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Pagina di barbara

Il cacciatore di anime

immagine copertina
Virginia Spada
Il cacciatore di anime
Sideral Edizioni 2010

“Com’è successo che dopo mesi di sguardi e parole i nostri corpi si siano uniti? La mia mente non ha una risposta, ma il mio cuore sì. Volevamo portare sulla terra, nella nostra carne, quella parola, tanto usata da essere consumata, tanto antica da perdersi nel tempo, tanto forte da non conoscere fine, tanto rilucente da essere più desiderata di qualsiasi ricchezza, tanto fragile da dover essere curata, tanto resistente da rinascere dopo essere stata tagliata da migliaia di lame affilate. Volevamo che la nostra carne vibrasse di quella parola antica e sempre nuova: amore.
Può una parola che esprime qualcosa di così grande, da essere inarrivabile per la nostra comprensione, diventare una sensazione? Un brivido, una carezza, un bacio? Può trasformarsi nel diletto di due corpi che si compenetrano seguendo lo stimolo del loro singolo piacere? Può diventare un ponte verso l’altro e aprire la porta a un piacere più grande e condiviso, che faccia tremare i muri delle nostre certezze? Può l’amore della carne accompagnarci alla luce dell’unità?
A queste domande ognuno deve trovare la sua risposta. La mia è sì."

inviato il 18/10/2010
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L'alchimista

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Paulo Coelho
L'alchimista
Tradotto da Rita Desti
Bompiani 1988
10 righe da pagina 37:

"Sono le forze che sembrano negative, ma che in realtà ti insegnano a realizzare la tua Leggenda Personale. Preparano il tuo spirito e la tua volontà. Perchè esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri qualcosa con volontà, è perchè questo desiderio è nato nell'anima dell'Universo. Quella cosa rappresenta la tua missione sulla Terra."
"Anche se si tratta solo di viaggiare? O di sposare la figlia di un commerciante di tessuti?"
"Oppure di cercare un tesoro. L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinchè tu realizzi il tuo desiderio."

inviato il 18/10/2010
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1984

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George Orwell
1984
Tradotto da Stefano Manfredotti
Mondadori 2009
10 righe da pagina 257:

“Quante dita sono, Winston?”
“Quattro.”
L’ago salì a sessanta.
“Quante dita sono, Winston?”
“Quattro! Quattro! Che altro posso dire?”
L’ago doveva essere risalito di nuovo, ma lui non lo guardò. Era tutto preso dalla visione delle quattro dita e di quel volto duro e severo. Le dita gli si stagliavano davanti come altrettanti pilastri, enormi, indistinte. Sembravano vibrare, ma non c’era dubbio; erano quattro.
“Quante dita sono, Winston?”
“Quattro! Basta, basta! Ma perché non ti fermi? Sono quattro, quattro!”
“Quante dita sono, Winston?”
“Cinque! Cinque! Cinque!”
“No, Winston, è inutile. Tu stai mentendo, tu credi ancora che siano quattro. Per piacere, quante dita sono?”

inviato il 19/10/2010
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SETA

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Alessandro Baricco
SETA
Rizzoli 2001
10 righe da pagina 56:

Hervé Joncour non aveva mai visto quella ragazza, né, veramente, la vide mai, quella notte. Nella stanza senza luci sentì la bellezza del suo corpo, e conobbe le
sue mani e la sua bocca.
La amò per ore, con gesti che non aveva mai fatto, lasciandosi insegnare una
lentezza che non conosceva. Nel buio, era un nulla amarla e non amare lei.
Poco prima dell'alba, la ragazza si alzò, indossò il kimono bianco, e se ne andò.

inviato il 19/10/2010
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Il cacciatore di anime

immagine copertina
Virginia Spada
Il cacciatore di anime
Sideral Edizioni 2010

“Com’è successo che dopo mesi di sguardi e parole i nostri corpi si siano uniti? La mia mente non ha una risposta, ma il mio cuore sì. Volevamo portare sulla terra, nella nostra carne, quella parola, tanto usata da essere consumata, tanto antica da perdersi nel tempo, tanto forte da non conoscere fine, tanto rilucente da essere più desiderata di qualsiasi ricchezza, tanto fragile da dover essere curata, tanto resistente da rinascere dopo essere stata tagliata da migliaia di lame affilate. Volevamo che la nostra carne vibrasse di quella parola antica e sempre nuova: amore.
Può una parola che esprime qualcosa di così grande, da essere inarrivabile per la nostra comprensione, diventare una sensazione? Un brivido, una carezza, un bacio? Può trasformarsi nel diletto di due corpi che si compenetrano seguendo lo stimolo del loro singolo piacere? Può diventare un ponte verso l’altro e aprire la porta a un piacere più grande e condiviso, che faccia tremare i muri delle nostre certezze? Può l’amore della carne accompagnarci alla luce dell’unità?
A queste domande ognuno deve trovare la sua risposta. La mia è sì."

