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Pagina di MadSteel

'The Ayn Rand Column ‘Introducing Objectivism’

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Man—every man—is an end in himself, not a means to the ends of others; he must live for his own sake, neither sacrificing himself to others nor sacrificing others to himself; he must work for his rational self-interest, with the achievement of his own happiness as the highest moral purpose of his life." 'The Ayn Rand Column ‘Introducing Objectivism’

L'uomo -ogni uomo- è fine a se stesso, non una via per fini altrui; egli deve vivere di propri principi, non sacrificare altri per la sua causa, ne sacrificare se stesso per la causa degli altri. Egli deve lavorare per l'ego razionale del priorio interesse, mettendo all'appice la prioria felicità come scopo morale della sua vita.

'The Ayn Rand Column ‘Introducing Objectivism’

inviato il 17/12/2012
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it's pretty simple, objectivism is a social and political behavior. The question is: where can I find my happiness?

difficult to live as proposed in these interesting lines ! I can try to do it but I fear not to be able

Bentornato Huan :)

La Mano di Fatima

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Ildefonso Falcones
La Mano di Fatima
Mondadori 2010
10 righe da pagina 12:

Trovò la soluzione con brha ìm, un mulattiere di Juviles giovane e di bell'aspetto che incontrava spesso per strada: gli propose il matrimonio con la figlia, in cambio di due mule come dote, una per la ragazza e un'altra per la creatura che portava in grembo. brha ìm esitava, ma era giovane, povero e aveva bisogno di animali. E poi, chi poteva sapere se la creatura sarebbe nata? Magari non avrebbe superato i primi mesi di vita. In quelle terre inospitali molti bambìni morivano nella più tenera infanzia. Anche se l'idea che la ragazza fosse stata violentata da un sacerdote cristiano gli ripugnava, il giovane accettò l'accordo e la portò con sé a Juviles. Ma contro i desidèri di brha ìm, Hernando nacque robusto e con gli occhi azzurri del prete che aveva abusato di sua madre. E superò pure l'infanzia. Le circostanze della sua nascita corsero di bocca in bocca e, per quanto il villaggio provasse pietà per la ragazza violentata, non fece altrettanto con il frutto illegittimo dello stupro.

inviato il 12/05/2012
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bellissimo. il mio preferito di questo autore

La Mano di Fatima

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Ildefonso Falcones
La Mano di Fatima
Mondadori 2010
10 righe da pagina 11:

Appena il calpestio degli zoccoli delle mule annunciò la partenza di brha ìm, Aisha, sua madre, riapparve sotto la tettoia e gli si avvicinò con in mano una scodella di
limonata. Ti fa male? gli chiese, chinandosi e accarezzandogli i capelli. Madre, perché tutti mi chiamano Nazareno? singhiozzò Hernando, alzando la testa verso di lei. Aisha chiuse gli occhi vedendo il viso in lacrime del figlio. Cercò di asciugarle con una carezza, ma lui girò la testa. Perché? insisté. La donna sospirò, quindi annuì e si sedette sui talloni, nella paglia. D'accordo, ormai sei abbastanza grande , cedette con tristezza, come se quello che stava per fare le costasse un grande sforzo. Devi sapere che più o meno quindici anni fa, un anno più di quanti ne hai tu ora, il prete del villaggio dove vivevo da ragazza, nella piana di Almeria, mi ha violentata. Hernando sussultò, smettendo di singhiozzare.

inviato il 12/05/2012
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le 10 righe hanno sempre senso! ;)

Non avrebbe senso spezzettare la trama, preferisco così ^_^.

Huan se usi il testo del commento puoi partecipare più volte ;)

Circa un anno prima sua madre si
era vista costretta a spiegargli la ragione di quel nomignolo. Un
mattino, all'alba, lui aveva aiutato il patrigno brha ìm, José per i
cristiani, a bardare le mule. Terminato il suo compito, stava
salutando la Vecchia con un'affettuosa pacca sul collo, quando uno
schiaffone sull'orecchio destro l'aveva buttato per terra, a qualche
passo di distanza. Bastardo nazareno! gridò brha ìm, furibondo. Il
ragazzo scosse la testa per riprendersi e si portò una mano
all'orecchio. Dietro il patrigno gli sembrò di vedere la madre che
scompariva in casa a testa bassa. Hai legato male il basto di
quell'animale! ruggì l'uomo, indicando una delle mule. Se si ferisce
non posso più lavorare! Sei proprio un nazareno buono a nulla , gli
vomitò addosso, un bastardo cristiano. Hernando scappò gattoni dai
piedi del patrigno e si nascose in un angolo della tettoia, in mezzo
alla paglia, con la testa tra le ginocchia. Appena il calpestio degli
zoccoli delle mule annunciò la partenza di brha ìm, Aisha, sua madre,
riapparve sotto la tettoia e gli si avvicinò con in mano una scodella di
limonata. Ti fa male? gli chiese, chinandosi e accarezzandogli i
capelli. Madre, perché tutti mi chiamano Nazareno? singhiozzò
Hernando, alzando la testa verso di lei. Aisha chiuse gli occhi vedendo
il viso in lacrime del figlio. Cercò di asciugarle con una carezza, ma
lui girò la testa. Perché? insisté. La donna sospirò, quindi annuì e
si sedette sui talloni, nella paglia. D'accordo, ormai sei abbastanza
grande , cedette con tristezza, come se quello che stava per fare le
costasse un grande sforzo. Devi sapere che più o meno quindici anni fa,
un anno più di quanti ne hai tu ora, il prete del villaggio dove vivevo
da ragazza, nella piana di Almeria, mi ha violentata. Hernando
sussultò, smettendo di singhiozzare. Sì, figlio. Io gridavo e lo
respingevo, come vuole la nostra legge, ma ho potuto fare ben poco
contro la forza di quel depravato. Mi ha avvicinata lontano dal
villaggio, in piena campagna, a metà mattina. Era un giorno di sole ,
ricordò con tristezza lei. Ero ancora una bambina! gridò d'improvviso.
Mi ha strappato di dosso la veste. Mi ha buttata per terra e. La
donna stava per proseguire quando tornò alla realtà e si trovò davanti
gli occhi del figlio, sgranati e fissi su di lei. Tu sei il frutto di
quell'oltraggio , sussurrò. Per questo. per questo ti chiamano
Nazareno. Perché tuo padre era un prete cristiano.

Il Piacere

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Gabriele D'annunzio
Il Piacere
Baldini Castoldi Dalai 2009
10 righe da pagina 389:

“La Morte è qui, e la Morte è là; da per tutto la Morte è all’opera; intorno a noi, in noi, sopra di noi, sotto di noi è la Morte; e noi non siamo che Morte.
“La Morte ha messo la sua impronta e il suo suggello su tutto ciò che noi siamo, e su tutto ciò che sentiamo e su tutto ciò che conosciamo e temiamo.
“Da prima muoiono i nostri piaceri, e quindi le nostre speranze, e quindi i nostri timori; e quando tutto ciò è morto, la polvere chiama la polvere e noi anche moriamo.
“Tutte le cose che noi amiamo ed abbiam care come noi stessi devono dileguarsi e perire. Tale è il nostro crudele destino. L’amore, l’amore medesimo morirebbe, se tutto il resto non morisse...

inviato il 09/05/2012
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La rivolta di Atlante

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Ayn Rand
La rivolta di Atlante
Tradotto da Laura Grimaldi
Crbaccio 2007

E così tu pensi che il denaro sia alla radice di tutti i mali? Ti sei mai chiesto quali sono le radici del denaro? Il denaro è un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono le merci prodotte e gli uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l'uno con l'altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che ti chiedono il tuo prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che te lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. È questo che tu chiami male?

inviato il 09/05/2012
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Saperla Lunga

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Woody Allen
Saperla Lunga
Tradotto da Alberto Episcopi
Bompiani 1973
10 righe da pagina 32:

Nat: Chi è che sei tu?
La Morte: La Morte. Avresti un bicchiere d'acqua?
Nat: La Morte? Che cosa intendi dire, la Morte?
La Morte: Cosa c'è che non va? Lo vedi il vestito nero e la faccia sbiancata?
Nat: Già.
La Morte: È per caso Carnevale?
Nat: No.
La Morte: E allora sono la Morte. Adesso potrei avere un bicchiere d'acqua, oppure della gazosa?
Nat: Se si tratta di qualche scherzo...
La Morte: Che razza di scherzo? Non hai cinquantasette anni? Nat Ackerman? Pacific Street 118? A meno che non abbia sbagliato... dov'è il fog]io di chiamata? (Annaspa dentro la tasca cavandone finalmente una scheda con un indirizzo. Fa l'atto di controllarla.)
Nat: Che cosa vuoi da me?
La Morte: Che cosa voglio da te? Che cosa pensi che io voglia?

inviato il 07/05/2012
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Huan abbiamo condiviso le tue 10 righe sui social : )

Saperla Lunga

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Woody Allen
Saperla Lunga
Tradotto da Alberto Episcopi
Bompiani 1973
10 righe da pagina 14:

Mentre tutto ciò avveniva, il nostro beneamato Vargas adottava brillantemente la tattica dell'attesa vigile, che attuava accucciandosi immobile davanti al camino ed assumendo l'aspetto di una statua lignea di moro veneziano. Non appena la costa è risultata sgombra, egli è avanzato in punta di piedi verso gli uffici centrali e ha assunto il potere.[...] In seguito ho parlato a Vargas del serio problema di guidare una nazione. Sebbene egli sia dell'opinione che le elezioni libere siano essenziali in qualsiasi democrazia, preferisce attendere fino a quando il popolo non diventi un po' più maturo prima di indire qualsiasi plebiscito.
Fin da quel momento, egli ha improvvisato un tipo di governo fondato sulla monarchia di diritto divino, e ha ricompensato la mia lealtà concedendomi d'assaggiare i suoi cibi prima dei pasti. In più, sono stato anche nominato revisore generale alla pulizia delle latrine.

inviato il 07/05/2012
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Saperla Lunga

immagine copertina
Woody Allen
Saperla Lunga
Tradotto da Alberto episcopi
BOMPIANI 1973
10 righe da pagina 13:

Lo stesso Vargas appare leggermente di malumore ed ha cominciato a collezionare biglietti del tram. Ora pensa che la vita sotto il regime di Arroyo non sia poi così scomoda e si sta chiedendo se non sia il caso di riciclare gli uomini che sono rimasti e abbandonare gli ideali rivoluzionari per creare un complesso di rumba. Nel frattempo, le forti piogge hanno provocato, sulle montagne, degli smottamenti verso valle ed i fratelli Juárez sono stati trascinati via lungo il pendio mentre dormivano. Abbiamo inviato un emissario ad Arroyo con una lista modificata delle nostre richieste, in cui abbiamo avuto cura di eliminare la parte concernente la sua resa incondizionata, sostituendola con una ricetta del guacamole che ha vinto un concorso a premi. Mi chiedo quale effetto produrrà.

inviato il 07/05/2012
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Saperla Lunga

immagine copertina
Woody Allen
Saperla Lunga
Tradotto da Tradotto da Alberto Episcopi
BOMPIANI 1973
10 righe da pagina 10:

“Come hai potuto, Kaiser?”
Stava andandosene nel nulla, dovevo far presto: “Pupa, la manifestazione dell'universo come idea complessa in sé, in quanto Opposta all'essere dentro o fuori la vera Essenza di sé come Se stesso è, intrinsecamente, il nulla, o Nulla, ovvero l'Assenza in rapporto a qualsivoglia forma astratta di esistenza o di esistere o di essere esistito in eterno, non soggetto a leggi fisiche o di moto o a idee relative all'antimateria, oppure alla mancanza di Essenza oggettiva o di alibiquità soggettiva.”
Forse era troppo sottile, ma penso che abbia capito, mentre moriva.

inviato il 07/05/2012
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Citarsi Addosso

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Woody Allen
Citarsi Addosso
Tradotto da CATHY BERBERIAN e DORETTA GELMINI
Bompiani 1975
10 righe da pagina 5:

Buon Dio, perché mi sento così colpevole? Forse perché ho odiato mio padre? Probabilmente tutto è cominciato coi saltimbocca alla romana. Cosa ci facevano nel suo portafoglio? Se gli avessi dato retta oggi sarei collaudatore di spille da balia. Sento ancora la sua voce: “Lo spillo è tutto nella vita.” Ricordo la sua reazione quando gli dissi che volevo scrivere. “Chi scrive impara a zoppicare senza i coperchi.” Non ho ancora capito cosa volesse dire. Che uomo triste! Quando hanno presentato la mia prima commedia, Una ciste per Gustavo, lui era alla prima in frac e maschera antigas.

inviato il 03/05/2012
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L'eleganza del riccio

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Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
e/o

«Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. È come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.
Sì, è proprio così, un sempre nel mai».

Muriel Barbery, “L’eleganza del riccio”

inviato il 15/05/2012
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La Mano di Fatima

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Ildefonso Falcones
La Mano di Fatima
Mondadori 2010
10 righe da pagina 12:

Trovò la soluzione con brha ìm, un mulattiere di Juviles giovane e di bell'aspetto che incontrava spesso per strada: gli propose il matrimonio con la figlia, in cambio di due mule come dote, una per la ragazza e un'altra per la creatura che portava in grembo. brha ìm esitava, ma era giovane, povero e aveva bisogno di animali. E poi, chi poteva sapere se la creatura sarebbe nata? Magari non avrebbe superato i primi mesi di vita. In quelle terre inospitali molti bambìni morivano nella più tenera infanzia. Anche se l'idea che la ragazza fosse stata violentata da un sacerdote cristiano gli ripugnava, il giovane accettò l'accordo e la portò con sé a Juviles. Ma contro i desidèri di brha ìm, Hernando nacque robusto e con gli occhi azzurri del prete che aveva abusato di sua madre. E superò pure l'infanzia. Le circostanze della sua nascita corsero di bocca in bocca e, per quanto il villaggio provasse pietà per la ragazza violentata, non fece altrettanto con il frutto illegittimo dello stupro.

inviato il 12/05/2012
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bellissimo. il mio preferito di questo autore

La Mano di Fatima

immagine copertina
Ildefonso Falcones
La Mano di Fatima
Mondadori 2010
10 righe da pagina 11:

Appena il calpestio degli zoccoli delle mule annunciò la partenza di brha ìm, Aisha, sua madre, riapparve sotto la tettoia e gli si avvicinò con in mano una scodella di
limonata. Ti fa male? gli chiese, chinandosi e accarezzandogli i capelli. Madre, perché tutti mi chiamano Nazareno? singhiozzò Hernando, alzando la testa verso di lei. Aisha chiuse gli occhi vedendo il viso in lacrime del figlio. Cercò di asciugarle con una carezza, ma lui girò la testa. Perché? insisté. La donna sospirò, quindi annuì e si sedette sui talloni, nella paglia. D'accordo, ormai sei abbastanza grande , cedette con tristezza, come se quello che stava per fare le costasse un grande sforzo. Devi sapere che più o meno quindici anni fa, un anno più di quanti ne hai tu ora, il prete del villaggio dove vivevo da ragazza, nella piana di Almeria, mi ha violentata. Hernando sussultò, smettendo di singhiozzare.

inviato il 12/05/2012
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le 10 righe hanno sempre senso! ;)

Non avrebbe senso spezzettare la trama, preferisco così ^_^.

Huan se usi il testo del commento puoi partecipare più volte ;)

Circa un anno prima sua madre si
era vista costretta a spiegargli la ragione di quel nomignolo. Un
mattino, all'alba, lui aveva aiutato il patrigno brha ìm, José per i
cristiani, a bardare le mule. Terminato il suo compito, stava
salutando la Vecchia con un'affettuosa pacca sul collo, quando uno
schiaffone sull'orecchio destro l'aveva buttato per terra, a qualche
passo di distanza. Bastardo nazareno! gridò brha ìm, furibondo. Il
ragazzo scosse la testa per riprendersi e si portò una mano
all'orecchio. Dietro il patrigno gli sembrò di vedere la madre che
scompariva in casa a testa bassa. Hai legato male il basto di
quell'animale! ruggì l'uomo, indicando una delle mule. Se si ferisce
non posso più lavorare! Sei proprio un nazareno buono a nulla , gli
vomitò addosso, un bastardo cristiano. Hernando scappò gattoni dai
piedi del patrigno e si nascose in un angolo della tettoia, in mezzo
alla paglia, con la testa tra le ginocchia. Appena il calpestio degli
zoccoli delle mule annunciò la partenza di brha ìm, Aisha, sua madre,
riapparve sotto la tettoia e gli si avvicinò con in mano una scodella di
limonata. Ti fa male? gli chiese, chinandosi e accarezzandogli i
capelli. Madre, perché tutti mi chiamano Nazareno? singhiozzò
Hernando, alzando la testa verso di lei. Aisha chiuse gli occhi vedendo
il viso in lacrime del figlio. Cercò di asciugarle con una carezza, ma
lui girò la testa. Perché? insisté. La donna sospirò, quindi annuì e
si sedette sui talloni, nella paglia. D'accordo, ormai sei abbastanza
grande , cedette con tristezza, come se quello che stava per fare le
costasse un grande sforzo. Devi sapere che più o meno quindici anni fa,
un anno più di quanti ne hai tu ora, il prete del villaggio dove vivevo
da ragazza, nella piana di Almeria, mi ha violentata. Hernando
sussultò, smettendo di singhiozzare. Sì, figlio. Io gridavo e lo
respingevo, come vuole la nostra legge, ma ho potuto fare ben poco
contro la forza di quel depravato. Mi ha avvicinata lontano dal
villaggio, in piena campagna, a metà mattina. Era un giorno di sole ,
ricordò con tristezza lei. Ero ancora una bambina! gridò d'improvviso.
Mi ha strappato di dosso la veste. Mi ha buttata per terra e. La
donna stava per proseguire quando tornò alla realtà e si trovò davanti
gli occhi del figlio, sgranati e fissi su di lei. Tu sei il frutto di
quell'oltraggio , sussurrò. Per questo. per questo ti chiamano
Nazareno. Perché tuo padre era un prete cristiano.

Rock'n'Roll Robot

Alberto Camerini
Rock'n'Roll Robot
CBS 1981

Se il mondo ti confonde, non lo capisci più,
se nulla ti soddisfa, ti annoi sempre più
scienziati ed ingegneri hanno inventato già una
generazione di bambole robot.
C'è questo tipo strano, vedrai ti piacerà, lui suona la
chitarra in una rock'n'roll band
è come un Arlecchino ma non si rompe mai,
attacchi la corrente, si accende e partirà.
Oooh rock'n'roll robot, oooh rock'n'roll robot
io ti amo, io ti cerco, io ti voglio, rock'n'roll robot.

 

 

leggi tutto
inviato il 10/05/2012
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Yes

Visto live lol.

Il Piacere

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Gabriele D'annunzio
Il Piacere
Baldini Castoldi Dalai 2009
10 righe da pagina 389:

“La Morte è qui, e la Morte è là; da per tutto la Morte è all’opera; intorno a noi, in noi, sopra di noi, sotto di noi è la Morte; e noi non siamo che Morte.
“La Morte ha messo la sua impronta e il suo suggello su tutto ciò che noi siamo, e su tutto ciò che sentiamo e su tutto ciò che conosciamo e temiamo.
“Da prima muoiono i nostri piaceri, e quindi le nostre speranze, e quindi i nostri timori; e quando tutto ciò è morto, la polvere chiama la polvere e noi anche moriamo.
“Tutte le cose che noi amiamo ed abbiam care come noi stessi devono dileguarsi e perire. Tale è il nostro crudele destino. L’amore, l’amore medesimo morirebbe, se tutto il resto non morisse...

inviato il 09/05/2012
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Sostiene Pereira

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Antonio Tabucchi
Sostiene Pereira
Universale Economica Feltrinelli 2011
10 righe da pagina 51:

È scomparso Filippo Tommaso Marinetti. [...] Con Marinetti scompare un violento, perché la violenza era la sua musa. Aveva cominciato nel 1909 con la pubblicazione di un Manifesto Futurista su un giornale di Parigi, manifesto in cui esaltava i miti della guerra e della violenza. Nemico della democrazia, bellicoso e bellicista, esaltò poi la guerra in uno strambo poemetto intitolato Zang Tumb Tumb, una descrizione fonica della guerra d'Africa del colonialismo italiano. E la sua fede colonialista lo portò a esaltare l'impresa libica italiana. Scrisse tra l'altro un manifesto ributtante: Guerra sola igiene del mondo. Le fotografie ci mostrano un uomo in pose arroganti, i baffi arricciati e la casacca da accademico pieno di medaglie. Il fascismo italiano gliene ha conferite molte, perché Marinetti ne è stato un accanito sostenitore. Con lui scompare un losco personaggio, un guerrafondaio...

inviato il 07/05/2012
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Grazie!

“Esattamente cinque mesi fa, alle otto di sera del primo marzo 1938, moriva Gabriele D'Annunzio. In quel momento questo giornale non aveva ancora la sua pagina culturale, ma oggi ci sembra venuto il momento di parlare di lui. Fu un grande poeta Gabriele D'Annunzio, il cui vero nome era per inciso Rapagnetta? È difficile dirlo, perché le sue opere sono ancora troppo fresche per noi che siamo suoi contemporanei. Forse converrà piuttosto parlare della sua figura di uomo che si mescola con la figura dell'artista. Innanzitutto fu un vate. Amò il lusso, la mondanità, la magniloquenza, l'azione. Fu un grande decadente, dissolutore delle regole morali, amante della morbosità e dell'erotismo. Dal filosofo tedesco Nietzsche desunse il mito del superuomo ma lo ridusse a una visione della volontà di potenza di ideali estetizzanti destinati a comporre il caleidoscopio colorato di una vita inimitabile. Fu interventista nella grande guerra, convinto nemico della pace fra i popoli. Visse imprese bellicose e provocatorie come il volo su Vienna, nel 1918, quando lanciò manifestini italiani sulla città. Dopo la guerra organizzò un'occupazione della città di Fiume, dalla quale fu successivamente sloggiato dalle truppe italiane. Ritiratosi a Gardone, in una villa da lui chiamata Vittoriale degli Italiani, vi condusse una vita dissoluta e decadente, segnata da amori futili e da avventure erotiche. Guardò con favore al fascismo e alle imprese belliche. Fernando Pessoa lo aveva soprannominato 'assolo di trombone', e forse non aveva tutti i torti. La voce che di lui ci giunge non è infatti il suono di un delicato violino, ma la voce tuonante di uno strumento a fiato, di una tromba squillante e prepotente. Una vita non esemplare, un poeta altisonante, un uomo pieno di ombre e di compromessi. Una figura da non imitare, ed è per questo che lo ricordiamo. Firmato Roxy.”

