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Pagina di Giovanni Pisciottano

Animali Fantastici e Dove Trovarli – Screeplay Originale

immagine copertina
J.K. Rowling
Animali Fantastici e Dove Trovarli – Screeplay Originale
Tradotto da Silvia Piraggini
Salani 2017
10 righe da pagina 2:

Una bella giornata limpida a New York. Nel cielo, i gabbiani scendono in picchiata.
Una nave passeggeri doppia la Statua della Libertà. I viaggiatori si sporgono dalla balaustra a guardare emozionati la terra che si avvicina.
CARRELLATA FRONTALE IN AVANTI su una figura di spalle seduta su una panchina: NEWT SCAMANDER, dalla faccia vissuta, segaligno, in un vecchio cappotto blu. Accanto a lui c'è una valigia di logoro cuoio marrone. Sul coperchio, una delle due levette a scatto si apre da sé. Lui si affretta a richiuderla.
Dopo essersi messo la valigia sulle ginocchia, NEWT ci si china sopra e sussurra.
NEWT
Dougal... Non ti agitare, per favore. Non manca molto.

inviato il 13/02/2017
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Ho scelto queste 10righe http://scrivi.10righedailibri.it/i-buddenbrook-1

Ok, grazie

Ciao Giovanni, sei finalista settimanale del mese di febbrai o, scegli da oggi 20 febbraio a domenica 26 febbraio 10 righe che più ti piacciono riportando qui il link.

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta

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Andrea Camilleri
La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta
Sellerio 2016
10 righe da pagina 60:

E capitaro ’na poco di cose stramme.
Pri sempio, don Savaturi Sciortino, che fabbricava tabbuti, appena che l’acqua gli arrivò nel magazzino, satò dintra a ’na cascia da morto e accussì, galleggianno, vinni portato ’n mari aperto da indove l’arrecuperaro tri jorni appresso.
Pri sempio, Michilina Sabella, diciottina di rara biddrizza, era nuda pirchì si stava lavanno quanno l’ondata la pigliò, la sbattì supra al tavolato del letto che, squasi fusse ’na zattera, la fici arrivari sparata dintra alla casa di Simone Percoco, beddro picciotto vintino, il quali la salvò e otto misi appresso se la maritò.
Pri sempio, Vituzzo Lauricella, nasciuto quinnici jorni avanti, fu affirrato dall’onda e ’nfilato dintra a ’na granni burnìa di vitro spisso il cui coperchio vinni ermeticamenti chiuiuto. Accussì, come si fusse dintra a un sommergibili trasparenti, la criatura annò a finiri posata supra allo scaffali cintrali della farmacia Butera, da indove lo libbiraro sano e salvo.

inviato il 06/02/2017
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Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

Cronache del Mondo Emerso - Le storie perdute

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Licia Troisi
Cronache del Mondo Emerso - Le storie perdute
A. MONDADORI 2014
10 righe da pagina 49:

Uno dei fammin lanciò l’ascia, un tiro preciso e spietato. La colpì tra le scapole e le fece perdere l’equilibrio. A Karna mancò il fiato, ma ebbe la forza, mentre cadeva, di mettere una mano avanti perché la bimba non si facesse male. Cadde in ginocchio. Non riusciva a respirare, la vista offuscata. Guardò sotto di sé, e intravide il volto paffuto di Sheireen. Le guance erano rosee, gli occhi, come sempre, spalancati, vivi e lucidi. Non era il volto di un essere ferito, non era l’espressione di una creatura morente. Karna sorrise. Nonostante tutto, qualcosa sarebbe rimasto. Nonostante tutto, era riuscita nell’unica cosa che contava.
Poi il mondo si dissolse, mentre lei crollava a terra.

inviato il 30/01/2017
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Licia Troisi (Roma, 25 novembre 1980)

La Tigre e l’Acrobata

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Susanna Tamaro
La Tigre e l’Acrobata
La nave di Teseo 2016
10 righe da pagina 10:

Piccola Tigre è venuta al mondo in una tana: un tappeto di foglie e l’odore forte della foresta mischiato a quello aspro della madre sono stati il suo benvenuto sulla terra.
Piccola Tigre non è la tigre di Sandokan e neppure Shere Khan, le nebbie vaporose dei Tropici le sono sconosciute, così come l’indolente mollezza che quei climi suggeriscono. È nata verso i confini dell’Est Estremo, tra le foreste innevate e la Taiga, là dove fin dagli inizi del tempo sorge il sole. Più che con gli incantatori di serpenti, ha consuetudine con le capanne degli Sciamani.
Sua Madre ha il pelo lungo e folto, baffi di una lunghezza straordinaria e un corpo morbido e caldo. Non c’è niente da temere fino a che il suo respiro profondo e regolare le rimane accanto.

inviato il 23/01/2017
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Susanna Tamaro (Trieste, 12 dicembre 1957)

Harry Potter e la camera dei segreti

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J. K. Rowling
Harry Potter e la camera dei segreti
Tradotto da Marina Astrologo
Salani 2016
10 righe da pagina 10:

La creatura scivolò giù dal letto e fece un inchino così profondo da toccare la moquette con la punta del suo naso lungo e sottile. Harry notò che indossava qualcosa di simile a una vecchia federa, con degli strappi da cui uscivano le braccia e le gambe.
“Ehm... salve” disse nervoso.
“Harry Potter” disse la creatura con voce così acuta da trapanare i muri. “È tanto tempo che Dobby voleva conoscerla, signore... È un tale onore...”
“G-grazie” disse Harry sgattaiolando lungo la parete e sprofondando nella sedia davanti la scrivania, vicino alla gabbia di Edvige. Avrebbe voluto chiedere: “Che cosa sei?”, ma pensando che suonasse poco gentile disse invece:”Chi sei?”
“Dobby, signore. Solo Dobby, l'elfo domestico” disse la creatura.

inviato il 16/01/2017
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Anche io ho la prima edizione ed ho la signature edition in inglese con cofanetto. Sono leggermente fissato con Harry Potter, se fossi ricco comprerei tutte le edizioni :) ed ultimamente ho iniziato a prendere anche i libri dedicati ad Animali Fantastici.

sì, sono stupende le illustrazioni...! io sono sempre un sacco tentata di prendere queste nuove, ma ho già le edizioni normali :))

Ho anche il primo, ne esce uno l'anno, fra cinque anni avrò la serie completa. Costano un pò ma le illustrazioni sono bellissime.

Oddio hai comprato questa edizione!!!! :))))))))))

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

Gli ultimi sette mesi di Anne Frank

immagine copertina
Willy Lindwer
Gli ultimi sette mesi di Anne Frank
Tradotto da Franco Paris
Newton Compton editori 2016
10 righe da pagina 7:

Primo Levi ha descritto con molta efficacia questo stato d’animo diffuso tra i deportati nei campi. Egli, testimone oculare della vita che là si conduceva, si rese conto di come nei prigionieri si fosse radicata l’idea che se si fossero salvati e avessero raccontato la loro terrificante esperienza, nessuno li avrebbe creduti. “Curiosamente — egli ha scritto — questo pensiero (“se raccontassimo non saremmo creduti”) affiorava in forma di sogno dalla disperazione dei prigionieri. Quasi tutti i reduci, a voce o nelle loro memorie scritte, ricordano un sogno che ricorreva spesso nelle notti di prigionia, vario nei particolari, ma unico nella sostanza, di essere tornati miracolosamente a casa, di raccontare con passione e sollievo le loro sofferenze passate rivolgendosi ad una persona cara e di non essere creduti, anzi neppure ascoltati”.

inviato il 09/01/2017
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Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di Gennaio.

Willy Lindwer (Amsterdam, 18 marzo 1946)

Cronache dell'età del bronzo - Il guerriero

immagine copertina
Michelle Paver
Cronache dell'età del bronzo - Il guerriero
Tradotto da Gianna Guidoni
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 33:

In quel momento, una serie di lampi scoppiò dietro le palpebre di Hylas e la punta bruciante di un dito lo colpì alla tempia. Il ragazzo si piegò su se stesso, afferrandosi la testa.
“Hylas!” sibilò Pirra. “Hai una visione?”
Egli tentò di rispondere, ma non riuscì a pronunciare parola. Intorno a lui tutto divenne nitido e limpido. Poi scorse una bruma verdastra e fradicia levarsi tra le canne. Udì il risucchio delle piccole zampe umide di una rana risalire lungo il gambo di una canna. E, in mezzo al ruscello, dove Pirra poteva scorgere soltanto giunchi, lo spirito di una ninfa gli si levò davanti agli occhi.

