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L'arte della guerra

E così, il comandante abile nelle operazioni militari
Soggioga l'esercito nemico senza combattere,
Espugna la città nemica senza assediarla,
Distrugge il paese nemico senza operazioni militari prolungate.
Adoperando una strategia che punti alla vittoria completa,
Il morale degli uomini non si abbatterà e i vantaggi saranno massimi.
Questo è il metodo della strategia di attacco.


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LA DIVINA COMMEDIA

Canto XXII
[...] «Chi fu colui da cui mala partita
di' che facesti per venire a proda?»
Ed ei rispuose: «Fu frate Gomita,
quel di Gallura, vasel d'ogne froda,
ch'ebbe i nemici di suo donno in mano,
e fé sì lor, che ciascun se ne loda.
Danar si tolse, e lasciolli di piano,
sì com'e' dice; e ne li altri offici anche
barattier fu non picciol, ma sovrano.
Usa con esso donno Michel Zanche
di Logodoro; e a dir di Sardigna
le lingue lor non si sentono stanche.
Omè, vedete l'altro che digrigna:
i' direi anche, ma i' temo ch'ello
non s'apparecchi a grattarmi la tigna».


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Problemi e strutture del mimo a Roma

Flora era un'antica divinità italica della vegetazione. Narrava la leggenda, che il suo culto era stato introdotto a Roma, insieme con quello di altre divinità sabine, da Tito Stazio. Numa poi le avrebbe assegnato un flamine e dedicato due santuari, uno sul Quirinale e uno presso il Circo Massimo.
Sotto la sua protezione era posta la fioritura, un momento delicato nel ciclo della produzione, uno dei tria tempora in cui i contadini fructibus mutuebant. La sua funzione era dunque particolarmente importante in una società, come quella romana, fondata sull'economia agricola e spiega la cura che da un certo momento lo Stato le dedicò.


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Problemi e strutture del mimo a Roma

Nessun cittadino romano, umile quanto si voglia, avrebbe osato esibirsi a volto scoperto, com'era costume del mimo, in compagnia e nelle funzioni di ambigui cinaedi, donne di costumi corrotti, guitti senza dignità, sfuggiti in qualche modo alla condizione servile o, nella migliore delle ipotesi, emigrati dall'area greco-orientale nella potenza emergente alla ricerca di fortuna. Quei Graeculi, disponibili ad ogni genere di compromesso morale per sopravvivere, erano sopportati con degnazione e disprezzo dai ceti medio-alti e non senza qualche preoccupazione per il contagio, che il loro modello di vita poteva diffondere nella severa Weltanschauung romana. [...] Questo atteggiamento, con rare eccezioni, perdurò almeno per tutta l'epoca repubblicana.


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Memorie del sottosuolo

"Ma che faccio qui? Subito, all'istante, devo alzarmi da tavola, prendere il cappello e semplicemente andarmene, senza dire nemmeno una parola... Per disprezzo! E domani scendere magari in duello. Mascalzoni! Non sono certo i sette rubli che devo rimpiangere. Magari penseranno... Che il diavolo li porti! Non rimpiango i sette rubli! Vado via all'istante!..."
S'intende che restai.


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I fratelli Karamàzov

I fratelli Karamàzov
Tradotto da Pina Maiani & Laura Satta Boschian
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1998
"La luce il Signore Iddio la creò il primo giorno, e il sole, la luna e le stelle il quarto giorno. Allora di dove veniva la luce il primo giorno?"
Grigorij rimase di stucco. Il ragazzo guardava il suo maestro con aria beffarda. Nei suoi occhi c'era perfino dell'alterigia. Grigorij non resse più.
"Ecco di dove!" gridò furibondo, e gli diede un ceffone.


