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Pagina di Giovanni Pisciottano

Robin Hood

immagine copertina
Alexandre Dumas
Robin Hood
Tradotto da Vito Cosumano
DeAgostini 2016
10 righe da pagina 96:

“Benissimo, milord. Ora potete andarvene, ma non vorreste, prima, mangiare qualcosa... o bere un bicchiere di vino con noi?”
“No” rispose secco il vescovo.
“Davvero non volete né bere né mangiare, milord?”
“Non ho né fame né sete. Desidero solo andare via, ecco tutto. Non trattenetemi oltre.”
“Quand'è così” aggiunse Little John in tono beffardo “eccovi il conto.”
“Il conto?” ripeté il vescovo spalancando gli occhi. “Come sarebbe? Non ho né bevuto né mangiato.”
“Oh, non importo” rispose Little John in tutta tranquillità. “Dal momento che siete nostro ospite, dovete dividere le spese con noi. I vostri cavalli, almeno loro, hanno mangiato qualcosa, no?”
“prendete quello che volete e lasciatemi andare” rispose spazientito il vescovo.
“La borsa, signore, è sempre al solito posto?” chiese Little John.

inviato il 24/04/2017
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Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802)

L'ultima stella

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Rick Yancey
L'ultima stella
Tradotto da Elisabetta Spediacci
Mondadori 2016
10 righe da pagina 23:

L’uomo lo fissa per un attimo molto lungo e molto sgradevole, fermo immobile a eccezione delle mascelle che impastano la gomma già insapore.
“Sarò sincero con lei, Padre» dice in tono piatto. «In questo momento avrei voglia di ucciderla.”
Il prete annuisce cupo. “Purtroppo può succedere. Quando la verità tocca nel vivo.”
Cauto, prende il coltello dalla mano tremante dell’altro. Poi gli tocca la spalla.
L’uomo sobbalza, ma non si tira indietro. “E quale sarebbe la verità?” sussurra.
“Questa” risponde il piccolo prete, e gli affonda il coltello nel petto.
La lama è affilatissima: penetra nella maglia senza sforzo e, scivolando tra le costole, si conficca nel cuore per dieci centimetri.
Il prete tira l’uomo verso di sé e gli dà un bacio in fronte. “Dio ti conceda il perdono e la pace.”

inviato il 18/04/2017
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Rick Yancey (Miami, 4 novembre 1962)

La quinta onda

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Rick Yancey
La quinta onda
Tradotto da Elisabetta Spediacci
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 15:

Forse, penso a volte, sono l’ultimo essere umano sulla Terra.
Allora sono anche l’ultimo essere umano dell’universo.
Lo so, è un’idea stupida. Non possono aver ucciso tutti… non ancora. Ma per come la vedo io, alla fine ci riusciranno. Del resto, è così che gli Altri vogliono che io la veda. Ricordate i dinosauri? Ecco.
Quindi magari non sono l’ultimo essere umano sulla Terra, ma uno degli ultimi sì. Completamente sola, e con ogni probabilità destinata a restarlo, finché la Quarta Onda non mi piomberà addosso trascinandomi sotto.
È uno dei pensieri che mi assillano di notte. Quelli della serie “Oddio, sono fregata” che mi prendono alle tre di mattina. Quando, troppo terrorizzata per chiudere gli occhi, mi raggomitolo su me stessa in preda a una paura così tremenda che devo fare uno sforzo cosciente per respirare e impedire al mio cuore di smettere di battere. Quando il cervello mi abbandona e comincia a saltare come un CD rigato. “Sola, sola, sola, Cassie, sei sola.”

inviato il 10/04/2017
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Rick Yancey (Miami, 4 novembre 1962)

L'angelo

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Sandrone Dazieri
L'angelo
Mondadori 2016
10 righe da pagina 24:

Colomba avviso via radio Centro che procedeva con l’ispezione, poi come chi l’aveva preceduta cerco il battito sul collo del capotreno e, come chi l’aveva preceduta, non lo trovo: la pelle del morto era viscida e fredda. Mentre chiedeva a Centro se stessero arrivando il medico legale e il magistrato di turno, si accorse di uno strano sottofondo sonoro. Trattenendo il respiro, capi che era composto da almeno una mezza dozzina di cellulari che suonavano tutti assieme, in una cacofonia di trilli e vibrazioni. Proveniva da oltre la porta dello scompartimento di lusso, quello con poltrone in vera pelle e pasti precotti firmati da uno chef televisivo.
Attraverso il vetro lattiginoso, Colomba scorse le luci verdastre degli schermi dei cellulari che pulsavano proiettando lunghe ombre. Non era possibile che fossero tutti apparecchi dimenticati, e l’unica spiegazione che le venne in mente sembrava troppo mostruosa per essere vera.
Ma lo era, Colomba lo capi quando forzo la porta scorrevole e venne assalita dalla puzza del sangue e degli escrementi.
I passeggeri della Top erano tutti morti.

inviato il 03/04/2017
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Prego :)

Giovanni, grazie! Anche questo era segnato come giorno critico. :))

Sandrone Dazieri, all'anagrafe Sandro Dazieri (Cremona, 4 novembre 1964)

The Walking dead: La Discesa

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Jay Bonansinga, Robert Kirkman
The Walking dead: La Discesa
Tradotto da Vania Vitali
Panini Comics 2015
10 righe da pagina 11:

Chiuso nel fetore rancido del canale di scolo, il contadino morto sbava alla prospettiva di tessuti viventi che si avvicinano. Si muove verso la parete, serrando le mascelle e digrignando i denti; e allunga le mani alla cieca verso la luce del giorno che filtra dalla grata. Dalle feritoie, distingue l’ombra di sette umani vivi.
Accidentalmente il suo piede destro finisce per infilarsi in un buco del muro che sta cadendo a pezzi.
Gli erranti non sanno arrampicarsi; non obbediscono a nessun altro istinto che a quello di divorare; non conoscono richiami senzienti se non la fame; ma in quel momento, l’appiglio invisibile gli basta per issarsi, quasi senza accorgersene, fino alla grata rotta dalla quale è caduto. E quando i suoi occhi bianchi raggiungono la bocca del tombino, la creatura posa il suo sguardo ferino sulla figura più vicina del gruppo. È una ragazzina di circa otto o nove anni, vestita di stracci e con un’espressione compita sul viso tutto sporco; cammina a fianco di Lilly.

inviato il 27/03/2017
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Robert Kirkman (Richmond, 30 novembre 1978) ,

A cantare fu il cane

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Andrea Vitali
A cantare fu il cane
Garzanti 2017
10 righe da pagina 133:

“Vi consiglierei di fare come fanno tutti. Tutti quelli che devono andare a Somacchia, ovvio”, disse.
Scendere a Samolaco e poi applicare l’undicesimo comandamento.
Cioè arrangiarsi.
Il Misfatti acquisì l’informazione senza batter ciglio. Ma guardò per un lungo istante il bigliettaio, come volesse fargli una fotografia, per imprimersi bene nella memoria la sua faccia di merda.
Gli augurò tra sé di capitargli sottomano in un prossimo futuro, dopodiché gliel’avrebbe raccontata lui la favoletta dell’undicesimo comandamento. Poi si avviò verso il piazzale esterno della stazione cominciando ad avvertire il fastidio dei rivoli di sudore che gli correvano lungo la schiena impregnando vieppiù la camicia.

inviato il 20/03/2017
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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956)

La figlia femmina

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Anna Giurickovic Dato
La figlia femmina
Fazi Editore 2017
10 righe da pagina 11:

Il corpo di un uomo che sussulta, si muove, crea quel calore che Maria non conosce, che non dovrebbe conoscere. Poi si ferma, si abbandona. Lei non sa perché, non sa cosa accade, ma non ha il coraggio di chiederlo, di domandare alla sua mamma il significato di quella notte. Il papà si aggiusta la tunica e le augura la buonanotte. Non le dà un bacio, questa volta, e se ne va in fretta. La porta si chiude. Per qualche minuto Maria resta immobile. Poi controlla se è tutto a posto, sistema il pigiamino e si rannicchia sul fianco, come un uovo. Accende la lucina e prova a prendere sonno, ora non ha più paura.

inviato il 13/03/2017
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Città e anno si trovano facilmente, giorno e mese li ho presi da un suo post su fb https://www.facebook.com/photo.php?fbid=700199370133442&set=a.5704185531...

