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Pagina di SergioDonato

CHESIL BEACH

immagine copertina
Ian McEwan
CHESIL BEACH
Tradotto da Susanna Basso
Giulio Einaudi Editore 2009
10 righe da pagina 53:

Innamorandosi, scopriva un aspetto molto particolare di sé, il suo abituale, strenuo isolamento nei propri pensieri quotidiani. Ogni volta che Edward le chiedeva, Come stai?, oppure, A che cosa pensi?, la risposta di Florence usciva insicura. Possibile che le ci fosse voluto tanto tempo per rendersi conto di non possedere una facoltà mentale semplicissima, che tutti avevano, un meccanismo talmente comune da non essere mai nominato, un immediato rapporto sensuale verso uomini e cose, nonché verso i propri bisogni e desideri? Per tutti quegli anni Florence curiosamente si era isolata in se stessa da se stessa, senza volere né osare guardarsi indietro. In quella sala dal soffitto basso e dall'echeggiante pavimento di pietra, i suoi problemi con Edward erano già presenti a partire dai primi secondi, dal primo scambio di sguardi.

inviato il 21/03/2012
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Il crollo

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Francis Scott Fitzgerald
Il crollo
Adelphi 2011
10 righe da pagina 21:

Eccomi finalmente diventato uno scrittore e basta. L'uomo che con accanimento mi ero ripromesso di essere era diventato un peso tale che me ne sono sbarazzato con la stessa mancanza di scrupoli con cui il sabato sera una negra si sbarazza di una rivale. Alla brava gente fare la sua parte: ai medici oberati di lavoro morire sulla breccia, con una settimana l'anno da dedicare a risolvere le beghe di famiglia, e ai dottori senza clientela affannarsi appresso a casi da un dollaro a botta; ai soldati farsi uccidere per subito accedere al Walahalla di categoria. Questo è il loro contratto con gli dèi. Uno scrittore non ha bisogno di certi ideali, a meno di non crearseli da solo, e il qui presente ha smesso.

inviato il 11/03/2012
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Un dio in giardino

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Theodore Sturgeon
Un dio in giardino
Tradotto da Riccardo Valla
Arnoldo Mondadori 1997
10 righe da pagina 196:

Bianca era tenuta per mano dalla madre quando Ran la vide per la prima volta. Bianca era bassa e tozza, aveva i capelli sudici e i denti marci; la bocca era storta e da un lato le colava la saliva. O era cieca o non badava a dove metteva i piedi, perché sbatteva contro ogni cosa che si trovava davanti. Ma tutto questo non importava: era una povera ritardata. E le mani...
Erano mani incantevoli, ben fatte, morbide, bianche come fiocchi di neve con appena un riflesso di rosa, appunto come sulla neve si riflette il pallido sole di marzo.

inviato il 29/02/2012
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Di Stungeon mi piace molto "Un po' del tuo sangue", bravissimo autore.

Il racconto è intitolato: "Le mani di Bianca".

Richard Matheson - I migliori racconti

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Richard Matheson
Richard Matheson - I migliori racconti
Tradotto da Maurizio Nati
Fanucci Editore 2011
10 righe da pagina 80:

Siede davanti alla macchina per scrivere. Inserisce un foglio di carta e comincia a picchiare sui tasti.
Ha le dita grosse. Colpisce due tasti contemporaneamente. I due martelletti si incastrano. Sono sollevati, si librano impotenti al di sopra del nastro nero.
Allunga la mano, disgustato, e li risistema. I martelletti si separano, rientrano negli alloggiamenti. Ricomincia a scrivere.

inviato il 29/02/2012
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Sì, certo. :) Però l'idea di mettermi un segnalibro non mi attrae.
Sapete, io guardo con astio anche quegli inviti sui social del tipo "Clicca 'mi piace' sulla foto di mio cugino di terzo grado per fargli vincere un weekend a Zanzibar". Insomma, cose così mi fanno venire i brividi.

