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Pagina di Giovanni Pisciottano

Prendiluna

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Stefano Benni
Prendiluna
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 10:

Da un albero, con un balzo, saltò giù Ariel, il gatto bianco figlio di Iside, capostipite dei Diecimici. Risplendeva ed era trasparente come una medusa.
– Otto giorni, – disse – hai otto giorni di tempo da domattina per salvare il mondo.
– Non capisco – disse la vecchia. – Ariel, tu sei morto da molti anni.
Gli occhi del gatto brillarono come fiammelle.
– Cosa sapete voi umani della morte? Ascoltami. Hai otto giorni, come negli antichi calendari. Devi consegnare i Diecimici, ognuno a una persona degna e buona. Poi porterai la lista al Diobono, ti dirò io dove. Se troverai queste dieci persone, il mondo sarà salvo. Se no sarà la fine di tutto, e il mondo verrà annientato, e stavolta non ci sarà nuovo carbonio o Dna che tenga, finito, consummatum est, finished, vorbei, hatanka, piùmiau...
– Ariel... non hai mai parlato così... e poi come posso io, una povera vecchia in pensione...
– Solo tu puoi salvare il mondo. Cerca dieci Folli, dieci Giusti.

inviato il 25/09/2017
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Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

Toto. L'uomo e la maschera

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Franca Faldini e Goffredo Fofi
Toto. L'uomo e la maschera
minimum fax 2017
10 righe da pagina 35:

Allora, nel tentativo di raddrizzarlo, la madre si era consultata con il padre che sporadicamente si faceva vivo e di comune accordo lo avevano iscritto al collegio Cimino dove si era rimediato una sequela di bocciature e il pugno in faccia che doveva deviargli il setto nasale, atrofizzargli in parte i muscoli di una mandibola e cambiargli la vita.
«Io credo che Totò sia nato là», sosteneva, «nel cortile di quel collegio, figlio clandestino di un incidente con il precettore».
Le foto della sua infanzia, precedenti l’epoca del suo ingresso al Cimino, avvalorano questa teoria, riproponendolo con un volto ovale, regolare, illuminato da grandi occhi scuri e pensosi.
L’incidente, raccontava, era andato così: in un pomeriggio di ricreazione egli si era scatenato in una giocosa partita di boxe con uno dei precettori preferiti dagli alunni, «un bravo giovane che non pretendeva di vederci sempre tutti immamozzati». E, accidentalmente, il precettore, per scansare un pugno, gliene aveva sferrato uno in pieno volto.

inviato il 18/09/2017
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Franca Faldini (Roma, 10 febbraio 1931) - Goffredo Fofi (Gubbio, 15 aprile 1937)

La signora Dalloway in Bond Street e altri racconti

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Virginia Woolf
La signora Dalloway in Bond Street e altri racconti
Tradotto da Lucio Angelini
Newton Compton 2014
10 righe da pagina 35:

La signora Dalloway disse che avrebbe pensato lei a comperare i guanti. Quando uscì in strada, il Big Ben stava battendo i suoi colpi. Erano le undici e quell'ora intatta era fresca come se offerta a dei bambini su una spiaggia. Ma c'era un che di solenne nel ritmo deciso dei ripetuti rintocchi; un che di eccitante nel fruscio delle ruote e nello scalpiccio dei passi.
Indubbiamente non tutte le persone erano in giro per commissioni di felicità. Ci sarebbe ben altro da dire su ciascuno di noi, al di là del fatto che passiamo per le strade di Westminster. Nemmeno il Big Ben sarebbe altro che un ammasso di barre d'acciaio divorate dalla ruggine, se non fosse per le cure del ministero dei Lavori Pubblici di sua Maestà. Solo per la signora Dalloway quel momento era compiuto; per la signora Dalloway giugno era frizzante.

inviato il 11/09/2017
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Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882)

Storie della buonanotte per bambine ribelli

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Francesca Cavallo, Elena Favilli
Storie della buonanotte per bambine ribelli
Tradotto da Loredana Baldinucci
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 26:

C'era una volta una bambina che viveva in una fattoria insieme alla sua grande famiglia. Passava intere giornate a vagabondare libera nei campi con i suoi fratelli e le sue sorelle, ma dava anche una mano ad accudire gli animali. E non solo i più piccoli, come le galline e le oche, ma anche i più grandi, come le mucche e i cavalli!
Si chiamava Astrid ed era un vero spirito ribelle.
Era forte, coraggiosa, non aveva mai paura di stare sola ed era capace di fare di tutto: pulire, cucinare, aggiustare una bicicletta, camminare sui tetti, difendersi dai bulli, inventare storie fantastiche... Vi sembra familiare?
Be', se avete mai letto la storia di un'altra bambina che era forte, coraggiosa e impavida di nome Pippi Calzelunghe, non vi sorprenderà sapere che fu proprio Astrid a scrivere quel libro geniale.
Quando Pippi Calzelunghe fu pubblicato, molti adulti lo accolsero con disapprovazione. «Pippi è troppo ribelle» dicevano. «I nostri figli penseranno che la disobbedienza è un bene.» I bambini, invece, se ne innamorarono.

inviato il 04/09/2017
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Grazie!

Ho scelto queste 10Righe http://scrivi.10righedailibri.it/lo-scherzo-5

Grazie :)

Ciao Giovanni sei nella finale di settembre, 10 righe settimanali. Scegli da lunedì 11 a domenica 17 settembre, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Libri da leggere in vacanza ovunque

The Fate of the Tearling

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Erika Johansen
The Fate of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2017
10 righe da pagina 30:

Esaminandolo con il senno di poi, il periodo di reggenza durante il regno della regina Glynn non è stato un vero periodo di reggenza. Il ruolo di un reggente è elementare: proteggere il trono e fungere da barriera contro qualunque usurpatore durante un periodo di assenza del monarca legittimo. Essendo per natura un guerriero, Mazza Chiodata era perfettamente adatto a quel ruolo. Ma tale scorza esterna nascondeva anche un politicante scaltro e, in maniera forse ancor più sorprendente, un credente devoto nella visione della regina Glynn. Nel periodo successivo al fallimento della seconda invasione dei Mort, il reggente non è rimasto tranquillamente in attesa della sua signora: ha anzi concentrato tutti i suoi cospicui talenti verso la realizzazione della sua visione, del suo Tearling.

inviato il 28/08/2017
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The Invasion of the Tearling

immagine copertina
Erika Johansen
The Invasion of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2016
10 righe da pagina 32:

Blaser se ne andò, e Hall tornò a osservare la superficie del lago Karczmar, rosso fuoco alla luce del sole nascente. Quella visione, che da bambino gli riempiva il cuore, quel giorno gli sembrò un terribile presagio. Certo, i Mort erano dispersi, ma non lo sarebbero stati a lungo e, se gli uomini di Hall avessero perduto il controllo delle colline, nulla avrebbe impedito al nemico di sbaragliare le linee difensive, organizzate con tanta cura da Bermond. Alle spalle dei colli si estendeva la piana di Almont: centinaia di miglia quadrate di pianura con scarse possibilità di manovra, costellate di fattorie e di villaggi isolati e indifesi. L’esercito dei Mort era il quadruplo di quello Tear, e armato molto meglio. Se avessero raggiunto la piana, il massacro sarebbe stato inevitabile.

inviato il 21/08/2017
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The Queen of the Tearling

immagine copertina
Erika Johansen
The Queen of the Tearling
Tradotto da Marco Piva
Multiplayer Edizioni 2015
10 righe da pagina 12:

Kelsea tirò fuori la collana dalla camicetta, sollevandola per mostrarla in piena luce. L’aveva portata al collo da sempre ma in quel momento avrebbe solo voluto strapparsela di dosso e restituirla a quegli uomini. Ma Barty e Carlin le avevano già spiegato che non le sarebbe stato permesso. Era l’erede al trono dei Tearling e quel giorno era il suo diciannovesimo compleanno: la data nella quale tutti i sovrani dei Tearling erano saliti al potere, a partire da Jonathan Tear. Le guardie l’avrebbero accompagnata alla Fortezza, trascinandola a forza se fosse stato necessario, e l’avrebbero inchiodata al trono, dove sarebbe rimasta seduta, coperta di seta e velluto, fino a quando non fosse stata assassinata.
Il comandante annuì nel vedere il gioiello. Kelsea scosse il braccio sinistro facendo così scendere la manica a esporre una lunga cicatrice della forma di una lama di pugnale, che le andava dal polso all'avambraccio. Uno o due uomini mormorarono qualcosa, nel vederla, e per la prima volta dal loro arrivo, le mani diedero un attimo di tregua alle armi.

inviato il 14/08/2017
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Gli animali fantastici: dove trovarli

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Newt Scamander (Pseudonym), J.K. Rowling
Gli animali fantastici: dove trovarli
Tradotto da Beatrice Masini, Valentina Daniele
Salani 2017
10 righe da pagina 24:

Leggete questo residuo frammento di manoscritto scritto da Fratello Benedict, un monaco francescano del Worcestershire:
Oggi, mentre lavoravo nel Giardino dei Semplici, spinsi da un lato lo basilico e scoprii un Furetto enorme alla vista. Non fuggì e non si celò come fanno di consueto li Furetti, ma mi balzò addosso, mi scagliò sulla terra e urlò con furia innaturale: “Fuori di qui, pelatone!” Poscia mi morse il naso con tanta forza che sanguinai per parecchie ore. Il Monaco non voleva credere che mi fossi imbattuto in un Furetto parlante e mi chiese se avessi bevuto il Vin di Rapa di Fratel Bonifacio. Poiché il mio naso era ancora gonfio e sanguinolento, fui esentato dai Vespri.
Evidentemente il nostro amico babbano non aveva scoperto un furetto, come immaginava, ma un Jarvey, assai probabilmente a caccia della sua preda preferita: Gnomi.

inviato il 07/08/2017
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Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

La rete di protezione

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Andrea Camilleri
La rete di protezione
Sellerio 2017
10 righe da pagina 27:

“Ogni bobina è avvolta in un foglietto con la data scritta di pugno da mio padre. Per sei anni consecutivi sono stati tutti girati nello stesso mese, nello stesso giorno e alla stessa ora, il 27 marzo alle 10 e 25”.
“Ma che rappresenta la scena?”.
Sabatello pigliò sciato prima d’arrispunniri.
“Un pezzo di muro. Sempre lo stesso”.
Montalbano lo taliò ’mparpagliato.
“Un pezzo di muro?!”.
“Esattamente”.
“Ma c’è qualcosa su quel muro?”.
“Niente. Non una scritta, un disegno, niente”.
“E negli anni l’immagine del muro cambia?”.
“Oddio, qualche piccola crepa in più nell’intonaco, ma niente di... almeno ai miei occhi. Forse ai suoi, allenati a saper cogliere ogni minimo dettaglio...”.

inviato il 31/07/2017
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Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute

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Piero Angela
Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 15:

Quando sono nato, alla fine degli anni Venti, Charles Lindbergh aveva appena attraversato per la prima volta in solitaria l’Atlantico con un aereo, e Umberto Nobile era appena tornato con i pochi superstiti dal disastro del dirigibile Italia al Polo Nord. L’Italia era un paese in larga misura analfabeta, una persona su cinque non sapeva neppure scrivere la propria firma. E la speranza di vita era di soli cinquantadue anni!
Rivedo perfettamente l’Italia di quell’epoca, come in un film. Era un paese pieno di lavatoi pubblici, dove le donne, chine, lavavano a mano nell’acqua fredda (senza guanti…). In città, dove c’era l’acqua corrente, si faceva in casa il bucato, che richiedeva un’intera giornata. Per chi poteva permetterselo, c’era un servizio di lavanderia. Ricordo che dal mio balcone vedevo arrivare ogni settimana un carro a cavallo carico di grandi fagotti accatastati con la biancheria pulita. A volte i cavalli facevano laghi di pipì con riflessi iridescenti.

inviato il 24/07/2017
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Grazie...

Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di luglio, scegli a partire da oggi lunedì24 a domenica, 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928)

Prendiluna

immagine copertina
Stefano Benni
Prendiluna
Feltrinelli 2017
10 righe da pagina 10:

Da un albero, con un balzo, saltò giù Ariel, il gatto bianco figlio di Iside, capostipite dei Diecimici. Risplendeva ed era trasparente come una medusa.
– Otto giorni, – disse – hai otto giorni di tempo da domattina per salvare il mondo.
– Non capisco – disse la vecchia. – Ariel, tu sei morto da molti anni.
Gli occhi del gatto brillarono come fiammelle.
– Cosa sapete voi umani della morte? Ascoltami. Hai otto giorni, come negli antichi calendari. Devi consegnare i Diecimici, ognuno a una persona degna e buona. Poi porterai la lista al Diobono, ti dirò io dove. Se troverai queste dieci persone, il mondo sarà salvo. Se no sarà la fine di tutto, e il mondo verrà annientato, e stavolta non ci sarà nuovo carbonio o Dna che tenga, finito, consummatum est, finished, vorbei, hatanka, piùmiau...
– Ariel... non hai mai parlato così... e poi come posso io, una povera vecchia in pensione...
– Solo tu puoi salvare il mondo. Cerca dieci Folli, dieci Giusti.

inviato il 25/09/2017
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Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

Io non ho paura

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Niccolò Ammaniti
Io non ho paura
Einaudi Stile Libero 2011
10 righe da pagina 97:

"Attento, Michele, non devi uscire di notte", mi diceva sempre mamma. "Con il buio esce l'uomo nero e prende i bambini e li vende agli zingari".
Papà era l'uomo nero.
Di giorno era buono, ma di notte era cattivo.
Tutti gli altri erano zingari. Zingari travestiti da persone. E quel vecchio era il re degli zingari e papà il suo servo. Mamma no, però.
Mi immaginavo che gli zingari erano una specie di nanetti velocissimi, con le orecchie di volpe e le zampe di gallina. E invece erano persone normali.

inviato il 23/09/2017
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Aspetta primavera, Bandini

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John Fante
Aspetta primavera, Bandini
Einaudi Stile Libero
10 righe da pagina 5:

Avanzava, scalciando la neve profonda. Era un uomo disgustato. Si chiamava Svevo Bandini e abitava in quella strada, tre isolati più avanti. Aveva freddo, e le scarpe sfondate. Quella mattina le aveva rattoppate con dei pezzi di cartone di una scatola di pasta. Pasta che non era stata pagata. Ci aveva pensato proprio mentre infilava il cartone nelle scarpe.

inviato il 24/09/2017
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I Decaduti

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Giuseppe Aletti
I Decaduti
Aletti 2015
10 righe da pagina 22:

Orno la notte
di vecchi pensieri.
Come leggiadra estate
fingo di godere,
in un'ombra solitaria.
Valico strade deserte,
e assaporo, nel ricordo,
le ore.
Evanescenza del mio essere
in un tramonto
senza mete.
Dicesti amore,
trovai morte.
Visitati luoghi
i ricordi.
Lune attraverseranno
sentimenti,
in attesa di mani.
Ancora ti cercherò
nei taciuti sguardi
di gente attraversata,
stanca, in passi
sempre uguali.
Declinerò il tempo
per un nuovo tramonto.
Ogni cosa sarà,
perché è ricordo.

inviato il 25/09/2017
Nei segnalibri di:

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Giuseppe Aletti (Taranto 1970), scrittore, critico letterario ed editore italiano.

Storia della colonna infame

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Alessandro Manzoni
Storia della colonna infame
Mondadori 1984
10 righe da pagina 6:

Ci par di vedere la natura umana spinta invincibilmente al male da cagioni indipendenti dal suo arbitrio, e come legata in un sogno perverso e affannoso, da cui non ha mezzo di riscotersi. Ci pare irragionevole l'indignazione che nasce in noi spontanea contro gli autori di que' fatti, e che pur nello stesso tempo ci par nobile e santa: rimane l'orrore, e scompare la colpa.

inviato il 25/09/2017
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Lettre à M.r Chauvet sur l’unité de temps et de lieu dans la tragédie

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10 righe da pagina 161:

Abbiamo visto Corneille chiedere il permesso di far procedere gli avvenimenti più in fretta di quanto la verosimiglianza permetta, vale a dire più in fretta che nella realtà. Ora questi fatti che la tragedia rappresenta, di cosa sono il risultato? Della volontà di certi uomini, mossi da certe passioni. E' stato quindi necessario far nascere più rapidamente questa volontà, esagerando le passioni, snaturandole.

inviato il 25/09/2017
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Alessandro Manzoni (Milano 1785 – Milano 1873).

Poetica

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Aristotele
Poetica
Tradotto da Diego Lanza
Bur Rizzoli 2011
10 righe da pagina 147:

Da ciò che si è detto è chiaro che compito del poeta non è dire le cose avvenute, ma quali possono avvenire, cioè quelle possibili secondo verosimiglianza o necessità. Lo storico e il poeta non si distinguono nel dire in versi o senza versi [...]; si distinguono invece in questo: l'uno dice le cose avvenute, l'altro quelle che possono avvenire. Perciò la poesia è cosa di maggiore fondamento teorico e più importante della storia perché la poesia dice piuttosto gli universali, la storia i particolari.

inviato il 25/09/2017
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Nuova Atlantide

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Francesco Bacone
Nuova Atlantide
Tradotto da Luigi Punzo
Bulzoni 2001
10 righe da pagina 143:

Abbiamo anche case del suono, dove noi facciamo esperimenti e prove su tutti i suoni e sulla loro generazione. Abbiamo armonie che voi non avete, di quarti di tono e di variazioni di suono ancora più piccole. Diversi strumenti musicali, inoltre, a voi sconosciuti, alcuni più melodiosi di quelli che avete voi, insieme a campane e campanelli, che sono delicati e melodiosi. [...] Imitiamo e riproduciamo tutti i suoi articolati, le lettere, le voci, le note delle bestie e degli uccelli.

inviato il 25/09/2017
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Francis Bacon (Londra 1561 – Londra 1626), filosofo e saggista inglese.

Le braci

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Sándor Márai
Le braci
Tradotto da M. D'Alessandro
Adelphi 2008
10 righe da pagina 157:

Anche questo è un segno di vecchiaia. Quando ormai ti rendi conto che un bicchiere non è altro che un bicchiere e che gli uomini, qualunque cosa facciano, sono solo creature mortali. Poi invecchia il tuo corpo; non tutto in una volta, certo, invecchiano per primi gli occhi oppure le gambe, lo stomaco, il cuore. Si invecchia così, un pezzo dopo l'altro. Poi a un tratto invecchia la tua anima: anche se il corpo è effimero e mortale, l'anima è ancora mossa da desideri e ricordi, cerca ancora la gioia. E quando scompare anche questo anelito di gioia, restano solo i ricordi e la vanità di tutte le cose; a questo stadio si è irrimediabilmente vecchi. Un giorno ti svegli e ti strofini gli occhi e non sai più perchè ti sei svegliato. (...) L'uomo comprende il mondo un pò alla volta e poi muore.

inviato il 18/09/2017
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:) In alcuni momenti è un po' ridondante, però esplora con tali profondità e franchezza l'animo umano che glielo si perdona!

brava ! mi hai fatto tornare alla mente un libro così vero e sempre attuale, vado a ripescarmelo

La piazza del diamante

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Mercè Rodoreda
La piazza del diamante
Tradotto da Giuseppe Tavani
La Nuova Frontiera 2008
10 righe da pagina 124:

E faceva un caldo,un gran caldo,i vestiti si incollavano alla schiena e le lenzuola si appiccicavano a tutto il corpo,e la gente era terrorizzata.La drogheria sotto casa in capo a pochi giorni rimase vuota e tutti parlavano delle stesse cose e una signora disse che si preannunciavano da tempo e che questa faccenda di un popolo in armi succedeva sempre d'estate,che è quando il sangue bolle più in fretta.E che l'Africa avrebbe dovuto essere già sprofondata.Un giorno ,era l'ora in cui portavano il latte Sila,non lo portarono.E i signori stavano tutti seduti in sala da pranzo,aspettando che portassero il latte Sila.E a mezzogiorno suonarono alla porta principale e mi dissero di
andare ad aprire,e il signore dallo spolverino dietro di me.Era l'uomo del carretto del latte Sila.Andai ad aprire il portone a inferriata e l'uomo mi diede due cartocci incerati,e io li presi.E il signore dallo spolverino disse,vede che succede ,eh?che ne pensa?Non capiscono che senza i ricchi i poveri sono finiti?

inviato il 18/09/2017
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Mercé Rodoreda nata il 10/10/ 1908 -Barcellona-Spagna
Decesso -!13/4/1983 Girona -Spagna

Prendiluna

Prendiluna 3 ore 8 min fa

Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947)

Storie della buonanotte per bambine ribelli

Storie della buonanotte per bambine ribelli 1 week 3 ore fa
Storie della buonanotte per bambine ribelli 2 settimane 3 ore fa

Grazie :)

Storie della buonanotte per bambine ribelli 3 settimane 3 ore fa

Libri da leggere in vacanza ovunque

Toto. L'uomo e la maschera

Toto. L'uomo e la maschera 1 week 3 ore fa

Franca Faldini (Roma, 10 febbraio 1931) - Goffredo Fofi (Gubbio, 15 aprile 1937)

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La signora Dalloway in Bond Street e altri racconti 2 settimane 3 ore fa

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Gli animali fantastici: dove trovarli

Gli animali fantastici: dove trovarli 7 settimane 2 ore fa

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965)

La rete di protezione

La rete di protezione 8 settimane 2 ore fa

Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute

Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute 8 settimane 2 ore fa

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