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Pagina di segretanto

Tre cavalli

immagine copertina
Erri De Luca
Tre cavalli
Feltrinelli
10 righe da pagina 1:

Leggo solo libri usati.
Li appoggio al cestino del pane, giro pagina con un dito e quella resta ferma. Così mastico e leggo.
I libri nuovi sono petulanti, i fogli non stanno quieti a farsi girare, resistono e bisogna spingere per tenerli giù. I libri usati hanno le costole allentate, le pagine passano lette senza tornare a sollevarsi.

inviato il 29/11/2011
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Commenti

Disorientato e felice, ringrazio! :-)

Ti aggiudichi il Libro incentivo per le 10 righe più votate dagli utenti!
Staff

Hai ragione, Roberto, e che sensazione quando incontri qualche traccia, un segno o un piccolo commento a margine di un passaggio, di chi ti ha preceduto ...

I libri usati racchiudono l'energia dei lettori precedenti.

Io scrocco ospitalità a mia sorella e prenoto Ryanair ... :-)

aggiungo segnalibro..vorrei poter partecipare.

Dedicato ai visitatori del "Salone del libro usato" che si terrà a Milano dal 7 al 10 dicembre 2011. http://www.salonelibrousatomilano.com

Il maestro e Margherita

immagine copertina
Michail Bulgakov
Il maestro e Margherita
Tradotto da Milly De Monticelli
Bur 2003
10 righe da pagina 184:

L'amore ci aveva sorpreso inatteso e violento come un assassino che sbuchi fuori d'improvviso, e ci aveva pugnalato entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce la lama finnica. Del resto, lei sosteneva in seguito che non avvenne così, che noi ci amavamo sicuramente da sempre, senza saperlo, senza esserci mai visti.
Già, l'amore ci aveva pugnalati di colpo.Parlavamo come se ci fossimo separati la sera prima, come se ci conoscessimo da anni. Ci accordammo di ritrovarci il giorno dopo ancora lì sul lungofiume. Ci incontrammo. Il sole di maggio ci illuminava. E ben presto questa donna diventò la mia donna segreta.
Veniva da me ogni giorno, nel primo pomeriggio, ma io cominciavo ad aspettarla fin dal mattino. Per vincere l'attesa non facevo che spostare gli oggetti sul tavolo. Poi mi sedevo vicino alla piccola finestra e cominciavo a mettermi in ascolto, per sentire il rumore del vecchio cancelletto. Ed era strano, fino al momento del nostro incontro ben poca gente entrava nel piccolo giardino, anzi, non entrava nessuno, ma allora mi pareva che tutta la città si dirigesse lì.

inviato il 27/06/2011
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Commenti

Giada , quella facccina , il cappellino, gli omini neri ...Quanta gioia da un bel libro, è così?

Alla faccia..." quasi umbra... te semper sequi".

aggiunto segnalibro

Per tutti i segnalibranti con l'omino nero: inserite un'immagine che vi rappresenti. ;)

L'eleganza del riccio

immagine copertina
Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
Tradotto da Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
Edizioni e/o (collana Dal mondo) 2007
10 righe da pagina 39:

Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l'intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello. La bruttezza, invece, di per sé è sempre colpevole, e io ero già votata a quel tragico destino, reso ancora più doloroso se si pensa che non ero affatto stupida.

inviato il 14/12/2010
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Uno dei libri che amo di più.........ecco come ne ho parlato io: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/2012/03/la-settimana-delle-parole.html

Ho letto il libro passatomi da una mia carinissima amica e devo dire che leggendolo ho avuto la percezione di aver già vissuto paradossalmente alcune situazioni citate nel libro, poichè mia madre lavorò come portinaia diversi anni in uno stabile dìepoca. l'autore ha interpretato a meraviglia i sentimenti di ognuno dei protagonisti con ilarità, fermezza, coesione, semplicità, affiancando senza alcun privilegio ignoranza e cultura delle parti. Un vero capolavoro!!!

La figura della portinaia é straordinaria: potrebbe aiutare ad abbattere gli stereotipi moderni, che, nonostante tutto, resistono!

Bella l'interpretazione del gatto visto come un totem moderno!

Non capisco perché sia inimmaginabile che una portinaia legga! Tutti possono avere questa grande gioia: viva la lettura!

Visto il grande successo di questo romanzo...vi scrivo l'incipit (che ho preso da Wikiquote e mi auguro che sia uguale al libro che in questo momento non ho con me):
"Marx cambia completamente la mia visione del mondo" mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari – la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi –, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualche cosa. Che cosa possono capirci le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente. "Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca" gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia. Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. È lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai proprio bisogni. In un mondo in cui la hybris del desiderio verrà imbavagliata potrà nascere un'organizzazione sociale nuova, purificata dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie deleterie.
"Chi semina desiderio raccoglie oppressione" sono sul punto di mormorare, come se mi ascoltasse solo il mio gatto. Ma Antoine Pallières, a cui un ripugnante aborto di baffi non conferisce invece niente di felino, mi guarda, confuso dalle mie strane parole. Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta a un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire.
"Mi saluti tanto la sua mamma" borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari".

W l'intelligenza che ti spinge a leggere!

Libro che si fa leggere d'un fiato!

La storia é molto bella, i personaggi aprticoalri!

