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Pagina di Giovanni Pisciottano

Bello, elegante e con la fede al dito

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Andrea Vitali
Bello, elegante e con la fede al dito
Garzanti 2017
10 righe da pagina 54:

Nei giorni a seguire un pensiero pari a un chiodo si piantò al centro della mente della Pescegalli.
L’anello, la fede nuziale.
Come si sarebbe comportato il Casteggi?
Con lei intendeva, e con la fede.
L’avrebbe tenuta al dito oppure se la sarebbe tolta?
Perché da come si fosse comportato, molto sarebbe dipeso e di conseguenza il suo giudizio sarebbe stato implacabile, definitivo. Un solo uomo era riuscita a prenderla per il naso, la lezione le era servita.
Se si fosse presentato all’appuntamento senza fede al dito, voleva dire che aveva cercato di eliminare ogni possibile indizio circa il suo stato civile in modo banale, addirittura infantile.
Ma significava soprattutto che la riteneva una sciocchina, una provincialetta priva di spirito d’osservazione o magari una beghinotta che davanti al sacro simbolo dell’unione si sarebbe ritratta come un riccio. Avrebbe rivelato allora un’anima da borghesuccio, un cervellino elementare, come se nascondere la fede potesse far dimenticare, a lui e agli altri, di avere moglie.
Al contrario…

inviato il 20/11/2017
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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

Mary Poppins

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Pamela Lyndon Travers
Mary Poppins
Tradotto da Letizia Bompiani
Rizzoli 2014
10 righe da pagina 12:

Poi la figura, scossa e sballottata dal vento, sganciò il lucchetto del cancello e i bimbi poterono vedere che si trattava di una donna, che con una mano si teneva fermo il cappello e con l’altra portava una grande borsa. Ecco che, mentre stavano osservando, Giovanna e Michele videro una cosa molto curiosa. Appena la figura ebbe oltrepassato il cancello, sembrò che il vento la sollevasse, portandola in volo verso la casa. Fu come se l’avesse trascinata fino al cancello, avesse atteso che si aprisse e poi di nuovo soffiando avesse sollevato lei, la grande borsa e tutto fino alla soglia di casa. I bimbi, sempre protesi a guardare, udirono un terribile rumore e, come lei ebbe posto piede a terra, l’intera casa si scosse.

inviato il 13/11/2017
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Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff (Maryborough, 9 agosto 1899)

Esercizi di memoria

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Andrea Camilleri
Esercizi di memoria
Rizzoli 2017
10 righe da pagina 2:

Ogni mattina alle sette, lavato, sbarbato, vestito di tutto punto mi siedo al tavolo del mio studio e scrivo. Sono un uomo molto disciplinato, un perfetto impiegato della scrittura. Forse con qualche vizio, perché mentre scrivo fumo, molto, e bevo birra. E scrivo, io scrivo sempre.
Questo è Camilleri. Poi a novant’anni arriva il buio. E così come non era terrorizzato dalla pagina bianca, combatte anche l’oscurità della cecità e inizia a dettare. La sua produzione letteraria trova nell’oralità una nuova via per raccontare le sue storie. Ma se forte era la sua disciplina prima, lo è ancora di più oggi che può contare esclusivamente sulla sua memoria. E quindi occorre tenerla in esercizio: osservare nei dettagli i ricordi, rappresentarsi nella mente le scene.

inviato il 06/11/2017
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Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

L'ultimo giorno di sole

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Giorgio Faletti
L'ultimo giorno di sole
Baldini&Castoldi 2017
10 righe da pagina 17:

Eccola la chiave di tutto.
Da sempre, il senso di tutto è stato racchiuso in queste poche parole.
Quale vita sarà la mia?
Da quando l’uomo cammina eretto è stata la domanda che tutti si sono posti. Tutti quelli che hanno lasciato sulla terra impronte di piedi nudi, di calzari, di babbucce, di stivali, di scarponi, di scarpe, tutti quelli che hanno aperto come ferite delle scie di spuma sul mare senza curarsi se alle loro spalle si sarebbero rimarginate o no, tutti quelli che hanno scritto il ghiaccio con i graffiti delle loro slitte senza curarsi di decifrarli, tutti quelli che hanno disegnato il cielo con le matite fumanti dei loro aeroplani senza rendersi conto che quella era una lingua che il cielo non conosceva, tutti quelli che hanno segnato le rughe di un pianeta, tutti quelli che hanno cercato di spianarle, tutti quelli che hanno guardato il mondo dall’alto, tutti quelli che lo hanno sostenuto sulle loro spalle dal basso.

inviato il 30/10/2017
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Giorgio Faletti (Asti, 25 novembre 1950)

Come la prima volta

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Nicholas Sparks
Come la prima volta
Tradotto da Alessandra Petrelli
Sperling & Kupfer 2010
10 righe da pagina 119:

Poi, decidendo che non aveva niente da temere, tirò fuori la lingua e mi leccò le dita. Un attimo dopo gli accarezzavo la testa, e allora mi girai a guardare Jane.
«Gli piaci», disse lei con aria stupita.
Scrollai le spalle. «Pare di sì.»
Riuscii a leggere il numero di telefono sulla targhetta e Jane andò in una cabina all’angolo per telefonare al proprietario.
Mentre era via, rimasi con il cane e notai che, più lo accarezzavo, più sembrava desiderare il contatto con la mia mano.
Quando lei tornò, restammo lì altri venti minuti in attesa che venissero a prenderlo. Il proprietario era un uomo sulla trentina, che balzò fuori dalla macchina e si precipitò verso l’animale. Il cane gli andò incontro scodinzolando felice e gli fece le feste.
«Vi ringrazio di cuore di avermi telefonato», ci disse riconoscente. «Era scomparso da una settimana e mio figlio piangeva tutte le sere. Nella letterina a Babbo Natale aveva espresso l’unico desiderio di ritrovare il suo cane.»

inviato il 23/10/2017
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Nicholas Charles Sparks (Omaha, 31 dicembre 1965)

Origin

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Dan Brown
Origin
Tradotto da Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli
Mondadori 2017
10 righe da pagina 99:

«Innanzitutto, il mio vero nome non è Winston, ma Art.»
Langdon si fece una risata. «Una guida di museo che si chiama Art? Be’, non la biasimo per aver deciso di usare uno pseudonimo. Piacere di conoscerla, Art.»
«Inoltre, quando lei mi ha chiesto perché non l’accompagnassi di persona, io le ho risposto che il signor Kirsch vuole limitare il numero delle persone dentro il museo. Ma la risposta non era completa. C’è un altro motivo per cui ci stiamo parlando tramite le cuffie e non di persona. In realtà, io non posso muovermi.»
«Oh… mi dispiace tanto.» Langdon si immaginò Art seduto su una sedia a rotelle in una specie di call center, e gli dispiacque che provasse imbarazzo a dover spiegare il suo problema fisico.
«Non è il caso che si dispiaccia per me. Le garantisco che le sue gambe sembrerebbero assai strane su di me. Vede, io non sono come lei immagina.»
Langdon rallentò il passo. «Cosa intende dire?»
«“Art” non è tanto un nome quanto un’abbreviazione. Sta per “artificiale”, anche se il signor Kirsch preferisce il termine “bionico”.»

inviato il 16/10/2017
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Daniel Gerhard Brown conosciuto come Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964)

La valle degli eroi

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Jonathan Stroud
La valle degli eroi
Tradotto da Luca Tarenzi
Salani 2012
10 righe da pagina 15:

"Amici miei" li incoraggiò Svein, "siamo nel cuore dell’estate: la notte non durerà a lungo".
Al che i dieci eroi esplosero in un gioioso grido di battaglia e raddoppiarono i loro sforzi, e nessuno cedette più di un solo passo.
Venne l’alba: il sole sorse dal mare e allo spuntare della luce la gente della Casa vicina, che per tutta la notte era rimasta sveglia a tremare nei letti, spalancò i cancelli e si avventurò nel campo, che ora riposava immerso nel silenzio.
Gli uomini si fecero strada fra i buchi e le fosse che punteggiavano il terreno e giunsero ai piedi della roccia, dove i cadaveri dei Trow giacevano impilati come covoni di fieno: alzarono gli occhi verso la sommità e parve loro di scorgere le sagome ritte di dodici uomini, ma i raggi del sole nascente inondavano la valle di una luce così abbagliante che era impossibile esserne sicuri. Si affrettarono dunque a salire loro stessi sullo sperone, ed esattamente sulla cima trovarono dieci corpi che giacevano in una linea compatta, gli occhi ormai ciechi ma spalancati e le mani ancora calde sull’impugnatura delle spade.

inviato il 09/10/2017
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Jonathan Stroud (Bedford, 27 ottobre 1970)

L'amore ai tempi del colera

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Gabriel García Márquez
L'amore ai tempi del colera
Tradotto da Angelo Morino
A. MONDADORI 2015
10 righe da pagina 97:

Fermina Daza era in cucina ad assaggiare la minestra per la cena, quando udì il grido di orrore di Digna Pardo e il baccano della servitù e poi quello del vicinato. Buttò via il cucchiaio per assaggiare e cercò di correre come poteva col peso invincibile della sua età, gridando come una pazza senza sapere ancora cosa stava accadendo sotto le fronde del mango, e il cuore le si frantumò quando vide il suo uomo supino nel fango, già morto in vita, ma che resisteva ancora un ultimo minuto al colpo di coda della morte affinché lei avesse il tempo di arrivare.
Riuscì a riconoscerla nel tumulto attraverso le lacrime del dolore irripetibile di morirsene senza di lei e la guardò l'ultima volta per sempre con gli occhi più luminosi, più tristi e più riconoscenti che lei gli avesse mai visto in mezzo secolo di vita comune, e riuscì a dirle con l'ultimo respiro:
“Solo Dio da quanto ti ho amata.”
Fu una morte memorabile, e non senza motivo.

inviato il 02/10/2017
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Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo (Aracataca, 6 marzo 1927)

Prendiluna

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Stefano Benni
Prendiluna
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 10:

Da un albero, con un balzo, saltò giù Ariel, il gatto bianco figlio di Iside, capostipite dei Diecimici. Risplendeva ed era trasparente come una medusa.
– Otto giorni, – disse – hai otto giorni di tempo da domattina per salvare il mondo.
– Non capisco – disse la vecchia. – Ariel, tu sei morto da molti anni.
Gli occhi del gatto brillarono come fiammelle.
– Cosa sapete voi umani della morte? Ascoltami. Hai otto giorni, come negli antichi calendari. Devi consegnare i Diecimici, ognuno a una persona degna e buona. Poi porterai la lista al Diobono, ti dirò io dove. Se troverai queste dieci persone, il mondo sarà salvo. Se no sarà la fine di tutto, e il mondo verrà annientato, e stavolta non ci sarà nuovo carbonio o Dna che tenga, finito, consummatum est, finished, vorbei, hatanka, piùmiau...
– Ariel... non hai mai parlato così... e poi come posso io, una povera vecchia in pensione...
– Solo tu puoi salvare il mondo. Cerca dieci Folli, dieci Giusti.

inviato il 25/09/2017
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Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

Toto. L'uomo e la maschera

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Franca Faldini e Goffredo Fofi
Toto. L'uomo e la maschera
minimum fax 2017
10 righe da pagina 35:

Allora, nel tentativo di raddrizzarlo, la madre si era consultata con il padre che sporadicamente si faceva vivo e di comune accordo lo avevano iscritto al collegio Cimino dove si era rimediato una sequela di bocciature e il pugno in faccia che doveva deviargli il setto nasale, atrofizzargli in parte i muscoli di una mandibola e cambiargli la vita.
«Io credo che Totò sia nato là», sosteneva, «nel cortile di quel collegio, figlio clandestino di un incidente con il precettore».
Le foto della sua infanzia, precedenti l’epoca del suo ingresso al Cimino, avvalorano questa teoria, riproponendolo con un volto ovale, regolare, illuminato da grandi occhi scuri e pensosi.
L’incidente, raccontava, era andato così: in un pomeriggio di ricreazione egli si era scatenato in una giocosa partita di boxe con uno dei precettori preferiti dagli alunni, «un bravo giovane che non pretendeva di vederci sempre tutti immamozzati». E, accidentalmente, il precettore, per scansare un pugno, gliene aveva sferrato uno in pieno volto.

inviato il 18/09/2017
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Franca Faldini (Roma, 10 febbraio 1931) - Goffredo Fofi (Gubbio, 15 aprile 1937)

Bello, elegante e con la fede al dito

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Andrea Vitali
Bello, elegante e con la fede al dito
Garzanti 2017
10 righe da pagina 54:

Nei giorni a seguire un pensiero pari a un chiodo si piantò al centro della mente della Pescegalli.
L’anello, la fede nuziale.
Come si sarebbe comportato il Casteggi?
Con lei intendeva, e con la fede.
L’avrebbe tenuta al dito oppure se la sarebbe tolta?
Perché da come si fosse comportato, molto sarebbe dipeso e di conseguenza il suo giudizio sarebbe stato implacabile, definitivo. Un solo uomo era riuscita a prenderla per il naso, la lezione le era servita.
Se si fosse presentato all’appuntamento senza fede al dito, voleva dire che aveva cercato di eliminare ogni possibile indizio circa il suo stato civile in modo banale, addirittura infantile.
Ma significava soprattutto che la riteneva una sciocchina, una provincialetta priva di spirito d’osservazione o magari una beghinotta che davanti al sacro simbolo dell’unione si sarebbe ritratta come un riccio. Avrebbe rivelato allora un’anima da borghesuccio, un cervellino elementare, come se nascondere la fede potesse far dimenticare, a lui e agli altri, di avere moglie.
Al contrario…

inviato il 20/11/2017
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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

L'eleganza del riccio

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Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
Tradotto da Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
Edizioni E/O 2007
10 righe da pagina 170:

Non ho figli, non guardo la televisione e non credo in Dio, tutti sentieri che gli uomini calpestano per rendere la loro vita più semplice. I figli aiutano a rimandare l'angoscioso dovere di affrontare se stessi, compito a cui in seguito provvedono i nipoti. La televisione distrae dalla massacrante necessità di fare progetti a partire dal nulla delle nostre frivole esistenze e, ingannando gli occhi, solleva la mente dalla grande opera del senso. E infine Dio mitiga i nostri timori di mammiferi e l'insopportabile prospettiva che i nostri piaceri un giorno abbiano fine. Quindi io, senza nè prole, senza pixel per stordire la cosmica consapevolezza dell'assurdo, certa, invece, della fine e della previsione del vuoto, credo di poter affermare che non ho scelto la via della semplicità.

inviato il 20/11/2017
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La fabbrica delle stelle

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Gaetano Savatteri
La fabbrica delle stelle
Sellerio 2016
10 righe da pagina 36:

Sfoglio il "Giornale di Sicilia". [...]
Mi appassiono alla storia del muratore di Castelvetrano che ha tappezzato la città con le foto della moglie e del suo amante, peraltro mezzo parente, con la scritta: fedifrago. Apprezzo la raffinatezza dell'insulto tardo ottocentesco. Ormai solo i carpentieri frequentano certe ricercatezze linguistiche.
- Ecco qui, tutto pronto - Armando mi consegna il pacchetto, tiepido di gratitudine e ricotta. Lancia un'occhiata alla pagina del giornale con la storia del muratore di Castelvetrano.
- Cornuto - sussurra.
I baristi non amano i vocaboli desueti, non quanto i manovali edili.

inviato il 14/11/2017
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Grazie!