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Il signore degli anelli

"Certo è molto probabile, amici", disse adagio, "molto probabile che stiamo marciando cverso la nostra distruzione: l'ultima marcia degli Ent. Ma se rimanessima a casa inattiva, l'ora della distruzione giungerebbe comunque, prima o poi. È un pensiero che da molto tempo ormai covava nei nostri cuori: per questo adesso ci siamo messi in marcia. Non è stata una risoluzione frettolosa. Ora almeno l'ultima marcia degli Ent sarà degna di una canzone. Ahi!", sospirò, "può darsi che aiuteremo le altre genti prima di scomparire. Tuttavia mi sarebbe piaciuto vedere avverarsi ciò che i canti dicono a proposito delle Entesse. Avrei desiderato ardentemente rivedere Fimbrethil! Ma vedete, amici, le canzoni, come gli alberi, portano frutti solo a tempo giusto e a modo loro: e a volte avvizziscono anzi tempo".


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I quarantanove racconti

“Vorrei provare con un altro leone, sa” disse Macomber. “Ormai non mi fanno più paura, veramente. Dopo tutto, cosa possono farti?”
“Giusto” disse Wilson “Il peggio che ti possa capitare è che qualcuno ti ammazzi. Cosa dice? Shakespeare. Bellissime parole. Vediamo se riesco a ricordarmele. Oh, bellissime. Una volta me le ripetevo sempre. Vediamo. Bello, eh?”


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Il signore degli anelli

Non possiamo uscire. Non possiamo uscire. Hanno preso il Ponte e il secondo salone. Fràr e Lòni e Nàli caddero ivi. [...] L'acqua dello stagno sale al muro del Cancello Ovest. L'Osservatore nell'acqua ha preso Oin. Non possiamo più uscire. Giunge la fine, tamburi, tamburi negli abissi. [...] Stanno arrivando.


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Dialoghi con Leucò

PATROCLO: Quand’eravamo due ragazzi, Achille, niente ricordavamo. Ci bastava essere insieme tutto il tempo.
ACHILLE: Io mi chiedo se ancora qualcuno in Tessaglia si ricorda d’allora. E quando da questa guerra torneranno i compagni laggiù, chi passerà su quelle strade , chi saprà che una volta ci fummo anche noi – ed eravamo due ragazzi come adesso ce n’è certo degli altri. Lo sapranno i ragazzi che crescono adesso, che cosa li attende?
PATROCLO: Non ci si pensa da ragazzi.
ACHILLE: Ci sono giorni che dovranno nascere noi non vedremo.
PATROCLO: Non ne abbiamo veduti già molti?
ACHILLE: No, Patroclo, non molti. Verrà il giorno che saremo cadaveri. Che avremo tappata la bocca con un pugno di terra. E nemmeno sapremo quel che abbiamo veduto.


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Cronache del Mondo Emerso

L’interno era ancora peggio dell’esterno: vestiti accumulati in ogni angolo, armi gettate alla rinfusa, avanzi di cibo ed erbe di ogni sorta abbandonati sul tavolo e sul pavimento.
Dalla penombra arrivò una voce indolente: “Chi è?”
“Sono… sono l’allievo…”
“Il che?”
Nihal avanzò, titubante. “L’allievo che vi è stato assegnato…”
Vederlo e ammutolire furono una sola cosa.
Buttato su un letto sfatto, in mezzo alle coltri appallottolate, c’era uno gnomo intento a fumare una pipa.


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PENSIERI

Vedete, vi sono tre tipi di vigliacchi
al mondo: i vigliacchi ingenui,
convinti cioè che la loro vigliaccheria
rappresenti la più alta nobiltà,
i vigliacchi vergognosi, cioè
quelli che si vergognano della
propria vigliaccheria, avendo
tuttavia l'intenzione di continuare
a essere vigliacchi, e infine
i vigliacchi purosangue.


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Le Notti Bianche

Era una notte incantevole, una di quelle notti che ci sono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili e irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all'anima!... Parlando di vari signori irascibili ed irosi, non posso non ricordare il mio comportamento durante tutto questo giorno. Fin dal mattino un'improvvisa angoscia cominciò a tormentarmi. Ad un tratto ebbi l'impressione che tutti volessero abbandonarmi e allontanarsi da me. Certamente ognuno si sentirà in diritto di domandarmi chi fossero tutti costoro, perchè abito ormai da otto anni a Pietroburgo e non sono riuscito a fare quasi nessuna conoscenza. Ma che senso hanno le conoscenze?