inviato il 02/01/2017
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Michelle Paver (Nyasaland, 7 settembre 1960)

Quando il diavolo ti accarezza

immagine copertina
Luca Tarenzi
Quando il diavolo ti accarezza
Salani editore 2011
10 righe da pagina 16:

“Chi ti ha mandato?” chiese in un sussurro roco, raggelante. “Dimmi chi ti ha mandato e ti darò una morte rapida”.
L'altro lo fissò, occhi che lacrimavano d'argento e d'odio.
“Troppo difficile? Allora dimmi il tuo nome”.
Per tutta risposta quello contorse le labbra e gli sputò in faccia uno schizzo di saliva luminosa.
“E sia”. Arioch roteò il sekhem e lo abbatté sul polso dell'altro, troncando la mano di netto.
Un altro urlo squarcio l'aria, spegnendosi in un gorgoglio.
“Vedi? Se mi avessi accontentato non ce ne sarebbe stato bisogno” ringhiò il demone raddrizzando le spalle. “Ma sei fortunato: ho fretta”.
Mulinò di nuovo la lama e menò un fendente preciso al collo del Nemico, staccandogli la testa.
Le fiamme della spada si spensero di botto.

inviato il 27/12/2016
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Conclave

immagine copertina
Robert Harris
Conclave
Tradotto da Annamaria Raffo
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 20:

Il povero Woźniak, sudando per l’imbarazzo, fu costretto a farlo scivolare avanti e indietro sulla nocca. Ma alla fine l’anello uscì e lui lo portò nel palmo della mano tesa a Tremblay, il quale prese un paio di cesoie dalla scatola d’argento, un attrezzo che si sarebbe potuto usare per tagliare le rose sfiorite, pensò Lomeli, e inserì il sigillo dell’anello tra le lame. Premette con forza, facendo una smorfia per lo sforzo. Si sentì un colpo secco e il disco metallico raffigurante san Pietro che getta una rete da pesca fu troncato.
“Il trono della Santa Sede è vacante” annunciò Tremblay.

inviato il 19/12/2016
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Robert Dennis Harris (Nottingham, 7 marzo 1957)

Un'ora Prima dell'Alba

immagine copertina
Davide Marchi
Un'ora Prima dell'Alba
Nulla die 2015
10 righe da pagina 57:

Il vecchietto sedeva nel salotto della sua piccola casa di periferia, lo sguardo fisso su di un piccolo manifesto che giaceva spiegato sul tavolo in un angolo della stanza. L'uomo indossava solo un paio di mutande e una canottiera tutta sformata che evidenziava impietosamente il brutto corpo consunto dalla vecchiaia. I lunghi capelli bianchi, di cui era solito andare tanto orgoglioso, gli cadevano ora sparsi sulle spalle, sporchi e arruffati come se non venissero lavati da settimane. Sul foglio di carta plastificata che egli fissava così intensamente, c'era disegnato un coniglio bianco che balzava fuori da un capello a cilindro, come quello dei prestigiatori di un tempo.

inviato il 12/12/2016
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Le città invisibili

immagine copertina
Italo Calvino
Le città invisibili
Tradotto da Presentazione Pier Paolo Pasolini
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 103:

Le città e gli occhi
Guadato il fiume,valicato il passo,l'uomo si trova di fronte tutt'a un tratto la città di Moriana,con le porte di alabastro trasparenti alla luce del sole,le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina,le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa.Se non è al suo primo viaggio l'uomo sa già che le città come questa hanno un rovescio:basta percorrere un semicerchio e si avrà in vista la faccia nascosta di Moriana,una distesa di lamiera arruginita,tela di sacco ,assi irte di chiodi,tubi neri di fuliggine,mucchi di barattoli,muri ciechi con scritte stinte,telai di sedie spagliate,corde buone solo per impiccarsi a un trave marcio.Da una parte all'altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio di immagini:invece non ha spessore ,consiste solo in un diritto e in un rovescio ,come un foglio di carta,con una figura di qua e una di là,che non possono staccarsi né guardarsi.

