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Pagina di Giovanni Pisciottano

Non è un paese per vecchi

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Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi
Tradotto da Martina Testa
Einaudi 2007
10 righe da pagina 24:

Moss raccolse la pistola, inserì la sicura col pollice e abbassò il cane. Si accovacciò e cercò di ripulire l'impugnatura dal sangue passandola sui pantaloni dell'uomo, ma il sangue era troppo rappreso. Si alzò, si infilò la pistola alla cintola dietro la schiena, spinse indietro il cappello e si tamponò la fronte sudata con la manica della camicia. Si girò e si mise a osservare la piana. Ritta accanto al ginocchio del morto c'era una pesante cartella di cuoio: Moss sapeva benissimo cosa c'era dentro e provava una paura che non arrivava neanche a capire.
Quando alla fine la prese in mano si allontanò di qualche passo, si sedette sull'erba, si tolse il fucile di spalla e lo posò lì accanto. Si sistemò con le gambe un po' aperte, il mitra in grembo e la cartella fra le ginocchia. Poi allungò la mano, slacciò le due fibbie, aprì la chiusura d'ottone, sollevò la patta e la piegò all'indietro.
Era piena fino all'orlo di banconote da cento dollari. Erano suddivise in mazzi, fermati con fascette da banca su cui era stampato il valore: 10.000 $.

inviato il 11/12/2017
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Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

Una vita apparentemente perfetta

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Michelle Hunziker
Una vita apparentemente perfetta
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 12:

Non esiste forma di violenza più alta di quella delle sette. Cercavo amore, e Clelia me lo dava. Potevo dirle tutto, e lei mi avrebbe comunque accettato. Mi telefonava sei volte al giorno per sapere come stavo, ascoltava con attenzione, sembrava coinvolta dalle mie sofferenze. Mi coccolava: se ero triste mi permetteva di appoggiarle la testa in grembo e la accarezzava finché non ero io a sollevarla. Per settimane mi aiutava a migliorare la mia scarsa autostima, facendomi sentire speciale, unica, importante. Poi di colpo mi denigrava. Mi metteva in castigo, allontanandomi, negandosi. E io volevo una sola cosa: tornare da lei. Avrei fatto di tutto pur di non perdere quell’unione simbiotica che, ai miei occhi, era l’unico amore vero nella mia vita. E in effetti ho fatto molto: ho sospeso il giudizio, sacrificato il mio libero arbitrio, tagliato i ponti con mia madre, con amici e colleghi carissimi, ho messo in pericolo la mia carriera.
Sono dovuti passare cinque anni prima che arrivassi a provare una sofferenza così acuta da essere insopportabile.

inviato il 04/12/2017
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Michelle Yvonne Hunziker (Sorengo, 24 gennaio 1977)

La signora dei gomitoli e altre fiabe su e giù per l'Italia

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10 righe da pagina 9:

Un giorno, la Signora giunse nella città di Gianni, prese il suo posto in piazza e aspettò i suoi ascoltatori. La prima ad arrivare fu una bimba con la pelle bianca e le labbra nere.
«Come ti chiami?» le domandò la Signora, anche se conosceva già la risposta.
«Mi chiamo Notte» disse la personcina dalla pelle bianca e dalle labbra nere.
La Signora dei Gomitoli la accolse come aveva sempre accolto tutti, con gioia e benevolenza. Aveva una fiaba anche per Notte, e Notte la ascoltò.
Quando il racconto finì, la bimba dalle labbra nere disse: «La tua storia mi è piaciuta. Per questa volta sono contenta, ma l’anno prossimo ti porterò via con me.»
Detto questo, Notte indossò il maglione sferruzzato dalla Signora dei Gomitoli e scomparve.
Tutti restarono in silenzio. Gianni esclamò: «Poverina! Si vedeva che ne aveva bisogno. Io non dimenticherò mai la prima volta in cui una storia mi ha riscaldato il cuore.»

inviato il 27/11/2017
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Che carine queste 10 righe!!!