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L'idiota

"Il principe è per me la prima persona che ho incontrato in tutta la mia vita in cui ho creduto come a una persona che vuole veramente il mio bene. Lui ha creduto in me fin dal primo istante in cui mi ha vista, e io credo in lui". [...] Tutti avevano la sensazione che ci fosse qualcosa di assurdo, ma nessuno riusciva a raccapezzarcisi, nè a capirci qualcosa. In quell'istante si udì una sonora, violenta scampanellata, proprio come poche ore prima nell'appartamento di Gànja.


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A sud del confine, a ovest del sole

A sud del confine, a ovest del sole
Tradotto da Mimma De Petra
UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI 2002
Era una musica meravigliosa. all'inizio la trovai ampollosa e ricca di virtuosissimi tecnici e non riuscii a cogliervi un disegno coerente. Ascoltandola più volte, però, quelle immagini fino ad allora completamente sfocate, cominciarono ad assumere una forma più definita e, a poco a poco, sembravano acquisire una certa coesione dentro di me. Se chiudevo gli occhi e provavo a concentrarmi, riuscivo a sorgere in quella musica dei vortici che si formavano l'uno dentro l'altro e che poi andavano a raggiungersi ad altri ancora. Adesso capisco che si trattava di creazioni astratte della mia mente, ma allora avrei voluto poterle trasmettere a Shimamoto. Le parole di uso quotidiano non bastano per esprimere questo tipo di concetti e io non conoscevo ancora i vocaboli adatti a spiegarne il significato. E poi, non sapevo se valesse la pena di comunicare ad altri, a parole, queste mie sensazioni.


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Commenti
complimenti Barbara con le tue 10 righe, risultate più segnalibrate, ti aggiudichi il libro incentivo. Invia i tuoi dati a libroincentico@10righedailibri.it per poterti inviare il libro
Mar, 13/11/2012 - 00:12- accedi o registrati per inviare commenti
Presagio triste

Penso che fossero le nove passate. Dalla finestra socchiusa entrava un soffio di vento che aveva già il profumo dell'estate vicina. Io me ne stavo immobile nell'acqua, lasciando vagare i pensieri. Un suono cristallino, gorgogliante, simile al rumore di un ruscello che scorre in un bel giardino, mi cullava le orecchie. Altro non era che il rumore dell'acqua che a poco a poco colava attraverso le fessure e le crepe tra le piastrelle. Ma mi era ormai familiare, e lo trovavo piacevole.[...] Sotto la luce di una nuda lampadina, guardavo trasognata il mosaico di piastrelle consumate e affumicate. In mezzo al vapore fui tutt'a un tratto assalita dalla sensazione di essere sul punto di ricordare qualcosa. Penso che ognuno conosca questa sensazione. Il manifestarsi di un'improvvisa agitazione interiore. Il segnale di essere vicini a comprendere qualcosa. E poi il presentimento di una scoperta... La sensazione che stia per accadere un evento che ribalterà tutto il proprio mondo interiore, quel misto di paura e eccitazione.


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Commenti
Ciao violet, scusa se ho 'usato' le tue righe per comunicare cn la mia amica, ;) ciao!
Mar, 06/11/2012 - 11:21- accedi o registrati per inviare commenti
Maria! Ciao tesorino! Vai su 'scrivi e leggi 10 righe' e metti li le tue 10 righe preferite così poi ti commento! ;) Ps. Ho quasi finito seta, domani sera sarà di nuovo tar le tue mani! Grazie, Kisss ...
Mar, 06/11/2012 - 11:12- accedi o registrati per inviare commenti
Penso che fossero le nove passate. Dalla finestra socchiusa entrava un soffio di vento che aveva già il profumo dell'estate vicina. Io me ne stavo immobile nell'acqua, lasciando vagare i pensieri. Un suono cristallino, gorgogliante, simile al rumore di un ruscello che scorre in un bel giardino, mi cullava le orecchie. Altro non era che il rumore dell'acqua che a poco a poco colava attraverso le fessure e le crepe tra le piastrelle. Ma mi era ormai familiare, e lo trovavo piacevole.[...] Sotto la luce di una nuda lampadina, guardavo trasognata il mosaico di piastrelle consumate e affumicate. In mezzo al vapore fui tutt'a un tratto assalita dalla sensazione di essere sul punto di ricordare qualcosa. Penso che ognuno conosca questa sensazione. Il manifestarsi di un'improvvisa agitazione interiore. Il segnale di essere vicini a comprendere qualcosa. E poi il presentimento di una scoperta... La sensazione che stia per accadere un evento che ribalterà tutto il proprio mondo interiore, quel misto di paura e eccitazione.
Lun, 05/11/2012 - 19:47- accedi o registrati per inviare commenti
Memorie del sottosuolo

