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Le streghe di East End

Gli mancava più che mai e pensava a lui ogni giorno. Era quello il problema della maternità, non solo ti faceva ingrassare e venire delle rughe di preoccupazione sulla fronte, ma l’amore che sentivi - l’amore per i propri figli, veemente, che consuma - era come una lama affilatissima e bellissima. Le entrava dritta nel cuore. Suo figlio era vivo da qualche parte, ma avrebbe anche potuto essere morto dato che non lo avrebbe mai più riavuto indietro. Gliel’avevano strappato via. Era la peggiore condanna che una madre dovesse subire, e proprio per quello le era stata inflitta.
Il suo meraviglioso bambino, il più felice dei figli, il cui sorriso era il sole, la cui luce illuminava tutto il mondo. Era vero quello che dicevano a proposito delle madri e dei figli maschi: era un legame speciale, un patto di mutua ammirazione.


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Angeli Tentatori. Angel Fire

[…] feci un profondo respiro e, tremante, liberai la mente quel tanto che bastava a concentrarmi.
Mamma.
Visualizzai il biondo delicato dei suoi capelli, così simile al mio colore naturale, i suoi occhi verdi che brillavano ogni volta che mi vedeva. Per un istante sentii di nuovo il suo profumo, un misto di shampoo, di bagnoschiuma e del suo tipico odore di mamma - un odore che da piccola mi faceva venir voglia di rannicchiarmi fra le sue braccia e restare lì per sempre. Anche in seguito, quando ormai aveva smesso del tutto di parlare e si era persa nel suo mondo, avevo continuato a sedermi accanto a lei e a respirare quell’odore desiderando con tutta me stessa che le cose fossero andate in maniera diversa.
Non ci volle molto per sentirla comparire nella mia mente; d’altro canto non era mai del tutto assente dai miei pensieri.


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Easy

Era una tortura stare attenta alla lezione e combattere l'impulso di dare una sbirciatina alle mie spalle. Percepivo con certezza gli occhi annoiati di Lucas dietro la mia testa. Come un desiderio irrefrenabile, quella sensazione mi irretì per ben cinquanta minuti, e ci volle la forza di Ercole per trattenermi dal girare la testa. Inconsapevolmente, Benji dava il suo contributo facendo osservazioni sul professor Heller che mi deconcentravano, come contare il numero delle volte in cui diceva 'Ehm' durante la lezione con dei segni in cima al taccuino, e mettendo in evidenza il fatto che il nostro professore sfoggiasse un calzino blu scuro e uno marrone.


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Spells

Proseguirono la passeggiata, e più camminavano, più le dimore scintillanti si diradavano. Ai piedi della collina, l'ampia strada attraversava un campo di trifoglio punteggiato di fiori. Laurel aveva visto prati così solo nei film. E anche se ormai si era abituata all'aria di Avalon - sempre profumata di fiori e di terra fresca - lì la fragranza sembrava ancora più intensa, portata dal vento che le accarezzava il viso. Inspirò profondamente, assaporando quella brezza energizzante.


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Il circo della notte

Poco prima che la luce scompaia del tutto, i lunghi raggi arrossati del sole mutano ogni cosa incendiandola. Il passaggio dal fuoco al crepuscolo è più rapido di quanto Bailey si aspettasse. Di colpo le luci del circo si accendono su ogni tendone, accolte dagli "ohh" e dagli "ahh" di alcuni, mentre altri sussultano sorpresi quando l'enorme insegna sul cancello prende a crepitare e a sparare scintille. Lui non sa trattenere il sorriso all'apparire della scritta completa, risplendente come un faro: LE CIRQUE REVÈS.


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La metamorfosi

Non si erano concesse molto riposo e rientrarono subito; Grete aveva messo un braccio intorno alla vita della madre, e la reggeva quasi. “Allora, cosa portiamo via adesso?”, fece Grete guardandosi attorno. In quell’istante il suo sguardo incrociò quello di Gregor sulla parete. Probabilmente soltanto la presenza della madre la fece rimanere calma; chinò il viso verso di lei per impedirle di guardare intorno, e disse senza riflettere e tremando un pochino: “Vieni! Perché non torniamo ancora un momento nel tinello?”. L’intenzione di Grete fu subito chiara a Gregor: ella voleva mettere al sicuro la madre e poi cacciare giù lui dalla parete. Ebbene, che provasse pure! Lui se ne stava sul suo quadro e non mollava la presa. Piuttosto, sarebbe saltato in faccia alla sorella.


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Lady Susan

Siamo soliti associare alla civetteria comportamenti sfrontati, e ci aspettiamo che a un animo impudente corrispondano modi altrettanto impudenti; infine mi aspettavo che Lady Susan mostrasse un’ inopportuna confidenza, invece ha un’espressione dolcissima, e la sua voce e i suoi modi amabili la rendono oltremodo affascinante. Mi spiace che sia così, perché di cos’altro potrebbe trattarsi se non di una finzione?
Purtroppo la conosco troppo bene. E’ intelligente e simpatica, usa abilmente tutti i mezzi necessari a rendere piacevole la conversazione e parla molto bene, con una felice padronanza della lingua, che ella utilizza spesso, mi pare, per trasformare in bianco il nero.
(Lettera 6. Mrs Vernon a Mr De Courcy)


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Commenti
Complimenti Emy, le tue 10righe sono state scelte dalla redazione, vinci un libro incentivo.
Invia i tuoi dati a staff@libroincentivo.it
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Ho appena acquistato la stessa edizione economica del libro! Non vedo l'ora di cominciarlo..
Ven, 29/03/2013 - 09:57- accedi o registrati per inviare commenti
Lady Susan

Ella è davvero molto attraente, e se tu mi domandassi dove risiede il fascino di una signora non più giovane, dovrei dal canto mio ammettere che di rado ho incontrato una donna bella quanto Lady Susan. E’ di un biondo delicato, ha begli occhi grigi e ciglia scure e, dal suo aspetto, nessuno le darebbe più di venticinque anni, anche se in realtà deve averne dieci di più.
Sebbene avessi sempre sentito dire che era bella, non ero certo incline ad ammirarla, tuttavia non posso non accorgermi che in lei si fondono, in maniera straordinaria, bellezza classica, grazia e vivacità.
(Lettera 6. Mrs Vernon a Mr De Courcy)


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A piedi nudi nell'erba

Carly indicò un fascio di fogli. “Ho esaminato l’inventario e ho segnato quello che si vende bene e quello che è una causa persa.”
“C’è una colonna per gli orrori? Perché c’è un sacco di roba orripilante, qui.”
“Fammi indovinare. Detesti tutto quello che ha sopra delle margherite.”
“Tanto per cominciare. Almeno le more sostengono l’economia dell’isola.”
“Le margherite sono graziose.”
“Le more si mangiano.”
“Le cose hanno un valore solo se sono commestibili? Questo mette in brutta luce la locale squadra di baseball.”
Michelle rise. “Un paio di giocatori sono abbastanza carini da essere mangiati di baci. Conta, questo?”
“Dovrebbe.” Carly tornò a concentrarsi sui fogli.


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A piedi nudi nell'erba

Mentre si avviava verso la reception, guardò dalla finestra che dava sul giardino posteriore. Il sole lottava contro le nubi e non era chiaro chi avrebbe vinto. Pioggia e luce danzavano sull’erba. Ma ciò che attirò la sua attenzione fu Gabby. In piedi al centro del prato girava su se stessa, le braccia allargate, il viso alzato verso il cielo.
Era a piedi nudi, pensò Michelle con un sorriso.
Il primo segno dell’estate: i bambini si toglievano le scarpe. Un tempo l’avevano fatto anche lei e Carly.
Ricordava come avessero corso su quello stesso prato, loro due. Così giovani, ignare di ciò che la vita avrebbe riservato loro, eccitate dalle possibilità.


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Novelle

IL FIGLIO CAMBIATO.
Notare ch'era ancora in fasce, il bambino della Longo. Ora, un bambino in fasce, cadendo per inavvertenza della madre nel sonno, poteva mai schizzar così lontano e coi piedini verso la testata del letto, vale a dire al contrario di come avrebbe dovuto trovarsi?
Era dunque chiaro che le "Donne" erano entrate in casa della Longo, nella notte, e le avevano cambiato il figlio, prendendosi il bambino bello e lasciandogliene uno brutto per farle dispetto.
Uh, ne facevano tanti, di quei dispetti, alle povere mamme!