Ciao Oliva, sei nella finale di novembre. 10 righe scelte da Voi Utenti.

Terapia di coppia per amanti

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Diego De Silva
Terapia di coppia per amanti
Einaudi Super ET 2017
10 righe da pagina 3:

Se pensate che gli amanti siano partigiani della felicità; gente abbastanza disillusa da aver capito che l'unico modo per resistere all'andazzo mortifero della vita matrimoniale sia farsene un'altra in cui negare ideologicamente le norme vigenti nella prima, e dunque abolire ogni ruolo, ogni dovere, ogni ambizione di stabilità in nome di un unico fine superiore (il solo che poi conta veramente), quello di vedersi quando si ha voglia senza aspettarsi dall'altro più di quanto ti dà; bene, se è questo che pensate, allora lasciate che vi dica che non avete la minima idea di cosa state parlando.

inviato il 14/11/2017
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Uno per tutti

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Gaetano Savatteri
Uno per tutti
Sellerio 2015
10 righe da pagina 35:

Succede che la mamma di Gil dorme di giorno. Se noi giochiamo si alza stanca e dice:
- Bambini, fate piano, ho il turno di notte.
Il turno di notte è quando uno dorme di giorno. Un pomeriggio mi sono messo nel mio letto, con gli occhi chiusi e stretti, ma entrava tanta luce.
- Che fai? - ha chiesto mamma.
- Faccio il turno di notte.

inviato il 15/11/2017
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Prima edizione: 2008.

Non lasciarmi

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KAZUO ISHIGURO
Non lasciarmi
Tradotto da Paola Novarese
Einaudi 2005
10 righe da pagina 129:

Durante quei primi mesi,,avevamo in qualche modo elaborato la teoria che il nostro inserimento della comunità dei Cottages-quanto eravamo bravi a copiare- dipendeva da quanti libri si erano letti.Potrà sembrare strano ma è così,quest'idea prese piede nel nostro gruppo,tra quelli che provenivano da Hailsham .Tutto l'insieme era deliberatamente un pò nebuloso - e infatti aveva molti tratti in comune con il modo in cui avevamo affrontato il problema del sesso a Hailsham. Andavamo in giro con l'aria di chi aveva letto ogni genere di cose, annuendo con fare consapevole quando qualcuno menzionava per esempio "Guerra e pace",sottintendendo che nessuno avrebbe sondato nel dettaglio questa affermazione.Non bisogna dimenticare che, dal momento che eravamo stati quasi sempre insieme dal nostro arrivo ai Cottages,sarebbe stato impossibile per uno di noi leggere "Guerra e pace"senza che gli altri se ne accorgessero.

inviato il 15/11/2017
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Aurora nel buio

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Barbara Baraldi
Aurora nel buio
Giunti Editore 2017
10 righe da pagina 255:

La pazzia non esiste.
Nevrosi,disturbi della personalità,persino le psicosi possono essere scatenate da gravi eventidi natura traumatica.
Noi cerchiamo di dare conforto a coloro che hanno subito un crollo,li aiutiamo a convivere con le proprie debolezze.
La natura della psiche umana è complessa,e non è ancora decifrata.
Va tutto bene finchè riudsciamo a confinare la sofferenza dentro a un muro,nella nostra mente.
Fece una pausa. Ma a volte osservare quel muro è spaventoso al punto da rendere l'esistenza stessa insopportabile.