Bello, elegante e con la fede al dito

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Andrea Vitali
Bello, elegante e con la fede al dito
Garzanti 2017
10 righe da pagina 54:

Nei giorni a seguire un pensiero pari a un chiodo si piantò al centro della mente della Pescegalli.
L’anello, la fede nuziale.
Come si sarebbe comportato il Casteggi?
Con lei intendeva, e con la fede.
L’avrebbe tenuta al dito oppure se la sarebbe tolta?
Perché da come si fosse comportato, molto sarebbe dipeso e di conseguenza il suo giudizio sarebbe stato implacabile, definitivo. Un solo uomo era riuscita a prenderla per il naso, la lezione le era servita.
Se si fosse presentato all’appuntamento senza fede al dito, voleva dire che aveva cercato di eliminare ogni possibile indizio circa il suo stato civile in modo banale, addirittura infantile.
Ma significava soprattutto che la riteneva una sciocchina, una provincialetta priva di spirito d’osservazione o magari una beghinotta che davanti al sacro simbolo dell’unione si sarebbe ritratta come un riccio. Avrebbe rivelato allora un’anima da borghesuccio, un cervellino elementare, come se nascondere la fede potesse far dimenticare, a lui e agli altri, di avere moglie.
Al contrario…

inviato il 20/11/2017
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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

Mary Poppins

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Pamela Lyndon Travers
Mary Poppins
Tradotto da Letizia Bompiani
Rizzoli 2014
10 righe da pagina 12:

Poi la figura, scossa e sballottata dal vento, sganciò il lucchetto del cancello e i bimbi poterono vedere che si trattava di una donna, che con una mano si teneva fermo il cappello e con l’altra portava una grande borsa. Ecco che, mentre stavano osservando, Giovanna e Michele videro una cosa molto curiosa. Appena la figura ebbe oltrepassato il cancello, sembrò che il vento la sollevasse, portandola in volo verso la casa. Fu come se l’avesse trascinata fino al cancello, avesse atteso che si aprisse e poi di nuovo soffiando avesse sollevato lei, la grande borsa e tutto fino alla soglia di casa. I bimbi, sempre protesi a guardare, udirono un terribile rumore e, come lei ebbe posto piede a terra, l’intera casa si scosse.

inviato il 13/11/2017
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Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

Esercizi di memoria

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Andrea Camilleri
Esercizi di memoria
Rizzoli 2017
10 righe da pagina 2:

Ogni mattina alle sette, lavato, sbarbato, vestito di tutto punto mi siedo al tavolo del mio studio e scrivo. Sono un uomo molto disciplinato, un perfetto impiegato della scrittura. Forse con qualche vizio, perché mentre scrivo fumo, molto, e bevo birra. E scrivo, io scrivo sempre.
Questo è Camilleri. Poi a novant’anni arriva il buio. E così come non era terrorizzato dalla pagina bianca, combatte anche l’oscurità della cecità e inizia a dettare. La sua produzione letteraria trova nell’oralità una nuova via per raccontare le sue storie. Ma se forte era la sua disciplina prima, lo è ancora di più oggi che può contare esclusivamente sulla sua memoria. E quindi occorre tenerla in esercizio: osservare nei dettagli i ricordi, rappresentarsi nella mente le scene.

inviato il 06/11/2017
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Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

L'ultimo giorno di sole

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Giorgio Faletti
L'ultimo giorno di sole
Baldini&Castoldi 2017
10 righe da pagina 17:

Eccola la chiave di tutto.
Da sempre, il senso di tutto è stato racchiuso in queste poche parole.
Quale vita sarà la mia?
Da quando l’uomo cammina eretto è stata la domanda che tutti si sono posti. Tutti quelli che hanno lasciato sulla terra impronte di piedi nudi, di calzari, di babbucce, di stivali, di scarponi, di scarpe, tutti quelli che hanno aperto come ferite delle scie di spuma sul mare senza curarsi se alle loro spalle si sarebbero rimarginate o no, tutti quelli che hanno scritto il ghiaccio con i graffiti delle loro slitte senza curarsi di decifrarli, tutti quelli che hanno disegnato il cielo con le matite fumanti dei loro aeroplani senza rendersi conto che quella era una lingua che il cielo non conosceva, tutti quelli che hanno segnato le rughe di un pianeta, tutti quelli che hanno cercato di spianarle, tutti quelli che hanno guardato il mondo dall’alto, tutti quelli che lo hanno sostenuto sulle loro spalle dal basso.