Libro straordinario, che ho amato e che voglio rileggere!

L'Anello di Salomone

immagine copertina
Jonathan Stroud
L'Anello di Salomone
Tradotto da Riccardo Cravero
Salani 2011
10 righe da pagina 63:

[...] era un passaggio portatile per l'Altro Luogo, attraverso cui si poteva richiamare un numero quasi illimitato di spiriti.*

[piè di pagina]
* Oltre a tutto ciò, si diceva che l'Anello proteggesse Salomone dagli attacchi magici, gli conferisse uno straordinario fascino personale (il che forse spiegava tutte quelle mogli che ingombravano il palazzo) e gli permettesse di capire la lingua degli uccelli e degli animali. Niente male, insomma, anche se l'ultima cosa non è che serva poi quanto uno magari potrebbe credere, perchè gira gira i discorsi delle bestie tendono a vertere su: (a) l'interminabile ricerca del cibo, (b) trovare un cespuglio asciutto per la notte, e (c) lo sporadico soddisfacimento di certe ghiandole. ** Elementi quali umorismo, poeticità e nobiltà d'animo sono spiccamente assenti. Per trovarli, devi salire almeno fino ai jinn di medio livello.

** Molti obietterebbero che in fondo anche i discorsi degli umani si riducano a questo.

inviato il 03/05/2011
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Il Tristo Mietitore

immagine copertina
Terry Pratchett
Il Tristo Mietitore
Salani
10 righe da pagina 4:

Morte mette giù il segnatempo, poi lo riprende. Le sabbie del tempo scorrevano già. Provò a girarlo, tanto per fare un esperimento. La sabbia continuò a scorrere, solo che stavolta andava all'insù. Non si era aspettato niente di diverso.
Voleva dire che, se fosse esistito un domani, non ci sarebbe stato. Mai più.
Ci fu un movimento nell'aria alle sue spalle.
Morte si voltò lentamente e si rivolse alla figura che fluttuava indistinta nella penombra.
PERCHÉ?
La figura glielo disse.
MA QUESTO... NON È GIUSTO.
La figura disse che no, era giusto.
Nel volto di Morte non si mosse un muscolo, visto che non ne aveva.
FARÒ RICORSO.
La figura disse che proprio lui doveva sapere che non c'erano ricorsi. Mai. Non potevano esserci.
Morte ci pensò su, poi disse:
HO SEMPRE FATTO IL MIO DOVERE COME RITENEVO NECES-SARIO.
La figura si avvicinò. Assomigliava vagamente a un monaco incappuc-ciato in grigio.
Disse: Lo sappiamo. Per questo ti lasciamo tenere il cavallo.

inviato il 21/01/2011
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Niente di vero tranne gli occhi

immagine copertina
Giorgio Faletti
Niente di vero tranne gli occhi
B.C.Dalai Editore
10 righe da pagina 499:

Quella ragazza ha gli occhi più incredibili che abbia mai visto. Chiunque porti in giro occhi di quel genere non può essere una persona cattiva. Forse può anche succedere che faccia dei danni, ma solo se davanti a lui si sente il bisogno di abbassare per primi lo sguardo.

inviato il 28/11/2011
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la trilogia di Bartimeus

immagine copertina
Jonathan Stroud
la trilogia di Bartimeus
Salani
10 righe da pagina 2:

Finalmente il moccioso sembrò aver trovato il coraggio di parlare. O almeno interpretai così un fremito sulle sue labbra che non sembrava più indotto soltanto da puro terrore. Lasciai perdere le fiamme blu e le rimpiazzai con un odore ripugnante.
Il ragazzino parlò con un filo di voce.«Io ti ordino di... di...» E sbrigati! «... d-d-dirmi il t-tuo nome».Di solito i più giovani iniziano sempre così. Inutili manfrine. Sia lui che io sapevamo che lo conosceva benissimo, il mio nome. Altrimenti come avrebbe potuto convocarmi? Bisogna conoscere le formule giuste, i segni giusti e soprattutto il nome giusto. Voglio dire, qui non stiamo parlando di taxi:quando chiami non arriva il primo che capita.Scelsi un tono di voce profondo, ricco, denso e scuro come cioccolata, del tipo che risuona ovunque eppure in nessun luogo particolare, e fa rizzare i peli sulle nuche più inesperte.«BARTIMEUS».

inviato il 30/09/2011
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HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE

immagine copertina
J.K. Rowling
HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE
Salani

«Cos'hanno tutti da guardare?» chiese Albus, mentre lui e Rose allunga-
vano il collo per osservare gli altri studenti.
«Non farci caso» rispose Ron. «È per me. Sono estremamente famoso».
Albus, Rose, Hugo e Lily risero. Il treno cominciò a muoversi e Harry lo
seguì camminando, guardando il viso magro del figlio, già infiammato per
l'emozione. Continuò a sorridere e a salutare, anche se era come un piccolo
lutto vedere suo figlio allontanarsi...
L'ultima traccia di vapore svanì nell'aria autunnale. Il treno svoltò. La
mano di Harry era ancora alzata in segno di saluto.
«Non avrà problemi» mormorò Ginny.
Harry la guardò e distrattamente abbassò la mano a sfiorare la cicatrice a
forma di saetta sulla fronte.
«Lo so».
La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene.

inviato il 14/11/2011
Nei segnalibri di:

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