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Pagina di rosaneve@hotmail.it

IERI AVEVO PAURA. OGGI HO UNA VALIGIA. Panico e viaggi: un percorso di rinascita attraverso le proprie passioni.

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Secondo alcune teorie, il luogo in cui viviamo può influenzare il nostro umore. Anche io ne sono fermamente convinta.
Ed è con questa convinzione che presi a viaggiare a modo mio; il mio scopo non era solo quello di vedere posti tanto acclamati dalle riviste turistiche, di visitare monumenti famosi e così via. Io volevo scoprire come viveva la gente; volevo mischiarmi con loro per poter carpire qualcosa della loro quotidianità e poter cogliere almeno un poco di autenticità, ovunque capitassi. Ovunque nel mondo.

inviato il 14/04/2017
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Ciao rosaneve@hotmail.it sei nella finale di Aprile, 10 righe scelte da Voi utenti.

D'AMORE SI MUORE MA IO NO: IL PRIMO ROMANZO DELL'ULTIMO DEI POETI

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Dormiveglia.
Che bella parola "dormiveglia".
Come "bagnasciuga".
Come "nottetempo", come "castigamatti", come "gommapane", quante belle parole abbiamo.
Abbiamo un sacco di splendide parole che non usiamo, che dimentichiamo, e loro, le parole, rimangono lì, abbandonate e tristi, al freddo, in una specie di luogo vuoto, come un deserto di sale, con il cielo grigio.
Il posto delle parole dimenticate me lo immagino come un deserto freddo, dove le parole aspettano che qualcuno le usi, ma capita cosi raramente. O mai.
Poi gli viene la tosse e muoiono.
"Anatema", "rincitrullito", "ridondanza", "abnorme", "azzimato", "fecondo", "illusorio", "savio", "inettitudine", "lallazione", "irriguardoso", "refolo", "pimpiripettenusa", "facezia", "rinfocolare", "fifone".

inviato il 26/03/2017
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MELODY

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SHARON M. DRAPER
MELODY
Tradotto da ALESSANDRO PERONI
Feltrinelli 2016

Parole.
Sono circondata di parole. Migliaia di parole. Forse milioni.
Cattedrale. Maionese. Melagrana.
Mississippi. Napoletano. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Solletico. Starnuto. Desiderio. Ansia
Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi.
Dentro di me le parole si ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse. Espressioni argute. Battute di spirito. Canzoni d'amore.
Fin da quando ero piccolissima le parole per me erano dolci doni liquidi che bevevo come limonata. Potevo quasi sentirne il sapore. Davano sostanza ai miei pensieri e ai miei sentimenti confusi. I miei genitori mi hanno sempre avvolta con i loro discorsi. Si esprimevano con parole e suoni. Mio padre cantava per me. Mia madre mi infondeva forza sussurrandomi all'orecchio.
Quando avevo due anni, tutti i miei ricordi erano associati a parole e tutte le parole avevano un significato.
Ma solo nella mia testa.
Non ho mai detto una parola. Ho quasi undici anni.

inviato il 26/03/2017
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GELIDA

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KENDRA ELLIOT
GELIDA
Tradotto da ELENA PAPALEO
Amazon Kindle 2016

"Per un po' sono rimasto sveglio laà sotto"
"Cavolo. Non ci posso credere..." Ryan spalancò gli occhi.
"A ripensarci, mi meraviglio di come abbia fatto a rimanere calmo. All'inizio volevo gridare, scavare e lottare. Ma dopo i primi istanti di panico ho solo accettato la situazione. Sapevo che non c'era nulla da fare. E mi andava bene. Ero quasi tranquillo."
Incrociò lo sguardo incuriosito di Ryan ma si tenne per sé il sogno su Brynn. Da quando lo avevano tirato fuori, aveva pensato un sacco a lei. Quando l'aveva vista per la prima volta sopra di lui, sembrava spaventata a morte; poi il sollievo le aveva riempito lo sguardo.
Nello stesso istante, era scattato qualcosa in lui, che lo aveva legato a quella donna. Un che di cosmico e bizzarro. Aveva già sentito che i soccorritori conservavano per sempre un pezzo dell'anima delle persone che salvavano. Non immaginava che sarebbe capitato anche a lui.

