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Pagina di sara.sgs

I dolori del giovane Werther

immagine copertina
J W. Goethe
I dolori del giovane Werther
Tradotto da Aldo Busi
Garzanti i grandi libri 2008
10 righe da pagina 17:

Perchè non ti scrivo? Ti chiedi una cosa del genere e saresti quello che sa tutto? Dovresti indovinarlo da te che sto benissimo, cioè... insomma, ho fatto una conoscenza che interessa il mio cuore molto da vicino. Ho...chi lo sa.
Raccontarti per filo e per segno come ho conosciuto una delle creature più adorabili non è affare da poco. Sono contento, sono felice, quindi un pessimo storico.
Un angelo! uffa! questo lo dice ognuno della sua bella, no? Tuttavia non sono in grado di dirti quanto sia perfetta, perchè sia perfetta; insomma, si è accattivata tutta la mia attenzione. Una tale semplicità unita a una tale intelligenza ,una tale bontà con tale fermezza d'animo, e la calma dell'anima aggiunta alla pienezza della vita e all'operosità.

inviato il 20/03/2012
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Amore e Psiche

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Apuleio
Amore e Psiche
Tradotto da Angela Cerinotti
Giunti 2012
10 righe da pagina 73:

Era completamente abbattuta e sul punto di perdere i sensi, ma continuava a guardare e riguardare incessantemente la bellezza di quel volto divino: cosi facendo si riprese. Ammirava la splendida chioma di capelli d'oro intrisa di ambrosia, e le morbide ciocche ricciute che scendevano sul collo bianco come il latte o coprivano leggermente le guance dal colorito roseo o ancora pendevano in parte sulle spalle, scintillanti di riflessi così vivi che lo stesso lume della lampada sembrava vacillare. Sulle spalle del dio alato le penne brillavano quanto fiori lucenti freschi di rugiada e, benché le ali fossero in posizione di riposo, le piume esterne - più tenere e delicate - vibravano di continuo, come agitate da un tremito capriccioso.

inviato il 28/02/2012
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La schiuma dei giorni

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Boris Vian
La schiuma dei giorni
Tradotto da Gianni Turchetta
Marcos Y Marcos 2005
10 righe da pagina 56:

Dopodiché, mollò Alise e andò a invitare Chloé. Lei lo guardò. Ridendo, gli mise la mano destra sulla spalla. Colin sentiva le sue dita fredde sul collo. Ridusse la distanza fra i loro corpi per mezzo di un accorciamento del bicipite destro, che il cervello aveva trasmesso lungo un paio di nervi cranici giudiziosamente selezionati. Chloé lo guardò di nuovo. I suoi occhi erano azzurri. Agitò la testa per ricacciare indietro i capelli, arricciati e luminosi, e, con un gesto deciso e determinato, applicò a sua tempia alla guancia di Colin. Tutt'intorno si fece abbondante silenzio, e la maggior parte del mondo si mise a contare come il due di picche.

inviato il 07/02/2012
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L'opera struggente di un formidabile genio

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Dave Eggers
L'opera struggente di un formidabile genio
Tradotto da Giuseppe Strazzeri
Piccola biblioteca Oscar Mondadori 2011
10 righe da pagina 190:

Ma adesso eccoci qui, ogni giorno caldo ma non troppo, intriso di sole, di possibilità, di opportunità, e mentre beviamo il nostro cappuccino e mangiamo il nostro cibo messicano, fingendo di non fare caso agli altri, seduti sull'erba rigogliosa di questo parco con i nostri amici, tutti noi, almeno in questo preciso momento delle nostre vite, abbiamo la sensazione di trovarci nel centro incandescente del mondo, e ci pare che qui qualcosa sta succedendo e che, per usare un'altra metafora, stiamo cavalcando un'onda, una grossa onda - vabbé, ovviamente non troppo grossa, non tipo quelle nelle Hawaii che uccidono la gente sulla barriera...

inviato il 01/02/2012
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Kafka sulla spiaggia