:)

A parte tutto, grazie per l'accoglienza.
(inchino)

ecco, appunto, natalina mi ha preceduta di un soffio: è solo un gioco, niente di più, niente di calcolato:)

aggiungo segnalibro

Toc toc...sergio io metto il segnalibro ,per salutare tutti i partecipanti,poichè è un gioco,ciao

Grazie, mel va. Ma non ho la minima idea di farlo. Perché poi? Per avere maggiori chance in classifica. No, no. Non è da me. Preferisco stare qui e seguire il flusso, senza calcoli da raccolta punti. :)

Le cose che non ho detto

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Azar Nafisi
Le cose che non ho detto
Tradotto da Ombretta Giumelli
Adelphi 2009
10 righe da pagina 14:

Quando muore una persona cara ci ritroviamo di colpo nel mondo dei vivi, cui alla fine, bene o male finiamo col cedere; ma quello dei morti, come un amico o un nemico immaginario, o un'amante segreta, continua a invitarci, con il richiamo di quello che abbiamo perso. Cos'è il ricordo se non uno spettro nascosto in un angolo della mente, pronto a irrompere durante il giorno, o a disturbare il nostro sonno, con un atroce dolore, una gioia, qualcosa che non abbiamo detto o che abbiamo ignorato? Quando muoiono i nostri cari non è soltanto la loro presenza che ci viene a mancare, o i loro sentimenti, ma anche il modo in cui ci hanno permesso di conoscerli, e di conoscere noi stessi.

inviato il 04/04/2012
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aggiungo segnalibro

Cristina,ciao..Aggiungo segnalibro..FROHE-OSTEN

Stupendo :-))

La signora Dalloway

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Virginia Woolf
La signora Dalloway
Feltrinelli
10 righe da pagina 8:

Ma spesso questo corpo che portava, questo suo corpo, con tutte le sue facoltà, le sembrava non valesse nulla- fosse una cosa da nulla. Ebbe la curiosa impressione di essere invisibile; non vista; non conosciuta; e d'un tratto non ci furono più né matrimonio né figli, ma soltanto quella stupefacente, e piuttosto solenne processine insieme con tutti gli altri, su per Bond Street; e questo era essere la Signora Dalloway, non più Clarissa, solo la signora Dalloway.

inviato il 05/04/2012
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aggiungo segnalibro

Malamore, Esercizi di resistenza al dolore

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Concita De Gregorio
Malamore, Esercizi di resistenza al dolore
Mondadori

Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice «non urli, non è mica la prima». Imparano a cantare piangendo, a suonare con un braccio che pesa come un macigno per la malattia, a sciare con le ossa rotte. Portano i figli in braccio per giorni in certe traversate del deserto, dei mari sui barconi, della città ai piedi su e giù per gli autobus. Le donne hanno più confidenza col dolore. Del corpo, dell’anima. È un compagno di vita, è un nemico tanto familiare da esser quasi amico, è una cosa che c’è e non c’è molto da discutere. Ci si vive, è normale. Strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformandolo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza. Ignorarlo, domarlo, metterlo da qualche parte perché lasci fiorire qualcosa. È una lezione antica, una sapienza muta e segreta: ciascuna lo sa.

inviato il 21/03/2012
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aggiungo segnalibro ,sorridendo...

Tutto vero..e tante volte la preghiera è..Non importa...

TUTTO vero! Quanti uomini se ne accorgono?

