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Il rosso e il nero

Amerei, - pensava, - i miei sentimenti sarebbero d'amore? Io, donna sposata, sarei innamorata? Ma io, - pensava, - non ho mai provato per mio marito questa specie di cupa follia che mi impedisce di staccare il mio pensiero da Giuliano. In fondo non è che un ragazzo, pieno di rispetto per me! Questa follia mi passerà presto. Che importanza hanno per mio marito i sentimenti che posso provare per questo giovane? Il signor di Rênal si annoierebbe alle conversazioni che ho con Giuliano, su cose fantastiche. Lui pensa ai suoi affari. Non gli tolgo niente per darlo a Giuliano.


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Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

Pianse tanto che si disse: << Qeuste non possono essere più lacrime perché ormai devo averle versate tutte: quello che mi scende giù dagli occhi è l'essenaza vitale che mi sta abbandonando>>.
Sospirò tanto che si disse: << Questi non possono essere sospiri perché non si fermano mai: è certamente il mio cuore che sta bruciando ed esala questo vento come per la cappa d'un camino>>.
Soffrì tanto che si disse: << Questo non posso più essere io perché Orlando è morto, ucciso da Angelica. Io sono il fantasma di me stesso che non potrà più trovare pace>>.


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Se una notte d'inverno un viaggiatore

Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta.


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Commenti
che bella immagine questa della coperta infeltrita... proprio bella
Dom, 05/08/2012 - 23:21- accedi o registrati per inviare commenti
Il fu Mattia Pascal

Avevo già effettuato da capo a piedi la mia trasformazione esteriore: tutto sbarbato, con un pajo di occhiali azzurri chiari e coi capelli lunghi, scomposti artisticamente: parevo proprio un altro! Mi fermavo qualche volta a conversar con me stesso innanzi a uno specchio e mi mettevo a ridere.
" Adriano Meis! Uomo felice! Peccato che debba esser conciato così... Ma, via, che te n'importa? Va benone! Se non fosse per quest'occhio di LUI, di quell'imbecille, non saresti poi, alla fin fine, tanto brutto, nella stranezza un pò spavalda della tua figura. Fai un pò ridere le donne, ecco. Ma la colpa, in fondo, non è tua. Se quell'altro non avesse portato i capelli così corti, tu non saresti ora obbligato a portarli così lunghi: e non certo per tuo gusto, lo so,vai ora sbarbato come un prete. Pazienza! Quando le donne ridono... ridi anche tu: è il meglio che possa fare."


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Il fu Mattia Pascal

Stava a me: potevo e dovevo esser l'artefice del mio nuovo destino, nella misura che la Fortuna aveva voluto concedermi.
"E innanzi tutto", dicevo a me stesso, "avrò cura di questa mia libertà:me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. Chiuderò gli occhi e passerò oltre appena lo spettacolo della vita in qualche punto mi si presenterà sgradevole. Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma d'essere stato due uomini"


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Il fu Mattia Pascal

Sedevo su la spiaggia e m'impedivo di guardarlo, abbassando il capo: ma ne sentivo per tutta la riviera il fragorìo, mentre lentamente, lentamente, mi lasciavo scivolar di tra le dita la sabbia densa e greve, mormorando:
- Così, sempre, fino alla morte, senz'alcun mutamento, mai...
Balzavo in piedi, come per scuotermela d'addosso, e mi mettevo a passeggiare lungo la riva; ma vedevo allora il mare mandar senza requie, là, alla sponda, le sue stracche ondate sonnolente; vedevo quelle sabbie lì abbandonate; gridavo con rabbia, scotendo le pugna:
- Ma perché? ma perché?
E mi bagnavo i piedi.
Il mare allungava forse un pò più qualche ondata, per ammonirmi:
<< Vedi, caro, che si guadagna a chieder certi perché? Ti bagni i piedi. Torna alla tua biblioteca! L'acqua salata infradicia le scarpe; e quattrini da buttare via non ne hai. Torna alla biblioteca e lascia i libri di filosofia: và, và piuttosto a leggere anche tu che Birnbaum Giovanni Abramo fece stampare a Lipsia nel 1738 un opuscolo in-8°: ne trarrai senza dubbio maggior profitto>>.


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shiver

Spinsi il naso nella sua mano; il profumo del suo palmo, tutto zucchero e burro e sale, mi riportò a un'altra vita.
Poi vidi i suoi occhi. Svegli. Vivi.
I suoi occhi nei miei occhi. Il suo sangue sul mio muso.
Stavo andando in pezzi, dentro e fuori.
La sua vita.
La mia vita.


