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Pagina di eva.neijmer

Il mare spiegato ai miei nipoti

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Hubert Reeves
Il mare spiegato ai miei nipoti
Tradotto da S. Travagli
Baldini & Castoldi 2016
10 righe da pagina 8:

Sì, il mare è altro da noi. Ed è più forte di noi. Fa parte del nostro mondo, ma allo stesso tempo ci sfugge. Si ha la stessa sensazione osservando il cielo stellato e riflettendo sull’immensità dell’Universo, all’interno del quale il nostro spazio vitale non rappresenta quasi nulla. Solo che il mare è più vicino: è lì, fa parte della storia della Terra, puoi toccarlo, puoi farci il bagno… E soprattutto, fa sognare. Per esempio, quando ero piccola, mi chiedevo dove finisse. Guardo l’orizzonte, lontanissimo, ma sento che il limite non è quello. L’orizzonte non è il bordo di un’immensa piscina, dev’esserci per forza qualcosa al di là; e quando vedo le navi sparire piano piano, anche se so che non sono affondate e nemmeno che sono cadute dall’altra parte, so anche che sono lontane, così lontane che se mi mettessi per mare non riuscirei a raggiungerle. Ho l’impressione che non smetterò mai di chiedermelo: dove finisce il mare?

inviato il 28/03/2017
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Grazieeeeeeeeeeeeee

Ciao Eva, sei nella finale di Aprile, 10 righe scelte dalla redazione.

Kristin la figlia di Lavrans

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Sigrid Undset
Kristin la figlia di Lavrans
Tradotto da E. Bocca
Mondadori 1967
10 righe da pagina 303:

S’avvicinava rapidamente il momento fatale. Egli era rimasto in piedi fino al giorno in cui Ramborg aveva messo al mondo un figlio e Ragnfrid aveva potuto far ritorno da Formo. Una volta Lavrans si era fatto trasportare fin lì per vedere la figlia e la nipotina cui era stato imposto il nome di Ulvhild. Quindi, messosi a letto, non si rialzò più.
Stava nella grande stanza del primo piano. Gli avevano preparato il letto su di una panca poiché Lavrans non poteva posare sui guanciali alti senza venir preso dal capogiro. Non osavano più salassarlo; durante tutto l’autunno e l’inverno erano ricorsi spesso a quel rimedio ed ora il vecchio appariva letteralmente dissanguato.

inviato il 16/04/2016
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La porta della vita

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Ferenc Herczeg
La porta della vita
Tradotto da S. Gigante
Edizioni Alpes 1929
10 righe da pagina 50:

Ma ne avrebbe avuto il tempo? Aveva settant’anni ormai! Settant’anni; e quanto gli restava ancora da fare! Aveva fatto demolire, con gran dolore dei fedeli, l’antica basilica di San Pietro per edificarne un’altra, magnifica, grandiosa, quale non avrebbe potuto immaginare nessun architetto al mondo… E sulla piazza non si vedeva altro che una fitta selva di pali, in mezzo a’ quali il vecchio Bramante, cui la gotta impediva di camminare, urlava da una lettiga incitando al lavoro miriadi d’operai… Ma il lavoro procedeva troppo lento… Ci lavorino di notte al lume di fiaccole!
-È la torre di Babele! Non sarà mai finita! – ghignava Pasquino. Mentre l’occhio del papa vedeva già disegnarsi nel cielo la sagoma della cupola, che enorme e pur leggera si sarebbe librata su Roma come un nuovo pianeta.

inviato il 13/04/2016
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Dalla scienza alla fede

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Francesco Severi
Dalla scienza alla fede
Edizioni Pro Civitate Christiana 1962
10 righe da pagina 99:

