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Pagina di giovanni fonghini

Ballando nel buio

immagine copertina
Roberto Costantini
Ballando nel buio
Marsilio 2017
10 righe da pagina 17:

Era una delle tante idiozie di quegli anni, in realtà venuta fuori per colpa dei critici musicali. Erano loro, con la puzza sotto il naso della sinistra da salotto, a criticare Battisti perché le sue canzoni non erano impegnate come quelle lagne di De Gregori e Guccini.
E chi non la pensava come loro era un qualunquista o un fascista.
La maggior parte dei ragazzi che stavano lì a cantare Battisti col braccio teso si ribellavano al pensiero unico e dominante, all'obbligo di essere antifascista e di sinistra, qualunque cosa volesse dire.

inviato il 29/09/2017
Nei segnalibri di:

La moglie perfetta

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Roberto Costantini
La moglie perfetta
Marsilio 2016
10 righe da pagina 225:

"Allora facciamo confessare Scarlett prima che esca da qui." Lo guardo e scuoto la testa. "Ammesso che Scarlett sia colpevole, noi non siamo la Santa inquisizione. Non abbiamo le prove, e non abbiamo nemmeno la ruota per farla confessare." Lui si versa dell'altro whisky. "La ruota sono io." Guardo gli occhi neri di quell'uomo impossibile e non ho dubbi. Sì, Balistreri può essere la ruota dell'Inquisizione, Guantanamo e anche peggio. Ricordatelo, Bianca. Non dimenticarlo mai. "Sei troppo sicuro Balistreri. Quindi hai un'arma segreta. Voglio sapere qual è prima di prendere una decisione."

inviato il 22/01/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

Ciao, le tue 10righe, sono nella finale settimanale di gennaio. :-)

Ho sentito ieri la presentazione a Radio £ ,interessante!

Ma la divisa di un altro colore

immagine copertina
Pietro Neglie
Ma la divisa di un altro colore
Fazi Editore
10 righe da pagina 505:

"Se penso che eri dall'altra parte...che in spagna e qui, a casa nostra, ci siamo sparati addosso...Sai, forse ha ragione il mio segretario a non fidarsi troppo...dice che ho una coscienza politica troppo sottile. Eppure adesso sono ancora più convinti che in questi due anni terribili di guerra civile aver indossato una divisa o l'altra spesso è stato solo frutto del caso. Il tuo nemico avrebbe potuto essere amico in condizioni differenti, e i tuoi amici diventare nemici...Lassù, al confine con gli slavi, ne abbiamo avuto un assaggio". "mandalo da me, quel tuo segretario" ribatté Carlo Sfottendoloo.

inviato il 16/07/2015
Nei segnalibri di:

Sbirri di regime Crimini nel Ventennio

immagine copertina
Gianfranco de Turris
Sbirri di regime Crimini nel Ventennio
Bietti 2015
10 righe da pagina 15:

Di certo, poiché si è osato affrontare un argomento ancora tabù: nonostante siano trascorsi oltre novant'anni dalla Marcia su Roma, e quasi settanta dalla morte del fascismo, pare che la sua storicizzazione non sia mai avvenuta, che non ci sia mai stato un ripensamento collettivo su questo momento della storia patria, che sia sempre e comunque ritenuto una parentesi da ignorare, o demonizzare, o rigettare in ogni suo aspetto. E poiché a noi non piace stare nel coro e abbiamo affrontato il tema, anche sotto l'aspetto della narrativa politica, in maniera non pregiudizialmente anti, ebbene peste ci colga e ci coglierà.

inviato il 26/05/2015
Nei segnalibri di:

I fumetti che hanno fatto l'Italia-Breve storia dei comics nel Bel Paese

immagine copertina
Roberto Alfatti Appetiti
I fumetti che hanno fatto l'Italia-Breve storia dei comics nel Bel Paese
Giubliei Regnani 2014
10 righe da pagina 81:

Che il fumetto potesse rappresentare, per la destra, un mezzo di comunicazione più efficace di quelli tradizionali, lo capì, tra i primi, Almerigo Grilz, leader del Fronte della Gioventù a Trieste e poi reporter di guerra: da ragazzo firmò fumetti d'avventura e poi, insofferente come Tex al tepore di una scrivania, quelle emozioni se le andò a cercare come inviato di guerra, finendo ammazzato in Mozambico il 19 maggio 1987, colpito da un proiettile vagante a solo trentaquattro anni. La prima esperienza fumettosa d'ambiente fu La voce della fogna - il periodico fondato e diretto da Marco Tarchi, all'epoca punta di diamante dei giovani vicini a Pino Rauti e oggi politologo e professore universitario - dove la parte del leone la fece un topo, nero.

