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Pagina di Giovanni Pisciottano

Le Isole Dimenticate la Sardegna Impressioni di Viaggio

Gaston Vuillier
Le Isole Dimenticate la Sardegna Impressioni di Viaggio
Tradotto da Marco Maulu
Ilisso 2002
10 righe da pagina 144:

La scoperta della Sardegna è anche la scoperta delle sue città: piccole città, come Cagliari e Sassari, che a lungo si mantengono sui trentamila abitanti, che sono superati da Cagliari che tocca i cinquantunmila abitanti nel censimento del 1901, appena qualche anno dopo del viaggio del Vuillier. Il viaggiatore le visita con particolare attenzione, le sue passeggiate cagliaritane obbediscono a quella visione d’insieme che fa di Cagliari un vasto anfiteatro o un bastione di dieci colli che, percorso partendo da uno qualsiasi dei tre quartieri di Villanova, Stampace e Marina, porta alla sua vetta che è il Castello.

inviato il 17/05/2013
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La Sardegna e i Sardi

Charles Edwardes
La Sardegna e i Sardi
Tradotto da Lucio Artizzu
Ilisso 2000
10 righe da pagina 20:

Non soltanto il fascino mediterraneo, dunque, fu la molla che spinse molti scrittori inglesi a percorrere strade insicure o sentieri appena abbozzati nelle montagne della Sardegna; anche
un altro genere di attrazione – come si è visto – aveva agito da potente richiamo. Di certo, comunque, la vasta messe di opere letterarie (non tutte degne di sopravvivere al vaglio del tempo) che vuol raccontare agli uomini del Nord le bellezze solari di uno sconosciuto “pianeta”, contribuì a far conoscere la Sardegna in Europa e in America, in quel vasto mondo dell’English-speaking people.

inviato il 17/05/2013
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Steve Jobs

Walter Isaacson
Steve Jobs
Tradotto da Paolo Canton, Laura Serra, Luca Vanni
A. MONDADORI 2011
10 righe da pagina 61:

Adesso che avevano deciso di mettersi in affari, avevano bisogno di un nome. Jobs
aveva fatto un’altra capatina all’All One Farm, dove stava potando i meli Gravenstein, e Wozniak era andato a prenderlo all’aeroporto. Durante il viaggio fino a Los Altos, discussero delle possibili opzioni. Presero in considerazione alcune tipiche parole tecniche, come Matrix, e alcuni neologismi, come Executek, per poi vagliare dei nomi banali e privi di appeal come Personal Computers Inc. Avevano tempo fino al giorno dopo, quando Jobs avrebbe dovuto cominciare a riempire i moduli. Alla fine lui propose «Apple Computer». «Stavo seguendo in quel momento una delle mie diete a base di frutta ed ero appena tornato dal meleto» spiega. «Mi sembrava un nome simpatico, vivace, che non metteva in soggezione. “Apple”, mela, ammorbidiva la parola “computer”. Inoltre, sarebbe venuto prima di Atari nell’elenco telefonico.»

inviato il 29/04/2013
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Favole

Fedro
Favole
Tradotto da Angela Cerinotti
Demetra 1997
10 righe da pagina 78:

La volpe e l’uva
Una volpe, che aveva tanta fame,
mirava a dell’uva in una pergola
e si mise, per prenderla, a saltare.
Ogni sforzo fu vano: troppo in alto,
non le riuscì nemmeno di toccarla.
Così disse tra sé, allontanandosi:
“non è matura, acerba non la mangio”.

inviato il 06/04/2013
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Grazie :)

Giovanni, abbiamo condiviso le tue 10 righe sui social :)

Ogni angelo è tremendo

Susanna Tamaro
Ogni angelo è tremendo
Bompiani 2013
10 righe da pagina 7:

Sono nata in uno dei giorni con meno luce dell’anno, nel cuore più profondo della notte.
Soffiava una bora fortissima.
Bora scura, con neve e con ghiaccio. Soffiava ancora quando uscii dal sanatorio. La ripida salita che ci avrebbe condotto a casa era assolutamente impraticabile, così arrivai a destinazione affidata al precario equilibrio dei miei genitori.
Il vento li aggrediva alle spalle, sospingendoli in avanti con quelle raffiche improvvise e feroci che solo la bora sa dare mentre il ghiaccio rendeva ogni loro passo un miracolo di abilità.
I miei tre chili e un po’ di essere umano, avvolti come un cannolo da una coperta bianca, rosa e azzurra fatta da mia madre, alla fine furono messi in salvo.