inviato il 18/10/2010
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Il paradiso può attendere,. A volte

immagine copertina
Gaetano Amato
Il paradiso può attendere,. A volte
Testepiene 2010

…Il vero dolore non è quello fisico ma quello che ti spezza il cuore, che ti prende dentro, che ti rivolta, che ti lacera l’anima. E’ quello a cui non puoi contrappone i farmaci ma ti tocca subirlo e preghi che se vada, che ti abbandoni, che ti ridia la pace e la serenità perduta. Ti sconvolge, ti assoggetta, fa di te una larva. E faresti tutto pur di non subirlo. Il vero dolore ti tocca negli affetti e te li macera. Il vero dolore ti uccide. Peppino Santoro, un uomo alto e magro, sui settant’anni, seduto al tavolo di una cucina arredata modestamente ma tenuta linda come un cristallo, stava rovistando in una vecchia scatola di biscotti. I suoi gesti erano lenti e stanchi […]si coprì il volto con le mani piegandosi in avanti. Le lacrime gocciolarono sul tavolo trovando spazio tra le dita leggermente aperte. Restò così, assente, fino a quando dall’interno una debole voce di donna lo chiamò riportandolo alla realtà. L’uomo si raddrizzò, si alzò, con il dorso della mano si asciugò gli occhi bagnati, ripose la scatola ….

inviato il 15/10/2010
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In pezzi

immagine copertina
Osanna Brugnoli
In pezzi
Editoriale Fernando Folini 2010
10 righe da pagina 17:

Una luce bianca e intensa mi costringe ad aprire gli occhi. Mi guardo intorno, smarrita. Sono distesa su uno strano letto, più corto del normale. Cortissimo, anzi. Per quale ragione il mio letto è così corto? Intorno a me non c'è nulla di familiare. Vorrei alzarmi, cercare di orientarmi in qualche modo, ma ogni accenno di movimento è uno sforzo sovrumano. Non riesco nemmeno a tenere aperti gli occhi; le palpebre si chiudono contro la mia volontà.
Cado in una sorta di sonno cosciente durante il quale riesco a percepire un brusio di voci che si affollano intorno a me. Una emerge fra le altre e si fa più distinta, mia cognata Letizia. Con un filo di voce pronuncio il suo nome.
Il brusio si spegne e intorno a me cala di colpo il silenzio.

inviato il 11/10/2010
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Il cacciatore di anime

immagine copertina
Virginia Spada
Il cacciatore di anime
Sideral Edizioni 2010
10 righe da pagina 49:

“Le accarezzavo i capelli piano, quasi quel gesto potesse calmare anche il mio cuore. Lei si riaddormentò e io con riluttanza la lasciai in quella stanza e rasente al muro andai al telefono. Volevo chiamare aiuto. La mia mano si poggiò sulla cornetta. Guardai attonita le mie dita sporche di sangue, del mio sangue, e la mia testa si svuotò. Una voce mi diceva che dovevo telefonare a mia madre, che dovevo fare la valigia e scappare, andare il più lontano possibile, denunciarlo, ma la cornetta era pesante come il piombo, pesante come la vergogna di dire: “Aiutatemi, mio marito mi ha violentata.” Mi accoccolai sul tappeto ed ero vuota, come un vaso senza niente dentro, non sentivo più nemmeno il dolore, solo lo sbigottimento senza via d’uscita di quel baratro che mi attirava, sempre più giù.”

inviato il 12/10/2010
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Commenti

Ho letto il libro. E' un libro bello e importante. E' una storia terribile, di dolore e di abuso. Mi ha colpito il modo, così diverso, acuto, sottile, "lieve" e mai aggressivo di affrontare un tema atroce come quello della violenza domestica. Questo è veramente, e non per modo di dire, un libro da non perdere.

Nina, puoi caricare un'immagine per il tuo profilo?
:)

Grazie per queste dieci righe, ho appena comprato il libro.

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