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Pagina di davidetaras

Il deserto dei Tartari

immagine copertina
Dino Buzzati
Il deserto dei Tartari
Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 143:

È proprio lui, adesso che si è avvicinato lo si riconosce bene, e sulla faccia non si riconosce alcun particolare dolore. Non si è ribellato, dunque, non ha dato le dimissioni, ha mandato giù l'ingiustizia senza fiatare, e se ne ritorna al solito posto. Nel fondo dell'animo c'è perfino la pavida compiacenza di avere evitato bruschi cambiamenti di vita, di poter rientrare tale e quale nelle vecchie abitudini. S'illude, Drogo, di una gloriosa rivincita a lunga scadenza, crede di avere ancora un'immensità di tempo disponibile, rinuncia così alla minuta lotta per la vita quotidiana. Verrà il giorno in cui tutti i conti saranno generosamente pagati, pensa. Ma intanto gli altri sopraggiungono, avidamente si contendono il passo per essere i primi, sopravanzano di corsa Drogo, senza neppure curarsene, lo lasciano indietro. Lui li guarda scomparire nel fondo, perplesso, preso da insoliti dubbi: e se avesse veramente sbagliato? Se lui fosse un uomo comune, a cui diritto non tocca che un mediocre destino?

inviato il 27/06/2013
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L'arte della guerra

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Sun Tzu
L'arte della guerra
Tradotto da Monica Rossi
Oscar Mondadori 2010
10 righe da pagina 13:

E così, il comandante abile nelle operazioni militari
Soggioga l'esercito nemico senza combattere,
Espugna la città nemica senza assediarla,
Distrugge il paese nemico senza operazioni militari prolungate.
Adoperando una strategia che punti alla vittoria completa,
Il morale degli uomini non si abbatterà e i vantaggi saranno massimi.
Questo è il metodo della strategia di attacco.

inviato il 13/01/2013
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LA DIVINA COMMEDIA

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Dante Alighieri
LA DIVINA COMMEDIA
Fabbri Editori 2004
10 righe da pagina 275:

Canto XXII

[...] «Chi fu colui da cui mala partita
di' che facesti per venire a proda?»
Ed ei rispuose: «Fu frate Gomita,
quel di Gallura, vasel d'ogne froda,
ch'ebbe i nemici di suo donno in mano,
e fé sì lor, che ciascun se ne loda.
Danar si tolse, e lasciolli di piano,
sì com'e' dice; e ne li altri offici anche
barattier fu non picciol, ma sovrano.
Usa con esso donno Michel Zanche
di Logodoro; e a dir di Sardigna
le lingue lor non si sentono stanche.
Omè, vedete l'altro che digrigna:
i' direi anche, ma i' temo ch'ello
non s'apparecchi a grattarmi la tigna».

inviato il 11/01/2013
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Problemi e strutture del mimo a Roma

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Luciano Cicu
Problemi e strutture del mimo a Roma
Edizioni Gallizzi 1988
10 righe da pagina 28:

Flora era un'antica divinità italica della vegetazione. Narrava la leggenda, che il suo culto era stato introdotto a Roma, insieme con quello di altre divinità sabine, da Tito Stazio. Numa poi le avrebbe assegnato un flamine e dedicato due santuari, uno sul Quirinale e uno presso il Circo Massimo.
Sotto la sua protezione era posta la fioritura, un momento delicato nel ciclo della produzione, uno dei tria tempora in cui i contadini fructibus mutuebant. La sua funzione era dunque particolarmente importante in una società, come quella romana, fondata sull'economia agricola e spiega la cura che da un certo momento lo Stato le dedicò.

inviato il 17/11/2012
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Partecipo al minigioco del 17 novembre http://scrivi.10righedailibri.it/10-righe-dalla-magica-ichnusa

Problemi e strutture del mimo a Roma

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Luciano Cicu
Problemi e strutture del mimo a Roma
Edizioni Gallizzi 1988
10 righe da pagina 21:

Nessun cittadino romano, umile quanto si voglia, avrebbe osato esibirsi a volto scoperto, com'era costume del mimo, in compagnia e nelle funzioni di ambigui cinaedi, donne di costumi corrotti, guitti senza dignità, sfuggiti in qualche modo alla condizione servile o, nella migliore delle ipotesi, emigrati dall'area greco-orientale nella potenza emergente alla ricerca di fortuna. Quei Graeculi, disponibili ad ogni genere di compromesso morale per sopravvivere, erano sopportati con degnazione e disprezzo dai ceti medio-alti e non senza qualche preoccupazione per il contagio, che il loro modello di vita poteva diffondere nella severa Weltanschauung romana. [...] Questo atteggiamento, con rare eccezioni, perdurò almeno per tutta l'epoca repubblicana.