inviato il 24/04/2017
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Italo Calvino n.13.10.1923-a Santiago de Las Vegas -De la Habana-
m.Siena 19.9.1985

I fuochi di Valyria

immagine copertina
George R.R.Martin
I fuochi di Valyria
Tradotto da Sergio Altieri e G.L. Staffilano
A. MONDADORI 2012
10 righe da pagina 167:

Grandi squarci si erano aperti nella terra, inghiottendo palazzi, templi, intere città. I laghi ribollivano o diventavano corrosivi, le montagne esplodevano, le fontane di fuoco schizzavano roccia fusa a mille piedi da terra, nubi rosse versavano vetro di drago e sangue nero di demoni, e a nord il terreno si spaccò, crollò e ricadde su sè stesso e un mare rabbioso si precipitò nel baratro. In un istante, la più splendida città del mondo sparì e il suo favoloso impero svanì in un giorno, le Terre della Lunga Estate bruciarono, rimasero sommerse e appassirono.

inviato il 24/04/2017
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Grazie mille ^_^

Benvenuta Larallallera :)

Tenera è la notte

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Francis Scott Fitsgerald
Tenera è la notte
Tradotto da Fernanda Pivano
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1949
10 righe da pagina 17:

Aveva una magia nelle rosee palme, e guance accese in una bella fiamma, come il trepido rossore dei bimbi dopo il bagno freddo serale.
La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.
Aveva occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie della giovane pompa vigorosa del suo cuore.
Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada.

inviato il 24/04/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini

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Olivier Bleys
Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini
Tradotto da Tania Spagnoli
Edizioni Clichy 2017
10 righe da pagina 18:

Hou-Chi usò la punta del suo bastone per tracciare una forma sul suolo, nel sottile strato di terra e detriti con cui l'autunno aveva impolverato alcune zone del giardino:

«Io non sono un letterato. È stato mio nonno Li Ying a mostrarmi questo carattere, dimenticato dalla maggior parte della gente. Guarda da cosa è formato: tre tratti affondano nella terra, tre tratti si lanciano verso il cielo. A cosa ti fa pensare immediatamente?»
«Hou-Chi, basta con gli indovinelli!»
«... ovviamente ai rami e alle radici, all'albero che si sviluppa sia al di sotto che al di sopra del suolo! Capisci? Tu vuoi abbattere questo sommacco. Pensi che così ci libereremo di un vecchio albero marcio e consumato dai vermi. Ma in realtà mutilerai una pianta la cui metà sopravvivrà nelle profondità della terra! Non sei convinto che queste creature mute abbiano un'anima?»

inviato il 25/04/2017
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Bellissimo!! :)

Un segnalibrone!!!

Il Damo viennese

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LUCIO D'AMBRA
Il Damo viennese
LICINIO CAPPELLI in Rocca San Casciano Editore 1918
10 righe da pagina 52:

E ad un tratto ella disse fermandosi di colpo e guardandolo bene in viso:
"Voi dovete amare l'amore. Siete Italiano".
E senza aspettare la risposta, che del resto Pierino cercava disperatamente senza trovarla, aggiunse riprendendo la via: "Voi Italiani siete i primi innamorati del mondo". Pierino credette doveroso d'inchinarsi leggermente ringraziando a nome di tutt'i suoi connazionali e sentì che Eva proseguiva: "Avete tutti il Vesuvio nel cuore e negli occhi e una canzone su le labbra". Trovò Pierino la risposta che gli parve straordinaria:"Come voi viennesi avete tutte nel cuore e su le labbra il più dolce dei valzer!" La signorina Eva rideva: "Che cosa credete che Dio abbia inventato prima: il valzer o l'amore?" Pierino ebbe un lampo di genio: "Dal valzer, rispose, nacque l'amore e dall'amore nacque il valzer, signorina. Eva rise ancora.Lo ascoltarono rallentando il passo, lo canterellarono a fior di labbra stralunando gli occhi in su, verso le stelle.

inviato il 26/04/2017
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Lucio D'Ambra, pseudonimo di Renato Eduardo Manganella nacque a Roma il 1 settembre 1880.