"Ma che faccio qui? Subito, all'istante, devo alzarmi da tavola, prendere il cappello e semplicemente andarmene, senza dire nemmeno una parola... Per disprezzo! E domani scendere magari in duello. Mascalzoni! Non sono certo i sette rubli che devo rimpiangere. Magari penseranno... Che il diavolo li porti! Non rimpiango i sette rubli! Vado via all'istante!..."
S'intende che restai.


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Delitto e castigo

Appen l'uscio si chiuse dietro di lei, il malato gettò via da sé la coperta e, quasi come pazzo, balzò dal letto. Con una bruciante, convulsa impazienza aveva atteso che se ne andassero per mettersi subito all'opera mentre non c'erano. Ma a quale opera, a quale? - pareva che per dispetto se ne fosse dimenticato. "Dio mio! Dimmi una cosa sola: sanno già tutto o non sanno ancora? E se già sapessero e simulassero soltanto per stuzzicarmi mentre sono in letto, ma poi d'un tratto venissero a dirmi che è ormai risaputo da molto tempo e che loro l'han fatto soltanto così ... Dunque che fare adesso? Come farlo apposta, me ne son dimenticato; così all'improvviso, e un momento fa me ne ricordavo! ...". Egli stava in piedi in mezzo alla camera e in una tormentosa incertezza si guardava attorno.


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Pensieri

Non capisco come si possa
passare d'innanzi a un albero,
e non essere felici di vederlo.
Parlare con un uomo e non
essere felice di amarlo. E
quante belle cose vi sono a
ogni passo: guardate il bimbo,:
guardate l'aurora di Dio,
guardate gli occhi che vi
guardano e vi amano.


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I fratelli Karamàzov

I fratelli Karamàzov
Tradotto da Pina Maiani & Laura Satta Boschian
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1998
"La luce il Signore Iddio la creò il primo giorno, e il sole, la luna e le stelle il quarto giorno. Allora di dove veniva la luce il primo giorno?"
Grigorij rimase di stucco. Il ragazzo guardava il suo maestro con aria beffarda. Nei suoi occhi c'era perfino dell'alterigia. Grigorij non resse più.
"Ecco di dove!" gridò furibondo, e gli diede un ceffone.


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Delitto e castigo
| Delitto e castigo |
LEOPARDIAMO
|
LEOPARDIAMO
Partecipo con http://scrivi.10righedailibri.it/operette-morali-5 |
Operette morali
|
Operette morali
Partecipo a Leopardiamo http://scrivi.10righedailibri.it/leopardiamo |
Maturarighe
|
Maturarighe
Partecipo al minigioco del 22 giugno con http://scrivi.10righedailibri.it/la-divina-commedia-3 |
La Divina Commedia
|
La Divina Commedia
Partecipo al minigioco del 22 giugno http://scrivi.10righedailibri.it/maturarighe/ |
Tropico del cancro
|
Tropico del cancro
tanta roba |
Il barone rampante
|
Il barone rampante
Di Calvino per ora ho letto solo questo, e Marcovaldo ai tempi delle medie. |
Lettera al padre
|
Lettera al padre
grandissimo, lo lessi tutto d'un fiato insieme alla metamorfosi |
Odissea
|
Odissea
oggi sei in formissima :D |
10 righe dalla Trinacria
|
10 righe dalla Trinacria
Partecipo al minigioco del 1° giugno con http://scrivi.10righedailibri.it/versi-e-prose-volume-1 |































































































Commenti
partecipo a http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-12-10-righe-dalloriente
Dom, 13/01/2013 - 17:17