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Pagina di Giovanni Pisciottano

Il figlio dell'oscurità

immagine copertina
Terry Brooks
Il figlio dell'oscurità
Tradotto da Gaetano Luigi Staffilano
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 23:

Poi il centro del Perno dell'Ade esplose verso il cielo in un enorme geyser da cui emerse una gigantesca sagoma scura. Ammantata nelle vesti nere tipiche dei Druidi, si librò sullo specchio d'acqua come se non avesse peso. Pareva incorporea e tuttavia la sua oscurità era più intensa della notte che la circondava. Tutte le altre minuscole ombre fuggirono ai bordi del lago e rimasero lì, al sicuro in disparte, mentre le acque continuavano a sibilare e a emettere vapore. Paxon osservò l'entità andare lentamente verso Aphenglow Elessedil. Fluttuava, con il corpo e le membra immobili sotto le vesti. Il cappuccio gli nascondeva completamente il volto. Quando si fermò a qualche passo da lei, l'Ard Rhys alzò le braccia e le protese in un gesto di saluto.
“Allanon!” chiamò audacemente. “Sono pronta!”

inviato il 08/05/2017
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Terry Brooks (Sterling, 8 gennaio 1944)

La lama del Druido supremo

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Terry Brooks
La lama del Druido supremo
Tradotto da Gaetano Luigi Staffilano
A. MONDADORI 2015
10 righe da pagina 40:

Arcannen si stava già muovendo. Si raggomitolò su se stesso, come se fosse sul punto di crollare, poi protese violentemente le braccia e una maligna luce nera scaturì dalla punta delle sue dita, saettando nello spazio che lo separava da Paxon.
Il ragazzo, agendo senza riflettere, alzò di scatto la spada per deviare l'attacco.
In quell'istante accadde qualcosa di strano. Un'ondata di calore esplose dentro di lui e la spada nera prese vita: divenne splendente come uno specchio, mentre lungo tutto il metallo della lama si intrecciavano serpi verdastre. Fu un fenomeno improvviso, talmente rapido che Paxon ebbe solo una frazione di secondo per rendersene conto, prima che magia dello stregone lo colpisse e lo scagliasse nel corridoio, mandandolo a sbattere contro la parete opposta.
L'attacco di Arcannen tuttavia non lo ferì in alcun modo.

inviato il 02/05/2017
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Terry Brooks (Sterling, 8 gennaio 1944)

Robin Hood

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Alexandre Dumas
Robin Hood
Tradotto da Vito Cosumano
DeAgostini 2016
10 righe da pagina 96:

“Benissimo, milord. Ora potete andarvene, ma non vorreste, prima, mangiare qualcosa... o bere un bicchiere di vino con noi?”
“No” rispose secco il vescovo.
“Davvero non volete né bere né mangiare, milord?”
“Non ho né fame né sete. Desidero solo andare via, ecco tutto. Non trattenetemi oltre.”
“Quand'è così” aggiunse Little John in tono beffardo “eccovi il conto.”
“Il conto?” ripeté il vescovo spalancando gli occhi. “Come sarebbe? Non ho né bevuto né mangiato.”
“Oh, non importo” rispose Little John in tutta tranquillità. “Dal momento che siete nostro ospite, dovete dividere le spese con noi. I vostri cavalli, almeno loro, hanno mangiato qualcosa, no?”
“prendete quello che volete e lasciatemi andare” rispose spazientito il vescovo.
“La borsa, signore, è sempre al solito posto?” chiese Little John.

inviato il 24/04/2017
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Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di Aprile.

Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802)

L'ultima stella

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Rick Yancey
L'ultima stella
Tradotto da Elisabetta Spediacci
Mondadori 2016
10 righe da pagina 23:

L’uomo lo fissa per un attimo molto lungo e molto sgradevole, fermo immobile a eccezione delle mascelle che impastano la gomma già insapore.
“Sarò sincero con lei, Padre» dice in tono piatto. «In questo momento avrei voglia di ucciderla.”
Il prete annuisce cupo. “Purtroppo può succedere. Quando la verità tocca nel vivo.”
Cauto, prende il coltello dalla mano tremante dell’altro. Poi gli tocca la spalla.
L’uomo sobbalza, ma non si tira indietro. “E quale sarebbe la verità?” sussurra.
“Questa” risponde il piccolo prete, e gli affonda il coltello nel petto.
La lama è affilatissima: penetra nella maglia senza sforzo e, scivolando tra le costole, si conficca nel cuore per dieci centimetri.
Il prete tira l’uomo verso di sé e gli dà un bacio in fronte. “Dio ti conceda il perdono e la pace.”

inviato il 18/04/2017
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Rick Yancey (Miami, 4 novembre 1962)

La quinta onda

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Rick Yancey
La quinta onda
Tradotto da Elisabetta Spediacci
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 15:

Forse, penso a volte, sono l’ultimo essere umano sulla Terra.
Allora sono anche l’ultimo essere umano dell’universo.
Lo so, è un’idea stupida. Non possono aver ucciso tutti… non ancora. Ma per come la vedo io, alla fine ci riusciranno. Del resto, è così che gli Altri vogliono che io la veda. Ricordate i dinosauri? Ecco.
Quindi magari non sono l’ultimo essere umano sulla Terra, ma uno degli ultimi sì. Completamente sola, e con ogni probabilità destinata a restarlo, finché la Quarta Onda non mi piomberà addosso trascinandomi sotto.
È uno dei pensieri che mi assillano di notte. Quelli della serie “Oddio, sono fregata” che mi prendono alle tre di mattina. Quando, troppo terrorizzata per chiudere gli occhi, mi raggomitolo su me stessa in preda a una paura così tremenda che devo fare uno sforzo cosciente per respirare e impedire al mio cuore di smettere di battere. Quando il cervello mi abbandona e comincia a saltare come un CD rigato. “Sola, sola, sola, Cassie, sei sola.”

inviato il 10/04/2017
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Rick Yancey (Miami, 4 novembre 1962)

L'angelo

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Sandrone Dazieri
L'angelo
Mondadori 2016
10 righe da pagina 24:

Colomba avviso via radio Centro che procedeva con l’ispezione, poi come chi l’aveva preceduta cerco il battito sul collo del capotreno e, come chi l’aveva preceduta, non lo trovo: la pelle del morto era viscida e fredda. Mentre chiedeva a Centro se stessero arrivando il medico legale e il magistrato di turno, si accorse di uno strano sottofondo sonoro. Trattenendo il respiro, capi che era composto da almeno una mezza dozzina di cellulari che suonavano tutti assieme, in una cacofonia di trilli e vibrazioni. Proveniva da oltre la porta dello scompartimento di lusso, quello con poltrone in vera pelle e pasti precotti firmati da uno chef televisivo.
Attraverso il vetro lattiginoso, Colomba scorse le luci verdastre degli schermi dei cellulari che pulsavano proiettando lunghe ombre. Non era possibile che fossero tutti apparecchi dimenticati, e l’unica spiegazione che le venne in mente sembrava troppo mostruosa per essere vera.
Ma lo era, Colomba lo capi quando forzo la porta scorrevole e venne assalita dalla puzza del sangue e degli escrementi.
I passeggeri della Top erano tutti morti.

inviato il 03/04/2017
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Prego :)

Giovanni, grazie! Anche questo era segnato come giorno critico. :))

Sandrone Dazieri, all'anagrafe Sandro Dazieri (Cremona, 4 novembre 1964)

The Walking dead: La Discesa

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Jay Bonansinga, Robert Kirkman
The Walking dead: La Discesa
Tradotto da Vania Vitali
Panini Comics 2015
10 righe da pagina 11:

Chiuso nel fetore rancido del canale di scolo, il contadino morto sbava alla prospettiva di tessuti viventi che si avvicinano. Si muove verso la parete, serrando le mascelle e digrignando i denti; e allunga le mani alla cieca verso la luce del giorno che filtra dalla grata. Dalle feritoie, distingue l’ombra di sette umani vivi.
Accidentalmente il suo piede destro finisce per infilarsi in un buco del muro che sta cadendo a pezzi.
Gli erranti non sanno arrampicarsi; non obbediscono a nessun altro istinto che a quello di divorare; non conoscono richiami senzienti se non la fame; ma in quel momento, l’appiglio invisibile gli basta per issarsi, quasi senza accorgersene, fino alla grata rotta dalla quale è caduto. E quando i suoi occhi bianchi raggiungono la bocca del tombino, la creatura posa il suo sguardo ferino sulla figura più vicina del gruppo. È una ragazzina di circa otto o nove anni, vestita di stracci e con un’espressione compita sul viso tutto sporco; cammina a fianco di Lilly.

