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Rosina e i dodici leoni fatati

Quella sera, prima di coricarsi, il padre di Rosina si inginocchiò davanti a letto e giunse le mani.
"Moglie mia che sei in cielo, veglia sulla nostra povera figliola. San Marco benedetto, apri i tuoi occhi di stelle e abbi pietà. Invia i tuoi angeli e proteggi gli indifesi."


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Rosina e i dodici leoni fatati

C’era una volta a Venezia un povero mastro scarparo.
Un tempo la sua bottega era stata la più bella dell’intera città, ma dalla morte di sua moglie qualcosa si era spezzato dentro di lui e anche gli affari avevano preso una brutta piega.
«Non ti preoccupare, papà» lo confortava la sua bella figlia Rosina. «Sorridi e vedrai che con un po’ di fede tutto si aggiusterà.»
Ma il tempo passava e le cose non si aggiustavano per niente.
In più un brutto giorno…
«Eccomi, sono il signor Salasso. Vengo a riscuotere la rata del prestito che vi feci l’anno scorso, mi spetta di diritto.»
Rosina conosceva bene quel losco individuo. «Abbiamo già pagato tante volte, non vi dobbiamo più nulla.»
«Ah!» esclamò Salasso. «Ma ci sono gli interessi. E poi gli interessi sugli interessi. Dovete pagare! Dovete pagare sempre. Altrimenti, chiamo le guardie mie amiche vi faccio mettere in prigione. A meno che…»


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e perché non sognare? Se ti piace scrivere continua poi chissà... Hai fatto bene a pubblicare su 10 righe, qui ce ne sono tante... io te lo auguro
Mer, 27/03/2013 - 18:22- accedi o registrati per inviare commenti
Allora ti auguro un in bocca a lupo per la pubblicazione se non hai ancora una casa editrice
Mer, 27/03/2013 - 17:48- accedi o registrati per inviare commenti
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I vestiti nuovi dell'imperatore

I vestiti nuovi dell'imperatore
Tradotto da a cura di a Silvia Masaracchio
eBook gratuito
«Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. E l'imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò: “Ormai devo restare fino alla fine”. E così si raddrizzò ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c'era.


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Ciao! Le tue 10 righe sono state scelte da Mediando Editore all'interno del gioco "Allora un libro": ti viene quindi assegnato un libro incentivo! http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo.
Manda una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicando un recapito e specificando che hai vinto un libro in "Allora un libro" :)
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Le gaie mogli di Windsor

MEG – Ci abbiam pensato bene, ed è così:
mia figlia Annetta con l’altro mio figlio
e tre quattro ragazzi come loro
si vestiranno, chi bianco, chi verde,
da folletti, da elfi e da fatine
con candeline accese intorno al capo
come corone, e in mano dei sonagli.
Al momento che Falstaff e noi due
c’incontreremo, sbucheranno fuori
d’improvviso da un di quei fossati
fatti per l’uso degli spaccalegna,
cantando a tutto fiato. A quella vista,
noi fuggiremo come impaurite,
ed essi si daranno a circondare
e punzecchiar l’immondo cavaliere,
come si dice facciano le fate;
e insisteranno a chiedergli il perché
dell’aver egli osato calpestare,
in sì profano arnese travestito,
quei sacri lor sentieri
nell’ora del notturno loro sabba.


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La piccola Ida e i suoi fiori

La piccola Ida sguscia veloce dal letto, è così leggera che le sembra di volare.
Scende in punta di piedi le scale, per non svegliare i suoi genitori.
Sbircia dalla porta che dà in soggiorno e ha un tuffo al cuore.
Là, sul pavimento, tutti i fiori del vaso della mamma, ritti sui loro steli, si preparano per uscire.
Oh, quant’è impaziente il tulipano, salta dappertutto come non potesse aspettare.
Un mazzetto di primule gialle ripete i passi di un ballo di gruppo, incerte sul finale.
Delle margherite si lisciano i petali a vicenda, temendo di apparire disordinate.
Poi, la rosa rossa, la più bella di tutto il gruppo, vede Ida, le va incontro e la prende per mano.
Insieme escono di casa e spiccano un salto
Volano sopra la città, oltre le nuvole, con centinaia di altri fiori.
Superano il mare azzurro fino al castello d’oro del re di Spagna, dove ballano senza mai fermarsi per tutta la notte.