Giovanni, la fonte da cui hai recuperato la data di nascita è attendibile? ;)

Anna Giurickovic Dato (Catania, 5 settembre 1989)

Il bambino magico

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Maria Paola Colombo
Il bambino magico
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 119:

Certe volte fanno questo gioco: si mordono l’un l’altro, per provare la resistenza. Chi morde stringe la carne, finché chi è morso non urla. Più profondo è il segno che resta, più sei bravo a sopportare il dolore, e forte.
Così Miriam morde Moussa, ma non più che può. Basta poco per lasciare lividi sulle sue braccia. Per questo Moussa vuole sempre giocare a questo gioco, perché ne esce meglio di tutti.
“Di più” dice, guardando le labbra di Miriam serrate intorno al suo avambraccio.
“Mi fa male la bocca, hai vinto.” Si stacca, lasciando saliva e un arco impresso.
Vanno avanti a mordersi per un po’. Strillare, ridere. La sera, a ciascuno di loro, piace guardare le cicatrici che si sono lasciati, come marchi di coraggio e appartenenza.
“Ho pensato una cosa” dice Miriam. “Andremo nella terra dei bianchi, in Italia. Ma non ora, prima dobbiamo allenarci ancora.”

inviato il 06/03/2017
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Nessuno come noi

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Luca Bianchini
Nessuno come noi
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 15:

Alla fermata del 40, le facce che Vince incontrò gli sembrarono già amiche. E anche se si moriva di freddo, aprì il giubbotto per lasciar intravedere la scritta “Best Company”. Un’ondata di gelo lo fece rabbrividire e lo costrinse a entrare nel bar lì accanto già popolato di gente. L’aria profumava di brioche e gli sarebbe piaciuto mangiarne una, ma aveva i soldi giusti per il panino all’intervallo, per cui fece finta di nulla. Una voce alla radio diceva che la colonnina di mercurio era scesa nella notte a meno 8,2 gradi e Torino si era risvegliata sotto una sottile patina gelata che rendeva difficile la circolazione.
Non appena vide comparire l’autobus si chiuse la cerniera del giubbotto e uscì dal bar. In quell’alba di gennaio del 1987, una mattina piena di freddo, nebbia e speranza, Vincenzo Piscitelli avrebbe mostrato a tutti la sua felpa nuova.

inviato il 27/02/2017
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Luca Bianchini (Torino, 11 febbraio 1970)

Romanzo fantasma

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Arthur Conan Doyle
Romanzo fantasma
Tradotto da Masolino d’Amico
il Saggiatore 2016
10 righe da pagina 39:

Ci dovrebbe essere una Società per la Prevenzione della Crudeltà verso i Libri. Detesto vedere quelle povere cose pazienti sbattute e sfigurate. Un libro è un’anima mummificata imbalsamata in marocchino e inchiostro di stampa invece che in tela cerata e unguenti. È l’essenza concentrata di un uomo. A quest’ora il povero Orazio Flacco è diventato una polvere impalpabile, ma c’è il suo stesso spirito incastonato come una mosca nell’ambra, in quel volume dalla costola marrone nell’angolo. Una fila di libri dovrebbe rendere un uomo sottomesso e reverente. Se non riesce a imparare a trattarli con adeguata decenza, bisognerebbe costringerlo.

inviato il 21/02/2017
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Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859)

Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Tradotto da Presentazione Pier Paolo Pasolini
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 103:

Le città e gli occhi
Guadato il fiume,valicato il passo,l'uomo si trova di fronte tutt'a un tratto la città di Moriana,con le porte di alabastro trasparenti alla luce del sole,le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina,le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa.Se non è al suo primo viaggio l'uomo sa già che le città come questa hanno un rovescio:basta percorrere un semicerchio e si avrà in vista la faccia nascosta di Moriana,una distesa di lamiera arruginita,tela di sacco ,assi irte di chiodi,tubi neri di fuliggine,mucchi di barattoli,muri ciechi con scritte stinte,telai di sedie spagliate,corde buone solo per impiccarsi a un trave marcio.Da una parte all'altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio di immagini:invece non ha spessore ,consiste solo in un diritto e in un rovescio ,come un foglio di carta,con una figura di qua e una di là,che non possono staccarsi né guardarsi.

inviato il 24/04/2017
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Italo Calvino n.13.10.1923-a Santiago de Las Vegas -De la Habana-
m.Siena 19.9.1985