inviato il 27/03/2017
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Robert Kirkman (Richmond, 30 novembre 1978) ,

A cantare fu il cane

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Andrea Vitali
A cantare fu il cane
Garzanti 2017
10 righe da pagina 133:

“Vi consiglierei di fare come fanno tutti. Tutti quelli che devono andare a Somacchia, ovvio”, disse.
Scendere a Samolaco e poi applicare l’undicesimo comandamento.
Cioè arrangiarsi.
Il Misfatti acquisì l’informazione senza batter ciglio. Ma guardò per un lungo istante il bigliettaio, come volesse fargli una fotografia, per imprimersi bene nella memoria la sua faccia di merda.
Gli augurò tra sé di capitargli sottomano in un prossimo futuro, dopodiché gliel’avrebbe raccontata lui la favoletta dell’undicesimo comandamento. Poi si avviò verso il piazzale esterno della stazione cominciando ad avvertire il fastidio dei rivoli di sudore che gli correvano lungo la schiena impregnando vieppiù la camicia.

inviato il 20/03/2017
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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

La figlia femmina

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Anna Giurickovic Dato
La figlia femmina
Fazi Editore 2017
10 righe da pagina 11:

Il corpo di un uomo che sussulta, si muove, crea quel calore che Maria non conosce, che non dovrebbe conoscere. Poi si ferma, si abbandona. Lei non sa perché, non sa cosa accade, ma non ha il coraggio di chiederlo, di domandare alla sua mamma il significato di quella notte. Il papà si aggiusta la tunica e le augura la buonanotte. Non le dà un bacio, questa volta, e se ne va in fretta. La porta si chiude. Per qualche minuto Maria resta immobile. Poi controlla se è tutto a posto, sistema il pigiamino e si rannicchia sul fianco, come un uovo. Accende la lucina e prova a prendere sonno, ora non ha più paura.

inviato il 13/03/2017
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Grazie Staff :)

Giovanni sei finalista del mese di Marzo, 10 righe scelte da Voi utenti. Per te un libro incentivo. Manda i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie...

Ho scelto queste 10righe http://scrivi.10righedailibri.it/ortiche

Grazie Staff :)

Il bambino magico

immagine copertina
Maria Paola Colombo
Il bambino magico
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 119:

Certe volte fanno questo gioco: si mordono l’un l’altro, per provare la resistenza. Chi morde stringe la carne, finché chi è morso non urla. Più profondo è il segno che resta, più sei bravo a sopportare il dolore, e forte.
Così Miriam morde Moussa, ma non più che può. Basta poco per lasciare lividi sulle sue braccia. Per questo Moussa vuole sempre giocare a questo gioco, perché ne esce meglio di tutti.
“Di più” dice, guardando le labbra di Miriam serrate intorno al suo avambraccio.
“Mi fa male la bocca, hai vinto.” Si stacca, lasciando saliva e un arco impresso.
Vanno avanti a mordersi per un po’. Strillare, ridere. La sera, a ciascuno di loro, piace guardare le cicatrici che si sono lasciati, come marchi di coraggio e appartenenza.
“Ho pensato una cosa” dice Miriam. “Andremo nella terra dei bianchi, in Italia. Ma non ora, prima dobbiamo allenarci ancora.”

inviato il 06/03/2017
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Tenera è la notte

immagine copertina
Francis Scott Fitzgerald
Tenera è la notte
Tradotto da Fernanda Pivano
Einaudi 2005
10 righe da pagina 9:

Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda: dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là.
L'albergo e quel luminoso pezzetto di stuoia che era la spiaggia, erano una cosa sola. La mattina presto l'immagine lontana di Cannes, il rosa e crema delle vecchie fortificazioni, le Alpi purpuree che cingevano l'Italia, venivano gettate nell'acqua e giacevano tremolanti nei gorghi e negli anelli spinti alla superficie dalle piante marine attraverso la limpida acqua bassa.

inviato il 20/07/2017
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Francis Scott Fitzgerald (Saint Paul 1896 – Los Angeles 1940), scrittore statunitense.

