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Venti corpi nella neve

Non sento freddo. Provo sentimenti contrastanti. Amore, forte e assoluto.Odio.Delusione.Comprensione.Rabbia.Rassegnazione. Un mare si agita dentro di me.[...]Lo amo, e amo il bambino che lo chiama papà, in ginocchio accanto a me. Nella neve ci sono 19 persone. Dietro ognuna c'è un soldato armato.[...]Mi coglie di sorpresa lo schiaffo del frustino dell'ufficiale, nel punto esatto in cui l'altro mi ha tagliata. Il bavaglio cade. Vorrei gridare. Urlare. Ma l'acqua di quel mare che ho dentro mi soffoca. Guardo l'uomo che stanno impiccando, sperando che capisca. Qualcosa esplode. Il manto di neve precipita verso di me. No. Sono io che crollo. Non riesco a chiudere gli occhi. Vedo il cranio di mio figlio spappolato da una fucilata. Il piccolo corpo mi cade addosso. Chi era? Chi erano quelle persone in ginocchio nella neve?


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Il fucile da caccia

Mentre guardavamo con attenzione le domande leccando le matite, a un certo punto da dietro le spalle mi arrivò un bigliettino, che qualcuno aveva fatto girare per gioco. Guardai, c’erano scritte due domande:"Vuoi amare?", " Vuoi essere amata?”. E sotto la frase "Vuoi essere amata?", scritto con l’inchiostro o con la matita blu e rossa, c'erano molti cerchietti, mentre nella colonna del "Vuoi amare?" non c’era nemmeno il più piccolo segno di adesione. Anch’io non feci eccezione e aggiunsi il mio cerchietto sotto “Vuoi essere amata?”.[…] Solo la ragazza seduta accanto a me, quando le passai il biglietto, vi diede una rapida occhiata e subito, a colpo sicuro, con un deciso tratto di matita tracciò un grande cerchio nella colonna bianca ignorata da tutte le altre. Lei voleva amare.[…] La ragazza era un tipo insignificante,dall’aria malinconica, e i suoi voti non erano particolarmente alti. Non ho idea di come sarà diventata da grande quella ragazza dai capelli un po’ rossastri,sempre sola...


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L'ombra del vento

Un giorno sentii dire a un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.


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ha ragione Zafon, la biblioteca dei libri dimenticati è un palazzo magico ed incantato, ma è soprattutto la mente e il cuore di ciascun lettore! :)
Gio, 21/06/2012 - 14:01- accedi o registrati per inviare commenti
ROMEO E GIULIETTA AMLETO OTELLO

ROMEO: Se debbo credere alla verità lusingatrice del sonno, i miei sogni lascerebbero presagire l'appressarsi d'una qualche lieta nuova. Il sovrano del mio petto siede felice sul suo trono, e per tutt'intero questo giorno un insolito ardore mi tien come sollevato dal suo intrattenendomi con pensieri di felicità. Ho sognato che la mia donna se ne veniva a me e mi trovava morto... strano sogno, che consentiva pur a un uomo morto di continuare a pensare!... e alitava con i suoi baci una tal vita per entro alle mie labbra, ch'io me ne tornavo a vivere, e m'accorgevo d'essere un imperatore. Ahimè, quant'è dolce il possesso d'amore, se soltatnto le stesse ombre d'amore offrono tanta felicità!


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Il sentiero dei nidi di ragno

...Non é come Pin avrebbe voluto, perché importa loro tanto poco, adesso? vorrebbe non aver ancora preso la pistola, vorrebbe tornar dal tedesco e rimetterla al suo posto. - Per una pistola, - dice Miscèl, - non val la pena rischiare. Poi é un modello antiquato. pesante, s'inceppa. ... Pin non sente più niente. ormai é sicuro che non darà loro la pistola, ha i lucciconi agli occhi e una rabbia gli stringe le gengiv. I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch'essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l'altro che non si riesce mai a capire quale é il gioco vero. Prima sembrava che giocassero con l'uomo sconosciuto contro il tedesco, adesso da soli contro l'uomo sconosciuto, non ci si può mai fidare di quel che dicono...


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complimenti, con queste 10righe hai vinto il gioco maturarighe!
Ti vengono assegnati 3 libri incentivo e dovrai scegliere a chi assegnare il terzo premio! :)
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"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale

"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale
Giulio Perrone Editore
L'adozione del plurale al posto del singolare condivide con gli altri demarcatori d'anonimato degli Ossi (di seppia) la funzione di non rendere i pensieri dell'io improvvise illuminazioni che lo distinguano e lo allontanino dagli atri uomini: ennesima forma d'anteriorità dell'io, il "noi" serve a rappresentare la voce degli Ossi come quella di chi è ancora al di qua della sua identità indivisa, in una prospettiva per la quale l'appartenenza all'umano depotenzia l'io in quanto tale e lo protegge (ma fino a che punto?) dal "male di vivere" impedendogli di sperimentare da solo il terrore del nulla che le opinioni universalmente convenute e le abitudini di tutti i giorni nascondono.


