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Pagina di Giovanni Pisciottano

Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero

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Giancarlo Governi
Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero
Bompiani 2016
10 righe da pagina 183:

“De Sica era un uomo affascinante” ricordava Sordi “un uomo allegro, disponibile, un gran compagno di gioco. Con lui mi sono fatto le più matte risate della mia vita. Insieme ci divertivamo come bambini. Mi ricordo che avevo preso l’abitudine, quando camminavamo fianco a fianco, di dargli sulle spalle delle piccole spinte con la mano, per gioco. E lui rispondeva invariabilmente: ‘e daje Alberto, nun me spigne, è tutta la vita che me spigni.’ Questo semplice scherzo ci faceva ridere per mezz’ora, come degli scolaretti.

inviato il 15/04/2019
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Giancarlo Governi (Roma, 16 giugno 1939)

Una volta per un pelo non la combinammo grossa. Si inaugurava lo stabilimento della De Laurentiis e Fanfani era venuto a mettere la prima pietra. De Sica era piazzato proprio dietro di lui. Allora io non resistetti e gli diedi una spinta, forte. De Sica perse l’equilibrio e il suo gran corpo andò a cadere sopra il piccolo Amintore. Ci fu un momento di gelo. Ma De Sica rialzandosi e aiutando il senatore a rimettersi in piedi, gridò verso di me: ‘è stato lui, è stato lui! Mi sta sempre a spigne. È tutta la vita che me spigne!’”

La bomba di Maradona

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Vincenzo Salemme
La bomba di Maradona
Baldini&Castoldi 2018
10 righe da pagina 10:

«Chesta è ’a bomba ’e Maradona.»
Disse il vecchio, mostrando al giovane l’involucro di carta spessa e lucida, color carta da zucchero. Sembrava una enorme caramella incartata artigianalmente. Il giovane lo prese tra le mani e lo soppesò. Il vecchio sorrise, seduto su una seggiola di quelle da spiaggia, col sedile di tela a strisce bicolori bianche e rosse. Aveva una sigaretta accesa tra le dita, incurante del pericolo. «Stateve attiente a’ sigaretta», gli disse infatti il giovane il cui viso era seminascosto dal cappuccio di flanella della sua tuta da sport, grigia.
Il vecchio sembrò non sentirlo.

inviato il 08/04/2019
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Vincenzo Salemme (Bacoli, 24 luglio 1957)

La forchetta, la strega e il drago

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Christopher Paolini
La forchetta, la strega e il drago
Tradotto da Maria Concetta Scotto di Santillo
Rizzoli 2019
10 righe da pagina 96:

Aprì l'involto e trovò un fascio di pagine coperte di rune, ciascuna scritta con un inchiostro di diverso colore. Nello sfogliarle, trovò diversi titoli di capitoli. I numeri, però sembravano messi alla rinfusa. «Mancano delle parti» osservò.
L'erborista liquidò il commento con un vago gesto della mano. «Perché lo sto scrivendo senza un ordine preciso. È così che funziona il mio cervello.»
«Ma come fai a sapere...» Eragon aguzzò la vista sulla pagina che aveva davanti «che questo deve essere il capitolo centoventicinque e non, diciamo, il centoventitré?»
«Perché» sbuffò Angela con aria di superiorità, «ho fede negli dei, e loro ricompensano la mia devozione.»

inviato il 01/04/2019
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Christopher Paolini (Southern California, 17 novembre 1983)

L'orma del califfo

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Wilbur Smith
L'orma del califfo
Tradotto da Marisa Castino
Superpocket 1998
10 righe da pagina 20:

Ingrid, prima di proseguire, controllò sull'orologio da polso che fossero trascorsi sessanta secondi. «Prima di tutto permettetemi di presentarmi. Mi chiamo Ingrid. Sono un ufficiale superiore del Commando d'Azione per i Diritti Umani... » Il comandante Watkins atteggiò il labbro a una smorfia di cinismo sentendo quel titolo pomposo e ipocrita, ma rimase in silenzio a fissare la profondità dello spazio stellato illuminato dalla luna. «Questo aereo è passato sotto il mio comando. Per nessuna ragione dovete lasciare i vostri posti senza l'espressa autorizzazione di uno dei miei ufficiali: il mancato rispetto di questo ordine provocherà l'immediata distruzione dell'aereo e di tutte le persone a bordo, a opera di un potente esplosivo. »

inviato il 25/03/2019
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

L'isola del giorno prima

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Umberto Eco
L'isola del giorno prima
Euroclub 1995
10 righe da pagina 7:

Da quanti giorni vagava sulle onde, legato a una tavola, a faccia in giù di giorno per non essere accecato dal sole, il collo innaturalmente so per evitare di bere, riarso dal salmastro, certamente febbricitante? Le lettere non lo dicono e lasciano pensare a una eternità, ma si dev'essere trattato di due giorni al più, altrimenti non sarebbe sopravvissuto sotto la sferza di Febo (come immaginosamente lamenta) – lui così infermiccio quale si descrive, animale nottivago per naturale difetto.

inviato il 18/03/2019
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Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932)

Nome d'arte Doris Brilli: I casi del maresciallo Ernesto Maccadò

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10 righe da pagina 14:

«Doris che?»
«Brilli», ripeté l’appuntato Misfatti.
«Un momento», lo interruppe il Maccadò.
Dopodiché si alzò, sotto lo sguardo curioso dell’appuntato, e si diresse alla finestra. Una volta dato uno sguardo fuori, verso la sponda opposta del lago, borbottò tra sé.
Il Misfatti, ingolosito, la sua curiosità ben temperata.
Avrebbe potuto anche avere un cerotto sulla bocca, la domanda sarebbe uscita dalle orecchie.
«Cosa c’è?»
«Si vede un po’ di sole!»
Una risposta del piffero, sentenziò tra sé l’appuntato, roba da non credere.
Tra l’altro detta con un tono di infantile entusiasmo che sconcertava ancora di più.
E che diavolo, non l’aveva visto mai il sole?
Lui poi, che veniva dritto dalla Calabria!

inviato il 11/03/2019
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Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di marzo. Scegli da lunedì 18 febbraio a domenica 24 marzo, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

Le buone vecchie maniere. La nostalgia per un comportamento civile in un mondo cafone

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Lucinda Holdforth
Le buone vecchie maniere. La nostalgia per un comportamento civile in un mondo cafone
Tradotto da Elisabetta Stefanini
Orme Editore 2010
10 righe da pagina 11:

“Le buone maniere”, osservò Ralph Waldo Emerson, scrittore e filosofo americano, “sono fatte di piccoli sacrifici”. Un'idea antiquata che incontrò sicuramente i gusti del pubblico ottocentesco; ma penso che ben pochi aforismi siano meno adatti alla mentalità di oggi.
Viviamo in un'epoca decisamente antitetica all'idea di sacrificio. Be', in teoria, in linea di principio, in pubblico, siamo tutti favorevoli alle buone maniere, e concordiamo con convinzione sul fatto che bisognerebbe usarle di più. Soprattutto che gli altri debbano usarle di più.

inviato il 04/03/2019
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Leggermente in ritardo per motivi tecnici...Grazie Staff!!!

Cara Naty, ci proveremo :)

Chiedo cortesemente allo Staff...di verificare,credo di avere un libro incentivo "a credito" se sia possibile ...anche per me ricevere questo libro:Le buone vecchie maniere...sarei veramente contenta!!!Grazie!!!

E' una lettura interessante e divertente che fa pensare sul valore delle buone maniere, dovrebbe essere letto tutti, non farebbe male.

Da tempo lo guardo mi rende curiosa di leggerlo...