inviato il 18/03/2013
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Il tuttomio

Andrea Camilleri
Il tuttomio
A. MONDADORI 2013
10 righe da pagina 7:

Giulio la sveglia sfiorandole appena un orecchio con le labbra e le sussurra:
«Ari, ti saluto, devo andare.»
Ha sentito, ha capito, ma non è in condizione di rispondere.
Giulio ripete, credendo di non averla svegliata:
«Ari, ciao, devo...»
«Ma che ore sono?» domanda lei con la voce impastata e gli occhi tenuti ostinatamente chiusi.
«Le sette e mezzo.»
«Dio mio!»
Per un istante continua a rifiutarsi alla coscienza, trincerandosi dietro lo schermo di un buio profondo.

inviato il 18/03/2013
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La figlia della fortuna

Isabel Allende
La figlia della fortuna
Tradotto da Elena Liverani
Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano 2002
10 righe da pagina 3:

Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di possederne due: un buon naso e una buona memoria. Il primo le servì per guadagnarsi da vivere e il secondo per potersene ricordare, se non con precisione, almeno con la poetica vaghezza degli astrologi. Quel che si dimentica
è come se non fosse mai successo, e i suoi ricordi reali o illusori erano talmente tanti che per lei fu come vivere due volte Diceva sempre al suo fedele amico, il saggio Tao Chi'en, che la sua memoria era come il ventre della nave su cui si erano conosciuti, buia e spaziosa, zeppa di casse, barili e sacchi in
cui si erano accumulati gli episodi di tutta la sua esistenza. Quando era sveglia faticava a trovare qualcosa in quel sommo disordine, ma poteva sempre farlo durante il sonno, proprio come le aveva insegnato Mama Fresia nelle dolci notti dell'infanzia, quando i contorni della realtà non erano che un tratto sottile di inchiostro pallido.

inviato il 18/03/2013
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Uno, nessuno e centomila

Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila
Garzanti 1993
10 righe da pagina 5:

«Che fai?» mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.
«Niente,» le risposi, «mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino.» Mia moglie sorrise e disse: «Credevo ti guardassi da che parte ti pende.» Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda: «Mi pende? A me? Il naso?» E mia moglie, placidamente: «Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.» Avevo ventotto anni e sempre ho allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente, come insieme tutte le altre parti della mia persona. Per cui m'era stato facile ammettere e sostenere quel che di solito ammettono e sostengono tutti coloro che non hanno avuto la sciagura di sortire un corpo deforme: che in altre parole sia da sciocchi invanire per le proprie fattezze.

inviato il 18/03/2013
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Grazie mille a Lantana Editore e allo staff di 10 Righe :)

Ciao! Le tue 10 righe sono state scelte da Lantana Editore all'interno del gioco "Allora un libro": ti viene quindi assegnato un libro incentivo! http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo.
Manda una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicando un recapito e specificando che hai vinto un libro in "Allora un libro" :)

Gomorra

Roberto Saviano
Gomorra
A. MONDADORI 2006
10 righe da pagina 11:

Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave.
Come se stesse galleggiando nell'aria, lo sprider, il meccanismo che
aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I
portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine
di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano
come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini
e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti,
l'uno sull'altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi
che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l'uno con
l'altro. Ecco dove erano finiti.

inviato il 18/03/2013
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Partecipo Allora un libro lettera R su http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo

Il mio amico Maigret

Georges Simenon
Il mio amico Maigret
Tradotto da Franco Salvatorelli
Fabbri Editore 2003
10 righe da pagina 4:

Il terzo giorno Maigret si augurava che un lavoro imprevisto gli impedisse di pranzare a casa. Ebbene, da quando la cognata aveva sposato Mouthon e la coppia veniva in visita ogni anno, mai una volta che gli fosse capitato uno di quei casi che ti costringono a rimanere fuori giorno e notte.
Il quinto giorno lui e la moglie cominciavano a scambiarsi sguardi angosciati. E i Mouthon si trattenevano almeno nove giorni, sempre gentili, carini, premurosi, discreti quanto più non si potrebbe, facendoti sentire un verme per il fatto che arrivavi a detestarli.
Con Mr Pyke succedeva la stessa cosa. Eppure erano solo tre giorni che l'inglese accompagnava Maigret in tutti i suoi andirivieni.

