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Ferite a morte

"Noi caschiamo in silenzio una dopo l'altra come le foglie i primi giorni d'autunno, poi veniamo spazzate via dal vento e nessuno si ricorda di noi.
Se avessi potuto scegliere avrei preferito dare la vita per qualche grande ideale, almeno mi potevo togliere la soddisfazione di lottare per i miei sogni. Sempre meglio morire per qualcosa di importante, ma non certo per un bicchiere di troppo e il disamore del tuo uomo...."


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In nome della madre

"Non potrai avere niente di più bello bimbo mio. Il respiro di una notte di Kislev scarsa di luna te l’offre la tua terra d’Israele, il succo di madre- pianta lo spremi tu da me. Questo è il meglio che potremo darti, la tua terra e io....
Occupa tutto il mio spazio, non solo quello del grembo. Sta nei miei pensieri, nel mio respiro, odora il mondo attraverso il mio naso. Sta in tutte le fibre del mio corpo. Quando uscir mi svuoterà, mi lascerà vuota come un guscio di noce. Vorrei che non nascesse mai.”


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In nome della madre

“Più del giorno ti stupirà la notte. E’ un grande grembo stracarico di luci. Nelle sere d’estate qualcuna si stacca e viene vicino, fischiando. In mezzo a loro passa una via bianca, un siero di latte, quando lo vedrai vorrai succhiarlo. Pensa che io sono una di quelle luci e intorno a me c’è un ammasso di altre. Così è la notte, una folla di madri illuminate, che si chiamano stelle: di tutte loro, solo io la tua. A guardarle fanno spalancare gli occhi e allargare il respiro”.


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Venivamo tutte per mare

“Ci presero con grugniti. Ci presero con gemiti. Ci presero con urla e lunghi lamenti protratti. Ci presero pensando a un’altra donna – lo capimmo dal loro sguardo perso in lontananza – e poi ci maledissero quando non trovarono il nostro sangue sulle lenzuola. Ci presero con goffaggine, e noi non ci lasciammo più toccare per tre anni. Ci presero con una maestria che non avevamo mai conosciuto, e capimmo che li avremmo desiderati per sempre. Ci presero mentre gridavamo di piacere e poi ci coprivamo la bocca per la vergogna. Ci presero rapidamente, più volte e per tutta la notte, e il mattino dopo appartenevamo a loro.”


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Un uso qualunque di te

Ho la nebbia nella testa. E' colpa del suo profumo. La sua mano afferra la mia e dopo quel gesto tutto sembrerà solo un precedente. Mi trascina a se'. Aderisco al suo corpo come una guaina. Sento le mani grandi scivolare lungo la curva sagomata della mia schiena. Rabbrividisco e provo ad allontanarmi ma sono in trappola. Mi lascio andare come una bambina seduta in cima ad uno scivolo. Bocca dentro bocca e mani dentro mani. Ci sono cose che restano uguali sia che tu abbia vent'anni sia che tu ne abbia molti di più.


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Lettera a un bambino che è nato

“Hai lo sguardo che punge, di quelli capaci di passarti da parte a parte, come un proiettile, disarmandoti…..Potrei giurare di aver visto il tuo sguardo millenario, lo sguardo di chi ha visto già tutto. Di chi sta al mondo mille anni. Da prima che tu nascessi, da prima che nascessi io. Uno sguardo profondo, quasi stanco. Che racchiude misteri, che racchiude il segreto della vita, dei nostri reciproci viaggi l’uno verso l’altra. E l’amore non è più stato contenibile. Solo dirompente”.


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Venivamo tutte per mare

“Ci buttammo nel lavoro e diventammo ossessionate dal pensiero di strappare ancora un’erbaccia. Mettemmo via gli specchi. Smettemmo di pettinarci. Ci dimenticammo di Budda. Ci dimenticammo di Dio. Sviluppammo un gelo interiore che a tutt’oggi non si è ancora sciolto. Ho paura che la mia anima sia morta. Smettemmo di scrivere a nostra madre. Perdemmo peso e dimagrimmo. Smettemmo di avere il ciclo. Smettemmo di sognare. Smettemmo di desiderare. Lavoravamo e basta. Trangugiavamo i pasti tre volte al giorno, senza dire una parola ai nostri mariti, per poter tornare subito nei campi…..Cucinavamo per loro. Pulivamo per loro. Li aiutavamo a spaccare la legna. Ma non eravamo noi a cucinare, pulire e spaccare, era qualcun altro. E spesso i nostri mariti non si accorgevano nemmeno che eravamo scomparse.”