Grazie Staff per questo libro incentivo

Animali fantastici. I crimini di Grindelwald. Screenplay originale

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J.K. Rowling
Animali fantastici. I crimini di Grindelwald. Screenplay originale
Tradotto da Valentina Daniele, Carlo Cosolo
Salani 2018
10 righe da pagina 41:

Newt guarda di nuovo il guanto, che fa il gesto di stringergli la mano. Newt lo prende, si Smaterializzano entrambi e...
Scena 27
Est. Cupola di ST. Paul - Sera
… si Materializzano accanto a un mago sui quarantacinque anni, con l'aria di un dandy, con i capelli e la barba fulvi che cominciano a ingrigire. NEWT gli restituisce il guanto.
NEWT
(divertito)
Silente. Tetti che davano meno nell'occhio non c'erano?
SILENTE
(guardando la città)
Mmm. Quanto mi piacciono i panorami. Nebulus.
Una nebbia scende turbinando su Londra.
Si Smaterializzano.

inviato il 25/02/2019
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Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

Come il mare

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Wilbur Smith
Come il mare
Tradotto da Jimmy Boraschi
SuperPocket 1997
10 righe da pagina 27:

«Non sono ancora pronto » pensò. Non si era mai detto una cosa simile, in vita sua. Era sempre stato pronto per tutto. Ma non adesso, in un momento così delicato.
All'improvviso fu pervaso dallo sgomento. Si sentiva vuoto. In lui non c'era più nulla, né l'energia, né la fiducia, né la determinazione.
L'amarezza per la sconfitta inflittagli da Duncan Alexander, la disperazione per l'abbandono della donna che amava, lo avevano schiantato. Sentì la paura trasformarsi in panico: l'onda era arrivata, finalmente, ma lui non aveva la forza di cavalcarla egli sarebbe sfuggita.
L'istinto gli disse che era l'ultima onda, non ne sarebbero arrivate altre. O adesso o mai più. Ma non poteva rischiare, non l'avrebbe mai spuntata contro Jules Levoisin, non poteva sfidare il suo ex comandante.

inviato il 18/02/2019
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Grazie mille Staff

Ciao Giovanni, per Te un libro incentivo come finalista 10righe scelte da Voi utenti, nel mese di Febbraio. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Giovanni, sei nella finale di marzo, 10righe scelte da Voi utenti.

Grazie Staff e grazie Patti

Ciao Giovanni, sei nella finale di febbraio, 10righe scelte da Voi utenti.

Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Né a Dio né al Diavolo

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Aislinn
Né a Dio né al Diavolo
Gainsworth Publishing 2018
10 righe da pagina 13:

Tom spalancò di nuovo la porta. E rimase ammutolito a fissare uno sconosciuto alto almeno trenta centimetri più di lui, con i capelli neri e lo sguardo incazzato. Il tizio attese, reggendo due borse rigonfie per mano e degnandolo appena di un'occhiata sprezzante.
«Okay. Prego.» Tom si schiarì la gola e si scostò, lasciando che il tizio entrasse e posasse le sacche per terra. «Ehm. E tu saresti...?»
Gli tese la mano, ma quello non la strinse. «Lucifero» rispose, cercando Ivan con gli occhi.
«Uao. Bel nome, complimenti.» Tom si sarebbe lanciato in qualche battuta sulla scarsa fantasia – va bene i capelli lunghi e i vestiti neri, ma avrebbe potuto sforzarsi di più, se proprio voleva apparire demoniaco – solo che lo sguardo gli cadde su Ivan, sprofondato sul divano in salotto con le mani tra i capelli. Sembrava uno straccio vecchio.

inviato il 11/02/2019
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Aislinn pseudonimo di Sara Benatti (Biella, 22 febbraio 1982)

De profundis

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José Cardoso Pires
De profundis
Tradotto da Roberto Francavilla
Feltrinelli 2002
10 righe da pagina 40:

Del resto, la mancanza di memoria non l'ha solamente isolato dalla realtà oggettiva, ma l'ha fatto anche - potremmo dire - desistere dai sentimenti. Ha perso ogni stimolo all'approssimazione umana poiché, senza la cognizione dell'identità che ci colloca e ci definisce all'interno di un framework di esperienze e valori, nessuno può avere cognizione dell'importanza dei propri simili. Le loro virtù o i loro mali possono solo essere riconosciuti come significanti sentimentali in contrapposizione alla cognizione della nostra identità, cioè alla tradizione delle nostre pratiche di comunicazione sociale e alla nostra memoria culturale. A lui, la cui memoria si stava perdendo chissà dove, tutto questo era vietato.

inviato il 08/04/2019
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Benvenuto Domenico :)

José Cardoso Pires è nato a Lisbona il 2 ottobre 1925.