La prima vita di Heshel Rosenheim

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Michael Lavigne
La prima vita di Heshel Rosenheim
piemme
10 righe da pagina 33:

Con i sopravvisuti c'è sempre un prima. Ed è sempre un paradiso, un eden più fantastico che reale, dipinto con i colori brillanti della giovinezza. Il ricordo del prima è sempre accompagnato da un sospiro. Io stesso da bambino avevo conosciuto molti sopravvisuti - mio padre allora era membro di diverse associazioni e in seguito aveva lavorato a vari progetti sulla documentazione dell'Olocausto - e tutti avevano un loro prima. Quando ne parlavano il loro sguardo si addolciva; la visione della madre o del padre, del fratellino, della challah dal dolce aroma, della tovaglia candida, del giocattolo preferito sorgeva davanti ai loro occhi come un profumo fragrante che si levasse dai loro cuori spezzati. Sorridevano beati.

inviato il 21/03/2012
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aggiungo segnalibro

bellissimo libro

Kitchen

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Banana Yoshimoto
Kitchen
Feltrinelli

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.

inviato il 11/03/2012
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Il miglio verde

immagine copertina
Stephen King
Il miglio verde
Tradotto da Tullio Dobner
Sperling Serial 1996

Poi feci una cosa che non avevo mai fatto con un detenuto: gli porsi la mano. Ancora oggi non so perché. Forse perché mi aveva chiesto delle luci. Feci trasalire Harry Terwilliger, questo sì. Coffey mi prese la mano con sorprendente delicatezza, facendola scomparire praticamente nella sua, e con questo i preamboli erano chiusi. Avevo una tarma nuova nel mio vaso di naftalina. Restava solo da avvitare il coperchio.
Uscii dalla cella. Harry fece scorrere il cancello nella rotaia e fece scorrere entrambe le serrature. Coffey rimase dov'era ancora per un momento o due, come non sapendo che cosa fare, poi si sedette sulla sua branda, congiunse la mani da gigante tra le ginocchia e abbassò la testa come un uomo che soffre o prega. poi disse qualcosa in quella sua strana parlata quasi da meridionale.

inviato il 02/03/2012
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aggiungo segnalibro

Io lo udii distintamente e anche se all'epoca non sapevo molto di ciò che aveva fatto (non c'è bisogno di sapere che cosa ha fatto un condannato per nutrirlo e prendersi cura di lui fino al momento in cui paga il suo debito), mi provocò lo stesso un brivido.
, disse.

Caos

immagine copertina
Edmund White
Caos
Tradotto da Giorgio Testa
Playground 2009
10 righe da pagina 44:

Non c'è nulla di più triste di una persona fuori sincrono con il proprio tempo.

inviato il 03/03/2012
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Enrico, puoi postare 10 righe di questo autore? ci servono... vanno bene anche tratte dallo stesso libro ;)

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

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10 righe da pagina 9:

Mi stava facendo troppe domande, e tutte troppo in fretta. Si accatastavano dentro la mia testa come fanno le pagnotte nella fabbrica dove lavora mio zio Terry. In quella fabbrica producono il pane e lui aziona le macchine che lo affettano. E anche se qualche volta l'affettatrice è un po' lenta, il pane continua a uscir fuori e alla fine si blocca tutto. Qualche volta penso al mio cervello come a una macchina, ma non sempre come a un' affettatrice per il pane. In questo modo è più semplice spiegare agli altri come funziona.

inviato il 04/03/2012
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GIOCO - Riga 10

immagine copertina
Patti Puggioni - Cristina Fanni
GIOCO - Riga 10
Giochi 10 righe 2011
10 righe da pagina 10:

Prendi un libro, quello che vuoi, il tuo preferito, uno che devi ancora leggere, il primo su cui posi lo sguardo e... aprilo a pagina 10... CERCA la frase numero 10 e SCRIVILA sotto come commento. Aggiungi anche il titolo del libro e il nome dell'autore.
(24 luglio) Da questo momento in poi, le frasi troppo lunghe verranno cancellate.
Dovete scrivere solo la RIGA n. 10.
Per le frasi più lunghe (10 righe) c'è l'area apposita
http://scrivi.10righedailibri.it/
Se nel libro la pagina 10 è bianca scegliete un altro libro.
:)

inviato il 22/05/2011
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L'euforia del pesce palla. (Ai confini del gusto - Luis Devin)

Forse dietro il colle Vecchio, o dietro ancora, ma di tanti e tanti metri e tantissimi passi di un uomo (Marta La Sarta di Valentina Di Cesare)

teoria irregolare di casette grigie e fabbricati color polvere
Nonchiedere perchè - Franco Di Mare

tanto vale portare a termine
mamma di Valentina Diana, Einaudi

processo nei confronti di quattro agenti del LAPD , il distretto di...

