Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di anna cascone

Il posto che cercavo

immagine copertina
Nicholas Spark
Il posto che cercavo
Sperling paperback

Sua madre conosceva gli uomini, si disse. Si era sposata giovane, aveva tirato su sei figli maschi e di sicuro aveva visto di tutto. E sebbene si basasse sul buonsenso e non su prove scientifiche, il suo ragionamento che l'amore vero non poteva nascere in un paio di giorni era impeccabile. L'amore poteva mettersi in moto rapidamente, ma il vero amore aveva bisogno di tempo per crescere e consolidarsi. L'amore era, prima di tutto, dedizione e sacrificio e la convinzione che gli anni trascorsi con una data persona producessero qualcosa di più grande dei risultati che i due potevano ottenere separatamente. Soltanto il tempo, tuttavia, poteva dimostrare se la scelta era stata azzeccata.
Il desiderio, al contrario, poteva accendersi in maniera quasi instantanea ed era questa la ragione per cui la madre lo avrebbe bastonato. Per lei era semplice descrivere il desiderio: due persone scoprivano di andare d'accordo, scoccava l'attrazione fisica e poi subentrava l'istinto ancestrale di preservare la specie. Quindi, lui forse desiderava Lexie, ma non poteva amarla.

inviato il 09/09/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

grazie mille :)

Fantastico! complimenti ottima scelta :)

Le luci nelle case degli altri

immagine copertina
Chiara Gamberale
Le luci nelle case degli altri
mondadori

Conoscere una persona significa permetterle di darci o toglierci qualcosa. Significa farla entrare nella nostra esistenza: fargliela sporcare, il giorno che quella persona avrà le scarpe piene di fango. Fargliela illuminare, se a quella persona verrà in mente di portare con sé una lampadina. Fargliela modificare, insomma. Mentre noi modifichiamo la sua. Senza che magari nessuno, mentre seccede, se ne renda conto.

inviato il 19/06/2013
Nei segnalibri di:

Il rosso e il nero

immagine copertina
Stendhal
Il rosso e il nero
Einaudi

Amerei, - pensava, - i miei sentimenti sarebbero d'amore? Io, donna sposata, sarei innamorata? Ma io, - pensava, - non ho mai provato per mio marito questa specie di cupa follia che mi impedisce di staccare il mio pensiero da Giuliano. In fondo non è che un ragazzo, pieno di rispetto per me! Questa follia mi passerà presto. Che importanza hanno per mio marito i sentimenti che posso provare per questo giovane? Il signor di Rênal si annoierebbe alle conversazioni che ho con Giuliano, su cose fantastiche. Lui pensa ai suoi affari. Non gli tolgo niente per darlo a Giuliano.

inviato il 15/11/2012
Nei segnalibri di:

Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

immagine copertina
Italo Calvino
Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
Oscar Mondadori

Pianse tanto che si disse: << Qeuste non possono essere più lacrime perché ormai devo averle versate tutte: quello che mi scende giù dagli occhi è l'essenaza vitale che mi sta abbandonando>>.
Sospirò tanto che si disse: << Questi non possono essere sospiri perché non si fermano mai: è certamente il mio cuore che sta bruciando ed esala questo vento come per la cappa d'un camino>>.
Soffrì tanto che si disse: << Questo non posso più essere io perché Orlando è morto, ucciso da Angelica. Io sono il fantasma di me stesso che non potrà più trovare pace>>.

inviato il 17/09/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Annetta, di che anno è il libro, numero della pagina? :)

segnalibro anche le tue dieci righe con Calvino sono stupende!

Se una notte d'inverno un viaggiatore

immagine copertina
Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Oscar Mondadori

Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta.

inviato il 02/08/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

che bella immagine questa della coperta infeltrita... proprio bella

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Newton Compton

Avevo già effettuato da capo a piedi la mia trasformazione esteriore: tutto sbarbato, con un pajo di occhiali azzurri chiari e coi capelli lunghi, scomposti artisticamente: parevo proprio un altro! Mi fermavo qualche volta a conversar con me stesso innanzi a uno specchio e mi mettevo a ridere.
" Adriano Meis! Uomo felice! Peccato che debba esser conciato così... Ma, via, che te n'importa? Va benone! Se non fosse per quest'occhio di LUI, di quell'imbecille, non saresti poi, alla fin fine, tanto brutto, nella stranezza un pò spavalda della tua figura. Fai un pò ridere le donne, ecco. Ma la colpa, in fondo, non è tua. Se quell'altro non avesse portato i capelli così corti, tu non saresti ora obbligato a portarli così lunghi: e non certo per tuo gusto, lo so,vai ora sbarbato come un prete. Pazienza! Quando le donne ridono... ridi anche tu: è il meglio che possa fare."

