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Pagina di tiffany.77

il diario di una tata

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∞ mclaughlin & nicola kraus
il diario di una tata
Tradotto da roberta zuppet
rizzoli 2002
10 righe da pagina 172:

Tutti i membri della famiglia e i domestici sentivano che la loro convivenza non aveva più senso e che persone riunite dal caso in una locanda qualsiasi erano più legate fra loro che non essi, familiari e domestici degli Oblònskij. La moglie non usciva dalle sue stanze; il marito non era in casa da più di due giorni. I bambini correvano abbandonati nella casa.

inviato il 18/02/2016
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Testo tratto da Anna Karenina.

Ti aspettavo

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J.Lynn
Ti aspettavo
Tradotto da Ilaria Katerinov
Casa editrice nord 2013
10 righe da pagina 167:

Mi sfiorò le labbra con un pollice, e d'un tratto con un sussulto mi resi conto di quanto fossimo vicini. Strano, pensai. Avrei voluto dire qualcosa per cancellare quella serata, ma non avevo necessariamente bisogno di parole. Un tocco, un solo sguardo bastava. Non pensavo a nient'altro che a lui, in quel momento. Non mi ero ami sentita così libera.

inviato il 09/09/2014
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A sinistra Bozzetto drammatico

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Grazia Deledda
A sinistra Bozzetto drammatico
A. Mondadori 1945
10 righe da pagina 20:

Egli chiede di non morire solo, in paese straniero: ma non è la paura di morire cosí che lo spinge a chiedere soccorso: forse anzi la morte gli sorride: piuttosto è il terrore che la sua lunga vita di lavoro, di onestà, di dolore e di amore vada dispersa invano. Egli ha una ricchezza da lasciare; non quella materiale con la quale può fare anche del bene postumo, ma la sua ricchezza interiore; e vuol lasciarla ai suoi legittimi eredi, che sono le persone più vicine al suo sangue non tanto per grado di
parentela come per grado di affetto. Insomma, desidera che sua madre, signorina, e possibilmente anche lei va­dano a raccogliere questa eredità. In parole piú chiare,
vuole infine che sua madre vada a rivederlo, ad assisterlo in questo suo transito verso l'eternità. Il resto lei lo sa, signorina, ed è inutile quindi continuare a parlarsi come personaggi da commedia.

inviato il 20/06/2014
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Ciao Lory hai vinto 1 libro incentivo + 1 libro Maturarighe (10 righe scelte dal primo classificato) manda i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it.

partecipo a Maturarighe 2014 http://scrivi.10righedailibri.it/maturarighe-2014

Aforismi, novelle e profezie

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Leonardo da Vinci
Aforismi, novelle e profezie
Newton Compton Collana 100 pagine 1000 lire 1993
10 righe da pagina 32:

Vedrassi animali sopra la terra, i quali sempre combatteranno infra loro e con danni gravissimi e
spesso morte di ciascuna delle parte. Questi non aran termine nelle loro malignità; per le fiere membra
di questi verranno a terra gran parte delli alberi delle gran selve dell’universo; e poi ch’e saran pasciuti,
il nutrimento de’ lor desideri sarà di dar morte e affanno e fatiche e paure e fuga a qualunche cosa
animata. E per la loro ismisurata superbia questi si vorranno levare inverso il cielo, ma la superchia
gravezza delle lor membra gli terrà in basso. Nulla cosa resterà sopra la terra, o sotto la terra e l’acqua,
che non sia perseguitata, remossa o guasta; e quella dell’un paese remossa nell’altro; e ‘l corpo di
questi si farà sepoltura e transito di tutti i già da lor morti corpi animati.
O mondo, come non t’apri? e precipita nell’alte fessure de’ tua gran balatri
e spelonche, e non
mostrare più al cielo sì crudele e dispietato monstro.

inviato il 01/06/2014
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Scusate il ritardo... Anche se il gioco è terminato, lascio comunque le mie considerazioni... Ho scelto queste dieci righe perchè mi sembravano le più vicine alla realtà di oggi, perchè tutte le situazioni sono un "copione" che nel tempo si ripete. E' nella natura umana essere così...

