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Pagina di Giovanni Pisciottano

Non è un paese per vecchi

immagine copertina
Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi
Tradotto da Martina Testa
Einaudi 2007
10 righe da pagina 24:

Moss raccolse la pistola, inserì la sicura col pollice e abbassò il cane. Si accovacciò e cercò di ripulire l'impugnatura dal sangue passandola sui pantaloni dell'uomo, ma il sangue era troppo rappreso. Si alzò, si infilò la pistola alla cintola dietro la schiena, spinse indietro il cappello e si tamponò la fronte sudata con la manica della camicia. Si girò e si mise a osservare la piana. Ritta accanto al ginocchio del morto c'era una pesante cartella di cuoio: Moss sapeva benissimo cosa c'era dentro e provava una paura che non arrivava neanche a capire.
Quando alla fine la prese in mano si allontanò di qualche passo, si sedette sull'erba, si tolse il fucile di spalla e lo posò lì accanto. Si sistemò con le gambe un po' aperte, il mitra in grembo e la cartella fra le ginocchia. Poi allungò la mano, slacciò le due fibbie, aprì la chiusura d'ottone, sollevò la patta e la piegò all'indietro.
Era piena fino all'orlo di banconote da cento dollari. Erano suddivise in mazzi, fermati con fascette da banca su cui era stampato il valore: 10.000 $.

inviato il 11/12/2017
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Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

Una vita apparentemente perfetta

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Michelle Hunziker
Una vita apparentemente perfetta
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 12:

Non esiste forma di violenza più alta di quella delle sette. Cercavo amore, e Clelia me lo dava. Potevo dirle tutto, e lei mi avrebbe comunque accettato. Mi telefonava sei volte al giorno per sapere come stavo, ascoltava con attenzione, sembrava coinvolta dalle mie sofferenze. Mi coccolava: se ero triste mi permetteva di appoggiarle la testa in grembo e la accarezzava finché non ero io a sollevarla. Per settimane mi aiutava a migliorare la mia scarsa autostima, facendomi sentire speciale, unica, importante. Poi di colpo mi denigrava. Mi metteva in castigo, allontanandomi, negandosi. E io volevo una sola cosa: tornare da lei. Avrei fatto di tutto pur di non perdere quell’unione simbiotica che, ai miei occhi, era l’unico amore vero nella mia vita. E in effetti ho fatto molto: ho sospeso il giudizio, sacrificato il mio libero arbitrio, tagliato i ponti con mia madre, con amici e colleghi carissimi, ho messo in pericolo la mia carriera.
Sono dovuti passare cinque anni prima che arrivassi a provare una sofferenza così acuta da essere insopportabile.

inviato il 04/12/2017
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Michelle Yvonne Hunziker (Sorengo, 24 gennaio 1977)

La signora dei gomitoli e altre fiabe su e giù per l'Italia

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10 righe da pagina 9:

Un giorno, la Signora giunse nella città di Gianni, prese il suo posto in piazza e aspettò i suoi ascoltatori. La prima ad arrivare fu una bimba con la pelle bianca e le labbra nere.
«Come ti chiami?» le domandò la Signora, anche se conosceva già la risposta.
«Mi chiamo Notte» disse la personcina dalla pelle bianca e dalle labbra nere.
La Signora dei Gomitoli la accolse come aveva sempre accolto tutti, con gioia e benevolenza. Aveva una fiaba anche per Notte, e Notte la ascoltò.
Quando il racconto finì, la bimba dalle labbra nere disse: «La tua storia mi è piaciuta. Per questa volta sono contenta, ma l’anno prossimo ti porterò via con me.»
Detto questo, Notte indossò il maglione sferruzzato dalla Signora dei Gomitoli e scomparve.
Tutti restarono in silenzio. Gianni esclamò: «Poverina! Si vedeva che ne aveva bisogno. Io non dimenticherò mai la prima volta in cui una storia mi ha riscaldato il cuore.»

inviato il 27/11/2017
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Che carine queste 10 righe!!!