inviato il 30/10/2017
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Giorgio Faletti (Asti, 25 novembre 1950)

Come la prima volta

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Nicholas Sparks
Come la prima volta
Tradotto da Alessandra Petrelli
Sperling & Kupfer 2010
10 righe da pagina 119:

Poi, decidendo che non aveva niente da temere, tirò fuori la lingua e mi leccò le dita. Un attimo dopo gli accarezzavo la testa, e allora mi girai a guardare Jane.
«Gli piaci», disse lei con aria stupita.
Scrollai le spalle. «Pare di sì.»
Riuscii a leggere il numero di telefono sulla targhetta e Jane andò in una cabina all’angolo per telefonare al proprietario.
Mentre era via, rimasi con il cane e notai che, più lo accarezzavo, più sembrava desiderare il contatto con la mia mano.
Quando lei tornò, restammo lì altri venti minuti in attesa che venissero a prenderlo. Il proprietario era un uomo sulla trentina, che balzò fuori dalla macchina e si precipitò verso l’animale. Il cane gli andò incontro scodinzolando felice e gli fece le feste.
«Vi ringrazio di cuore di avermi telefonato», ci disse riconoscente. «Era scomparso da una settimana e mio figlio piangeva tutte le sere. Nella letterina a Babbo Natale aveva espresso l’unico desiderio di ritrovare il suo cane.»

inviato il 23/10/2017
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Nicholas Charles Sparks (Omaha, 31 dicembre 1965)

Origin

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Dan Brown
Origin
Tradotto da Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Mondadori 2017
10 righe da pagina 99:

«Innanzitutto, il mio vero nome non è Winston, ma Art.»
Langdon si fece una risata. «Una guida di museo che si chiama Art? Be’, non la biasimo per aver deciso di usare uno pseudonimo. Piacere di conoscerla, Art.»
«Inoltre, quando lei mi ha chiesto perché non l’accompagnassi di persona, io le ho risposto che il signor Kirsch vuole limitare il numero delle persone dentro il museo. Ma la risposta non era completa. C’è un altro motivo per cui ci stiamo parlando tramite le cuffie e non di persona. In realtà, io non posso muovermi.»
«Oh… mi dispiace tanto.» Langdon si immaginò Art seduto su una sedia a rotelle in una specie di call center, e gli dispiacque che provasse imbarazzo a dover spiegare il suo problema fisico.
«Non è il caso che si dispiaccia per me. Le garantisco che le sue gambe sembrerebbero assai strane su di me. Vede, io non sono come lei immagina.»
Langdon rallentò il passo. «Cosa intende dire?»
«“Art” non è tanto un nome quanto un’abbreviazione. Sta per “artificiale”, anche se il signor Kirsch preferisce il termine “bionico”.»

inviato il 16/10/2017
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Daniel Gerhard Brown conosciuto come Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964)

La valle degli eroi

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Jonathan Stroud
La valle degli eroi
Tradotto da Luca Tarenzi
Salani 2012
10 righe da pagina 15:

"Amici miei" li incoraggiò Svein, "siamo nel cuore dell’estate: la notte non durerà a lungo".
Al che i dieci eroi esplosero in un gioioso grido di battaglia e raddoppiarono i loro sforzi, e nessuno cedette più di un solo passo.
Venne l’alba: il sole sorse dal mare e allo spuntare della luce la gente della Casa vicina, che per tutta la notte era rimasta sveglia a tremare nei letti, spalancò i cancelli e si avventurò nel campo, che ora riposava immerso nel silenzio.
Gli uomini si fecero strada fra i buchi e le fosse che punteggiavano il terreno e giunsero ai piedi della roccia, dove i cadaveri dei Trow giacevano impilati come covoni di fieno: alzarono gli occhi verso la sommità e parve loro di scorgere le sagome ritte di dodici uomini, ma i raggi del sole nascente inondavano la valle di una luce così abbagliante che era impossibile esserne sicuri. Si affrettarono dunque a salire loro stessi sullo sperone, ed esattamente sulla cima trovarono dieci corpi che giacevano in una linea compatta, gli occhi ormai ciechi ma spalancati e le mani ancora calde sull’impugnatura delle spade.