Il dottor Zivago

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Boris Pasternak
Il dottor Zivago
Tradotto da Pietro Zveteremich
Feltrinelli 2013
10 righe da pagina 248:

Al pensiero di rivedere Lara, si sentì impazzire dalla felicità. Il cuore gli batteva forte e, immaginando l'incontro, ne viveva tutti i particolari. Case di legno, marciapiedi di assi della periferia. Andava da lei. Nella via Novoslàvochnyj, gli spiazzi deserti e le costruzioni di legno finivano, cominciava la parte di pietra. Le casette del suburbio sfilavano, balenavano via come le pagine di un libro sfogliato in fretta, non come quando le volti con l'indice, ma come si fa col polpastrello del pollice sul taglio, quando le fai scorrere tutte insieme con un fruscio. Sembra che il cuore sia sospeso. Ecco, lei abita lì, all'angolo, sotto il bianco riflesso del cielo di pioggia, fattosi chiaro verso sera. Come le ama quelle casette lungo la strada che porta da lei! Vorrebbe raccoglierle da terra con la mano e baciarle!

inviato il 20/07/2017
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Boris Pasternak (Mosca 1890 – Peredelkino 1960), scrittore e poeta russo.

Poetica

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Aristotele
Poetica
Tradotto da Guido Paduano
Editori Laterza 2011
10 righe da pagina 19:

Da quanto si è detto risulta chiaro che compito del poeta non è dire ciò che è avvenuto ma ciò che potrebbe avvenire, vale a dire ciò che è possibile secondo verosimiglianza e necessità. Lo storico e il poeta non differiscono tra loro per il fatto di esprimersi in versi o in prosa - si potrebbero mettere in versi le storie di Erodoto, e in versi come in prosa resterebbero comunque storia -, ma differiscono in quanto uno dice le cose accadute e l'altro quelle che potrebbero accadere. Per questo motivo la poesia è più filosofica e più seria della storia, perchè la poesia si occupa piuttosto dell'universale, mentre la storia racconta i particolari.

inviato il 19/07/2017
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Aristotele, sommo filosofo greco (Stagira, 384 a. C. - Calcide, 322 a. C.)

Lessico Famigliare

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Natalia Ginzburg
Lessico Famigliare
Einaudi 1963
10 righe da pagina 203:

(Pavese) ascoltava, tuttavia, con vivo piacere. Aveva sempre, nei rapporti con noi suoi amici, un fondo ironico, e usava, noi suoi amici, commentarci e conoscerci con ironia; e questa ironia, che era forse tra le cose più belle che aveva, non sapeva mai portarla nelle cose che più gli stavano a cuore, non nei suoi rapporti con le donne di cui si innamorava, e non nei suoi libri: la portava soltanto nell'amicizia, perché l'amicizia era, in lui, un sentimento naturale e in qualche modo sbadato, era cioè qualcosa a cui non dava un'eccessiva importanza. Nell'amore, e anche nello scrivere, si buttava con tale stato d'animo di febbre e di calcolo, da non saperne mai ridere, e da non essere mai per intero se stesso: e a volte, quando io ora penso a lui, la sua ironia è la cosa di lui che più ricordo e piango, perché non esiste più: non ce n'è ombra nei suoi libri, e non è dato ritrovarla altrove che nel baleno di quel suo maligno sorriso.

inviato il 19/07/2017
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I Malavoglia

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Giovanni Verga
I Malavoglia
Acquarelli
10 righe da pagina 59:

La Mena, appoggiata alla porta della cucina, colla faccia nel grembiule, si sentiva il cuore che gli sbatteva e gli voleva scappare dal petto, come quelle povere bestie che teneva in mano. La dote di Sant'Agata se n'era andata colla Provvidenza, e quelli che erano a visita nella casa del nespolo pensavano che lo zio Crocifisso ci avrebbe messo le unghie addosso. Alcuni se ne stavano appollaiati sulle scranne, e ripartivano senza aver aperto bocca, da veri baccalà che erano; ma chi sapeva dir quattro parole, cercava di tenere uno scampolo di conversazione, per scacciare la malinconia, e distrarre un po' quei poveri Malavoglia i quali piangevano da due giorni come fontane.