inviato il 20/06/2012
Nei segnalibri di:

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Newton Compton

Stava a me: potevo e dovevo esser l'artefice del mio nuovo destino, nella misura che la Fortuna aveva voluto concedermi.
"E innanzi tutto", dicevo a me stesso, "avrò cura di questa mia libertà:me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. Chiuderò gli occhi e passerò oltre appena lo spettacolo della vita in qualche punto mi si presenterà sgradevole. Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma d'essere stato due uomini"

inviato il 11/06/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

segnalibro

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Newton Compton

Sedevo su la spiaggia e m'impedivo di guardarlo, abbassando il capo: ma ne sentivo per tutta la riviera il fragorìo, mentre lentamente, lentamente, mi lasciavo scivolar di tra le dita la sabbia densa e greve, mormorando:
- Così, sempre, fino alla morte, senz'alcun mutamento, mai...
Balzavo in piedi, come per scuotermela d'addosso, e mi mettevo a passeggiare lungo la riva; ma vedevo allora il mare mandar senza requie, là, alla sponda, le sue stracche ondate sonnolente; vedevo quelle sabbie lì abbandonate; gridavo con rabbia, scotendo le pugna:
- Ma perché? ma perché?
E mi bagnavo i piedi.
Il mare allungava forse un pò più qualche ondata, per ammonirmi:
<< Vedi, caro, che si guadagna a chieder certi perché? Ti bagni i piedi. Torna alla tua biblioteca! L'acqua salata infradicia le scarpe; e quattrini da buttare via non ne hai. Torna alla biblioteca e lascia i libri di filosofia: và, và piuttosto a leggere anche tu che Birnbaum Giovanni Abramo fece stampare a Lipsia nel 1738 un opuscolo in-8°: ne trarrai senza dubbio maggior profitto>>.

inviato il 07/06/2012
Nei segnalibri di:

shiver

immagine copertina
maggie stiefvater
shiver
Super Pocket

Spinsi il naso nella sua mano; il profumo del suo palmo, tutto zucchero e burro e sale, mi riportò a un'altra vita.
Poi vidi i suoi occhi. Svegli. Vivi.
I suoi occhi nei miei occhi. Il suo sangue sul mio muso.
Stavo andando in pezzi, dentro e fuori.
La sua vita.
La mia vita.

inviato il 04/06/2012
Nei segnalibri di:

cani e lupi

immagine copertina
Marco Lodoli
cani e lupi
Einaudi

Io te lo devo dire, anche se tu alzerai le spalle: mi manchi tanto, Mimosa, dove c'eri tu adesso c'è un vuoto in cui turbinano pensieri e sospiri,come la neve attorno ai lampioni, che sembra non toccherà mai terra. Proprio non avevo voglia di passare questi dieci giorni in montagna con i compagni di scuola, avrei preferito restare nei tuoi paraggi , andare al centro e passeggiare dove vai tu, vederti con la sciarpa rossa e nera che t'ho regalato a Natale, e poi mettermela anche io, se me la presti. Ti avrei chiesto di accompagnarmi alle Messaggerie Musicali [...].
Potevo invitarti a vedere il film di Cronenberg, avere paura insieme a te e stringerti la mano, forse ti saresti fatta baciare. Non sai quanto è stato bello l'ultimo bacio che mi hai dato, mi sembrava di scivolare in una vasca d'acqua tiepida, galleggiare senza peso.

inviato il 12/05/2012
Nei segnalibri di:

bianca come il latte rossa come il sangue

immagine copertina
Alessandro D'Avenia
bianca come il latte rossa come il sangue
A. MONDADORI

Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini. Passare una notte in bianco, andare in bianco, alzare bandiera bianca, lasciare il foglio bianco, avere un capello bianco... Anzi, il bianco non è neanche un colore. Non è niente, come il silenzio. Un niente senza parole e senza musica. In silenzio: in bianco. Non so rimanere in silenzio o da solo, che è lo stesso. Mi viene un dolore poco sopra la pancia o dentro la pancia, non l'ho mai capito, da costringermi a inforcare il mio bat-cinquantino, ormai a pezzi e senza freni (quando mi deciderò a farlo riparare??), e girare a caso fissando negli occhi le ragazze che incontro per sapere che non sono solo. Se qualcuna mi guarda io esisto.

