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Pagina di Giovanni Pisciottano

Time Deal

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Leonardo Patrignani
Time Deal
De Agostini 2017
10 righe da pagina 25:

Questa era la vita di Julian Darrel, l’anno in cui ogni certezza si sgretolò per sempre. Questo il suo lavoro dietro le quinte del megastore di elettronica da quando, quattro anni prima, lui e la sorellina Sara erano rimasti orfani. Soli, senza nessuno a cui chiedere aiuto. Adesso la piccola, affidata in custodia a Julian, di anni ne aveva otto. Un fragile cucciolo che non si interrogava ancora su quanto fosse marcia la loro società. Ma capiva. Capiva come stava il fratello, capiva come la pensava. Julian era certo che comprendesse anche quella storia dell’eterna giovinezza – del resto ormai trionfava ovunque, in televisione, sui manifesti, nei discorsi della gente – e come molti ne fossero attratti. Da quando la TD Pharma, l’industria guidata dalla dinastia Werner, aveva esteso la vendita a tutte le classi sociali, abbassando drasticamen

inviato il 12/02/2018
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Grazie.

Ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/stoner-6

Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di febbraio. Scegli partendo da oggi 19 febbraio a domenica 25 febbraio, riportando qui nei commenti il link scelto.

Leonardo Patrignani (Moncalieri, 28 febbraio 1980)

Buona vita a tutti: I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione

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10 righe da pagina 32:

Allora perché parlare dei benefici del fallimento? Per il semplice fatto che il fallimento mi costrinse a eliminare tutto ciò che era superfluo. Smisi di illudermi di essere qualcosa che non ero e presi a incanalare ogni mia energia nel portare a termine l'unico lavoro che mi stava a cuore. Se davvero avessi avuto successo in qualcos'altro, forse non avrei mai trovato la forza di riuscire nell'unico campo a cui ero convinta di appartenere veramente. Con il realizzarsi della mia più grande paura mi ero ritrovata libera, ero ancora viva, avevo una figlia che adoravo, avevo una vecchia macchina da scrivere e un'ottima idea. E così il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui ricostruire la mia esistenza.

inviato il 05/02/2018
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Grazie mille :)

Ciao Giovanni, per Te un libro incentivo come finalista 10righe scelte dalla redazione. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale di febbraio 10righe scelte dalla redazione.

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

Red Knight. Il cavaliere rosso

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Miles Cameron
Red Knight. Il cavaliere rosso
Tradotto da Adriano Angelini
Fanucci 2017
10 righe da pagina 38:

Uccise tutti quelli che riuscì ad afferrare, fino a che i suoi artigli non furono ricoperti totalmente di sangue, gli arti dolenti. Molti urlarono, si ostacolarono, gli artigli a colpire alla cieca come un ariete assediato, e chiunque toccava, uomo o donna, veniva ucciso. Se avesse potuto avrebbe ucciso ogni essere umano del mondo. Il suo piccolo era morto. Il suo cucciolo era stato ucciso.
Quindi riuccise, e riuccise, e tutti scapparono in ogni direzione.
Quando non poté più acchiapparne, tornò indietro e sventrò i cadaveri, ne trovò alcuni ancora vivi e si assicurò che crepassero nel terrore.
Il suo cucciolo era morto.
Ma non ebbe tempo per piangere. Prima che gli umani potessero radunare i loro potenti arcieri e i loro mortali soldati vestiti d'acciaio, raccolse l'altro piccolo sopravvissuto, ignorò il dolore e la fatica e tutta la paura e il panico che sentiva così forte in quell'orrore monotono che erano i territori umani, e fuggì.

inviato il 29/01/2018
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Grazie Staff e grazie Barbara :)

Ciao Giovanni, le tue 10righe sono nella classifica finale del mese di febbraio. 10righe scelte da Voi utenti.

Miles Cameron, pseudomino di Christian Gordon Cameron (Pittsburgh, 16 Agosto 1962)

Mary Poppins ritorna

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P. L. Travers
Mary Poppins ritorna
Tradotto da Letizia Bompiani
Rizzoli 2015
10 righe da pagina 27:

Giovanna trasalì lievemente. «È successo qualcosa!» gridò. «Questo non è il nostro aquilone. È tutto diverso!»
Guardarono fissamente: era proprio vero. L’aquilone non era più verde e giallo. Aveva cambiato colore e ora era blu. Scendeva ondeggiando e ballonzolando.
All’improvviso Michele gettò un grido di gioia.
«Giovanna! Giovanna! Non è affatto un aquilone. Sembra... oh, sembra...»
«Riavvolgi il filo, Michele, riavvolgilo, presto!» esclamò Giovanna. «Non ce la faccio ad aspettare!»
Perché, ora, al di sopra degli alberi più alti, la figura all’estremità del filo era chiaramente visibile. Non c’era più traccia dell’aquilone verde e giallo, ma al suo posto si agitava una figura che sembrava a un tempo strana e nota, una figura che portava un abito blu con bottoni d’argento e un cappello di paglia guarnito di margherite. Sotto il suo braccio c’era un ombrello che aveva per manico una testa di pappagallo, una valigia scura pendeva da una mano, mentre l’altra si teneva saldamente all’estremità del filo che andava man mano accorciandosi.

inviato il 22/01/2018
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Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

Sonderkommando Auschwitz

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Shlomo Venezia
Sonderkommando Auschwitz
Tradotto da Maddalena Carli
Rizzoli 2009
10 righe da pagina 46:

Eravamo stravolti, intontiti dal viaggio e quelle improvvise quanto feroci urla, quel baccano infernale servivano proprio a destabilizzarci, a impedirci di capire cosa stava succedendo. Mi trovavo vicino alla porta e uscii tra i primi. Poiché il vagone era alto e il terreno in discesa, per scendere dal treno bisognava saltare. Per questa ragione rimasi lì accanto per aiutare mia madre che, sebbene non fosse anziana, era di certo duramente provata dal viaggio. Mentre aspettavo, un tedesco mi arrivò alle spalle e mi diede due colpi di bastone sulla testa talmente violenti che pensai mi avesse rotto il cranio. D’istinto tentai di proteggermi il capo con le mani e, poiché stava per colpirmi di nuovo, mi precipitai a raggiungere gli altri in fila. Cominciavano a picchiare fin dal primo momento; per sfogarsi, per crudeltà, per farci perdere qualsiasi punto di riferimento e costringerci a obbedire per paura, senza troppe storie. Ed è quello che feci anch’io. Quando mi voltai per cercare con lo sguardo mia madre, non era più lì. Non rividi più né lei né le mie sorelle, Marica e Marta.

inviato il 15/01/2018
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Shlomo Venezia (Salonicco, 29 dicembre 1923)

Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto

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Mitch Cullin
Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto
Tradotto da Giovanna Scocchera
Neri Pozza 2015
10 righe da pagina 13:

Tanto all’andata quanto al ritorno aveva percorso gli stessi, interminabili itinerari, perlopiù in compagnia di militari chiassosi, pochi dei quali riconoscevano l’anziano gentiluomo che cenava o sedeva accanto a loro (quel Matusalemme lento come una lumaca che si frugava in tasca alla ricerca di un cerino mai trovato, masticando in continuazione un sigaro giamaicano spento). Quei visi rubizzi si volgevano a lui solo nelle rare occasioni in cui un funzionario proclamava ad alta voce la sua identità, e allora lo scrutavano meravigliati perché, sebbene usasse due bastoni da passeggio, il suo corpo era ancora diritto, e il passare degli anni non aveva smorzato il grigio intenso degli occhi. I capelli candidi, folti e lunghi, come la barba, erano pettinati all’indietro, alla moda inglese.
«È vero? È proprio lei?»
«Temo di potermi fregiare ancora di quel titolo».
«Lei è proprio Sherlock Holmes? No, non ci credo».
«Poco male. Del resto fatico io stesso a crederci».

inviato il 08/01/2018
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Grazie.

Ho scelto queste 10righe http://scrivi.10righedailibri.it/i-melrose-0

Grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di gennaio. Scegli partendo da oggi a domenica 21 gennio 10righe che più ti piacciono riportando il link qui nei commenti.

Mitch Cullin (Santa Fe, 23 marzo 1968)

Tutto il tempo che vuoi

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Francesco Gungui
Tutto il tempo che vuoi
Giunti 2017
10 righe da pagina 118:

Quindi chiamo Viola.
«Aiuto» le dico con tono pacato ma allarmato.
«Che cosa?»
«Sono a cena a casa di Camilla.»
«Ah, grande, ti sei lanciato. Anche lei sta telefonando ai suoi amici invece di parlare con te?»
«Lei è già coi suoi amici, a tavola, in veranda.»
«E tu?»
«In cucina, da solo, ho appena servito il primo e sto preparando il secondo. Mi ha invitato qui per cucinare. Temo che mi abbia preso per un cuoco a domicilio. Cioè, non lo temo, a questo punto è così per forza.»
«E tu non le hai detto niente?»
«E che le dico? Ero qui, mi ha fatto vedere la spesa, ha detto che i suoi amici stavano arrivando…»
Viola rimane in silenzio qualche secondo, poi comincia a ridere.
«Ricordati che è colpa tua. È a casa tua che si è convinta che fossi uno chef a domicilio.»
«Quindi è merito mio. Ti ho trovato un lavoro. Quanto ti paga?»
«Oddio, è vero, mi vorrà pagare.»
«E quanto le chiedo? No, non le chiedo niente. E poi a un certo punto glielo spiego che non sono un cuoco.»
«Per forza.»

inviato il 02/01/2018
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Francesco Gungui (Milano, 9 luglio 1980)

Monochrome

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Alessandro Fusco
Monochrome
Scatole Parlanti 2017
10 righe da pagina 25:

E se ci tornasse? Se mi avesse chiesto come mi chiamo per...
È indecisa, ma sa che è tardi. Ci sono regole da rispettare, orari proibiti per muoversi da sola. Per Giorgia non esiste il tramonto come lo intendono le persone qualunque. Esiste un frammento del giorno fatto di tonalità confuse che, all'improvviso, si mescolano nel cielo fino a spegnere sul suo volto ogni luce e ogni forma. Il crepuscolo, la penombra, sono per lei un confine oltre il quale non può tentare la sorte.
Privata dalla nascita di ogni colore, i suoi occhi sono come due fiori delicati, che abbagliati dal sole, o dai fari di una macchina, possono portare alla morte. Il tempo passa. Ci pensa un po' su. Forse è il caso che torni a casa.

inviato il 27/12/2017
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Grazie.

Ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/la-ragazza-delle-perle

Ok, grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di dicembre, scegli da lunedì 1 gennaio a domenica 7 gennaio 10righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Alessandro Fusco (Borgomanero, 24 Gennaio 1974)

Cacciatori di diamanti

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Wilbur Smith
Cacciatori di diamanti
Tradotto da Attilio Veraldi
Superpocket 1997
10 righe da pagina 65:

Il Vecchio si drizzò nella persona. Parve riacquistare imponenza e sorrise. Ora parlò con calma, non ebbe bisogno d'alzare la voce:
“Va' via dal mio nido, cuculo. Vola via!”
A poco a poco Johnny cambiò espressione, il profilo della mascella s'indurì, sporse in fuori aggressiva. Tirò su le spalle e si cacciò le mani in tasca chiudendole a pugno.
Due ossuti martelli.
Annuì scuotendo il capo.
“Capisco.” Scosse di nuovo il capo, poi sorrise. Un sorriso, poco convincente, che gli storse solo la bocca e gli lasciò la cupezza negli occhi. “D'accordo, vecchio bastardo, ti farò vedere io.”
E lasciò la stanza senza voltarsi.
La soddisfazione, una profonda soddisfazione, quasi illuminò il viso del Vecchio. Gongolò, ma a un tratto gli venne meno il fiato. Cominciò a tossire e il dolore lo prese alla gola, violento. S'afferrò debolmente al bordo della scrivania.
Si sentì muovere dentro il ragno della morte, sentì le sue zampe che affondavano più profondamente nella gola e nei polmoni. Ebbe paura.
Lanciò un grido, di dolore e paura, ma nella vecchia dimora non c'era nessuno che potesse udirlo.