Se questo è un uomo

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Primo Levi
Se questo è un uomo
Einaudi 1992
10 righe da pagina 194:

I tedeschi non c'erano più.Le torrette erano vuote.
Oggi io penso che, se non altro per il fatto che un Auschwitz è esistito,nessuno dovrebbe ai giorni nostri parlare di Provvidenza:ma è certo che in quell'ora il ricordo dei salvamenti biblici nelle avversità estreme passò un vento per tutti gli animi.Non si poteva dormire;un vetro era rotto e faceva molto freddo.Pensavo che avremmo dovuto cercare una stufa da installare ,e procurarci carbone ,legna e viveri.
Sapevo che tutto questo era necessario,ma senza l'appoggio di qualcuno non avrei mai avuto l'energia di metterlo in atto.Ne parlai coi due francesi.
19 gennaio.I francesi furono d'accordo.
ci alzammo all'alba,noi tre-Mi sentivo malato e inerme avevo freddo e paura.
Gli altri malati ci guardarono con curiosità rispettosa:non sapevamo che ai malati non era permesso di uscire ....

inviato il 08/04/2019
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Grazie ,provvedo sicuramente,naty

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di aprile. Scegli da oggi 15 aprile a domenica 21 aprile, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

...aggiungo Grande scrittore!!!

Primo Levi nato il 31.Luglio 1919 -a Torino
Decesso il g.11.Aprile 1987.a Torino.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle

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Stuart Turton
Le sette morti di Evelyn Hardcastle
Tradotto da Federica Oddera
Neri Pozza 2019
10 righe da pagina 333:

Rashton ha affrontato decine di omicidi. Di solito non vengono esibiti in questa maniera: sono atti subitanei e impulsivi. Gli uomini trovano conforto nell’alcol dopo una dura giornata di lavoro, e smuovono l’acredine che si è accumulata in fondo ai loro animi. Scoppiano litigi, le mogli non ne possono più di ritrovarsi con un occhio nero e afferrano il coltello da cucina più a portata di mano. La morte colpisce nei vicoli e nelle stanze silenziose con il tavolo coperto da un centrino di pizzo. Cadono alberi, qualche poveraccio finisce schiacciato, gli arnesi sfuggono dalle dita. La gente muore com’è sempre morta, rapidamente, con impazienza o colpita dalla sfortuna; non così, non di fronte a un centinaio di persone in abito da sera. Che razza di mentalità ci vuole per trasformare un delitto in uno spettacolo?

inviato il 09/04/2019
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Settimana del libro: in Olanda se leggi viaggi gratis

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NOTIZIE
In Olanda se al controllore del treno fai vedere il libro che porti con te viaggi gratis. Questo accade durante il weekend della settimana del libro Boekenweek.
È dal 1932 che l’Olanda per sensibilizzare i connazionali dedica una settima ai libri, agli scrittori, ai festival letterari, alle presentazioni con autori internazionali. Secondo la tradizione tutti gli anni uno scrittore olandese importante scrive un libro che viene poi regalato nelle librerie a chi acquista un libro.
Di seguito il link per leggere l’articolo completo da cui abbiamo appreso la notizia: Siviaggia.it
https://siviaggia.it/wanderlust/olanda-treno-libro-viaggi-gratis/228584/...

inviato il 09/04/2019
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Ho letto l'articolo ,entusiasmante,un iniziativa ,da non trascurare ,anzi da seguirne l'esempio!!!