Ma vi è una filosofia veramente perenne, che è la meno fallibile, ed è quella del buon senso, di fronte alla quale si rivelano caduche tante verbali vacuità. E il buon senso ci dice parecchie cose interessanti.
Primo: che gli argomenti per negare la casualità non possono che essere sofistici, in quanto tutti siamo persuasi che il sapere crolla senza causalità, “la leva più poderosa per entrare nel mondo dello spirito”. Gli stessi negatori della casualità si lasciano prendere, è vero, dal demone corrosivo delle iperlogiche, ma, lo dichiarano essi medesimi, si tratta di una resa a discrezione al loro criticismo, senza vera persuasione.

inviato il 11/04/2016
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La tragedia di Mayerling

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Giuseppe Antonio Borgese
La tragedia di Mayerling
Mondadori 1966
10 righe da pagina 112:

Mary, sopravvenuta in un punto di massima aridità e tensione della sua vita, la incendiò di colpo. Dovette sconvolgerlo con la serietà del suo sentimento, con la risolutezza del suo cuore, con una devozione idolatrica che certo lo commosse nella solitudine familiare e politica di cui soffriva come una scomunica; e non soltanto con le attrattive di una gioventù, orientale e calda, rispondente all’ideale ch’egli s’era fatto della bellezza femminile, e già aureolata da qualcosa di regale.

inviato il 23/03/2016
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Il sentiero del tuono

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Peter Abrahams
Il sentiero del tuono
Tradotto da Maria Luisa Fehr
Baldini & Castoldi 1960
10 righe da pagina 128:

“Capisco quello che senti, bambina mia” disse con una voce che sembrava venir da lontano, “l’ho sentito anch’io quando ero giovane; capisco quello che provi, Mabel. Sono la tua mamma. Lo so, bambina mia; è come aver dentro qualcosa che soffoca… Non è vero?”
Mabel, col viso nascosto nelle pieghe del vestito di sua madre, annuì.
“Lo conosco; non solo i giovani lo provano. Anche i vecchi l’hanno, io ce l’ho. Ma bisogna vivere, bambina mia, e la vita è dura. Le buone cose non sono per noi, sono per la gente bianca. Noi dobbiamo lavorare per vivere. Con il poco denaro che io guadagno lavando, e il tuo po’ di denaro e l’aiuto che ci dà Lanny, chissà che tu non possa un giorno andare a Città del Capo per qualche tempo. Eh?”

inviato il 23/03/2016
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Pel di Carota

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Jules Renard
Pel di Carota
Tradotto da R. Cenni
Malipiero Editore 1984
10 righe da pagina 29:

Succede sempre così, per tutte le cose, libri, giocattoli, tutto ciò che Felice possiede, prima o poi, passa di proprietà del fratello minore, ma in quali condizioni? I libri scuciti, perdono le pagine, sono pieni di macchie, di strappi e i giocattoli risultano sempre mancanti delle principali caratteristiche che, in origine, formavano lo scopo e l’interesse per cui il giocattolo era stato ideato. Ma che importa?
Anche i vestiti smessi da Felice passeranno a Pel di Carota e, anche se la mamma provvede ad adattarli, son sempre frusti e rappezzati, scoloriti e sdruciti e non si adattano mai alle sue spalle, alle sue braccia e penzolano sul suo corpicino magro, con quell’aria mortificata e vuota che assumono i panni appesi ad asciugare.

inviato il 17/03/2016
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Jihad in Italia, viaggio nell’Islam radicale

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Magdi Allam
Jihad in Italia, viaggio nell’Islam radicale
Oscar Mondadori 2003
10 righe da pagina 114:

Dalla critica alla superpotenza mondiale rappresentata come il nuovo faraone, si passa a un elogio anch’esso implicito di Osama bin Laden: “In questo scenario di corruzione, dove chiunque tentasse di opporsi al faraone veniva schiacciato, Dio ci mandò il suo profeta Maometto quale guida per illuminarci e per mostrarci la vera via, la vera religione di Dio. E mostrare la via anche agli infedeli, proclamando la religione della Verità. Ma come fanno a trattarci come criminali e terroristi, dal momento che noi proclamiamo una dottrina tutta quanta basata sulla tolleranza e sulla giustizia? Una dottrina che dichiara la giustizia e afferma la pace per tutti i popoli. Anche per i cristiani, anche per gli ebrei. Noi non siamo criminali. Non siamo terroristi, noi siamo musulmani. E questo lo dobbiamo far capire al mondo intero, sia all’Oriente che all’Occidente”.