inviato il 18/03/2013
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Partecipo Allora un libro lettera G su http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo

Un Pezzo di Uomo

Kari Hotakainen
Un Pezzo di Uomo
Tradotto da Nicola Rainò
Iperborea 2009
10 righe da pagina 302:

Paavo è tornato ad essere Paavo, riflettè Salme. Più o meno. Qualche piccola rotella gli è andata fuori posto, ma che vuoi, non puoi pretendere di arrivare al traguardo tale e quale come eri alla partenza. Quella volta che con la Simca centrammo una buca, trovammo poi tutto il portabagagli a soqquadro. Ci sta come paragone? La verità è che la vita non fa sconti a nessuno, nemmeno a quelli che credono il contrario e cercano di guadagnare anni con i lifting. La grande falciatrice non perde tempo a esaminare le rughe in controluce, ma ci abbatte come fili d'erba con la sua lunga lama ricurva.

inviato il 11/02/2013
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NESSUN LUOGO E' LONTANO

RICHARD BACH
NESSUN LUOGO E' LONTANO
Tradotto da Pier Francesco Paolini
Biblioteca universale Rizzoli BUR 2011

Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: "Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa".
"Ma sicuro che vado, alla festa" dissi io. "Cos'è che ti riesce tanto difficile da capire?"
Lui non rispose niente, lì per lì, ma quando arrivammo alla casa del gufo, mi disse: può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?"

inviato il 11/02/2013
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Vero :) Lo sto scoprendo proprio in quest'ultimo periodo :)

Nessun luogo è troppo lontano per il nostro cuore

In questa edizione, non è presente il numero di pagina... mi spiace per la mancanza :)

20 poesie d'amore e una canzone disperata

Aleksander Puskin
20 poesie d'amore e una canzone disperata
Mariotti
10 righe da pagina 140:

E' QUI IL RISVEGLIO DELL'ANIMA

E' qui il risveglio dell'anima
ecco di nuovo a me ti riveli,
visione fugace,
spirito supremo di bellezza.
E il cuore freme ebbro di gioia
ed ecco già per lui risorti
dei,ispirazione.
vita,lacrime e amore.

"Ricordo l'istante prodigioso1825"

inviato il 11/02/2013
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Bentornata Mel Grazie ! per la gentilezza che esprimi per le mie10 righe... a te e tutti,un saluto ,naty

rieccomi naty anche su 10righe...bellissime queste di puskin...

UNO

Richard Bach
UNO
Tradotto da Annita Biasi Conte
BUR 1988
10 righe da pagina 171:

La notte era la piu' luminosa che mai avessi visto,le stelle turbinavano nelle ore in cui turbinano le stelle,luminose come quella notte passata con Le Clerc,nella Francia antica...
Conosci ciò che di te mostra la realtà dell'amore,e in ogni momento avrai il potere di trasformare il tuo mondo attraverso ciò che hai imparato.
Non aver paura,non sbigottirti all'apparire di colui che è tenebra,a quel mantello vuoto che è la morte.
Il tuo mondo è un illusione come qualsiasi altro.La tua identità nell'amore è realtà.e le illusioni non possono cambiare la realtà. Non dimenticarlo. Non importa ciò che sembra essere...
Non createvi la vostra realtà. Createvi la vostra apparenza.
tu hai bisogno del potere di leslie, lei ha bisogno delle tue ali.
Richie,è facile. Devi solo mettere a fuoco.

inviato il 11/02/2013
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:)

Tutta colpa di una "C" ma soprattutto mia,grazie !e scusate,anche se questo sono certa ha fatto ridere,e ridere fa bene!

Natalina ma che combini?! :) forte! :)) baci

BACH...ho sbagliato..corregete per favore,grazie!!!