inviato il 18/12/2017
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Non è un paese per vecchi

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Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi
Tradotto da Martina Testa
Einaudi 2007
10 righe da pagina 24:

Moss raccolse la pistola, inserì la sicura col pollice e abbassò il cane. Si accovacciò e cercò di ripulire l'impugnatura dal sangue passandola sui pantaloni dell'uomo, ma il sangue era troppo rappreso. Si alzò, si infilò la pistola alla cintola dietro la schiena, spinse indietro il cappello e si tamponò la fronte sudata con la manica della camicia. Si girò e si mise a osservare la piana. Ritta accanto al ginocchio del morto c'era una pesante cartella di cuoio: Moss sapeva benissimo cosa c'era dentro e provava una paura che non arrivava neanche a capire.
Quando alla fine la prese in mano si allontanò di qualche passo, si sedette sull'erba, si tolse il fucile di spalla e lo posò lì accanto. Si sistemò con le gambe un po' aperte, il mitra in grembo e la cartella fra le ginocchia. Poi allungò la mano, slacciò le due fibbie, aprì la chiusura d'ottone, sollevò la patta e la piegò all'indietro.
Era piena fino all'orlo di banconote da cento dollari. Erano suddivise in mazzi, fermati con fascette da banca su cui era stampato il valore: 10.000 $.

inviato il 11/12/2017
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Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

Vendetta di sangue

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Wilbur Smith
Vendetta di sangue
Tradotto da Lucio Zarchini
Longanesi 2013
10 righe da pagina 28:

Per liberarla, Hazel aveva fatto leva su tutti i suoi contatti, anche ad altissimo livello, e sulle sue disponibilità economiche. Ma nessuno era riuscito ad aiutarla, neppure il presidente degli Stati Uniti. Nessuno era riuscito nemmeno a scoprire dove fosse tenuta prigioniera. Allora Hazel aveva messo da parte l’orgoglio e si era rivolta a quel soldato crudele, brutale e spietato che tanto odiava: Hector Cross.
Dopo avere scoperto che Cayla era prigioniera in una remota fortezza nei deserti africani, selvaggiamente torturata dai suoi sequestratori, Hector vi si era introdotto con i suoi uomini ed era riuscito a liberarla. In quella circostanza, Hazel si era accorta che Hector era una persona rispettabile, dai saldi principi morali, degna della massima fiducia.

inviato il 23/04/2018
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Il debito

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Glenn Cooper
Il debito
Tradotto da Barbara Ronca
Nord 2017
10 righe da pagina 161:

Quando Cal finì di leggere il resoconto dell'assassinio di Jean Sassoon, gli effetti della cena abbondantemente annaffiata dall'alcol erano scomparsi. Non si era mai sentito tanto sobrio in vita sua. Sapeva quanto aveva saputo Mayer Sassoon, cioè non molto. Chi aveva potuto compiere un gesto tanto ignobile? Ladri? Un mercante scontento? Antisemiti? O quella storia nascondeva ragioni ancora abominevoli? La Chiesa poteva essere coinvolta? Dopotutto, il debito era scomparso dagli annali della Storia.
Omicidi a Venezia.
Segni di un incendio alla Banca Sassoon.
Che le due cose fossero collegate?

inviato il 16/04/2018
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8 gennaio 1953 New York

La lampada di Psiche

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Marcel Schwob
La lampada di Psiche
Tradotto da Catherine Mc Gilvray
Fazi 2013
10 righe da pagina 90:

Ho desiderato un regno rosso. C’erano dei re insanguinati che affilavano le spade. Donne dagli occhi anneriti piangevano nelle giunche cariche d’oppio. Molti pirati sotterravano nella sabbia delle isole i forzieri pieni di lingotti. Tutte le prostitute erano libere. I ladri tagliavano le strade sotto il pallore dell’alba. Un gran numero di fanciulle si saziava di piaceri e di lussuria. Una compagnia di imbalsamatori dorava i cadaveri nella notte blu. I bambini desideravano amori lontani e omicidi sconosciuti. Le lastre del pavimento nelle saune erano cosparse di corpi nudi. Ogni cosa era soffregata di spezie ardenti e illuminata da ceri rossi. Ma quel regno è sprofondato sottoterra, e mi sono svegliato in mezzo alle tenebre.

inviato il 16/04/2018
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Marcel Schwob, nato a Chaville il 23 agosto 1867 e morto a Parigi il 26 febbraio 1905

Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle.

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10 righe da pagina 106:

Invece il terreno sottostante si pietrifica, diventa una lastra di marmo e cemento e ferro grezzo e sangue bollente. E in un attimo mi ritrovo in una spirale di pensieri negativi e di "no", tutto quello di cui il cervello ha bisogno per giustificare la mia inadeguatezza.
[...]
Oggi trovo assurdo non essermi dato tempo, perché quel momento è stato davvero l'inizio di una vita nuova. Avrei dovuto sedermi con l'altra parte di me su una spiaggia, al tramonto, offrirle una sigaretta e una birra e dirle che lo sforzo di cambiare pelle stava dando dei frutti, che andavano nutriti e fatti crescere con amore. Perché continuando a denigrarli non avrei potuto migliorarne il sapore; non avrei potuto raccogliere quelli più succosi e dolci e mi sarei dovuto accontentare, invece, dei primi, irregolari e acerbi.

inviato il 18/04/2018
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La peddi nova

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Ignazio Buttitta
La peddi nova
Sellerio
10 righe da pagina 27:

Quantu strati e paisi/ e citati canusciu/ e quantu treni/ a scìnniri ed acchianari;/ quantu facci d'omini/ di fimmini/ di picciriddi chi salutanu,/ e lu trenu chi passa/ e li robbi stinnuti/ e li trizzi di l'agghia a la finestra./ Quantu strata/ cu li pedi chi dòlinu,/ quantu mpnciuti/ supra sidili di petra/ cu l'ammogghiu vicinu/ e li carusi/ ca passanu a taliari/ pi capiri cu sugnu./ Quantu notti e quantu voti/ cuntari li picciuli/ cu la manu/ nnispacchetta

inviato il 19/04/2018
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Benvenuto Filippo :)

Era una città

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Thomas B. Reverdy
Era una città
Tradotto da Tania Spagnoli
Edizioni Clichy 2017
10 righe da pagina 65:

GEORGIA
Sei tutto quello che mi resta, Charlie.
Sai, quando tua madre se n’è andata, l’ho vista in sogno. Era in riva al fiume. Niente topaie di Black Bottom, no, niente vialetti di fango e polvere e quelle casette sporche una accanto all'altra, quell'odore insopportabile e quelle dannate falene, sai, Charlie, le mosche di maggio che vengono a morire in sciami appiccicosi sulle strade e sui marciapiedi e che schiacciamo a milioni appena mettiamo piede fuori, no, era più lontano, in un posto fuori città. Ho visto tua madre in sogno la notte che se n’è andata via di casa, in riva al fiume, ma non in città. Era da qualche parte a nord, nel punto dove il fiume nasce dal grande lago. Non so cosa voglia dire, Charlie. Non sono mai stata portata per queste cose. Ma so quello che ho visto. Ero laggiù, ignoro cosa ci facessi. Passeggiavo.

inviato il 19/04/2018
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Ossa di corallo

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Filippo D'Attardi
Ossa di corallo
Eretica Edizioni
10 righe da pagina 38:

Su terrazze di maioliche/ roventi nell'estati l'arco/ teso delle reni forti e/ seni colmi, dietro teli/ damascati e lino come/ orpelli bianchi alla purezza/ nulla più desiderai se/ non l'averti nuda./ I passi scalzi su fantasie/ d'acerbo alle dita e smalti/ da non lasciare posto a/ nessun più dolce smarrimento/ divoravo istanti ed occhi/ come neri gelsi da canestro./ Non le parole più smaniavo/ o le tue tenere utopie,/ le fantasie, l'amore appeso,/ le calcolate ingenuità./ Bastavi nuda alle mie/ voglie, alle certezze, agli/ atti estremi del coraggio/ tolte le vesti./ Ritorna ancora, ritorna/ adesso desiderosa e/ muta a nudità solive/ ed aspre come memorie/ queste, risorte, credute/ morte, sepolte da costumanza/ ammodo ed ombre./ Ritorna, alle terrazze d'insulari giovinezze/ nuda nel sole senz'altra/ favola che la bellezza./

inviato il 19/04/2018
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L'isola di Arturo

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Elsa Morante
L'isola di Arturo
ET Einaudi
10 righe da pagina 67:

"Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c'è chi nasce ape, e chi nasce rosa. Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo all'arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l'ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l'ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri."

inviato il 20/04/2018
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Il Richiamo del Cuculo

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Robert Galbraith
Il Richiamo del Cuculo
Salani Editore
10 righe da pagina 28:

Robin afferrò la porta prima che si chiudesse sullo squallido ingresso. Una scala di metallo vecchio stile si avvitava attorno alla gabbia di un ascensore ugualmente antiquato. Tutta concentrata a evitare che i tacchi alti le si impigliassero nella griglia delle scale, arrivò al primo piano e, dopo aver passato una porta con un’insegna di metallo laminata e incorniciata che diceva Crowdy Graphics, continuò a salire. Solo quando ebbe raggiunto la porta di vetro al piano soprastante Robin si rese conto, per la prima volta, di quale fosse il lavoro per cui era stata richiesta. Nessuno all'agenzia gliel'aveva detto. Il nome che aveva letto sul foglietto attaccato al citofono era inciso sulla porta a vetri: C.B. Strike e, sotto, le parole Investigatore privato.

inviato il 20/04/2018
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Fairy Rain, anno di edizione e nome del traduttore?

Il lato oscuro dell'addio

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Connelly Michael
Il lato oscuro dell'addio
Tradotto da Alfredo colitto
Piemme 2018
10 righe da pagina 162:

Anche se non sapeva come era arrivata negli stati uniti , immaginava che non fosse stato facile e , ciò che lo toccava era la sua decisione di restare,anche a costo di mantenere il silenzio su una violenza sessuale. I politici potevano parlare quanto volevano di costruire muri e prolungare leggi sempre più severe per il controllo dell'immigrazione,ma alla fine erano solo simbolo.E non potevano fermare le persone,proprio come i moli in pietra al porto non fermavano le maree.Niente poteva arginare la speranza e il desiderio.

inviato il 16/04/2018
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Vendetta di sangue

Vendetta di sangue 3 ore 57 min fa

Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Acciaio

Acciaio 4 ore 54 sec fa
Acciaio 6 giorni 20 ore fa

Grazie

Acciaio 2 settimane 5 ore fa

Silvia Avallone (Biella, 11 aprile 1984)

La legge del deserto

La legge del deserto 1 week 3 ore fa

Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Carte in tavola

Carte in tavola 1 week 3 ore fa
Carte in tavola 1 week 3 giorni fa

Grazie

Carte in tavola 2 settimane 6 giorni fa

Dame Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan, nota come Agatha Christie (Torquay, 15 settembre 1890)

Vivere per scrivere: 40 romanzieri si raccontano

Vivere per scrivere: 40 romanzieri si raccontano 2 settimane 4 giorni fa

Doppiamente grazie :)

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban 2 settimane 6 giorni fa

Anche io ho la prima edizione, poi ho la signature edition con cofanetto in inglese ed ora sto comprando questa versione illustrata :)

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