inviato il 09/09/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

grazie ! complimenti x il sito mi piace molto :)

Benvenuto Jonny xy :)

Il posto che cercavo

immagine copertina
Nicholas Spark
Il posto che cercavo
Sperling paperback

Sua madre conosceva gli uomini, si disse. Si era sposata giovane, aveva tirato su sei figli maschi e di sicuro aveva visto di tutto. E sebbene si basasse sul buonsenso e non su prove scientifiche, il suo ragionamento che l'amore vero non poteva nascere in un paio di giorni era impeccabile. L'amore poteva mettersi in moto rapidamente, ma il vero amore aveva bisogno di tempo per crescere e consolidarsi. L'amore era, prima di tutto, dedizione e sacrificio e la convinzione che gli anni trascorsi con una data persona producessero qualcosa di più grande dei risultati che i due potevano ottenere separatamente. Soltanto il tempo, tuttavia, poteva dimostrare se la scelta era stata azzeccata.
Il desiderio, al contrario, poteva accendersi in maniera quasi instantanea ed era questa la ragione per cui la madre lo avrebbe bastonato. Per lei era semplice descrivere il desiderio: due persone scoprivano di andare d'accordo, scoccava l'attrazione fisica e poi subentrava l'istinto ancestrale di preservare la specie. Quindi, lui forse desiderava Lexie, ma non poteva amarla.

inviato il 09/09/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

grazie mille :)

Fantastico! complimenti ottima scelta :)

Le luci nelle case degli altri

immagine copertina
Chiara Gamberale
Le luci nelle case degli altri
mondadori

Conoscere una persona significa permetterle di darci o toglierci qualcosa. Significa farla entrare nella nostra esistenza: fargliela sporcare, il giorno che quella persona avrà le scarpe piene di fango. Fargliela illuminare, se a quella persona verrà in mente di portare con sé una lampadina. Fargliela modificare, insomma. Mentre noi modifichiamo la sua. Senza che magari nessuno, mentre seccede, se ne renda conto.

inviato il 19/06/2013
Nei segnalibri di:

Io non ho paura

immagine copertina
Niccolò Ammaniti
Io non ho paura
Einaudi 2001
10 righe da pagina 64:

"Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri", mi aveva detto papà un giorno che gli avevo chiesto se i mostri potevano respirare sott'acqua.

inviato il 21/01/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

No Mel va. Non la conoscevo anche essendo un estimatore della Mannoia. In effetti è molto bella, ma è anche vero che lei è molto, molto brava.

Gentile, staff, vi ringrazio per il libro e mi scuso per il ritardo nella risposta. Me ne sono accorto solo ora. Ho provveduto a spedirvi la mail. Grazie ancora.

Ciao Roberto sono felice di comunicarti che le tue righe sono le più segnalibrate e che per questo ti sei aggiudicato un libro incentivo.
Per poterlo ricevere devi fare 2 cose:
1) scegliere le tue righe preferite fra quelle che verranno postate questa settimana
2) dopo aver espletato questa prima formalità devi farci avere un tuo recapito, mandaci una mail a libroincentivo@10righedailibri.it specificando l'indirizzo e la motivazione della vittoria, e anche le righe che vuoi far vincere.

conosci la canzone della mannoia dal titolo omonimo? è veramente bella, ovviamente mero giudizio personale..

Grazie :)

Sì hai proprio ragione. E' raro vedere scritto così bene una storia in fondo così complessa e delicata come il rapimento di un bambino.

Un libro stupendo. Ammaniti scrive proprio bene. A me è rimasta in mente la scena di loro che fuggono la prima volta, e la descrizione della sorellina che non ce la fa, è talmente perfetta da sembrare di essere lì, e cercare di aiutarla. Bravo Niccolò e bella scelta Roberto, ovviamente è un mero giudizio personale :)

ricambio ;)

Il rosso e il nero

immagine copertina
Stendhal
Il rosso e il nero
Einaudi

Amerei, - pensava, - i miei sentimenti sarebbero d'amore? Io, donna sposata, sarei innamorata? Ma io, - pensava, - non ho mai provato per mio marito questa specie di cupa follia che mi impedisce di staccare il mio pensiero da Giuliano. In fondo non è che un ragazzo, pieno di rispetto per me! Questa follia mi passerà presto. Che importanza hanno per mio marito i sentimenti che posso provare per questo giovane? Il signor di Rênal si annoierebbe alle conversazioni che ho con Giuliano, su cose fantastiche. Lui pensa ai suoi affari. Non gli tolgo niente per darlo a Giuliano.

