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Pagina di Piero T

Cristo si è fermato a Eboli

immagine copertina
Carlo Levi
Cristo si è fermato a Eboli
Einaudi 1945
10 righe da pagina 140:

Così, in questo modo contraddittorio e geloso, trovava posto anche nel suo animo quella che è la virtù prima e antichissima di queste terre: l'ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all'ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero, che, forse, è un dio travestito.

inviato il 29/08/2011
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I Malavoglia

immagine copertina
Giovanni Verga
I Malavoglia
Marco Derva 1881
10 righe da pagina 149:

La Provvidenza si avventurava spesso al largo, così vecchia e rattoppata com’era, per amore di quel po’ di pesca, ora che nel paese c’erano tante barche che spazzavano il mare colla scopa. Anche in quei giorni in cui le nuvole erano basse, verso Agnone, e l’orizzonte tutto irto di punte nere al levante, si vedeva sempre la vela della Provvidenza come un fazzoletto da naso, lontano lontano nel mare color di piombo, e ognuno diceva che quelli di padron ’Ntoni andavano a cercarsi i guai col candeliere.
Padron ’Ntoni rispondeva che andava a cercarsi il pane, e quando i sugheri scomparivano ad uno ad uno, nel mare largo che era verde come l’erba, e le casucce di Trezza sembravano una macchia bianca, tanto erano lontane, e intorno a loro non c’era che acqua, si metteva a chiacchierare coi nipoti dalla contentezza, che poi alla sera la Longa e tutti gli altri li avrebbero aspettati sulla riva, quando vedevano la vela far capolino tra i fariglioni, e sarebbero stati a guardare anche loro la pesca che saltellava nelle nasse e riempiva il fondo della barca come fosse d’argento...

inviato il 29/08/2011
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Piero, l'edizione da cui hai tratto le 10 righe è del 1881? :)

L'ombra del vento

immagine copertina
Carlos Ruiz Zafòn
L'ombra del vento
Tradotto da Lia Sezzi
Oscar Mondadori 2009
10 righe da pagina 284:

Scesi un gradino dopo l'altro sino in fondo. La candela illuminava fiocamente una sala rettangolare, dalle nude pareti di pietra ricoperte di crocefissi. Faceva un freddo terribile, lì sotto. In mezzo alla sala, su una lastra di marmo, mi parve di notare due oggetti simili, entrambi bianchi ma di dimensioni diverse. Poichè riflettevano il chiarore della candela con maggiore intensità rispetto al resto degli oggetti della stanza, immaginai che fossero smaltati. Ma fu solo dopo aver fatto un passo avanti che compresi: erano due bare. Una misurava poco più di mezzo metro. Un brivido gelido mi corse lungo la schiena. Era la bara di un bambino. Mi trovavo in una cripta.
Quasi senza rendermi conto di quello che facevo, mi diressi verso la lastra di marmo e mi fermai solo quando fui abbastanza vicino da poterla toccare. Le due bare erano coperte da un manto di polvere grigia. Posai la mano sulla cassa più grande e, lentamente, tolsi la cenere che si era depositata sul coperchio. Nella luce della candela lessi: Penélope Aldaya 1902-1919.

inviato il 24/08/2011
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E chi se lo dimentica più questo momento!

In fondo anche i librai sono dei pusher!

L'amore ai tempi del colera

immagine copertina
Gabriel Garcìa Márquez
L'amore ai tempi del colera
Arnoldo Mondadori

In ogni caso, né gli assomigliava nelle fotografie, né concordava con i suoi ricordi, né con l'immagine che ne dipingeva sua madre, trasfigurata dall'amore, né con quella che travisava lo zio León Dodicesimo con la sua graziosa crudeltà. Florentino Ariza scoprì, però, quella somiglianza molti anni dopo, mentre si pettinava davanti allo specchio, e solo allora aveva capito che un uomo sa quando incomincia a invecchiare perché incomincia ad assomigliare a suo padre.

inviato il 16/08/2011
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Senza sangue

immagine copertina
Alessandro Baricco
Senza sangue
Feltrinelli 2002
10 righe da pagina 76:

Attraversarono la città su un taxi che sembrava nuovo e aveva ancora il cellophane sui sedili. La donna guardò per tutto il tempo fuori dal finestrino. Erano strade che non aveva mai visto.
Scesero davanti a un hotel che si chiamava California. L'insegna saliva verticale per tutti i quattro piani dello stabile. Era in grandi lettere rosse che si illuminavano una a una. Quando la scritta era completa lampeggiava per un po', poi si spegneva completamente e ricominciava dalla prima lettera. C. Ca. Cal. Cali. Calif. Califo. Califor. Californi. California. California. California. California. Buio.

inviato il 11/11/2010
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Novecento

immagine copertina
Alessandro Baricco
Novecento
Feltrinelli

Ora, nessuno è costretto a crederlo, e io, a essere precisi, non ci crederei mai se me lo raccontassero, ma la verità dei fatti è che quel pianoforte incominciò a scivolare, sul legno della sala da ballo, e noi dietro a lui, con Novecento che suonava, e non staccava lo sguardo dai tasti, sembrava altrove, e il piano seguiva le onde e andava e tornava, e si girava su se stesso, puntava diritto verso la vetrata, e quando era arrivato a un pelo si fermava e scivolava dolcemente indietro, dico, sembrava che il mare lo cullasse, e cullasse noi, e io non ci capivo un accidente, e Novecento suonava, non smetteva un attimo, ed era chiaro, non suonava semplicemente, lui lo guidava, quel pianoforte, capito?

inviato il 28/10/2010
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Se una notte d'inverno un viaggiatore

immagine copertina
Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Mondadori

Le stazioni si somigliano tutte; poco importa se le luci non riescono a rischiarare più in là del loro alone sbavato, tanto questo è un ambiente che tu conosci a memoria, con l'odore di treno che resta anche dopo che tutti i treni sono partiti, l'odore speciale delle stazioni dopo che è partito l'ultimo treno. Le luci della stazione e le frasi che stai leggendo sembra abbiano il compito di dissolvere più che di indicare le cose affioranti da un velo di buio e di nebbia. Io sono sbarcato in questa stazione stasera per la prima volta in vita mia e già mi sembra d'averci passato una vita, entrando e uscendo da questo bar, passando dall'odore della pensilina all'odore di segatura bagnata dei gabinetti, tutto mescolato in un unico odore che è quello dell'attesa, l'odore delle cabine telefoniche quando non resta che recuperare i gettoni perché il numero chiamato non dà segno di vita.
Io sono l'uomo che va e viene tra il bar e la cabina telefonica. Ossia; quell'uomo si chiama «io» e non sai altro di lui, così come questa stazione si chiama soltanto «stazione» e al di fuori di essa non esiste altro che il segnale senza risposta d'un telefono che suona in una stanza buia d'una città lontana. Riattacco il ricevitore, attendo lo scroscio di ferraglia giù per la gola metallica, ritorno a spingere la porta a vetri, a dirigermi verso le tazze ammucchiate ad asciugare in una nuvola di vapore.

inviato il 24/10/2010
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grazie!

ciao Piero, complimenti, hai vinto il libro incentivo con queste 10righe....

Grazie mille Piero per aver apprezzato la mia poesia|

Cirano di Bergerac

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Edmond Rostand
Cirano di Bergerac
Tradotto da Franco Cuomo
Newton 1897
10 righe da pagina 55:

Sì, lo ammetto. E' il mio vizio. Mi piace non piacere. Adoro essere odiato. Sapessi, amico mio, come si cammina meglio sotto il fuoco eccitante degli sguardi ostili! Che macchie piacevoli ti lasciano addosso il fiele degli invidiosi e la bava dei vigliacchi!
La molle aura di amicizia di cui gli altri si circondano, invece, somiglia a quei vaghi paesaggi italiani, indefiniti, nella cui cornice ci si annienta. Certo, ci si sta comodi... ma ci si lascia andare. Per me è diverso: l'odio mi tiene vivo. Ogni nuovo nemico è un raggio. L'odio è una gogna, ma anche un'aureola.

inviato il 22/10/2010
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sì ora sì, ti ho risposto alla mail appena adesso!

piero, tutto a posto allora!!!!!!