Lory, devi aggiungere qui sotto la motivazione "che tipo di emozione il libro ti ha lasciato e il pensiero che secondo te rappresenta la nostra Repubblica". :)

Partecipo a Festa della Repubblica + link http://bit.ly/1nT6rRL

La principessa che credeva nelle favole

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Marcia Grad Powers
La principessa che credeva nelle favole
Tradotto da A. De Vizzi
Edizione Piemme 2008
10 righe da pagina 93:

Spesso le capitava di aprire un libro a caso e di trovarsi davanti l'esatta informazione di cui aveva bisogno, che pareva essersi fatta avanti per darle una mano. "La felicità è una scelta" diceva uno di quei messaggi. Quella frase continuava a girarle e rigirarle nella mente: si ricordava che Doc le aveva detto la stessa cosa, ma la felicità le era sembrata così lontana e irraggiungibile... la principessa continuò a leggere: " Dopo aver effettuato una scelta, esercitati ad essere il più possibile felice, anche se devi far finta di esserlo fino a quando non lo sarai davvero". Seguiva poi un'ampia spiegazione del modo in cui i pensieri seguono le azioni e le emozioni derivano dai pensieri.

inviato il 22/05/2014
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La giara

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Luigi Pirandello
La giara
Oscar Mondadori 2011
10 righe da pagina 3:

Piena anche per gli olivi quell'annata. Piante massaje, cariche l'anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire.
Lo Zirafa, che ne aveva un bel giro nel suo podere delle Quote a Primosole, prevedendo che le cinque giare vecchie di coccio smaltato che aveva in cantina non sarebbero bastate a contener tutto l'olio della nuova raccolta, ne aveva ordinata a tempo una sesta più capace a Santo Stefano di Camastra, dove si fabbricavano: alta a petto d'uomo, bella panciuta e maestosa, che fosse delle altre cinque la badessa. (---)Quella bella giara nuova, pagata quattr'onze ballanti e sonanti, in attesa del posto da trovarle in cantina, fu allogata provvisoriamente nel palmento. Una giara così non s'era mai veduta. Allogata in quell'antro intanfato di mosto e di quell'odore acre e crudo che cova nei luoghi senz'aria e senza luce, faceva pena.

inviato il 21/05/2014
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Il sogno di Scipione-Il fato

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Cicerone Marco Tullio
Il sogno di Scipione-Il fato
Garzanti Libri 2007
10 righe da pagina 6:

O se nel bosco del Pelio, dalle scuri
abbattuti, non fossero mai caduti al suolo i tronchi d'abete!
Si sarebbe potuto risalire addirittura più indietro: "O se sul Pelio non fosse mai nato un albero!", o ancora prima: "O se non fosse mai esistito un monte Pelio!" e si potrebbe, seguitando identicamente a ritroso nel tempo, procedere all'infinito.
Se da lì la costruzione di una nave non avesse avuto principio!
A che scopo ripercorre il tempo trascorso? Segue infatti quel celebre passo:
Giammai la mia signora, Medea, vagando, avrebbe lasciato la casa, con l'animo afflitto, ferita da fiera passione, ma non perché quei fatti comportassero la causa della sua passione.

inviato il 13/05/2014
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Nicola Nickleby

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Charles Dickens
Nicola Nickleby
Tradotto da S. F. Spaventa
Sonzogno Milano 2008
10 righe da pagina 218:

"Ho sopportato giorno per giorno" disse Caterina piegandosi su di lui, e timidamente
mettendo la mano in quella di lui, " nella speranza che sarebbe cessata questa persecuzione; ho sopportato giorno per giorno, costretta ad assumere la parvenza della gioia, quando ero più infelice. Non ho avuto un amico, un consigliere, un protettore. La mamma crede che quelli siano della gente rispettabile, ricca e onorata, e come posso io... come posso disingannarla... quando è così felice di
queste piccole illusioni che sono la sua sola felicità? La donna con cui voi mi metteste non è la persona alla quale io potrei confidar cose di tanta delicatezza e io son ricorsa finalmente a voi, il solo amico che ho sotto mano... quasi l'unico che ho al mondo... supplicandovi e implorandovi d'aiutarmi.

inviato il 30/01/2014
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Pioggia

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W. Somerset Maugham
Pioggia
Tradotto da FRANCO SALVATORELLI
Adelphi 2003
10 righe da pagina 88:

Una striscia argentea di spiaggia, le rigogliose palme da cocco, le case d'erba dei samoani: un'oasi, o un'allucinazione. Cade una pioggia inesorabile, "animata da un'intima rabbia", e i turisti appena sbarcati si lasciano andare al ritmo. Fra loro un missionario, una cupa fiamma negli occhi, e una prostituta che fugge dal suo passato. Travolti e già condannati, dall'irresistibile malìa della redenzione, i due si fronteggiano, combattono, arretrano, si cercano, sino al tragico, beffardo epilogo.
Degli stessi venefici vapori è impregnato il secondo racconto di questo volume, Il reprobo. Ancora un paradiso tropicale dell’Oceano Pacifico e ancora dei missionari: un dogmatico reverendo e sua sorella, la quale, «con l’accanimento di un angelo vendicatore», si lancia nella feroce impresa di redimere l’ubriacone dell’isola. Ma sarà una notte trascorsa con lui su un’isola deserta a decidere del loro destino

inviato il 17/12/2013
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L'Edipo Di Ugo Foscolo: Schema Di Una Tragedia Inedita

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10 righe da pagina 34:

Oh iniquo
Te quanto il tuo signor! Ma scerre ei mai
Altr'uom potea, che pari a lui non fosse?
In Tebe Edippo? Io ricalcar le infami
Strade di Tebe? Santi Dei, non ch'uomo,
Né il poter vostro unqua il saprebbe! Oh gioja,
Onde bearsi ornai può sol mio cuore!
Né troppo or duolmi esser vissuto – Tempo
Venne, e mai tardo è di vendetta il giorno!
Torna dunque a tua posta, e a lui che servi
Reca ch'io vivo, e assai più che nol crede
Noti mi sono i scaltri appigli, e 'l fine
Per cui vorria me a sua salvezza or pegno.

inviato il 30/11/2013
Nei segnalibri di:

Dialogo di pittura

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Paolo Pino
Dialogo di pittura
Biblioteca universale Rizzoli BUR 1954
10 righe da pagina 21:

Oh, s'io sapessi discernere veramente questo che mi richiedete, potrei ancor saper operare perfettamente in tutte le maniere. Pur da che vi promisi lo ricettario, non vi debbo mancar dell'openion mia. Io tengo che lo dipignere a ogliosia la più perfetta via e la più vera pratica; la ragione è pronta: che si può più particolarmente contrafar tutte le cose, perch'alcune specie di colori servono alle diversità di tinte più integramente, onde si vede le cose a oglio molto differenti
dall'altre, e oltre a ciò si può replicar le cose più fiate, là onde se li può dar maggior perfezione, e meglio unir una tinta con l'altra. Arte che non se può usar negli altri modi. Il colorire a fresco in muro è più imperfetto per le ragioni dette, e perché ricerca presta resoluzione, ma a me par più dilettevole.

inviato il 06/07/2018
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Ciao Tiffany.77, sei nella finale di luglio, 10righe scelte da Voi utenti.

dove soffiano i venti selvaggi

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Nick Hunt
dove soffiano i venti selvaggi
Tradotto da Laura Prandino
Neri Pozza 2018
10 righe da pagina 145:

C'era un nuovo mondo bianco,lassù-
Gornje Sitno era il paese più in quota, alla fine della strada.
Quindici centimetri di neve farinosa mi scricchiolavano sotto i piedi mentre salivo,e si appallottolavano alle estremità dei lacci trasformandoli in code di leone.La neve si era accumulata sul lato esposto al vento di ogni foglia e filo d'erba,mentre tronchi e pali del telefono erano segnati da una striscia verticale che pareva di pelliccia bianca,impeccabilmente angolata a nordest ,come magnetizzata da un nuovo polo.Il mondo era perfettamente bisecato,suddiviso tra primavera e inverno.
Al riparo dal pendio nel tratto iniziale,potevo solo sentirla.Ma appena raggiunsi la cima,la Bora mi investì in pieno.

inviato il 25/06/2018
Nei segnalibri di:

Tito Lucrezio Caro

immagine copertina
La Natura delle Cose
Tito Lucrezio Caro
Tradotto da U. Dotti
Feltrinelli 2015
10 righe da pagina 93:

Dolce è mirar da ben sicuro porto
L'altrui fatiche all'ampio mare in mezzo,
Se turbo il turba o tempestoso nembo;
Non perchè sia nostro piacer giocondo
Il travaglio d'alcun, ma perchè dolce
È se contempli il mal di cui tu manchi:
Nè men dolce è veder schierati in campo
Fanti e cavalli e cavalieri armati
Far tra lor sanguinose aspre battaglie.
Ma nulla mai si può chiamar più dolce
Ch'abitar, che tener ben custoditi
De' saggi i sacri templi onde tu possa,
Quasi da rôcca eccelsa ad umil piano,
Chinar tal volta il guardo.

inviato il 25/06/2018
Nei segnalibri di:

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Le notizie biografiche di Lucrezio sono ancora oggetto di complesse discussioni tra gli esperti: Pompei per vari motivi non è nient'altro che una semplice ipotesi, mentre la nascita nel 94 a. C. è poco convincente e molti critici preferiscono il 98 a. C., più in linea con le scarne e a volte contraddittorie notizie delle scarse fonti. Comunque, luogo e data di nascita sono ancora "sub iudice".

Titus Lucretius Carus nacque a Pompei, 94 a.C

Grazie.

Ciao, scelgo queste righe:
http://scrivi.10righedailibri.it/dialogo-di-pittura

Lo spirito del sito è quello della condivisione. L'autenticità, come la falsità, non è una particolarità dell'opera, ma è esclusivamente dovuta a un giudizio su di essa puramente soggettivo. Marcello non vi è nessuna offesa nelle tue parole anzi ti ringrazio per la tua dotta disquizione.

Ciao Barbara, hai senz'altro ragione: la critica è rivolta all'autore della traduzione, però - absit iniuria verbis - un pochino, e molto bonariamente, anche a chi l'ha ritenuta meritevole di essere citata. Comunque, complimenti.

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di giugno. Scegli da oggi 2 luglio a domenica 8 luglio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Ciao Marcello, mi dispiace perché non era affatto mia intenzione 'offendere' il grande Lucrezio, io ho semplicemente ripreso la traduzione fatta da U. Dotti quindi non è opera mia. Semmai la critica andrebbe fatta a chi ha tradotto il testo.

Cara Barbara, sono stato molto combattuto ma alla fine - con mio grande rincrescimento - non ho aggiunto il mio segnalibro. Intendiamoci: la tua scelta di quell'autore, uno dei massimi della letteratura latina, lo meriterebbe senz'altro: avrai capito che è uno dei miei superpreferiti, tanto è vero che ho dedicato il mio ultimo libro all'analisi del finale del suo libro III, un vero e ispirato inno alla morte. Però la traduzione poetica, che tu hai utilizzato, è il classico esempio - direi: da manuale - di come "non" si deve tradurre Lucrezio: è una versione poetica canterellata, basata su giochhetti di parole ( se turbo il turba!!!) e su aggiunte ridicole e pleonastiche (piacer giocondo, sanguinose aspre battaglie, quasi da rocca eccelsa ad umil piano, etc.) dettate dalla necessità non di restare fedele al testo originale, ma di completare alla meno peggio il ritmo dell'endecasillabo. Mi dispiace per te e Lucrezio, ma non posso votare uno scempio del genere.