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cani e lupi

Io te lo devo dire, anche se tu alzerai le spalle: mi manchi tanto, Mimosa, dove c'eri tu adesso c'è un vuoto in cui turbinano pensieri e sospiri,come la neve attorno ai lampioni, che sembra non toccherà mai terra. Proprio non avevo voglia di passare questi dieci giorni in montagna con i compagni di scuola, avrei preferito restare nei tuoi paraggi , andare al centro e passeggiare dove vai tu, vederti con la sciarpa rossa e nera che t'ho regalato a Natale, e poi mettermela anche io, se me la presti. Ti avrei chiesto di accompagnarmi alle Messaggerie Musicali [...].
Potevo invitarti a vedere il film di Cronenberg, avere paura insieme a te e stringerti la mano, forse ti saresti fatta baciare. Non sai quanto è stato bello l'ultimo bacio che mi hai dato, mi sembrava di scivolare in una vasca d'acqua tiepida, galleggiare senza peso.


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La scuola degli ingredienti segreti

"Mamma?" chiese Rory una sera, mentre sedevano sulla spiaggia osservando le foche. L'ora del concerto, la definiva Isabelle.
"Si."
" Proveresti mai la marijuana?"
Isabelle scoppiò a ridere. " Quindi è a questo che serve la tua retta del college?"
" Sul serio, mamma. Insomma, guardati. Di certo non sei più la donna che ha sposato papà. Hai mai pensato di provare qualcosa di veramente diverso?"
" Non mi piace fumare."
" Be', potremmo aggirare il problema."


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La scuola degli ingredienti segreti

Lillian estrasse le teglie dal forno e le posò sulle gratelle allineate sul piano di lavoro. I futuri strati della torta si levavano, perfettamente livellati e lisci, dalle teglie; il profumo, venato di vaniglia, si diffuse nella stanza in soffici ondate, riempiendo lo spazio con sussurri di altre cucine, di altri amori. Gli allievi si ritrovarono a protendersi in avanti per avvicinarsi agli aromi e ai ricordi che li accompagnavano. Una torta per la colazione che cuoceva nel forno in una nevosa giornata senza scuola, tutto il mondo in vacanza. Il suono di teglie per biscotti che tintinnavano contro le griglie metalliche del forno. La panetteria che rappresentava la ragione per alzarsi in mattine fredde e buie; un croissant ancora tiepido nella mano di una giovane donna diretta verso il tipo di lavoro che non aveva mai avuto intenzione di fare. Giorni di Natale, feste di San Valentino, compleanni che si fondevano tra loro, una torta dopo l'altra, illuminati da occhi che sfavillavano d'amore.


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Io non ho paura

"Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri", mi aveva detto papà un giorno che gli avevo chiesto se i mostri potevano respirare sott'acqua.


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Commenti
Ciao Roberto sono felice di comunicarti che le tue righe sono le più segnalibrate e che per questo ti sei aggiudicato un libro incentivo.
Per poterlo ricevere devi fare 2 cose:
1) scegliere le tue righe preferite fra quelle che verranno postate questa settimana
2) dopo aver espletato questa prima formalità devi farci avere un tuo recapito, mandaci una mail a libroincentivo@10righedailibri.it specificando l'indirizzo e la motivazione della vittoria, e anche le righe che vuoi far vincere.
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conosci la canzone della mannoia dal titolo omonimo? è veramente bella, ovviamente mero giudizio personale..
Lun, 28/01/2013 - 11:40- accedi o registrati per inviare commenti
Il rosso e il nero

Amerei, - pensava, - i miei sentimenti sarebbero d'amore? Io, donna sposata, sarei innamorata? Ma io, - pensava, - non ho mai provato per mio marito questa specie di cupa follia che mi impedisce di staccare il mio pensiero da Giuliano. In fondo non è che un ragazzo, pieno di rispetto per me! Questa follia mi passerà presto. Che importanza hanno per mio marito i sentimenti che posso provare per questo giovane? Il signor di Rênal si annoierebbe alle conversazioni che ho con Giuliano, su cose fantastiche. Lui pensa ai suoi affari. Non gli tolgo niente per darlo a Giuliano.


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Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

Pianse tanto che si disse: << Qeuste non possono essere più lacrime perché ormai devo averle versate tutte: quello che mi scende giù dagli occhi è l'essenaza vitale che mi sta abbandonando>>.
Sospirò tanto che si disse: << Questi non possono essere sospiri perché non si fermano mai: è certamente il mio cuore che sta bruciando ed esala questo vento come per la cappa d'un camino>>.
Soffrì tanto che si disse: << Questo non posso più essere io perché Orlando è morto, ucciso da Angelica. Io sono il fantasma di me stesso che non potrà più trovare pace>>.


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Se una notte d'inverno un viaggiatore

Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta.