inviato il 10/12/2014
Nei segnalibri di:

Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi
MONDADORI 2003
10 righe da pagina 57:

A me bastava d'averla chiamata. Chiamavo tre o quattro volte al giorno. Tutti i giorni. Per tutta l'estate. Chissà che avranno pensato. Poi, appena tornava in giro un po' di gente, prendevo le chiavi del juke-box e andavo sulla terrazza. Programmavo trenta o quaranta dischi di filata: Fatti mandare dalla mamma, Sapore di sale, I Watussi. Alternavo un po', perché le cameriere s'erano lamentate. I primi tempi avevo messo sempre e solo Sergio Endrigo: "C'è gente che ha avuto mille cose / Tutto il bene tutto il male del mondo / Io ho avuto solo te / E non ti perderò/ Non ti lascerò / Per cercare nuove illusioni ", e lo mettevo a tutto volume.

inviato il 25/11/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

Leggendo "Camerata Neandertal" mi è venuta voglia di riprendere in mano "Il fasciocomunista", che era e rimane uno dei miei romanzi preferiti. Così come è tra le mie canzoni preferite degli anni '60 la canzone di Sergio Endrigo citata nel mio nuovo segnalibro.

Fascio e martello-Viaggio per le città del Duce

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Fascio e martello-Viaggio per le città del Duce
Editori Laterza 2008

Ci sono due altre ragioni per cui dobbiamo render grazie al Duce per la bonifica delle paludi pontine. La prima è che dopo non l'avrebbe fatta nessuno. Sicché adesso dovremmo ammirare il Cav. dietro la scrivania di ciliegio a spiegarci perché e percome il precedente regime comunista l'avesse trascurata e adesso ci pensava lui a risolvere il problema. Altro che passante di Mestre o ponte sullo Stretto. La bonifica forzitaliota, quella sì che avrebbe fatto storia patria. La seconda è Pennacchi. No bonifica, no Pennacchi. Perché se non nasceva a Latina (Littoria) e non decideva di piantarci le radici, Pennacchi sarebbe (forse) stato un veneto del Veneto. Uno studioso revisionista di Caporetto, chissà. Delle città del Duce non gliene sarebbe importato nulla e questo libro non l'avrebbe scritto. Una catastrofe epistemologica.

inviato il 24/11/2014
Nei segnalibri di:

Camerata Neandertal - Libri, fantasmi e funerali vari

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Camerata Neandertal - Libri, fantasmi e funerali vari
Baldini & Castoldi 2014
10 righe da pagina 78:

A me pare più democratica - o almeno molto più libera e libertaria - la città fascista d'una volta che quelle che ci vanno costruendo adesso. Non solo a Latina, ma in tutti i quartieri d'espansione d'Italia e del mondo. Nella città europea - per come si era data dal medioevo fino al novecento fascista compreso, che l'aveva solo reinterpretata adeguandola alla modernità - tu lavoravi vicino a dove abitavi, tuo figlio andava a scuola con gli stessi compagni con cui il pomeriggio giocava a pallone in cortile o nella piazzetta lì nei pressi e tu stesso, la sera, ti vedevi con i tuoi vicini al bar o all'osteria sotto casa. Tu vivevi, e tuo figlio cresceva, integrati ambedue nella comunità urbana di cui eravate parte.

inviato il 23/11/2014
Nei segnalibri di:

Ma in seguito a rudi scontri

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Giuseppe Culicchia
Ma in seguito a rudi scontri
Rizzoli 2014
10 righe da pagina 21:

"Berlin. La capitale è sguarnita. Ci siamo noi della guardia del corpo del Fuhrer, i resti della Nordland, un battaglione della Charlemagne, poche migliaia de Panzergrenadieren della Wehrmacht, un paio di unità di Fallschirmjager. Poi i vecchi del Volksturm con i loro fucili della Grande Guerra e i ragazzini della Hitleriugend, a cui hanno insegnato a usare il Panzerfaust. Dall'altra parte, invece, gli Ivan stanno ammassando milioni di uomini. Quando arrivano, voglio esserci."

inviato il 06/10/2014
Nei segnalibri di:

Il male non dimentica

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Roberto Costantini
Il male non dimentica
Marsilio Editori 2014
10 righe da pagina 156:

Il generale Jalloun arriva a tempo di record con ben dieci poliziotti. Non è efficienza ma sudditanza alla potente famiglia Bruseghin-Balistreri. "Ingegnere, Nadia ha amici in città?" chiede il generale. Si rivolge ossequioso a mio padre e ignora ostentatamente Mohammed. Mia madre interviene subito. "Non dovrebbe chiederlo al padre o ai fratelli, generale Jalloun?" Jalloun è offeso, Giuseppe Briseghin è suo amico ma sua figlia è un'arrogante fascista. Ma è anche la moglie di Salvatore Balistreri, l'italiano più importante a Tripoli. "Va bene, sentiamo Mohammed." In quel momento torna Laura dalla villa accanto.

inviato il 30/09/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

AAAAA allora non ti svelo nulla... ma preparati ad un turbinio di colpi di scena! ;)

Sì, è vero, una trilogia stupenda. Non vedo l'ora di finire il terzo volume.

Il fascino maledetto dell'irregolare che non si rassegna a vivere la vita che gli è stata preconfezionata.. una trilogia stupenda!

Quelle righe, Francesca, descrivono molto bene lo stato di Balistreri.

era stufo quanto sereno. Aveva lentamente svuotato se stesso ma la sua non era una scelta zen nè una forzatura. Era una conseguenza naturale della terra bruciata di rapporti umani che aveva fatto intorno a sè nel corso degli anni. IL MALE NON DIMENTICA MARSILIO EDITORE 2014

Grazie.

Corretto :)

Per errore ho indicato la pagina 525, quella corretta invece è la pagina 156.

Ballando nel buio

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Roberto Costantini
Ballando nel buio
Marsilio 2017
10 righe da pagina 17:

Era una delle tante idiozie di quegli anni, in realtà venuta fuori per colpa dei critici musicali. Erano loro, con la puzza sotto il naso della sinistra da salotto, a criticare Battisti perché le sue canzoni non erano impegnate come quelle lagne di De Gregori e Guccini.
E chi non la pensava come loro era un qualunquista o un fascista.
La maggior parte dei ragazzi che stavano lì a cantare Battisti col braccio teso si ribellavano al pensiero unico e dominante, all'obbligo di essere antifascista e di sinistra, qualunque cosa volesse dire.

inviato il 29/09/2017
Nei segnalibri di:

La moglie perfetta

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Roberto Costantini
La moglie perfetta
Marsilio 2016
10 righe da pagina 225:

"Allora facciamo confessare Scarlett prima che esca da qui." Lo guardo e scuoto la testa. "Ammesso che Scarlett sia colpevole, noi non siamo la Santa inquisizione. Non abbiamo le prove, e non abbiamo nemmeno la ruota per farla confessare." Lui si versa dell'altro whisky. "La ruota sono io." Guardo gli occhi neri di quell'uomo impossibile e non ho dubbi. Sì, Balistreri può essere la ruota dell'Inquisizione, Guantanamo e anche peggio. Ricordatelo, Bianca. Non dimenticarlo mai. "Sei troppo sicuro Balistreri. Quindi hai un'arma segreta. Voglio sapere qual è prima di prendere una decisione."

inviato il 22/01/2016
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Ciao, le tue 10righe, sono nella finale settimanale di gennaio. :-)

Ho sentito ieri la presentazione a Radio £ ,interessante!

Ma la divisa di un altro colore

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Pietro Neglie
Ma la divisa di un altro colore
Fazi Editore
10 righe da pagina 505:

"Se penso che eri dall'altra parte...che in spagna e qui, a casa nostra, ci siamo sparati addosso...Sai, forse ha ragione il mio segretario a non fidarsi troppo...dice che ho una coscienza politica troppo sottile. Eppure adesso sono ancora più convinti che in questi due anni terribili di guerra civile aver indossato una divisa o l'altra spesso è stato solo frutto del caso. Il tuo nemico avrebbe potuto essere amico in condizioni differenti, e i tuoi amici diventare nemici...Lassù, al confine con gli slavi, ne abbiamo avuto un assaggio". "mandalo da me, quel tuo segretario" ribatté Carlo Sfottendoloo.

inviato il 16/07/2015
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Sbirri di regime Crimini nel Ventennio

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Gianfranco de Turris
Sbirri di regime Crimini nel Ventennio
Bietti 2015
10 righe da pagina 15:

Di certo, poiché si è osato affrontare un argomento ancora tabù: nonostante siano trascorsi oltre novant'anni dalla Marcia su Roma, e quasi settanta dalla morte del fascismo, pare che la sua storicizzazione non sia mai avvenuta, che non ci sia mai stato un ripensamento collettivo su questo momento della storia patria, che sia sempre e comunque ritenuto una parentesi da ignorare, o demonizzare, o rigettare in ogni suo aspetto. E poiché a noi non piace stare nel coro e abbiamo affrontato il tema, anche sotto l'aspetto della narrativa politica, in maniera non pregiudizialmente anti, ebbene peste ci colga e ci coglierà.

inviato il 26/05/2015
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I fumetti che hanno fatto l'Italia-Breve storia dei comics nel Bel Paese

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Roberto Alfatti Appetiti
I fumetti che hanno fatto l'Italia-Breve storia dei comics nel Bel Paese
Giubliei Regnani 2014
10 righe da pagina 81:

Che il fumetto potesse rappresentare, per la destra, un mezzo di comunicazione più efficace di quelli tradizionali, lo capì, tra i primi, Almerigo Grilz, leader del Fronte della Gioventù a Trieste e poi reporter di guerra: da ragazzo firmò fumetti d'avventura e poi, insofferente come Tex al tepore di una scrivania, quelle emozioni se le andò a cercare come inviato di guerra, finendo ammazzato in Mozambico il 19 maggio 1987, colpito da un proiettile vagante a solo trentaquattro anni. La prima esperienza fumettosa d'ambiente fu La voce della fogna - il periodico fondato e diretto da Marco Tarchi, all'epoca punta di diamante dei giovani vicini a Pino Rauti e oggi politologo e professore universitario - dove la parte del leone la fece un topo, nero.

inviato il 10/12/2014
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Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi
MONDADORI 2003
10 righe da pagina 57:

A me bastava d'averla chiamata. Chiamavo tre o quattro volte al giorno. Tutti i giorni. Per tutta l'estate. Chissà che avranno pensato. Poi, appena tornava in giro un po' di gente, prendevo le chiavi del juke-box e andavo sulla terrazza. Programmavo trenta o quaranta dischi di filata: Fatti mandare dalla mamma, Sapore di sale, I Watussi. Alternavo un po', perché le cameriere s'erano lamentate. I primi tempi avevo messo sempre e solo Sergio Endrigo: "C'è gente che ha avuto mille cose / Tutto il bene tutto il male del mondo / Io ho avuto solo te / E non ti perderò/ Non ti lascerò / Per cercare nuove illusioni ", e lo mettevo a tutto volume.

inviato il 25/11/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

Leggendo "Camerata Neandertal" mi è venuta voglia di riprendere in mano "Il fasciocomunista", che era e rimane uno dei miei romanzi preferiti. Così come è tra le mie canzoni preferite degli anni '60 la canzone di Sergio Endrigo citata nel mio nuovo segnalibro.

Fascio e martello-Viaggio per le città del Duce

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Fascio e martello-Viaggio per le città del Duce
Editori Laterza 2008

Ci sono due altre ragioni per cui dobbiamo render grazie al Duce per la bonifica delle paludi pontine. La prima è che dopo non l'avrebbe fatta nessuno. Sicché adesso dovremmo ammirare il Cav. dietro la scrivania di ciliegio a spiegarci perché e percome il precedente regime comunista l'avesse trascurata e adesso ci pensava lui a risolvere il problema. Altro che passante di Mestre o ponte sullo Stretto. La bonifica forzitaliota, quella sì che avrebbe fatto storia patria. La seconda è Pennacchi. No bonifica, no Pennacchi. Perché se non nasceva a Latina (Littoria) e non decideva di piantarci le radici, Pennacchi sarebbe (forse) stato un veneto del Veneto. Uno studioso revisionista di Caporetto, chissà. Delle città del Duce non gliene sarebbe importato nulla e questo libro non l'avrebbe scritto. Una catastrofe epistemologica.

inviato il 24/11/2014
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Camerata Neandertal - Libri, fantasmi e funerali vari

immagine copertina
Antonio Pennacchi
Camerata Neandertal - Libri, fantasmi e funerali vari
Baldini & Castoldi 2014
10 righe da pagina 78:

A me pare più democratica - o almeno molto più libera e libertaria - la città fascista d'una volta che quelle che ci vanno costruendo adesso. Non solo a Latina, ma in tutti i quartieri d'espansione d'Italia e del mondo. Nella città europea - per come si era data dal medioevo fino al novecento fascista compreso, che l'aveva solo reinterpretata adeguandola alla modernità - tu lavoravi vicino a dove abitavi, tuo figlio andava a scuola con gli stessi compagni con cui il pomeriggio giocava a pallone in cortile o nella piazzetta lì nei pressi e tu stesso, la sera, ti vedevi con i tuoi vicini al bar o all'osteria sotto casa. Tu vivevi, e tuo figlio cresceva, integrati ambedue nella comunità urbana di cui eravate parte.

inviato il 23/11/2014
Nei segnalibri di:

Myricae

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Giovanni Pascoli
Myricae
Biblioteca universale Rizzoli BUR 2010
10 righe da pagina 305:

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d'arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto
e poi vanì. Soave allora un canto
s'udì di madre, e il moto di una culla.

inviato il 13/10/2014
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie dell'apprezzamento. Devo fare qualche cosa?

Ciao Marcello le tue 10 righe sono nella classifica finale di ottobre... 10 righe scelte dalla redazione :)

Il titolo della poesia è: Tuono

Ma in seguito a rudi scontri

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Giuseppe Culicchia
Ma in seguito a rudi scontri
Rizzoli 2014
10 righe da pagina 21:

"Berlin. La capitale è sguarnita. Ci siamo noi della guardia del corpo del Fuhrer, i resti della Nordland, un battaglione della Charlemagne, poche migliaia de Panzergrenadieren della Wehrmacht, un paio di unità di Fallschirmjager. Poi i vecchi del Volksturm con i loro fucili della Grande Guerra e i ragazzini della Hitleriugend, a cui hanno insegnato a usare il Panzerfaust. Dall'altra parte, invece, gli Ivan stanno ammassando milioni di uomini. Quando arrivano, voglio esserci."

inviato il 06/10/2014
Nei segnalibri di:

Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi

Il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi 4 years 34 settimane fa

Leggendo "Camerata Neandertal" mi è venuta voglia di riprendere in mano "Il fasciocomunista", che era e rimane uno dei miei romanzi preferiti. Così come è tra le mie canzoni preferite degli anni '60 la canzone di Sergio Endrigo citata nel mio nuovo segnalibro.

Il male non dimentica

Il male non dimentica 4 years 41 settimane fa

Sì, è vero, una trilogia stupenda. Non vedo l'ora di finire il terzo volume.

Il male non dimentica 4 years 41 settimane fa

Quelle righe, Francesca, descrivono molto bene lo stato di Balistreri.

Il male non dimentica 4 years 42 settimane fa

Grazie.

Il male non dimentica 4 years 42 settimane fa

Per errore ho indicato la pagina 525, quella corretta invece è la pagina 156.

Tutti dicono che sono un bastardo vita di Charles Bukowski

Tutti dicono che sono un bastardo vita di Charles Bukowski 5 years 3 settimane fa

Sì, è proprio così, Rachele.

Tu sei il male

Tu sei il male 6 years 26 settimane fa

Natalina è una domanda che mi sono posto anch'io tante volte (e non credo di avere ancora trovato una risposta valida).

Tu sei il male 6 years 27 settimane fa

"Forse è giustizia, ma non vedo pietà". Da quando, bambino di 11 anni, persi mio padre che di anni ne aveva 49 la penso pure io come il protagonista di questo bellissimo giallo, il commissario Balistreri.

Alle radici del male

Alle radici del male 6 years 30 settimane fa

Di solito nell'acquisto di libri non do grande importanza a quello che scrivono i critici: però seguo sempre con attenzione le recensioni dell'amico giornalista
Roberto Alfatti Appetiti. La recensione sul suo blog ai romanzi di Roberto
Costantini mi hanno subito fatto piacere il protagonista Michele Balistreri. In due diversi giorni ho acquistato prima "Tu sei il male", il giorno successivo ho acquistato il secondo romanzo della trilogia "Alle radici del male". La cosa strana è che ho iniziato la lettura dal secondo romanzo: mi sono giustificato perché il secondo romanzo è una sorta di prequel letterario. In fondo la sua storia inizia lì, dai tempi della sua infanzia in Libia.

10 righe SUI libri

10 righe SUI libri 7 years 7 settimane fa

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