inviato il 12/03/2016
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O pazzia o santità

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José Echegaray
O pazzia o santità
Tradotto da Piero raimondi
Mondadori 1971
10 righe da pagina 427:

ANGELA Lo vedete? Come sempre: legge e pensa…
TOMASO Angela, vostro marito è un vero intellettuale, ma non bisogna abusare dell’intellettualità. Se la corda più è tesa più mando suoni acuti, può anche tuttavia spezzarsi più facilmente; e se si rompe, alla nota divina succede un eterno silenzio. Finché il cervello si agita in sublimi spasimi, la pazzia è in agguato: non dimenticatelo.
LORENZO Che libro strano e sublime! Quanti problemi ha racchiuso in te Cervantes, forse senza saperlo! Folle, il tuo eroe! Folle, sì, folle.

inviato il 11/03/2016
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Il bello del gas

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Giorgio Terruzzi e Mario Pastonesi
Il bello del gas
Baldini & Castoldi 2015
10 righe da pagina 11:

Era una passione collettiva da condividere, da rinnovare la domenica, quando sopra gli alberi alti del parco saliva quel ruggito inconfondibile e bestiale. Sentivamo il suono nell'aria e si andava, di solito, in bicicletta. Adulti e ragazzini accompagnati dal papà, spingendo più forte sui pedali quando il rumore si faceva vicino e poi ancora, velocissimi e sudati, non appena l’olfatto veniva coinvolto nella frenesia. Quell'aroma di olio ricinato era l’ultimo segnale. Poi «si vedeva», finalmente: macchie di colore sulla pista, vicine eppure imprendibili, lunari.

inviato il 09/03/2016
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Breve trattato sulle coincidenze

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Domenico Dara
Breve trattato sulle coincidenze
Beat 2016
10 righe da pagina 72:

Gli anni passavano, ma apparteneva al folle inerme gruppo di uomini che si credono eterni fanciulli, che vedono di fronte a loro una vita infinita, forze infinite, vigorie infinite, che continuano a procrastinare l'epifania della loro vita nella sterile convinzione di poterla raggiungere in ogni momento, non accorgendosi che in questa convinzione si cela il fallimento, che il progetto a lungo rimirato non diverrà mai azione. E dunque rimandava perché ogni giorno della sua vita non era ancora all'altezza di testimoniare un avvenimento tanto importante.

inviato il 30/03/2017
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Il corpo che vuoi

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Alexandra Kleeman
Il corpo che vuoi
Tradotto da Sara Reggiani
Black Coffee 2017
10 righe da pagina 22:

B odia comprare cose per sé. Preferisce prenderle in prestito da qualcun altro, sebbene i suoi possiedano tre automobili e un cavallo, e le inviino un assegno per l’affitto ogni mese. Se le chiedo perché si sforzi sempre di aver bisogno di più cose di quante effettivamente gliene servano, risponde che prendere in prestito ti avvicina alle altre persone, mentre comprare, in genere, ti rende più solo.

inviato il 30/03/2017
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Alexandra Kleeman, 26 febbraio 1986 Berkeley (California)

White noise

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Don DeLillo
White noise
Penguins classic deluxe edition 2009
10 righe da pagina 45:

Who knows what I want to do? Who knows what anyone wants to do? How can you be sure about something like that? Isn't it all a question of brain chemistry, signals going back and forth, electrical energy in the cortex? How do you know whether something is really what you want to do or just some kind of nerve impulse in the brain? Some minor little activity takes place somewhere in this unimportante place in one of the brain hemispheres and suddenly I want to go to Montana or I don't want to go to Montana. How do I know I really want to go and it isn't just some neurons firing or something?