Al di là

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Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Robin Hood

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Alexandre Dumas
Robin Hood
Tradotto da Vito Cosumano
DeAgostini 2016
10 righe da pagina 96:

“Benissimo, milord. Ora potete andarvene, ma non vorreste, prima, mangiare qualcosa... o bere un bicchiere di vino con noi?”
“No” rispose secco il vescovo.
“Davvero non volete né bere né mangiare, milord?”
“Non ho né fame né sete. Desidero solo andare via, ecco tutto. Non trattenetemi oltre.”
“Quand'è così” aggiunse Little John in tono beffardo “eccovi il conto.”
“Il conto?” ripeté il vescovo spalancando gli occhi. “Come sarebbe? Non ho né bevuto né mangiato.”
“Oh, non importo” rispose Little John in tutta tranquillità. “Dal momento che siete nostro ospite, dovete dividere le spese con noi. I vostri cavalli, almeno loro, hanno mangiato qualcosa, no?”
“prendete quello che volete e lasciatemi andare” rispose spazientito il vescovo.
“La borsa, signore, è sempre al solito posto?” chiese Little John.

inviato il 24/04/2017
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Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802)

Il signor F. è morto in treno

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Maria Greco
Il signor F. è morto in treno
Biblioteca del Vascello, Robin 2017
10 righe da pagina 1:

Il signor F., un signore piuttosto distinto dell’età di settantasei anni, era morto. Gli era accaduto così, durante il viaggio di ritorno a casa dalla località di *.
Lo aveva colto un infarto mentre guardava dei cartelloni pubblicitari fuori dal nestrino. Aveva emesso un suono appena percettibile ed era morto senza atare, sul colpo. Adesso stava lì, seduto al posto numero 33, quarto vagone, e tutto intorno a lui era un brulicare di gente che saliva e scendeva...
Il signore e la signora P., con un’aria un po’ disorientata, camminavano lungo la carrozza, richia- mando su di sé gli sguardi di alcuni viaggiatori. Era soprattutto la signora P. a destare una certa curiosi- tà. Aveva una bocca molto larga e dei denti piutto- sto pronunciati, ma ciò che rendeva veramente ca- ratteristico ed inconfondibile il suo aspetto era uno strano naso molto lungo che non poteva senz’altro passare inosservato.

inviato il 21/04/2017
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Benvenuta Valieretta :)

Libro bellissimo, originale, divertente e colto insieme! Davvero unico nel suo genere! Lo consiglio a tutti!

Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 134:

Che cosa è mai a farmi desiderare di non avere a che fare con il prossimo?
Il rifiuto di accordare loro un certo genere di controllo su di me. Ma ce l’hanno comunque! Esattoria, ufficio anagrafe, certo; ma ancor più le passioni che si trovano racchiuse nel mio stesso corpo, perché gli altri incominciano già là.
Prendiamo l’inquietudine erotica (che adesso sta per farsi viva di nuovo quanto più i dolori nel ventre si attenuano), quella fame sorda, oscura, quella sensazione di qualcosa che manca che ci perseguita praticamente ogni attimo di veglia e di sonno della nostra esistenza.
Che cos'è? È la possibilità dell’amore dentro il nostro corpo. La presenza, la possibile presenza di un’altra persona.
L’avvilente, costante memento che la solitudine è una condizione impossibile, che una cosa come un essere umano solo non può esistere.
Che la parola «io» è il vocabolo più assurdo della nostra lingua. Il punto vuoto del linguaggio.

inviato il 23/04/2017
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Il tempo è un bastardo

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Jennifer Egan
Il tempo è un bastardo
Tradotto da Matteo Colombo
minimum fax 2011

Per me non è in fissa nessuno. In questa storia io sono quella per cui non è in fissa nessuno. Di solito è una cicciona, ma io ho un problema più raro, e sono le lentiggini: sembra mi abbiano tirato in faccia delle manciate di terra. Da piccola, mamma mi diceva che erano una cosa speciale. Se Dio vuole un giorno me le farò togliere, quando sarò abbastanza grande da potermi pagare l'operazione da sola. Nell'attesa ho il mio collare da cane e la tinta verde, perchè voglio proprio vedere chi si azzarda a chiamare "quella con le lentiggini" una che ha i capelli verdi.

inviato il 23/04/2017
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