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Pagina di Giovanni Pisciottano

Come la prima volta

immagine copertina
Nicholas Sparks
Come la prima volta
Tradotto da Alessandra Petrelli
Sperling & Kupfer 2010
10 righe da pagina 119:

Poi, decidendo che non aveva niente da temere, tirò fuori la lingua e mi leccò le dita. Un attimo dopo gli accarezzavo la testa, e allora mi girai a guardare Jane.
«Gli piaci», disse lei con aria stupita.
Scrollai le spalle. «Pare di sì.»
Riuscii a leggere il numero di telefono sulla targhetta e Jane andò in una cabina all’angolo per telefonare al proprietario.
Mentre era via, rimasi con il cane e notai che, più lo accarezzavo, più sembrava desiderare il contatto con la mia mano.
Quando lei tornò, restammo lì altri venti minuti in attesa che venissero a prenderlo. Il proprietario era un uomo sulla trentina, che balzò fuori dalla macchina e si precipitò verso l’animale. Il cane gli andò incontro scodinzolando felice e gli fece le feste.
«Vi ringrazio di cuore di avermi telefonato», ci disse riconoscente. «Era scomparso da una settimana e mio figlio piangeva tutte le sere. Nella letterina a Babbo Natale aveva espresso l’unico desiderio di ritrovare il suo cane.»

inviato il 23/10/2017
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Nicholas Charles Sparks (Omaha, 31 dicembre 1965)

Origin

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Dan Brown
Origin
Tradotto da Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Mondadori 2017
10 righe da pagina 99:

«Innanzitutto, il mio vero nome non è Winston, ma Art.»
Langdon si fece una risata. «Una guida di museo che si chiama Art? Be’, non la biasimo per aver deciso di usare uno pseudonimo. Piacere di conoscerla, Art.»
«Inoltre, quando lei mi ha chiesto perché non l’accompagnassi di persona, io le ho risposto che il signor Kirsch vuole limitare il numero delle persone dentro il museo. Ma la risposta non era completa. C’è un altro motivo per cui ci stiamo parlando tramite le cuffie e non di persona. In realtà, io non posso muovermi.»
«Oh… mi dispiace tanto.» Langdon si immaginò Art seduto su una sedia a rotelle in una specie di call center, e gli dispiacque che provasse imbarazzo a dover spiegare il suo problema fisico.
«Non è il caso che si dispiaccia per me. Le garantisco che le sue gambe sembrerebbero assai strane su di me. Vede, io non sono come lei immagina.»
Langdon rallentò il passo. «Cosa intende dire?»
«“Art” non è tanto un nome quanto un’abbreviazione. Sta per “artificiale”, anche se il signor Kirsch preferisce il termine “bionico”.»

inviato il 16/10/2017
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Daniel Gerhard Brown conosciuto come Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964)

La valle degli eroi

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Jonathan Stroud
La valle degli eroi
Tradotto da Luca Tarenzi
Salani 2012
10 righe da pagina 15:

"Amici miei" li incoraggiò Svein, "siamo nel cuore dell’estate: la notte non durerà a lungo".
Al che i dieci eroi esplosero in un gioioso grido di battaglia e raddoppiarono i loro sforzi, e nessuno cedette più di un solo passo.
Venne l’alba: il sole sorse dal mare e allo spuntare della luce la gente della Casa vicina, che per tutta la notte era rimasta sveglia a tremare nei letti, spalancò i cancelli e si avventurò nel campo, che ora riposava immerso nel silenzio.
Gli uomini si fecero strada fra i buchi e le fosse che punteggiavano il terreno e giunsero ai piedi della roccia, dove i cadaveri dei Trow giacevano impilati come covoni di fieno: alzarono gli occhi verso la sommità e parve loro di scorgere le sagome ritte di dodici uomini, ma i raggi del sole nascente inondavano la valle di una luce così abbagliante che era impossibile esserne sicuri. Si affrettarono dunque a salire loro stessi sullo sperone, ed esattamente sulla cima trovarono dieci corpi che giacevano in una linea compatta, gli occhi ormai ciechi ma spalancati e le mani ancora calde sull’impugnatura delle spade.

inviato il 09/10/2017
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Jonathan Stroud (Bedford, 27 ottobre 1970)

L'amore ai tempi del colera

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Gabriel García Márquez
L'amore ai tempi del colera
Tradotto da Angelo Morino
A. MONDADORI 2015
10 righe da pagina 97:

Fermina Daza era in cucina ad assaggiare la minestra per la cena, quando udì il grido di orrore di Digna Pardo e il baccano della servitù e poi quello del vicinato. Buttò via il cucchiaio per assaggiare e cercò di correre come poteva col peso invincibile della sua età, gridando come una pazza senza sapere ancora cosa stava accadendo sotto le fronde del mango, e il cuore le si frantumò quando vide il suo uomo supino nel fango, già morto in vita, ma che resisteva ancora un ultimo minuto al colpo di coda della morte affinché lei avesse il tempo di arrivare.
Riuscì a riconoscerla nel tumulto attraverso le lacrime del dolore irripetibile di morirsene senza di lei e la guardò l'ultima volta per sempre con gli occhi più luminosi, più tristi e più riconoscenti che lei gli avesse mai visto in mezzo secolo di vita comune, e riuscì a dirle con l'ultimo respiro:
“Solo Dio da quanto ti ho amata.”
Fu una morte memorabile, e non senza motivo.

inviato il 02/10/2017
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Grazie...

Grazie...

Grazie

Ciao Giovanni sei nella finale di ottobre, 10 righe settimanali. Scegli da lunedì 9 ottobre a domenica 15 ottobre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Prendiluna

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Stefano Benni
Prendiluna
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 10:

Da un albero, con un balzo, saltò giù Ariel, il gatto bianco figlio di Iside, capostipite dei Diecimici. Risplendeva ed era trasparente come una medusa.
– Otto giorni, – disse – hai otto giorni di tempo da domattina per salvare il mondo.
– Non capisco – disse la vecchia. – Ariel, tu sei morto da molti anni.
Gli occhi del gatto brillarono come fiammelle.
– Cosa sapete voi umani della morte? Ascoltami. Hai otto giorni, come negli antichi calendari. Devi consegnare i Diecimici, ognuno a una persona degna e buona. Poi porterai la lista al Diobono, ti dirò io dove. Se troverai queste dieci persone, il mondo sarà salvo. Se no sarà la fine di tutto, e il mondo verrà annientato, e stavolta non ci sarà nuovo carbonio o Dna che tenga, finito, consummatum est, finished, vorbei, hatanka, piùmiau...
– Ariel... non hai mai parlato così... e poi come posso io, una povera vecchia in pensione...
– Solo tu puoi salvare il mondo. Cerca dieci Folli, dieci Giusti.

inviato il 25/09/2017
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Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

Toto. L'uomo e la maschera

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Franca Faldini e Goffredo Fofi
Toto. L'uomo e la maschera
minimum fax 2017
10 righe da pagina 35:

Allora, nel tentativo di raddrizzarlo, la madre si era consultata con il padre che sporadicamente si faceva vivo e di comune accordo lo avevano iscritto al collegio Cimino dove si era rimediato una sequela di bocciature e il pugno in faccia che doveva deviargli il setto nasale, atrofizzargli in parte i muscoli di una mandibola e cambiargli la vita.
«Io credo che Totò sia nato là», sosteneva, «nel cortile di quel collegio, figlio clandestino di un incidente con il precettore».
Le foto della sua infanzia, precedenti l’epoca del suo ingresso al Cimino, avvalorano questa teoria, riproponendolo con un volto ovale, regolare, illuminato da grandi occhi scuri e pensosi.
L’incidente, raccontava, era andato così: in un pomeriggio di ricreazione egli si era scatenato in una giocosa partita di boxe con uno dei precettori preferiti dagli alunni, «un bravo giovane che non pretendeva di vederci sempre tutti immamozzati». E, accidentalmente, il precettore, per scansare un pugno, gliene aveva sferrato uno in pieno volto.

inviato il 18/09/2017
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Franca Faldini (Roma, 10 febbraio 1931) - Goffredo Fofi (Gubbio, 15 aprile 1937)

La signora Dalloway in Bond Street e altri racconti

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Virginia Woolf
La signora Dalloway in Bond Street e altri racconti
Tradotto da Lucio Angelini
Newton Compton 2014
10 righe da pagina 35:

La signora Dalloway disse che avrebbe pensato lei a comperare i guanti. Quando uscì in strada, il Big Ben stava battendo i suoi colpi. Erano le undici e quell'ora intatta era fresca come se offerta a dei bambini su una spiaggia. Ma c'era un che di solenne nel ritmo deciso dei ripetuti rintocchi; un che di eccitante nel fruscio delle ruote e nello scalpiccio dei passi.
Indubbiamente non tutte le persone erano in giro per commissioni di felicità. Ci sarebbe ben altro da dire su ciascuno di noi, al di là del fatto che passiamo per le strade di Westminster. Nemmeno il Big Ben sarebbe altro che un ammasso di barre d'acciaio divorate dalla ruggine, se non fosse per le cure del ministero dei Lavori Pubblici di sua Maestà. Solo per la signora Dalloway quel momento era compiuto; per la signora Dalloway giugno era frizzante.

inviato il 11/09/2017
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Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882)

Storie della buonanotte per bambine ribelli

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Francesca Cavallo, Elena Favilli
Storie della buonanotte per bambine ribelli
Tradotto da Loredana Baldinucci
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 26:

C'era una volta una bambina che viveva in una fattoria insieme alla sua grande famiglia. Passava intere giornate a vagabondare libera nei campi con i suoi fratelli e le sue sorelle, ma dava anche una mano ad accudire gli animali. E non solo i più piccoli, come le galline e le oche, ma anche i più grandi, come le mucche e i cavalli!
Si chiamava Astrid ed era un vero spirito ribelle.
Era forte, coraggiosa, non aveva mai paura di stare sola ed era capace di fare di tutto: pulire, cucinare, aggiustare una bicicletta, camminare sui tetti, difendersi dai bulli, inventare storie fantastiche... Vi sembra familiare?
Be', se avete mai letto la storia di un'altra bambina che era forte, coraggiosa e impavida di nome Pippi Calzelunghe, non vi sorprenderà sapere che fu proprio Astrid a scrivere quel libro geniale.
Quando Pippi Calzelunghe fu pubblicato, molti adulti lo accolsero con disapprovazione. «Pippi è troppo ribelle» dicevano. «I nostri figli penseranno che la disobbedienza è un bene.» I bambini, invece, se ne innamorarono.

inviato il 04/09/2017
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Grazie!

Ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/lo-scherzo-5

Grazie :)

Ciao Giovanni sei nella finale di settembre, 10 righe settimanali. Scegli da lunedì 11 a domenica 17 settembre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Libri da leggere in vacanza ovunque

The Fate of the Tearling

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Erika Johansen
The Fate of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2017
10 righe da pagina 30:

Esaminandolo con il senno di poi, il periodo di reggenza durante il regno della regina Glynn non è stato un vero periodo di reggenza. Il ruolo di un reggente è elementare: proteggere il trono e fungere da barriera contro qualunque usurpatore durante un periodo di assenza del monarca legittimo. Essendo per natura un guerriero, Mazza Chiodata era perfettamente adatto a quel ruolo. Ma tale scorza esterna nascondeva anche un politicante scaltro e, in maniera forse ancor più sorprendente, un credente devoto nella visione della regina Glynn. Nel periodo successivo al fallimento della seconda invasione dei Mort, il reggente non è rimasto tranquillamente in attesa della sua signora: ha anzi concentrato tutti i suoi cospicui talenti verso la realizzazione della sua visione, del suo Tearling.

inviato il 28/08/2017
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The Invasion of the Tearling

immagine copertina
Erika Johansen
The Invasion of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2016
10 righe da pagina 32:

Blaser se ne andò, e Hall tornò a osservare la superficie del lago Karczmar, rosso fuoco alla luce del sole nascente. Quella visione, che da bambino gli riempiva il cuore, quel giorno gli sembrò un terribile presagio. Certo, i Mort erano dispersi, ma non lo sarebbero stati a lungo e, se gli uomini di Hall avessero perduto il controllo delle colline, nulla avrebbe impedito al nemico di sbaragliare le linee difensive, organizzate con tanta cura da Bermond. Alle spalle dei colli si estendeva la piana di Almont: centinaia di miglia quadrate di pianura con scarse possibilità di manovra, costellate di fattorie e di villaggi isolati e indifesi. L’esercito dei Mort era il quadruplo di quello Tear, e armato molto meglio. Se avessero raggiunto la piana, il massacro sarebbe stato inevitabile.

inviato il 21/08/2017
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La confraternita dell'uva

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John Fante
La confraternita dell'uva
Giulio Einaudi editore 2014
10 righe da pagina 73:

La cucina: il vero regno di mia madre, l'antro caldo della strega buona sprofondato nella terra desolata della solitudine, con pentole piene di dolci intingoli che ribollivano sul fuoco, una caverna d'erbe magiche, rosmarino e timo e salvia e origano, balsami di loto che recavano sanità ai lunatici, pace ai tormentati, letizia ai disperati. Un piccolo mondo venti-per-venti: l'altare erano i fornelli, il cerchio magico una tovaglia a quadretti dove i figli si nutrivano, quei vecchi bambini richiamati ai propri inizi, col sapore del latte di mamma che ancora ne pervadeva i ricordi, e il suo profumo nelle narici, gli occhi luccicanti, e il mondo cattivo che si perdeva in lontananza mentre la vecchia madre-strega proteggeva la sua covata dai lupi di fuori.

inviato il 10/10/2017
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Ciao Tuzza, sei nella finale di ottobre, 10 righe scelte dalla redazione.

Amicizia ed altri racconti

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H.Hesse
Amicizia ed altri racconti
Tradotto da Mirella Ulivieri
NEWTON COMPTON 1989
10 righe da pagina 248:

Bisogna pur raccontarlo,dunque avanti!
Il mio soggiorno a Monaco fu bello.La mia casa non era lontana dal giardino inglese,dove mi recavo ogni mattina.Anche nelle sale di quadri andavo spesso,e quando vedevo qualcosa di particolarmente stupendo,era sempre come un incontro del mondo esteriore con la beata immagine che custodivo in me.Una sera entrai in una piccola libreria antiquaria per comprare qualcosa da leggere.Rovistai negli scaffali polverosi e trovai una bella edizione di Erodoto,graziosamente rilegata,che acquistai.Così venni a parlare con il commesso che mi serviva.Era un uomo straordinariamente garbato,di una tacita cortesia,con un viso modesto ma come illuminato da una luce interiore,e in tutta la sua persona era diffusa una bontà quieta
e soave che si percepisce subito e si poteva leggere anche nei tratti e gesti di lui.Aveva letto molto,e dato che mi era piaciuto tanto,tornai altre volte per comprare qualcosa e parlare un quarto d'ora con lui. Senza che egli avesse accennato ,avevo l'impressione che fosse un uomo il quale aveva dimenticato o superato le tenebre

inviato il 09/10/2017
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Mi sa che fuori è primavera

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Concita De Gregorio
Mi sa che fuori è primavera
Universale Economica Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 79:

11. Parole tranello. Capriccio. Colpa. Regola. Pericolo. Non giocare con queste parole. Quando sembra che gli altri conoscano le regole del gioco e tu no. Quando vogliono farti pensare che sei inadeguata, e alla fine davvero lo pensi. Quando vogliono farti dire che sei stata un ba,bina viziata, che hai giocato col fuoco. Che la colpa è tua. La colpa. E' tua. Che non sei stata prudente, non hai visto il pericolo. Egoista, cieca. Bisognava sopportare. Non giocare con queste parole. Non toccarle. Sono trappole mortali.11. Parole tranello. Capriccio. Colpa. Regola. Pericolo. Non giocare con queste parole. Quando sembra che gli altri conoscano le regole del gioco e tu no. Quando vogliono farti pensare che sei inadeguata, e alla fine davvero lo pensi. Quando vogliono farti dire che sei stata un bambina viziata, che hai giocato col fuoco. Che la colpa è tua. La colpa. E' tua. Che non sei stata prudente, non hai visto il pericolo. Egoista, cieca. Bisognava sopportare. Non giocare con queste parole. Non toccarle. Sono trappole mortali.

inviato il 09/10/2017
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Grazie!!!

Ciao Francesca sei nella finale di ottobre, 10 righe scelte da Voi Utenti.

La valle degli eroi

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Jonathan Stroud
La valle degli eroi
Tradotto da Luca Tarenzi
Salani 2012
10 righe da pagina 15:

"Amici miei" li incoraggiò Svein, "siamo nel cuore dell’estate: la notte non durerà a lungo".
Al che i dieci eroi esplosero in un gioioso grido di battaglia e raddoppiarono i loro sforzi, e nessuno cedette più di un solo passo.
Venne l’alba: il sole sorse dal mare e allo spuntare della luce la gente della Casa vicina, che per tutta la notte era rimasta sveglia a tremare nei letti, spalancò i cancelli e si avventurò nel campo, che ora riposava immerso nel silenzio.
Gli uomini si fecero strada fra i buchi e le fosse che punteggiavano il terreno e giunsero ai piedi della roccia, dove i cadaveri dei Trow giacevano impilati come covoni di fieno: alzarono gli occhi verso la sommità e parve loro di scorgere le sagome ritte di dodici uomini, ma i raggi del sole nascente inondavano la valle di una luce così abbagliante che era impossibile esserne sicuri. Si affrettarono dunque a salire loro stessi sullo sperone, ed esattamente sulla cima trovarono dieci corpi che giacevano in una linea compatta, gli occhi ormai ciechi ma spalancati e le mani ancora calde sull’impugnatura delle spade.

inviato il 09/10/2017
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Jonathan Stroud (Bedford, 27 ottobre 1970)

Il coperchio del mare

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Banana Yoshimoto
Il coperchio del mare
Canguri Feltrinelli
10 righe da pagina 29:

E' incredibile che una persona che vive in una società frenetica come la nostra possa dedicare tutto il suo tempo a uno che non conosce nemmeno. Il discorso della mamma mi aveva fatto capire che questa mia idea era sbagliata, gretta e meschina.
Lei aveva sempre avuto una capacità misteriosa di prevedere il futuro. In quel momento, però, non pensavo affatto che si sarebbe avverato quello che diceva.
Avevo semplicemente realizzato che, senza sapere in quale punto del mio cammino, avevo perso la flemma. Pressata dalla foga degli eventi quotidiani, avevo desiderato che quell'estate, per sua natura unica e irripetibile, si trasformasse invece in qualcosa di prevedibile, restringendo con le mie stesse mani l'ambito delle mie azioni.

inviato il 02/10/2017
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Buongiorno,
Edizione originale pubblicata da Rockin'on Inc. 2004, Prima edizione ne "I Canguri" novembre 2007

Ciao Amrita, in che anno è stato pubblicato?

Questa libertà

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PierLuigi Cappello
Questa libertà
Rizzoli 2013
10 righe da pagina 60:

Quando si legge, un mondo viene trapiantato in noi e noi veniamo trapiantati nel mondo: è l'incantesimo di una scrittura riuscita, senza il quale, a rigore, un libro non è un libro.
Eppure, dietro il fallimento, dietro questi non libri, rimane la potenza del gesto di chi li ha scritti, uomini e donne che come me, magari avranno impiebato anni per mettere insieme cinquanta poesie, che avranno mobilitato l'intero ventaglio delle proprie risorse - non importa quanto inadeguate- nel tentativo di consegnare al mondo l'incantesmo della scrittura riuscita. E anche se l'incantesimo non è riuscito e resta soltanto la caduta, è contemplata e include me.

inviato il 02/10/2017
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Il grande mare dei Sargassi

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Jean Rhys
Il grande mare dei Sargassi
Tradotto da Adriana Motti
Adelphi 1971
10 righe da pagina 47:

– Domani sarà troppo tardi, – disse zia Cora – troppo tardi per le caramelle e per qualsiasi altra cosa. – Mia madre non li ascoltava. Disse: – Pierre dorme e con lui c’è Myra, ho preferito lasciarlo nella sua stanza, lontano da questo chiasso orribile. Non so. Forse. – Si stava torcendo le mani, la fede le scivolò dal dito e ruzzolò in un angolo vicino agli scalini. Il mio patrigno e Mannie si chinarono insieme per raccoglierla, poi Mannie si raddrizzò e disse: – Oh, Dio mio, loro sono dietro casa, loro dànno fuoco a dietro casa. – Indicò la porta della mia camera, che avevo chiusa alle mie spalle uscendone, e di sotto vedemmo alzarsi delle spire di fumo.
Mia madre fu così rapida che non la vidi muoversi. Aprì la porta della mia camera e di nuovo non la vidi più, non vidi che fumo. Mannie le corse dietro e anche Mr. Mason, ma più lentamente. Zia Cora mi strinse tra le braccia. Mi disse: – Non aver paura, sei al sicuro. Siamo tutti al sicuro. – Chiusi gli occhi per un attimo, un attimo soltanto, e appoggiai la testa contro la sua spalla. Sapeva di vaniglia, ricordo. Poi si sentì un a

inviato il 02/10/2017
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Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams (Roseau, 24 agosto 1890 – Exeter, 14 maggio 1979), è stata una scrittrice britannica di origini caraibiche attiva nella prima metà del Novecento