inviato il 09/10/2017
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Jonathan Stroud (Bedford, 27 ottobre 1970)

Antropometria

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Paolo Zardi
Antropometria
Neo Edizioni 2015
10 righe da pagina 77:

Non si può pianificare tutto. Da qualche parte, là fuori, c'è anche la paura, il crollo, la crepa che si propaga - un buchino diventa una voragine che ingoia tutto. È l'anomalia, l'eccezione, lo scarto improvviso. Non ci siamo abituati ed è consolante sapere che sia così. Raramente la vita che viviamo potrebbe essere la trama di un film: chi vorrebbe vedere ottant'anni di qualcuno che lavora, dorme, lavora, gioca, guarda la tv e non succede mai niente? Dopo un po', anche le scene di sesso perdono di interesse. E, mi creda, nessuno muore mai.

inviato il 20/02/2018
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La montagna rossa

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Olivier Truc
La montagna rossa
Tradotto da Raffaela Fontana
Marsilio Editori 2018
10 righe da pagina 21:

Persson, per esempio, era bravissimo a fare il doppio gioco, sfruttando il ruolo di allevatore in contesti diversi ed esigendo il rispetto dei suoi diritti di membro di una minoranza. Questo non piaceva a tutti. Altri allevatori part time davano meno problemi, ma a volte bastava anche solo Persson perché gli svedesi si coalizzassero e vedessero i sami come noiosi questuanti in cerca di sovvenzioni.
Anche gli altri si osservavano a vicenda.
«La polizia delle renne tornerà domani mattina, e noi ne prendiamo atto. Non possiamo permetterci il minimo passo falso con il processo in corso.»
Questa volta ci fu solo un grugnito da parte di Persson.
Gli altri restarono in silenzio.
«Inoltre vi ricordo che è stato trovato un cadavere» continuò Petrus. «Scaveranno nelle nostre storie. E tu, Persson, farai bene a non dimenticartelo.»

inviato il 20/02/2018
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ACETO, ARCOBALENO

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Erri De Luca
ACETO, ARCOBALENO
Economica Feltrinelli
10 righe da pagina 39:

Giungemmo a un sentiero pianeggiante. Marciavi leggero, appoggiando con forza e snellezza la pianta del piede, con passi che trattenevano a stento il rimbalzo, come se un morso impedisse loro di slanciarsi in corsa. Era bello vederti camminare.
Ero sudato, mi offristi un fazzoletto. Ritrovando un'antica frase di nostri studi di filosofia recitasti: "non ci si bagna due volte nella stessa acqua," e aggiungesti "nemmeno nello stesso sudore". Di tante voci staccate staccate da un sistema di pensiero, ne restavano a mente alcune che si reggevano da sole.

inviato il 21/02/2018
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Bivio, anno di edizione? :)

Stoner

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Jhon Williams
Stoner
Tradotto da Stefano Tummolini
La Biblioteca di Repubblica 2018
10 righe da pagina 238:

Poi sorrise di gioia, come sull'onda di un ricordo: pensò che aveva quasi sessant'anni e avrebbe dovuto essersi lasciato alle spalle la forza di una tale passione, di un tale amore. Ma sapeva di non averlo fatto. Sapeva che non l'avrebbe fatto mai. Oltre il torpore, l'indifferenza, la rimozione, quell'amore era ancora lì, solido e intenso. Non se n'era mai andato.[...] L'aveva dato a Edith, nei primi, ciechi, folli anni del corteggiamento e del matrimonio. E l'aveva dato a Katherine, come se fosse stata la prima volta. Stranamente, l'aveva dato a ogni momento della sua vita, e forse l'aveva dato più pienamente proprio quando non si rendeva conto di farlo. Non era una passione della mente e nemmeno dello spirito: era piuttosto una forza che comprendeva entrambi, come se non fossero che la materia, la sostanza specifica dell'amore stesso. A una donna o a una poesia, il suo amore diceva semplicemente: Guarda! Sono vivo!”

inviato il 21/02/2018
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Le Café - La bottega del caffè

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Carlo Goldoni
Le Café - La bottega del caffè
Gallimar 2004
10 righe da pagina 161:

LEANDRO: Dice il proverbio: Una volta corre il cane, e l’altra la lepre.
EUGENIO: Ma io sono sempre la lepre, e voi sempre il cane.
LEANDRO: Ho un sonno, che non ci vedo. Son sicuro di non poter tenere le carte in mano; eppure per questo maledetto vizio non m’importa di perdere, purché giuochi.
EUGENIO: Anch’io ho sonno. Oggi non giuoco di certo.
LEANDRO: Se non avete denari non importa, io vi credo.
EUGENIO: Credete che sia senza danari? Questi sono zecchini; ma non voglio giuocare. (mostra la borsa con gli dieci zecchini)
LEANDRO: Giuochiamo almeno una cioccolata.
EUGENIO: Non ne ho volontà.
LEANDRO: Una cioccolata per servizio…
EUGENIO: Ma se vi dico…
LEANDRO: Una cioccolata sola sola, e chi parla di giuocar di più perda un ducato.
EUGENIO: Via, per una cioccolata, andiamo.

inviato il 21/02/2018
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Ringrazio Ricardo per il gradito regalo spedito dalla Francia. Ho appena finito la lettura in italiano e ora, come da lui suggerito, proverò la lettura in francese. :)

La guerra dei lupi

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Alessio Del Debbio
La guerra dei lupi
Edizioni il Ciliegio 2017

«A nessun uomo dovrebbe essere concesso di vivere così a lungo, di non provare la malattia né la vecchiaia, di pretendere di essere un Dio. È la brevità, assieme all’impossibilità di averne una seconda, ciò che rende la vita un bene prezioso, degna di essere vissuta in ogni attimo. Se invece la morte diventa uno spauracchio per bambini e l’esistenza infinita, allora non è più vita. È banalità. È immeritata sopravvivenza. È trascinarsi di giorno in giorno senza sapere perché». (Johanna)

inviato il 21/02/2018
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Pestilentia

Stefano Mancini
Pestilentia
Astro edizioni 2016

“Tempo prima qualcuno gli aveva detto che l’uomo è capace di adattarsi a tutto, anche alle condizioni più estreme. Non era vero. Lui non si era ancora abituato al freddo. C’erano notti in cui tremava tanto da non riuscire a chiudere occhio e in cui le dita gli si congelavano fino a perdere ogni sensibilità. Tra la Morte nera e quell’inverno perenne, il mondo sembrava aver imboccato una via senza uscita”. (Pestilentia, di Stefano Mancini, Astro Edizioni, 2016).

inviato il 22/02/2018
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L'anno della lepre

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Arto Paasilinna
L'anno della lepre
Tradotto da Fabrizio Carbone
Iperborea 1999
10 righe da pagina 121:

Era uno spettacolo da non perdere:l'acqua bollente fumava nell'aria gelida,il tetto era tutto bagnato dal vapore che saliva alto nel cielo sereno.Visto da lontano ,il cantiere faceva pensare a una centrale termica o a una vecchia locomotiva che prende acqua e sputa folate di vapore. Vatanen,su quel tetto,sembrava un macchinista che tenta di mettere in moto,a una temperatura sotto zero,una mastodontica macchina:i colpi di martello parevano il tossicchiare di un motore a scoppio;ma la capanna non era una macchina e non si metteva in moto.una volta ,alzandosi per aspettare che le nubi di vapore sul tetto si dissipassero. Vatanen lasciò errare lo sguardo sul versante opposto delle gole Ansimanti. Delle orme conducevano al folto sottobosco della parete rocciosa.qualcuno,dunque,era passato di là....

inviato il 19/02/2018
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Genova di tutta la vita

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Giorgio Caproni
Genova di tutta la vita
Edizioni San Marco dei Giustiniani 1997
10 righe da pagina 54:

Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all'alba - d'acqua piovana.

