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Pagina di meisaru

La mite

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Fedor Dostoevskij
La mite
Tradotto da Patrizia Parnisari
Feltrinelli
10 righe da pagina 35:

Quando una come lei si getta allo sbaraglio, anche se oltrepassa ogni misura, è evidente che fa del male soltanto a se stessa, si infiamma da sola, e che lei per prima non può venire a capo del proprio pudore e della propria riservatezza. E' per questo che le persone come lei a volte oltrepassano ogni misura al punto che finisci col dubitare del tuo stesso spirito d'osservazione. Un'anima avvezza alla depravazione, al contrario, mitiga sempre le circostanze, fa le cose più ripugnanti, ma sotto un'apparenza di ordine e di decoro che non ha alcuna pretesa di superiorità su di voi.

inviato il 01/04/2012
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Le avventure di Tom Sawyer

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Mark Twain
Le avventure di Tom Sawyer
Tradotto da Bruno Oddera
Arnoldo Mondadori 2000
10 righe da pagina 34:

A questo punto Tom tornò a scribacchiare qualcosa sulla lavagnetta, nascondendo le parole alla bambina. Ma lei non esitò, stavolta. Lo implorò di lasciarla leggere. Tom disse:
«Oh, non è niente di importante.»
«Sì che lo è.»
«No, non lo è. E del resto non ci tieni.»
«Sì che ci tengo, sul serio. Per favore, fammi leggere.»
«Ma poi andrai a raccontarlo.»
«No, non parlerò... guarda, incrocio le dita e giuro.»
«Non lo dirai proprio a nessuno? Finché vivrai?»
«No, non lo dirò a nessuno. Adesso fammi leggere.»
«Oh, in realtà non ci tieni.»
«Allora, visto che continui a dirlo, voglio proprio vedere che cosa hai scritto, Tom» e mise la piccola mano sulla sua, e ne seguì una breve lotta. Tom finse di resistere sul serio, ma lasciò che la mano gli scivolasse a poco a poco, finché apparvero queste parole:Ti amo.

inviato il 10/04/2012
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Il marchio del diavolo

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Glenn Cooper
Il marchio del diavolo
Tradotto da Cristofani R.; Frulla F.
EditriceNord 2011
10 righe da pagina 416:

Walsingham lo guardò di sottecchi. "Non siate timido. Vi invito a rivelarci la vostra reale natura"
Marlowe esitò per qualche istante, poi obbedì alla richiesta, togliendosi le scarpe e gli indumenti finché non gli rimasero indosso che le brache. Trattenendo il respiro, si sentì pervadere dall'eccitazione finché non le lasciò cadere sul pavimento.
Gli altri appplaudirono, come se lui si fosse appena esibito in una performance da virtuoso.
Manifestavano la propria ammirazione per quella che probabilmente era la coda più lunga di tutte. La coda di Marlowe.

inviato il 05/03/2012
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A Elisabetta, lo stile allusivo delle profezie ricordò le quartine di Nostradamus, composizioni formulate in modo tale che chiunque avrebbe sempre potuto trovarci qualche indizio per sostenere la propria interpretazione.
Di fatto, vari studiosi affermavano che la profezia di MAlachia fosse un'elaborata manovra per aiutare il cardinale Girolamo Simoncelli a ottenere il papato nel XVI secolo.

Lei e Irene

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Elena Ana Boata
Lei e Irene
Edizioni Croce 2009
10 righe da pagina 102:

"E' lei che ha operato Sara Graziani?"
"Si, lei è della famiglia?"
"No, sono una sua amica".
"Ma era con lei nel momento dell'incidente."
"No, mi hanno chiamato dall'ambulanza."
"Mi dispiace signoria ma non posso darle informazioni se non è un famigliare."
"La prego, lei è la persona più importante della mia vita."
"Ho capito ma davvero non posso."
"Ma noi siamo come una famiglia, lei è la mia metà, viviamo insieme, la supplico, non è giusto."

inviato il 14/03/2012
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"Dottore noi siamo i genitori, ci dica cosa è successo? Come sta mia figlia?" sentì dire alle sue spalle.
"Venga signora, si tranquillizzi niente di troppo grave. Ma venite accomodiamoci dentro."
Scomparvero tutti, nessuno pensò a lei, la lasciarono in quel limbo, sola e preoccupata, ad aspettare che qualcuno le desse notizie.

Ragione e Sentimento

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Jane Austen
Ragione e Sentimento
Tradotto da Monica Luciano
Oscar Mondadori 2010
10 righe da pagina 50:

Con un fucile e due cani che gli saltellavano intorno ,un gentiluomo saliva la collina pochi metro da Marianne, quando avvenne l'incidente.Poggiò a terra il fucile e corse in suo soccorso. Lei si era rialzata da terra, ma nella caduta si era slogata una caviglia e quasi non riusciva a stare in piedi. Il gentiluomo offrì i suoi servigi e, capendo che a modestia di lei rifiutava quello che la circostanza rendeva necessario, la prese tra le braccia senza ulteriore esitazione, e la portò giù dalla collina. Oltrepassando il cancello, lasciato aperto da Margaret, la porto direttamente in casa, dove Magaret era appena arrivata, e non la lasciò finche non l'ebbe posata su una poltrona del salotto.

inviato il 28/03/2012
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Cime Tempestose

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Emily Brontë
Cime Tempestose
Tradotto da Anna Luisa Zazo
Oscar Mondadori 2007
10 righe da pagina 160:

-Bada, Ellen!- Rispose Isabella, lo sguardo acceso dalla collera; la sua espressione non permetteva di dubitare che il suo compagno fosse pienamente riuscito a rendersi odioso.
-Non credere in una sola parola di quel che dice. E' un demonio bugiardo, un mostro, non un essere umano. Mi ha già detto prima che potevo lasciarlo, e ho cercato di farlo e non oso ripetere il tentativo. Soltanto, Ellen, promettimi di non ripetere una sola sillaba di questo infame discorso a mio fratello o a Catherine. Qualsiasi cosa affermi, desidera in verità portare Edgar alla disperazione. Dice di avermi sposato soltanto per averlo in suo potere, e questo non lo avrà: morirei piuttosto!
Spero soltanto, prego che possa dimenticare la sua diabolica prudenza e uccidermi! La sola gioia che riesco a immaginare è quella di morire, o di vederlo morto.-

inviato il 28/03/2012
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Un regalo da Tiffany

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Melissa Hill
Un regalo da Tiffany
Tradotto da Tradotto da Tradotto da Milvia Faccia, Roberto Lanzi, Rosa Principe
Newton e Compton 2011
10 righe da pagina 31:

Poi, per il suo compleanno, qualche tempo dopo, era rimasta di nuovo delusa quando le aveva regalato un flacone di profumo accompagnato da un voucher di un noto discount di abbigliamento. Utile senz’altro, ma non un segno di grande affetto da parte sua, e aveva pensato che Gary semplicemente non fosse il tipo da grandi gesti o sentimenti esagerati. Tuttavia forse, ma solo forse, questa volta avrebbe fatto un salto di qualità. Dopotutto, lei gli aveva offerto quel magnifico viaggio come dono di compleanno; sicuramente l’avrebbe ricambiata con qualcosa all’altezza della situazione. Non che lei avesse avuto secondi fini nel farlo. Tutt’altro, nonostante ciò che sembrava pensare Justin, lo chef dello Stromboli, il bistrò di cui Rachel era proprietaria insieme a un’amica a Dublino. «Ooh, è un vero investimento», l’aveva presa in giro. «Quindi speri che lui ti regali in cambio qualcosa di altrettanto importante?».

inviato il 28/03/2012
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Giornata di frivolezze e romanticherie...

Le vergini delle rocce

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Gabriele D'annunzio
Le vergini delle rocce
Mondadori 2009
10 righe da pagina 7:

Veemente m'appare ransietà di quel raspettazione, quando io penso alla nuda e cupa solitudine della casa in cui esse fino a quel giorno avevano languito, con le belle mani colme di tutti i beni della giovinezza, nel conspetto dei simulacri di non so qual vita e qual pompa regali che la follia materna creava per popolarne la vacuità degli specchi troppo vasti. Dalle infinite lontananze di quei dominii palhdi come stagni crepuscolari dove l'anima della madre forsennata si sommergeva delirando, non aveva ciascuna veduto apparire la forma giovenile e ardente, dello Sposo che doveva toglierla all'oscura consunzione e sollevarla d'improvviso in un turbine di allegrezze ?
Così ciascuna, nel suo chiuso giardino, aspettava con inquietudine colui che doveva conoscerla per deluderla e per vederla perire senza possederla.

inviato il 28/03/2012
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Le vergini delle rocce

immagine copertina
Gabriele d'Annunzio
Le vergini delle rocce
Mondadori 2009
10 righe da pagina 20:

Io la ricercava come si ricerca quel bene del quale si conosce la brevità.
Ella m'attraeva come una pura forma di giovinezza che si volgesse a me lacrimosamente sorridendo dalla soglia di una porta oscura, sul punto di entrarvi e di perdervisi. Avrei voluto dire alle sue sorelle: " Lasciate ch'io l' ami finché ella è di questo mondo, e ch'io versi qualche aròmato su i suoi piccoli piedi!

inviato il 29/03/2012
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E poi

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Natsume Soseki
E poi
Neri Pozza
10 righe da pagina 48:

Immobile nella sulla sedia, immaginava se stesso intrappolato tra il desiderio di vivere e l'imminenza morte, e mentre si figurava la tortura di questo andirivieni tra l'uno e l'altro stato d'animo, sì senti accapponare la pelle sulla schiena in modo insopportabile.
Suo padre gli aveva raccontato più volte come da giovane avesse deciso di fare seppuku*. Aveva pensato di dare il colpo di grazia al maggiore, poi di chiedere al proprio padre di assisterlo. Ogni volta che tirava fuori quella vecchia storia, suscitava nel figlio più disgusto che ammirazione. Come avrebbe potuto compiere un atto tanto mostruoso? Sempre che non fosse un bugiardo, cosa che a Daisuke sembrava più in sintonia con il personaggio.

inviato il 30/03/2012
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*rito di suicidio assistito in cui dopo essersi auto inflitti una ferita all'addome con un pugnale, si veniva decapitati da un famigliare o da uno dello stesso clan.

E poi

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Natsume Soseki
E poi
Tradotto da Antonietta Pastore
Neri Pozza 2012
10 righe da pagina 15:

Kadono uscì con passo pesante. Daisuke lasciò il cha-no-ma*, attraversò il salotto e torno nel suo studio. Notò che era stato pulito con cura. La camelia era stata tolta. Si avvicinò alla libreria alla destra del vaso, prese da uno scaffale un pesante album di fotografie, ne aprì il fermaglio dorato e, in piedi com'era, cominciò a sfogliarlo. Finché, arrivato a metà, la sua mano si fermò: davanti a se aveva la foto a mezzo busto di una donna di una ventina d'anni. Daisuke avvicinò la testa a osservare intensamente il suo viso.

inviato il 31/03/2012
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*cha-no-ma: stanza del tè

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