Trieste sottosopra

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Mauro Covacich
Trieste sottosopra
Editori Laterza
10 righe da pagina 90:

Io giocavo con Sergio, Marina, Ada e tanti altri. [...] Facevamo un sacco di casino, però, non so come dire, sapevamo stare al nostro posto. Erano gli adulti i protagonisti della vita - non come adesso -; noi, il nostro casino, lo facevamo sempre ai margini della scena. Mangiavamo sul tavolino più piccolo, litigavamo, ci picchiavamo, ridevamo, sempre tra di noi. Dai nostri genitori avevamo tutte le coccole del mondo, ma nessuno si sarebbe sognato di andare a disturbarli mentre giocavano a carte o chiacchieravano. Nessuno si sarebbe sognato di svegliare il papà [...] per chiedergli di giocare. Non perché il papà fosse cattivo, semplicemente perché il papà decideva lui quando giocare e al momento dormiva, punto.Erano gli adulti ad avere l'orologio, erano loro a stabilire i tempi, frignare non serviva a niente.

inviato il 10/04/2019
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Grazie!

Ciao Oliva, sei nella finale settimanale di apriel, 10righe scelte da Voi utenti.

Grazie, 10righe! Ho ricevuto l'agenda: è bellissima.

Maradona è amico mio

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Marco Ciriello
Maradona è amico mio
66thand2nd
10 righe da pagina 17:

Solo più tardi avrei scoperto che il calcio, oltre a essere fisiologia sociale, è distrazione, soprattutto dal dolore e dalla predominanza irreprimibile dell'irreversibilità del tempo.
I calciatori che smettono, escono dal campo, ci dicono che abbiamo un numero limitato di partite da giocare e alle quali assistere, e che avere una squadra che perde aiuta, avvicina, quasi religiosamente, al lessico della vita, con più sconfitte che vittorie; e se in mezzo, come in ogni fede che si rispetti, arriva anche un profeta a sovvertire tutto quello che sembrava insovvertibile, in una struttura che aveva nel dominio della classe nordica mondiale la sua normalità, allora sì, posso dire che valeva la pena vivere e soffrire.
E barattare la sicurezza per la fantasia.

inviato il 12/04/2019
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La bomba di Maradona

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Vincenzo Salemme
La bomba di Maradona
Baldini&Castoldi 2018
10 righe da pagina 10:

«Chesta è ’a bomba ’e Maradona.»
Disse il vecchio, mostrando al giovane l’involucro di carta spessa e lucida, color carta da zucchero. Sembrava una enorme caramella incartata artigianalmente. Il giovane lo prese tra le mani e lo soppesò. Il vecchio sorrise, seduto su una seggiola di quelle da spiaggia, col sedile di tela a strisce bicolori bianche e rosse. Aveva una sigaretta accesa tra le dita, incurante del pericolo. «Stateve attiente a’ sigaretta», gli disse infatti il giovane il cui viso era seminascosto dal cappuccio di flanella della sua tuta da sport, grigia.
Il vecchio sembrò non sentirlo.

inviato il 08/04/2019
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Vincenzo Salemme (Bacoli, 24 luglio 1957)

La Madonna col cappotto di pelliccia

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Sabahattin Ali
La Madonna col cappotto di pelliccia
Tradotto da Barbara La Rosa Salim
Fazi 2018
10 righe da pagina 109:

L'avevo cercata a lungo,per tutta la vita.
L'avevo attesa.
Avevo consacrato tutta la mia attenzione e il mio essere per trovare questa persona,l'avevo cercata ovunque,e avevo analizzato con attenzione clinica ogni donna che mi capitava di incontrare,sviluppando un talento quasi morboso.era impossibile che stessi commettendo un errore.
Mai prima di allora mi ero lasciato trarre in inganno dai miei sentimenti.Da sempre questi erano alla base di ogni mio giudizio iniziale,solo dopo entravamo in gioco la ragione e la mia esperienza di vita che finivano per offuscarlo spesso in modo fallace.Ma puntualmente,era la prima impressione quella giusta.A volte succedeva che esprimevo un giudizio positivo su una persona,ma conil tempo si rivelava sbagliato o viceversa.

inviato il 01/04/2019
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Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di aprile.

Grazie a te cara Naty

Un Grazie,allo staff per la gentilezza dedicatami , nell'invio del libro..."Le buone vecchie maniere".