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che bella immagine questa della coperta infeltrita... proprio bella
Dom, 05/08/2012 - 23:21- accedi o registrati per inviare commenti
Il fu Mattia Pascal

Avevo già effettuato da capo a piedi la mia trasformazione esteriore: tutto sbarbato, con un pajo di occhiali azzurri chiari e coi capelli lunghi, scomposti artisticamente: parevo proprio un altro! Mi fermavo qualche volta a conversar con me stesso innanzi a uno specchio e mi mettevo a ridere.
" Adriano Meis! Uomo felice! Peccato che debba esser conciato così... Ma, via, che te n'importa? Va benone! Se non fosse per quest'occhio di LUI, di quell'imbecille, non saresti poi, alla fin fine, tanto brutto, nella stranezza un pò spavalda della tua figura. Fai un pò ridere le donne, ecco. Ma la colpa, in fondo, non è tua. Se quell'altro non avesse portato i capelli così corti, tu non saresti ora obbligato a portarli così lunghi: e non certo per tuo gusto, lo so,vai ora sbarbato come un prete. Pazienza! Quando le donne ridono... ridi anche tu: è il meglio che possa fare."


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Il fu Mattia Pascal

Stava a me: potevo e dovevo esser l'artefice del mio nuovo destino, nella misura che la Fortuna aveva voluto concedermi.
"E innanzi tutto", dicevo a me stesso, "avrò cura di questa mia libertà:me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. Chiuderò gli occhi e passerò oltre appena lo spettacolo della vita in qualche punto mi si presenterà sgradevole. Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma d'essere stato due uomini"


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Il fu Mattia Pascal

Sedevo su la spiaggia e m'impedivo di guardarlo, abbassando il capo: ma ne sentivo per tutta la riviera il fragorìo, mentre lentamente, lentamente, mi lasciavo scivolar di tra le dita la sabbia densa e greve, mormorando:
- Così, sempre, fino alla morte, senz'alcun mutamento, mai...
Balzavo in piedi, come per scuotermela d'addosso, e mi mettevo a passeggiare lungo la riva; ma vedevo allora il mare mandar senza requie, là, alla sponda, le sue stracche ondate sonnolente; vedevo quelle sabbie lì abbandonate; gridavo con rabbia, scotendo le pugna:
- Ma perché? ma perché?
E mi bagnavo i piedi.
Il mare allungava forse un pò più qualche ondata, per ammonirmi:
<< Vedi, caro, che si guadagna a chieder certi perché? Ti bagni i piedi. Torna alla tua biblioteca! L'acqua salata infradicia le scarpe; e quattrini da buttare via non ne hai. Torna alla biblioteca e lascia i libri di filosofia: và, và piuttosto a leggere anche tu che Birnbaum Giovanni Abramo fece stampare a Lipsia nel 1738 un opuscolo in-8°: ne trarrai senza dubbio maggior profitto>>.


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shiver

Spinsi il naso nella sua mano; il profumo del suo palmo, tutto zucchero e burro e sale, mi riportò a un'altra vita.
Poi vidi i suoi occhi. Svegli. Vivi.
I suoi occhi nei miei occhi. Il suo sangue sul mio muso.
Stavo andando in pezzi, dentro e fuori.
La sua vita.
La mia vita.


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Undici Minuti

...ho capito che a volte non esiste una seconda opportunità: conviene accettare i doni che il mondo ci offre. Chiaro, è pericoloso, ma forse il rischio è maggiore di quello di un incidente in cui avrebbe potuto essere coinvolta la corriera che ha impiegato quarantotto ore per portarmi fino a qui? Se devo essere fedele a qualcuno o a qualcosa, prima di tutto devo esserlo a me stessa. Se cerco l'amore vero, prima devono venirmi a noia gli amori mediocri che ho incontrato. La mia scarsa esperienza di vita mi ha insegnato che nessuno è padrone di niente, che tutto è un'illusione - dai beni materiali alle ricchezze spirituali. Chi ha già perso qualcosa che riteneva di avere garantito (e a me è accaduto tante volte) finisce per capire che nulla gli appartiene. E se nulla mi appartiene, allora non devo assolutamente sprecare il tempo preoccupandomi di cose che non sono mie. meglio vivere come se oggi fosse il primo (o l'ultimo) giorno della vita.


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cani e lupi

Io te lo devo dire, anche se tu alzerai le spalle: mi manchi tanto, Mimosa, dove c'eri tu adesso c'è un vuoto in cui turbinano pensieri e sospiri,come la neve attorno ai lampioni, che sembra non toccherà mai terra. Proprio non avevo voglia di passare questi dieci giorni in montagna con i compagni di scuola, avrei preferito restare nei tuoi paraggi , andare al centro e passeggiare dove vai tu, vederti con la sciarpa rossa e nera che t'ho regalato a Natale, e poi mettermela anche io, se me la presti. Ti avrei chiesto di accompagnarmi alle Messaggerie Musicali [...].
Potevo invitarti a vedere il film di Cronenberg, avere paura insieme a te e stringerti la mano, forse ti saresti fatta baciare. Non sai quanto è stato bello l'ultimo bacio che mi hai dato, mi sembrava di scivolare in una vasca d'acqua tiepida, galleggiare senza peso.


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Commenti
Annetta, di che anno è il libro, numero della pagina? :)
Lun, 08/10/2012 - 18:53segnalibro anche le tue dieci righe con Calvino sono stupende!
Mar, 18/09/2012 - 17:58