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Pagina di Giovanni Pisciottano

Bevi qualcosa, Pedro! Più che un'autobiografia un'autotriografia

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10 righe da pagina 11:

Certo, avere davanti, alla nascita, la fetta di mare che si staglia da Portofino alla Lanterna ha sicuramente contribuito al mio carattere: solare e irrequieto. Era chiaro che non sarei mai finito dietro una scrivania del catasto.
Fu a Sant’Ilario, in prima elementare, che seduto al mio banco impattai per la prima volta contro la durezza dell’esistenza. Io sono nato il 21 marzo, e quel giorno la maestra chiese alla classe:
“Bambini, sapete che giorno è oggi?”.
Io mi feci coraggio, alzai la mia manina:
“Il mio compleanno...”.
E la maestra, infastidita: “Stai zitto tu! Oggi, bambini, è il primo giorno di primavera” e mi ammollò uno scappellotto di rimprovero. Erano anni in cui se la maestra a scuola ti dava un ceffone, poi a casa la mamma te ne dava due, non c’era ancora il comitato dei genitori.

inviato il 19/02/2018
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Tullio Alberto Solenghi noto semplicemente come Tullio Solenghi (Genova, 21 marzo 1948)

Time Deal

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Leonardo Patrignani
Time Deal
De Agostini 2017
10 righe da pagina 25:

Questa era la vita di Julian Darrel, l’anno in cui ogni certezza si sgretolò per sempre. Questo il suo lavoro dietro le quinte del megastore di elettronica da quando, quattro anni prima, lui e la sorellina Sara erano rimasti orfani. Soli, senza nessuno a cui chiedere aiuto. Adesso la piccola, affidata in custodia a Julian, di anni ne aveva otto. Un fragile cucciolo che non si interrogava ancora su quanto fosse marcia la loro società. Ma capiva. Capiva come stava il fratello, capiva come la pensava. Julian era certo che comprendesse anche quella storia dell’eterna giovinezza – del resto ormai trionfava ovunque, in televisione, sui manifesti, nei discorsi della gente – e come molti ne fossero attratti. Da quando la TD Pharma, l’industria guidata dalla dinastia Werner, aveva esteso la vendita a tutte le classi sociali, abbassando drasticamen

inviato il 12/02/2018
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Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di febbraio. Scegli partendo da oggi 19 febbraio a domenica 25 febbraio, riportando qui nei commenti il link scelto.

Leonardo Patrignani (Moncalieri, 28 febbraio 1980)

Buona vita a tutti: I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione

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10 righe da pagina 32:

Allora perché parlare dei benefici del fallimento? Per il semplice fatto che il fallimento mi costrinse a eliminare tutto ciò che era superfluo. Smisi di illudermi di essere qualcosa che non ero e presi a incanalare ogni mia energia nel portare a termine l'unico lavoro che mi stava a cuore. Se davvero avessi avuto successo in qualcos'altro, forse non avrei mai trovato la forza di riuscire nell'unico campo a cui ero convinta di appartenere veramente. Con il realizzarsi della mia più grande paura mi ero ritrovata libera, ero ancora viva, avevo una figlia che adoravo, avevo una vecchia macchina da scrivere e un'ottima idea. E così il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui ricostruire la mia esistenza.

inviato il 05/02/2018
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Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale di febbraio 10righe scelte dalla redazione.

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

Red Knight. Il cavaliere rosso

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Miles Cameron
Red Knight. Il cavaliere rosso
Tradotto da Adriano Angelini
Fanucci 2017
10 righe da pagina 38:

Uccise tutti quelli che riuscì ad afferrare, fino a che i suoi artigli non furono ricoperti totalmente di sangue, gli arti dolenti. Molti urlarono, si ostacolarono, gli artigli a colpire alla cieca come un ariete assediato, e chiunque toccava, uomo o donna, veniva ucciso. Se avesse potuto avrebbe ucciso ogni essere umano del mondo. Il suo piccolo era morto. Il suo cucciolo era stato ucciso.
Quindi riuccise, e riuccise, e tutti scapparono in ogni direzione.
Quando non poté più acchiapparne, tornò indietro e sventrò i cadaveri, ne trovò alcuni ancora vivi e si assicurò che crepassero nel terrore.
Il suo cucciolo era morto.
Ma non ebbe tempo per piangere. Prima che gli umani potessero radunare i loro potenti arcieri e i loro mortali soldati vestiti d'acciaio, raccolse l'altro piccolo sopravvissuto, ignorò il dolore e la fatica e tutta la paura e il panico che sentiva così forte in quell'orrore monotono che erano i territori umani, e fuggì.

inviato il 29/01/2018
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Grazie Staff e grazie Barbara :)

Ciao Giovanni, le tue 10righe sono nella classifica finale del mese di febbraio. 10righe scelte da Voi utenti.

Miles Cameron, pseudomino di Christian Gordon Cameron (Pittsburgh, 16 Agosto 1962)

Mary Poppins ritorna

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P. L. Travers
Mary Poppins ritorna
Tradotto da Letizia Bompiani
Rizzoli 2015
10 righe da pagina 27:

Giovanna trasalì lievemente. «È successo qualcosa!» gridò. «Questo non è il nostro aquilone. È tutto diverso!»
Guardarono fissamente: era proprio vero. L’aquilone non era più verde e giallo. Aveva cambiato colore e ora era blu. Scendeva ondeggiando e ballonzolando.
All’improvviso Michele gettò un grido di gioia.
«Giovanna! Giovanna! Non è affatto un aquilone. Sembra... oh, sembra...»
«Riavvolgi il filo, Michele, riavvolgilo, presto!» esclamò Giovanna. «Non ce la faccio ad aspettare!»
Perché, ora, al di sopra degli alberi più alti, la figura all’estremità del filo era chiaramente visibile. Non c’era più traccia dell’aquilone verde e giallo, ma al suo posto si agitava una figura che sembrava a un tempo strana e nota, una figura che portava un abito blu con bottoni d’argento e un cappello di paglia guarnito di margherite. Sotto il suo braccio c’era un ombrello che aveva per manico una testa di pappagallo, una valigia scura pendeva da una mano, mentre l’altra si teneva saldamente all’estremità del filo che andava man mano accorciandosi.

inviato il 22/01/2018
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Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

Sonderkommando Auschwitz

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Shlomo Venezia
Sonderkommando Auschwitz
Tradotto da Maddalena Carli
Rizzoli 2009
10 righe da pagina 46:

Eravamo stravolti, intontiti dal viaggio e quelle improvvise quanto feroci urla, quel baccano infernale servivano proprio a destabilizzarci, a impedirci di capire cosa stava succedendo. Mi trovavo vicino alla porta e uscii tra i primi. Poiché il vagone era alto e il terreno in discesa, per scendere dal treno bisognava saltare. Per questa ragione rimasi lì accanto per aiutare mia madre che, sebbene non fosse anziana, era di certo duramente provata dal viaggio. Mentre aspettavo, un tedesco mi arrivò alle spalle e mi diede due colpi di bastone sulla testa talmente violenti che pensai mi avesse rotto il cranio. D’istinto tentai di proteggermi il capo con le mani e, poiché stava per colpirmi di nuovo, mi precipitai a raggiungere gli altri in fila. Cominciavano a picchiare fin dal primo momento; per sfogarsi, per crudeltà, per farci perdere qualsiasi punto di riferimento e costringerci a obbedire per paura, senza troppe storie. Ed è quello che feci anch’io. Quando mi voltai per cercare con lo sguardo mia madre, non era più lì. Non rividi più né lei né le mie sorelle, Marica e Marta.

inviato il 15/01/2018
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Shlomo Venezia (Salonicco, 29 dicembre 1923)

Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto

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Mitch Cullin
Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto
Tradotto da Giovanna Scocchera
Neri Pozza 2015
10 righe da pagina 13:

Tanto all’andata quanto al ritorno aveva percorso gli stessi, interminabili itinerari, perlopiù in compagnia di militari chiassosi, pochi dei quali riconoscevano l’anziano gentiluomo che cenava o sedeva accanto a loro (quel Matusalemme lento come una lumaca che si frugava in tasca alla ricerca di un cerino mai trovato, masticando in continuazione un sigaro giamaicano spento). Quei visi rubizzi si volgevano a lui solo nelle rare occasioni in cui un funzionario proclamava ad alta voce la sua identità, e allora lo scrutavano meravigliati perché, sebbene usasse due bastoni da passeggio, il suo corpo era ancora diritto, e il passare degli anni non aveva smorzato il grigio intenso degli occhi. I capelli candidi, folti e lunghi, come la barba, erano pettinati all’indietro, alla moda inglese.
«È vero? È proprio lei?»
«Temo di potermi fregiare ancora di quel titolo».
«Lei è proprio Sherlock Holmes? No, non ci credo».
«Poco male. Del resto fatico io stesso a crederci».

inviato il 08/01/2018
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Grazie.

Ho scelto queste 10righe http://scrivi.10righedailibri.it/i-melrose-0

Grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di gennaio. Scegli partendo da oggi a domenica 21 gennio 10righe che più ti piacciono riportando il link qui nei commenti.

Mitch Cullin (Santa Fe, 23 marzo 1968)

Tutto il tempo che vuoi

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Francesco Gungui
Tutto il tempo che vuoi
Giunti 2017
10 righe da pagina 118:

Quindi chiamo Viola.
«Aiuto» le dico con tono pacato ma allarmato.
«Che cosa?»
«Sono a cena a casa di Camilla.»
«Ah, grande, ti sei lanciato. Anche lei sta telefonando ai suoi amici invece di parlare con te?»
«Lei è già coi suoi amici, a tavola, in veranda.»
«E tu?»
«In cucina, da solo, ho appena servito il primo e sto preparando il secondo. Mi ha invitato qui per cucinare. Temo che mi abbia preso per un cuoco a domicilio. Cioè, non lo temo, a questo punto è così per forza.»
«E tu non le hai detto niente?»
«E che le dico? Ero qui, mi ha fatto vedere la spesa, ha detto che i suoi amici stavano arrivando…»
Viola rimane in silenzio qualche secondo, poi comincia a ridere.
«Ricordati che è colpa tua. È a casa tua che si è convinta che fossi uno chef a domicilio.»
«Quindi è merito mio. Ti ho trovato un lavoro. Quanto ti paga?»
«Oddio, è vero, mi vorrà pagare.»
«E quanto le chiedo? No, non le chiedo niente. E poi a un certo punto glielo spiego che non sono un cuoco.»
«Per forza.»

inviato il 02/01/2018
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Francesco Gungui (Milano, 9 luglio 1980)

Monochrome

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Alessandro Fusco
Monochrome
Scatole Parlanti 2017
10 righe da pagina 25:

E se ci tornasse? Se mi avesse chiesto come mi chiamo per...
È indecisa, ma sa che è tardi. Ci sono regole da rispettare, orari proibiti per muoversi da sola. Per Giorgia non esiste il tramonto come lo intendono le persone qualunque. Esiste un frammento del giorno fatto di tonalità confuse che, all'improvviso, si mescolano nel cielo fino a spegnere sul suo volto ogni luce e ogni forma. Il crepuscolo, la penombra, sono per lei un confine oltre il quale non può tentare la sorte.
Privata dalla nascita di ogni colore, i suoi occhi sono come due fiori delicati, che abbagliati dal sole, o dai fari di una macchina, possono portare alla morte. Il tempo passa. Ci pensa un po' su. Forse è il caso che torni a casa.

inviato il 27/12/2017
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Grazie.

Ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/la-ragazza-delle-perle

Ok, grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di dicembre, scegli da lunedì 1 gennaio a domenica 7 gennaio 10righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Alessandro Fusco (Borgomanero, 24 Gennaio 1974)

Cacciatori di diamanti

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Wilbur Smith
Cacciatori di diamanti
Tradotto da Attilio Veraldi
Superpocket 1997
10 righe da pagina 65:

Il Vecchio si drizzò nella persona. Parve riacquistare imponenza e sorrise. Ora parlò con calma, non ebbe bisogno d'alzare la voce:
“Va' via dal mio nido, cuculo. Vola via!”
A poco a poco Johnny cambiò espressione, il profilo della mascella s'indurì, sporse in fuori aggressiva. Tirò su le spalle e si cacciò le mani in tasca chiudendole a pugno.
Due ossuti martelli.
Annuì scuotendo il capo.
“Capisco.” Scosse di nuovo il capo, poi sorrise. Un sorriso, poco convincente, che gli storse solo la bocca e gli lasciò la cupezza negli occhi. “D'accordo, vecchio bastardo, ti farò vedere io.”
E lasciò la stanza senza voltarsi.
La soddisfazione, una profonda soddisfazione, quasi illuminò il viso del Vecchio. Gongolò, ma a un tratto gli venne meno il fiato. Cominciò a tossire e il dolore lo prese alla gola, violento. S'afferrò debolmente al bordo della scrivania.
Si sentì muovere dentro il ragno della morte, sentì le sue zampe che affondavano più profondamente nella gola e nei polmoni. Ebbe paura.
Lanciò un grido, di dolore e paura, ma nella vecchia dimora non c'era nessuno che potesse udirlo.

inviato il 18/12/2017
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Antropometria

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Paolo Zardi
Antropometria
Neo Edizioni 2015
10 righe da pagina 77:

Non si può pianificare tutto. Da qualche parte, là fuori, c'è anche la paura, il crollo, la crepa che si propaga - un buchino diventa una voragine che ingoia tutto. È l'anomalia, l'eccezione, lo scarto improvviso. Non ci siamo abituati ed è consolante sapere che sia così. Raramente la vita che viviamo potrebbe essere la trama di un film: chi vorrebbe vedere ottant'anni di qualcuno che lavora, dorme, lavora, gioca, guarda la tv e non succede mai niente? Dopo un po', anche le scene di sesso perdono di interesse. E, mi creda, nessuno muore mai.

inviato il 20/02/2018
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La montagna rossa

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Olivier Truc
La montagna rossa
Tradotto da Raffaela Fontana
Marsilio Editori 2018
10 righe da pagina 21:

Persson, per esempio, era bravissimo a fare il doppio gioco, sfruttando il ruolo di allevatore in contesti diversi ed esigendo il rispetto dei suoi diritti di membro di una minoranza. Questo non piaceva a tutti. Altri allevatori part time davano meno problemi, ma a volte bastava anche solo Persson perché gli svedesi si coalizzassero e vedessero i sami come noiosi questuanti in cerca di sovvenzioni.
Anche gli altri si osservavano a vicenda.
«La polizia delle renne tornerà domani mattina, e noi ne prendiamo atto. Non possiamo permetterci il minimo passo falso con il processo in corso.»
Questa volta ci fu solo un grugnito da parte di Persson.
Gli altri restarono in silenzio.
«Inoltre vi ricordo che è stato trovato un cadavere» continuò Petrus. «Scaveranno nelle nostre storie. E tu, Persson, farai bene a non dimenticartelo.»

inviato il 20/02/2018
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ACETO, ARCOBALENO

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Erri De Luca
ACETO, ARCOBALENO
Economica Feltrinelli
10 righe da pagina 39:

Giungemmo a un sentiero pianeggiante. Marciavi leggero, appoggiando con forza e snellezza la pianta del piede, con passi che trattenevano a stento il rimbalzo, come se un morso impedisse loro di slanciarsi in corsa. Era bello vederti camminare.
Ero sudato, mi offristi un fazzoletto. Ritrovando un'antica frase di nostri studi di filosofia recitasti: "non ci si bagna due volte nella stessa acqua," e aggiungesti "nemmeno nello stesso sudore". Di tante voci staccate staccate da un sistema di pensiero, ne restavano a mente alcune che si reggevano da sole.