Puoi pubblicare il necrologio su D'annunzio? Questo libro mi incuriosisce. Mi sa che lo compro^^.

La metamorfosi e altri racconti

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Franz Kafka
La metamorfosi e altri racconti
Tradotto da Rodolfo Paoli, Vallecchi
Oscar mondadori classici moderni 2000
10 righe da pagina 113:

Mio nonno soleva dire: "la vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si contrae a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata"

inviato il 08/05/2012
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Pag 113 "il prossimo villaggio" 1916 - 1917

Piazza della Loggia - Volume 1: Non è di Maggio

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Francesco Barilli e Matteo Fenoglio
Piazza della Loggia - Volume 1: Non è di Maggio
Becco Giallo 2012
10 righe da pagina 24:

"Tu guardi alle problematiche attuali, ma sempre in una sorta di avvenire vago e lontano... Tutti voi rischiate di perdere di vista la quotidianità, che è altrettanto pesante e richiede altrettanto impegno. Va bene la proiezione verso il futuro... Ma se non si capiscono i termini in cui avviene la vita ordinaria dei singoli, difficilmente si potranno produrre veri cambiamenti!"

inviato il 07/05/2012
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ottimo suggerimento, aggiungo il segnalibro

aggiungo segnalibro

Pubblicizzo questo libro che uscirà nelle librerie di Brescia tra poco. E' un fumetto che parla della storia della strage di Piazza della Loggia del 28 Maggio 1974.

Brave New World (Il mondo nuovo)

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Aldous Huxley
Brave New World (Il mondo nuovo)
Tradotto da Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi
Oscar Mondadori - Classici Moderni 1997
10 righe da pagina 9:

"Il processo Bokanovsky è uno dei maggiori strumenti della stabilità sociale!". Uomini e donne tipificati; a infornate uniformi. Tutto il personale di un piccolo stabilimento costituito dal prodotto di un unico uovo bokanovskificato.
"Novantasei gemelli identici che lavorano a novantasei macchine identiche!". La voce era quasi vibrante d’entusiasmo. "Adesso si sa veramente dove si va. Per la prima volta nella storia". Citò il motto planetario: "Comunità, Identità, Stabilità". Grandi parole. "Se potessimo bokanovskificare all'infinito, l’intero problema sarebbe risolto". Milioni di gemelli identici. Il principio della produzione in massa applicato finalmente alla biologia.
"Ma, ahimè", il Direttore scosse il capo "noi non possiamo bokanovskificare all'infinito". Novantasei sembrava essere il limite; settantacinque una buona media. Fabbricare il maggior numero possibile di gemelli identici con la medesima ovaia e coi gameti dello stesso maschio, questo era quanto di meglio (e purtroppo un meglio di gran lunga inferiore all’ottimo) si potesse fare.

inviato il 04/05/2012
Nei segnalibri di:

LE NOTTI DI PARIGI

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Restif de la Bretonne
LE NOTTI DI PARIGI
Tradotto da Anna Maria Scaiola
Editori riuniti 1996
10 righe da pagina 102:

Quando si è infelici si ha l'animo disponibile e sensibile: ci si lascia andare alle situazioni e si vorrebbe poterle fermare. Da che deriva questo? Forse si ama soffrire? No, certo...Quando non potevo vedere la Marchesae avere la compagnia di Du Hameauneuf, ero proprio infelice! Invece di cercare di distrarmi, mi concentravo sul dolore, temevo di veder svanire l'attimo fuggitivo e allora lo incidevo sulla pietra! Invece di seguire i miei soliti affari, ero prostrato, senza energia, le mie uscite erano limitate all'isola Saint-Louis di cui facevano tristemente il giro.

inviato il 03/05/2012
Nei segnalibri di:

'The Ayn Rand Column ‘Introducing Objectivism’

'The Ayn Rand Column ‘Introducing Objectivism’ 4 years 22 settimane fa

it's pretty simple, objectivism is a social and political behavior. The question is: where can I find my happiness?