Lettera a una professoressa

immagine copertina
don Lorenzo Milani
Lettera a una professoressa
Libreria Editrice Fiorentina 1967
10 righe da pagina 21:

Il compito di francese era un concentrato di eccezioni.
Gli esami vanno aboliti. Ma se li fate, siate almeno leali. Le difficoltà vanno messe in percentuale di quelle della vita. Se le mettete più frequenti avete la mania del trabocchetto. Come se foste in guerra coi ragazzi. Chi ve lo fa fare? Il loro bene?
Il loro bene no. Passò con nove un ragazzino che in Francia non saprebbe chiedere nemmeno del gabinetto. Sapeva solo chiedere gufi, ciottoli e ventagli sia al plurale che al singolare. Avrà saputo in tutto duecento vocaboli e scelti col metodo di essere eccezioni, non d’essere frequenti. Il risultato è che odiava anche il francese come si potrebbe odiare la matematica.
Io le lingue le ho imparate coi dischi. Senza neanche accorgermene ho imparato prima le cose più utili e frequenti. Esattamente come s’impara l’italiano. Quell’estate ero stato a Grenoble a lavar piatti in una trattoria. M’ero trovato subito a mio agio. negli ostelli avevo comunicato con ragazzi d’Europa e d’Africa. Ero tornato deciso a imparare lingue a tutto spiano. Molte lingue male piuttosto che una bene. Pur di poter comunicare con tutti, conoscere uomini e problemi nuovi, ridere dei sacri confini delle patrie.

inviato il 20/10/2010
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Veramente interessante.

Questo è un libro tanto importante quanto trascurato oppure citato in ricordo di una qualche idea libertaria avuta nel passato. Magari fosse letto dagli insegnanti, magari se ne discutesse con i ragazzi. Magari tornasse a fare parte delle nostre esperienze come uomini e donne, come insegnanti, come adulti che smettono, finalmente, di fare le persone mature, ostentanti sicurezza e "fede".

La fattoria degli animali

immagine copertina
George Orwell
La fattoria degli animali
Mondadori

In brevissimo tempo gli animali avevano distrutto ogni cosa che ricordasse loro il signor Jones. Napoleon li condusse poi al magazzino delle provviste e servì ad ognuno una doppia razione di grano, mentre ai cani diede due biscotti per ciascuno. Poi cantarono Animali d'Inghilterra dal principio alla fine per sette volte di seguito, dopo di che si sistemarono per la notte e dormirono come mai avevano dormito prima. Ma si svegliarono all'alba, come al solito e, ricordando a un tratto i gloriosi avvenimenti del giorno precedente, tutti assieme corsero al pascolo. Da una collinetta poco oltre il pascolo stesso si godeva la vista di quasi tutta la fattoria. Gli animali vi montarono in cima e si guardarono attorno nella chiara luce del mattino. Sì, quello era loro, tutto ciò che vedevano era loro!
Nell'esaltazione di quel pensiero andavano qua e là e si lanciavano in aria con salti prodigiosi. Si rotolavano nella rugiada, si riempivano la bocca della dolce erba estiva, con le zampe sollevavano zolle di terra e ne aspiravano il greve sentore. Fecero poi un giro d'ispezione per tutta la fattoria e, con muta ammirazione, osservarono le terre arate, i campi di fieno, il frutteto, lo stagno, il boschetto. Era come se mai avessero visto prima quelle cose, e ancora stentavano a credere che tutto fosse loro. In fila fecero poi ritorno ai fabbricati e in silenzio si fermarono davanti alla porta della casa colonica. Anche quella era loro, ma avevano paura a entrarvi.

inviato il 19/10/2010
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ciao Piero! complimenti con queste 10righe, hai vinto il libro incentivo....

puoi farmi avere la tua mail, ti devo fare una comunicazione...grazie

Una metafora sui processi della creazione dei sistemi molto lucida

Cristo si è fermato a Eboli

immagine copertina
Carlo Levi
Cristo si è fermato a Eboli
Einaudi 1945
10 righe da pagina 140:

Così, in questo modo contraddittorio e geloso, trovava posto anche nel suo animo quella che è la virtù prima e antichissima di queste terre: l'ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all'ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero, che, forse, è un dio travestito.

inviato il 29/08/2011
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I Malavoglia

immagine copertina
Giovanni Verga
I Malavoglia
Marco Derva 1881
10 righe da pagina 149:

La Provvidenza si avventurava spesso al largo, così vecchia e rattoppata com’era, per amore di quel po’ di pesca, ora che nel paese c’erano tante barche che spazzavano il mare colla scopa. Anche in quei giorni in cui le nuvole erano basse, verso Agnone, e l’orizzonte tutto irto di punte nere al levante, si vedeva sempre la vela della Provvidenza come un fazzoletto da naso, lontano lontano nel mare color di piombo, e ognuno diceva che quelli di padron ’Ntoni andavano a cercarsi i guai col candeliere.
Padron ’Ntoni rispondeva che andava a cercarsi il pane, e quando i sugheri scomparivano ad uno ad uno, nel mare largo che era verde come l’erba, e le casucce di Trezza sembravano una macchia bianca, tanto erano lontane, e intorno a loro non c’era che acqua, si metteva a chiacchierare coi nipoti dalla contentezza, che poi alla sera la Longa e tutti gli altri li avrebbero aspettati sulla riva, quando vedevano la vela far capolino tra i fariglioni, e sarebbero stati a guardare anche loro la pesca che saltellava nelle nasse e riempiva il fondo della barca come fosse d’argento...

inviato il 29/08/2011
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Piero, l'edizione da cui hai tratto le 10 righe è del 1881? :)

L'ombra del vento

immagine copertina
Carlos Ruiz Zafòn
L'ombra del vento
Tradotto da Lia Sezzi
Oscar Mondadori 2009
10 righe da pagina 284:

Scesi un gradino dopo l'altro sino in fondo. La candela illuminava fiocamente una sala rettangolare, dalle nude pareti di pietra ricoperte di crocefissi. Faceva un freddo terribile, lì sotto. In mezzo alla sala, su una lastra di marmo, mi parve di notare due oggetti simili, entrambi bianchi ma di dimensioni diverse. Poichè riflettevano il chiarore della candela con maggiore intensità rispetto al resto degli oggetti della stanza, immaginai che fossero smaltati. Ma fu solo dopo aver fatto un passo avanti che compresi: erano due bare. Una misurava poco più di mezzo metro. Un brivido gelido mi corse lungo la schiena. Era la bara di un bambino. Mi trovavo in una cripta.
Quasi senza rendermi conto di quello che facevo, mi diressi verso la lastra di marmo e mi fermai solo quando fui abbastanza vicino da poterla toccare. Le due bare erano coperte da un manto di polvere grigia. Posai la mano sulla cassa più grande e, lentamente, tolsi la cenere che si era depositata sul coperchio. Nella luce della candela lessi: Penélope Aldaya 1902-1919.

inviato il 24/08/2011
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E chi se lo dimentica più questo momento!

In fondo anche i librai sono dei pusher!

L'amore ai tempi del colera

immagine copertina
Gabriel Garcìa Márquez
L'amore ai tempi del colera
Arnoldo Mondadori

In ogni caso, né gli assomigliava nelle fotografie, né concordava con i suoi ricordi, né con l'immagine che ne dipingeva sua madre, trasfigurata dall'amore, né con quella che travisava lo zio León Dodicesimo con la sua graziosa crudeltà. Florentino Ariza scoprì, però, quella somiglianza molti anni dopo, mentre si pettinava davanti allo specchio, e solo allora aveva capito che un uomo sa quando incomincia a invecchiare perché incomincia ad assomigliare a suo padre.

inviato il 16/08/2011
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Senza sangue

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Alessandro Baricco
Senza sangue
Feltrinelli
10 righe da pagina 80:

Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte.
Capiva solo che nulla è più forte di quell'istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d'improvviso clemente. E senza sangue."

inviato il 07/01/2011
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Senza sangue

immagine copertina
Alessandro Baricco
Senza sangue
Feltrinelli 2002
10 righe da pagina 76:

Attraversarono la città su un taxi che sembrava nuovo e aveva ancora il cellophane sui sedili. La donna guardò per tutto il tempo fuori dal finestrino. Erano strade che non aveva mai visto.
Scesero davanti a un hotel che si chiamava California. L'insegna saliva verticale per tutti i quattro piani dello stabile. Era in grandi lettere rosse che si illuminavano una a una. Quando la scritta era completa lampeggiava per un po', poi si spegneva completamente e ricominciava dalla prima lettera. C. Ca. Cal. Cali. Calif. Califo. Califor. Californi. California. California. California. California. Buio.

inviato il 11/11/2010
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Narciso e Boccadoro

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Hermann Hesse
Narciso e Boccadoro
Tradotto da Cristina Baseggio
Mondadori - I Miti 1995
10 righe da pagina 50:

Narciso:"Parlo sul serio. Non è il nostro compito quello d'avvicinarci, così come non s'avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra mèta non è di trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparar a vedere ed a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento". Boccadoro, colpito, teneva il capo chino: il suo volto s'era fatto triste.

inviato il 06/11/2010
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Il libro della mia adolescenza, indimenticabile.