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza

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Luis Sepúlveda
Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
Tradotto da Ilide Carmignani
Guanda 2013
10 righe da pagina 14:

La lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza non aveva un nome, come del resto non lo avevano le altre lumache, e questo la preoccupava molto.
Le sembrava ingiusto non avere un nome, e quando una delle lumache più vecchie le domandava perché ci tenesse tanto, lei rispondeva come loro a bassa voce: «Perché il calicanto si chiama così, calicanto, e perciò quando piove, per esempio, diciamo che andiamo a rifugiarci sotto le foglie di calicanto. Anche il saporito dente di leone si chiama così, dente di leone, e perciò quando diciamo che andiamo a mangiare delle foglie di dente di leone non ci sbagliamo e non mangiamo ortiche».
Ma gli argomenti della lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza non risvegliavano grande interesse nelle altre lumache.

inviato il 25/06/2018
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Luis Sepúlveda Calfucura (Ovalle, 4 ottobre 1949)

Cenere

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Grazia Deledda
Cenere
Fratelli Treves Editori 1913
10 righe da pagina 25:

Un orizzonte favoloso circonda il villaggio; le alte montagne del Gennargentu,
dalle vette luminose quasi profilate d’argento, dominano le grandi valli della Barbagia,che salgono, immense conchiglie grigie e verdi, fino alle creste ovi Fonni, con le suecase di scheggia e i suoi viottoli di pietra, sfida i venti e i fulmini.
D’inverno il paese era quasi deserto, perché i numerosi pastori nomadi che lo popolavano(uomini forti come il vento e astuti come le volpi) scendevano con le gregge nelle tiepide pianure meridionali; ma durante il bel tempo un bizzarro viavai di cavalli,di cani, di pastori vecchi e giovani, animava le straducole. Anche Zuanne, il figlio della vedova, a undici anni era già pastore. Durante la giornata conduceva il pascolo attraversoi selvaggi dintorni del paese

inviato il 26/06/2018
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Ciao Ossian, sei nella classifica finale del mese di giugno. 10 righe scelte dalla redazione.

Hotel Bella Vista

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Colette
Hotel Bella Vista
Tradotto da Miro Silvera e Anna Morpurgo
La Tartaruga 2012
10 righe da pagina 16:

Mi ricordo che sbattei le palpebre strapazzata, da una gessosa luce di marzo, da un cielo percorso da grandi arabeschi bianchi, e che il mistral scoteva tutte le porte di nei loro infissi. Sotto al tavolo faceva freddo, ma sul preventivo tagliuzzato da cifre rosse, da punteggiature nere e da circoli fatti con la matita blu, un raggio di sole mi bruciava il dorso della mano. Mi sorpresi a pensare che una tiepida da pioggia è, di primavera, più che piacevole nell’Ile-de-France, e che un appartamento parigino, ben chiuso, scaldato, costellato qua e là di lampade dal cappello di pergamena, non conosce proprio rivali…

inviato il 28/06/2018
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Elogio della lettura e della finzione

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Mario Vargas Llosa
Elogio della lettura e della finzione
Tradotto da Paolo Collo
Einaudi 2011
10 righe da pagina 5:

Flaubert mi ha insegnato che il talento significa disciplina tenace e grande pazienza. Faulkner che è la forma - la scrittura e la struttura - ciò che esalta o impoverisce le trame. Martorell, Cervantes, Dickens, Balzac, Tolstoj, Conrad, Thomas Mann che il ritmo e l'ambizione sono importanti in un romanzo quanto l'abilità stilistica e la strategia narrativa. Sartre che le parole sono azioni e che un romanzo, un'opera teatrale, un saggio, legati all'attualità e a più alti obiettivi, possono cambiare la storia. Camus e Orwell che una letteratura priva di morale è inumana, e Malraux che l'eroismo e l'epica sono presenti nell'attualità così come al tempo degli argonauti, dell'Odissea o dell'Iliade.

inviato il 28/06/2018
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Grazie!