Bello, elegante e con la fede al dito

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Andrea Vitali
Bello, elegante e con la fede al dito
Garzanti 2017
10 righe da pagina 54:

Nei giorni a seguire un pensiero pari a un chiodo si piantò al centro della mente della Pescegalli.
L’anello, la fede nuziale.
Come si sarebbe comportato il Casteggi?
Con lei intendeva, e con la fede.
L’avrebbe tenuta al dito oppure se la sarebbe tolta?
Perché da come si fosse comportato, molto sarebbe dipeso e di conseguenza il suo giudizio sarebbe stato implacabile, definitivo. Un solo uomo era riuscita a prenderla per il naso, la lezione le era servita.
Se si fosse presentato all’appuntamento senza fede al dito, voleva dire che aveva cercato di eliminare ogni possibile indizio circa il suo stato civile in modo banale, addirittura infantile.
Ma significava soprattutto che la riteneva una sciocchina, una provincialetta priva di spirito d’osservazione o magari una beghinotta che davanti al sacro simbolo dell’unione si sarebbe ritratta come un riccio. Avrebbe rivelato allora un’anima da borghesuccio, un cervellino elementare, come se nascondere la fede potesse far dimenticare, a lui e agli altri, di avere moglie.
Al contrario…

inviato il 20/11/2017
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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

Mary Poppins

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Pamela Lyndon Travers
Mary Poppins
Tradotto da Letizia Bompiani
Rizzoli 2014
10 righe da pagina 12:

Poi la figura, scossa e sballottata dal vento, sganciò il lucchetto del cancello e i bimbi poterono vedere che si trattava di una donna, che con una mano si teneva fermo il cappello e con l’altra portava una grande borsa. Ecco che, mentre stavano osservando, Giovanna e Michele videro una cosa molto curiosa. Appena la figura ebbe oltrepassato il cancello, sembrò che il vento la sollevasse, portandola in volo verso la casa. Fu come se l’avesse trascinata fino al cancello, avesse atteso che si aprisse e poi di nuovo soffiando avesse sollevato lei, la grande borsa e tutto fino alla soglia di casa. I bimbi, sempre protesi a guardare, udirono un terribile rumore e, come lei ebbe posto piede a terra, l’intera casa si scosse.

inviato il 13/11/2017
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Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

Esercizi di memoria

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Andrea Camilleri
Esercizi di memoria
Rizzoli 2017
10 righe da pagina 2:

Ogni mattina alle sette, lavato, sbarbato, vestito di tutto punto mi siedo al tavolo del mio studio e scrivo. Sono un uomo molto disciplinato, un perfetto impiegato della scrittura. Forse con qualche vizio, perché mentre scrivo fumo, molto, e bevo birra. E scrivo, io scrivo sempre.
Questo è Camilleri. Poi a novant’anni arriva il buio. E così come non era terrorizzato dalla pagina bianca, combatte anche l’oscurità della cecità e inizia a dettare. La sua produzione letteraria trova nell’oralità una nuova via per raccontare le sue storie. Ma se forte era la sua disciplina prima, lo è ancora di più oggi che può contare esclusivamente sulla sua memoria. E quindi occorre tenerla in esercizio: osservare nei dettagli i ricordi, rappresentarsi nella mente le scene.

inviato il 06/11/2017
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Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

L'ultimo giorno di sole

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Giorgio Faletti
L'ultimo giorno di sole
Baldini&Castoldi 2017
10 righe da pagina 17:

Eccola la chiave di tutto.
Da sempre, il senso di tutto è stato racchiuso in queste poche parole.
Quale vita sarà la mia?
Da quando l’uomo cammina eretto è stata la domanda che tutti si sono posti. Tutti quelli che hanno lasciato sulla terra impronte di piedi nudi, di calzari, di babbucce, di stivali, di scarponi, di scarpe, tutti quelli che hanno aperto come ferite delle scie di spuma sul mare senza curarsi se alle loro spalle si sarebbero rimarginate o no, tutti quelli che hanno scritto il ghiaccio con i graffiti delle loro slitte senza curarsi di decifrarli, tutti quelli che hanno disegnato il cielo con le matite fumanti dei loro aeroplani senza rendersi conto che quella era una lingua che il cielo non conosceva, tutti quelli che hanno segnato le rughe di un pianeta, tutti quelli che hanno cercato di spianarle, tutti quelli che hanno guardato il mondo dall’alto, tutti quelli che lo hanno sostenuto sulle loro spalle dal basso.

inviato il 30/10/2017
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Giorgio Faletti (Asti, 25 novembre 1950)

Come la prima volta

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Nicholas Sparks
Come la prima volta
Tradotto da Alessandra Petrelli
Sperling & Kupfer 2010
10 righe da pagina 119:

Poi, decidendo che non aveva niente da temere, tirò fuori la lingua e mi leccò le dita. Un attimo dopo gli accarezzavo la testa, e allora mi girai a guardare Jane.
«Gli piaci», disse lei con aria stupita.
Scrollai le spalle. «Pare di sì.»
Riuscii a leggere il numero di telefono sulla targhetta e Jane andò in una cabina all’angolo per telefonare al proprietario.
Mentre era via, rimasi con il cane e notai che, più lo accarezzavo, più sembrava desiderare il contatto con la mia mano.
Quando lei tornò, restammo lì altri venti minuti in attesa che venissero a prenderlo. Il proprietario era un uomo sulla trentina, che balzò fuori dalla macchina e si precipitò verso l’animale. Il cane gli andò incontro scodinzolando felice e gli fece le feste.
«Vi ringrazio di cuore di avermi telefonato», ci disse riconoscente. «Era scomparso da una settimana e mio figlio piangeva tutte le sere. Nella letterina a Babbo Natale aveva espresso l’unico desiderio di ritrovare il suo cane.»

inviato il 23/10/2017
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Nicholas Charles Sparks (Omaha, 31 dicembre 1965)

Origin

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Dan Brown
Origin
Tradotto da Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Mondadori 2017
10 righe da pagina 99:

«Innanzitutto, il mio vero nome non è Winston, ma Art.»
Langdon si fece una risata. «Una guida di museo che si chiama Art? Be’, non la biasimo per aver deciso di usare uno pseudonimo. Piacere di conoscerla, Art.»
«Inoltre, quando lei mi ha chiesto perché non l’accompagnassi di persona, io le ho risposto che il signor Kirsch vuole limitare il numero delle persone dentro il museo. Ma la risposta non era completa. C’è un altro motivo per cui ci stiamo parlando tramite le cuffie e non di persona. In realtà, io non posso muovermi.»
«Oh… mi dispiace tanto.» Langdon si immaginò Art seduto su una sedia a rotelle in una specie di call center, e gli dispiacque che provasse imbarazzo a dover spiegare il suo problema fisico.
«Non è il caso che si dispiaccia per me. Le garantisco che le sue gambe sembrerebbero assai strane su di me. Vede, io non sono come lei immagina.»
Langdon rallentò il passo. «Cosa intende dire?»
«“Art” non è tanto un nome quanto un’abbreviazione. Sta per “artificiale”, anche se il signor Kirsch preferisce il termine “bionico”.»

inviato il 16/10/2017
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Daniel Gerhard Brown conosciuto come Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964)

La valle degli eroi

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Jonathan Stroud
La valle degli eroi
Tradotto da Luca Tarenzi
Salani 2012
10 righe da pagina 15:

"Amici miei" li incoraggiò Svein, "siamo nel cuore dell’estate: la notte non durerà a lungo".
Al che i dieci eroi esplosero in un gioioso grido di battaglia e raddoppiarono i loro sforzi, e nessuno cedette più di un solo passo.
Venne l’alba: il sole sorse dal mare e allo spuntare della luce la gente della Casa vicina, che per tutta la notte era rimasta sveglia a tremare nei letti, spalancò i cancelli e si avventurò nel campo, che ora riposava immerso nel silenzio.
Gli uomini si fecero strada fra i buchi e le fosse che punteggiavano il terreno e giunsero ai piedi della roccia, dove i cadaveri dei Trow giacevano impilati come covoni di fieno: alzarono gli occhi verso la sommità e parve loro di scorgere le sagome ritte di dodici uomini, ma i raggi del sole nascente inondavano la valle di una luce così abbagliante che era impossibile esserne sicuri. Si affrettarono dunque a salire loro stessi sullo sperone, ed esattamente sulla cima trovarono dieci corpi che giacevano in una linea compatta, gli occhi ormai ciechi ma spalancati e le mani ancora calde sull’impugnatura delle spade.

inviato il 09/10/2017
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Jonathan Stroud (Bedford, 27 ottobre 1970)

Il ciclope

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Paolo RFumiz
Il ciclope
Feltrinelli 2015
10 righe da pagina 93:

Bevo un altro goccio di vino e penso che sto facendo cose che non ho mai fatto.Parlo da solo,leggo ad alta voce,canto camminando tra i cespugli di assenzio o preparando la minestra della sera.Ho anche la sensazione che il mare aperto lentamente disidratii pensieri,renda superflua la sintassi,le spiegazioni ,come se fosse vano comunicare l'incommensurabile.diventi come Ungaretti n trincea,digrigni parole sempre più scabre,sei trafitto da un raggio di sole crocifisso a una costellazione,lì in mezzo al nulla.Le tue giunture diventano stelle ;gomiti , ginocchia,mani e piedi tracciano misteriosi segni zodiacali.E soprattutto senti che è subito sera,Scrivo spesso per disciplina,per mestiere o per autosuggestione.scrivo perché lascio che sia il mare a dettare la storia.Ma sento che ,se davvero non opponessi resistenza,quello stesso mare mi porterebbe pian piano al silenzio.

inviato il 11/12/2017
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Paolo Rumiz è nato a Trieste il 20 dicembre 1947.Scrittore giornalista italiano,inviato speciale del Piccolo di Trieste,editorialista di Repubblica.

Itaca per sempre

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Luigi Malerba
Itaca per sempre
Mondadori 2014
10 righe da pagina 116:

Ho inteso parlare delle guerre come di imprese eroiche, e si celebrano le gesta gloriose dei guerrieri che si distinguono per il loro coraggio, ma quale offesa all'umanità, quale orrore contro natura tutto questo sangue. Che cos'è l'eroismo se non l'esaltazione della violenza? [...] oggi ho capito che l'uomo è il più crudele e violento fra tutti gli esseri viventi.

inviato il 12/12/2017
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Non è un paese per vecchi

immagine copertina
Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi
Tradotto da Martina Testa
Einaudi 2007
10 righe da pagina 24:

Moss raccolse la pistola, inserì la sicura col pollice e abbassò il cane. Si accovacciò e cercò di ripulire l'impugnatura dal sangue passandola sui pantaloni dell'uomo, ma il sangue era troppo rappreso. Si alzò, si infilò la pistola alla cintola dietro la schiena, spinse indietro il cappello e si tamponò la fronte sudata con la manica della camicia. Si girò e si mise a osservare la piana. Ritta accanto al ginocchio del morto c'era una pesante cartella di cuoio: Moss sapeva benissimo cosa c'era dentro e provava una paura che non arrivava neanche a capire.
Quando alla fine la prese in mano si allontanò di qualche passo, si sedette sull'erba, si tolse il fucile di spalla e lo posò lì accanto. Si sistemò con le gambe un po' aperte, il mitra in grembo e la cartella fra le ginocchia. Poi allungò la mano, slacciò le due fibbie, aprì la chiusura d'ottone, sollevò la patta e la piegò all'indietro.
Era piena fino all'orlo di banconote da cento dollari. Erano suddivise in mazzi, fermati con fascette da banca su cui era stampato il valore: 10.000 $.

inviato il 11/12/2017
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Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

Tutto è possibile

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Elisabeth Strout
Tutto è possibile
Tradotto da Susanna Basso
Einaudi 2017
10 righe da pagina 182:

Annie trovava quasi insopportabile la vulnerabilità delle loro facce. Si guardò attorno in quella cucina minuscola, con la carta da parati grigia rigata di chiazze di umidità, la sedia a dondolo su cui sedeva sempre il padre, il cuscino con uno strappo largo abbastanza da mostrare l'imbottitura, (...) la tenda sulla parte alta della finestra con la sua nuvola di ragnatele fra il tessuto e il vetro. Annie tornò a rivolgere lo sguardo sui fratelli. Forse a loro non era toccato il terrore quotidiano con cui era vissuta la povera Charlene. Ma la verità era sempre stata sotto i loro occhi. Erano cresciuti nutrendosi di vergogna; la vergogna era stato il concime del loro terreno. Eppure, stranamente, quello che capiva meglio era suo padre. E per un istante Annie rifletté su questo: che suo fratello e sua sorella, brave persone, serie, perbene, equilibrate, non avevano mai conosciuto la passione che porta un uomo a rischiare tutto quello che ha, a mettere a repentaglio ciò che gli è più caro, semplicemente per essere vicino al bagliore accecante del sole che per quell'istante sembra capace di lasciarsi la terra alle spalle.

inviato il 11/12/2017
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Mi chiamo Lucy Barton

immagine copertina
Elisabeth Strout
Mi chiamo Lucy Barton
Tradotto da Susanna Basso
Einaudi 2017
10 righe da pagina 145:

Questa non è la storia del mio matrimonio; ho già detto che non la saprei scrivere. Qualche volta però penso a ciò che sanno i primi mariti. Sposai William quando avevo vent'anni. Volevo fargli da mangiare. Mi comprai una rivista di ricette elaborate e mi procurai gli ingredienti. Una sera William passò in cucina e diede un'occhiata al contenuto della padella che stava sul gas e poco dopo ripassò in cucina. - Quello cos'è, Passerotta? - disse. Risposi che era aglio. Dissi che la ricetta diceva di far rosolare dell'aglio in olio d'oliva. Con bel garbo, mi spiegò che quella era una testa d'aglio e che dovevo staccarne uno spicchio e sbucciarlo. Rivedo ancora molto chiaramente la grossa testa d'aglio non sbucciata che sguazza nell'olio nel bel mezzo della padella.

inviato il 11/12/2017
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Il filo dell'orizzonte

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Antonio Tabucchi
Il filo dell'orizzonte
Feltrinelli 1991
10 righe da pagina 80:

Harpo ha chiamato un cameriere e ha ordinato da bere. "Ma chi è lui per te?", ha chiesto piano, "è uno sconosciuto, non conta niente nella tua vita". Parlava in un bisbiglio, era impacciato e le sue mani erano nervose.
"E tu?", gli ha risposto Spino, "tu chi sei per te? Lo sai che se un giorno tu volessi saperlo dovresti cercarti in giro, ricostruirti, frugare in vecchi cassetti, recuperare testimonianze di altri, impronte disseminate qua e là e perdute? È tutto buio, bisogna andare a tentoni".

inviato il 11/12/2017
Nei segnalibri di:

L'amante

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Marguerite Duras
L'amante
Feltrinelli
10 righe da pagina 51:

Il rumore della città è vicino, si strofina contro il legno delle persiane. Sembra che la gente attraversi la stanza. Accarezzo il suo corpo in quel rumore, in quel via vai. Il mare: l'immensità che si accavalla, si allontana, ritorna.
Gli avevo chiesto di farlo ancora e ancora. Di farmi così. L'aveva fatto, l'aveva fatto nella vischiosità del sangue. Ed era stato proprio come morire. E' stato come morirne.

inviato il 04/12/2017
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Grazie, Staff :)

Ciao Francesca, sei nella finale settimanale del mese di dicembre.

In ogni caso, le righe sono tratte dall'ed. in brossura del 2015, traduzione di L. Prato Caruso.

Ero indecisa se caricare 10righe da L'amante o da Il danno.. Il risultato è questo strano ibrido - stile La mosca - di cui mi sono accorta solo ora! Staff.. Chiedo lumi per rimediare

Il giardino di elizabeth

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Elizabeth von Arnim
Il giardino di elizabeth
Tradotto da Sabina Terziani
Fazi 2017
10 righe da pagina 157:

Fa molto freddo siamo scesi a meno diciannove,ma si sta benissimo,non c'è vento ,splende il sole e ci si sente allegri,pieni di energia e bendisposti verso tutti.e mie giovani ospiti sono ancora qui,ma l'aria è così leggera e briosa che neppure loro mi pesano più di tanto.Tra l'altro mi hanno detto che presto partiranno entrambe ,per cui l'imbiancatura si farà senza tralci ,e la casa potrà accogliere la primavera tutta vestita a nuovo .
Minora ha dipinto il mio ritratto e ha intenzione di regalarlo all'Uomo della Collera come dono d'addio.
Il fatto che le abbia permesso di ritirarmi e sia stata docilmente in posa per un infinità di volte costituisce la prova definitiva della mia totale assenza di vanità. Irais,quando l'ha visto ,ha riso fino alle lacrime e le ha subito commissionato anche lei il proprio ritratto per portarlo al marito come regalo di compleanno,i primi di febbraio . Non fosse per il compleanno non sarebbe più tornata a casa; da noi però i compleanni sono ricorrenze importanti solenni ,che non possono passare inosservate,anzi devono essere festeggiate ...

inviato il 04/12/2017
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Ciao Natalina, sei nella finale settimanale del mese di dicembre.

Elizabeth Von Arnim (pesudomino Alice Cholmodeley-talora Mary Anne Beauchamp )
nata il 31.agosto 1866-Kirribilli Sidnei-Australia-
morta il 9 Febbraio 1941 -Charleston -Carolina del Sud -US-E' stata una romanziera Britannica nata in Australia - cugina di Katherine Mansfield -romanziera scrittrice neozelandese-

..in presenza di parenti solidali(vicinie lontani riuniti per l'occasione a proclamare "come porti bene gli anni",chi l'avrebbe mai detto ,"è tutto fantastico
)tutti intorno all'altare sacrificale mentre tu offri in olocausto agli dei candeline rosa e bianche-gli anni della tua vita piantate in un enorme crostata traboccante di marmellata.

E infine spuntò l'alba

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Marcello Parsi
E infine spuntò l'alba
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 99:

Già m'immaginavo i suoi occhi illuminarsi di gioia, le sue braccia che mi stringevano al petto in un appassionato slancio di riconoscenza... i suoi baci...
Spalancai la porta e in un primo momento non mi resi conto di quello che stava succedendo, ma quando sentii qualcosa che somigliava ai rumori di una colluttazione e Fulvia che urlava: "Lasciami porco! Non mi toccare!", corsi nella camera da letto e davanti ai miei occhi si presentò uno spettacolo indegno: Ortazio con una mano teneva inchiodata la giovane su uno dei due giacigli e con l'altra le stava strappando via le vesti con l'intenzione di stuprarla. Lei si dibatteva sotto di lui con tutte le forze, provando a liberarsi, e intanto cercava di graffiargli il viso e di cavargli gli occhi.
"Maledetto bastardo! Lasciala stare immediatamente: è un ordine!" gli intimai, mentre sguainavo la spada.

inviato il 04/12/2017
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Grazie! Provvederò.

Ciao Marcello sei nella finale settimanale del mese di dicembre, scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi lunedi11 dicembre a domenica 17, riportando qui nei commenti il link.

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

Bartleby e compagnia

immagine copertina
Enrique Vila-Matas
Bartleby e compagnia
Tradotto da Danilo Manera
Feltrinelli 2013
10 righe da pagina 13:

Solo dalla pulsione negativa, solo dal labirinto del No può sorgere la scrittura dell’avvenire. Ma come sarà tale letteratura? Poco fa, con un bel po’ di malizia, me lo ha chiesto un collega dell’ufficio.
“Non lo so,” gli ho risposto. “Se lo sapessi, la farei io stesso.”
Vedremo se sono capace di farla. Sono convinto che solo setacciando il labirinto del No si possono intravedere le strade ancora percorribili per la scrittura che verrà. Vedremo se sono capace di indicarle. Scriverò note a piè di pagina che commenteranno un testo invisibile, ma non per questo inesistente, giacché tale testo fantasma potrebbe benissimo finire per rimanere come in sospensione sulla letteratura del prossimo millennio.

inviato il 05/12/2017
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Ciao Paola, sei nella finale del mese di dicembre, 10righe scelte dalla redazione.

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