Bello anche il titolo!

Grande Hesse!

Certo, prova a cliccare sopra il nome...
:)

le trovi perché hai aggiunto un segnalibro. A breve le separeremo

Il contratto sociale

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Jean-jacques Rousseau
Il contratto sociale
Rcs libri 2010

Intendo cercare se può esistere nell’ordine civile qualche regola di amministrazione legittima e sicura, prendendo gli uomini come sono e le leggi come possono essere: tenterò di collegare sempre, in questa ricerca, ciò che il diritto permette con ciò che l’interesse prescrive, in modo che la giustizia e l’utilità non si trovino separate. Entro in materia senza dimostrare l’importanza del mio argomento. Mi si chiederà se sono un principe o un legislatore per scrivere di politica. Rispondo di no, ed è il motivo per cui scrivo di politica. Se fossi un principe o un legislatore non perderei il mio tempo a dire ciò che bisogna fare; lo farei o rimarrei in silenzio. Nato cittadino di uno stato libero e membro del sovrano, per quanto debole possa essere l’influenza della mia voce negli affari pubblici, il diritto di votare su di essi è sufficiente a impormi il dovere di istruirmi in materia; e sono felice, ogni volta che medito sui Governi, di trovare sempre nei miei studi ragioni per amare quello del mio paese!....

inviato il 06/11/2010
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Sweetttt :)) numero della pagina?

L'albero dei Giannizzeri

immagine copertina
Jason Goodwin
L'albero dei Giannizzeri
Tradotto da Cristiana Mennella
Mondolibri 2006
10 righe da pagina 173:

Esci, pensò. Lascia i soldi sul tavolo, e sbrigati ad andartene.
La donna lo guardò scapicollarsi fuori dalla porta. Per quella sera aveva finito. Con le visite da fuori, almeno. Ormai non sarebbe più venuto nessuno. Di sopra avrebbero capito che l'ultimo cliente se n'era andato. Le restava da fare ancora una marchetta, la peggiore. Salì le scale con la lampada in mano. Giunta in cima si fermò, non sentendo volare una mosca. Aprì la porta pian piano. La stanza mandava un tanfo orrendo. Si affacciò dentro senza parlare. Tesa la mano che stringeva la piccola lampada, e le ombre cominciarono a guizzare per la stanza.
Mesi prima, costei aveva perso la fede in Dio. Lo aveva implorato, pregato, supplicato notte dopo notte e all'alba la risposta era sempre la stessa. Allora lo aveva maledetto. Ma nulla era cambiato. Alla fine lo aveva dimenticato. Ma quel che vide ora fu come una rivelazione.
- Dio ti ringrazio, - disse.

inviato il 06/11/2010
Nei segnalibri di:

emozioni d'inchiostro

mosca silvano
emozioni d'inchiostro
non ho un editore

Il mio monte

Dall’alto del monte io guardo stranito
l’immensa distesa d’azzurro, il mio mare;
e passa dal cuore al cervello l’invito
di mettersi a terra, in ginocchio, a pregare.

Tra azzurre genziane e la gialla ginestra ammiro il creato,
seduto per terra sull’erba fragrante contemplo;
che bello ch’è il mondo che mi hai regalato,
che dolce oh Signore è il mio tempo.

Nessuno capisce che in me l’energia si rinnova,
dal monte al mio corpo, dal corpo al mio monte,
in un moto perpetuo che sana la mente,
che prende diretto la forza alla fonte.

inviato il 30/10/2010
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Se una notte d'inverno un viaggiatore

Se una notte d'inverno un viaggiatore 8 years 39 settimane fa

grazie!

Cirano di Bergerac

Cirano di Bergerac 8 years 39 settimane fa

sì ora sì, ti ho risposto alla mail appena adesso!

L'ombra del vento

L'ombra del vento 8 years 39 settimane fa

io di Zafòn ho letto solo questo... cosa altro consigliate?

Il conte di Montecristo

Il conte di Montecristo 8 years 39 settimane fa

grazie :)

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