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Murakami Haruki
Kafka sulla spiaggia
Tradotto da Giorgio Amitrano
Einaudi Tascabili 2009
10 righe da pagina 248:

Ascolto questa canzone tre volte di fila. Per prima cosa mi viene da chiedermi come sia possibile che un disco con un testo simile abbia avuto tanto successo da vendere più di un milione di copie. Le parole, se non ermetiche, sono sicuramente molto simboliche, e sfiorano il surrealismo. Non è certo un testo da imparare in fretta per poterlo canticchiare. Però ad ascoltare la canzone più di una volta, i suoi versi assumono a poco a poco una risonanza familiare, e ogni singola parola trova il suo posto dentro di me. E' una strana sensazione. Immagini che sono al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo come silhouette di carta ritagliata, e cominciano a camminare da sole. Come in un sogno.

inviato il 30/01/2012
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Le notti bianche

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Fedor Dostoevskij
Le notti bianche
Tradotto da Luisa De Nardis
Grandi tascabili economici Newton 2010
10 righe da pagina 28:

Avevo sentito un singhiozzare sordo. Si! Non mi ero sbagliato: la ragazza piangeva, e un minuto dopo ancora più convulsamente. Dio mio! Mi si strinse il cuore. E per quanto io sia timido con le donne, quello, però, fu uno di quei momenti!...Tornai indietro, mi avvicinai a lei e avrei di certo detto :"Signora!"- se solo non avessi saputo che questa esclamazione era stata pronunciata già migliaia di volte in tutti i romanzi russi del gran mondo. Solo questo mi trattenne. Ma mentre cercavo un'altra parola, la ragazza tornò in sé, si voltò, si riprese, abbassò la testa e scivolò accanto a me per il lungofiume.

inviato il 29/01/2012
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a

Un libro che ho nel cuore

Che tu sia per me il coltello

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David Grossman
Che tu sia per me il coltello
Tradotto da Alessandra Shomroni
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 57:

Bé, non c'è motivo di continuare. Decidi tu quello che vuoi. Per me è importante farti capire che so esattamente cosa mi sta accadendo in questo momento e cosa tu pensi di me. E' la mia solita tortura, Myriam, io sono sempre "entrambi", quello che se ne sta con la faccia paonazza e le braccia conserte, e quello che d'un tratto compie un balzo oltre se stesso e cade sempre più in basso. E, mentre cade, ha ancora la faccia tosta di discutere con il paonazzo, urlandogli mentre precipita verso la perdizione: "Lascia vivere, lascia sentire, lascia sbagliare".
Però, ecco, sono anche l'altro. Che ci posso fare?

inviato il 28/01/2012
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Memorie del sottosuolo

immagine copertina
Fedor Dostoevskij
Memorie del sottosuolo
Tradotto da Alfredo Polledro
Einaudi 2005
10 righe da pagina 18:

Un'altra volta mi volli innamorare per forza, anzi due volte. E soffrivo, signori, ve ne assicuro! Nel profondo dell'animo non sembra di soffrire, spunta un risolino, eppure io soffro, e per di più in modo vero, autentico; sono geloso, vado fuori di me... e tutto per noia, signori, tutto per noia; l'inerzia mi aveva oppresso.

inviato il 20/03/2012
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Davide, abbiamo istituito un nuovo premio e tu sarai il primo a iniziare
:)
http://www.10righedailibri.it/giochi-segnalibri

Ogni settimana, tutti i lunedì, il vincitore con più segnalibri sceglierà 10 righe tra quelle scritte dai lettori, durante la settimana successiva, da premiare con un libro incentivo indipendentemente dai segnalibri.

