto: “E' la tua unica speranza”, e Kit non era mai ben certa di che cosa intendesse dire. A volte pensava che intendesse alludere all'unica speranza per lui, che soltanto se fosse stata in grado di diventare com'egli era, sarebbe riuscito a ritrovare la via dell'amore, dato che amore, per Port, voleva dire amare lei: l'eventualità di un'altra donna non si poneva nemmeno. E da tanto tempo, ormai, l'amore non c'era, ne era mancata la possibilità.

inviato il 17/02/2011
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La vita segreta dei maschi

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Cristina de Brand
La vita segreta dei maschi
Alberto Castelvecchi 2010
10 righe da pagina 211:

Tengo gli occhi chiusi e fantastico di fare sesso con un bel figo, quando il grasso Rospo calvo che mi sta sopra mi strappa dalla mia fantasia per riportarmi bruscamente alla realtà:" Dai, puttana, godi!". Per un attimo credo di aver frainteso, ma poco dopo:" Godi, bella troia!". A fatica resisto alla tentazione di spingerlo via, rivestirmi e andarmene sbattendo la porta. Non sono tanto le frasi a scandalizzarmi quanto la mancanza di sensibilità nell'usarle in quella situazione.
Qui potete leggere le prime 37 pagine del libro
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/vita-segreta-dei-maschi

inviato il 16/02/2011
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Si rilegge volentieri, è un libro che non stufa mai!

é una storia che ti prende all´improvisso e ti fa riflettere !!! complimenti !!!

Ho letto queste tue righe con attenzione nel scoprire un libro nuovo e dal contenuto davvero eccentrico nei modi e nella forma, credo che la curiosità mi porterà a scroprirne di più sul contenuto, grazie per averlo postato;O)

anche io aspetto con ansia il prossimo.questo libro mi è piaciuto. è stata descrittiva ma non volgare, molto spiritosa. un argomento difficile da trattare con tatto ed eleganza e rimanere sincera. mi è piaciuto veramente. brava cristina.al prossimo e a presto.mary

Questo libro é strano, ma incuriosisce!

Sto scprendo adesso questo libro, grazie!

Sono stracontento di aver letto questo libro. è scritto con molta classe e ,nonostante l'argomento non proprio facilissimo da trattare, con molta ironia.

Divertentissimo!!! Il mio capitolo
preferito: lo schiavo :) buona lettura a tutti!!!

Siete tutti molto felici di averlo letto a quanto pare, e io sono felice che queste 10 righe abbiano dato modo a molti di voi di conoscere e apprezzare questo libro di Cristina de Brand, sperando che ci dia la possibilità di leggere anche il prossimo, che aspettiamo con ansia, soprattutto io che devo pubblicare le 10righe...

Bellissimo, grazie per il consiglio.

Grande Amore

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Ann Brashares
Grande Amore
Newton Compton editori
10 righe da pagina 71:

A volte avrei voluto mollare il filo della mia esistenza che continuava ad allungarsi. Mi sembrava troppo difficile da sostenere, non ce la facevo a tenermi insieme, come un'unica persona. Mi sembrava che il passato e il futuro, la causa e l'effetto, gli schemi e le connessioni fossero un enorme artificio complicato, che continuava ad andare avanti solo grazie ai miei sforzi. Se avessi rinunciato, tutto si sarebbe dissolto nel primitivo caos dei sensi. Questa è l'unica cosa che abbiamo veramente. Il resto è romanticismo e narrazione. Ma abbiamo bisogno di quelle storie. Io credo di averne bisogno.

inviato il 16/02/2011
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Commenti

grazie ancora a tutto lo staff!

Il sangue della speranza

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Samuel Pisar
Il sangue della speranza
Sperling & Kupfer 1980

..a volte credevi di non potere fare un passo di più. Sentivi i fischi che annunciavano la sveglia e pensavi: vadano pure all'inferno, io non mi alzo; facciano quello che vogliono. Ciò era dovuto in parte allo sfinimento, ma in parte anche alla disperazione; a che cosa serviva? Perché sprecare tanta energia e tanta volontà nella lotta per sopravvivere ancora un giorno quando i tuoi giorni erano contati e il massimo che potevi guadagnare era un breve supplemento di sofferenza? Era così facile mettere la mano sul reticolato attraversato dall'elettricità. Ma superavi lo sconforto perché avevi giurato di non arrenderti ai bastardi....o a te stesso. Non ne avevi passate tante e per tanto tempo per poi cedere. Co0sì ti costringevi ad alzarti, e sporgevi il mento fuori, e ti mettevi in fila e agguantavi il pezzo di pane grigio che, insieme alla brodaglia della quale non avvertivi più il puzzo, stava tra te e una morte letargica provocata dall'inedia. E ti accorgevi che non c'erano limiti a ciò che potevi sopportare....pag. 80

inviato il 14/02/2011
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Zodiaco

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Maxime Chattam
Zodiaco
Tradotto da Andrea Zucchetti
Mondolibri su licenza RCS 2008

Il rumore della vita nel campo risuona alle mie orecchie con il medesimo, ossessivo accanimento. E' quasi un'angoscia. Qui regnano agitazione e paura. Aspettiamo il segnale della grande partenza, verso una terra dove si prepara il commercio più impressionante che mai l'uomo abbia inventato: il baratto delle nostre esistenze. Stroncare delle vite per salvare le nostre. Per imporre una libertà. Siamo maledetti, tesoro. Il male che facciamo a noi stessi è così enorme che mi domando se questa maledizione non si trasmetterà alle generazioni future. Domenica scorsa, accompagnando al villaggio gli addetti all'approvvigionamento della mensa, ho incrociato due bambini. Vedendoli, ho provato vergogna. Vergogna di noi. Della storia che inculchiamo loro. Tutta questa civiltà, tutti questi progressi, queste promesse, per poi arrivare a risolvere le dispute con un massacro. Ti rendi conto che la maggior parte dei nostri uomini non sa neppure perché va in guerra? Sono sicuro che è lo steso dall'altra parte!
(Zodiaco, Maxime Chattam, Mondolibri su licenza RCS 2008, trad. Andrea Zucchetti, pag. 12

inviato il 16/02/2011
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