I fuochi di Valyria

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George R.R.Martin
I fuochi di Valyria
Tradotto da Sergio Altieri e G.L. Staffilano
A. MONDADORI 2012
10 righe da pagina 167:

Grandi squarci si erano aperti nella terra, inghiottendo palazzi, templi, intere città. I laghi ribollivano o diventavano corrosivi, le montagne esplodevano, le fontane di fuoco schizzavano roccia fusa a mille piedi da terra, nubi rosse versavano vetro di drago e sangue nero di demoni, e a nord il terreno si spaccò, crollò e ricadde su sè stesso e un mare rabbioso si precipitò nel baratro. In un istante, la più splendida città del mondo sparì e il suo favoloso impero svanì in un giorno, le Terre della Lunga Estate bruciarono, rimasero sommerse e appassirono.

inviato il 24/04/2017
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Grazie mille ^_^

Benvenuta Larallallera :)

Tenera è la notte

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Francis Scott Fitsgerald
Tenera è la notte
Tradotto da Fernanda Pivano
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1949
10 righe da pagina 17:

Aveva una magia nelle rosee palme, e guance accese in una bella fiamma, come il trepido rossore dei bimbi dopo il bagno freddo serale.
La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.
Aveva occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie della giovane pompa vigorosa del suo cuore.
Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada.

inviato il 24/04/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini

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Olivier Bleys
Discorso di un albero sulla fragilità degli uomini
Tradotto da Tania Spagnoli
Edizioni Clichy 2017
10 righe da pagina 18:

Hou-Chi usò la punta del suo bastone per tracciare una forma sul suolo, nel sottile strato di terra e detriti con cui l'autunno aveva impolverato alcune zone del giardino:

«Io non sono un letterato. È stato mio nonno Li Ying a mostrarmi questo carattere, dimenticato dalla maggior parte della gente. Guarda da cosa è formato: tre tratti affondano nella terra, tre tratti si lanciano verso il cielo. A cosa ti fa pensare immediatamente?»
«Hou-Chi, basta con gli indovinelli!»
«... ovviamente ai rami e alle radici, all'albero che si sviluppa sia al di sotto che al di sopra del suolo! Capisci? Tu vuoi abbattere questo sommacco. Pensi che così ci libereremo di un vecchio albero marcio e consumato dai vermi. Ma in realtà mutilerai una pianta la cui metà sopravvivrà nelle profondità della terra! Non sei convinto che queste creature mute abbiano un'anima?»

inviato il 25/04/2017
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Bellissimo!! :)

Un segnalibrone!!!

Il Damo viennese

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LUCIO D'AMBRA
Il Damo viennese
LICINIO CAPPELLI in Rocca San Casciano Editore 1918
10 righe da pagina 52:

E ad un tratto ella disse fermandosi di colpo e guardandolo bene in viso:
"Voi dovete amare l'amore. Siete Italiano".
E senza aspettare la risposta, che del resto Pierino cercava disperatamente senza trovarla, aggiunse riprendendo la via: "Voi Italiani siete i primi innamorati del mondo". Pierino credette doveroso d'inchinarsi leggermente ringraziando a nome di tutt'i suoi connazionali e sentì che Eva proseguiva: "Avete tutti il Vesuvio nel cuore e negli occhi e una canzone su le labbra". Trovò Pierino la risposta che gli parve straordinaria:"Come voi viennesi avete tutte nel cuore e su le labbra il più dolce dei valzer!" La signorina Eva rideva: "Che cosa credete che Dio abbia inventato prima: il valzer o l'amore?" Pierino ebbe un lampo di genio: "Dal valzer, rispose, nacque l'amore e dall'amore nacque il valzer, signorina. Eva rise ancora.Lo ascoltarono rallentando il passo, lo canterellarono a fior di labbra stralunando gli occhi in su, verso le stelle.

inviato il 26/04/2017
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Lucio D'Ambra, pseudonimo di Renato Eduardo Manganella nacque a Roma il 1 settembre 1880.