inviato il 18/07/2017
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Tutti i racconti

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Katherine Mansfield
Tutti i racconti
Tradotto da Maura Del Serra
Newton e Compton 2012
10 righe da pagina 474:

“Che vi succede? Ma ragazze, pensate qualche cantate. Usate l'immaginazione. «Cariche di fiori. Ceste di frutta e nastri alle scarpette. E felicitarci»” Miss Meadows s'interruppe. "Via quell'aria dolente, ragazze. Questo bisogna cantarlo con calore, con allegria, con vigore. Felicitarci. Ricominciamo. Svelte. Tutte insieme. Avanti!"
E questa volta la voce di Miss Meadows superò tutte le altre, piena, fonda, accesa di sentimento. [“La lezione di canto”]

inviato il 17/07/2017
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Katherine Mansfield (Wellington 1888 – Fontainebleau 1923), scrittrice neozelandese.

Il denaro

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Émile Zola
Il denaro
Tradotto da Fabio Grassi
Sellerio 2017
10 righe da pagina 19:

A quell'ora in cui la gente pranzava, era quasi vuota: sotto gli ippocastani, di un verde tenero e fresco, le panchine restavano libere; lungo la cancellata alla stazione delle vetture la fila dei fiacre si allungava, da un capo all'altro; e l'omnibus della Bastiglia si fermava all'ufficio, all'angolo del giardino, senza né lasciare né prendere passeggeri. Il sole cadeva a piombo, l'edificio ne era inondato, con il suo colonnato, le sue statue, la ampia scalinata, in cima alla quale c'era solo un esercito di sedie, schierato in bell'ordine.

inviato il 17/07/2017
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Émile Zola (Parigi 1840 – Parigi 1902), scrittore francese.

poesie

Fidanka Georgieva Kostadinova
poesie
Autopubblicato
10 righe da pagina 56:

Tu sei una parte di me,
la parte migliore sei tu,
guardo nei tuoi occhi il blu,
il profondo del mare vedo nei tuoi occhi.
Sto iniziando un lungo viaggio,
il mondo infinito trovo dentro di te,
un anima vestita in velo
balla un ballo appassionato
sorride a me.
Una domanda precisa si legge

inviato il 17/07/2017
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Un battito d'ali

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Sveva Casati Modignani
Un battito d'ali
Mondadori 2017
10 righe da pagina 113:

Nell'arco di un 'ora, il principe Orsini mi fece un ritratto impietoso di una parte della mia città che non immaginavo potesse esistere. Io pensavo ai tanti cortigiani che, fino a quando lui era potente erano vissuti del suo denaro, adulandolo in ginocchio e un attimo dopo la sua caduta, lo avevano vilmente dimenticato.
Pensai all'amarezza e domandai :Principe non ha rimpianti?
"Ho solo rimorsi, ma li tengo per me", replicò con il solito sorriso mite e disarmante. Quindi spiegò:" Sono stato educato per essere un signore il mio mondo è in declino, mi sembra una buona cosa defilarmi". Era nato principe e tale sarebbe rimasto, anche se aveva perduto cariche e appannaggi e viveva della generosità di un amico. "Ha mai letto Proust? La Recherche?", domandò.
"Si, certamente. Volevo laurearmi in letteratura francese", risposi.
"Lo rilegga ora che sta osservando dallo spiraglio di una porta il mondo che lui racconta. Capirà molte cose sui vizi e sulle virtù del bel mondo".

inviato il 17/07/2017
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Grazie!!!

Corretto cara Naty :)

Allo Staff..l'autrice si chiama :"Modignani",chiedo venia per l'errore...naty

Sveva Casati Modignani è nata il 13 luglio 1938 a Milano

Uno, nessuno e centomila

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Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila
Acquarelli
10 righe da pagina 20:

Avrei potuto, è vero, consolarmi con la riflessione che, alla fin fine, era ovvio e comune il mio caso, il quale provava ancora una volta un fatto risaputissimo, cioè che notiamo facilmente i difetti altrui e non ci accorgiamo dei nostri. Ma il primo germe del male aveva cominciato a metter radice nel mio spirito e non potei consolarmi con questa riflessione.

inviato il 17/07/2017
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Jay Asher (Arcadia, 30 settembre 1975)

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