Santa mamma Dai Libri

Santa mamma Dai Libri 5 years 1 week fa
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La Mano di Fatima

La Mano di Fatima 5 years 1 week fa

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Non avrebbe senso spezzettare la trama, preferisco così ^_^.

La Mano di Fatima 5 years 1 week fa

Circa un anno prima sua madre si
era vista costretta a spiegargli la ragione di quel nomignolo. Un
mattino, all'alba, lui aveva aiutato il patrigno brha ìm, José per i
cristiani, a bardare le mule. Terminato il suo compito, stava
salutando la Vecchia con un'affettuosa pacca sul collo, quando uno
schiaffone sull'orecchio destro l'aveva buttato per terra, a qualche
passo di distanza. Bastardo nazareno! gridò brha ìm, furibondo. Il
ragazzo scosse la testa per riprendersi e si portò una mano
all'orecchio. Dietro il patrigno gli sembrò di vedere la madre che
scompariva in casa a testa bassa. Hai legato male il basto di
quell'animale! ruggì l'uomo, indicando una delle mule. Se si ferisce
non posso più lavorare! Sei proprio un nazareno buono a nulla , gli
vomitò addosso, un bastardo cristiano. Hernando scappò gattoni dai
piedi del patrigno e si nascose in un angolo della tettoia, in mezzo
alla paglia, con la testa tra le ginocchia. Appena il calpestio degli
zoccoli delle mule annunciò la partenza di brha ìm, Aisha, sua madre,
riapparve sotto la tettoia e gli si avvicinò con in mano una scodella di
limonata. Ti fa male? gli chiese, chinandosi e accarezzandogli i
capelli. Madre, perché tutti mi chiamano Nazareno? singhiozzò
Hernando, alzando la testa verso di lei. Aisha chiuse gli occhi vedendo
il viso in lacrime del figlio. Cercò di asciugarle con una carezza, ma
lui girò la testa. Perché? insisté. La donna sospirò, quindi annuì e
si sedette sui talloni, nella paglia. D'accordo, ormai sei abbastanza
grande , cedette con tristezza, come se quello che stava per fare le
costasse un grande sforzo. Devi sapere che più o meno quindici anni fa,
un anno più di quanti ne hai tu ora, il prete del villaggio dove vivevo
da ragazza, nella piana di Almeria, mi ha violentata. Hernando
sussultò, smettendo di singhiozzare. Sì, figlio. Io gridavo e lo
respingevo, come vuole la nostra legge, ma ho potuto fare ben poco
contro la forza di quel depravato. Mi ha avvicinata lontano dal
villaggio, in piena campagna, a metà mattina. Era un giorno di sole ,
ricordò con tristezza lei. Ero ancora una bambina! gridò d'improvviso.
Mi ha strappato di dosso la veste. Mi ha buttata per terra e. La
donna stava per proseguire quando tornò alla realtà e si trovò davanti
gli occhi del figlio, sgranati e fissi su di lei. Tu sei il frutto di
quell'oltraggio , sussurrò. Per questo. per questo ti chiamano
Nazareno. Perché tuo padre era un prete cristiano.

La Mano di Fatima 5 years 1 week fa

Rock'n'Roll Robot

Rock'n'Roll Robot 5 years 1 week fa

Visto live lol.

Sostiene Pereira

Sostiene Pereira 5 years 1 week fa

Grazie!

Sostiene Pereira 5 years 1 week fa

Puoi pubblicare il necrologio su D'annunzio? Questo libro mi incuriosisce. Mi sa che lo compro^^.

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