Ciao Paola, sei nella finale del mese di giugno 10 righe scelte da Voi utenti.

Jorge Mario Pedro Vargas Llosa (Arequipa, 28 marzo 1936) è uno scrittore, drammaturgo e politico peruviano naturalizzato spagnolo. Ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2010 e questo volumetto contiene la trascrizione del discorso fatto in occasione della premiazione.

Leonardo Da Vinci e la cucina rinascimentale

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Sandro Masci
Leonardo Da Vinci e la cucina rinascimentale
Gramese Editore 2006
10 righe da pagina 95:

L’occupazione di Milano da parte dei francesi nel 1499 porta alla sconfitta il Moro e all’abbandono della città da parte di Leonardo. Inizia così per il maestro,ormai vicino ai cinquant’anni, un periodo di vita errabonda. Prima è a Mantova, dove dipinge il tanto sospirato ritratto di Isabella D’Este, poi a Venezia e a Firenze. Il periodo fiorentino vede nascere il capolavoro della Gioconda(…)
Ma la fama acquisita in Italia alla corte del Moro lo segue anche in terra di Francia, dove Leonardo non tralascia di dedicarsi pure all’organizzazione di feste e banchetti.
A lui, come già detto si deve la preparazione dei festeggiamenti per la nascita del delfino di Francia. Leonardo il 2 maggio del 1519. La tumulazione avviene in forma solenne nella cappella reale della chiesa di San Fiorentino ad Amboise

inviato il 01/07/2018
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Giorni di luglio

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Hermann Hesse
Giorni di luglio
Tradotto da Alberto Guareschi
Guanda 2016
10 righe da pagina 64:

Sulla casa addormentata e sul giardino immerso nel buio vegliavano in silenzio le nuvole bianche, leggere come piume; il lembo di cielo all'orizzonte crebbe adagio fino a diventare un ampio squarcio indistinto e puro, debolmente illuminato da fioche stelle, e sulle colline più distanti apparve un’esile linea d'argento a dividerle dal cielo. Nel parco gli alberi, al fine rinfrescati, dormivano respirando profondamente, e sul prato ai piedi del faggio rosso il nero cerchio d'ombra si tramutò in un velo impalpabile che aveva la sostanza delle nubi.

inviato il 02/07/2018
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Grazie.

Grazie mille! La mia scelta è la seguente: http://scrivi.10righedailibri.it/lasciami-lultimo-valzer

Ciao Alessandro, sei nella finale settimanale di luglio. Scegli da oggi 9 luglio a domenica 15 luglio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Hermann Hesse (Calw 1877 – Montagnola 1962), scrittore tedesco naturalizzato svizzero, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946.

Un'aquila nel cielo

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Wilbur Smith
Un'aquila nel cielo
Tradotto da Giacomo Erba
Longanesi 1987
10 righe da pagina 10:

I bordi delle labbra e delle narici erano bianchi come marmo, e nell'azzurro profondo dei suoi occhi vi erano ombre simili a forme di squali in movimento sotto la superficie di un mare estivo."Ala sinistra in alto", ordinò di scatto, deluso, cercando di scuoterlo. L'ala si sollevò e rimase salda come una roccia, senza richiedere correzione alcuna."Rimettila orizzontale", ordinò, togliendo le mani dai comandi, mentre il muso dell'aereo affondava in caccia dell'orizzonte."Diminuisci la velocità." La mano destra del ragazzo raggiunse con assoluta precisione la manetta del gas. Barney tornò a dargli un'occhiata. La sua espressione non era cambiata, ma a quel punto, come un'improvvisa rivelazione, Barney vi riconobbe non la paura ma l'estasi.

inviato il 02/07/2018
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

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