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Piccoli equivoci senza importanza

Ma le offese cocenti sono anche le più ricche e le più proficue, lo sapeva, perché, lievitano nell'animo, postulano risposte elaborate e complesse, con atti liberatori improvvisi e deludenti. No, lui sapeva bene che le offese cocenti si annidavano in una zona segreta, stavano lì acquattate come larve in letargo e poi creavano ramificazioni, colonie, termitai dai corridoi complessi che esigevano una loro topografia minuziosa e attenta.


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Poesie di Ryokan

Quando il tempo è in armonia
esco col bastone per una passeggiata primaverile.
Al mormorio del ruscello nella valle
fa eco il canto degli uccelli nella foresta.
Se incontro un monaco, cammino con lui;
se un amico, vado ospite in casa sua.
Non somiglia questa mia vita
ad una nave che solca liberamente il mare?


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20 Poesie d'Amore

Qui ti amo
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sule acque erranti.
Trascorrono i giorni uguali che si inseguono.
La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca al tramonto.
A volte una vela.Alte, alte, stelle
O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio,ed è umida persino la mia anima.
Questo è un porto.
Qui ti amo.
Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono piu' tristi quando attracca la sera.
La mia vita s'affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho .Tu sei così distante.
La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.
Ma la notte fa girare la sua pellicola di sogno.
Le stelle piu' grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poichè io ti amo ,i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.
Amo ciò che non ho.Tu sei così distante


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Decameron 2

Quanto di questa novella si ridesse,meglio dalle donne intesa che Dioneo non voleva,colei sel pensi che ancora ne ridera'.Ma essendo le novelle finite ed il sole gia' cominciando ad intiepidire,e la reina conoscendo la fine della sua signoria esser venuta,in pie' levatasi e trattasi la corona,quella in capo mise a Panfilo,il quale solo di cosi'fatto onore restava ad onorare,e sorridendo disse:«Signor mio,gran carico ti resta,si come e' l'avere il mio difetto e degli altri che il luogo hanno tenuto che tu tieni,essendo tu l'ultimo,ad emendare;di che iddio ti presti grazia,come a me l'ha prestata di farti re».


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abbiamo inserito la foto della tua copertina nell'album Copertine libri classici prima del 2000 http://www.10righedailibri.it/gallery/copertine-libri-classici-prima-del...
Sab, 28/04/2012 - 16:43- accedi o registrati per inviare commenti
Jack frusciante è uscito dal gruppo

Ogni volta che il vecchio Alex leggeva quella frase, si faceva trasportare da innumerevoli sentimenti tutti legati grosso modo all'idea d'infinito. Gli veniva abbastanza voglia di volare, per dirla tutta, e poi, insieme a quelle sensazioni aeronautiche, anche un'angoscia sottile che immaginava dipendesse dal dover mangiare con le posate, dalla necessità di camminare in linea retta e da tutte le altre sovrastrutture che allontanavano l'Uomo dall'infinito che aveva dentro.


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abbiamo inserito la foto della tua copertina nell'album Copertine libri classici prima del 2000
http://www.10righedailibri.it/gallery/copertine-libri-classici-prima-del...
:)
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Uomini e no

Io so che cosa vuol dire un uomo senza una donna, credere in una, essere di una, eppure non averla, passare anche anni senza che tu sia uomo con una donna, e allora prenderne una che non è la tua ed ecco, in una camera d'albergo avere, invece dell'amore, il suo deserto. Questo, tra i deserti, è il più squallido; non di una vita che manca, ma di una vita che non è tale. Avevi sete, e tu puoi bere; l'acqua c'è. Avevi fame e puoi mangiare; il pane c'è. C'è la fonte e i palmizi intorno, simile a quello che cercavi. Ma è solo simile alla cosa, non è la cosa.


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Alessandra, la tua citazione ha vinto il gioco "I tuoi classici libri"!
Ora devi scegliere tra i partecipanti il terzo classificato! :)
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Il fucile da caccia
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Il fucile da caccia
Quando giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioe ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo? Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire davanti a Dio: "Io ho amato" ? Si, sono sicura che esiste. Forse la ragazza dai capelli sottili crescendo è diventata una di quelle poche elette. Avrà magari i capelli in disordine, il corpo segnato dalle ferite, gli abiti a brandelli, ma potrà dire a testa alta, con fierezza: "Io ho amato". Ed esalare l'ultimo respiro. |


















































































































Commenti
Belle proprio queste righe, molto veritiere.
Mer, 15/02/2012 - 13:32aggiungo segnalibro
Lun, 13/02/2012 - 19:42Quando giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioe ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo? Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire davanti a Dio: "Io ho amato" ? Si, sono sicura che esiste. Forse la ragazza dai capelli sottili crescendo è diventata una di quelle poche elette. Avrà magari i capelli in disordine, il corpo segnato dalle ferite, gli abiti a brandelli, ma potrà dire a testa alta, con fierezza: "Io ho amato". Ed esalare l'ultimo respiro.
Lun, 13/02/2012 - 14:30