inviato il 26/03/2017
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Piccoli esperimenti di felicità

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Hendrik Groen
Piccoli esperimenti di felicità
Tradotto da Giorgio Testa
Longanesi 2015

Poi mi ha visitato e ha concluso che il mio declino "mantiene un ritmo accettabile". "Che cos'è accettabile?" ho chiesto. "Be', una curva lievamente discendente, con la probabilità di godere di una qualità della vita sufficiente ancora per qualche anno."
Poi mi ha nuovamente consigliato di iniziare a portare i pannoloni.
Gli ho chiesto cosa ne pensa della qualità della vita dell'anziano con il pannolone.
Ha detto che conosce persone che nonostante il pannolone sono "discretamente" felici.
Dopo aver ingoiato tre volte, gli ho chiesto qual è la sua posizione sull'eutanasia.
Mi ha risposto che non è contrario, ma che non va in giro a sbandierare la sua idea. "Ma potrò contare sulla sua collaborazione se le chiederò consapevolmente di farla finita?" Finalmente mi era uscita la domanda. Ha esitato un istante e ha annuito, cauto. C'è stato un attimo di silenzio. Poi mi ha proposto di parlarne in modo più approfondito un'altra volta. "Sono cose che richiedono più tempo."
Ho dimenticato di chiedere come reagiscono gli anziani alla cocaina. Vorrei provarla, una volta.

inviato il 27/11/2016
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SMAMMA

VALENTINA DIANA
SMAMMA
EINAUDI 2014

Stavo per dirti.
Ma tu hai fatto di nuovo quel segno con la mano a paletta. e per compendio, nel caso non mi fosse stato ancora chiaro, l'hai detto anche a parole. - Smamma, - hai detto.
Io ho richiuso la bocca, ho richiuso la porta.
Però non mi davo pace. Ho ripreso a parlare col naso a un centimetro dal vetro smerigliato. Da dentro potevi vedere una forma tonda e deforme (la mia faccia) con al centro qualcosa che si muoveva ostinata (la mia bocca) dire: "Il fatto è che io non so come fare con te, e ti vorrei ammazzare. Ti voglio bene. Sei mio figlio. Ma se dei marziani venissero a riprenderti e dicessero Tutto bene, è stato un esperimento, è uno di noi, per questo non vi capivate, ce lo riprendiamo, non dico che sarei sollevata: Stapperei una bottiglia di champagne. Questo perché io ti odio. Io ti amo, a volte, non posso negarlo. Ma la maggior parte del tempo io ti odio".
Avevo detto tutto questo quasi limonando con un vetro smerigliato, ma ne era valsa la pena.

inviato il 02/01/2016
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Un delitto fatto in casa

Gianni Farinetti
Un delitto fatto in casa
Tascabili Maxi 2011

Finalmente le parole sono state dette, il riconoscimento è avvenuto. Guarienti pensa alla propria cecità che ora paga a caro prezzo. Le parole pronunciate si sono trasformate in una struggente melodia. Appaiono e spariscono come lampi in un cielo offuscato, non rivestono più concetti, ma sono solo gli evanescenti riverberi dei suoi errori.
La testa gli fa male, ma solo se ci pensa. E lui non ci vuole pensare. Il colpo non l'ha quasi schivato e gli è stato inferto con singolare clemenza. Ora due braccia lo stanno spingendo al posto di guida e lui quasi aiuta il suo carnefice a compiere il lavoro in fretta e bene. Non si difende, e come potrebbe? La nuca sanguina debolmente mentre i suoi pensieri galleggiano lontano, verso un lancinante mare d'agosto.

inviato il 27/12/2015
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QUELLO CHE NON TI HO MAI DETTO

