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Pagina di ottoerpasserotto

Oscar e la Dama in Rosa

Erich-Emmanuel Schmitt
Oscar e la Dama in Rosa
Rizzoli 2004

Caro Dio,
il ragazzino è morto.
Sarò sempre la Signora in rosa ma non sarò più Nonna Rosa.
Lo ero soltanto per Oscar.
Si è spento stamattina, durante la mezz'ora in cui i suoi genitori e io siamo andati a prendere un caffè.
lo ha fatto senza di noi.
Penso che abbia aspettato quel momento per risparmiarci.
Come se volesse evitarci la violenza di vederlo scomparire.
Era lui, in realtà, a vegliare su di noi.
Ho il cuore grosso, ho il cuore pesante, Oscar vi abita e non posso scacciarlo.
Bisogna che tenga ancora le mie lacrime per me, fino a stasera, perchè non voglio confrontare la mia pena con quella, inesprimibile, dei genitori.
Grazie di avermi fatto conoscere Oscar, gazie a lui inventavo leggende, me ne intendevo persino di catch.
Grazie a lui ho riso e ho conosciuto la gioia.
Mi aiuta a credere in te.
Sono piena diun amore ardente, me ne ha dato tanto che ne ho per tutti gli anni a venire.

inviato il 10/11/2010
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Commenti

Oscar è un bambino malato di leucemia in fase teminale, egli comprende il suo stato dimostrando una grande intelligenza ma non può parlarne con nessuno poiché i grandi per dispiacere e paura fanno finta che vada tutto bene. Solo l'anziana Nonna Rosa, un'infermiera dell'ospedale in cui è ricoverato il piccolo, intuisce la sua voglia di risposte. Nonna Rosa tesse insieme ad oscar leggende e incontri di lotta libera femminile, propone al piccolo di vivere dieci anni in un giorno e scrivere a Dio per raccontargli la sua vita e le sue emozioni. Oscar accetta e immagina di vivere a vent'anni, a quaranta, a novanta e così via. Conosce nuovi sentimenti, perdona e riama i suoi genitori. A centodieci anni, dieci giorni dopo l'inizio del gioco, Oscar si addormenta per l'ultima volta, mentre i suoi genitori sono via con Nonna Rosa,per non farli soffrire a vederlo morire. L'ultima lettera la scrive Nonna Rosa, ed è piena di tristezza e malinconia

Nonna Rosa si accorge che Oscar negli ultimi 11 giorni di vita ha lasciato un biglietto sul comodino: Solo Dio ha il diritto di svegliarmi

La scatola dei calzini perduti

Vauro Senesi
La scatola dei calzini perduti
Piemme
10 righe da pagina 136:

Tratti che ben presto aasunsero, unendosi, la fisionomia di un volto. Madut si vide riflesso nella luna, mentre anche l suo riflesso lo stava guardando, con occhi privi di pupille. Si porto le mani alla faccia. Entrambe le mani, perchè il suo braccio-ombra nel frattempo era tornato da lui. Si palpò gli zigomi, la fronte, la bocca, per accertarsi che il suo viso gli appartenesse e non fosse quello prigioniero della luna. Sentì che c'era ancora e insieme al sollievo provò rabbia per l'altro, che lo fissava.

inviato il 01/11/2010
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Venuto al mondo

immagine copertina
Margaret Mazzantini
Venuto al mondo
Oscar Mondadori 2010
10 righe da pagina 303:

Diego tornò dopo tre giorni. Entrò nella stanza, tagliando il buio in silenzio come un animale. Restammo fermi in un lungo abbraccio, senza forze, immobili come sacchi. Mi sembrò pesantissimo. Aveva corso, era sudato, la mia guancia si bagnò del suo collo.
"Amore".
Si teneva le mani sulle orecchie, dondolando un pò la testa. Una granata lo aveva assordato, e adesso aveva un soffio lacerante chiuso dentro, come un risucchio. Non guardò nulla intorno, si sedette sul letto. Si tolse gli stivali, li scacciò con l'ultima forza. S'afflosciò accanto a me. Lo lasciai dormire. Mi incollai alla sua schiena per respirare l'odore che aveva addosso....era quello suo, solito, solo un pò più forte, come quando aveva l'influenza e restava a letto a sfebbrare, e io trovavo quell'odore di uomo-cane sulle lenzuola, sul colletto del pigiama. Rimasi a occhi chiusi in quella penombra. Era tornato. Respirava con cruccio, come se il respiro fosse troppo, gli ingorgasse il naso...

inviato il 26/10/2010
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Un amore senza fine

immagine copertina
Douglas Kenned
Un amore senza fine
Tradotto da Gian M. Giughese
Mondolibri su licenza Sperling & Kupfer 2002
10 righe da pagina 390:

"Sono sconvolto. E provo rimorso per..."
Esitò.
"Sì?"
"Per non essere mai andato veramente d'accordo con tuo fratello."
"Sono cose che capitano."
"Mi sarei dovuto sforzare di più, avrei dovuto..."
La voce gli si spezzò, sul punto di scoppiare in singhiozzi. La gente ti sorprende sempre nei momenti più strani: ecco Jack, al quale Erik non era mai veramente piaciuto, in lacrime per la sua morte. E' questo il senso di una vera tragedia, ricordare a tutti che qualunque discussione avuta con gli altri è, in ultima analisi, inutile. La morte mette a tacere ogni diverbio, lasciando improvvisamente nella consapevolezza che il nostro conflitto con una persona ha perduto il suo significato e che, al pari di ogni cosa che facciamo, era questione di un momento. E quell'istante, quella scheggia di tempo che chiamiamo vita, non conta nulla.

inviato il 25/10/2010
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Ricordi cariati

immagine copertina
Claudio Oliviero
Ricordi cariati
La Riflessione 2009
10 righe da pagina 21:

Seconda via di fuga: il ficus. Sette passi dalla poltrona scorreggiona.
«Come mai li chiami ricordi cariati? C’entrano qualcosa i denti malati?»
Mi segue col capo evitando di smuovere un solo altro muscolo, sino a quando non sono proprio alle sue spalle nei pressi della pianta da appartamento.
«Esattamente», risponde. «Un dente cariato che lascia scoperto il nervo non trasmette alcun dolore se non quando vi si poggia la lingua o quando ci finisce sopra del cibo. I ricordi cariati sono simili: fanno male soltanto nel momento in cui li consideriamo. Per evitare di provare le sgradevoli sensazioni che recano dovremmo evitare di riportarli alla mente, ma, come lei ben sa, cercare di non pensare a qualcosa ci porta automaticamente a pensarla.»

inviato il 26/10/2010
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Commenti

ciao melania! cercalo sui siti di vendita libri on line tipo www.bol.it o www.ibs.it. il fatto che stia cercando un altro editore è dovuto anche al prezzo che mi è stato imposto per la pubblicazione. comunque ti assicuro che non sono soldi buttati! :-)

Claudio, visto che cerchi editori per distribuire il tuo libro su territorio nazionale, attualmente dove è allora reperibile?Perché credo valga la pena di leggerlo per intero. Complimenti!!!

Il tuo primo libro, il primo di una lunga serie, spero..anche perchè esigo che Isacco diventi professore ordinario!!!! Un consiglio a chi è incuriosito dalle righe pubblicate da Claudio; leggerlo è 3000 meglio....un mix di tantissime sensazioni ( risate..serie risate, tristezza, attenzione, suspance...) il tutto collegato benissimo, infatti non ho mai perso il filo...avete presente quando vi state per addormentare con un libro in mano? Utiizzate le ultime molecole di energia disponibili per tenere su quegli avambracci e contemporaneamente la palpebra di un occhio inizia a cedere alla forza di gravità finchè il libro cade a terra con le orecchiette che puntualmente si formano in tutte le pagine fuorchè in quella che stavate leggendo? bene, io, campionessa mondiale della palpebra calante, non ho mai dimenticato il punto in cui ero arrivata! Questo libro ti prende proprio!!!

Sarebbe piacevole conoscere lettori del mio romanzo che non siano conoscenze dirette! Eventuali editori interessati: sono alla ricerca di una ristampa con distribuzione più estesa sul territorio nazionale.

Il cacciatore di aquiloni

immagine copertina
Khaled Hosseini
Il cacciatore di aquiloni
Tradotto da Isabella Vaj
Piemme 1998
10 righe da pagina 370:

La tua vita di prima, pensai, era come la mia di tanto tempo fa. Ho giocato nello stesso giardino, Sohrab. Ho vissuto nella stessa casa. Ma ora l'erba è secca e sul vialetto è parcheggiata la jeep di uno sconosciuto. La nostra vita di allora non esiste più, Sohrab, e tutte le persone che amavamo sono morte o stanno per morire. Siamo rimasti solo tu e io. Solo tu e io.

inviato il 02/11/2010
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Commenti

Eccola
;)
Per caricare l'immagine di copertina segui questo procedimento:
-quando stai scrivendo le 10 righe, clicca su altre informazioni... vedrai il tasto SFOGLIA (cosi selezioni la copertina che prima hai salvato sul pc) e poi upload.
- se hai problemi scrivili anche sui commenti di http://www.10righedailibri.it/giochi-segnalibri cosi le risposte senvono a tutti
:)

ok, però il prossimo post prova tu...
:)
di che anno è l'edizione?

10righe, perchè non pubblichi la foto di copertina de "Il cacciatore di aquiloni"?

La solitudine dei numeri primi

immagine copertina
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori 2008
10 righe da pagina 296:

Mattia lo sapeva cosa c'era da fare. Doveva andare di là e sedersi di nuovo su quel divano, doveva prenderle una mano e dirle non dovevo partire. Doveva baciarla un'altra volta e poi ancora, finchè si sarebbero abituati a quel gesto al punto di non poterne più fare a meno. Succedeva nei film e succedeva nella realtà, tutti i giorni. La gente si prendeva quello che voleva, si aggrappava alle coincidenze, quelle poche, e ci tirava su un'esistenza. Doveva dire ad Alice sono qui oppure andare via, prendere il primo volo e sparire di nuovo, tornare nel luogo in cui era rimasto in sospeso per tutti quegli anni.
Ormai l'aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante.

inviato il 02/11/2010
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Oscar e la Dama in Rosa

Erich-Emmanuel Schmitt
Oscar e la Dama in Rosa
Rizzoli 2004

Caro Dio,
il ragazzino è morto.
Sarò sempre la Signora in rosa ma non sarò più Nonna Rosa.
Lo ero soltanto per Oscar.
Si è spento stamattina, durante la mezz'ora in cui i suoi genitori e io siamo andati a prendere un caffè.
lo ha fatto senza di noi.
Penso che abbia aspettato quel momento per risparmiarci.
Come se volesse evitarci la violenza di vederlo scomparire.
Era lui, in realtà, a vegliare su di noi.
Ho il cuore grosso, ho il cuore pesante, Oscar vi abita e non posso scacciarlo.
Bisogna che tenga ancora le mie lacrime per me, fino a stasera, perchè non voglio confrontare la mia pena con quella, inesprimibile, dei genitori.
Grazie di avermi fatto conoscere Oscar, gazie a lui inventavo leggende, me ne intendevo persino di catch.
Grazie a lui ho riso e ho conosciuto la gioia.
Mi aiuta a credere in te.
Sono piena diun amore ardente, me ne ha dato tanto che ne ho per tutti gli anni a venire.

inviato il 10/11/2010
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Oscar è un bambino malato di leucemia in fase teminale, egli comprende il suo stato dimostrando una grande intelligenza ma non può parlarne con nessuno poiché i grandi per dispiacere e paura fanno finta che vada tutto bene. Solo l'anziana Nonna Rosa, un'infermiera dell'ospedale in cui è ricoverato il piccolo, intuisce la sua voglia di risposte. Nonna Rosa tesse insieme ad oscar leggende e incontri di lotta libera femminile, propone al piccolo di vivere dieci anni in un giorno e scrivere a Dio per raccontargli la sua vita e le sue emozioni. Oscar accetta e immagina di vivere a vent'anni, a quaranta, a novanta e così via. Conosce nuovi sentimenti, perdona e riama i suoi genitori. A centodieci anni, dieci giorni dopo l'inizio del gioco, Oscar si addormenta per l'ultima volta, mentre i suoi genitori sono via con Nonna Rosa,per non farli soffrire a vederlo morire. L'ultima lettera la scrive Nonna Rosa, ed è piena di tristezza e malinconia

Nonna Rosa si accorge che Oscar negli ultimi 11 giorni di vita ha lasciato un biglietto sul comodino: Solo Dio ha il diritto di svegliarmi

La scatola dei calzini perduti

Vauro Senesi
La scatola dei calzini perduti
Piemme
10 righe da pagina 136:

Tratti che ben presto aasunsero, unendosi, la fisionomia di un volto. Madut si vide riflesso nella luna, mentre anche l suo riflesso lo stava guardando, con occhi privi di pupille. Si porto le mani alla faccia. Entrambe le mani, perchè il suo braccio-ombra nel frattempo era tornato da lui. Si palpò gli zigomi, la fronte, la bocca, per accertarsi che il suo viso gli appartenesse e non fosse quello prigioniero della luna. Sentì che c'era ancora e insieme al sollievo provò rabbia per l'altro, che lo fissava.

inviato il 01/11/2010
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Oscar e la Dama in Rosa

Oscar e la Dama in Rosa 8 years 43 settimane fa

Oscar è un bambino malato di leucemia in fase teminale, egli comprende il suo stato dimostrando una grande intelligenza ma non può parlarne con nessuno poiché i grandi per dispiacere e paura fanno finta che vada tutto bene. Solo l'anziana Nonna Rosa, un'infermiera dell'ospedale in cui è ricoverato il piccolo, intuisce la sua voglia di risposte. Nonna Rosa tesse insieme ad oscar leggende e incontri di lotta libera femminile, propone al piccolo di vivere dieci anni in un giorno e scrivere a Dio per raccontargli la sua vita e le sue emozioni. Oscar accetta e immagina di vivere a vent'anni, a quaranta, a novanta e così via. Conosce nuovi sentimenti, perdona e riama i suoi genitori. A centodieci anni, dieci giorni dopo l'inizio del gioco, Oscar si addormenta per l'ultima volta, mentre i suoi genitori sono via con Nonna Rosa,per non farli soffrire a vederlo morire. L'ultima lettera la scrive Nonna Rosa, ed è piena di tristezza e malinconia

Nonna Rosa si accorge che Oscar negli ultimi 11 giorni di vita ha lasciato un biglietto sul comodino: Solo Dio ha il diritto di svegliarmi

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