Ti aggiudichi il libro incentivo per le 10 righe più votate!

segnalibro per l'aristocrazia! :) grande Davide

Quattrocento

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Susana Fortes
Quattrocento
Tradotto da Manuela Vallone Rosa C. Stoppani
TEA 2009
10 righe da pagina 65:

Talvolta mi rimproverava di scarsa convinzione nei miei studi: forse mi vedeva sprecare tempo, persa fra troppi stimoli. A vent’anni non è facile convogliare le energie in un’unica direzione. E’ soltanto in seguito che s’impara a distinguere le cose per cui vale veramente la pena di dedicare gli sforzi di una vita.

inviato il 27/02/2012
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DEMIAN

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Hermann Hesse
DEMIAN
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 120:

L'opera compiuta mi fece una strana impressione. Mi
sembrava una specie di figura divina o di maschera sacra, mezzo maschile, mezzo femminile, senza età, volitiva quanto sognante, rigida quanto segretamente viva.
Quel viso mi diceva qualcosa, era roba mia, esprimeva qualche postulato. E somigliava a qualcuno, ma non sapevo a chi.
Quella figura accompagnò un tratto tutti i miei pensieri e partecipò della mia vita.
La tenevo nascosta in un cassetto perchè nessuno potesse impadronirsene e farsi beffe di me. Ma non appena ero solo nella mia cameretta tiravo fuori l'immagine e conversavo con essa.
La sera l'attaccavo con uno spillo di fronte a me alla tappezzeria sopra il letto, la guardavo finchè prendevo sonno e la mattina le dedicavo il primo sguardo.

inviato il 27/02/2012
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aggiungo segnalibro

Inventario Poesie 1948-2000

immagine copertina
Mario Benedetti
Inventario Poesie 1948-2000
Tradotto da Martha L. Canfield
Le Lettere 2001
10 righe da pagina 153:

Sassolini alla finestra
Ogni tanto l'allegria
mi tira sassolini alla finestra
vuole avvisarmi che è lì in attesa
ma oggi mi sento calmo
anzi direi equanime
ora metto l'angoscia nel suo nascondiglio
e poi vado a stendermi con gli occhi al soffitto
una posizione comoda e garbata
per filtrare notizie cui credere.
Chi sa dove saranno le mie prossime orme
né quando la mia storia verrà considerata
chi sa quali consigli m'inventerò ancora
e quale scorciatoia troverò per non seguirli.
Va bene non mi presenterò come spacciato
non rammenderò il ricordo con l'oblio
resta tanto da dire e da tacere
e tanti chcchi d'uva per riempire la bocca.
Va bene mi dichiaro persuaso
che l'allegria smetta de tirar sassolini
aprirò la finestra
aprirò la finestra

inviato il 27/02/2012
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segnalibro!

aggiungo segnalibro!!!!

L’albergo delle donne tristi

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Marcela Serrano
L’albergo delle donne tristi
ed. Feltrinelli 2007

…E alla fine il cielo si è tinto di nero pece, sono cessati i lampi e le saette ed è calato il buio totale, lo stesso che avvolge la bimba perduta, cullandola nell’oblio. La notte si trascina interminabile. Tra il silenzio di una stanza e il silenzio dell’altra, ha preso forma un terzo silenzio: il desiderio di Floreana. Vigile, la pioggia è un pretesto per il suo orecchio all’erta, desidera e allo stesso tempo teme il movimento dell’altro, senza un briciolo di sonno da conciliare. Appena una parete di legno e un’acustica ingannevole: ogni scricchiolio rimbalza sulla sua bocca, sulle sue mani, sulla sua schiena in tensione percorsa da brividi. Verrà? I secondi sembrano ore... Dei passi sul pavimento… …La pioggia continua impetuosa, unica presenza viva nella notte. Devo coprirmi, rintanarmi sotto le coperte solitarie…e aspettare. Silenzio traditore, non si sente nulla. .... la mia remissività giace con me in questo letto, non ho fatto neanche una mossa. Non devi difenderti, non ti sto accusando, ma, anche se il tuo grido è muto, sempre grido rimane…

inviato il 08/02/2012
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Alte uniformi e camicie da notte

immagine copertina
Jorge Amado
Alte uniformi e camicie da notte
Tradotto da Elena Grechi
Garzanti 1994
10 righe da pagina 117:

Ma durante la sfilata delle candidate, il poeta Bruno aveva messo gli occhi su una di quelle avide sconosciute, ed era rimasto folgorato. Mai gli era successo nulla del genere: passione istantanea, folle, atroce. Sottile e altera, diafana, luminosa da tant'era bionda, pelle azzurrata color opale, dove l'aveva vista prima? In un quadro, certamente, ma in quale museo? Quale maestro del Rinascimento l'aveva indovinata e ritratta, secoli prima? Appello e offerta negli occhi notturni, nelle labbra dove cominciava la sessualità, nel passo delle anche sciolte e i seni insolenti. Bruno si era sentito la bocca secca, e una contrazione allo stomaco. Davanti a lui la donna fatale, in carne e ossa.

inviato il 07/02/2012
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Tre casi per il maresciallo Nardella e altre storie gialle e noir

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10 righe da pagina 60:

Lo avvolgeva un senso profondo di inquietudine, dovuto in questo caso non al caldo appiccicoso, ma a qualcosa di non concluso, di lasciato forzatamente a metà. E il pensiero non gli dava pace.
Era da poco spuntata l’alba quando il maresciallo, indossata tuta e scarpe da ginnastica, si portava sull’argine dell’Arno per una corsa rilassante e liberatoria. Correndo verso Pisa, ripensò al mattino di qualche giorno prima e ricostruì mentalmente quella che, secondo lui, era stata la dinamica degli eventi che avevano portato ai delitti… Più o meno le cose dovevano essere andate in questo modo. Più o meno così, ma senza concrete prove in mano e soprattutto senza aver arrestato nessuno. Aveva soltanto la consapevolezza di avere contribuito, con il lavoro suo e dei colleghi, a comporre un pezzo del mosaico che - ne era certo: non sapeva quando, ma era certo che un giorno sarebbe accaduto - qualcun altro, con gli alamari come i suoi sulla giacca, avrebbe completato.

inviato il 06/02/2012
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Grazie!!!

Segnalibro!

Il deserto dei Tartari

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Dino Buzzati
Il deserto dei Tartari
Oscar Mondadori

Si volta pagina, passano mesi ed anni. Quelli che furono i compagni di scuola di Drogo sono quasi stanchi di lavorare, essi hanno barbe quadrate e grige, camminano con compostezza per le città salutatu rispettosamente, i loro figli sono uomini fatti, qualcuno è già nonno. Gli antichi amici di Drogo, sulla soglia della casa che si sono costruiti, amano adesso soffermarsi a osservare, paghi della propria carriera, come corra il fiume della vita e nel turbine della moltitudine si divertono a distinguere i propri figli, incitandoli a fare presto, sopravanzare gli altri, arrivare per primi. Giovanni Drogo invece aspetta ancora, sebbene la speranza si affievolisca ogni minuto.

inviato il 01/02/2012
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:)

ciao Davide! :))

Il ritorno del maestro di danza

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Henning Mankell
Il ritorno del maestro di danza
Tradotto da Giorgio Puleo
Mondolibri su licenza Marsilio 2007
10 righe da pagina 21:

Di notte rimaneva sveglio, circondato dalle ombre. La prima volta, aveva ventidue anni. Ora ne aveva compiuti settantasei. Da cinquantaquattro anni soffriva di insonnia. Le ombre erano state costantemente intorno a lui. Solo quando prendeva potenti sonniferi in dosi massicce riusciva a dormire. Ma quando si svegliava, sapeva che le ombre erano state sempre lì, anche se non le aveva notate.
La notte che stava volgendo al termine non era stata un'eccezione. Non doveva nemmeno aspettare che le ombre - o i visitatori, come talvolta le chiamava - si facessero vive. Di solito arrivavano alcune ore dopo il calare delle tenebre. D'un tratto erano lì, vicinissime a lui, con i loro volti bianchi e muti.

inviato il 31/01/2012
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GIOCO - Riga 10

GIOCO - Riga 10 6 years 12 settimane fa

"...era come se l'avesse inferto a se stessa, come se avesse infilato spilli nella sua stessa immagine..." (Un matrimonio per bene - Doris Lessing)

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