Mia madre è un fiume

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Donatella di Pietrantonio
Mia madre è un fiume
Elliot 2011
10 righe da pagina 31:

Dorme come dopo una favola. Respira a bocca aperta, con un sibilo leggero e regolare. Al risveglio sarà disorientata, le sembrerà mattina, o di trovarsi da me. Poi si vedrà nel suo vecchio divano e poco alla volta riconoscerà la casa e forse il pomeriggio. Sussulta di chissà quali sogni. La osservo da vicino, ha l'espressione dolorosa della luna non proprio piena. La pelle è sottile sul naso, sugli zigomi, tesa e lucida quasi prossima a lacerarsi. Potrebbe essere morta.
Il corpo invecchia rapido, segue a poca distanza il declino del pensiero. Faceva le scale sempre di corsa, fischiettando. Ora si afferra con la destra al passamano della ringhiera e issa il suo peso da un gradino all'altro con fatica crescente.

inviato il 01/02/2012
Nei segnalibri di:

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Mel,ciao come va?amica virtuale???io bene,sorrido ai segnalibri...belli e colorati
e al gatto di elena...

Ecco il mio, Mel :-)

E' arrivato un freddo polare,speriamo che sbaglino,e che tu possa trascorrere un vacanza lieta,ciao un abbraccio e un bacio,naty

ciao Naty, grazie! fa così freddo davvero? dal 4 all'11 salirò in sett. bianca e già tremo....un bacio:)

aggiungo segnalibro,ciao Mel

Il libro è ...

Il libro è ... 5 years 4 settimane fa

I libri se ne stavano sullo scaffale. Sui tagli c'era polvere e, dove non c'era, la carta era ingiallita. Eppure li presi a manciate. Li abbracciai. Alcuni caddero a terra. Ma li lessi tutti.

È qui che dobbiamo stare

È qui che dobbiamo stare 5 years 7 settimane fa

Grazie. Gentili. :)
(inchino e riverenza)

GIOCO - Riga 10

GIOCO - Riga 10 5 years 7 settimane fa

"... ma di un attaccamento profondo, a volte filiale, a volte quasi materno..."
CHESIL BEACH, Ian McEwan

GIOCO - Eufemismi in graticola

GIOCO - Eufemismi in graticola 5 years 7 settimane fa

"Entro e non oltre" (da dimenticare)
"Entro" (da ricordare... "Entro" presuppone già che sia impossibile andare oltre. Cavilli all'italiana)

Un dio in giardino

Un dio in giardino 5 years 7 settimane fa

Il racconto è intitolato: "Le mani di Bianca".

Richard Matheson - I migliori racconti

Richard Matheson - I migliori racconti 5 years 7 settimane fa

Sì, certo. :) Però l'idea di mettermi un segnalibro non mi attrae.
Sapete, io guardo con astio anche quegli inviti sui social del tipo "Clicca 'mi piace' sulla foto di mio cugino di terzo grado per fargli vincere un weekend a Zanzibar". Insomma, cose così mi fanno venire i brividi.

:)

A parte tutto, grazie per l'accoglienza.
(inchino)

Richard Matheson - I migliori racconti 5 years 7 settimane fa

Grazie, mel va. Ma non ho la minima idea di farlo. Perché poi? Per avere maggiori chance in classifica. No, no. Non è da me. Preferisco stare qui e seguire il flusso, senza calcoli da raccolta punti. :)

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