Topi

Gordon Reece
Topi
Giunti
10 righe da pagina 7:

Andammo a vedere un mucchio di case insieme all'agente immobiliare, ma non appena scorgevamo tra gli alberi il tetto di un vicino o sentivamo il ronzio del traffico in lontananza, ci scambiavamo un'occhiata che depennava all'istante quella voce dalla lista. Ovviamente continuavamo con la visita e ascoltavamo pazienti le spiegazioni di rito: questa è la stanza principale - ecco un'altra stanza - questo è il bagno.
Ci sarebbe sembrato scortese non farlo, dopo che l'agente immobiliare ci aveva accompagnate fino in campagna, e per la mamma imporsi su quel damerino dai capelli leccati e il telefonino trillante sarebbe stata un'impresa impossibile.
I topi non sono mai scortesi. Non sono mai aggressivi.

inviato il 11/02/2013
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Che tu sia per me il coltello

David Grossman
Che tu sia per me il coltello
Mondadori

...e dormiremo abbracciati, la tua schiena contro il mio ventre.
E io stringerò le dita dei piedi attorno alle tue caviglie, come delle mollette, perché tu non possa volar via la notte. Saremo come un'immagine in un libro di scienze: un frutto tagliato a metà. Tu la buccia e io il torsolo

inviato il 11/02/2013
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Dolce come il cioccolato

Laura Esquivel
Dolce come il cioccolato
Garzanti

Sembrava che per uno strano fenomeno d'alchimia non solo il sangue di Tita ma tutto il suo essere si fosse sciolto nella salsa di rosa, nella carne delle quaglie e in ogni aroma del cibo e in questa maniera l'essere di Tita penetrava nel corpo di Pedro, voluttuoso, profumato, caldo e irresistibilmente sensuale. Sembrava che avessero scoperto un nuovo codice di comunicazione, nel quale Tita era l'emittente, Pedro il ricevente e Geltrude la fortunata, nella quale si sintetizzava questa relazione sessuale per mezzo del cibo.

inviato il 11/02/2013
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Tra la terra e il cielo - La vita segreta degli alberi

Nalini M. Nadkarni
Tra la terra e il cielo - La vita segreta degli alberi
Tradotto da Elena Bollati
Elliot 2010
10 righe da pagina 10:

"In questi giorni ho imparato che gli alberi non sono soltanto pali. Dovete imparare a trattare questi giganti come noi trattiamo gli anziani del villaggio, con grande attenzione e rispetto. Gli alberi per voi sono importanti quanto lo sono i nonni per noi perché vi insegnano molte cose". Le parole di Emil furono seguite da una lunga pausa; erano parole che assumevano un significato ancora più grande perché uscivano dalla bocca di un uomo che fino a una settimana prima non aveva termini per dire albero o foresta.

inviato il 11/02/2013
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ps: Emil è un inuit.

I fratelli Karamàzov

Fedor Dostoevskij
I fratelli Karamàzov
Tradotto da Alfredo Polledro
Newton Compton editori 2010
10 righe da pagina 368:

Alëša guardò per mezzo minuto la bara, il corpo che era disteso lì dentro, allungato, immobile, con un'icona sul petto ed il cappuccio con la croce a otto punte sulla testa. Era la sua voce quella che aveva sentito solo un momento prima,
e quella voce gli risuonava ancora negli orecchi. La sua anima in estasi era assetata di libertà, di ampi spazi, d'infinito. Sopra di lui la volta celeste, disseminata di quiete stelle luminose, si aprì immensa, sconfinata. Dallo zenit all'orizzonte si diramava, vaga, la via Lattea. Tutto era immobile e la notte fresca e tranquilla avviluppava la terra. Le torri bianche e le cupole dorate della cattedrale risultavano sullo sfondo di un cielo di zaffiro. I bellissimi fiori autunnali, che adornavano le aiuole intorno alla casa, si erano addormentati aspettando il mattino. Il silenzio della terra e del cielo erano una cosa sola, il mistero terrestre si univa a quello del firmamento... Alëša stava in piedi a contemplare e, a un tratto, come spinto da una forza, si gettò a terra.

inviato il 04/02/2013
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Lezioni di filosofia della religione

Friedrich Hegel
Lezioni di filosofia della religione
Tradotto da Stefania Achella
Guida 2003
10 righe da pagina 82:

La filosofia della religione è questo bilanciamento “l’infinito nel finito, il finito nell’infinito”, conciliazione dell’animo con la conoscenza, del sentimento religioso, del sentimento assolutamente saldo, con l’intelligenza. Questo è il bisogno della filosofia della religione, (…) In questa conciliazione si deve soddisfare la suprema esigenza della conoscenza , del concetto e della ragione; il conoscere, il concepire non possono cedere niente “certezza infinita e sostanziale, libertà” e, nella misura in cui qualcosa è determinato, certezza nella sua necessità e dipendenza “ della sua dignità ed eminenza, sapere, intellezione, convinzione.

inviato il 04/02/2013
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