inviato il 31/03/2017
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Padri e figli

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I.S. Turgenev
Padri e figli
Feltrinelli
10 righe da pagina 121:

L'Odincova gettò uno sguardo di traverso a Bazarov.
"Abbiamo parlato , mi sembra della felicità. Dica perché, anche quando proviamo piacere, per esempio per la musica, per una bella serata, per una conversazione con della gente simpatica, perché questo sembra più un allusione a una felicità che esiste da qualche parte, che felicità vera, vale a dire la felicità che possediamo. Perché è così o forse lei non prova niente del genere?"

inviato il 01/04/2017
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Benvenuto Simone :)

Pesie d'amore

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Evgenij Evtusenko
Pesie d'amore
Newton Compton 1987
10 righe da pagina 63:

Poesie 1952 -1964
Sorrisi
Erano tanti un tempo i tuoi sorrisi
sorpresi, maliziosi, festosi sorrisi,
tristi a volte un tantino, ma tuttavia, sorrisi.
Non uno è rimasto a te dei tuoi sorrisi.
Troverò un campo dove centinaia crescono i sorrisi.
Te ne porterò una bracciata dei più bei sorrisi.
Tu mi dirai che non hai bisogno di sorrisi.
ché troppo ti hanno stancato i miei e gli altrui sorrisi.
E hanno stancato anche me gli altrui sorrisi.
Di difesa ne ho tanti di sorrisi,
che mi rendono ancora meno facile ai sorrisi.
Ma, a dire il vero, io non ho sorrisi.
Sei tu per la mia vita l'ultimo dei sorrisi,
sorriso, che sul volto non ha mai sorrisi.

inviato il 02/04/2017
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Segnalo nei risguardi,disegni di Renato Guttuso ,studio per "Il bosco d'amore "
edizione del 1987

Evgenij Aleksandrovic Etvushenko- nato il 18 luglio 1933Zima cittadina siberiana dell'Oblast di Irkutsk sul fiume Oka-m-1-aprile 2017 Oklahoma USA-

L'angelo

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Sandrone Dazieri
L'angelo
Mondadori 2016
10 righe da pagina 24:

Colomba avviso via radio Centro che procedeva con l’ispezione, poi come chi l’aveva preceduta cerco il battito sul collo del capotreno e, come chi l’aveva preceduta, non lo trovo: la pelle del morto era viscida e fredda. Mentre chiedeva a Centro se stessero arrivando il medico legale e il magistrato di turno, si accorse di uno strano sottofondo sonoro. Trattenendo il respiro, capi che era composto da almeno una mezza dozzina di cellulari che suonavano tutti assieme, in una cacofonia di trilli e vibrazioni. Proveniva da oltre la porta dello scompartimento di lusso, quello con poltrone in vera pelle e pasti precotti firmati da uno chef televisivo.
Attraverso il vetro lattiginoso, Colomba scorse le luci verdastre degli schermi dei cellulari che pulsavano proiettando lunghe ombre. Non era possibile che fossero tutti apparecchi dimenticati, e l’unica spiegazione che le venne in mente sembrava troppo mostruosa per essere vera.
Ma lo era, Colomba lo capi quando forzo la porta scorrevole e venne assalita dalla puzza del sangue e degli escrementi.
I passeggeri della Top erano tutti morti.

inviato il 03/04/2017
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Prego :)

Giovanni, grazie! Anche questo era segnato come giorno critico. :))

Sandrone Dazieri, all'anagrafe Sandro Dazieri (Cremona, 4 novembre 1964)

La ragazza nell'ombra

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Lucinda Riley
La ragazza nell'ombra
Tradotto da Leonardo Taiuti
Giunti 2016
10 righe da pagina 191:

L'unico segno di cambiamento furono i furgoni che si presentarono a casa, un giorno,e se ne andarono carichi di mobili-se fossero destinati a una casa d'aste o alla nuova dimora dei MacNichol, su in Scozia, Flora non lo sapeva. Quando vide gli uomini che portavano nella biblioteca alcune casse vuote, si precipitò nella stanza e, come una ladra,radunò in fretta e furia i suoi libri preferiti, tanti quanti riusciva a tenerne tra le braccia, e corse di sopra con il bottino.
Giunse il periodo della fienagione e a Estwaite e nelle campagne circostanti, e il tempo insolitamente clemente permise all'intero paese di recarsi nei campi a raccogliere il fieno prima che piovesse. Flora camminava con il suo cesto salutando volti familiari cui presto avrebbe dovuto dire addio e cogliendo esemplari di molte specie di piante.Immaginava infatti che a Londra non avrebbe trovato una gran varietà di flora e fauna da disegnare.

inviato il 03/04/2017
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Geoanarchia

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Matteo Meschiari
Geoanarchia
Armillaria 2017
10 righe da pagina 33:

Pochi tra noi sono capaci di vivere la solitudine come una visione pura delle cose. Si tratterebbe di andare là dove il vento gelido non parla d’altro che di necessità e bellezza. E invece abbiamo bisogno di fare gruppo, di umana condivisione, a volte più semplicemente cerchiamo comprensione o affetto. Quello che davvero conta, però, nonostante le nostre sofferenze, è che se anche la nostra vita non va come vogliamo, dobbiamo fare di tutto perché sia libera e autentica.
Aumentare la sensazione di vita, contro il sonno e l’abitudine, ecco quello che conta. A cominciare da noi stessi e dalle nostre stesse convinzioni. Perché l’inizio della libertà anarchica è smetterla una buona volta con l’anarchia storica. Vogliamo essere liberi? Uccidiamo l’anarchia.

inviato il 03/04/2017
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Il Grande Gatsby

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Francis Scott Fitsgerald
Il Grande Gatsby
Tradotto da Fernanda Pivano
Feltrinelli (collana Universale economica) 1936
10 righe da pagina 40:

Avevo voglia di uscire a passeggio verso il parco nel crepuscolo tenero, ma ogni volta che cercavo di andarmene mi trovavo immischiato in qualche strana discussione stonata che mi inchiodava sulla seggiola come vi fossi legato con una corda. Eppure, alta sulla città, la fila delle nostre finestre gialle deve aver comunicato la sua parte di segreto umano allo spettatore casuale nella strada buia e mi parve di vederlo guardare in su incuriosito. Ero dentro e fuori, contemporaneamente affascinato e respinto dalla inesauribile varietà della vita.

inviato il 03/04/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

Il senso della lotta

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Nicola Ravera Rafele
Il senso della lotta
Fandago Libri 2017
10 righe da pagina 318:

"Pensavo di combattere per la rivoluzione, ma ho sempre combattuto solo per me. Ero figlio di due piccolo-borghesi, e volevo essere più di loro. Più intelligente, più colto, più istruito, più matto, e anche più ricco. La lotta di classe è una cazzata, Diana. Vogliamo venire fuori. La politica era un autobus, e ci siamo saliti tutti. A me non bastava mai. Quando sono diventato uno dei capi del movimento, ho sentito che mi stava stretto anche quel ruolo. Si poteva andare oltre. Queste cose le dico adesso, perché da tanti anni ormai non passa notte che non ci pensi, che non cerchi di capire. Va bene combattevo per me, ma chi non lo fa? I monaci, i santi. O quelli destinati a non diventare un cazzo"

inviato il 03/04/2017
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Grazie :))

Ciao Francesca le tue 10 righe sono nella finale di Aprile, 10 righe scelte da Voi utenti.

Il mare spiegato ai miei nipoti

Il mare spiegato ai miei nipoti 2 settimane 5 giorni fa

Grazieeeeeeeeeeeeee

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