inviato il 16/11/2012
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Memorie del sottosuolo

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Fedor Dostoevskij
Memorie del sottosuolo
Tradotto da Alfredo Polledro
Einaudi 2002
10 righe da pagina 78:

"Ma che faccio qui? Subito, all'istante, devo alzarmi da tavola, prendere il cappello e semplicemente andarmene, senza dire nemmeno una parola... Per disprezzo! E domani scendere magari in duello. Mascalzoni! Non sono certo i sette rubli che devo rimpiangere. Magari penseranno... Che il diavolo li porti! Non rimpiango i sette rubli! Vado via all'istante!..."
S'intende che restai.

inviato il 11/11/2012
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ottimo il traduttore !

I fratelli Karamàzov

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Fedor Dostoevskij
I fratelli Karamàzov
Tradotto da Pina Maiani & Laura Satta Boschian
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1998
10 righe da pagina 168:

"La luce il Signore Iddio la creò il primo giorno, e il sole, la luna e le stelle il quarto giorno. Allora di dove veniva la luce il primo giorno?"
Grigorij rimase di stucco. Il ragazzo guardava il suo maestro con aria beffarda. Nei suoi occhi c'era perfino dell'alterigia. Grigorij non resse più.
"Ecco di dove!" gridò furibondo, e gli diede un ceffone.

inviato il 11/11/2012
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Sì, il Libro

:)

concordo!

Per me, Il Capolavoro!

Il signore degli anelli

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J.R.R. Tolkien
Il signore degli anelli
Tradotto da Quirino Principe
Bompiani Vintage 2011
10 righe da pagina 536:

"Certo è molto probabile, amici", disse adagio, "molto probabile che stiamo marciando cverso la nostra distruzione: l'ultima marcia degli Ent. Ma se rimanessima a casa inattiva, l'ora della distruzione giungerebbe comunque, prima o poi. È un pensiero che da molto tempo ormai covava nei nostri cuori: per questo adesso ci siamo messi in marcia. Non è stata una risoluzione frettolosa. Ora almeno l'ultima marcia degli Ent sarà degna di una canzone. Ahi!", sospirò, "può darsi che aiuteremo le altre genti prima di scomparire. Tuttavia mi sarebbe piaciuto vedere avverarsi ciò che i canti dicono a proposito delle Entesse. Avrei desiderato ardentemente rivedere Fimbrethil! Ma vedete, amici, le canzoni, come gli alberi, portano frutti solo a tempo giusto e a modo loro: e a volte avvizziscono anzi tempo".

inviato il 06/11/2012
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I quarantanove racconti

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Ernest Hemingway
I quarantanove racconti
Tradotto da Vincenzo Mantovani
Oscar Mondadori 1993
10 righe da pagina 35:

“Vorrei provare con un altro leone, sa” disse Macomber. “Ormai non mi fanno più paura, veramente. Dopo tutto, cosa possono farti?”
“Giusto” disse Wilson “Il peggio che ti possa capitare è che qualcuno ti ammazzi. Cosa dice? Shakespeare. Bellissime parole. Vediamo se riesco a ricordarmele. Oh, bellissime. Una volta me le ripetevo sempre. Vediamo. Bello, eh?”

inviato il 30/10/2012
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Grande Hemingway!

Il signore degli anelli

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J.R.R. Tolkien
Il signore degli anelli
Tradotto da Quirino Principe
Bompiani Vintage 2011
10 righe da pagina 365:

Non possiamo uscire. Non possiamo uscire. Hanno preso il Ponte e il secondo salone. Fràr e Lòni e Nàli caddero ivi. [...] L'acqua dello stagno sale al muro del Cancello Ovest. L'Osservatore nell'acqua ha preso Oin. Non possiamo più uscire. Giunge la fine, tamburi, tamburi negli abissi. [...] Stanno arrivando.

inviato il 22/10/2012
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*_* bellissimo

grande!!!

Capolavoro!

Il deserto dei Tartari

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Dino Buzzati
Il deserto dei Tartari
Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 143:

È proprio lui, adesso che si è avvicinato lo si riconosce bene, e sulla faccia non si riconosce alcun particolare dolore. Non si è ribellato, dunque, non ha dato le dimissioni, ha mandato giù l'ingiustizia senza fiatare, e se ne ritorna al solito posto. Nel fondo dell'animo c'è perfino la pavida compiacenza di avere evitato bruschi cambiamenti di vita, di poter rientrare tale e quale nelle vecchie abitudini. S'illude, Drogo, di una gloriosa rivincita a lunga scadenza, crede di avere ancora un'immensità di tempo disponibile, rinuncia così alla minuta lotta per la vita quotidiana. Verrà il giorno in cui tutti i conti saranno generosamente pagati, pensa. Ma intanto gli altri sopraggiungono, avidamente si contendono il passo per essere i primi, sopravanzano di corsa Drogo, senza neppure curarsene, lo lasciano indietro. Lui li guarda scomparire nel fondo, perplesso, preso da insoliti dubbi: e se avesse veramente sbagliato? Se lui fosse un uomo comune, a cui diritto non tocca che un mediocre destino?

inviato il 27/06/2013
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La collina dei conigli

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Richard Adams
La collina dei conigli
Tradotto da Pier Francesco Paolini
BUR 1994
10 righe da pagina 12:

Il secondo coniglietto appariva assai meno a suo agio. Era piccolo, aveva grandi occhi spalancati, e il modo come alzava e girava di scatto la testa dava l'idea non tanto di cautela, quanto di un'incessante tensione nervosa. Le sue narici fremevano di continuo e, quando un calabrone gli sfrecciò ronzando accanto, per andarsi a posare su un fiore di cardo alle sue spalle, lui diede un balzo e fece una tale giravolta su se stesso che due conigli, intenti a rosicare nei pressi, corsero a rifugiarsi nelle tane.

inviato il 18/03/2013
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grazie mille a tutt*!!! e all'editore Fazi in particolare! saluti Ale

Ciao! Le tue 10 righe sono state scelte da Fazi all'interno del gioco "Allora un libro": ti viene quindi assegnato un libro incentivo! http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo.
Manda una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicando un recapito e specificando che hai vinto un libro in "Allora un libro" :)

ciao Naty grazie!!! salutissimi da qui ;)

Segnalibrone...anche per il coniglietto,ciao Ale...che bello!!!

Norwegian Wood Tokyo Blues

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Haruki Murakami
Norwegian Wood Tokyo Blues
Tradotto da giorgio Amitrano
Einaudi 1987
10 righe da pagina 102:

-Pensi di non essere stata abbastanza amata?
per guardarmi in viso inclinò un po' la testa. Poi bruscamente annuì.
-Un punto a metà tra il "non sufficiente" e il "completamente carente". Ho sempre avuto fame di affetto, io. E mi sarebbe bastato riceverne a piene mani anche solo una volta. Abbastanza da dire: grazie, sono piena, più di così non ce la faccio. Sarebbe bastato una volta, una sola unica volta.

inviato il 18/03/2013
Nei segnalibri di:

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Grazie! :D Vi ho inviato i dati :)

Ciao! Con queste 10 righe hai vinto un libro incentivo nel gioco "Allora un libro" http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo.
Manda una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicando un recapito e specificando che hai vinto un libro in "Allora un libro" :)

è una meraviglia di libro... è tra i miei libri preferiti... ti lascia come "smarrita", non so come dire :)

bellissimo questo libro.... è uno degli ultimi che ho letto , mi è rimasto dentro con tutta la sua malinconia

partecipo allora un libro su
http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo

Fanteria dello Spazio

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Robert Heinlein
Fanteria dello Spazio
Tradotto da Hilja Brinis
Mondadori 1962
10 righe da pagina 4:

Mezz'ora prima dell'ora fissata, dopo che ci eravamo adunanti nel locale di lancio della "Rodger Young", il nostro Comandante di squadrone venne a ispezionarci.
Non era il vero Comandante dello squadrone, era il sergente: il sergente Jelal, della Fanteria Spaziale, detto Gelatina. Il Comandante, tenente Rasczak, c'era rimasto durante l'ultimo lancio. Jelly era un finno-turco di Alexandretta, un ometto olivastro che sembrava un tipo da due soldi, e invece l'ho visto coi miei occhi agguantare due soldati alti il doppio di lui, sbattere le due teste una contro l'altra come se fossero state noci, e farsi in là mentre quelli crollavano a terra.
Fuori servizio non era mica cattivo, per essere un sergente. Si poteva perfino chiamarlo "Galatina" in sua presenza. I nuovi arrivati no, naturalmente, solo quelli che avevano fatto almeno un lancio di combattimento.

inviato il 18/03/2013
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Ciao! Con queste 10 righe hai vinto un libro incentivo nel gioco "Allora un libro" http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo.
Integra gli eventuali dati mancanti del post (traduttore, anno di edizione) e poi manda una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicando un recapito e specificando che hai vinto un libro in "Allora un libro" :)

Grazie :D

Ciao, lo staff ti assegna un libro incentivo random! :)

Guida galattica per gli autostoppisti

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Douglas Adams
Guida galattica per gli autostoppisti
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 39:

Una delle cose che Ford Prefect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani era che avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie, come risultava evidente da frasi quali "che bella giornata!" o "come sei alto!" oppure "Oddio, mi sembra che tu sia caduto in un pozzo profondo nove metri: ti sei fatto male?". In un primo tempo Ford si era fatto una sua teoria per spiegare questo strano comportamento. Aveva pensato che le bocche degli esseri umani dovessero continuamente esercitarsi a parlare per evitare di rimanere inceppate. Dopo avere osservato e riflettuto alcuni mesi, Ford aveva abbandonato questa teoria per un'altra. Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello.

inviato il 18/02/2013
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Grazie =)

Ciao Flavia, con queste 10righe, risultate più segnalibrate vinci un libro.
Invia il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it dopo aver scelto il vincitore tra le 10 righe postate da oggi fino alle 24 di domenica notte.

esatto Emma!
Marina, siamo sulla stessa lunghezza d'onda!

queste righe sono perfette per il momento che stiamo vivendo !

Se avessi dovuto scegliere 10 righe da questo libro, avrei scelto le stesse :-)

L'isola misteriosa

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Jules Verne
L'isola misteriosa
Tradotto da Jacopo De Michelis
Marsilio Editore 1999
10 righe da pagina 572:

«Lei conosce il nome che ho portato, signore?» chiese.
«Lo conosco», rispose Cyrus Smith, «come conosco il nome di questo straordinario apparecchio sottomarino.»
«Il Nautilus?» disse il capitano accennando un sorriso.
«Il Nautilus.»
«Ma lei sa… sa chi sono?»
«Lo so.»
«Eppure sono ormai trent’anni che non ho più alcun contatto col mondo abitato, trent’anni che vivo nelle profondità del mare, l’unico luogo in cui ho trovato l’indipendenza. Chi ha potuto tradire il mio segreto?»
«Un uomo che non aveva mai preso impegni con lei, capitano Nemo, e che perciò non può essere accusato di tradimento.»
«Quel francese che il caso gettò a bordo del Nautilus sedici anni fa?»
«Proprio lui.»
«Quindi quell’uomo e i suoi due compagni non sono morti nel maelstrom in cui il Nautilus era stato risucchiato?»
«Non sono morti, ed è apparso un libro, intitolato Ventimila leghe sotto i mari, che contiene la sua storia.»

inviato il 18/02/2013
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LA MIA FILOSOFIA. DIZIONARIO FILOSOFICO

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KARL R. POPPER
LA MIA FILOSOFIA. DIZIONARIO FILOSOFICO
Tradotto da a cura Massimo Baldini
ARMANDO EDITORE 1997
10 righe da pagina 9:

"Tutti gli uomini sono filosofi, perchè in un modo o nell'altro tutti assumono un atteggiamento nei confronti della vita o della morte".
KARL R. POPPER

inviato il 19/02/2013
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Il Capitale

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Karl Marx
Il Capitale
Tradotto da R. Meyer
Newton 2008
10 righe da pagina 116:

Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della società.

inviato il 19/02/2013
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Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
A. MONDADORI

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: - perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che m'importa.
Polo risponde: - Senza pietre non c'è arco.

inviato il 19/02/2013
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Grazie :-)

Benvenuta Marina :)

Il Manifesto del Partito Comunista

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Karl Marx e Friedrich Engels
Il Manifesto del Partito Comunista
Tradotto da F. Zaino
Fermento Editore 2005
10 righe da pagina 14:

La borghesia ha strutturato in modo cosmopolitico la produzione e il consumo di tutti i paesi grazie allo sfruttamento del mercato mondiale.Con grande dispiacere dei reazionari essa ha sottratto all'industria il suo fondamento nazionale.Antichissime industrie nazionali sono state distrutte e continuano a esserlo ogni giorno.Nuove industrie le soppiantano,industrie la cui nascita diventa una questione vitale per tutte le nazioni civili,industrie che non lavorano più le materie prime di casa ma quelle provenienti dalle regioni più lontane,e i cui prodotti non vengono utilizzati solo nel paese stesso ma, insieme, in tutte le parti del mondo.Al posto dei vecchi bisogni,soddisfatti dai prodotti nazionali, se ne affermano di nuovi,che per essere soddisfatti esigono i prodotti delle terre e dei climi più lontani.Al posto dell'antica autosufficienza e delimitazione locale e nazionale si sviluppano traffici in tutte le direzioni,si stringe una reciproca interdipendenza universale fra le nazioni. E ciò sia nella produzione materiale che in quella spirituale.

inviato il 19/02/2013
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Tranquilla: queste dieci righe più siamo a postarle meglio è :)

Ehm... non è passato in osservato allora ;-) ho letto le tue dieci righe ehhhh non ho potuto fare a meno di postare!!! :-) Buona serata Roberto e alla prossima "partita" ^-^

Scopa :)

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