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I Promessi Sposi

CAP.XXXIV
Scendeva dalla soglia d'uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa ...
Portava in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo,come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio.
Nè la teneva a giacere, ma sorretta , a seder sur un braccio, col petto appoggiato al petto. come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono più forte del sonno: della madre che anche se la somiglianza dei volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento.


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Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale
Tradotto da Marina Astrologo
Mondolibri su licenza Adriano Salani Editore 1998
Ora Harry era così vicino allo specchio che con la punta del naso sfiorava la sua stessa immagine. «Mamma» mormorò. «Papà». I due si limitarono a fissarlo sorridendo. E a poco a poco, Harry si voltò a guardare i volti delle altre persone riflesse nello specchio, e vide altre paia di occhi verdi come i suoi, altri nasi come il suo, e anche un vecchino che sembrava avere le sue stesse ginocchia ossute… Per la prima volta in vita sua, Harry vedeva la sua famiglia. I Potter continuavano a sorridergli e a salutarlo, e lui tornò a guardarli, anelante, con le mani premute contro lo specchio come se sperasse di caderci dentro e di raggiungerli. Dentro di sé provava un dolore acuto, fatto per metà di gioia e per metà di una terribile tristezza. Quanto tempo rimase lì davanti, non lo sapeva. […] Non poteva restare lì, doveva trovare la strada per tornare a letto. Distolse a forza lo sguardo dal volto di sua madre, le sussurrò «Tornerò ancora», e si allontanò in fretta dalla stanza.


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Principessa Laurentina

Eppure ogni volta che riceveva un bel voto Barbara pensava come un tempo: “Cosa darei perché la mamma ne fosse contenta!”. Era combattuta fra il dolore che le dava questo continuo ricordare e il senso di colpa per tutte le volte che si augurava di dimenticare presto. - Passerà, tesoro. Non sarà sempre così acuto. Continuerai a ricordarla, ma con rassegnazione, con dolcezza – le diceva la madre di Valentina, la signora Prada, sfiorandola con una carezza. Non sapeva però che Barbara non era tormentata tanto dal ricordo, quanto dal rimorso. Che non si sarebbe mai potuta rassegnare, che non avrebbe mai potuto pensare alla madre con dolcezza, perché gli ultimi giorni che l’aveva vista era stata in discordia con lei. Certe volte, nel dormiveglia, non riusciva a scacciare un’idea che la riempiva di terrore. “È morta per causa mia. È voluta morire perché l’ho delusa”.


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Lettera a un bambino mai nato

Si è stato mentre gridavo così, che ho udito la tua voce: "mamma!". E mi son sentita svuotare perchè era la prima volta che qualcuno mi chiamava mamma,(...)"mamma! Lasciami parlare, mamma. Non aver paura. Non bisogna aver paura della verità" Del resto la verità è già stata detta. Ciascuno di loro ha detto una verità, e tu lo sai: me lo hai insegnato tu che la verità è fatta di molte verità differenti.(...) eri stata così brava a convincermi che nascere è bello e scappare dal nulla una gioia. Una volta nato non dovrai scoraggiarti, dicevi: neanche a soffrire, neanche a morire.


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Cuore

Mia madre - 10 novembre, giovedì
In presenza della maestra di tuo fratello tu mancasti di rispetto a tua madre! che questo non avvenga mai più, Enrico, mai più! La tua parola irriverante m'è entrata nel cuore come una punta d'acciaio. Io pensai a tua madre quando, anni sono, stette chinata tutta una notte sul tuo piccolo letto, a misurare il tuo respiro, piangendo sangue dall'angoscia e battendo i denti dal terrore, ché credeva di perderti, ed io temevo che smarrisse la ragione; e a quel pensiero provai un senso di ribrezzo per te. Tu, offender tua madre! Tua madre che darebbe un anno di felicità per risparmiarti un'ora di dolore, che mendicherebbe per te, che si farebbe uccidere per salvarti la vita! Senti, Enrico. Fissati bene in mente questo pensiero. Immagina pure che ti siano destinati nella vita molti giorni terribili: il più terribile di tutti sarà il giorno in cui perderai tua madre.