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La piccola Ida e i suoi fiori

Il papà le asciuga una lacrima con una carezza. «Tesoro, i fiori appassiscono e ricrescono, questo non vuol dire che tu debba smettere di ballare con loro.»
Lei tira su col naso. «Dici?»
«Certamente! Pure io, stanotte, ho ballato il valzer con un giglio» le fa l’occhiolino. «Ma non dirlo alla mamma, o diventa gelosa.»
Ida sgrana gli occhi e infilando la cartella indovina il pensiero di papà.
«Anche tu delle volte sogni delle storie perché le cose fanno un po’ di paura?»
Lui sospira sorridendo. «Ogni giorno.»
La piccola Ida è uno scricciolo di sei anni con gli occhi aperti sul mondo che la circonda.
La piccola Ida ha un po’ di paura: oggi inizierà la prima classe della scuola primaria e non sa cosa aspettarsi.
La piccola Ida si rincuora. Ogni giorno, anche quando sarà molto vecchia, con i capelli bianchi e la dentiera, potrà ballare con i suoi fiori.


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Barbabietonzolo

Retelling veneziano di Raperonzolo
***
Dovete sapere che la povera donna di Castello si chiamava Livia ed era l’infelice sorella del terribile orco campanaro della chiesa di Santo Stefano.
Raimondo, questo il nome del pauroso congiunto, era un omone alto due metri. Aveva una bocca piena di denti e occhi di bragia coperti da sopracciglia cispose. Sulle spalle portava sempre un sacco rigonfio che nessuno sapeva cosa contenesse. Su di lui correvano voci tremende e perfino le fiamme delle candele tremavano quando qualcuno s’azzardava a bisbigliare il suo nome.
Livia, che conosceva tutte le sue malefatte, ne aveva una paura folle. Ogni primo lunedì del mese doveva recarsi a cena da lui e trascorreva tutti i giorni mancanti al successivo appuntamento a riprendersi dallo spavento.


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Barbabietonzolo

Retelling veneziano di Raperonzolo
***
L’altra aggrottò le sopracciglia. «È vero signor Raimondo? Mangiate i bambini?»
L’orco rifilò un pestone al figlio. «Uhm, ecco, vede… A dire il vero, sì. Ma solo uno ogni tanto… Ed esclusivamente quelli molto cattivi, che non si lavano dietro le orecchie e non vogliono andare a scuola. E in ogni caso, sempre ben arrostiti con il rosmarino.»
Ultimina tentennò il capo. Beh, cosa si poteva pretendere da un povero orco? Non poteva certo essere una dolce fata madrina. «Quel che è stato è stato,» sentenziò infine. «Ma niente più bambini, se volete ch’io venga a trovarvi.»
Raimondo sgranò gli occhioni.
«Nemmeno uno?»
Ultimina annuì solennemente.
«Neanche cotti con il rosmarino?»
Lei storse il naso orripilata.
«Magari un pezzetto al cenone di capodanno.»
Ultimina fece un segno intransigente con la mano.
Che fare? Questo era un bel dilemma. Raimondo sospirò: per una bella fiaba in compagnia, si sarebbe sacrificato. Avrebbe mangiato pasticcio di asparagi, gli piaceva il pasticcio di asparagi.


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Barbabietonzolo

Rilettura veneziana della fiaba Raperonzolo
***
Isacco si fece scuro. «Che dici, sorellina? Non puoi rimanere sola con lui: è un perfido orco, non lo dimenticare.»
L’altra aggrottò le sopracciglia. «È vero signor Raimondo? Mangiate i bambini?»
L’orco rifilò un pestone al figlio. «Uhm, ecco, vede… A dire il vero, sì. Ma solo uno ogni tanto… Ed esclusivamente quelli molto cattivi, che non si lavano dietro le orecchie e non vogliono andare a scuola. E in ogni caso, sempre ben arrostiti con il rosmarino.»
Ultimina tentennò il capo. Beh, cosa si poteva pretendere da un povero orco? Non poteva certo essere una dolce fata madrina. «Quel che è stato è stato,» sentenziò infine. «Ma niente più bambini, se volete ch’io venga a trovarvi.»
Raimondo sgranò gli occhioni.
«Nemmeno uno?»
Ultimina annuì solennemente.
«Neanche cotti con il rosmarino?»
Lei storse il naso orripilata.
«Magari un pezzetto al cenone di capodanno.»
Ultimina fece un segno intransigente con la mano.