Quando mi sarò deciso
d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.

Ci andrò rubando (forse
di bocca) dei pezzettini
di pane ai miei due bambini.
Ma là sentirò alitare
la luce nera del mare
fra le mie ciglia, e... forse
(forse) sul belvedere
dove si sta in vestaglia,
chissà che fra la ragazzaglia
aizzata (fra le leggiadre
giovani in libera uscita
con cipria e odor di vita
viva) non riconosca
sotto un fanale mia madre.

inviato il 19/02/2018
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La poesia si intitola "L'ascensore".

Mendel dei libri

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Stefan Zweig
Mendel dei libri
Tradotto da A. Vigliani
Adelphi 2008
10 righe da pagina 27:

Trentatré anni prima, ragazzetto piccolo e ingobbito, con le guance ancora coperte di morbida lanugine nera e fitti riccioletti sulla fronte, era arrivato a Vienna per studiare da rabbino; ma ben presto aveva abbandonato quel severo Dio unico che era Yahveh per consacrarsi al rutilante e sfaccettato politeismo dei libri. Era stato allora che aveva scoperto il Caffè Gluck, e a poco a poco esso era divenuto il suo laboratorio, il suo quartier generale, il suo ufficio postale, il suo mondo. Come un astronomo, tutto solo nella propria specola, scruta notte dopo notte attraverso il minuscolo obiettivo del telescopio le miriadi di stelle, le loro misteriose orbite, i loro intrecci errabondi, il loro spegnersi e riaccendersi, così da quel tavolino quadrato Jacob Mendel, attraverso le sue lenti, immergeva lo sguardo in quell'altro universo, quello dei libri, anch'esso in eterna rotazione e in un continuo rigenerarsi, in quel mondo sovrastante il nostro mondo.

inviato il 19/02/2018
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Stefan Zweig (Vienna, 28 novembre 1881 – Petrópolis, 23 febbraio 1942) è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta austriaco naturalizzato britannico. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942. « Inerme e impotente, dovetti essere testimone della inconcepibile ricaduta dell'umanità in una barbarie che si riteneva da tempo obliata e che risorgeva invece col suo potente e programmatico dogma dell'anti-umanità. »

Time Deal

Time Deal 2 giorni 16 ore fa

Grazie :)

Time Deal 1 week 3 giorni fa

Leonardo Patrignani (Moncalieri, 28 febbraio 1980)

Bevi qualcosa, Pedro! Più che un'autobiografia un'autotriografia

Bevi qualcosa, Pedro! Più che un'autobiografia un'autotriografia 3 giorni 14 ore fa

Tullio Alberto Solenghi noto semplicemente come Tullio Solenghi (Genova, 21 marzo 1948)

Buona vita a tutti: I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione

Buona vita a tutti: I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione 1 week 2 giorni fa

Grazie :)

Buona vita a tutti: I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione 2 settimane 3 giorni fa

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

Red Knight. Il cavaliere rosso

Red Knight. Il cavaliere rosso 2 settimane 3 giorni fa

Grazie Staff e grazie Barbara :)

Red Knight. Il cavaliere rosso 3 settimane 3 giorni fa

Miles Cameron, pseudomino di Christian Gordon Cameron (Pittsburgh, 16 Agosto 1962)

Mary Poppins ritorna

Mary Poppins ritorna 4 settimane 3 giorni fa

Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto

Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto 4 settimane 3 giorni fa

Buon Compleanno

Buon Compleanno 4 settimane 6 giorni fa

Auguri :)

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