inviato il 15/11/2012
Nei segnalibri di:

Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

immagine copertina
Italo Calvino
Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
Oscar Mondadori

Pianse tanto che si disse: << Qeuste non possono essere più lacrime perché ormai devo averle versate tutte: quello che mi scende giù dagli occhi è l'essenaza vitale che mi sta abbandonando>>.
Sospirò tanto che si disse: << Questi non possono essere sospiri perché non si fermano mai: è certamente il mio cuore che sta bruciando ed esala questo vento come per la cappa d'un camino>>.
Soffrì tanto che si disse: << Questo non posso più essere io perché Orlando è morto, ucciso da Angelica. Io sono il fantasma di me stesso che non potrà più trovare pace>>.

inviato il 17/09/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Annetta, di che anno è il libro, numero della pagina? :)

segnalibro anche le tue dieci righe con Calvino sono stupende!

Se una notte d'inverno un viaggiatore

immagine copertina
Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Oscar Mondadori

Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta.

inviato il 02/08/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

che bella immagine questa della coperta infeltrita... proprio bella

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Newton Compton

Avevo già effettuato da capo a piedi la mia trasformazione esteriore: tutto sbarbato, con un pajo di occhiali azzurri chiari e coi capelli lunghi, scomposti artisticamente: parevo proprio un altro! Mi fermavo qualche volta a conversar con me stesso innanzi a uno specchio e mi mettevo a ridere.
" Adriano Meis! Uomo felice! Peccato che debba esser conciato così... Ma, via, che te n'importa? Va benone! Se non fosse per quest'occhio di LUI, di quell'imbecille, non saresti poi, alla fin fine, tanto brutto, nella stranezza un pò spavalda della tua figura. Fai un pò ridere le donne, ecco. Ma la colpa, in fondo, non è tua. Se quell'altro non avesse portato i capelli così corti, tu non saresti ora obbligato a portarli così lunghi: e non certo per tuo gusto, lo so,vai ora sbarbato come un prete. Pazienza! Quando le donne ridono... ridi anche tu: è il meglio che possa fare."

inviato il 20/06/2012
Nei segnalibri di:

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Newton Compton

Stava a me: potevo e dovevo esser l'artefice del mio nuovo destino, nella misura che la Fortuna aveva voluto concedermi.
"E innanzi tutto", dicevo a me stesso, "avrò cura di questa mia libertà:me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. Chiuderò gli occhi e passerò oltre appena lo spettacolo della vita in qualche punto mi si presenterà sgradevole. Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma d'essere stato due uomini"

inviato il 11/06/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

segnalibro

Il fu Mattia Pascal

immagine copertina
Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
Newton Compton

Sedevo su la spiaggia e m'impedivo di guardarlo, abbassando il capo: ma ne sentivo per tutta la riviera il fragorìo, mentre lentamente, lentamente, mi lasciavo scivolar di tra le dita la sabbia densa e greve, mormorando:
- Così, sempre, fino alla morte, senz'alcun mutamento, mai...
Balzavo in piedi, come per scuotermela d'addosso, e mi mettevo a passeggiare lungo la riva; ma vedevo allora il mare mandar senza requie, là, alla sponda, le sue stracche ondate sonnolente; vedevo quelle sabbie lì abbandonate; gridavo con rabbia, scotendo le pugna:
- Ma perché? ma perché?
E mi bagnavo i piedi.
Il mare allungava forse un pò più qualche ondata, per ammonirmi:
<< Vedi, caro, che si guadagna a chieder certi perché? Ti bagni i piedi. Torna alla tua biblioteca! L'acqua salata infradicia le scarpe; e quattrini da buttare via non ne hai. Torna alla biblioteca e lascia i libri di filosofia: và, và piuttosto a leggere anche tu che Birnbaum Giovanni Abramo fece stampare a Lipsia nel 1738 un opuscolo in-8°: ne trarrai senza dubbio maggior profitto>>.

inviato il 07/06/2012
Nei segnalibri di:

Il posto che cercavo

Il posto che cercavo 4 years 49 settimane fa

grazie mille :)

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy