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Pagina di laura87sp

Novecento

immagine copertina
Alessandro Baricco
Novecento
Feltrinelli
10 righe da pagina 37:

Niente sangue, ma un bel po' di odio, di odio vero, sotto la pelle. Note e alcol. Poteva anche durare una notte intera. Era quella cosa li che aveva in mente Jelly Roll, per farla finita con'sta storia del pianista sull'oceano, e tutte quelle balle. Per farla finita. Il problema era che Novecento, a dire il vero, nei porti non suonava mai, non voleva suonare. Erano già un po' terra, i porti, e non gli andava. Lui suonava dove voleva lui.

inviato il 04/01/2012
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Adoro questo libro!

L'avevo letto quando ero alle superiori ^__^

"Avevano spento anche la Luna"

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Ruta Sepetys
"Avevano spento anche la Luna"
Garzanti
10 righe da pagina 211:

Andrius si voltò. I suoi ochi incontrarono i miei. "Ci rivedremo", disse.
Il mio viso non fece una piega. Io non emisi suono. Però per la prima volta da mesi, piansi. Le lacrime spuntarono dalle orbite asciutte e mi rigarono le guance in un rapido fiotto. Distolsi lo sguardo.
L'agente dell'NKVD chiamò il nome del calvo.
"Guardami", sussurrò Andrius avvicinandosi. " Ci rivedremo", disse. "Pensa solo a questo. Pensa solo a me che ti riporto i tuoi disegni. Immaginati la scena, perchè io ci sarò."

inviato il 30/12/2011
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Pop Story 1900-1909. L’alba della musica pop

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Dario Salvatori
Pop Story 1900-1909. L’alba della musica pop
Arcana Edizioni 2012
10 righe da pagina 104:

Ma già nel 1830, il corsetto diventa nuovamente un oggetto indispensabile nel guardaroba femminile. La massima aspirazione delle donne è avere un vitino di vespa, della circonferenza massima di 40 centimetri. Come si ottiene questo risultato? Costringendosi fin da piccole in busti sempre più stretti, cosiddetti alla pigra, agganciati sul dorso con una serie di lacci.
Sulla fine del secolo, iniziano a diffondersi opinioni contrastanti sulla
funzione del busto, anche tra gli stessi medici. I continui svenimenti di molte
donne, la morte per perforamento del fegato a causa delle costole rotte,
portano a deplorarne l’utilizzo. Serve, tuttavia, l’ennesimo cambiamento
nella moda voluta da un famoso stilista a sancirne il declino.
link per leggere il primo capitolo
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/pop-story-1900-1909-l’alba-della-musica-pop

inviato il 30/01/2012
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Grazie Naty :))

aggiungo segnalibro,ciao Patty

Memorie di una Geisha

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Arthur Golden
Memorie di una Geisha
TEA

Erano trascorsi alcuni anni da quando avevo appreso le tristi notizie sulla mia famiglia e mi stupivo nel vedere quanto fosse radicalmente mutato il paesaggio della mia mente. Sappiamo tutti che un panorama invernale, ammantato di gelo, con gli alberi avvolti in scialli di neve, sarà irriconoscibile all'arrivo della primavera; eppure non avevo mai immaginato che una simile trasformazione potesse accadere dentro un essere umano. Quando avevo appreso la fine della mia famiglia, era stato come se venissi coperta da un lenzuolo di neve, ma con il tempo il terribile ghiaccio si era disciolto rivelando un paesaggio che non avevo mai visto prima e neppure immaginato. Non so se questo vi sembrerà una cosa sensata, ma la mia mente alla vigilia del mio debutto era come un giardino in cui i fiori abbiano appena iniziato a spuntare dal suolo, cosicché è ancora impossibile prevedere quale sarà l'aspetto finale. Io traboccavo di eccitazione e in questo giardino della mia mente, proprio al centro, si innalzava una statua: era l'immagine della geisha che volevo diventare.

inviato il 31/01/2012
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Ragazze non troppo perbene

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Susan Jane Gilman
Ragazze non troppo perbene
Tradotto da Linda Rosaschino
Piemme bestseller 2001
10 righe da pagina 10:

Ci piacerebbe una voce femminile saggia che si opponesse a tutte le altre nonne che ci dicono di perdere peso, di afferrare quell'anello di fidanzamento e di mettre al mondo dei nipoti prima che sia troppo tardi. Ci piacerebbe una voce che ci aiuti a deviare tutti i messaggi negativi e contraddittori che ogni giorno ci riempono la testa. Ci piacerebbe un angelo custode appollaiato sulla nostra spalla che ci aiuti a restare a testa alta, a essere noi stesse, a non farci umiliare. Lasciamo perdere l'autostima e il self-help. Vogliamo un atteggiamento strafottente e validi strumenti di potere.

inviato il 17/01/2012
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Se poi ci fosse questa vocina che aiuta anche a prendere decisioni ^^' sarebbe fantastico!

E si importante è secondo me...non farsi sempre del male ,seguire quell'angelo nascosto in noi...aggiungo segnalibro

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Per tutte le donne stanche di seguire le regole imposte dalle consuetudini, dalla moda e dagli uomini. Stanche di inseguire discutibili principi azzurri e decise ad opporre una resistenza intelligente ai mille messaggi contraddittori che giungono da ogni dove.

Il Gattopardo

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Reclam 2011
10 righe da pagina 298:

"Lei non è stato sul continente dopo la creazione del Regno? Fortunato lei. Non è un bello spettacolo. Mai siamo stati tanto divisi come da quando siamo uniti. Torino non vuol cessare di essere capitale, Milano trova la nostra amministrazione inferiore a quella austriaca, Firenze ha paura che le portino via le opere d'arte, Napoli piange per le industrie che perde, e qui, qui in Sicilia sta covando qualche grosso, irrazionale guaio ... Per il momento, per merito anche del vostro umile servo, delle camicie rosse non si parla più, ma se ne riparlerà. Quando saranno scomparse queste ne verranno altre di diverso colore; e poi di nuovo rosse. E come andrà a finire? C'è lo Stellone, si dice. Sarà. Ma Lei sa meglio di me, principe, che anche le stelle fisse veramente fisse non sono."

inviato il 18/01/2012
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GRAZIE!!! da parte mia e del Gattopardo! mi avete fatto davvero felice!! ^___^

Cara Anna Lisa....hai vinto un libro in regalo per avere scritto le migliori 10righeogni10giorni, manda una email con il tuo indirizzo a info@10righedailibri.it ed uno dei nostri editori ti manderà un libro :)
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=345088915510825&set=a.12800929055...

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La quarta verità

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Iain Pears
La quarta verità
Tradotto da Richard Ambrosini Alfredo Tutino
TEA 2010
10 righe da pagina 239:

Fui testimone degli abissi di turpitudine che si celano in coloro che perseguono il potere e compresi come, una volta minato il diritto di nascita, risulti fatalmente compromesso quel disinteresse che, solo, può assicurare il buon governo. Se chiunque può giungere al potere, allora tutti tenteranno di farlo e il governo diverrà nulla più di un campo di battaglia in cui i princìpi verranno sacrificati all'interesse. Saranno gli ignobili a imporsi, perchè i migliori si terranno alla larga dalle fogne. In altre parole, riuscii a segnare una piccola vittoria in una guerra che era già perduta.

inviato il 02/01/2012
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I quarantanove racconti

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Ernest Hemingway
I quarantanove racconti
Tradotto da Vincenzo Mantovani
Einaudi 1999
10 righe da pagina 390:

Dopo la tempesta
Ero la prima barca che era uscita e quando vidi galleggiare un pennone capìì che doveva esserci stato un naufragio e mi misi a cercare la barca.La trovai.Era una goletta a tre alberi e si vedevano appena i moncherini dei pennoni che spuntavano dall'acqua.Era in un acqua troppo profonda e non ne cavai nulla.Allora proseguiì cercando qualcos'altro.Ero in vantaggio su tutti e sapevo che avrei sicuramente trovato qualcosa,la goletta,e non trovai niente e andai avanti ancora un pezzo.Ero lontanissimo,verso le sabbie mobili,e non trovavo niente,e allora proseguiì.Poi quando fui in vista del faro di Rebecca,scorsi uccelli di ogni genere che svolazzavano sopra chissà cosa e puntai verso di loro per vedere di che si trattava e c'era proprio una nuvola di uccelli.Vidi spuntare dall'acqua qualcosa che sembrava un pennone,e quando mi accostai gli uccelli spiccarono il volo e rimasero tutti intorno a me.

inviato il 09/01/2012
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Buon Anno anche a te Roberto!.Ebbene per Ernest,devo dire che attraverso queste righe,ho rivisto una spiaggia cubana ,dopo un violento temporale notturno,e sicuramente un mare burrascoso,il mattino sulla spiaggia vi erano numerosi coralli-cervello,meravigliosi nel loro candore,e una piccola imbarcazione semidistrutta...quindi anch'io mi inchino per questo grande scrittore indimenticabile,ciao

Mi inchino davanti al grande Ernest.Ciao Natalina.Buon anno.