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Le mille e una notte

Le mille e una notte
Tradotto da Gioia Angiolillo Zannino-Basilio Luoni
BUR Biblioteca Universale Rizzoli
Fiumi d’azzurro, che l’aurora rovescia
nella coppa del cielo, ecco il suo sguardo;
sugli zigomi si mietono le rose,
che a gara rifioriscono, appena colte.
Se nera è la chioma
come notte cupa,
sulla fronte invece
esplode la luce dell’aurora.
Di tutte le creature ornate di bellezza,
è incontestato il principe; se mai
i suoi sudditi a lui si ribellassero,
la sua condanna conoscerebbero.


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Enrico, concorri comunque per le 10 righe della settimana: segnalibri e scelte dalla redazione. :))
Dom, 13/01/2013 - 14:42- accedi o registrati per inviare commenti
Faremo qualcosa anche per il medioriente un'altra domenica :)
Dom, 13/01/2013 - 14:23- accedi o registrati per inviare commenti
Fahrenheit 451

"Mi stavo domandando" disse Montag, "che cosa pensa il Segugio la notte, giù da basso. I nostri rapporti non lo rendono per caso veramente vivo e ostile? Mi vien freddo quando ci penso."
"Il Segugio non pensa nulla che non vogliamo."
"E questo mi rattrista" ribattè Montag con calma, "perchè tutto quello che lo abbiamo condizionato a pensare è la caccia, la scoperta della vittima e la sua uccisione. Che vergogna se questo sarà tutto quanto avrà mai pensato!"


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Quella scena è decisamente agghiacciante... (e purtroppo molto veritiera di cosa è successo e succede certe volte nel mondo...). Il film è degli anni '60 ed ha un fascino retro, come le puntate dello Star Trek originale :)
Mer, 27/03/2013 - 16:47- accedi o registrati per inviare commenti
Infatti Francesco, credo sia degli anni '60, come i telefilm di Star Treck.
Io avevo comprato il film in edicola in vhs. Mi fa sempre un certo effetto la signora che si fa bruciare con i suoi libri nella sua casa. Questa cose non dovrebbero succedere eppure succedono ancora adesso :(
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Il libro è bellissimo, il film anche (solo che è molto "vecchio" e fa strano vedere un film di fantascienza del genere con i nostro occhi "moderni") ^^
Mer, 27/03/2013 - 08:44- accedi o registrati per inviare commenti
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Fahrenheit 451

E mi diceva anche: "Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi! Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche. Non chiedere garanzie, non chiedere sicurezza economica, un siffatto animale non è mai esistito; e se ci fosse, sarebbe imparentato col pesante bradipo che se ne sta attaccato alla rovescia al ramo di un albero per tutto il santo giorno, ogni giorno, passando l'intera vita a dormire. Al diavolo" diceva il nonno "squassa l'albero e fa' che il pesante bradipo precipiti al suolo e batta per prima cosa il culo!"


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Poesie d'amore

Non è un cuore
Non è un cuore ,perdio,è un sandalo di pelle di bufalo
che cammina,incessantemente,cammina
senza lacerarsi
va avanti
su terreni pietrosi.
Una barca passa davanti a Varna
"Ohilà,figli d'argento del Mar Nero!"
una barca scivola verso il Bosforo.
Nazim dolcemente carezza la barca
e si brucia le mani.


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La fattoria degli animali
Erano i primi di marzo. Nei tre mesi che seguirono si svolse un'intensa attività clandestina. Agli animali più intelligenti il discorso del Maggiore aveva prospettato una visione del tutto nuova della vita. Non sapevano quando la ribellione da lui predetta si sarebbe realizzata, né avevano motivo di credere che sarebbero stati ancora in vita; ma capirono chiaramente che era loro dovere gettarne le basi. Il compito di organizzare e indottrinare gli altri cadde naturalmente sui maiali, ritenuti per comune consenso gli animali più intelligenti.