Sabahattin Ali n.25.2.1907 Ardino -Bulgaria
d-2.4 .1948 Kirkiareli -Turchia

Il tuo sguardo illumina il mondo

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Susanna Tamaro
Il tuo sguardo illumina il mondo
Solferino 2018
10 righe da pagina 63:

Quando ho detto che tu e io eravamo opposti, ho detto una cosa vera, ma non del tutto. Pur da situazioni diverse, siamo partiti con lo stesso tipo di equipaggiamento. Non quello che ci ha fatto nascere in condizioni, luoghi e famiglie estremamente differenti tra loro.
no, il nostro equipaggiamento segreto, quello che ci ha uniti e resi simili fin dall'inizio, è stato il grande e incondizionato amore per la vita.
E' una contraddizione dire ho pensato spesso al suicidio e allo stesso tempo amo la vita più di ogni altra cosa?
No, è sbagliato l'assunto che sta alla base. Considerare cioè l'essere umano come un immoto monolite invece come una creatura fragile sempre in equilibrio precario sui burroni, i salti e le asperità della vita.

inviato il 01/04/2019
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Susanna Tamaro, Trieste 12 dicembre 1957

Nestor Burma e il mostro

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Léo Malet
Nestor Burma e il mostro
Tradotto da Federica Angelini
Fazi Editore 2018
10 righe da pagina 77:

Dopo essermi congratulato per la perspicacia, risposi che i effetti parlare in modo schietto era proprio la mia specialità: che la franchezza e io eravamo come dire marito e moglie, una sola cosa, e quindi mi levava un peso dallo stomaco, perché sapevo bene quanto fossi incapace di inventare bugie. Si limitò a considerare che credeva che gli scribbacchini avessero maggiore confidenza con la menzogna. Scoprii il maggior numero di denti possibile per fargli capire fino a che punto apprezzavo il suo humor.

inviato il 01/04/2019
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Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero

Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero 3 giorni 7 ore fa

Giancarlo Governi (Roma, 16 giugno 1939)

Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero 3 giorni 7 ore fa

Una volta per un pelo non la combinammo grossa. Si inaugurava lo stabilimento della De Laurentiis e Fanfani era venuto a mettere la prima pietra. De Sica era piazzato proprio dietro di lui. Allora io non resistetti e gli diedi una spinta, forte. De Sica perse l’equilibrio e il suo gran corpo andò a cadere sopra il piccolo Amintore. Ci fu un momento di gelo. Ma De Sica rialzandosi e aiutando il senatore a rimettersi in piedi, gridò verso di me: ‘è stato lui, è stato lui! Mi sta sempre a spigne. È tutta la vita che me spigne!’”

La bomba di Maradona

La bomba di Maradona 1 week 3 giorni fa

Vincenzo Salemme (Bacoli, 24 luglio 1957)

La forchetta, la strega e il drago

La forchetta, la strega e il drago 2 settimane 3 giorni fa

Christopher Paolini (Southern California, 17 novembre 1983)

L'orma del califfo

L'orma del califfo 3 settimane 3 giorni fa

Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Nome d'arte Doris Brilli: I casi del maresciallo Ernesto Maccadò

Nome d'arte Doris Brilli: I casi del maresciallo Ernesto Maccadò 3 settimane 3 giorni fa
Nome d'arte Doris Brilli: I casi del maresciallo Ernesto Maccadò 3 settimane 6 giorni fa

Grazie

Nome d'arte Doris Brilli: I casi del maresciallo Ernesto Maccadò 5 settimane 3 giorni fa

Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

L'isola del giorno prima

L'isola del giorno prima 4 settimane 3 giorni fa

Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932)

Le buone vecchie maniere. La nostalgia per un comportamento civile in un mondo cafone

Le buone vecchie maniere. La nostalgia per un comportamento civile in un mondo cafone 6 settimane 2 giorni fa

E' una lettura interessante e divertente che fa pensare sul valore delle buone maniere, dovrebbe essere letto tutti, non farebbe male.

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