Grazie,Grazie!!!,ciao a tutti,Naty

fatto naty! :))

allo staff,per cortesia riuscite a correggere il cognome dell'autore?'Grazie mille...e chiedo scusa.naty

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Canne al vento

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Grazia Deledda
Canne al vento
Lorenzo Barbera Editore s.r.l. 2007
10 righe da pagina 187:

«Sì» egli disse allora «siamo proprio come le canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento.»
«Sì, va bene: ma perché questa sorte?»
«E il vento, perché? Dio solo lo sa.»
«Sia fatta allora la sua volontà», ella disse chinando la testa sul petto: e vedendola così piegata, così vecchia e triste, Efix si sentì quasi un forte. E per confortarla pensò di ripeterle uno dei tanti racconti del cieco.
«Del resto è che non si è mai contenti. Lei sa la storia della Regina di Saba? Era bella e aveva un regno lontano, con tanti giardini di fichi e di melagrani e un palazzo tutto d'oro. Ebbene, sentì raccontare che il Re Salomone era più ricco di lei e perdette il sonno. L'invidia la rodeva; tanto che volle mettersi in viaggio, sebbene dovesse attraversare metà della terra, per andare a vedere...»

inviato il 14/11/2011
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mens sana in corpore sardo

merita un segnalibro la Deledda

San Silvano

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Giuseppe Dessì
San Silvano
Ilisso 2003
10 righe da pagina 57:

Questa serenità solo ora ritorna purificata, ora che tanto tempo è passato, quasi uno spazio di tempo incommensurabile; allora era come la calma superficie di un lago alla quale solo per brevi istanti mi era dato affiorare. L’ampio orizzonte che quei brevi istanti aprivano, subito si richiudeva non restando di quella vastità se non il ricordo vago; non un senso d’armonia operante nei miei pensieri, ma un
desiderio affannoso della pace che me n’era venuta, un desiderio di liberarmi da tutto ciò che mi stringeva, che mi opprimeva, da tutto ciò che a un certo punto, per una fatalità a cui sentivo di non poter sfuggire, si faceva opaco e incomprensibile. Un rancore simile a quello che mi aveva offuscato alla stazione di Acquapiana, quando il mio desiderio di vedere Elisa era stato deluso, mi riprese subito dopo il nostro incontro e per il resto della serata mi divise da lei; come se la trasparenza spirituale che in altri tempi ci aveva unito, ora tornasse stancamente di tanto in tanto, vecchia abitudine della nostra anima.

inviato il 07/01/2012
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Mattia anche a me Dessì piace molto, io vivo a Villacidro dove ha vissuto anche lui, qui da noi ogni hanno si tiene il "Premio Dessì", però hai ragione è decisamente sottovalutato dalle case editrici.

Dessì è un autore al quale sono particolarmente legato. Peccato che sia così sottovalutato dalle case editrici attuali.

Memoria delle mie puttane tristi

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Gabriel Garcia Marquez
Memoria delle mie puttane tristi
Mondadori
10 righe da pagina 17:

La mia età sessuale non mi ha mai preoccupato, perché i miei poteri dipendevano più dalle donne che da me, e loro sanno il come e il perché quando vogliono. Oggi rido dei ragazzi di ottant’anni che consultano il medico spaventato da questi crucci, senza sapere che a novanta sono peggiori, ma non importano più: sono rischi dell’essere vivi. Invece, è un trionfo della vita che la memoria dei vecchi si esaurisca per le cose che non sono essenziali, ma che di rado venga meno per quelle che ci interessano davvero. Cicerone l’ha illustrato con una frase: “Non c’è vecchio che dimentichi dove ha nascosto il suo tesoro”

inviato il 03/01/2012
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Leggere per Scrivere

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Pergentina Pedaccini Floris - Patrizia Cotroneo TRombetta
Leggere per Scrivere
Centro di documentazione giornalistica 2010
10 righe da pagina 276:

...scrivere ha bisogno di costanza, cura, pazienza, senso critico, fatica, leggerezza tutto quello che viene fuori è che bisogna organizzare la vita intorno ad una capacità per fare in modo che tale capacità non vada dispersa. Per questo è necessario combattere con il mito romantico del poeta. Citando un'intervista a McEwan in cui l'intervistatore Franco Marcoaldi si mostra sorpreso della vita ordinaria, borghese, fatta di mogli e pupi, tè e abitudini settimanali dello scrittore inglese, in contrasto con le sue storie crudeli, inquietanti. "Questa tranquillità- risponde McEwan- è il frutto di continui aggiustamenti. Per me è la condizione indispensabile. E conclude dicendo di aver tenuto in mente quella frase di Flaubert che dice: "bisognerebbe vivere come un borghese e scrivere come un pazzo. Se credi al mito romantico secondo cui il poeta è colui che va a dormire alle cinque di mattina, sbronzo, portandosi a letto simultaneamente cinque donne, tutto puoi fare meno che scrivere."

inviato il 18/07/2011
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mi associo al commento di roberto:belle righe davvero!

ne sono contenta, ottimo libro per chi ama la scrittura...

Mi sono piaciute le tue 10 righe, Samantha, e le condivido in pieno.

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