CELESTE NG
QUELLO CHE NON TI HO MAI DETTO
Tradotto da MANUELA FAIMALI
BOLLATI BORINGHIERI 2015

E poi, come se le lacrime fossero telescopi, Marylin comincia a vedere più chiaramente: i poster e le fotografie stracciati, il cumulo di libri, lo scaffale prostrato ai suoi piedi. Tutto quello che aveva voluto per Lydia, che Lydia non aveva mai voluto per sé ma aveva accettato comunque. Un brivido sordo la pervade. Forse - e il pensiero la soffoca - è stato tutto questo a trascinare Lydia sott'acqua, ala fine.

inviato il 19/10/2015
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LA PAZIENTE DELLE QUATTRO

NOAM SHPANCER
LA PAZIENTE DELLE QUATTRO
Tradotto da GUIDO CALZA
PONTE ALLE GRAZIE 2010
10 righe da pagina 170:

Adesso l'auto procede al galoppo, i fari inghiottono la linea di mezzeria. Serpeggia fra i camion: bestioni impacciati, davanti alla pantera vivace che è la sua macchina. Figlia mia. Figlia mia. I suoi riccioli d'ambra, di seta e luce, il tintinnio della sua risata. Mia: venuta da me, dal mio seme, dal mio sangue e dalla mia carne. Billie. Gli pulsano le tempie. Respira affannosamente. Si ferma a lato della strada. Camion giganteschi passano a rotta di collo come i vagoni di un treno senza fine. Raggomitolato sul sedile, abbandona pesantemente il capo sulle mani posate sul volante. Dove sono i tuoi piedi adesso? Nuvole d'autunno, aria limpida, trasparente.

inviato il 17/10/2014
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LA VOCE DEGLI ALTRI. MEMORIE DI UN INTERPRETE

PAOLO MARIA NOSEDA
LA VOCE DEGLI ALTRI. MEMORIE DI UN INTERPRETE
SPERLING&KUPFER 2013
10 righe da pagina 6:

Il mio lavoro, ovvero interpretare il lavoro degli altri, significa rendere mio quanto di più intimo e autentico - ma anche quanto di più menzognero - le persone hanno dentro se stesse, per poi lasciare che il senso, il suono, il significato e il non detto divengano intellegibili in un diverso contesto di cultura e di vita.
Le parole non sono originariamente mie, ma devono verosimilmente sgorgare dal mio profondo per poter entrare nel profondo di che le riceve. Esiste una differenza abissale fra dire e credere in ciò che si dice, la stessa differenza che c'è fra udire e ascoltare. Io devo comprendere sensibilità diverse, farle mie e riproporle, tramite la parola, a coloro che voglio raccogliere quel messaggio. E' un incredibile e fantastico processo circolare: una persona che parla, io che sento, nel senso profondo del termine, e traspongo il messaggio in un'altra lingua, e infine l'ascoltatore, o meglio, nel mio caso, il pubblico di una trasmissione televisiva, che recepisce il tutto e conferma, con un applauso, di essere riuscito a cogliere nel segno.

inviato il 09/10/2014
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Lettera sulla felicità (A Meneceo)

immagine copertina
Epicuro
Lettera sulla felicità (A Meneceo)
Tradotto da Angelo Maria Pellegrino
Millelire Stampa Alternativa 1992
10 righe da pagina 7:

Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte non è altro che la sua assenza.
L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno dei tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità.

inviato il 14/06/2017
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Ciao BaChiara, sei nella finale di Giugno. 10righe scelte dalla redazione.

POESIA (1924-1964)

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PABLO NERUDA
POESIA (1924-1964)
Tradotto da R. Paoli
BUR BIBLIOTECA UNIV. RIZZOLI 1988
10 righe da pagina 33:

E fu a quell'età... Venne la poesia
a cercarmi: Non so, non so, da dove
uscì, da quale inverno o fiume.
Non sò come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole, né silenzio,
ma da una strada mi chiamava, dai rami della notte,
all'improvviso tra gli altri,
tra fuochi violenti
o mentre rincasavo solo
era lì senza volto
e mi toccava.

inviato il 14/06/2017
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Pablo Neruda nacque a Parral il12 luglio 1904.