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L'imprevedibile viaggio di Harold Fry

“A est, da uno squarcio nella nube, fece irruzione una fascia di luce brillante e argentea. Harold si soffermò a guardare quella massa grigia che continuava a spaccarsi rivelando nuovi colori: blu, terra d’ombra bruciata, pesca, verde e cremisi. Poi la nuvola si inondò di un rosa spento, come se quei colori vibranti vi si fossero fusi mescolandosi. Non riusciva a muoversi. Non voleva perdersi nulla di quello spettacolo. La luce era dorata e gli riscaldava la pelle. Ai suoi piedi la terra scricchiolava e sussurrava. L’aria profumava di verde, pieni di nuovi inizi.”


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Caduto fuori dal tempo

”Presto, assapora
tutto, divora, sii profondo,
triste, deciso, delicato,
ruggisci,
fremi di piacere e di forza,
il mio piacere è il tuo, e anche il mio vigore.
Incanta, spargi la tua anima,
come fa il seminatore
con una cascata di chicchi…
sii monete d’oro scroscianti
e rilucenti,
sii turgido come una mammella,
infuocato
come il sole di mezzogiorno,
e infuriato, ribollente di collera
stringi la mano a pugno fino
a che le vene del collo ti si gonfieranno,
e sii tenero, come un cuore, come una ragazza,
sii aperto, sensibile, illuminato
dallo splendore prodigioso
dell’unicità,
frammento completo, momentaneo
di eternità”


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Ciao! Le tue 10 righe sono state scelte da Nottetempo Editore all'interno del gioco "Allora un libro": ti viene quindi assegnato un libro incentivo! http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo.
Manda una mail a libroincentivo@10righedailibri.it indicando un recapito e specificando che hai vinto un libro in "Allora un libro" :)
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La meccanica del cuore

“Ho appena baciato la ragazza con la lingua da passerotto e niente sarà più come prima. L’orologeria palpita come un vulcano impetuoso. Eppure non mi fa male niente. O meglio ho un dolore intercostale. Ma penso che dopo una tale ubriacatura di gioia, sia un piccolo prezzo da pagare. Questa notte balzerò sulla luna, mi sistemerò nella falce come se fosse un’amaca e non avrò alcun bisogno di dormire per sognare…
Ci amiamo come due fiammiferi in carne e ossa. Non parliamo, ci infiammiamo. Non parliamo più di baci, ma di incendi e il mio corpo è diventato un terremoto di un metro e sessantasei virgola cinque. Il mio cuore fugge dal suo involucro-prigione. Vola attraverso le arterie, si sistema dentro il cranio per diventare cervello, Il ogni muscolo e fino alla punta delle dita, il cuore!E un sole feroce, dappertutto!Una malattia rosa dai riflessi rossi.”


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Medea - Ippolito

Medea - Figli, figli miei, venite qui, uscite fuori di casa! Abbracciate e salutate con me vostro padre e dimenticate, insieme con vostra madre, il rancore di un tempo verso le persone care. Ci siamo riconciliati e l'ira è caduta. Stringetegli la destra! Ahi, ma perché penso a sventure ignote? Figli, vivrete ancora per molto tempo, tendendo così le care braccia? Ahi, me misera, come sono facile al pianto e piena di paura! Componendo finalmente questa contesa con vostro padre, il mio viso è tutto molle di lacrime.


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Cia Ale,ho letto il tuo saluto,ricambio con tutta la gioia di ritrovare,l'amicizia virtuale e soprattutto letturale,ciao ,naty
Sab, 18/05/2013 - 15:59- accedi o registrati per inviare commenti
Un abbraccio con tanto affetto Ale e a tutti gli amici di 10 righe perché mi ricordate sempre i veri valori e dirvi che quest'anno sono molto migliorata caratterialmente, cercando di non arrabbiarmi più.
Grazie per avermi fatto tornare :)
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IL LIBRO CHE NON HO ANCORA SCRITTO

prendimi sul tavolo ancora apparecchiato fra i rimasugli del pranzo, prendimi per terra mentre sono intenta a passare lo straccio sul pavimento, prendimi su una poltrona mentre fuori si fa sera e la pioggia bussa sui vetri della finestra, o fra le lenzuola gonfie di luce del primo mattino, prendimi dove e quanto ti pare ma, te ne prego, non prendermi mai sul serio.


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Apnea

Si pensa sempre di avere a disposizione tutto il il tempo che si vuole, che si possano posticipare tante cose: prima o poi si faranno. Ed è giusto che sia così, altrimenti non ci sarebbe vita, non esisterebbe libertà. Ma ora è cambiato tutto, pagherei qualunque cifra per avere l'opportunità di rivivere in modo diverso molti spezzoni di vita, per ritrovarmi in situazioni passate e scegliere una strada differente. Non per evitare l'incidente, non si può evitare l'inevitabile, ma per dare più qualità a momenti che non sembravano importanti.Si pensa sempre di avere a disposizione tutto il tempo che si vuole, che si possano posticipare tante cose: prima o poi si faranno. Ed è giusto che sia così, altrimenti non ci sarebbe vita, non esisterebbe libertà. Ma ora è cambiato tutto, pagherei qualunque cifra per avere l'opportunità di rivivere in modo diverso molti spezzoni di vita, per ritrovarmi in situazioni passate e scegliere una strada differente. Non per evitare l'incidente, non si può evitare l'inevitabile, ma per dare più qualità a momenti che non sembravano importanti.


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Francesca abbiamo condiviso nella pagina facebook :)
Mer, 22/05/2013 - 20:53- accedi o registrati per inviare commenti
Ciao Francesca
hai vinto il premio settimanale delle 10 righe più segnalibrate.
Lunedì prossimo dovrai inviare il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it.
Quando mandi la mail, ricorda di scrivere la motivazione dell'assegnazione del premio alle righe preferite che dovrai scegliere tra le 10 righe postate in questa settimana, da oggi a domenica 26 Maggio.
Complimenti!!! :)
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L'ultimo giorno

"Prima della bliss, avrei detto la stessa cosa. Ma quell'esperienza ti trasforma... non lo pensi anche tu? Io non riesco nemmeno a ricordare come mi sentissi, prima. Ascolto la parola 'morte' e mi suona come 'liberazione'. Tu dici 'Medioevo' e io penso 'Illuminismo'. Un'era governata dalla bliss sarà senz'altro più primitiva dal punto di vista tecnologico, ma non torneranno i secoli bui. Vivremo esistenze frugali, morali, supereremo le incomprensioni sciocche, gli scontri gratuiti, per prepararci al nostro inevitabile destino: la vita eterna nella grazia di Dio."


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Il mondo è ingiusto

104 anni
Quando mi guardo alle spalle penso che il mondo è perverso e la vita non è uno scherzo.
La vita è breve, dura il tempo di un attimo.
Quanto più si vive, più grande è la sofferenza cui si va incontro. Non appena si comincia a prendere una direzione, a maturare, già arriva il momento di dire addio alla famiglia, agli amici.
Penso che la vita è, in definitiva, un'esperienza che si vive contro il male, contrastando il male.
Come si fa? Fissando una serie di principi.
Nel mio caso, la battaglia per ciò che ho sempre ritenuto giusto: l'uguaglianza. Proprio perchè la sofferenza degli altri è anche la nostra e noi siamo parte del mondo. In tutti i casi, il risultato è sempre lo stesso: alla fine si sparisce. La vita è un soffio. Per questo bisogna imparare ad attraversarla in modo decente


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A piedi nudi nell'erba

Carly indicò un fascio di fogli. “Ho esaminato l’inventario e ho segnato quello che si vende bene e quello che è una causa persa.”
“C’è una colonna per gli orrori? Perché c’è un sacco di roba orripilante, qui.”
“Fammi indovinare. Detesti tutto quello che ha sopra delle margherite.”
“Tanto per cominciare. Almeno le more sostengono l’economia dell’isola.”
“Le margherite sono graziose.”
“Le more si mangiano.”
“Le cose hanno un valore solo se sono commestibili? Questo mette in brutta luce la locale squadra di baseball.”
Michelle rise. “Un paio di giocatori sono abbastanza carini da essere mangiati di baci. Conta, questo?”
“Dovrebbe.” Carly tornò a concentrarsi sui fogli.


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La luna è il nostro sole

Tornerò indietro e troverò il modo di inserirmi. Mi anniderò come un parassita. In una società che non mi sono scelto. Sarò un eroe, se in me la gente vorrà vedere un eroe. Un modello se è quello che vorranno. Un essere repellente, se così deve essere. Sarò il diavolo se in me vorranno vedere il diavolo. Creerò rotture, aggregherò. Supererò confini e traccerò confini. Farò il bravo ragazzo, farò il cattivo ragazzo. Cambierò nome e data di nascita, per corrispondere all'immagine che vorranno avere di me. Non starò sottoterra senza lapide e ridotto in un mucchietto di cenere. In una terra nella quale non voglio stare. Non voglio vivere sperando che qualcuno mi dica qual è il posto migliore al quale appartengo.


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Commenti
Ciao Ale
hai vinto il premio settimanale delle 10 righe più segnalibrate.
Lunedì prossimo dovrai inviare il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it.
Quando mandi la mail, ricorda di scrivere la motivazione dell'assegnazione del premio alle righe preferite che dovrai scegliere tra le 10 righe postate in questa settimana, da lunedì 27 maggio a domenica 2 giugno.
Complimenti!!! :)
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Anche a me è arrivato lo stesso libro e oggi mi è arrivato l'ultimo di All'ora un libro dell'edizione Ambiente. Appena lo avrò letto pubblicherò le mie righe :)
Ven, 24/05/2013 - 19:09- accedi o registrati per inviare commenti
Ale abbiamo inoltrato i tuoi ringraziamenti all'editore via Twitter :)
Ven, 24/05/2013 - 17:45- accedi o registrati per inviare commenti
Cosima

Il mare: il grande mistero, la landa di cespugli azzurri, con a riva una siepe di biancospini fioriti; il deserto che la rondine sognava di trasvolare verso le meravigliose regioni del Continente. Se non altro ella avrebbe voluto restare lì sullo spalto dei macigni, come la castellana nel solitario maniero, a guardare l'orizzonte in attesa che una vela vi apparisse con i segni della speranza, o sulla riva balzasse, vestito dei colori del mare, il Principe dell'amore. Le grida dei giovani nella radura la richiamavano alla realtà: si udivano anche i fischi dei pastori che radunavano il gregge, e ogni voce, ogni suono vibrava nel grande silenzio con un'eco limpida come in una casa di cristallo. Il sole calava dalla parte opposta, sopra le montagne di là della pianura, e già le capre, ancora arrampicate sulle vette, avevano gli occhi rossi come quelli dei falchi.


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Il paese delle nevi

Come una calda luce Komako penetrò nella vuota disperazione che aveva assalito Shimamura.
C'era una riunione all'albergo per discutere i progetti della stagione sciistica. Ella era stata chiamata per la festa che sarebbe seguita. Infilò le mani nel kotaksu, quindi si sollevò rapidamente e strofinò la guancia di Shimamura.
- Siete pallido questa sera. E' molto strano- . Afferrò la morbida carne della guancia come se avesse voluto strapparla.- Però di noi due non siete voi il più sciocco.


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Premio Campiello Opera Prima - Cate, io

Il libro Cate, io di Matteo Cellini, Fazi Editore, ha vinto il Premio Campiello Opera prima!
Cate, io
Ecco la motivazione della giuria per la scelta dell’Opera Prima. “Opera di forte maturità e di elegante felicità stilistica, Cate, Io di Matteo Cellini (Fazi editore) racconta con leggerezza la condizione sofferente propria di chi, diciottenne e smisuratamente obesa, si trova a fare i conti non solo con se stessa e il proprio fisico, ma anche con una famiglia di autentici “eroi della dismisura”. Il racconto si sviluppa nel segno d’una tenera, amabile, sorridente autoironia proprio grazie allo spirito combattivo di Cate, tanto da farne quasi uno “stile di sopravvivenza”.
Potete leggere
- le prime 23 pagine sul sito 10 Righe dai libri http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/cate-io
- l'articolo completo con l'elenco libri in cinquina Campiello 2013
http://www.evidenzialibri.it/premio-campiello-2013-cate-io-di-matteo-cel...


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Caro libro, grazie!
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Caro libro, grazie!
Caro libro grazie per tutte le volte che a notte fonda mi fai sghignazzare, sognare, volare con la fantasia. E anche per quando mi consoli se le persone deludono, tu no, sei lì come una certezza, eppure ogni volta diverso e ricco di nuove prospettive. E grazie anche per quando unisci le persone grazie alla condivisione delle tue frasi, pagine, parole. |
Una porta di libri
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Una porta di libri
Lettera a un bambino che è nato |
Caduto fuori dal tempo
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Caduto fuori dal tempo
grazie mille, non avevo mai vinto prima!:-) |
Righe notturne
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Righe notturne
Partecipo a Righe notturne con http://scrivi.10righedailibri.it/venivamo-tutte-mare-0 |
Venivamo tutte per mare
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Venivamo tutte per mare
Partecipo a Righe notturne |
Allora un libro - gioco libri incentivo
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Allora un libro - gioco libri incentivo
Partecipo con l'autrice Sara Rattaro, Un uso qualunque di te: http://scrivi.10righedailibri.it/un-uso-qualunque-di-te-7 |
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Allora un libro - gioco libri incentivo
Partecipo con "Lettera a un bambino che è nato", la parola è AMORE: |
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Allora un libro - gioco libri incentivo
Partecipo con "Venivamo tutte per mare", la parola è ANIMA: |
Un uso qualunque di te
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Un uso qualunque di te
Partecipo Allora un libro su http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo |
Lettera a un bambino che è nato
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Lettera a un bambino che è nato
Partecipo Allora un libro su http://scrivi.10righedailibri.it/allora-un-libro-gioco-libri-incentivo |







































































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Partecipo a Righe notturne
Lun, 18/03/2013 - 23:35