Conversazioni

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Iosif Brodkij - a cura di Cynthia L.Haven
Conversazioni
Tradotto da Matteo campagnola
Adelphi 2015
10 righe da pagina 261:

Curiosando tra gli appunti di un poeta troviamo molte crocette e segni, molti ripensamenti: che cosa è successo? Semplicemente il poeta ha corretto i propri impulsi iniziali. Nel processo compositivo egli arriva a fondere il razionale con l'intuitivo, affermazione e negazione, Il poeta, in altre parole, è l'animale più sano: combina analisi e intuizione- analisi e sintesi - per giungere al risultato, alla rivelazione. Per questo la poesia è il più efficace acceleratore mentale. Leggerla e scriverla offrono lo strumento di conoscenza più rapido, il più economico che io conosca.

inviato il 03/10/2017
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Grazie Emma, questo libro lo consiglio vivamente!

brava , queste righe sono interessanti

L'amore ai tempi del colera

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Gabriel García Márquez
L'amore ai tempi del colera
Tradotto da Angelo Morino
A. MONDADORI 2015
10 righe da pagina 97:

Fermina Daza era in cucina ad assaggiare la minestra per la cena, quando udì il grido di orrore di Digna Pardo e il baccano della servitù e poi quello del vicinato. Buttò via il cucchiaio per assaggiare e cercò di correre come poteva col peso invincibile della sua età, gridando come una pazza senza sapere ancora cosa stava accadendo sotto le fronde del mango, e il cuore le si frantumò quando vide il suo uomo supino nel fango, già morto in vita, ma che resisteva ancora un ultimo minuto al colpo di coda della morte affinché lei avesse il tempo di arrivare.
Riuscì a riconoscerla nel tumulto attraverso le lacrime del dolore irripetibile di morirsene senza di lei e la guardò l'ultima volta per sempre con gli occhi più luminosi, più tristi e più riconoscenti che lei gli avesse mai visto in mezzo secolo di vita comune, e riuscì a dirle con l'ultimo respiro:
“Solo Dio da quanto ti ho amata.”
Fu una morte memorabile, e non senza motivo.

inviato il 02/10/2017
Nei segnalibri di:

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Grazie...

Grazie...

Grazie

Ciao Giovanni sei nella finale di ottobre, 10 righe settimanali. Scegli da lunedì 9 ottobre a domenica 15 ottobre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Il mestiere di vivere

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Cesare Pavese
Il mestiere di vivere
Einaudi 1973
10 righe da pagina 24:

18 dicembre
Ma allora, se il punto delle mie poesie sta nella sentenza, variamente espressa o dissimulata, molte cose che teoricamente ricercavo, le avevo già ottenute. Il che, tra l'altro, dev'essere inequivocabilmente vero, se è vero che ho già composto qualche poesia che tocca il definitivo. Per esempio, ecco ottenuto il giudizio morale sulle cose di questo mondo, ecco la serietà di ragioni, ecco la rivincita sulla sensualità mera. Ecco l'universalità del mondo interiore espresso, che io temevo fosse un puro gioco letterario. Ecco tutto, insomma. Oggi è veramente la giornata bianca.

inviato il 27/09/2017
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Come la prima volta

Come la prima volta 16 ore 57 min fa

Nicholas Charles Sparks (Omaha, 31 dicembre 1965)

L'amore ai tempi del colera

L'amore ai tempi del colera 1 week 17 ore fa
L'amore ai tempi del colera 2 settimane 8 ore fa

Grazie

L'amore ai tempi del colera 3 settimane 18 ore fa

Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo (Aracataca, 6 marzo 1927)

Origin

Origin 1 week 17 ore fa

Daniel Gerhard Brown conosciuto come Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964)

La valle degli eroi

La valle degli eroi 2 settimane 17 ore fa

Jonathan Stroud (Bedford, 27 ottobre 1970)

Prendiluna

Prendiluna 4 settimane 17 ore fa

Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

Storie della buonanotte per bambine ribelli

Storie della buonanotte per bambine ribelli 5 settimane 17 ore fa
Storie della buonanotte per bambine ribelli 6 settimane 17 ore fa

Grazie :)

Toto. L'uomo e la maschera

Toto. L'uomo e la maschera 5 settimane 17 ore fa

Franca Faldini (Roma, 10 febbraio 1931) - Goffredo Fofi (Gubbio, 15 aprile 1937)

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