I Colori del silenzio

immagine copertina
Luciana Navone Nosari
I Colori del silenzio
EBS PRINT
10 righe da pagina 179:

Quando le ombre della sera scesero ad ammansire animi e luci, Maddalena si appartò nel suo "angolo del silenzio". All'improvviso il ronzio delle api si annunciò per divenire via via più incessante, ma solo quando gli si unì il canto dei grilli sovrastò il silenzio, che sorprendentemente assunse, fra un'esplosione di bagliori, i colori dell'arancio.
Gerardo la trovò lì, raggomitolata nel suo luogo segreto, e si sedette vicino a lei.
«Tutto bene?» le domandò.
«Splendidamente, papà, proprio splendidamente.»
«È successo qualcosa di speciale?»
«Ho colorato un silenzio. Non guardarmi così, non sono impazzita, anzi… direi che sono rinsavita!»

inviato il 15/06/2017
Nei segnalibri di:

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Ottimo consiglio!

Grazie allo Staff per avermi avvisata... ne sono onorata!

Effettivamente, Bartolone e Messi... vediamo se qualcuno indovina quale colore in particolare? Però dovrebbe leggere il libro...

Ciao Luciana, sei nella finale settimanale di Giugno.

Però uno in particolare...

Mare del Portogallo

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Fernando Pessoa
Mare del Portogallo
Tradotto da Simonetta Masin
Via del Vento 2007
10 righe da pagina 3:

Vieni a sederti con me, Lidia, in riva al fiume.
Quietamente fissiamo il suo corso e apprendiamo
che la vita passa, e noi non ci siamo presi per mano.
(Prendiamoci per mano).
Poi pensiamo, bambini adulti, che la vita
passa e non resta, nulla lascia e mai ritorna,
se ne va a un mare molto lontano, vicino al Fato,
più lontano degli dei.
Lasciamoci la mano, perché non vale la pena stancarsi.
Sia che godiamo o non godiamo, passiamo come un fiume.

inviato il 20/06/2017
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Cristo si è fermato a Eboli

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Carlo Levi
Cristo si è fermato a Eboli
Einaudi 1945
10 righe da pagina 253:

Era una giornata serena e, da quella altezza, le acque si stendevano amplissime. Una brezza fresca veniva dalla Dalmazia e increspava di onde minute il calmo dorso del mare. Pensavo a cose vaghe: la vita di quel mare era come le sorti infinite degli uomini, eternamente ferme di onde uguali, mosse in un tempo senza mutamento. E pensai con affettuosa angoscia a quel tempo immobile.
Ma già il treno mi portava lontano, attraverso le campagne matematiche di Romagna, verso i vigneti del Piemonte, e quel futuro misterioso di esili, di guerre e di morti, che allora mi appariva appena, come una nuvola incerta nel cielo sterminato.

inviato il 20/06/2017
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Carlo Levi (Torino 1902 – Roma 1975) scrittore e pittore italiano.

Un marito per Jolanda Il commissario Martini e il caso delle nozze osteggiate

10 righe da pagina 125:

Il giovane era molto provato, pallido in volto, e aveva un atteggiamento di rassegnazione o di dichiarata impotenza.
– Puoi ritenerti fortunato, – iniziò Martini in tono scherzoso, – pensa che nel 1870, all’apertura de Le Nuove, già era stata prevista una stanza per riporre i libri della biblioteca, che allora erano distribuiti dall’Arciconfraternita della Misericordia, così hai un luogo in cui poter continuare i tuoi studi… Però adesso, – proseguì diventando più serio, – dobbiamo fare chiarezza sulla tua posizione e, quindi, dovresti rispondere ad alcune domande.
Fernando capì che Andrea Martini non lo riteneva responsabile dei due omicidi per i quali era stato arrestato. Senza reticenze, disse tutto quel che sapeva, iniziando dal giorno in cui aveva visto per la prima volta Jolanda.
Riandò col pensiero a quella scena, che si era raffigurato nella memoria così tante volte, da avere l’impressione di conoscere persino i pensieri di lei.