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L'ombra del vento

Dall'atrio, immerso in una penombra azzurrina, si intravedevano uno scalone di marmo e uno scalone affrescato con figure di angeli e di creature fantastiche. Seguimmo il guardiano fino a un ampio salone circolare sovrastato da una cupola da cui scendevano lame di luce. Era un tempio tenebroso, un labirinto di ballatoi con scaffali altissimi zeppi di libri, un enorme alveare percorso da tunnel, scalinate, piattaforme e impalcature: una gigantesca biblioteca dalla dalla geometria impossibile. Guardai mio padre a bocca aperta e lui mi sorrise ammiccando.
«Benvenuto nel Cimitero dei Libri Dimenticati, Daniel.»


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Il mago di Oz

«Quanto ci vuole per arrivare alla Città di Smeraldo?»
chiese la bambina a Boq, prima di rimettersi in cammino sul sentiero di mattonelle gialle.
«Non saprei dirlo… non ci sono mai stato. È sempre bene tenersi alla larga da Oz… a meno che, come te, non si abbiano questioni importanti da discutere con lui. Sicuramente ti ci vorranno diversi giorni, dovrai attraversare la campagna – il che sarà piacevole – ma anche dei luoghi cupi e pericolosi».
Dorothy era un po’ preoccupata, ma che scelta aveva?
Solo Oz poteva aiutarla a tornare nel Kansas e così, dopo aver salutato affettuosamente quelle persone tanto gentili e ospitali, si rimise in cammino.


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Ballate

IO TI AMO
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempira l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un tuo solo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sara ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo


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Appena finito di leggere... meravigliose, soprattutto questa :D
Dom, 03/02/2013 - 17:08- accedi o registrati per inviare commenti
Il piccolo principe

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami," disse.
"Volentieri," rispose il piccolo principw, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose."
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano," disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!"


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Lo adoro ;) e se non conosci, cerca le illustrazioni di Kim Min Ji, sono magnifiche.
Ven, 01/02/2013 - 12:37- accedi o registrati per inviare commenti
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Opere

SENSAZIONE
Le sere turchine d'estate andrò nei sentieri,
Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi.
E lascerò che il vento m'inondi il capo nudo.
Non dirò niente, non penserò niente: ma
L'amore infinito mi salirà nell'anima,
E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro,
Nella Natura, - felice come una donna:


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La cugina Bette

Le passioni vere hanno il loro istinto. Mettete un goloso in condizioni di mettere un frutto in un piatto, non si sbagliera' e prendera', anche senza saperlo, il migliore. Allo stesso modo, lasciate alle fanciulle ben educate la scelta assoluta dei loro mariti, se sono in condizioni di poter avere l'uomo che vogliono, raramente si sbaglieranno. L'opera della natura si chiama in questo caso: amare a prima vista. In amore, la prima vista e' semplicemente la seconda vista.


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Ciao Irene! Hai vinto il gioco Vive la France, ottieni un libro incentivo! :)
Sab, 02/02/2013 - 15:40- accedi o registrati per inviare commenti
Rosina e i dodici leoni fatati
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Rosina e i dodici leoni fatati
Grazie! ;) |
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Rosina e i dodici leoni fatati
Ammappa. Non la cerco nemmeno una casa editrice xD va bene così. Grazie comunque. |
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Rosina e i dodici leoni fatati
Ormai a Venezia ne ho già scritte tante ;) Grazie, in ogni caso. |
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Rosina e i dodici leoni fatati
Ti capisco, nemmeno io leggo al pc. |
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Rosina e i dodici leoni fatati
Grazie a te. Una punta di piacere la si prova sempre quando qualcuno legge qualcosa di tuo, è inutile negarlo. ;) |
| Rosina e i dodici leoni fatati |
Rosina e i dodici leoni fatati
| Rosina e i dodici leoni fatati |
Allora un libro - gioco libri incentivo
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Allora un libro - gioco libri incentivo
Scusate, ho sbagliato il link. |
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Allora un libro - gioco libri incentivo
Partecipo con Hans Christian Andersen |
I vestiti nuovi dell'imperatore
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I vestiti nuovi dell'imperatore
Partecipo Allora un libro su |























































































Commenti
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Mar, 26/03/2013 - 20:56