Al di là

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Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Robin Hood

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Alexandre Dumas
Robin Hood
Tradotto da Vito Cosumano
DeAgostini 2016
10 righe da pagina 96:

“Benissimo, milord. Ora potete andarvene, ma non vorreste, prima, mangiare qualcosa... o bere un bicchiere di vino con noi?”
“No” rispose secco il vescovo.
“Davvero non volete né bere né mangiare, milord?”
“Non ho né fame né sete. Desidero solo andare via, ecco tutto. Non trattenetemi oltre.”
“Quand'è così” aggiunse Little John in tono beffardo “eccovi il conto.”
“Il conto?” ripeté il vescovo spalancando gli occhi. “Come sarebbe? Non ho né bevuto né mangiato.”
“Oh, non importo” rispose Little John in tutta tranquillità. “Dal momento che siete nostro ospite, dovete dividere le spese con noi. I vostri cavalli, almeno loro, hanno mangiato qualcosa, no?”
“prendete quello che volete e lasciatemi andare” rispose spazientito il vescovo.
“La borsa, signore, è sempre al solito posto?” chiese Little John.

inviato il 24/04/2017
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Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802)

Il signor F. è morto in treno

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Maria Greco
Il signor F. è morto in treno
Biblioteca del Vascello, Robin 2017
10 righe da pagina 1:

Il signor F., un signore piuttosto distinto dell’età di settantasei anni, era morto. Gli era accaduto così, durante il viaggio di ritorno a casa dalla località di *.
Lo aveva colto un infarto mentre guardava dei cartelloni pubblicitari fuori dal nestrino. Aveva emesso un suono appena percettibile ed era morto senza atare, sul colpo. Adesso stava lì, seduto al posto numero 33, quarto vagone, e tutto intorno a lui era un brulicare di gente che saliva e scendeva...
Il signore e la signora P., con un’aria un po’ disorientata, camminavano lungo la carrozza, richia- mando su di sé gli sguardi di alcuni viaggiatori. Era soprattutto la signora P. a destare una certa curiosi- tà. Aveva una bocca molto larga e dei denti piutto- sto pronunciati, ma ciò che rendeva veramente ca- ratteristico ed inconfondibile il suo aspetto era uno strano naso molto lungo che non poteva senz’altro passare inosservato.

inviato il 21/04/2017
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Benvenuta Valieretta :)

Libro bellissimo, originale, divertente e colto insieme! Davvero unico nel suo genere! Lo consiglio a tutti!

Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 134:

Che cosa è mai a farmi desiderare di non avere a che fare con il prossimo?
Il rifiuto di accordare loro un certo genere di controllo su di me. Ma ce l’hanno comunque! Esattoria, ufficio anagrafe, certo; ma ancor più le passioni che si trovano racchiuse nel mio stesso corpo, perché gli altri incominciano già là.
Prendiamo l’inquietudine erotica (che adesso sta per farsi viva di nuovo quanto più i dolori nel ventre si attenuano), quella fame sorda, oscura, quella sensazione di qualcosa che manca che ci perseguita praticamente ogni attimo di veglia e di sonno della nostra esistenza.
Che cos'è? È la possibilità dell’amore dentro il nostro corpo. La presenza, la possibile presenza di un’altra persona.
L’avvilente, costante memento che la solitudine è una condizione impossibile, che una cosa come un essere umano solo non può esistere.
Che la parola «io» è il vocabolo più assurdo della nostra lingua. Il punto vuoto del linguaggio.

inviato il 23/04/2017
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Il tempo è un bastardo

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Jennifer Egan
Il tempo è un bastardo
Tradotto da Matteo Colombo
minimum fax 2011

Per me non è in fissa nessuno. In questa storia io sono quella per cui non è in fissa nessuno. Di solito è una cicciona, ma io ho un problema più raro, e sono le lentiggini: sembra mi abbiano tirato in faccia delle manciate di terra. Da piccola, mamma mi diceva che erano una cosa speciale. Se Dio vuole un giorno me le farò togliere, quando sarò abbastanza grande da potermi pagare l'operazione da sola. Nell'attesa ho il mio collare da cane e la tinta verde, perchè voglio proprio vedere chi si azzarda a chiamare "quella con le lentiggini" una che ha i capelli verdi.

inviato il 23/04/2017
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Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter e la camera dei segreti 13 settimane 6 giorni fa

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Harry Potter e la camera dei segreti 14 settimane 6 giorni fa

Ho anche il primo, ne esce uno l'anno, fra cinque anni avrò la serie completa. Costano un pò ma le illustrazioni sono bellissime.

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