inviato il 21/06/2017
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Benvenuto Massimo :)

Il filo dell'orizzonte

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Antonio Tabucchi
Il filo dell'orizzonte
Giangiacomo Feltrinelli Editore 2008
10 righe da pagina 21:

Poi il medico è uscito dalle scale di servizio e qualcuno ha singhiozzato, uno dei ragazzi, e ha mormorato: "mamma", premendosi le mani sugli occhi come per cancellare una scena che vi era rimasta incisa; e allora lui ha sentito una stanchezza opprimente, come se gli pesasse sulle spalle la stanchezza di tutto ciò che lo circondava, è uscito nel cortile e ha sentito che anche il cortile era stanco, e le mura di quel vecchio ospedale erano stanche, e anche le finestre, e la città, e tutto; ha guardato in alto e gli è parso che anche le stelle fossero stanche, e ha desiderato che ci fosse un’eccezione per tutto ciò che è, come un differimento o una dimenticanza.

inviato il 21/06/2017
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la donna che cancellava i ricordi

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Brian Freeman
la donna che cancellava i ricordi
Tradotto da alfredo colitto
pimme 2017
10 righe da pagina 36:

Le persone credevano che i ricordi fossero fissi,ma nulla era più lontano dalla realtà.Ogni volta che un ricordo veniva tirato giù dallo scaffale della memoria e poi rimesso a suo posto,non era più quello di prima.I terapisti avevano un nome per questo processo : riconsolidamento mnestico.Suo marito Jason era un neuroscienziato e poteva descriverne il funzionamento in termini di proteine sintetizzate dal cervello.Il succo era che ogni ricordo era come argilla morbida. Mentre lo tenevi tra le mani potevi rimodellarlo e dargli una nuova forma.

inviato il 21/06/2017
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Mescolo tutto

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Yasmin Incretolli
Mescolo tutto
Tunuè

L'autolesionismo unico fedele salvavita cui aggrapparsi quando vengo colta da sensazione d'asfissia. Il dolore fisico non si limita ad anestetizzare l'interiore, ricama patina membranosa, impercettibile area priva di accesso a terzi: il proprio regno, la propria sinagoga.

inviato il 03/04/2017
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RICORDI DEL 1870-71

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EDMONDO DE AMICIS
RICORDI DEL 1870-71
EDIZIONI G. BARBERA FIRENZE 1872
10 righe da pagina 181:

L'anima, smaniosa d’affollarsi alla vita, se la vede chiusa da ogni parte, e si dibatte in una prigionia affannosa. Come il germe, a primavera, tenta la scorza che lo ravvolge, e s'agita impaziente, così in quegli anni, l'uomo si sente chiuso nel ragazzo, e ne freme. Ha bisogno d'aria e di luce, e vorrebbe levarsi a volo, urta le ali nelle pareti domestiche, e le ripiega rintuzzate e dolorose. Vede sotto di sè un piccolo mondo di bambini, dove si gioca, si ride, si canta, si folleggia, e non vi può più discendere; vede di sopra un altro mondo più vasto, dove si pensa, si lavora, si combatte, si ama, e non vi può ancora salire.

inviato il 05/04/2017
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Edmondo De Amicis nacque a Oneglia il 21 ottobre 1846.

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( "Così è la vita" di Concita De Gregorio - Einaudi )

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("L'uomo sbagliato" di Erica Arosio - La Tartaruga edizioni)

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Nella stanza fece il suo ingresso Richards, il maggiordomo di Almont.
da "L'isola dei pirati" di Michael Crichton

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