inviato il 21/02/2018
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Bivio, anno di edizione? :)

Stoner

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Jhon Williams
Stoner
Tradotto da Stefano Tummolini
La Biblioteca di Repubblica 2018
10 righe da pagina 238:

Poi sorrise di gioia, come sull'onda di un ricordo: pensò che aveva quasi sessant'anni e avrebbe dovuto essersi lasciato alle spalle la forza di una tale passione, di un tale amore. Ma sapeva di non averlo fatto. Sapeva che non l'avrebbe fatto mai. Oltre il torpore, l'indifferenza, la rimozione, quell'amore era ancora lì, solido e intenso. Non se n'era mai andato.[...] L'aveva dato a Edith, nei primi, ciechi, folli anni del corteggiamento e del matrimonio. E l'aveva dato a Katherine, come se fosse stata la prima volta. Stranamente, l'aveva dato a ogni momento della sua vita, e forse l'aveva dato più pienamente proprio quando non si rendeva conto di farlo. Non era una passione della mente e nemmeno dello spirito: era piuttosto una forza che comprendeva entrambi, come se non fossero che la materia, la sostanza specifica dell'amore stesso. A una donna o a una poesia, il suo amore diceva semplicemente: Guarda! Sono vivo!”

inviato il 21/02/2018
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Le Café - La bottega del caffè

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Carlo Goldoni
Le Café - La bottega del caffè
Gallimar 2004
10 righe da pagina 161:

LEANDRO: Dice il proverbio: Una volta corre il cane, e l’altra la lepre.
EUGENIO: Ma io sono sempre la lepre, e voi sempre il cane.
LEANDRO: Ho un sonno, che non ci vedo. Son sicuro di non poter tenere le carte in mano; eppure per questo maledetto vizio non m’importa di perdere, purché giuochi.
EUGENIO: Anch’io ho sonno. Oggi non giuoco di certo.
LEANDRO: Se non avete denari non importa, io vi credo.
EUGENIO: Credete che sia senza danari? Questi sono zecchini; ma non voglio giuocare. (mostra la borsa con gli dieci zecchini)
LEANDRO: Giuochiamo almeno una cioccolata.
EUGENIO: Non ne ho volontà.
LEANDRO: Una cioccolata per servizio…
EUGENIO: Ma se vi dico…
LEANDRO: Una cioccolata sola sola, e chi parla di giuocar di più perda un ducato.
EUGENIO: Via, per una cioccolata, andiamo.

inviato il 21/02/2018
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Ringrazio Ricardo per il gradito regalo spedito dalla Francia. Ho appena finito la lettura in italiano e ora, come da lui suggerito, proverò la lettura in francese. :)

La guerra dei lupi

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Alessio Del Debbio
La guerra dei lupi
Edizioni il Ciliegio 2017

«A nessun uomo dovrebbe essere concesso di vivere così a lungo, di non provare la malattia né la vecchiaia, di pretendere di essere un Dio. È la brevità, assieme all’impossibilità di averne una seconda, ciò che rende la vita un bene prezioso, degna di essere vissuta in ogni attimo. Se invece la morte diventa uno spauracchio per bambini e l’esistenza infinita, allora non è più vita. È banalità. È immeritata sopravvivenza. È trascinarsi di giorno in giorno senza sapere perché». (Johanna)

inviato il 21/02/2018
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Pestilentia

Stefano Mancini
Pestilentia
Astro edizioni 2016

“Tempo prima qualcuno gli aveva detto che l’uomo è capace di adattarsi a tutto, anche alle condizioni più estreme. Non era vero. Lui non si era ancora abituato al freddo. C’erano notti in cui tremava tanto da non riuscire a chiudere occhio e in cui le dita gli si congelavano fino a perdere ogni sensibilità. Tra la Morte nera e quell’inverno perenne, il mondo sembrava aver imboccato una via senza uscita”. (Pestilentia, di Stefano Mancini, Astro Edizioni, 2016).