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Commenti
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grazie Elena, ho piacere di regalarti il libro incentivo per queste dieci righe deamicisiane :) ciao
Lun, 13/05/2013 - 19:01- accedi o registrati per inviare commenti
Romancing Miss Brontë

Era una stanza piacevole, tranquilla, con confortevoli divani imbottiti, e Charlotte aveva sperato di riuscire a rimanere sola per qualche momento prima di colazione, ma la madre di George era già allo scrittoio. Charlotte la trovava una donna misurata, forse un tantino severa, anche se mai scortese. Possedeva la serenità e la sicurezza che Charlotte aveva rilevato nelle donne che avevano dato numerosi figli agli uomini che amavano e che le amavano a loro volta. Aveva osservato quella stessa serenità nella moglie di Monsieur Héger: una natura che lei invidiava e ammirava a malincuore.


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Non ora, non qui

Perlustro con gli occhi i visi dei passanti, tra essi vedo il tuo, mamma. Sei giovane, un'età tua che non ricordo più. Si dice che le mamme non abbiano età. Da bambino te le vedevo tutte, la vita era lunga un giorno, moriva col sonno e risorgeva al risveglio. Nel corso del giorno tutte le età ti venivano al viso, nessuna si fermava un'ora. Tu eri il sempre, nascevi la mattina, morivi la sera, comparendo e disparendo dalla stessa porta, conducendo la luce del mattino e riportandola via dietro di te la sera, lasciando una piccola striscia di lume sotto la porta che chiudeva male.


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Le streghe di East End

Gli mancava più che mai e pensava a lui ogni giorno. Era quello il problema della maternità, non solo ti faceva ingrassare e venire delle rughe di preoccupazione sulla fronte, ma l’amore che sentivi - l’amore per i propri figli, veemente, che consuma - era come una lama affilatissima e bellissima. Le entrava dritta nel cuore. Suo figlio era vivo da qualche parte, ma avrebbe anche potuto essere morto dato che non lo avrebbe mai più riavuto indietro. Gliel’avevano strappato via. Era la peggiore condanna che una madre dovesse subire, e proprio per quello le era stata inflitta.
Il suo meraviglioso bambino, il più felice dei figli, il cui sorriso era il sole, la cui luce illuminava tutto il mondo. Era vero quello che dicevano a proposito delle madri e dei figli maschi: era un legame speciale, un patto di mutua ammirazione.


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Canada

Nostra madre scrisse Cronaca di un reato commesso da un debole come se Berner e io fossimo presenti e potessimo leggere i suoi pensieri nell’istante in cui li metteva sulla carta, e come se fossimo dei confidenti che avrebbero tratto giovamento da quello che pensava. La sua cronaca per me rappresenta la sua voce più vera, quella che noi bambini non udimmo mai, ma la voce con cui si sarebbe espressa se avesse potuto farlo pienamente: entro i limiti che aveva posto alla vita. Lo stesso dev’essere vero per tutti i genitori e i loro figli. Ci si conosce solo parzialmente.


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Angeli Tentatori. Angel Fire
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Angeli Tentatori. Angel Fire
pag. 45 (mi ero scordata :P) |
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Angeli Tentatori. Angel Fire
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GIUOCO DOMENICALE #26: 10 RIGHE PER LA MAMMA
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GIUOCO DOMENICALE #26: 10 RIGHE PER LA MAMMA
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Le streghe di East End
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GIUOCO DOMENICALE #23: RIGHE PRIMAVERILI
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GIUOCO DOMENICALE #22: Kafka
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La metamorfosi
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Lady Susan
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Lady Susan
Grazie mille! E scusate il ritardo, ho avuto una settimana piuttosto impegnativa. :) |











































































Commenti
Partecipo al Giuoco domenicale #26: 10 righe per la mamma
Dom, 12/05/2013 - 20:46http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-26-10-righe-la-mamma