inviato il 16/11/2017
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Silvia...tocc tocc queste 10 righe mi hanno ricordato la lettura di un libro scritto da Antonio Ferrara "Batti il muro"...parla di una bambina che si rifugia in un armadio a causa della malattia della madre...ciao ,naty

L'arte di correre

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Haruki Murakami
L'arte di correre
Tradotto da Antonietta Pastore
einaudi super et 2007
10 righe da pagina 35:

Ciò che penso, semplicemente, è che, una volta usciti dalla prima giovinezza, nella vita è necessario stabilire delle priorità. Una sorta di graduatoria che permetta di distribuire al meglio tempo ed energia. Se entro una certa età non si definisce in maniera chiara questa scala dei valori, l'esistenza finisce col perdere il suo punto focale, e di conseguenza anche le sfumature. A me non interessava avere tanti amici in carne ed ossa, privilegiavo il bisogno di condurre una vita tranquilla in cui potermi concentrare nella scrittura. Perché per me le relazioni umane veramente importanti, più che con persone specifiche, erano quelle che avrei costruito con i miei lettori. Se dopo aver posato le fondamenta della mia vita ed essermi creato un ambiente favorevole al mio lavoro, avessi scritto delle opere di un certo valore, un gran numero di persone le avrebbe accolte con gioia. E dar loro questa gioia non era forse per me, in quanto scrittore professionista, il primo dovere? Ancor oggi non ho cambiato opinione in proposito. I lettori non li posso vedere in faccia, e in un certo senso la

inviato il 07/11/2017
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Grazie.

Salve Staff! Ho scelto queste come 10 righe http://scrivi.10righedailibri.it/la-fabbrica-delle-stelle

Ciao Davide, sei nella classifica settimanale del mese di novembre. Scegli da oggi lunedi 13 a domenica 19 novembre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui il link.

''relazione con loro è soltanto concettuale, tuttavia per me quell'invisibile relazione «concettuale» è qualcosa della massima importanza, e con questa convinzione ho vissuto finora''

Haruki Murakami (Kyoto, 12 gennaio 1949) è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese.

Travels with Charley. In Search of America

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John Steinbeck
Travels with Charley. In Search of America
Penguin 2001

Charley is a tall dog. As he sat in the seat beside me, his head was almost as high as mine. He put his nose close to my ear and said, "Ftt." He is the only dog I ever knew who could pronounce the consonant F. This is because his front teeth are crooked, a tragedy which keeps him out of dog shows; because his upper front teeth slightly engage his lower lip Charley can pronounce F. The word "Ftt" usually means he would like to salute a bush or a tree.

inviato il 09/11/2017
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Il drago verde

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Scarlett Thomas
Il drago verde
Tradotto da Beatrice Messineo
Newton Compton 2017
10 righe da pagina 16:

La biblioteca di Griffin Truelove non era che una stanza quadrata dal soffitto altissimo, piena di mensole di legno scuro. C’era un tavolino con una lampada di vetro verde, al cui interno brillava una candela, non una lampadina. (Molte persone leggevano a lume di candela ora che le lampadine erano poche e costosissime). La stanza profumava vagamente di pelle, incenso e cera. I libri erano giganteschi, tutti con spesse copertine rilegate in pelle, velluto o in un tessuto morbido di varie sfumature di rosso, viola o blu. Le pagine erano color crema e quando le aprivi le lettere erano nere, di foggia antica. Parlavano di gradi avventure in terre sconosciute.
[…] «Ragazzina, tutti i libri sono magici. Pensa», le disse, «a cosa fanno fare alle persone. C’è chi va in guerra sulla base di quel che legge. La gente crede ai “fatti” solo perché sono messi per iscritto. Decidono di adottare sistemi politici, di viaggiare verso un luogo a dispetto di un altro, di lasciare il lavoro e partire all’avventura, di amare o odiare. Tutti i libri hanno un potere tremendo. E il potere è magia».

inviato il 09/11/2017
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