inviato il 22/02/2018
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L'anno della lepre

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Arto Paasilinna
L'anno della lepre
Tradotto da Fabrizio Carbone
Iperborea 1999
10 righe da pagina 121:

Era uno spettacolo da non perdere:l'acqua bollente fumava nell'aria gelida,il tetto era tutto bagnato dal vapore che saliva alto nel cielo sereno.Visto da lontano ,il cantiere faceva pensare a una centrale termica o a una vecchia locomotiva che prende acqua e sputa folate di vapore. Vatanen,su quel tetto,sembrava un macchinista che tenta di mettere in moto,a una temperatura sotto zero,una mastodontica macchina:i colpi di martello parevano il tossicchiare di un motore a scoppio;ma la capanna non era una macchina e non si metteva in moto.una volta ,alzandosi per aspettare che le nubi di vapore sul tetto si dissipassero. Vatanen lasciò errare lo sguardo sul versante opposto delle gole Ansimanti. Delle orme conducevano al folto sottobosco della parete rocciosa.qualcuno,dunque,era passato di là....

inviato il 19/02/2018
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Genova di tutta la vita

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Giorgio Caproni
Genova di tutta la vita
Edizioni San Marco dei Giustiniani 1997
10 righe da pagina 54:

Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all'alba - d'acqua piovana.

Quando mi sarò deciso
d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.

Ci andrò rubando (forse
di bocca) dei pezzettini
di pane ai miei due bambini.
Ma là sentirò alitare
la luce nera del mare
fra le mie ciglia, e... forse
(forse) sul belvedere
dove si sta in vestaglia,
chissà che fra la ragazzaglia
aizzata (fra le leggiadre
giovani in libera uscita
con cipria e odor di vita
viva) non riconosca
sotto un fanale mia madre.

inviato il 19/02/2018
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La poesia si intitola "L'ascensore".

Mendel dei libri

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Stefan Zweig
Mendel dei libri
Tradotto da A. Vigliani
Adelphi 2008
10 righe da pagina 27:

Trentatré anni prima, ragazzetto piccolo e ingobbito, con le guance ancora coperte di morbida lanugine nera e fitti riccioletti sulla fronte, era arrivato a Vienna per studiare da rabbino; ma ben presto aveva abbandonato quel severo Dio unico che era Yahveh per consacrarsi al rutilante e sfaccettato politeismo dei libri. Era stato allora che aveva scoperto il Caffè Gluck, e a poco a poco esso era divenuto il suo laboratorio, il suo quartier generale, il suo ufficio postale, il suo mondo. Come un astronomo, tutto solo nella propria specola, scruta notte dopo notte attraverso il minuscolo obiettivo del telescopio le miriadi di stelle, le loro misteriose orbite, i loro intrecci errabondi, il loro spegnersi e riaccendersi, così da quel tavolino quadrato Jacob Mendel, attraverso le sue lenti, immergeva lo sguardo in quell'altro universo, quello dei libri, anch'esso in eterna rotazione e in un continuo rigenerarsi, in quel mondo sovrastante il nostro mondo.

inviato il 19/02/2018
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Stefan Zweig (Vienna, 28 novembre 1881 – Petrópolis, 23 febbraio 1942) è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta austriaco naturalizzato britannico. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942. Oppositore fermo dei totalitarismi, lasciò l'Europa dopo l'avvento al potere del nazionalsocialismo, rifugiandosi infine in Brasile dove si suicidò nel 1942. « Inerme e impotente, dovetti essere testimone della inconcepibile ricaduta dell'umanità in una barbarie che si riteneva da tempo obliata e che risorgeva invece col suo potente e programmatico dogma dell'anti-umanità. »

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